Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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Mission woman: indagine sulla percezione del "Servizio di Accoglienza e Ascolto" nel Pronto Soccorso dell'Az. Osp. S.Camillo-Forlanini di Roma da parte delle donne vittime di violenza
RIASSUNTO Introduzione. Il progetto Mission Woman nasce per descrivere la percezione del servizio offerto al Pronto Soccorso dell'Azienda Ospedaliera S.Camillo- Forlanini di Roma alle donne vittime di violenza, o presunta tale. Il Servizio "Sportello Donna", istituito nel 2009, ha lo scopo di accogliere e ascoltare donne vittime di violenza attraverso la collaborazione di differenti operatori del Pronto Soccorso: infermieri, medici, psicologi, assistenti sociali. Gli infermieri di triage sono coloro che attraverso la loro competenza nell'indagine riescono per primi a individuare le vittime di violenza e a introdurle nel percorso. Obiettivo. L'obiettivo della presente indagine è di fotografare la percezione che hanno le donne vittime di violenza, di aggressione, o presunta tale, del servizio offerto in termini di sensibilití , riconoscimento del fenomeno e gestione; capire quali sono le carenze organizzative e strutturali del servizio, le carenze teoriche e pratiche del personale sanitario nella gestione di un fenomeno che ha valenza, non solo medica, ma anche sociale e giuridica.Materiali e Metodi. E' stato condotto, da Maggio 2011 a Dicembre 2011, sul totale delle donne che accedono in Pronto Soccorso con triage per aggressione e prese in carico dallo Sportello Donna Antiviolenza. Lo strumento utilizzato per registrare e raccogliere i dati è un questionario.Risultati e discussione. Gli accessi in Pronto Soccorso per aggressione o presunta tale sono stati 368, 205 di questi si sono rivolti allo sportello donna. Dei 205 casi solo 36, il 18 % degli accessi, ha accettato di compilare il questionario. Il 71% è vittima di aggressioni da parte del partner; il 60% subisce aggressioni da almeno 3 anni; il grado di soddisfazione dell'ambiente che ha accolto la paziente in Pronto Soccorso per il 96% è soddisfacente. La quasi totalití del campione (90 %) ha ottenuto risposte adeguate e chiare dal personale del Pronto Soccorso e dal personale di Sportello Donna. Le manovre assistenziali sono state effettuate rispettando riservatezza e delicatezza del caso. Secondo le pazienti intervistate una consistente percentuale degli operatori ha una buona preparazione/formazione. Le criticití riscontrate: è necessaria un'azione a breve-medio termine assegnando un codice colore riservato a questo tipo di evenienze e una sala di attesa dedicata e soprattutto ridurre i lunghi tempi di attesa per la visita (superiore alle due ore). Conclusioni. L'accesso al Servizio di Pronto Soccorso è il primo contatto della vittima con una relazione di aiuto che va al di lí della semplice prestazione medica. Per quanto gravi o lievi si presentino le lesioni, chi accede al Pronto Soccorso, per unici o reiterati episodi di violenza, può aver deciso di denunciare e non nascondere il fenomeno e cercare, quindi, nel personale sanitario una forma di aiuto che deve essere soddisfatto con competenza.Parole chiave: violenza, donne, minori, Pronto Soccorso, infermieri ABSTRACTIntroduction. The project Mission Woman was set up to describe how the service offered by the Emergency Department of the Hospital San Camillo-Forlanini in Rome was perceived by women victims ( or supposed to be) of violence. The objective of this investigation is to frame clients' perception about the service offered by staff in terms of sensitivity, recognition and management of the issue. The access to the Emergency Room is the first contact of the client with a helping relationship which goes beyond the simple provision of medical care. Methods. A questionnaire devised for the purpose was filled in by women who have asked for help to the Service "Door Woman" . The Service "Door Woman", set up in 2009, aimed to welcome and listen women victims of violence with the collaboration of different operators in the emergency department: nurses, doctors, psychologists and social workers. The project developed within the Hospital S. Camillo-Forlanini is managed by both professionals of the Emergency Department together with the Charity "Be Free". The service is open 24/7, all year, the clients could be women or children and could receive assistance or medical, nursing, psychosocial and legal counselling. The triage nurses are those who through their expertise could first identify the victims of violence and to introduce them in the path. Conclusion. Despite the level of injuries, who access to the Emergency Room for single or repeated events of violence, may have decided to claim in court and not hide seeking.. The research aims to understand what are the theoretical and practical deficiencies of staff in the management of a issue which is not only medical but also social and legal, as well as structural and organizational weaknesses of the service. Keywords: violence, women, children, emergency room, nurse
A literature review on self-care of chronic illness: definition, assessment and related outcomes (Una revisione della letteratura sul self-care nelle malattie croniche: definizione, valutazione e outcomes associati)
Introduction. Chronic illnesses care represents a challenging issue for people well-being and future health systems' sustainability. Promotion of self-care is considered a key point for chronically ill patients' care. The aim of this literature review was to explore: how self-care of chronic illness has been theoretically defined; how self-care can be assessed in clinical and research settings; what associations exist between self-care and health outcomes of chronically ill patients. Results. A wide range of definitions and terminologies related to self-care of chronic illness has been found in the literature. Although some common elements useful to explain the concept of self-care have been identified, the physical, cognitive, emotional and social processes underlying self-care remain controversial and poorly defined. Valid and reliable disease-specific assessment tools have been developed and used in a growing number of studies; however, the lack of utilization of standardized instruments in clinical practice has been referred by many authors. Significant correlations between self-care of chronic illness and outcome measures e.g. general health status, quality of life and healthcare costs, are reported by a limited number of studies. Conclusions. Supporting patient self-care is recognized as a crucial factor in chronic illness care. A deeper analysis of variables and processes influencing self-care could help for a full description of the phenomenon. A systematic evaluation of self-care in health professionals' everyday clinical practice is strongly recommended. The development of general non-disease-specific assessment tools could facilitate the evaluation of complex patients, especially those with multiple co-morbidities. Although self-care has been recognized as a vital intermediate outcome, further large-scale studies clarifying the association between self-care and patients' and health systems' outcomes are needed. Key words: self care, self management, chronic illness, health promotion, nursing assessment, nursing theories, nursing outcomes, patient outcomes_________________Una revisione della letteratura sul self-care nelle malattie croniche: definizione, valutazione e outcomes associatiIntroduzione. L'assistenza alle persone con malattie croniche rappresenta una sfida per il benessere della popolazione e per la futura sostenibilití dei sistemi sanitari. La promozione del self-care è considerata un aspetto chiave dell'assistenza ai malati cronici. Lo scopo di questa revisione della letteratura è stato quello di esplorare: come il self-care nelle malattie croniche è stato definito dal punto di vista teorico; come il self-care può essere valutato nella pratica clinica e nella ricerca; quali associazioni esistono tra il livello di self-care e i risultati di salute dei pazienti con malattie croniche. Risultati. In letteratura si è riscontrata un'ampia gamma di definizioni e terminologie connesse con il self-care nelle malattie croniche. Sebbene nei diversi approcci siano stati identificati alcuni elementi comuni utili a spiegare il concetto di self-care, le variabili fisiche, cognitive, emotive e socioculturali sottese al self-care nelle malattie croniche risultano controverse e scarsamente definite. Un crescente numero di studi ha sviluppato o impiegato strumenti di valutazione del self-care validi ed affidabili per una specifica malattia cronica; tuttavia molti autori riportano la mancanza di utilizzo di strumenti di valutazione nella pratica clinica standard. Un numero limitato di studi ha mostrato delle correlazioni significative tra il self-care nelle malattie croniche e alcune misure di risultato come lo stato generale di salute, la qualití di vita e i costi dell'assistenza sanitaria. Conclusioni. Favorire lo sviluppo del self-care è riconosciuto come un aspetto cruciale dell'assistenza ai malati cronici. Un'analisi più approfondita delle variabili e dei processi che influenzano il self-care potrebbe contribuire ad una più completa descrizione di questo fenomeno. La valutazione sistematica del self-care nella pratica clinica dei professionisti sanitari è fortemente raccomandata. Lo sviluppo di strumenti generali e non specifici per singola malattia potrebbe facilitare la valutazione dei malati complessi, specialmente in presenza di comorbidití multiple. Sebbene il self-care sia definito come un outcome intermedio vitale per i malati cronici, sono necessarie delle ulteriori ricerche su larga scala allo scopo di chiarire l'associazione tra il self-care e i risultati dei pazienti e dei sistemi sanitari.Parole chiave: self-care, self-management, malattie croniche, promozione della salute, valutazione infermieristica, teorie infermieristiche, risultati infermieristici, risultati dei pazienti
Lavaggio delle mani: confronto tra comportamenti dei Professionisti e degli Studenti in un grande Ospedale universitario
RIASSUNTO L'obiettivo principale dello studio è valutare le conoscenze, le opinioni e il rispetto delle procedure di operatori sanitari (medici, infermieri, studenti di medici e di infermieristica) sull'igiene delle mani (HH). Numerose ricerche indicano una minor accuratezza nel rispetto delle procedure di igiene della mani comparata agli infermieri mentre poche ricerche indagano l'atteggiamento durante gli studi. Un questionario è stato somministrato ad un campione di 756 partecipanti: 252 medici, 268 infermieri, 117 studenti infermieristica, 119 studenti di medicina in un grande Ospedale universitario (Roma), per determinare la conoscenza, la conformití e le procedure rispetto all'igiene delle mani. Per l'analisi delle risposte dei questionari è stato utilizzato SPSS 17.0. La conoscenza e l'aderenza alle procedure dei futuri medici è inferiore a quella dei futuri infermieri. Sia nell'HBS (opinioni sull'igiene della mani) che nell'HHPI (procedure nell'igiene delle mani), gli studenti infermieri hanno punteggi più elevati rispetto agli infermieri, ai medici e agli studenti di medicina. Le domande sull'uso di detergenti a base di alcool sono state quelle in cui vi è il più basso numero di risposte corrette, in tutte le professioni. I medici hanno una minore aderenza alla pratica dell'igiene delle mani, rispetto gli infermieri. Future ricerche dovrebbe chiarire quali siano le differenze nella costruzione dello studio sulla pratica dell'igiene delle mani, quali sono le barriere che impediscono l' aderenza dei sanitari alla stessa e le migliori metodiche per trasmettere l'abitudine all'igiene della mani. I professionisti dovrebbero inoltre essere maggiormente coinvolti nella lotta contro le infezioni nosocomiali (ICA). Parole chiave: igiene delle mani, infezioni associate all'assistenza ICA, student di medicina, studenti infermieri, studenti delle professioni sanitarie, compliance nell'igiene delle mani, procedure per l'igiene delle mani ABSTRACT The main objective of the study is assessing knowledge, opinions and compliance with the procedures of health professionals (physician, nurses, medical and nursing students) about Hand Hygiene (HH). There is a number of research which indicates that physicians respect less than nurses Hand Hygiene, there are a smaller number which investigates the differences in the attitude of the aforementioned subjects during their studies. A questionnaire was administered to a sample of 756 participants (252 doctors, 268 nurses, 117 nursing students and 119 students of medicine) at a large University Hospital in Rome, to determine their knowledge, compliance and procedures with Hand Hygiene. Knowledge of medical students is lower than that of nursing students, as well as they have lower values in adherence to practice. In both HH Beliefs Scale (HBS) and HH Practicies Inventory (HHPI) questionnaires, nursing students have higher scores than nurses, doctors and medical students. The questions on the use of alcohol-based cleaners have been those where there was the lowest number of correct responses, across all professions. Physicians compared to nurses have a lower adherence to Hand Hygiene. Future research should clarify what the differences are in the construction of the study on the practice of washing hands, what are the barriers to health professionals and best methods for teaching habits, namely the effectiveness of hand washing. Professionals should be more involved in the fight against Healthcare-associated infections. Key words: hand hygiene, health care associated infection, medical students. Nursing students, health care professionals, hand hygiene compliance, hand hygiene procedure
Esplorando il distress morale tra gli infermieri clinici
RIASSUNTOIl fenomeno del distress morale nella pratica infermieristica è descritto come una situazione di sofferenza che sorge quando l'infermiere riconosce l'azione eticamente appropriata da adottare e tuttavia impedimenti istituzionali gli rendono impossibile seguire il giusto corso d'azione. L'obiettivo è descrivere situazioni di pratica infermieristica che generano distress morale a causa dell'impossibilití di intraprendere l'azione riconosciuta come eticamente appropriata; descrivere come gli infermieri gestiscono tali situazioni e le strategie identificate per affrontarle. È stato svolto un focus group in tre reparti di un grande ospedale del nord Italia. In un quarto reparto agli infermieri è stato chiesto di scrivere un'esperienza di distress morale. Sono stati coinvolti 40 infermieri e raccolte 50 esperienze. Dall'analisi delle esperienze sono emersi 5 ambiti fonte di distress morale: 1) decisione clinica; 2) competenze infermieristiche; 3) collaborazione infermiere-medico; 4) organizzazione dell'assistenza; 5) cure sicure. Per ogni ambito sono stati individuati i temi più frequentemente ricorrenti nelle narrazioni. Gli ambiti della collaborazione infermiere-medico, delle competenze infermieristiche e dell'organizzazione dell'assistenza impegnano i nurse leader nella identificazione e attuazione di strategie di intervento per la gestione del distress morale. Parole chiave: distress etico, distress morale, infermiere clinico ospedaliero, pratica infermieristica, eticaABSTRACTMoral distress in nursing practice is described as a suffering situation that arises when the nurse is unable to act her/his ethical choices, when institutional constraints interfere with acting in the way she/he believes to be right. The aim is to describe nursing practice situations causing moral distress resulting from the recognition of the ethical appropriate actions combined with the impossibility to pursue it; to describe how nurses manage moral distress situations and the strategies to cope with them. A focus group was conducted in three wards of a large teaching-hospital in the north of Italy. In another ward the nurses were asked to write a moral distress experience. A total of 40 nurses were involved and 50 experiences collected. The experiences' analysis has shown 5 source areas of moral distress: 1) clinical decision; 2) nursing competences; 3) nurse-physician collaboration; 4) organization of care; 5) safe care. For each area the most frequent themes were highlighted.Areas of clinical decision, nursing competences, nurse-physician collaboration involve nurse leaders in identification and implementation of strategies for managing moral distress.Key words: Moral/ethical distress, hospital nursing staff, nursing practice, ethic
Il Testamento Biologico: una scelta consapevole? Sondaggio sulle conoscenze degli italiani
RIASSUNTOIn un contesto scientifico e tecnologico avanzato, dove è possibile interferire a tempo indeterminato nel processo del morire, il testamento biologico può garantire il diritto di autodeterminazione e di libertí di cure del paziente. E' all'approvazione del Senato una legge sul testamento biologico molto dibattuta; per renderla attuativa occorrerí anche divulgare le conoscenze in materia di fine vita e di direttive avanzate ai cittadini. E' stato condotto un sondaggio su duecento residenti del Centro Italia, utilizzando il questionario ISPO 2009, per analizzare gli atteggiamenti degli italiani sui temi di fine vita, sul rapporto medico-paziente e sul testamento biologico; Rilevare le variazioni delle conoscenze rispetto al 2009; Registrare le opinioni su una legge per il testamento biologico, e sul grado di libertí di scelta da consentire; Evidenziare mutamenti di opinioni rispetto al 2009, in relazione al dibattito sul ddl in discussione in Parlamento. Risultati. La metí degli intervistati non sa dare una definizione corretta di testamento biologico; il 59,6% è favorevole ad una legge in materia; il 77,5% approverebbe l'interruzione delle cure se in coma irreversibile, e il 66% l'interruzione di idratazione e nutrizione artificiale; l'87% considera le disposizioni anticipate vincolanti per il medico, e il 41% si dichiara non adeguatamente preparato a redigere il proprio testamento biologico. Non sono migliorate le conoscenze dal 2009, rilevante è il gap informativo sulle materie di fine vita. Gli interventi informativi andrebbero previsti dalla legge. Gli infermieri, da sempre presenti nelle situazioni di fine vita, potrebbero fornire un valido contributo.Parole Chiave: Testamento biologico; bioetica; fine vita, comunicazione.ABSTRACT In a scientifically and technologically advanced context, where it is possible to postpone death at our will, the life will may be a tool for guaranteeing the patient's right and freedom to decide on whether and how to be cured. Debate regarding the life will is extremely important but a very delicate issue. This study describes the results of a survey performed on 200 people living in Central Italy using an ISPO 2009 questionnaire.Its aims were: to analyze the feelings of Italians on the questions surrounding the end of life; examine the doctor-patient relationship and the life will; find out how knowledge has changed since 2009; record opinions on a law governing the life will and how opinions have changed since 2009. Results showed that knowledge of the life will and its various aspects was severely lacking and that there has been no improvement in such knowledge since 2009 . There is a significant gap to be filled regarding end of life issues and, given their constant presence at this time, nurses could play an important role . Key words: Life will, bioethics, end of life, communicatio
Il profilo di posto e il processo di valutazione: quale integrazione? Esperienza dell'Azienda Sanitaria TO2 di Torino
Introduzione: Il Servizio delle Professioni Sanitarie dell'Azienda Sanitaria Locale TO2 di Torino si è posto come obiettivo per l'anno 2010 di costruire la scheda di valutazione del personale neo-assunto e il relativo piano di inserimento, integrandoli con i profili di posto gií elaborati l'anno precedente. Metodo: La fase di progettazione si è avvalsa dell'analisi della letteratura e del confronto tra il gruppo di progetto, costituito da sei componenti del Servizio delle Professioni Sanitarie. Il modello concettuale di riferimento per la realizzazione delle bozze delle griglie di lavoro è stato tratto dall'inserto speciale della rivista "L'infermiere" del 2007. Si sono inoltre costituiti i gruppi di lavoro, per un totale di 93 persone. Si sono inoltre predisposti gli indicatori per il monitoraggio e la valutazione dell'implementazione degli strumenti. Una volta realizzate le bozze degli strumenti standard, si è lanciato il mandato ai gruppi di lavoro di completare gli strumenti forniti, con la supervisione di un tutor utilizzando la formazione sul campo. Infine si è effettuata una valutazione intermedia attraverso la somministrazione di un questionario. Conclusioni: L'introduzione degli strumenti sopra citati ha incontrato inizialmente qualche difficoltí , superata attraverso il supporto del tutor.Parole chiave: profilo di posto, professionisti sanitari, valutazione, competenze, neoassunto.ABSTRACTIntroduction: The Service of Health Professions of this facility (TO2 of Turin) aimed during the 2010 to devise/develop a new evaluation tool for the new employees , trying to fit them with the profiles set up the previous year. Methods. The conceptual model of reference for the construction of working drafts of the grids was ispired by the special insert edition of "L'infermiere" in 2007, a literature review was carried out and a number of internal meeting within 6 of the Service of health Professions were set up. A working group were set up – 93 people – as well as indicators were developed to monitor and implementation of the instruments. Once the drafts of the standard tools were made, working groups started to improve the tools provided under the supervision of a tutor. Finally half way through an evaluation was carried out using a questionnaire. Conclusions: The new template leads a number of problems which were later sorted out also with the support of tutors. Keywords: profile, health professionals, evaluation, skills, new recrui
Clinical teaching models for nursing practice: a review of literature
Introduction: Clinical placements provide opportunities for student nurses to learn experientially, thanks to clinical - practical teaching models. For this purpose this review wanted to better investigate the latest methods developed in nursing education to ameliorate the theory practice model in nursing education teaching model. Methods: The review of the literature was performed through a search of nursing specific data bases, including Cinahl, Capsur, Ovid, Cockrane Library, PubMed from January 2010 to September 2012. It included key words, such as: Clinical Model; Nursing Education Model; Nursing Practical Teaching Model; Theory-Practice Model. Results: A total of 8 articles were found. Of these, only 4 articles were considered for this review because they better analyzed one clinical teaching model in nursing practice. Each article was structured analyzed, by considering the "PICOS" method, with reference to participants, interventions, comparisons, outcomes, and study design. Discussion: Four innovative clinical teaching models for nursing practice were considered: the first one was the Problem-Based Leaning method in nursing education; the second one was the Self-Regulated Learning strategy; the third one was the developing nursing students' reflective skills associated as a key component in the perceived coherence between theory and practice; the fourth one was the computer-based clinical simulation. Conclusion: Each work performed an innovative clinical teaching model for nursing student. Some limitations were highlight, but all the literature revised emphasized the evaluation and feedback from students and the perceptions of their clinical activities is essential. Parole chiave: Clinical Model; Nursing Education Model; Nursing Practical Teaching Model; Theory-Practice Model. RIASSUNTOIntroduzione: Il posizionamento degli studenti infermieri in ambito clinico offre molte opportunití di miglioramento, anche grazie ai modelli di insegnamento clinico. A tal fine, questo studio ha voluto indagare approfonditamente i più recenti metodi sviluppati per l'insegnamento clinico, con l'obiettivo di migliorare il modello di formazione infermieristica e la relazione pratica-teoria. Metodi: E' stata effettuata attraverso una ricerca della letteratura su banche dati specifiche, tra cui Cinahl, Capsur, Ovid, Cockrane Library e PubMed dal gennaio 2010 al settembre 2012 che includeva parole chiave, quali: Modello clinico; Formazione Infermieristica, Modello; Infermieristica, insegnamento pratico; Modello; modello Teoria-Pratica. Risultati: Sono stati reperiti 8 articoli. Di questi, solo 4 articoli sono stati presi in considerazione per questa revisione perché meglio analizzano un modello di insegnamento clinico utile per pratica infermieristica. Ogni articolo è stato strutturato e analizzato, utilizzando il metodo "PICOS", con riferimento ai partecipanti, interventi, confronti, risultati e disegno dello studio. Discussione: Sono stati considerati quattro modelli di insegnamento clinici innovativi: il primo è il metodo Problem-Based in formazione infermieristica; il secondo è la strategia di apprendimento auto-regolato; il terzo è modello delle capacití riflessive, ancora in via di sviluppo come una componente chiave nella coerenza percepita tra teoria e pratica; il quarto modello è quello della simulazione clinica computerizzata. Conclusioni: Ogni lavoro presenta un innovativo modello di didattica clinico per gli studenti infermieri. Alcuni limiti sono stati evidenziati, ma tutta la letteratura sottolinea come la valutazione, il feedback da parte degli studenti e le percezioni relative alle attivití cliniche siano una componente essenzial della formazione. Parole Chiave: modello clinico; modello della formazione infermieristica, modello teoria-pratica
Tempi di attesa tra evento acuto e riabilitazione: continuití dell'assistenza infermieristica e riabilitativa. Analisi e proposte di un Servizio di Dimissioni Protette
Introduzione. In Italia negli ultimi anni l'aumento della sopravvivenza della popolazione ha comportato il cambiamento dello stato di salute, che vede l'incremento nella prevalenza delle patologie croniche (Osservatorio, 2011). L'ospedale, riservato alla fase acuta delle patologie, si integra necessariamente con le cure primarie. La continuití assume particolare rilevanza per la cura, assistenza e riabilitazione della persona assistita, cosí¬ come l'appropriato utilizzo delle diverse tipologie di offerta socio sanitaria assistenziale e riabilitativa. Obiettivo. Al San Gerardo di Monza, nell'ambito della riabilitazione del paziente post-acuto, si analizza la fase che intercorre tra la dimissione prevista dall'ospedale e la data di accettazione presso gli istituti di riabilitazione. E' possibile quantificare i tempi di attesa? L' allocazione delle persone assistite è appropriata? Scopo dello studio osservazionale descrittivo è accertare la distribuzione dei giorni di attesa. Inoltre si ipotizza il ricorso all'Assistenza Domiciliare Integrata e a soluzioni innovative. Obiettivi sono la diminuzione delle giornate di degenza inappropriate e l'utilizzo delle risorse in modo congruo. Risultati. Delle 1083 persone in attesa di riabilitazione il 55% (652), a cui sono associate 4505 giornate "inappropriate", è stato dimesso dall'ospedale oltre i tempi previsti. Conclusioni. L'utilizzo dell'assistenza domiciliare, vantaggiosa per l'ospedale, può essere utilizzata solo per una minoranza di pazienti e in modo diseconomico. Per abbattere la totalití delle giornate, una soluzione innovativa può essere l'istituzione di posti letto a basso costo. E dato che la maggioranza dei casi sono solo ad alta complessití assistenziale ma a bassa intensití clinica potrebbero essere letti gestiti da infermieri.Parole chiave: assistenza infermieristica, continuití , dimissioni protette, tempi di attesa, riabilitazioneABSTRACT Introduction. In recent years, in Italy, population lengthening of life leads to an higher number of individuals with chronic diseases (Osservatorio, 2010). The hospital which deals with the acute phase of diseases needs to be integrated with primary care. This connection is particularly important for the treatment, care and rehabilitation of patient, as well as a general need for more health and social care integrated tools. Objective. At the San Gerardo Hospital in Monza, in the context of the patient's post-acute rehabilitation, we analyze the phase between discharge from hospital and the expected date of hospitalization in facilities providing rehabilitation. The aim of this observational descriptive study is to determine the distribution of days of waiting. Furthermore, several different approach are analysed (i.e. Integrated Home Care) in order to reduce unnecessary days hospitalization and a more intelligent and cost effective use of resources The research question are the follow, to quantify waiting time between discharge and hospitalization in the rehabilitation facility and to ascertain if patients are sent to the correct facility. Results.1083 individuals were taken into account, of those 55% (N=652) were discharged from the hospital later. This leads to a 4505 days of inappropriate hospitalization. Conclusion. Although the use of home care could be beneficial to the hospital, this can be used only for tiny part of the patients and it is not cost effective. A possible solution can be set up a number of low cost bed entirely managed by nurses due to the low level of intensity care.Key words: nursing care, continuity, protected discharge, waiting time, rehabilitation
Il dirigente del Servizio Infermieristico: inchiesta sulle attese dei coordinatori infermieristici di un'ASL piemontese
RIASSUNTO Nel contesto sanitario attuale il ruolo del dirigente infermieristico assume una valenza strategica nel miglioramento della qualití dell'assistenza e nello sviluppo delle competenze degli operatori. Lo stile di management e di leadership sono oggetto di studio quale fattori incisivi nella gestione delle risorse e nello sviluppo professionale. Lo studio nasce nella fase di costituzione del servizio infermieristico che unifica la direzione di tre ASL del cuneese con diverse culture organizzative e professionali. Obiettivo del presente studio è descrivere il punto di vista e le attese dei coordinatori sulla funzione dirigenziale, circa lo stile di management e di leadership per contestualizzare la politica gestionale del servizio al sistema di attese espresso ed orientarne la realizzazione. Sono stati esaminati 77 questionari compilati dai coordinatori infermieristici (85.5%). Dai risultati emerge come aspetto prioritario nella gestione del ruolo dirigenziale la verifica dell'appropriatezza assistenziale e l'uso delle risorse. Lo stile di management auspicato dai coordinatori infermieristici è fondato su aspetti legati al governo clinico. Per lo stile di leadership gli intervistati sottolineano l'impegno lavorativo, la decisione partecipata, l'informazione al gruppo ed il supporto ai suoi membri per individuare le aree in cui è necessario attivare interventi formativi. La ricerca, anche se circoscritta in un ambito territoriale, conferma le linee guida internazionali sulle politiche che valorizzano gli investimenti nella qualití organizzativa e può essere un punto di riferimento per la direzione infermieristica, committente dell'indagine, per la progettazione e realizzazione del costituendo servizio, in coerenza con le indicazioni provenienti dalla normativa e dalla Direzione generale. Parole chiave: management infermieristico, leadership, coordinatori infermieristici. ABSTRACT In modern health-care , nursing managers play a strategic role in improving the quality of care and the skills of carers, since management and leadership strategies are known to be decisive in the deployment of resources and professional development. The aim of this study is to present the opinions and expectations of nursing coordinators regarding their managerial role. During the creation of a nursing service unifying the management of 3 local health authorities in Northern Italy, with different organizational and professional features, nursing coordinators were asked to fill in a questionnaire. Results showed that a priority aspect of the managerial role is to assess the appropriateness of care and the use of resources Their answers showed that they hoped for a style of management founded on aspects related to clinical government. For the style of leadership, they emphasized dedication to work, participation of staff in decision-making, group information and providing support in areas needing improvement. Although the study was territorial , it confirmed international guide-lines regarding the policies which give value to investments in the quality of organization and can be considered a point of reference for planning and creating future nursing services. Key words: nursing management, leadership, nurse coordinator
Il carico di lavoro infermieristico in Day surgery
RIASSUNTO Il "carico di lavoro" è definito come l'insieme delle attivití portate a termine da un professionista o da un gruppo di professionisti in un periodo di tempo Le diverse concettualizzazioni di carico di lavoro infermieristico hanno determinato differenti metodi e strumenti di valutazione. L'obiettivo di questo studio è quello di valutare il carico di lavoro infermieristico in Day Surgery attraverso un approccio quantitativo (tempo) e qualitativo (complessití percepita). Si vuole inoltre valutare se il tempo assistenziale correla con altre variabili. Il disegno dello studio è osservazionale - correlazionale. Sono stati oggetto di indagine 147 pazienti ammessi al Servizio di Day Surgery di un Azienda Ospedaliero Universitaria Friulana. I risultati dimostraano che gli infermieri hanno dedicato mediamente 164,8 minuti di assistenza ai pazienti. Il tempo assistenziale è influenzato dalla classe di rischio anestesiologico e dalla tipologia di intervento chirurgico (chirurgia generale). I pazienti di chirurgia specialistica sono considerati più complessi dagli infermieri rispetto ai pazienti di chirurgia generale. Un altro indicatore associato all'alta complessití percepita è la "gestione della comorbilití . I risultati dello studio sono sicuramente utili al team assistenziale per prevedere un più armonico impiego di risorse e poter gestire con efficacia ed efficienza la tipologia di utenza che accede al servizio.Parole chiave: Indice complessití assistenziale, carico di lavoro, infermieristica, area chirurgica, procederue chiurgiche ambulatoriali, giudizio clinico. ABSTRACTThe "workload" is defined as the whole of the activities completed by a group of professionals in a period of time. The different conceptualization of nursing workload has determined different methods and tools of evaluation. The aim of this study is to evaluate the nursing workload in a Day Surgery Unit with a quantitative (time in activities) and qualitative approach (perceived complexity). We want analyze also every correlation with the time in the activities. The study desing is observational. We have analyzed 147 patients admitted to the Day Surgery Unit of a University Hospital in Italy. The nurses have dedicated the average of 164,8 minutes in care. The nursing care time is correlated to anesthesiological risk class and to the general surgery procedure. The patients in specialistic surgery are considered more complexes from the nurses then the general surgery patients. Another indicator associated to the high perceived complexity is the "comorbility management". This study will help to manage nursing resources and the admission of the patients.Key words: Severity of Illness Index, Workload, Perioperative Nursing/organization & administration, Ambulatory Surgical Procedures, Clinical Judgement