Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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Impatto dell'epidemia di COVID-19 sulla salute mentale degli infermieri di Terapia Intensiva. Uno studio multicentrico Italiano
Aim: The aim of this study was to evaluate variations in ICU nurses ' mental health status over the COVID-19 outbreak by quantifying the extent of symptoms of depression, anxiety and PTSD over time.
Methods: This study was an Italian multicenter prospective cohort study assessing caseness of anxiety, depression and PTSD at 6 and 12 months from the beginning of the COVID-19 outbreak in Italy.
Results: A total of 359 nurses, 233 (64.9%) were males and 126 (35.1%) were females were enrolled. At 6 months the caseness prevalence for anxiety, depression and PTSD were 31.3%, 32.1% and 18.7% respectively. At 12 months the caseness prevalence for anxiety, depression and PTSD were 34.8%, 36.4% and 24.1 % respectively. No statistically significant increase between 6 and 12 months was recorded for the caseness prevalence anxiety (p= .29) and depression (p= .19). However, an increase for the caseness prevalence PTSD at 12 months was observed (p= .049). The significant risk factors for the 221 patients with at least one disorders were age 31-40 (RR= 1.44, IC= 1.25-1.89; p < .001), female gender (RR= 1.31, IC= 1.02-1.51; p=. 042) and had 0-5 years of professional experience (RR= 1.36, IC= 1.02-1.63; p = .031).
Conclusion: The results of our study may provide support for the implementation of some interventions for well-being in COVID-19 outbreak condition.
Key words: Anxiety, Depression, Post-Traumatic stress disorder, Covid-19, Nurses, Mental health.Scopo: Lo scopo di questo studio era valutare le variazioni dello stato di salute mentale degli infermieri in terapia intensiva durante l'epidemia di COVID-19 quantificando l'entità dei sintomi di depressione, ansia e PTSD nel tempo.
Metodi: Si tratta di uno studio di coorte prospettico multicentrico italiano che ha valutato la presenza di di ansia, depressione e PTSD a 6 e 12 mesi dall'inizio dell'epidemia di COVID-19.
Risultati: Sono stati arruolati un totale di 359 infermieri, 233 (64.9%) uomini e 126 (35.1%) donne. A 6 mesi dall’inizio della pandemia, la prevalenza di disturbi di ansia, depressione e disturbo da stress post-traumatico era rispettivamente del 31.3%, 32.1% e 18.7%. A 12 mesi la prevalenza per ansia, depressione e PTSD era rispettivamente del 34.8%, 36.4% e 24.1%. Nessun aumento statisticamente significativo tra 6 e 12 mesi è stato registrato per l’ansia (p = .29) o la depressione (p = .19). Tuttavia, è stato osservato un aumento del disturbo da stress post-traumatico a 12 mesi (p = .049). I fattori di rischio significativi per i 221 pazienti con almeno un disturbo, erano un età di 31-40 (RR = 1.44, IC = 1.25-1.89; p < .001), sesso femminile (RR = 1.31, IC = 1.02-1.51; p = .042) e avere un esperienza professionale di 0-5 anni (RR = 1.36, IC = 1.02-1.63; p = .031).
Conclusioni: I risultati del nostro studio possono fornire supporto per l'implementazione di alcuni interventi per il benessere lavorativo nella condizione di epidemia di COVID-19.
Parole chiave: Ansia, depressione, disturbo da stress post-traumatico, Coronavirus, Infermieri, salute mentale
Gli effetti della scala Critical-Care Pain Observation Tool nella valutazione e gestione del dolore nei pazienti con lesioni cerebrali ricoverati in terapia intensiva
INTRODUCTION. Accurate pain assessment and management in critically ill patients withcognitive alterations who are unable to communicate constitute a major challenge for themedical and nursing staff of Intensive Care Units (ICUs). This study want assess the impact of Critical Care Pain Observation Tool (CCPOT) scale in ICU practice and evaluate the effects on pain assessment and management in brain-injured critically ill adult patients.
METHODS. This before-and-after study was carried out in an Italian ICU, where data were collected before (T0) and after (T1) implementation of the CCPOT in brain-injured critically ill adults.
RESULTS. The study population consisted of 81 patients (35 before and 46 after intervention). The use of propofol fell significantly (propofol: t(80) = 1.83, p =.03) and at the same time the use of morphine increase significantly (morphine: t(80) = 1.51, p =.02) after intervention.Analysis of the data with respect to pain relief and prevention during some nursing care activities revealed a significant increase in the use of fentanyl citrate (x2(1)= 4.04, p =.04) and paracetamol (x2(1)= 5.30, p =.02). Pain management was in line with the protocol, which envisaged administration of pain medications to patients with CCPOT scores > 3 in 76.8% of cases.
CONCLUSION. The present findings strongly support the value of the CCPOT scale in managing ICU patient pain in conjunction with medical and nursing staff training. However, further studies of larger patient samples should be performed. critiche con alterazioni cognitive non in grado di comunicare, costituiscono una grande sfida per il personale medico e infermieristico delle Terapie Intensive (TI). Questo studio vuole valutare l'impatto della scala CCPOT in TI, valutandone gli effetti sulla valutazione e gestione del dolore nei pazienti adulti con lesioni cerebrali.
METODI. Questo studio before-after è stato condotto in una terapia intensiva italiana, in cui i dati sono stati raccolti prima (T0) e dopo (T1) l'implementazione dello strumento.
RISULTATI. La popolazione di studio era composta da 81 pazienti (35 prima e 46 dopo l'intervento). L'uso di propofol è diminuito in modo significativo (propofol: t(80) = 1.83, p = .03) e allo stesso tempo, l'uso della morfina è aumentata in modo significativo (morfina: t(80) = 1,51, p = .02) dopo il nostro intervento. L'analisi dei dati relativi al sollievo dal dolore e alla prevenzione durante alcune attività di assistenza infermieristica ha rivelato un aumento significativo dell'uso di fentanil citrato (x2(1) = 4.04, p = .04) e paracetamolo (x2(1) = 5.30, p = .02). La gestione del dolore era in linea con il protocollo, che prevedeva la somministrazione di antidolorifici a pazienti con punteggi CCPOT > 3 nel 76.8% dei casi.
CONCLUSIONE. I risultati supportano fortemente il valore della scala CCPOT nella gestione del dolore dei pazienti in terapia intensiva unitamente alla formazione del personale medico einfermieristico. Tuttavia, devono essere eseguiti ulteriori studi su campioni di pazienti didimensioni maggiori. 
La simulazione ad alta fedeltà per la formazione degli studenti di infermieristica: una scoping review della letteratura
human performance in a protected environment, and thanks to the innovation of technologies it has been possible to obtain increasingly realistic performances. The aim of this study is to map and describe the effects of training through a high-fidelity simulation method on the technical and non-technical skills of nursing students in an emergency setting.
METHODS: A scoping review was chosen as research methodology within some main databases of biomedical interest: MEDLINE, Scopus, CINAHL, PsycINFO, Academic Search Index, Science Citation Index and ERIC.
RESULTS: 530 articles were selected. Of these, 21 met the inclusion criteria and underwent the review process. Participants undergoing the intervention demonstrated better skills than the control group when subjected to a simulation based on realistic scenarios. The selected articles can be divided into two categories: those that focus essentially on non-technical skills and those that study only technical skills.
CONCLUSION: Evidence suggests that HFS should include feedback, briefing and debriefing; it should be applied in every area of nursing education; student self-efficacy, confidence and competence are key principles to consider when measuring the effect of a simulation environment. BACKGROUND: La simulazione ad alta fedeltà può essere definita come una tecnica per affinare specifiche prestazioni umane in un ambiente protetto e, grazie all'innovazione delle tecnologie simulative è stato possibile ottenere prestazioni sempre più realistiche. Lo scopo di questo studio è quello di mappare e descrivere gli effetti della simulazione ad alta fedeltà nella formazione universitaria infermieristica sulle abilità tecniche e non tecniche degli studenti in un contesto di emergenza/area critica.
METODO: La metodologia di revisione scelta è stata una scoping review all’interno dei più importanti database di interesse biomedico: MEDLINE, Scopus, CINAHL, PsycINFO, Academic Search Index, Science Citation Index and ERIC.
RISULTATI: Sono stati selezionati 530 articoli. Di questi, 21 hanno soddisfatto I criteri di inclusione e sono stati sottoposti al processo di revisione. I partecipanti che hanno ricevuto l'intervento hanno dimostrato abilità migliori rispetto al gruppo di controllo quando sottoposti ad una simulazione basata su scenari realistici. Gli articoli selezionati, inoltre, possono essere suddivisi in due categorie: quelli che si concentrano essenzialmente sulle non-technical skills e quelli che studiano solo le technical skills.
CONCLUSIONI: I risultati suggeriscono che l’HFS (High-Fidelity Simulation) dovrebbe includere feedback, briefing e debriefing degli scenari; dovrebbe essere applicato in ogni area della formazione infermieristica; l'autoefficacia, la fiducia e le conoscenze dello studente sono principi chiave da considerare quando si vuole misurare l'effetto di un ambiente di simulazione. 
International conference Nurses' wellbeing & patients' outcomes, SIGMA Alpha Alpha Beta Chapter
Book of abstracts- International conference Nurses' wellbeing & patients' outcomes, SIGMA Alpha Alpha Beta Chapter 2021.Libro degli abstract della International conference Nurses' wellbeing & patients' outcomes, SIGMA Alpha Alpha Beta Chapter 2021
L’immagine sociale e professionale dell’infermiere: risultati di una survey durante la Pandemia Covid-19
Introduction. Although nursing today is an intellectual profession to all intents and purposes, the social and professional image gap has not yet been bridged. Also, in the rest of the world, the social image of the nurse suffers from some stereotypes, not only perpetuated by a wrong knowledge on the part of the population but also fostered by the mass media (commentary, cinema, television series).
Objective. To investigate the perception of students at the University of Piemonte Orientale about the nursing profession.
Methods. A survey was conducted using an online questionnaire sent during the period of the health emergency linked to COVID-19 (from 18 August to 15 September 2020).
Results. 662 questionnaires were analysed. It was investigated how students describe nurses and whether that description would have been the same even before the COVID-19 health emergency. Furthermore, it was assessed which gender they consider most suited for the profession and whether the mass media has influenced their view of nurses. The students described the nurse with adjectives such as "expert / capable", "courteous / polite" and "welcoming / listening oriented" and stated that they would use the same terms even before the health emergency. The majority of the sample then believed that there is no more suitable gender to fill the role of nurse and that TV series or news reports have positively influenced their perception. However, only a small percentage of the sample would have considered the idea of becoming a nurse.
Discussion. A positive view of nurses emerged to overcome gender stereotype and a greater confidence in their technical-professional abilities. The data also highlight that the positive view of the nursing profession is not a consequence of the "publicity" provided by the media during COVID-19 emergency, which represented nurses as "heroes" of the National Health System.
Keywords: nursing students, nurses, perception, CoronavirusIntroduzione. Nonostante l’infermieristica sia oggi, a tutti gli effetti, una professione intellettuale non è stato ancora colmato il divario tra l’immagine sociale e quella professionale. Anche nel resto del mondo l’immagine sociale dell’infermiere risente di alcuni stereotipi, non solo perpetuati da un’erronea conoscenza da parte della popolazione, ma anche incentivati dai mass media (telecronaca, cinema, serie televisive).
Obiettivo. Indagare la percezione che gli studenti dell’Università del Piemonte Orientale hanno della professione infermieristica.
Metodi. È stata condotta una survey tramite questionario on-line inviato nel periodo di emergenza sanitaria legata al COVID-19 (dal 18 agosto al 15 settembre 2020).
Risultati. Sono stati analizzati 662 questionari. È stato indagato come gli studenti descrivono gli infermieri e se tale descrizione sarebbe stata la stessa anche prima dell’emergenza sanitaria COVID-19. È stato valutato quale genere ritengano più adatto a ricoprire tale professione e se i mass media abbiano influenzato la loro idea di infermiere. Gli studenti hanno descritto l’infermiere con aggettivi come “esperto/capace”, “cortese/educato” e “accogliente/orientato all'ascolto” ed hanno affermato che avrebbero utilizzato gli stessi termini anche prima dell’emergenza sanitaria. La maggioranza del campione ha poi ritenuto che non esiste un genere più idoneo a ricoprire il ruolo di infermiere e che le serie TV o le notizie di cronaca hanno influenzato positivamente la loro percezione. Tuttavia solo una piccola percentuale del campione avrebbe preso in considerazione l’idea di fare l’infermiere.
Discussione. È emersa una visione positiva degli infermieri che vede il superamento dello stereotipo di genere ed una maggiore fiducia nelle loro capacità tecnico-professionali. I dati evidenziano inoltre come la considerazione positiva della professione infermieristica non sia la conseguenza della “pubblicità” effettuata durante l’emergenza COVID-19, che ha rappresentato gli infermieri come “eroi” del Sistema Sanitario Nazionale.
Parole chiave: studenti, professione infermieristica, percezione, COVID-1
Investire per le professioni infermieristiche e rispettarne i diritti: se non ora quando?
What has happened in recent months is that the nursing professions, which represent the highest expression of frontline commitment in the pandemic fight, despite their total dedication and self-denial to the welfare and health of citizens, continue to feel constantly powerless and unheard. Their voice is essentially ignored by many of the institutional decision makers and politicians, and in the media is often used in an improper and instrumental way. This situation, together with the very serious staff shortages due, mainly, to blatant planning errors, the continuous disinvestment, the persistence of certain bureaucratic constraints, the complex organizational and personal situations related to the pandemic, are leading to the deterioration of the physical and mental wellbeing of many professionals, to motivational disaster and to the abandonment of the professions, with the obvious related sequelae. Even long before the pandemic began, nurses felt that their concerns were not being taken seriously, and now, two years later, these feelings have not changed, in fact they have solidified. Many decisions, and as many missed decisions, not only appear to be taken to the detriment of nurses and citizens, but seem to be aimed at maintaining unaltered balances, potentates and systems of relationships, even within the profession, rather than with the nurses: with the PNRR resources it really seems, as in the Cat's Claw of memory, that everything changes for the structures, but nothing is aimed at changing for those who work within them. The State, the Ministry, the Regions and the Agencies (in all its collaborative expressions), make promises but in reality postpone the courageous choices and investments that need to be made quickly. It is necessary to be aware of this and to note that many aspects of communication, mediation, and interlocution at different levels have been very poor. The "real" and strategic partnership between Governments, Subsidiary Bodies and Agencies, the private world, the social world, especially with the contribution of the free scientific, cultural and professional associative world, at an international level has led to vigorous developments in terms of a more supported career path, salary increases and the achievement of expansion to the upper limits of professional action in the area of skills, advanced practice (autonomy and prescription) and strategic leadership. In Italy, public recognition, gratitude and praise have not been followed by concrete and stable actions aimed at addressing the challenges that nurses face on a daily basis, no real innovation or paradigm shift for the profession. Moreover, the premises of the contract do not seem - at all - to be aimed at designing a different future and not even to give the desired change of pace in terms of pay and enhancement of professionalism. Again, very few resources and a flood of blah, blah, blah.uello che è accaduto in questi mesi è che le professioni infermieristiche che rappresentano la massima espressione dell’impegno in prima linea nella lotta pandemica, nonostante la loro totale dedizione e abnegazione verso il benessere e la salute dei cittadini, continuano a sentirsi costantemente impotenti e non ascoltate. La loro voce è sostanzialmente ignorata da molti dei decisori istituzionali e dalla politica, e dai media è spesso utilizzata in forma impropria e strumentale. Questa situazione, unita alle gravissime carenze di organico dovute, principalmente, a palesi errori di programmazione, al disinvestimento continuo, al persistere di taluni vincoli burocratici, alle complesse situazioni organizzative e personali legate alla pandemia, stanno portando al deterioramento del benessere fisico e mentale di molti professionisti, al disastro motivazionale e all’abbandono delle professioni, con le ovvie sequele correlate. Già da molto prima dell’inizio della pandemia, gli infermieri sentivano che le loro preoccupazioni non venissero prese sul serio, e ora, a distanza di due anni, queste sensazioni non sono mutate, anzi si sono consolidate. Molte decisioni, e altrettante mancate decisioni, non solo appaiono prese a scapito degli infermieri e dei cittadini, ma sembrano volte a mantenere inalterati equilibri, potentati e sistemi di relazioni, anche interne alla professione, invece che con gli infermieri: con le risorse PNRR sembra davvero, come da gattopardiana memoria che tutto cambi per le strutture, ma nulla sia volto a cambiare per chi ci lavora all’interno. Lo Stato, il Ministero, le Regioni e le Agenzie (in tutte le sue espressioni collaborative), fanno promesse ma nella realtà rimandano le scelte coraggiose e gli investimenti che vanno invece realizzati in tempi brevi. Bisogna prendere consapevolezza di questo e constatare che molti aspetti anche di comunicazione, di mediazione, di interlocuzione a diversi livelli sono risultati davvero esigui. La partnership “reale” e strategica tra Governi, Organismi sussidiari e Agenzie, mondo privato, mondo sociale, soprattutto con il contributo del libero mondo associativo scientifico, culturale e professionale, a livello internazionale ha portato a vigorosi sviluppi in termini di un più supportato percorso di carriera, ad incrementi retributivi e al raggiungimento dell’espansione ai limiti superiori dell’agire professionale nell’ambito delle competenze, pratica avanzata (autonomia e prescrizione) e di leadership strategica. In Italia, ai pubblici riconoscimenti, alla gratitudine e alle lodi non sono seguite azioni concrete e stabili, volte a dare seguito alle sfide che gli infermieri devono affrontare quotidianamente, nessuna reale innovazione o cambio di paradigma per la professione. Inoltre, le premesse del contratto non sembrano - per niente - essere volte a disegnare un futuro diverso e nemmeno a dare l’auspicato cambio di passo in termini di retribuzione e di valorizzazione delle professionalità. Anche in questo caso scarsissime risorse ed un fiume di bla, bla, bla. Grande preoccupazione va espressa anche per la deriva sui social media, per le opinioni di “pancia” e reattive di talune organizzazioni rispetto a contributi senza prospettiva, spesso per la ricerca del facile consenso. Questo ha ostacolato le giuste istanze professionali e lasciato ai margini del dibattito politico e culturale documenti ed evidenze scientifiche nazionali ed internazionali cruciali per lo sviluppo professionale, sviluppate grazie al meritorio lavoro delle organizzazioni e degli infermieri che giorno dopo giorno approfondiscono e si adoperano per uno sviluppo coordinato e responsabile dell’infermieristica. Non si può che esprimere preoccupazione: il quadro in atto sembra portare a conseguenze drammatiche per lo sviluppo dell’intera professione infermieristica. Non si può che auspicare l’intervento richiesto da più parti, da parte delle Autorità politiche e strategiche, che in ogni caso, vanno meglio sostenute e supportate per ottenere il radicale cambio di direzione e per poter celermente offrire misure significative e drastiche di cambiamento. Non si può, allo stesso tempo, ogni volta cercare la via “italiana” ignorando quello che avviene per le professioni a livello globale. La pandemia dovrebbe avercelo insegnato! LA CNAI con le Associazioni e Società Scientifiche del Network delle Organizzazioni infermieristiche italiane (NOII), www.cnai.pro/noii, e il Forum delle Professioni Sanitarie di Federsanità, già nel mese di dicembre 2021 hanno presentato al Forum Risk Management di Arezzo, pubblicata contestualmente su Quotidiano Sanità, una call for action sulla base delle indicazioni della roadmap per l’infermieristica fino al 2025 di WHO Europa, con il sostegno di EFNNMA nelle 4 aree di riferimento: 1) Condizioni di lavoro, 2) Formazione di base e avanzata, 3) Espansione delle funzioni, 4) Valorizzazione gli infermieri, disponibile sul sito della CNAI. L’obiettivo è quello di vedere finalmente applicata anche in Italia una strategia trasformativa per le professioni infermieristiche, volta a renderle molto più attrattive, offrendo percorsi di avanzamento di carriera, ottimizzando lo sviluppo della pratica e delle competenze, rafforzando i programmi di formazione infermieristica e sviluppando standard di qualità specifici, migliorando le condizioni di lavoro ed il benessere professionale, con ricadute virtuosamente positive per il servizio sanitario e la cittadinanza. Le azioni parlano più forte delle parole e gli infermieri sono e dovranno sempre più essere una professione di “attivisti”, di persone impegnate per una società migliore. CNAI, nell’annunciare nuove iniziative per il 2022 e per la Giornata Internazionale degli Infermieri del 12 maggio il cui tema è “Investire nell'assistenza infermieristica e rispettare i diritti per garantire la salute globale”, sostiene, propone e promuove il migliore utilizzo di questi eventi, anche allo scopo di sviluppare iniziative collettive per ottenere ampia eco, insieme ad altre e diverse rappresentanze culturali, professionali e sindacali, per rendere ancora più efficace e visibile il dialogo con i decisori politici ed istituzionali e dare concreta dimostrazione della forza, anche numerica, e dell’importanza della professione infermieristica per il sistema salute. È fondamentale agire, in maniera diversificata, con molta più prontezza e forza; si è già molto in ritardo, non farlo significherebbe assumersi la responsabilità del futuro degrado delle professioni infermieristiche e delle conseguenze negative sulla salute dei cittadini che il vigente sistema continuerebbe, inevitabilmente, a produrre. Se non ora, quando
Risultati del monitoraggio dell’applicazione dello score National Early Warning Score in area chirurgica di un ospedale del Nord Italia
INTRODUZIONE:In un ospedale del Nord Italia si è deciso di sperimentare una metodologia standardizzata di rilevazione e valutazione dei parametri vitali e di comunicazione efficace tra professionisti, mediante applicazione del NEWS score. Si è reso poi necessario andare a valutare la concreta applicazione ed utilità nel contesto specifico.
La progettualità è stata realizzata allo scopo di adottare una metodologia validata e standardizzata di rilevazione dei parametri vitali al fine di favorire una precoce individuazione dei segni e sintomi di un possibile peggioramento clinico e per la comunicazione efficace tra professionisti. Si è reso poi necessario effettuare un monitoraggio della corretta applicazione dello score NEWS ai fini della valutazione dell’utilità dell’estensione dello strumento in aree chirurgiche.
METODO: Sono stati individuati degli indicatori e monitorati, mediante consultazione di un campione di cartelle cliniche della Ginecologia, dell’anno 2019. È stata individuata la numerosità campionaria utile ad avere un livello di confidenza del 95%, che, secondo la Sample Size Calculator, nota la popolazione di 865 pazienti, corrisponde a 160 unità campionarie. È stato poi sviluppato un data set ad hoc per la raccolta dati.
RISULTATI: La correttezza di esecuzione del monitoraggio clinico secondo i parametri previsti dallo score è del 75%, mentre la completezza di registrazione dello score è del 99% del campione analizzato. Le giornate di degenza nelle quali è presente uno score≥5 sono 10, pari all’1,5%. L’approfondimento dei casi con score≥5, ha evidenziato che in 9 casi su 10 il medico è stato allertato.
DISCUSSIONE: Lo score News è utile nell’individuazione precoce di situazioni di rischio, nella comunicazione rapida e oggettiva e nella tempestiva attivazione di interventi per prevenire le complicanze. Inoltre l’applicazione dello score non comporta un dispendio di tempo superiore a quello impiegato per la raccolta dei parametri vitali.
PAROLE CHIAVE: NEWS score, communication tools, gynecology, patient safety INTRODUCTION: In a hospital in Northern Italy was decided to experiment a new standardized methodology for detection and evaluation of vital parameters and effective communication between healthcare professionals, with the applications of NEWS score. Then it was necessary to evaluate the application and usefulness of the score in the specific contest.
The aim of this project was adopting a validated and standardized methodology for detecting vital parameters to identificate early the signs and symptoms of a possible clinical deterioration and to create an effective communication between professionals. In the end it was necessary to monitor the correct application of the NEWS score to evaluate the usefulness of extending the score in surgical units.
METHODS: The indicators were identified and monitored, consulting a sample of medical Gynecologic records of the 2019. The sample size useful for having a confidence level of 95% was identified, which, according to the Sample Size Calculator, known the population of 865 patients, corresponds to 160 sample units. An ad hoc data set was then developed for data collection.
RESULTS: The correctness of the execution of clinical monitoring according to the parameters provided by the score is 75%, while the completeness of score’s recording is 99% of the sample analyzed. The days of hospitalization in which there is a score≥5 are 10, equal to 1.5%. An in-depth study of cases with a score ≥5 showed that in 9 out of 10 cases the doctor was alerted.
DISCUSSION: The NEWS score is useful in the early identification of risk situations, in rapid and objective communication and in the timely activation of interventions to prevent complications. Furthermore, the application of the score does not involve a waste of time than that used for the collection of vital parameters.
KEYWORDS: NEWS score, communication tools, gynecology, patient safet
Descrizione e analisi delle rappresentazioni di malattia nei pazienti cronici attraverso l’Illness Perception Questionnaire (IPQ-r): implicazioni per la pratica clinica
INTRODUCTION: According to the theory of Self-Regulation, the individual develops self-regulation processes that guide the course of pathology through mental representations of disease. These should be an essential part of nursing in developing the patient's motivation and self-efficacy, and the Illness Perception Questionnaire allows us to understand the construction processes.
AIM: The aim is to analyze the mental representations of illness of a group of chronically ill patients, to evaluate the implications in therapeutic adherence and clinical practice.
METHODS: Pilot study conducted on a sample of 89 chronically ill patients through the Illness Perception Questionnaire.
RESULTS: By correlating the illness dimensions of the Self-Regulation, the significant relationship between emotional representations and the other dimensions emerges. Negative emotions lead the individual to perceive more the cyclical duration of the disease, the severity of its consequences, have a lower perception of coherence and understanding of the disease. A greater opinion of personal control corresponds to a lower perception of serious consequences and a greater perception of control of treatment. The prevalence of negative emotions and a lower disease consistency score are highlighted in patients with low educational level.
CONCLUSION: The study demonstrated the adequacy of IPQ-r in detecting disease representations, which can affect outcomes in treatment. Above all, the importance of the emotional dimension related to the perception of the disease.
The application of IPQ-r can be a valid tool for nurses in detecting the perception of illness of their patients resulting in a useful strategy to promote the educational process and promote adequate therapeutic adherence.
KEY WORDS: Self-regulation; Illness Perception Questionnaire; chronic illness; nursing interventions; therapeutic adherenceautoregolazione che guidano il decorso della patologia attraverso delle rappresentazioni mentali di malattia. Queste dovrebbero costituire una parte essenziale dell’assistenza infermieristica nello sviluppo della motivazione e dell’autoefficacia del malato e l’Illness Perception Questionnaire permette di comprenderne i processi di costruzione.
OBIETTIVO: Analizzare le rappresentazioni mentali di malattia di un gruppo di persone che vivono una condizione cronica, valutando le implicazioni nell’aderenza terapeutica e nella pratica clinica.
METODI:Studio pilota condotto su un campione di 89 malati cronici attraverso l’Illness Perception Questionnaire.
RISULTATI: Correlando le dimensioni di malattia della Self-Regulation emerge la relazione significativa tra le rappresentazioni emozionali e le altre dimensioni. Le emozioni negative portano l’individuo a percepire maggiormente la durata ciclica della malattia, la gravità delle conseguenze, una minore percezione di coerenza e comprensione della malattia. Ad una maggiore opinione di controllo personale corrisponde una minor percezione di conseguenze gravi e una maggiore percezione di controllo del trattamento. Si evidenzia la prevalenza di emozioni negative e un punteggio di coerenza della malattia inferiore nei pazienti con un basso livello formativo.
CONCLUSIONI: Lo studio ha dimostrato l’adeguatezza dell’IPQ-r nel rilevare le rappresentazioni di malattia, che possono influenzare gli outcome nelle cure. Soprattutto emerge l’importanza della dimensione emotiva riferita alla percezione della malattia.
L’ applicazione dell’IPQ-r può essere un valido strumento per l’infermiere nel rilevare la percezione di malattia del proprio assistito risultando un’utile strategia per favorire il processo educativo e promuovere un’adeguata compliance terapeutica.
PAROLE CHIAVE: Self-regulation; Illness Perception Questionnaire; malattie croniche; interventi infermieristici; aderenza terapeutica 
L’handover infermieristico: uno studio osservazionale presso le Degenze di un Dipartimento Cardiotoracico
INTRODUCTION:The handover has relevant implications in terms of patient safety. An effective handover requires the use of a standardized and shared communication tool.
AIM: This observational study explored the nursing handover at shift change in order to detect eventual omissions. Furthermore, it investigated the quality perceived by the nurses involved.
METHOD: At each shift change, an external observer detected the referred and omitted information by the delivering nurse, through the use of a direct observational grid (modified ISBAR). The percentage of the omitted information was calculated excluding any unforeseen information, not linked to the patient care pathway and detected through the consultation of the nursing record. The quality perceived by the nurses involved was investigated through the use of the Handoff CEX tool. The data was processed through a descriptive and inferential statistical analysis.
RESULTS: 256 handovers were observed and 256 nursing records were reviewed. The omissions were detected in 43.17% of the cases. The results highlight a propensity for a prospective approach. A high statistical significance emerges in relation to the modality of handover, the type of patient, the nurse/patients ratio and the number of interruptions. Referring to the perceived quality, 40 Handoff CEX evaluation forms were completed. The results show a more than satisfactory perception. However, the thematic analysis highlights scarcely detailed and dispersive handovers as well as the difficulty to focus on the information to deliver.
CONCLUSION: According to the findings of this research, it is necessary to implement a standardized tool which supports the handover process.
KEY WORDS: Handover, omission, perceived quality, standardization INTRODUZIONE: Il passaggio di consegna, dall’inglese “handover”, ha rilevanti implicazioni sulla sicurezza del paziente. Un handover efficace richiede l’utilizzo di uno strumento comunicativo standardizzato e condiviso.
OBIETTIVO: Lo studio osservazionale in esame ha esplorato i processi di handover infermieristico al cambio turno al fine di rilevare eventuali omissioni informative. Altresì, è stata indagata la qualità percepita degli infermieri coinvolti.
METODO: Ad ogni cambio turno, un osservatore esterno ha rilevato le informazioni riferite e omesse dall’infermiere erogante, attraverso l’utilizzo di una griglia di osservazione diretta (ISBAR modificato). La percentuale di omissioni è stata calcolata al netto delle informazioni non previste, non riconducibili al percorso di cura del paziente oggetto di consegna e rilevate attraverso la consultazione della cartella infermieristica informatizzata. La qualità percepita è stata indagata attraverso lo strumento Handoff CEX. I dati sono stati processati attraverso un’analisi statistica descrittiva e inferenziale.
RISULTATI: Sono stati osservati 256 passaggi di consegna e sono state esaminate 256 cartelle infermieristiche. Le omissioni si sono verificate nel 43,17% dei casi. I risultati evidenziano una propensione all’approccio prospettico. Emerge un’alta significatività statistica nella correlazione con la modalità di handover, la tipologia di paziente, il rapporto infermiere/pazienti e il numero di interruzioni. Relativamente alla qualità percepita, sono state compilate 40 schede Handoff CEX. I risultati rivelano una percezione più che soddisfacente. Tuttavia, l’analisi tematica evidenzia consegne dispersive, scarsamente dettagliate e la difficoltà nel focalizzare le informazioni da trasferire.
CONCLUSIONE:Alla luce dei dati rilevati si rende necessaria l’implementazione di uno strumento standardizzato che supporti il processo di handover.
PAROLE CHIAVE: Passaggio di consegna, omissione, qualità percepita, standardizzazione 
La didattica aumentata digitalmente: studio qualitativo sulla percezione di infermieri e ostetriche del corso di Laurea magistrale durante la pandemia SARS-CoV-2 in Italia
Background. The SARS-CoV-2 pandemic has necessitated a rapid transition to digitally augmented education, generating a phenomenon that is unprecedented in the history of university education of healthcare professionals. The purpose of this study is to understand the effects of online teaching on the learning of students of the Master's Degree, to collect the significant elements of their experience and stimulate reflection on teaching practices.
Objective. To describe perceptions and experiences of nurses and midwives in the Master's degree on digitally augmented learning during the SARS-CoV-2 pandemic. Method. A descriptive qualitative study was performed on a proactive sample of 34 nurse practitioners, pediatric nurses and midwives. The data was collected in January-February 2021 through an online form, built ad hoc. The answers were analyzed with deductive content analysis.
Results. 4 main categories emerge from the analysis of the texts: educational impact, time management, disadvantages of online teaching, distance learning-teaching. The results partly confirm what is reported in the literature about virtual learning, with better time management and the usefulness of video recordings. However, learning is strongly conditioned by the difficulties of interaction and communication between the students and between the teachers and the students.
Conclusion. The digitally augmented learning allowed the continuation of the training course of health professionals engaged during the SARS-CoV-2 emergency. However, distance learning if used exclusively for a long time is a limited tool as it modifies the didactic processes preventing the development of meaningful relationships, dialogue and educational relationships which are important and essential outcomes in the master's course.
Key words: Digitally augmented learning, students’ experiences, nurses/midwives, SARS-CoV-2, Qualitative study.Introduzione. La pandemia da SARS-CoV-2 ha reso necessaria una rapida transizione alla didattica aumentata digitalmente, generando un fenomeno che non vede precedenti nella storia della formazione universitaria dei professionisti sanitari. La finalità del presente studio è di comprendere gli effetti della didattica online sugli apprendimenti degli studenti del corso di Laurea magistrale per raccogliere gli elementi significativi della loro esperienza e stimolare la riflessione sulle pratiche didattiche.
Obiettivo. Descrivere le percezioni e i vissuti dei professionisti in formazione magistrale circa la didattica aumentata digitalmente durante la pandemia da SARS-CoV-2.
Metodi. È stato condotto uno studio qualitativo descrittivo su un campione propositivo di 34 professionisti infermieri, infermieri pediatrici e ostetriche. I dati sono stati raccolti nel periodo gennaio-febbraio 2021 attraverso un modulo online, costruito ad hoc. Le risposte sono state analizzate con la content analysis deduttiva.
Risultati. Dall’analisi dei testi emergono 4 categorie principali: impatto educativo, gestione del tempo, svantaggi della didattica online, apprendimento-insegnamento a distanza. I risultati confermano quanto riportato in letteratura, una migliore gestione del tempo e l’utilità delle videoregistrazioni. L’apprendimento è però fortemente condizionato dalle difficoltà di interazione e di comunicazione tra studenti e tra docenti e studenti.
Conclusioni. La didattica aumentata digitalmente ha consentito di continuare il percorso formativo dei professionisti sanitari impegnati durante l’emergenza da SARS-CoV-2. Tuttavia, la formazione a distanza se utilizzata per lungo tempo in modo esclusivo è uno strumento limitato poichè modifica i processi didattici impedendo di sviluppare relazioni significative, il dialogo e la relazione educativa che nel percorso magistrale sono importanti e imprescindibili outcomes. Parole chiave. Didattica Aumentata Digitalmente, esperienza degli studenti, infermieri/ostetriche, SARS-CoV-2, Studio qualitativo