Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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Studio di ricerca sui benefici dell'assistenza infermieristica nell'insorgenza della sindrome del tramonto
RIASSUNTO La Sindrome del tramonto si manifesta con la comparsa di un importante stato confusionale, che va a ledere le capacití cognitive del paziente. Questo studio ha come scopo quello di valutare se attraverso un'assistenza infermieristica mirata all'orientamento spazio-temporale del paziente, sia possibile ridurre o addirittura evitare l'insorgenza della sindrome stessa. Il campione dello studio è costituito da 48 pazienti, di cui 17 inseriti nel gruppo di intervento e 31 nel gruppo di controllo. Risultati: nel gruppo di intervento i pazienti in cui è stata riscontrata questa sindrome sono stati 4, pari al 12,9%; mentre nel gruppo di intervento è stata riconosciuta in 2 pazienti, pari all'11,9%. Il rischio relativo di insorgenza di questa sindrome è 0.90, mentre l'Odds Ratio è 0.89. Dall'analisi dei risultati si può concludere che effettivamente la pianificazione e la messa in opera di interventi infermieristici rivolti al paziente e all'ambiente, tesi al mantenimento delle sue funzioni cognitive, percettive e di orientamento, favoriscono il rallentamento dell'insorgenza di questa sindrome, ma soprattutto la maggiore attenzione degli operatori per la messa in opera di tutti gli interventi indicati, ne favorisce un suo precoce riconoscimento.Parole Chiave: Delirium, processo di nursing, unití di terapia intensiva, ricerca clinica infermieristica.ABSTRACTThe twilight syndrome manifests with the apperance of a severe confusional state which damages the patient's cognitive potential. The aim of this study was to evaluate whether nursing care focused on the patient's space-time orientation could reduce or even prevent the onset ,of this syndrome. The study comprised 48 patients , 17 in the action group and 31 in the control group. The results of the study showed that the nursing strategies implemented , aimed at maintaining the patient's cognitive, perceptive and orientative functions, not only showed down the progression of the syndrome but also made early recognition possible. Key words: delirium, nursing process, intensive care unit, clinical nursing researc
Right to life, right to end of life: some considerations
ABSTRACTHuman rights have undergone constant evolution. Recently, however, new generations of rights are developing: from political and civil rights to social and economic rights, so much so that this period may be defined as the age of human rights. Many differences exist between moral rules and judicial law. While moral rights are not necessarily recorded in statutory law, some judicial laws, which are capable of being imposed and/or appealed within a true territorial government, originate from moral rules. Common sense has reservations about whether human rights can be labelled as laws in a rudimentary way; instead, society places human rights in the category of moral rights. These moral rights, in fact, are not the fruit of compromise, but are absolute and essential to the inner self. Throughout this article, the evolution of end of life rights is discussed, with particular regard to how those rights are directly correlated to organ transplantation. Key words: end of life, ethics, human rights, living will, death, transplantRIASSUNTONegli ultimi duecento anni si è registrata un'evoluzione costante dei diritti umani. A quelli iniziali, si sono aggiunte nuove generazioni di diritti: dai diritti politici e civili, a quelli sociali ed economici, con un aumento inarrestabile, tanto da far definire l'epoca attuale come l'era dei diritti. L'accento si pone oggi e in maniera urgente, sul concetto di persona titolare di tali diritti. Che tipo di diritti sono i diritti umani? Il sentire comune si domanda se i diritti umani possano essere chiamati diritti in senso stretto, visto che non possedendo un carattere imperativo, appartengono alla categoria dei diritti morali, comunemente considerati diritti prima facie. Le norme morali, infatti, non sono frutto di compromesso, sono assolute e obbligano solo in foro interno. Mentre le regole morali non sono codificate, l'osservanza delle regole giuridiche è imposta, con il ricorso a sanzioni, nell'ambito di un certo territorio statale. In campo morale chiunque può giudicare, a differenza del diritto codificato dove solo il giudice è legittimamente autorizzato ad applicare la legge e ad emettere sentenze. La regola morale, anche in caso di dubbio, è considerata valida, mentre la regola giuridica richiede certezza e precisione per essere applicata. Infine, la regola morale si applica al comportamento di un determinato individuo, mentre la norma giuridica si estende ad una classe di azioni che includono chiunque si trovi all'interno della fattispecie. Inoltre, la formulazione delle norme giuridiche, nelle democrazie occidentali, deriva da un accordo politico tra le diverse parti in causa, rendendo spesso il risultato finale una soluzione di compromesso; una volta promulgate, esse hanno validití per tutti gli uomini, con carattere imperativo su tutto il territorio. In questo articolo discuteremo dei diritti alla fine della vita umana e di come tale concetto sia mutato nel tempo.Key words: fine vita, etica, diritti unmani, testament di vita, trapiant
Il moral distress nell'assistenza infermieristica
RIASSUNTONella pratica infermieristica, prendere decisioni ed intraprendere azioni nei confronti dei pazienti è considerata espressione del proprio ruolo professionale. Il problema può sorgere nel momento in cui gli infermieri, in base alle proprie convinzioni morali, vorrebbero intraprendere azioni che risultano essere in contrasto con le consuetudini e/o l'organizzazione o le politiche istituzionali del struttura sanitaria in cui prestano servizio. Questo non può che creare inevitabilmente una sofferenza morale negli infermieri, che si sentono impotenti ad agire come vorrebbero e dovrebbero. Anche se un certo grado di moral distress è connaturato alla professione infermieristica e in una certa misura inevitabile, quando il suo livello è troppo elevato oppure prolungato nel tempo, può diventare insopportabile ed essere un segno predittivo di un malessere che se non governato può sfociare nel burn- out con tutte le conseguenze ad esso correlate. Lo scopo dello studio è stato di comparare il livello di moral distress tra infermieri che operano in Unití Operative diverse; identificare le situazioni cliniche associate in modo significativo con il moral distress. Lo studio di tipo trasversale-osservazionale , è stato realizzato nel novembre 2008 su un campione di 111 infermieri, per il quale è stata utilizzata una scala (MDS) formulata e validata in strutture sanitarie statunitensi da M.C. Corley e adattata al contesto italiano. In accordo con precedenti studi statunitensi il livello di moral di stress percepito dagli infermieri nei tre contesti indagati sembra essere di livello moderato, esistono tuttavia associazioni significative tra alcune situazioni cliniche e grado di moral distress.Parole chiave: Infermiere, Moral Distress, Moral Distress Scale, Organizzazione ,Burn OutABSTRACTIn nursing practice, the ability to make decisions regarding patients and to act on them is considered to be an espression of the professional nursing role. Problems may arise when a nurses would like to perform an action they believe morally correct but which are conflictual with the habits, organization or politics of the health structure in which they work. This unevitably produces moral distress in nurses who feel impotent to act as they feel they should. Although a certain amount of moral distress is part and parcel of the nursing profession , when it is excessive or prolonged it may become unacceptable and culminate in burn-out and the relative consequences. The aim of the study was to compare the level of moral stress in 111 Italian nurses working in different Operative Units to identify those clinical situations significantly associated with moral stress using the MDS scale. Similarly to studies performed in the USA, the level of moral stress in the 3 different work contexts was moderate, although some clinical situations were related to significant stress levels.Key words: Nurse, Moral Distress, Moral Distress Scale, Organization, Burn Ou
Measuring nursing care workload in non-intensive cardiac surgery: an observational study
Background: An understanding of the time nurses spend assessing and meeting patients' needs is key to improve nursing outcomes and support organizational well-being. Aims and objectives: The study was designed to determine whether the use of an assessment scale with some clinical parameters indicative of hemodynamic, neurological, respiratory and mobility functions could be able to estimate nursing care workload in non-intensive cardiac surgery patients. Methods: A correlational descriptive study was designed. Two types of inpatients were included in the study: those waiting for cardiac surgery and those who had already undergone cardiac surgery. Using specific indicators, patient's clinical status was classified in 10 levels of complexity and nursing care interventions were divided into three categories: clinical activities, educational activities and organizational activities. For each of this categories the correlation coefficient between the nursing time and the level of patient's complexity was measured. Results: Per hour of hospitalization, nurses spent an average of 11 minutes and 49 seconds providing care to each patient. A good correlation coefficient between the amount of the nursing time spent for clinical activities and the level of patient's complexity was found. Educational activities were minimal compared with the clinical and organizational activities, but they were mostly conducted during the preoperative phase. Conclusions: The assessment scale tested in this study, including some information about the patient's clinical status, allowed to estimate clinical nursing workload in non-intensive cardiac surgery patients.Keywords:"ˆNursing in cardiology setting; health status indicators; severity of illness index; nursing care complexity; non-intensive cardiac surgery unit. RIASSUNTO Background: la quantificazione del tempo impiegato dagli infermieri per valutare e trattare i bisogni dei pazienti rappresenta un fattore chiave per migliorare gli esiti assistenziali e favorire il benessere organizzativo delle strutture sanitarie. Obiettivi: lo studio è stato eseguito per verificare se l'uso di una scala di indicatori della funzione emodinamica, neurologica, respiratoria e motoria, possa consentire di stimare il carico di lavoro infermieristico richiesto dai pazienti cardiochirurgici ricoverati nelle unití di degenza non intensive. Metodi: per lo scopo del lavoro è stato disegnato uno studio descrittivo-correlazionale. Sono stati osservati pazienti in fase preoperatoria e postoperatoria. Utilizzando una scala di indicatori specifici, lo stato clinico del paziente è stato suddiviso in 10 livelli di complessití assistenziale; mentre le attivití infermieristiche sono state classificate in 3 categorie: cliniche, educative e gestionali. Per ognuna di queste categorie è stato misurato il coefficiente di correlazione tra il tempo assistenziale erogato ed il livello di complessití rilevato. Risultati: per ogni ora di ricovero gli infermieri hanno erogato mediamente a ciascun paziente 11 minuti e 49 secondi di assistenza. Il tempo impiegato in attivití assistenziali cliniche è risultato correlato al livello di complessití rilevato. Le attivití educative sono risultate prevalenti nella fase preoperatoria, ma il tempo ad esse dedicato è risultato minimo rispetto a quello impiegato in attivití cliniche e gestionali. Conclusioni: la scala di indicatori clinici testata ha consentito di stimare il carico di lavoro infermieristico di tipo clinico richiesto dai pazienti cardiochirurgici ricoverati nelle unití di degenza non intensive.Parole chiave: infermieristica in cardiologia, indicatori clinici, indice di gravití della malattia, complessití infermieristica, unití di cardiochirurgia non intensiv
La misurazione delle cure personalizzate: traduzione e validazione semantica dell'Individualized Care Scale
RIASSUNTO Tradurre e validare semanticamente in italiano l'Individualized Care Scale e fornire alcune indicazioni per il suo utilizzo nel contesto culturale e professionale italiano per migliorare la capacití di misurazione di questo indicatore di esito dell'assistenza infermieristica in Italia. La strategia d'indagine utilizzata ha suddiviso il lavoro in due fasi distinte, una dedicata alla traduzione dello strumento e l'altra incentrata sulla sua validazione semantica e culturale. Anche la traduzione semantica ha avuto due momenti distinti: prima una doppia forward translation parallela in cieco eseguita da traduttori bilingui specializzati italiano-inglese di madrelingua italiana e successivamente l'applicazione della tecnica definita Committee approach che consiste nell'eseguire una valutazione delle traduzioni svolte tramite panel specifico. La seconda fase del lavoro, con un approccio esplorativo e descrittivo di tipo fenomenologico, ha testato la validití culturale dei contenuti dell'ICS per ottenere indicazioni circa le percezioni degli infermieri sull'utilizzo dello strumento nel contesto culturale e professionale di riferimento. La traduzione italiana dell'ICS ottenuta dal nostro gruppo di studio si è rivelata essere comprensibile e facilmente utilizzabile nel contesto culturale e professionale italiano, offrendosi come un valido strumento di misurazione delle opinioni del / della paziente circa l'assistenza ricevuta e di quanto da lui / lei percepito in occasione della propria esperienza nosocomiale. I risultati confermano l'utilití dello strumento per la misurazione delle cure personalizzate; la versione italiana dell'ICS si è dimostrata essere un promettente strumento per misurare il grado di personalizzazione dell'assistenza ricevuta durante il ricovero in ospedale. Tuttavia, dopo questa prima validazione culturale e semantica, è necessario attivare ulteriori ricerche volte alla sua piena validazione statistica.Parole chiave: assistenza infermieristica, assistenza personalizzata, traduzione di strumenti, ricerca culturale.ABSTRACT The aim of this study was to translate into Italian , with semantic validation, the Individualized Care Scale and to provide some indications for using it in an Italian cultural and professional context , to improve its effectiveness as an indicator of the level of nursing care in Italy. This was done using a double forward blind parallel translation by specialized translators followed by evauation of the translations by a panel of experts (so-called Committee approach). The cultural validity of the ICS was then tested. The translation of the ICS obtained by our study group proved to be comprehensible and easily applied in an Italian cultural and professional context, making it an effective tool for assessing the opinions of patients regarding the care received. Results confirmed the usefulness of this tool for evaluating personalized care but further studies are necessary using statistical verification, to draw definite conclusions regarding the Italian version.Key words: nursing care, personalized care, translation of tools, cultural research
Editoriale - 2/2014
Leggere i quotidiani e in particolare quelli dedicati alle notizie sulla sanití stimola numerose riflessioni per chi, come gli infermieri, si trova a operare in condizioni sempre più complesse con risorse ridotte e costanti spinte a contenerle ulteriormente. L'ampio dibattito sulla riforma del Titolo V della Costituzione, che non si è certo concluso dopo il primo via libera al disegno di legge che modificherí le competenze tra Stato e Regioni in materia di tutela della salute, deve interpellarci. E che dire dei recenti decreti ministeriali sui posti assegnati alle universití per i corsi di laurea in medicina, odontoiatria e veterinaria? Perché sono in numero sempre maggiore rispetto a quelli richiesti dalle rispettive Federazioni? A titolo di esempio, la FnomCeo chiedeva di rimanere sui 7.000 posti e ne sono stati assegnati 10.556 con disomogeneití incredibili di assegnazione fra gli atenei italiani che fanno pensare a logiche ben diverse dal reale fabbisogno locale. Ancora, perché si insiste sulla necessití di ridurre la spesa sanitaria quando, dati OCSE alla mano, la spesa pubblica sanitaria italiana è inferiore di oltre un terzo alla media dei paesi dell'area Euro e il divario è triplicato dall'inizio degli anni 2000? L'elenco di considerazioni, perplessití e conseguenti domande potrebbe continuare ma, come cerco sempre di fare pensando ai contenuti prioritari per CNAI e la professione infermieristica italiana da proporre nell'Editoriale, vorrei stare sugli elementi positivi e ai fenomeni che "germogliano" in questa primavera. (...continua
Fattori di rischio cadute in ambito pediatrico nell'Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti di Bergamo: studio osservazionale retrospettivo
Scopo: identificare i fattori di rischio caduta più significativi nel contesto locale e migliorare la qualití dell'assistenza erogata ai pazienti pediatrici fornendo indicazioni per interventi di prevenzione delle cadute. Materiale e Metodi: per esaminare la correlazione tra le cadute e i fattori di rischio di caduta è stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo caso controllo, il campione è costituito da tutti i bambini caduti dal 2004 al 2011 di etí anagrafica compresa tra 0 – 18 anni, per i quali era presente la scheda di segnalazione dell'avvenuta caduta. Risultati: Nello studio sono stati inclusi 108 bambini (36 casi e 72 controlli). I dati hanno mostrato che l'assunzione di 4 farmaci è correlata al rischio di caduta ma la presenza di terapia endovenosa pare essere un fattore che protegge dal rischio di caduta. Conclusioni: Lo studio conferma l'importanza epidemiologica del problema delle cadute in etí pediatrica. Una valutazione prospettica su un campione di maggior dimensioni potrebbe aiutare a identificare ulteriori variabili indipendenti. Questo studio può rappresentare un punto di partenza per ulteriori analisi. Parole chiave: pazienti ospedalizzati, fattori di rischio, bambini, cadute, nursing ABSTRACT Purpose: To identify the main and most significant risk factors for falls and improve the quality of care delivered to pediatric patients by providing indications for interventions for the prevention of falls. Methods: To investigate the correlation between falls and risk factors a retrospective observational case-control study was carried out, the sample was made up by all children who fell from 2004 to 2011 between 0-18 y.o. for which there was a record of the fall. Results: 108 children were included in the study (36 cases and 72 controls). The data showed that 4 drugs have a correlation with falls,on the contrary intravenous therapy seemed to be a factor that protects against the risk of falling. Conclusions: The study confirms the importance of the problem of falls in children. A greater sample size could help to identify additional independent variables. This study may represent a starting point for further analysis. Keywords: Hospital patients, risk factors, children, falls, nursin
Nursing del bambino affetto da osteogenesi imperfetta:implicazioni per la pratica infermieristica. Una revisione della letteratura
RIASSUNTOQuesto lavoro ha previsto una revisione sistematica della letteratura, un attento lavoro di analisi, sintesi e revisione critica, raggruppando le principali evidenze e i risultati di circa 20 studi clinici su Osteogenesi Imperfetta il tutto con lo scopo finale di generare una visione generale sull'assistenza infermieristica rivolta al bambino affetto da questa rara patologia cronica. I lavori presi in considerazione provengono da testi scientificamente validati. La revisione servirí da stimolo per migliorare l'assistenza infermieristica e condurre gli infermieri a scelte assistenziali consapevoli basate su evidenze scientifiche, in quanto è solo dalla fusione di esperienze ed evidenze sperimentali che può nascere il trattamento ottimale per ogni singolo paziente (Iovine R., 2000).Parole chiave: osteogenesi imperfetta, infermieristica pediatrica, pratica infermieristica revisione della letteraturaABSTRACTThis work provides a systematic review of literature, a careful analysis, synthesis and critical review, gathering the relevant findings and results of 20 clinical studies on Osteogenesis Imperfecta all with the ultimate goal of generating an overview of nursing assistance addressed to the child with this rare chronic disease. The works come from texts considered scientifically validated. The review will serve as a stimulus to improve nursing care and lead nurses to care conscious choices based on scientific evidence, as it is only by an experienced and experimental evidence that can rise to the optimal treatment for each patient (R. Iovine, 2000).Key words: osteogenesis imperfecta, child nursing, nursing practice, revie
La valutazione della dentatura nei disabili: uno studio caso controllo
RIASSUNTO In letteratura il cattivo stato della dentatura nei disabili per ritardo intellettivo è la condizione secondaria che risulta tra le principali cause di limitazione delle attivití quotidiane quali difficoltí nell'alimentazione, impedimenti nel parlare, dolore, disturbi del sonno, perdita di capacití operativa e diminuzione dell'autostima. Lo studio si propone di produrre informazioni sullo stato della dentatura dell'utenza disabile con ritardo intellettivo che afferisce ai Centri Diurni. E' stato adottato un disegno descrittivo di relazioni tra variabili, con campionamento trasversale sistematico costituito da 65 soggetti - disabili mentali - di etí compresa tra 19 e 44 anni con gruppo caso-controllo reclutato con criterio di convenienza (volontari) costituito da 60 soggetti non disabili, comparabile per variabili personali. La rilevazione dei dati e la misura dello stato di salute sono stati ottenuti con la messa a punto di due strumenti: 1) Griglia di osservazione della dentatura con scala di valutazione delle alterazioni; b) Griglia di uguale contenuto ma con auto-valutazione per gruppo di controllo. I risultati evidenziano una significativa differenza nel numero medio di denti mancanti (9,2) nel campione con disabilití intellettiva in comparazione con il dato medio (2,3) nel gruppo controllo. Tuttavia, la media di 9.2 denti mancanti del campione locale italiano è migliore del dato internazionale di confronto e cioè 12,3 e 12 rispettivamente per soggetti disabili e controllo (Owens, 2006). Parole chiave: Ritardo mentale, disabilití intellettiva, salute dentale, masticazione.ABSTRACT Impaired dental status in the mentally retarded is one of the principal secondary conditions limiting daily activities such as eating and talking , causing pain, loss of sleep and function and low self-esteem. Little information is available regarding the dental status of the mentally retarded disable attending day centers in Italy. The aim of this study was to provide such information, enrolling 6 day centers in the Veneto region comprising a total number of 65 mentally retarded subjects aged between 19 and 44 years of age. Data were collected using 2 different instuments. Results showed a significantly higher number of teeth missing in the mentally disabled (9.2) in comparison to the control group (2.3) , although this figure is lower than the international one.Key words: Mental retardation, intellectual disability, oral health, mastication