Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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    Work interruption: indagine in due reparti chirurgici di un ospedale ligure sulle interruzioni a cui gli infermieri sono sottoposti durante le attivití  assistenziali

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    Introduzione. Le interruzioni lavorative che si verificano durante la pratica infermieristica sono pericolose per la sicurezza del paziente, comportando un pesante carico cognitivo per l'operatore e aumentando il rischio di commettere errori. Materiali e metodi. È stato condotto uno studio osservazionale nelle UU.OO operative di Neurochirurgia e Chirurgia Vascolare di un ospedale ligure. L'osservazione è durata 1 mese, dal 1 luglio 2012 al 1 agosto 2012. Per la raccolta dati sono state utilizzate 3 schede, una per ogni turno lavorativo, nelle quali ogni operatore doveva riportare in quale attivití  veniva interrotto e da cosa. Risultati. Sono state rilevate un totale di 7744 interruzioni lavorative nel mese di rilevazione (5676 in Neurochirurgia e 2068 in Chirurgia vascolare). La fonte di maggior interruzione è il campanello (38%), seguito dal telefono (28%) e dalle richieste dei parenti (24%). In generale le attivití  principalmente interrotte sono state il rifacimento dei letti/cure igieniche, somministrazione e preparazione della terapia, passaggio di consegne e compilazione della documentazione infermieristica. Conclusioni. Le interruzioni lavorative rimarranno una parte inevitabile nella pratica infermieristica, a causa della sua stessa natura. Occorre di conseguenza intervenire sulle interruzioni ritenute evitabili e sulle variabili organizzative che le generano, al fine di aumentare la sicurezza del paziente ed ottimizzare le attivití  assistenziali. Key words: assistenza infermieristica, interruzioni lavorative, management, rischio clinico.ABSTRACTIntroduction. Interrumption that occur during nursing practice are hazardous for patient safety, resulting in a heavy cognitive load for the health care professionals and increases the risk of making mistakes. Methods. An observational study was carried out in UU.OO operation of Neurosurgery and Vascular Surgery at a hospital in Liguria. The observation lasted one months, from July 1st, 2012 to August 1st, 2012. For data collection were used three form, one for each work shift, in which each health care professional had to report what activity was interrupted and why. Results. A total of 7744 interruptium (in 5676 in Neurosurgery and 2068 Vascular Surgery). The major source of interruption was the bell, followed by the phone and relatives' questions. In general, activities interrupted were mainly made beds / hygiene care, administration and preparation of medication, handover and completion of the nursing documentation Conclusion. Interrumption will be an inevitable part of nursing practice, because of its very nature. It is therefore necessary to intervene on interruptions deemed avoidable and organizational variables that generate them, in order to increase patient safety and improve care activities. Key words: Nursing care, interrumption, management, clinical ris

    L'Indice di Complessití  Assistenziale come strumento organizzativo in un contesto chirurgico: uno studio osservazionale

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    Introduzione. Fra i vari metodi per la classificazione dell'assistenza infermieristica, l'Indice di Complessití  Assistenziale (ICA) è uno strumento operativo che consente di valutare l'appropriatezza delle azioni infermieristiche in rapporto alle prestazioni, integrare l'équipe di supporto e avviare il monitoraggio delle professionalití  richieste dal processo di assistenza. Lo scopo dello studio, è stato quello di sperimentare la metodologia ICA in un contesto chirurgico marchigiano (Italia), al fine di determinare il fabbisogno di risorse umane deputate all'assistenza. Metodo. Sono stati raccolti i dati di tutti i pazienti ricoverati in regime ordinario, dal 1 gennaio al 30 aprile 2010, al fine di determinare cinque classi di gravití  media modale per ciascun paziente e procedere quindi al calcolo del fabbisogno di personale. Risultati. Dai risultati è emerso un totale organico pari a 11 unití  infermieristiche mediante il metodo ICA, tre in meno rispetto alla situazione attuale. Le azioni che si sono verificate con maggior frequenza sono state: "Applicare posture per favorire la respirazione" (83%), "Preparare/fornire cibi appropriati in temperatura/consistenza/quantití " (100%); "Fornire ausili per l'eliminazione" (80.7%); "Aiuto nella vestizione" (82.7%); "Trasferimento dalla barella a letto" (83.4%); "Rifacimento letto/unití  malato" (100%); "Controllo dei parametri vitali" (100%); "Educazione sanitaria" (100%); "Accertamento infermieristico" (100%); "Gestione della terapia e dei dispositivi intravascolari" (100%); "Esecuzione di esami strumentali" (100%) Conclusioni. Individuare le azioni che si verificano con più frequenza consente di identificare le competenze dei professionisti, ridistribuire meglio le attivití  ed individuare quelle prescrivibili all'équipe di supporto. Parole chiave: fabbisogno di personale infermieristico, complessití  assistenziale, indice di complessití  assistenziale, carico di lavoro infermieristico, sistema di classificazione dei pazienti, studio osservazionaleABSTRACT Introduction. Among different methods of nursing classification, the Index of Caring Complexity (ICC) is a management tool to evaluate appropriateness of nursing procedures, integrate health-care support workers and to monitor the need of nursing staff. The objective of this observational study was to apply the ICC method in a surgical ward of the Marche Region (Italy), to determine the nursing staff level. Methods. From 1 January to 30 April 2010, all data of patients admitted for more than 48 hours were collected. The determination of nursing staff level derived from the five patient classification on the basis of the complexity/gravity "scores" of data flow obtained during the caring process. Result. The ICC method showed a staffing of 11 nurses: a staff shortage of three nurse, if compared to the actual staff. The ICC method also demonstrate its strength as a useful tool to reorganize care. The ICA showed that the most frequent nursing activities :"Apply postures to facilitate breathing "(83%),"Prepare/provide appropriate foods in temperature/texture/quantity "(100%); "Providing aids for elimination needs" (80.7%); "Help in dressing" (82.7%); "Transfer from stretcher to bed" (83.4%); "Remaking bed/unit sick" (100%); "Monitoring of vital signs" (100%); "Health Education" (100%); "Nursing Assessment" (100%); "Management and treatment of intravascular devices" (100%); "Performing instrumental exams". Conclusion: Assess the most frequent nursing activities, allows: to better distribute activities among professionals, identify nurses' competencies and activities to be prescribed to health-care support workers.Keywords: nursing staff level, complexity of care, index of caring complexity, nursing workload, patient classification system, observational stud

    Valutazione del self-care nelle persone con diabete di tipo 2: traduzione e validazione della Summary of Diabetes Self-Care Activities

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    Introduzione. Il self-care rappresenta un fattore chiave nel mantenimento della qualití  di vita e nella prevenzione delle complicanze per le persone con il diabete. Gli strumenti standardizzati sono necessari per valutare e promuovere il self-care dei pazienti diabetici. La Summary of Diabetes Self-Care Activities (SDSCA) è stata ampiamente impiegata nella clinica e nella ricerca ed è stata tradotta in numerose lingue. La validití  e l'affidabilití  di questa scala self-report sono state documentate da diversi studi. Tuttavia la SDSCA non è stata ancora tradotta, adattata dal punto di vista culturale e testata nel contesto italiano. Lo scopo di questa ricerca metodologica è stato quello di tradurre e di svolgere un primo studio di validazione della SDSCA – Versione 11 item. Metodi. Allo scopo di tradurre la SDSCA in Italiano, si è attuato un processo di translation, back-translation e valutazione della concordanza semantica in collaborazione con gli autori dello strumento originale. Uno studio cross-sectional è stato condotto per testare la coerenza interna e l'affidabilití  test-retest della SDSCA su un campione di 80 pazienti con diabete di tipo 2. Obiettivo secondario, è stato quello di esplorare la validití  di criterio della SDSCA in riferimento a un insieme di outcomes clinici come l'emoglobina glicata e la presenza di complicanze. Risultati. L'articolo riporta una descrizione del livello di self-care dei partecipanti sia per il campione generale che per sottogruppi in base ad etí , sesso, livello di istruzione e di reddito. L'Alfa di Cronbach e l'Intraclass Correlation Coefficient hanno mostrato valori accettabili considerando la struttura multidimensionale della SDSCA. Elevati valori si sono riscontrati in 3 sottoclassi di item su 5. Come in precedenti studi, le sottoclassi riguardanti la dieta specifica e l'attivití  fisica hanno mostrato una limitata coerenza interna. Il Kappa di Cohen, il Concordance Correlation Coefficient e il t-test hanno evidenziato una elevata affidabilití  test-retest della SDSCA. Il punteggio totale della SDSCA non ha mostrato correlazioni significative con gli outcomes clinici in studio; tuttavia 3 singoli item sono risultati significativamente correlati all'emoglobina glicata, alla presenza o assenza di complicanze e al giudizio clinico dell'infermiera case manager. Conclusioni. Sono necessarie ulteriori ricerche su campioni più ampi per verificare le performance della SDSCA in lingua Italiana, specialmente per la validití  di costrutto e di criterio. Tuttavia, sulla base di questi risultati preliminari, la SDSCA potrebbe trovare utili applicazioni nella pratica clinica per valutare sistematicamente, comparare nel tempo e incrementare le capacití  di self-care dei pazienti con diabete.Parole Chiave: self-care, self-management, diabete, diabete mellito di tipo 2, valutazione clinica, studio di validazione, Summary of Diabetes Self-care Activities.ABSTRACT Introduction. Self-care represents a key factor for diabetes patients to maintain quality of life and to prevent serious disease complications. Self-care standardized assessment tools are needed to evaluate and to promote self-care in diabetes patients. The Summary of Diabetes Self-Care Activities Scale (SDSCA) has been widely used in clinical and research settings and has been translated in many languages. Validity and reliability of this self-report scale were reported by several studies. However, SDSCA has not yet been translated, culturally adapted and tested in the Italian context. The aim of this methodological research was to translate and to provide a first validation study of the Italian SDSCA – 11 item Version. Methods. A process of translation, back-translation and semantic concordance evaluation has been performed in order to translate the SDSCA into Italian language in collaboration with the original authors. A cross-sectional survey has been planned to test internal consistency and test –retest reliability on a convenience sample of 80 type 2 diabetes patients. As secondary objective, SDSCA criterion validity has been explored referring to a range of clinical outcomes as glicated emoglobin and presence of complications. Results. A description of respondents' self-care abilities is provided for the whole sample and for sub-groups by gender, age, instruction and income levels. Cronbach's Alfa and Intraclass Correlation Coefficient showed acceptable values considering the multidimensionality of SDSCA. High values were obtained in 3 out of 5 sub-classes of items. As in previous studies, specific diet and physical exercise sub-classes showed limited internal consistency. Cohen's Kappa Concordance Correlation Coefficient and t-test demonstrated high test-retest reliability of SDSCA. Overall SDSCA score did not show significant correlations with selected clinical outcomes; however 3 SDSCA single items significantly correlated with glicated emoglobin, complications and the clinical judgment of the diabetes case manager nurse. Conclusion. Further researches involving larger samples are needed to integrate data about Italian SDSCA performances, especially concerning construct and criterion validity. However, based on these preliminary results, SDSCA could find relevant applications in clinical settings to systematically evaluate, to compare over time and to improve specific self-care abilities of diabetes patients.Key words: self-care, self-management, diabetes, type 2 diabetes mellitus, clinical assessment, validation study, Summary of Diabetes Self-care Activities

    Il laureato, il coordinatore, il dirigente infermieristico. Una ricerca descrittiva sulle competenze professionali dei neolaureati.

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    Il presente studio descrive le valutazioni sulle competenze relazionali, tecnico-operative e organizzative dei Neolaureati magistrali in Scienze infermieristiche e ostetriche, espresse da questi e da parte dei ruoli professionali maggiormente implicati nella loro socializzazione lavorativa: i Dirigenti e i Coordinatori infermieristici. A tal fine è stata condotta una ricerca di natura qualitativa. E' stato individuato un campione di convenienza di 19 intervistati: 6 Coordinatori, 3 Dirigenti infermieristici e 10 Neolaureati magistrali in scienze infermieristiche e ostetriche; al quale è stata proposta un'intervista semistrutturata (costruita ad hoc). Le interviste sono state audioregistrate e trascritte. Sul corpus del testo è stata condotta un'analisi di contenuto, mediante apposito software, rispetto ai tre ruoli coinvolti. I contenuti espressi dai 3 profili intervistati sono convergenti. I risultati evidenziano la necessití  di una migliore formazione per i Neolaureati alla relazione e alla comunicazione sia con i pazienti e i loro familiari, sia con i colleghi. Emerge inoltre la difficoltí  per i colleghi gií  inseirti nei contesti lavorativi di accettare le innovazioni tecniche e organizzative proposte dai Neolaureati, e la necessití  di un orientamento del percorso di studio magistrale verso una migliore socializzazione e integrazione professionale. Lo studio consente di individuare azioni mirate ad una migliore socializzazione e inserimento professionale dei Neolaureati avvalendosi dei contributi delle figure professionali direttamente coinvolte in questa interfaccia organizzativa. Infine, suggerisce azioni positive sul versante degli studi universitari e sui contesti organizzativi della professione infermieristica.Parole Chiave: Competenze professionali, socializzazione lavorativa, transizione studio-lavoro.ABSTRACT The study describes the representations of nursing graduate, by professionals involved in their socialization work. The study is a qualitative one. A convenience sample of 19 individuals was set up, graduate nurses (10), head nurses (6) and nurses' manager (3)were interviewed. A semi structured interviewed was carried out. aimed at investigate their own beliefs about relational competence, technical-operational and organizational skills, desired and held by graduates. The interviews were audio recorded and transcribed. The corpus was analyzed using appropriate software, comparing the three roles involved with respect to the three areas of expertise. Results show a lack of relational competences and emotional control by Graduates both with colleagues and patients. In addition to this, an overall reluctance of established teams to adopt new working methods and graduate competences too focused on theory. The results with respect to competences highlight the need to strength the training with respect to care and relationship with patients for recent graduate, the difficulty of management to set up technical and operational innovations, the need for an interactional approach of the three professional profiles. The study proposes actions aimed at a better graduates' social and professional integration using the contributions of professionals directly involved in the organization. Furthermore positive action were suggested both during university studies and within organizational contexts in nursing profession.Keywords: Professional skills, socialization work, interface-training profession

    Il Convegno nazionale di CNAI 2014 con NURSES FOR EXPO ispirato dal tema di EXPO Milano 2015: Nutrire il pianeta, energia per la vita

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    Il Convegno Nazionale CNAI (Consociazione Nazionale delle associazioni infermiere/i), svoltosi a Bergamo presso l'Auditorium della Casa del giovane nei giorni 9 e 10 ottobre 2014, aveva come tema il ruolo infermieristico a favore dell'alimentazione e della salute. Il convegno era collocato in una serie di iniziative che vedranno coinvolti gli infermieri italiani nel progetto NURSES FOR EXPO lanciato in occasione dell'EXPO che vedrí  impegnata Milano, e non solo, in prima linea nell'anno 2015 sul tema Nutrire il pianeta, energia per la vita. Il desiderio di far conoscere il ruolo dell'infermiere in questo ambito ha portato alla creazione di un logo per questo progetto, con l'intento di diffondere questa iniziativa, avvalendosi, come consigliato dalla presidente CNAI Cecilia Sironi, dei social network e contando soprattutto sui futuri infermieri, presenti in un buon numero al Convegno, provenienti da diverse universití  lombarde. Durante le due giornate sono intervenuti circa 20 infermieri, giunti da diverse Regioni e da diverse realtí  lavorative, portando esperienze legate sia all'attivití  quotidiana nei reparti, sia a ricerche scientifiche svolte negli ultimi anni

    Therapeutic education to cancer patients: experiences of Italian nurses

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     Introduction. Therapeutic patient' education is a complex process requiring a proper level of communication between the patient and the healthcare professional. Nurses play a key role in providing the patients and their families with educational activities. Objective: This paper is the report of a study which investigates the experiences of some Italian nurses with regards to their role in therapeutic education to cancer patients. Methods: Qualitative research. Semi-structured interviews were carried out with 52 nurses working in different Local Health Service Units of two northern Italy regions: Piedmont and Valle d'Aosta. To identify categories and items arising from the data, the researchers used a qualitative content analysis. Results: The interview format was classified into six main categories: a) Patient education as daily care activity; b) Relevance of communication and dialogue for educational purposes; c) Relative usefulness of written information; d) Therapeutic education recording; e) Patients' feedbacks as a tool for assessing therapeutic education; and f) Difficult communication. Conclusions: The experience of nurses in terms of their professional role in therapeutic education for cancer patients shows the steady presence of educational activities carried out in a non-planned way. This research confirms the need to launch educational interventions for nurses. Implications for Practice: It is essential to implement an action plan to promote opportunities of professional training in the field since among the most frequent reasons for project failure in therapeutic education is the lack of expert human resources. Keywords: Cancer care, Therapeutic Education, Oncology Nursing, Patient EducationEducazione terapeutica ai malati oncologici: esperienza degli infermieri italianiRIASSUNTO Introduzione. Educazione terapeutica del paziente 'è un processo complesso che richiede un adeguato livello di comunicazione tra il paziente e l'operatore sanitario. Gli infermieri svolgono un ruolo chiave nel fornire ai pazienti e alle loro famiglie con attivití  educative. Questo articolo indaga le esperienze di alcuni infermieri italiani per quanto riguarda il loro ruolo in educazione terapeutica per i malati di cancro. Metodi: Si tratta di uno studio qualitativo, svolto attraverso interviste semi-strutturate a 52 infermieri che lavorano nei servizi di oncologia. Per identificare le categorie e gli elementi risultanti dai dati, i ricercatori hanno utilizzato l'analisi del contenuto qualitativo. Risultati: sei sono le categorie principali dei temi emersi dalla pratica: a) l'educazione del paziente come attivití  la cura quotidiana, b) Importanza della comunicazione e del dialogo per scopi didattici; c) l'utilití  relativa delle informazioni scritte; d) la registrazione educazione terapeutica, e) valutazione dei pazienti come uno strumento per la valutazione dell'educazione terapeutica; ed f), la comunicazione difficile. Conclusioni: L'esperienza degli infermieri in termini del loro ruolo professionale in educazione terapeutica per i pazienti affetti da tumore mostra la presenza costante di attivití  didattiche svolte in modo non pianificato. Questa ricerca conferma la necessití  di avviare interventi formativi per gli infermieri. Implicazioni per la pratica: è di fondamentale importanza attuare un piano d'azione per promuovere le opportunití  di formazione professionale nel campo in quanto tra le cause più frequenti di fallimento del progetto di educazione terapeutica è la mancanza di risorse umane esperte.Parole Chiave: assistenza oncologica, educazione terapeutica, nursing oncologico, educazione dei pazient

    Il modello assistenziale dello Human Caring: risultati di uno studio pre e post intervento con gruppo di controllo

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    RIASSUNTO Introduzione. Il modello "Human Caring" è una filosofia dell'assistenza che si fonda sulla centralití  della persona e che, pur nascendo in ambito infermieristico, si apre a tutte le professioni di aiuto alla persona. L'infermiere che opera nell'ambito della Salute Mentale, è sottoposto a un notevole carico emotivo e si ritiene che l'introduzione di questo modello possa avere un impatto positivo. Obiettivo. Valutare gli effetti dell'introduzione del modello Human Caring in un Dipartimento di Salute Mentale del Nord Italia, sul miglioramento del benessere degli operatori sanitari e sulla percezione dei pazienti rispetto le cure assistenziali. Metodo. Disegno pre e post intervento con gruppo di controllo in cui le variabili sono misurate prima (T0) e dopo (T1) l'implementazione del modello assistenziale Human Caring. Risultati. Sono stati osservati 80 operatori e 125 utenti. Nel gruppo sperimentale non si sono evidenziate differenze statisticamente significative, tra il pre e il post test sia per quanto riguarda le valutazioni sui pazienti sia per quanto riguarda le valutazioni sugli operatori. Conclusioni. Il modello dello Human Caring non sembra avere un impatto positivo, a breve termine, ne sui pazienti ne sugli operatori. Tuttavia, è ipotizzabile una sua azione protettiva negli operatori che studi futuri dovranno maggiormente esplorare con periodi di follow up maggiori.Parole chiave: Human caring, qualití  dell'assistenza, organizzazione dell'assistenza.ABSTRACT Introduction. The "Human Caring" model is a philosophy of care based on individual centrality and which, although developed within nursing discipline, could be used by all professionals who take care of individuals. Nurses who work within the field of Mental Health, is subjected to a considerable emotional burden and it is believed that the introduction of this model can have a positive impact. Objective. To evaluate the effects of the introduction of the model Human Caring in the Department of Mental Health Asl Cuneo 1, in order to improve health care professionals' well-being and patients' perception with respect to care and assistance. Method. A pre and post intervention design approach with control group where variables were measured before (T0) and after (T1) the implementation of the model of care Human Caring. Results. 80 health care professionals and 125 clients were observed. Results show a non statistically significant difference between the pre and post test both for health care professionals and clients. Conclusions. Human Caring model does not seem to have a positive impact in the short term. However, it is arguably a protective action for health care professionals that further studies should deeply explore with longer period of follow-upKeywords: Human caring, quality of care, organization of care

    Ambulatorio a gestione infermieristica per la rimozione del tappo di cerume

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    Il progetto per l'apertura di un ambulatorio infermieristico per la rimozione del tappo di cerume nell'Azienda USL di Rimini nasce nel 2007 e si è implementato nel tempo dando la possibilití  a infermieri esperti di agire le conoscenze acquisite. Obiettivo: dimostrare, tramite i dati di attivití , che l'ambulatorio a gestione infermieristica è in grado di dare una risposta tempestiva e appropriata all'utenza. Materiali e metodi: i dati di attivití  sono stati analizzati con statistiche descrittive e raccolti attraverso un' analisi retrospettiva. Risultati: l'implementazione dell'ambulatorio infermieristico ha portato nel 2010 ad un incremento delle prestazioni rispetto al 2009 che risultano pari a 682 ; i dati di attivití  del 2011 e 2012 mostrano un andamento più costante e un consolidamento di giornate di apertura e del numero di prestazioni svolte per seduta; tutte le problematiche di pertinenza specialistica sono state correttamente riconosciute dall'infermiere. Conclusioni: la gratificazione professionale dimostrata degli operatori, il buon funzionamento del servizio, il mantenimento degli standard qualitativi e la richiesta minima di risorse economiche per la realizzazione del progetto indicano che, l'ambulatorio a gestione infermieristica per la rimozione del tappo di cerume, potrebbe essere replicato anche in altre realtí  sanitarie. L'ipotesi di lavoro futura è rivolta alla realizzazione di un opuscolo informativo/formativo per gli utenti che soffrono di questo disturbo, un analisi del grado di soddisfazione dell'utenza e una nuova modalití  di refertazione infermieristica.Parole Chiave: tappo di cerume, competenze cliniche, ruolo infermieristicoWalk-in nursing clinic for earwax removalIn the USL Rimini was set up in 2007 a nursing service for the cerumen removal and it was implemented during time.To demonstrate through recorded activities data that this service managed by nurses is able to provide a timely and appropriate response to the users.  Activities data were analyzed using descriptive statistics.The implementation of the nursing service in 2010 led to an increase (= 682) in performance compared to 2009, activities data of 2011 and 2012 show a more consistent pattern and consolidation of open days and in the number of services performed per session, all issues reported by users have been properly recognized by specialist nurse. All positive insights in terms of improved job satisfaction, high quality standards, minimum requirement of financial resources indicate that this service, may be replicated in other health care facilities. Future developments of the service should be aimed at the development of  an informative brochure for users, an evaluation of users' satisfaction and an improvement of nursing notes

    Editoriale 3/2012

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    La consapevolezza nella diagnosi e nella prognosi nella persona con malattia a prognosi infausta:la percezione negli atteggiamenti di un gruppo di medici e infermieri

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    RIASSUNTOLa comunicazione della diagnosi o dell'eventuale progressione della malattia e la consapevolezza della diagnosi e della prognosi assume un ruolo centrale nella relazione col paziente oncologico. Fino ad alcuni decenni fa era pratica comune non rivelare la diagnosi di cancro; oggi, in conseguenza dei profondi cambiamenti socioculturali, delle aumentate conoscenze e percezione dei propri diritti da parte dell' assistito e delle implicazioni etiche e medico-legali viene evidenziata l'importanza della comunicazione sia della diagnosi che della prognosi infausta. Nella pratica clinica quotidiana la percezione più frequente è che la persona non abbia una reale consapevolezza riguardo alla diagnosi e alla prognosi della propria malattia e sembra sia difficile per il personale sanitario fornire un' adeguata informazione e a comunicare in modo veritiero, nonostante gli obblighi deontologici, la dichiarata centralití  e autodeterminazione della persona nel percorso di cura e nella scelta delle cure stesse. Il presente articolo vuole descrivere le opinioni e gli atteggiamenti di un gruppo di medici e infermieri in merito alla comunicazione della diagnosi e della prognosi di una malattia infausta e sulle loro percezioni rispetto alla consapevolezza della persona assistita."ˆIl disegno dello studio è di tipo osservazionale descrittivo. I partecipanti allo studio sono stati 153 medici e infermieri. Sia medici che infermieri (87,4% vs 90,9%) ritengono opportuno che al paziente sia comunicata la diagnosi di tumore, ma solo il 54,0% dei medici e il 63,6% degli infermieri lo ritiene opportuno per una prognosi infausta. Fra chi negli ultimi 6 mesi, ha comunicato la diagnosi ai pazienti oncologici da lui seguiti, solo il 43,8% (7) ritiene che nel paziente sia presente la consapevolezza della propria diagnosi. I risultati confermano in parte i dati emersi in letteratura e in particolare: sia medici che infermieri ritengono più opportuno comunicare una diagnosi di malattia oncologica che non una prognosi infausta, una reale e veritiera comunicazione si realizza in percentuale minore rispetto a quanto dichiarato, alla comunicazione non sempre corrisponde una reale consapevolezza da parte dell'assistito.Parole chiave: comunicazione, consapevolezza di malattia, diagnosi, prognosi,infermiere, medicoABSTRACTIn oncological patients , communication of the diagnosis of the disease or its regression and the patient's awareness of both diagnosis and prognosis, plays a central role. Up to a few decades ago , it was common practice not to reveal the diagnosis of cancer. Nowadays, the situation has changed owing to radical socio-cultural changes. However, in daily practice, the most frequent impression is that the patient does not entirely realize the implications of diagnosis and prognosis and health workers find it difficult to inform patients clearly and honestly so that they can decide which cures to accept or decline. An observational study was performed on a group of 153 doctors and nurses to identify their opinions and attitudes regarding how to inform cancer patients, in terms of diagnosis and prognosis, and how they perceived the level of awareness in such patients. The results of the study partly confirmed published data , in that both doctors and nurses thought it best to inform the patient of the oncological pathology, keeping back the unfavorable prognosis and that the percentage of patients really made aware of these implications was lower than officially declared.Key words: communication, awareness of the illness, diagnosis, prognosis, nurse, phisicia

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