Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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    421 research outputs found

    Attitudini degli infermieri nei confronti dell'assistenza nutrizionale e della malnutrizione nell'anziano in ospedale: un'indagine nella Regione Liguria

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    Scopo: valutare le attitudini degli infermieri nei confronti dell'assistenza nutrizionale nell'anziano ospedalizzato, utilizzando la scala "The Staff Attitudes To Nutritional Nursing Care Geriatric Scale (SANN-G Scale)", recentemente validata in lingua italiana. Metodo: è stata condotta un'indagine descrittiva, coinvolgendo tutti i coordinatori e gli infermieri delle unití  operative di tipo medico presso le aziende ospedaliere Clinica Universitaria San Martino di Genova e Asl3 Genovese di Villa Scassi. È stato eseguito un confronto utilizzando il test di Kruscall-Wallis tra le unití  operative, al fine di capire se vi erano differenze significative nelle attitudini rispetto all'assistenza nutrizionale. Si sono confrontati i risultati di coloro che avevano seguito un corso sull'assistenza nutrizionale e coloro che non lo avevano fatto, utilizzando il test MannWhitney. Risultati: su 110 questionari somministrati ne sono stati riconsegnati 103 (94%). Solo il 26% dei partecipanti hanno dimostrato un'attitudine nettamente positiva rispetto all'assistenza nutrizionale nell'anziano. Non sono state trovate differenze significative né tra una Unití  Operativa e l'altra né tra chi ha seguito corsi e chi no. Conclusioni: Lo studio ha evidenziato una sostanziale attitudine negativa dei partecipanti nei confronti dell'assistenza nutrizionale nell'anziano e della malnutrizione, confermando che gli aspetti legati all'alimentazione della persona anziana spesso passano in secondo piano, rispetto ad altre attivití  assistenziali. I nostri risultati sono sovrapponibili a quanto avviene a livello internazionale. È perciò necessario anche in Italia aumentare la consapevolezza degli operatori sanitari su queste problematiche.Parole chiave: attitudine personale sanitario, stato nutrizionale, geriatria, malnutrizione, staff infermieristico, dietista. Nurses' attitudes towards nutritional care and malnutrition in hospitalised older people: A Survey in the Liguria RegionAim: Evaluate nurses' attitudes towards nutritional assistance in elderly hospitalized individuals, using the scale "The Staff Attitudes To Nutritional Geriatric Nursing Care Scale (SANN-G Scale)", recently validated in Italian. Methods: A descriptive survey was carried out, involving all head nurses and nurses of wards within University Hospital San Martino Hospital in Genoa and ASL3 Genovese Villa Scassi. A comparison was carried out using the Kruscall-Wallis test between wards, in order to determine whether there were significant differences in attitudes with respect to nutritional assistance. Results were compared between individuals who had follow a lecture on nutritional assistance and those who had not, using the test Mann Whitney. Results: 110 questionnaires were delivered of these 103 were filled in (94%). Only 26% of the sample shows to have a strong positive attitude with respect nutritional assistance in elderly people. No significant differences were found either between wards and the other or between those who nurse had lecturer and those who have not. Conclusions: The study revealed a substantial negative attitude with respect to nutritional assitance and malnutrition in the elderly, confirming that aspects related to nutrition of the elderly are not properly taken into account in comparison to other nursing care activities. Our results are similar to those of the internationl literature. There is therefore a need also in Italy to increase awareness of professionals on these issues. Key words: Attitude of Health Personnel, nutritional status, geriatrics, malnutrition, nursing staff, dietetic

    Vita Associativa CNAI

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    EFN Competency Framework - EFN linee guida per l'attuazione dell'articolo 31 nei programmi di educazione infermieri nazionali Disponibile la traduzione del documento in italiano sul sito EFN http://www.efnweb.be/?page_id=6897curata da Enrica Capitoni e Cecilia Sironi, Vice Presidente e Presi- dente CNAI. Il documento indica le Competenze dell'infermiere di assistenza generale con gli obiettivi e i contenuti suggeriti nella forma- zione.Le linee guida sono state condivise a livello europeo per attuare l'art. 31 nei programmi formativi degli infermieri in tutti i Paesi e seguire le indicazioni della Mutual Recognition of Professional Qualifications Directive 2005/36/EC, modificata dalla Direttiva 2013/55/EU.La traduzione è disponibile anche sul sito della Federazione nazionale dei Collegi IPASVI. Questo lavoro continua la tradizione di CNAI che fin dal 1946 offre contribuiti alla Federazione, ai Ministeri coinvolti (Salute e MIUR), alla Conferenza permanente del corso di laurea in Infermieristica e a tutti gli infermieri italiani.Grazie Cecilia, Grazie Enrica.DA NON PERDERE L'impiego dell'ICNP® con il Modello assistenziale dei processi umani Nato dalla necessití  di fornire materiale didattico per l'insegnamento dell'ICNP® nei corsi di Scienze infermieristiche dell'Universití  degli Studi di Milano-Bicocca e Universití  degli Studi dell'Insubria dall'anno accademico 2014/15, in questo testo gli Autori D. Ausili, G. Baccin, S. Bezze, S. Di Mauro e C. Sironi, condividono quanto elaborato finora, consapevoli di avere di fronte numerosi anni di studio e sperimentazione per arrivare a un costrutto teorico più definito. CNAI ha sempre sostenuto lo sviluppo della cultura professionale e non può che favorire la divulgazione di quanto elaborato da un gruppo di Associati desiderosi di inserire questa terminologia infer- mieristica standardizzata nel contesto italiano. Per info e acquisto del libretto: http://www.lulu.com; disponibile anche su Amazon

    Utilizzo della Behavioral Pain Scale e della Critical Care Pain Observation Tool per la rilevazione del dolore in una terapia intensiva polivalente

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    Obiettivo: Confrontare le due scale di valutazione del dolore utilizzate in Terapia Intensiva generale dell'Azienda Ospedaliera di Monza, Behavioral Pain Scale (BPS) e Critical Care Pain Observation Tool (CPOT) e la loro correlazione. Verificare se la rilevazione delle scale sia influenzata dal livello di coscienza valutato per mezzo di una terza scala (Ritchmond Agitation Sedation Scale - RASS). Metodo: Sono state raccolte ed analizzate 1083 rilevazioni nel periodo Maggio 2012 / Novembre 2012. Le valutazioni sono relative ad un campione di 36 pazienti, 20 uomini e 16 donne, con un'etí  media di anni 62,94±13,21 e una degenza media di 17±12 giorni. Risultati: La mediana della scala BPS è stata pari a 3 (Q1: 3 – Q3:3 – range 3-12), la mediana della scala CPOT è stata pari a 0 (Q1-Quartile 25% : 0 – Q3- Quartile 75% : 1, range 0-8), e la mediana della scala RASS è risultata essere -1 (Q1: -4, Q3: 0 – range 0/-5). Il coefficiente di correlazione era di 0.784 (P<0.001). Si segnala la difficoltí  nell'utilizzo delle suddette scale soprattutto nelle persone con RASS < -1. Conclusioni: I risultati di questo studio suggeriscono la necessití  di implementare ulteriormente la ricerca, ampliando la validazione delle scale di valutazione del dolore per pazienti non in grado di verbalizzare a popolazioni di pazienti finora inesplorate.Parole chiave: valutazione, dolore, terapia intensiva, sedato, incosciente. Utilization of Behavioral Pain Scale and Critical Care Pain Observation Tool for pain evaluation in Intensive Care UnitAim: To compare two evaluation pain scale the Behavioral Pain Scale (BPS) e Critical Care Pain Observation Tool (CPOT) in Intensive Care Unit in the Azienda Ospedaliera di Monza, and their correlation. To evaluate if consciousness level (evaluate through a third scale the Ritchmond Agitation Sedation Scale - RASS) influence the use of the pain scales. Methods: 1083 data were collected from May 2012 and November 2012. The sample was made up by 36 patients, of these 20 men and 16 women, average age of 62,94±13,21 and hospital stay on average of 17±12 days. Results: BPS median is 3 (Q1: 3 – Q3:3 – range 3-12), CPOT median is (Q1-Quartile 25%: 0 – Q3- Quartile 75% : 1, range 0-8), RASS median is-1 (Q1: -4, Q3: 0 – range 0/-5). Correllational coefficient is 0.784 (P<0.001). There is a overall difficulty on use BPS and CPOT expecially with individuals with RASS < -1. Conclusions: Results of this study suggest the need to carry out further research, expanding the validation of the pain scales for patients not able to speach to unexplored patients.Key words: evaluation, pain, intensive care unit, consciousness leve

    Editoriale: Tornare alle origini dell'assistenza infermieristica.

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    a parecchi mesi ho un desiderio, quello di parlare - o meglio – tornare a parlare di assistenza infermieristica. "Come? Di assistenza infermieristica?" Mi sembra di sentire un coro di: "Ma come, siamo ancora qui? A quello che Florence Nightingale scrisse nel 1859 perché ne aveva sentito il bisogno? Siamo rimasti a Notes on Nursing: What it is and what it is not?".Mi sono fino ad ora trattenuta perché il rischio di farlo in modo istintivo o reattivo mi avrebbe potuto far perdere la giusta misura. L'articolo di un collega da anni associato a CNAI (Valcarenghi, 2016), che esprimeva in parte la stessa necessití  e lo faceva proprio citando anche Florence Nightingale, mi ha spinto a iniziare la redazione di questo Editoriale. Inoltre, dopo aver partecipato a un'interessante Conferenza sulla storia dell'assistenza infermieristica dal tema Il ruolo della storia nell'indirizzare le politiche della salute (vedi http://www.centrodieccellenza.eu/events/) organizzato dal Collegio IPASVI di Roma e dal CECRI lo scorso 13 maggio, mi sono convinta. La confusione riscontrata in diversi colleghi, il sempre più diffuso utilizzo del termine "demansionamento", lo sconcerto e la preoccupazione condivisa con altri partecipanti al Convegno mi hanno fatto decidere a scrivere questo Editoriale.Mi pare che l'impiego del termine demansionamento stia ormai dilagando e toccando temi fondamentali per la stessa sopravvivenza della nostra professione. Non s'intende qui negare che il problema dell'attribuzione di attivití  che potrebbero essere svolte da altri operatori sanitari e amministrativi esista nelle nostre realtí  operative: esiste, è oneroso, ma è anche sempre esistito. Tra le prime infermiere professionali e gli infermieri generici, tra infermieri profes- sionali e ausiliari, fra infermieri e i primi infermieri laureati e operatori tecnici addetti all'assistenza, ora operatori socio- sanitari. Anzi, pensando alla prevalenza della popolazione anziana nel nostro Paese e al numero di "badanti" o assistenti familiari che lavora in modo più o meno sommerso in numerose famiglie italiane, dobbiamo aggiungere anche loro nel gruppo dei caregiver. Certo, il passaggio della formazione infermieristica in universití  ha acuito il problema. È aberrante e demotivante, specie in alcuni servizi in cui il personale è ridotto a numeri che mettono a repentaglio la sicurezza delle persone assistite. Ma siamo sicuri che tutte queste figure "facciano le stesse cose nello stesso modo"? Mi pare utile che ciascun infermiere si faccia questa domanda

    Mortalití  infantile in Africa: un approccio infermieristico al Kwashiorkor

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    Lo studio operativo quinquennale si pone come ambizioso obiettivo quello di ridurre l'incidenza del kwashiorkor (marasma infantile) attraverso un approccio olistico esclusivamente infermieristico alle famiglie che vivono il problema nella realtí  straniera del Kenya rurale. Progetto finanziato dal fondo "Tesi cooperazione internazionale" dell' ERSU Sardegna, basato su un viaggio effettuato a luglio/agosto 2012 volto all'osservazione dell'ambiente , dei pazienti, della patologia e della cultura locale. Attraverso l'utilizzo del problem solving potrebbe essere ridotta l'incidenza del kwahiorkor usando come strumento la prevenzione primaria sotto forma di conoscenza: ovvero la consegna di una serie di brochures realizzata in Italia e distribuita direttamente dagli infermieri locali in servizio presso il Consolata Hospital di Nyeri ad ogni puerpera ospedalizzata, contenenti una guida al corretto svezzamento basata sulle linee guida OMS e personalizzata per l'economia e la cultura -anche alimentare- locale, appresa durante il viaggio sovracitato. L'efficacia dello studio verrí  poi valutata per 5 anni a intervalli regolari di un anno, rapportando l'incidenza di kwashiorkoar ospedalizzato presso la stessa struttura col numero di brochures consegnate e confrontando questo risultato con i tassi di incidenza rilasciati dalle organizzazioni non governative per la stessa zona d'interesse.Parole chiave: Kwashiorkor, marasma, prevenzione primaria, infermiere, PEM. Child mortality in Africa: a nursing approach to KwashiorkorThe five year operative study points the ambitious aim of reducing kwashiorkor's incidence through an holistic approach to the families that live the issue in the rural Kenya reality. The project had been financed with the "Tesi cooperazione internazionale" funds of ERSU Sardegna, based on a trip made in July/August 2012 that was aimed at observing the environment, the patients, the pathology and the local culture. Using the problem solving method, the kwashiorkor's incidence could be decreased with the primary prevention tool as a form of knowledge through brochures made in Italy and delivered directly by the local nurses of the Consolata Hospital in Nyeri to women who have just given birth. The brouchure contains a guide to the correct way of weaning, based on the OMS's guide lines and customized for the local economy and culture (food culture too), learned during the trip. The effectiveness of the study will be valuated for 5 years (with regular pauses of a year each) comparing the Hospitalized Kwashiorkor's incidence, to the number of brochures delivered and then comparing these results to the incidence rates released by the NGO for the same zone of interest.Keywords: Kwashiorkor, marasma, primary prevenction, nurse, PEM

    Le linee strategiche dell'OMS per rafforzare la professione infermieristica da qui al 2020

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    Cari Associati, Colleghi e Lettori occasionali della nostra Rivista,Nello scorso numero di Professioni Infermieristiche si è gií  accennato al documento dell'Organizzazione mondiale della sanití  Direzioni strategiche globali per rafforzare le professioni infermieristica e ostetrica 2016-2020 (WHO, 2016; di seguito Strategia globale) che propone in modo operativo linee strategiche concrete e declinabili in ogni Paese, in base alla reale situazione e alle priorití  locali (Ausili, 2016). Il documento ha una notevole rilevanza perché è stato elaborato da esperti di diversa formazione professionale provenienti da tutto il mondo nel corso di quattro incontri di lavoro. Fra i nomi degli esperti si trovano diversi colleghi che i lettori di Professioni Infermieristiche conoscono perché relatori invitati in Italia a Convegni CNAI degli anni passati: David Benton (past CEO dell'ICN, presente ad Orvieto nel 2009; vedi Lolli, Donegí , 2010); Fadwa Affara (relatrice a Manfredonia nel 2008; vedi Lolli, Donegí , 2009), Stephanie Ferguson (illustre ospite al Convegno di Roma del 2012, vedi Marcadelli et al. 2013), fino a Yukiko Kusano, che è intervenuta al Convegno internazionale di Milano del 10 e 11 settembre al culmine delle iniziative di NURSES FOR EXPO nell'anno di EXPO Milano 2015 (Sironi, 2015; 2014). Ci sembra utile fornire qualche contenuto tratto da questo importante documento dell'OMS perché può essere fonte d'ispirazione per la redazione delle linee strategiche per lo sviluppo della professione infermieristica in Italia. La Vision che orienta tutto il lavoro è garantire assistenza infermieristica e ostetrica – accessibile, disponibile, accettabile, di qualití  e con un buon rapporto costo-efficacia – a tutti, che sia basata sui bisogni delle popolazioni, a sostegno della copertura sanitaria universale e degli obiettivi per uno sviluppo sostenibile. È evidente che questa Vision è in linea con il precedente documento quadro dell'OMS (WHO, 2015a) che, a sua volta, deriva dagli obiettivi adottati dall'Assemblea generale delle nazioni unite il 25 settembre 2015 (UN, 2015). Dei 17 obiettivi generali (goals) e 169 obiettivi specifici (target) uno in particolare riguarda la salute, ma sarí  irraggiungibile senza la volontí  di procedere integrando e operando in sinergia con le diverse componenti coinvolte. Si rimanda al testo dell'ICNI"ˆper la giornata internazionale dell'infermiere 2016 per i riferimenti a questo lavoro di background (ICN-CNAI, 2016) mentre si intende riprendere qui alcuni elementi di due documenti dell'OMS senz'altro utili per la fase di cambiamento in atto nel nostro Paese che vedrí  nei prossimi mesi e anni l'attuarsi dell'auspicata evoluzione e valorizzazione degli infermieri e delle altre professioni sanitarie. L'OMS ha stimato che per garantire un'assistenza sanitaria a tutti (Universal Health Coverage, UHC), serviranno altri 40 milioni di nuovi professionisti sanitari (infermieri, ostetriche e medici) entro il 2030. Gli infermieri e le ostetriche costituiscono oltre il 70% di queste professioni ed è evidentemente necessario aumentare i finanziamenti non solo per consentire l'impiego ottimale dell'attuale personale sanitario, ma investire per attrarre, sviluppare, formare e trattenere i futuri professionisti sanitari. È evidente che il problema assume proporzioni enormi nei paesi in via di sviluppo perché le patologie non trasmissibili sono connesse alla povertí , ma anche la realtí  vicino a noi fa molto riflettere. Non di meno le problematiche dovute all'aumento delle patologie croniche e l'avanzata etí  dei nostri assistiti sfidano ognuno di noi. La Strategia globale offre un riferimento proprio per stimolare lo sviluppo e l'attuazione, a sua volta, di norme quadro nazionali, regionali e aziendali/locali. In estrema sintesi, sono quattro le conclusioni emerse dalla condivisione di esperienze, case study e ricerche e confluite nel Compendio (2015c) che hanno offerto materiale per l'elaborazione della Strategia globale. Le conclusioni sintetiche del Compendio sono state: 1. Esistono delle buone pratiche in ambito infermieristico e ostetrico a sostegno dell'attuazione di Health 2020. Si tratta di nuovi modelli assistenziali e pratiche innovative che, purtroppo, non sono sempre ben documentate o valutate in modo rigoroso o condivise (sia all'interno dello stesso Paese che a livello internazionale). 2. Gli infermieri e le ostetriche migliorano la salute. Sono proprio i casi studiati e le esperienze che mostrano il ruolo di questi professionisti nel migliorare la salute, prevenire le malattie e sostenendo i singoli e le comunití  per tutto l'arco della vita con interventi di promozione della salute. Questi professionisti rappresentano quindi una risorsa vitale e versatile (anche grazie all'estensione ed espansione del loro ruolo) per raggiungere gli obiettivi di Health 2020. 3. La pratica basata su prove di efficacia e la collaborazione interprofessionale facilitano l'innovazione. Emerge che la collaborazione all'interno di gruppi multidisciplinari risulta fattibile e efficace cosí¬ come sono in aumento gli infermieri e le ostetriche che contribuiscono alla produzione di prove di efficacia e di ricerca sanitaria. 4. Attuare politiche che consentano di massimizzare il potenziale degli infermieri. Il personale infermieristico ha l'expertise e il potenziale di migliorare la salute delle popolazioni e gran parte di questo potenziale è ancora inespresso. Gli studi dei casi hanno rivelato che sono essenziali delle politiche/linee di indirizzo e pianificazione del personale efficaci, una forte leadership professionale, regolamentazione, standard formativi e pratiche manageriali positive per fare in modo che infermieri e ostetriche operino al loro massimo potenziale. La ricchezza di esempi di buone pratiche e di casi del Compendio offre un modello per lo sviluppo di strategie per sostenere lo sviluppo degli infermieri in tutti i paesi, anche se è stato redatto dall'ufficio della Regione europea dell'OMS. I cinque principi che costituiscono il riferimento concettuale della Strategia, oltre alla Vision riportata sopra, sono: azione etica, rilevanza, proprietí , partnership e qualití . Per azione etica si è inteso che pianificare, fornire servizi sanitari e assistenziali sicuri e di elevata qualití  debba essere basato su equití , integrití , giustizia e una pratica rispettosa dei diritti umani e del genere delle persone assistite. La rilevanza è riferita allo sviluppo di programmi formativi per infermieri e ostetriche, progetti di ricerca, servizi e sistemi guidati dai bisogni di salute, da prove di efficacia e da priorití  strategiche. La proprietí  (ownership) è riferita all'adozione di approcci flessibili che assicurino una leadership efficace, una gestione e rafforzamento delle capacití  mediante un senso di possesso attivo, dei meccanismi di responsabilití  e il coinvolgimento di tutti i beneficiari nei vari aspetti di collaborazione. La partnership implica il lavorare insieme con rispetto per raggiungere obiettivi comuni, agire in collaborazione con i principali interessati (stakeholders) sostenendo gli sforzi di ciascuno. Infine, la qualití  porta all'adozione di meccanismi e standard basati su prove di efficacia per la migliore pratica che promuovano la formazione e la ricerca rilevanti, una pratica competente, una regolamentazione professionale efficace e una leadership dinamica. La Strategia è proprio stata pensata per indirizzare chi opera a livello centrale (centri collaborativi dell'OMS, Ministeri, Ordini professionali, Associazioni). I nostri scarsi mezzi ci impediscono di tradurre e pubblicare il documento integrale, ma non mancheremo di farlo presente al maggior numero possibile di infermieri italiani anche attraverso il nostro Organo di stampa. Si sintetizzano solo le aree tematiche attorno alle quali sono stati definiti obiettivi, strategie specifiche e interventi nei vari livelli.Queste aree sono proprio quattro: 1. Assicurare personale infermieristico e ostetrico formato, competente e motivato che operi all'interno di sistemi sanitari efficaci e responsivi a tutti i livelli e in diversi contesti. 2. Ottimizzare lo sviluppo di linee di indirizzo (policy), una leadership efficace, l'organizzazione e gestione (management) e la governance. 3. Lavorare insieme per massimizzare le capacití  e il potenziale degli infermieri e ostetriche attraverso partnership intra e inter professionali, formazione e sviluppo professionale continuo. 4. Mobilizzare la volontí  politica per investire nella realizzazione di uno sviluppo di personale infermieristico e ostetrico efficace e basato su prove di efficacia. Si conclude questo Editoriale con un doveroso cenno alla situazione drammatica che tanti colleghi vivono nelle zone colpite da guerre che si trascinano anche da molti anni. In particolare, il 17 agosto i leader delle associazioni internazionali di infermieri e medici (International Council of Nurses, ICN e World Medical Association, WMA) hanno condannato le continue violenze perpetrate contro il personale sanitario in Siria e in altri paesi sedi di conflitto. Nel comunicato stampa si riafferma il pieno sostegno alla risoluzione 2268 delle Nazioni Unite che chiede il cessate il fuoco e il rispetto di tregue sufficienti per fornire aiuti umanitari in Siria. La CEO dell'ICN, dr. Frances Huges, ha affermato: "Il rispetto per i servizi sanitari è uno dei valori fondamentali delle norme umanitarie internazionali e del diritto dell'uomo alla salute". Anche il dr. Ardis Hoven, Presidente del WMA, si è espresso in tal senso aggiungendo: "La shoccante verití  è che medici e infermieri sono obiettivi particolari in questa guerra, in un modo che è quasi impossibile credere". Le due organizzazioni sottolineano la necessití  di parlare di queste cose, denunciarle, farle sapere alla comunití  internazionale. Forse pensare alle condizioni di lavoro di questi nostri colleghi ci può aiutare ad alzare lo sguardo dalle nostre difficoltí  quotidiane e dalla tentazione sempre in agguato di lamentarci. Non si tratta certo di impegnarci meno per migliorare le nostre condizioni di lavoro, ma di avere una visione più ampia del nostro ambito specifico di operativití . Basterebbe pensare di più alle migliaia di migranti che sbarcano in Italia e delle altrettante migliaia di professionisti sanitari e volontari che li accolgono. In ogni angolo possiamo vedere, ascoltare e cogliere lezioni di umanití 

    Il concetto di Health Literacy e la sua importanza per la professione infermieristica

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     Introduzione: La salute degli individui e della popolazione dipende da una serie di variabili tra cui decisioni sociali, ambientali, economiche e culturali che mettono in connessione l'individuo con la societí . Per poter decidere, le persone devono possedere un insieme di competenze che determinano la capacití  e la motivazione di accedere ed utilizzare le conoscenze necessarie ad effettuare scelte consapevoli. Scopo: Scopo del presente lavoro è di sintetizzare e valorizzare l'importanza del concetto di Health Literacy (HL) e definire la sua importanza per la professione infermieristica, attraverso una revisione narrativa della letteratura con: analisi e focalizzazione delle diverse definizioni di HL presenti in letteratura ed elaborazione di un modello multidimensionale di HL; valutazione, attraverso revisione della letteratura, della correlazione esistente tra la professione infermieristica e l' Health Literacy. Metodo: La revisione narrativa è stata condotta attraverso le banche dati PUBMED e CINAHL, utilizzando il termine "Health Literacy" e termini relativi associato al termine Nursing e termini relativi su studi pubblicati nel periodo 2010-2015 in lingua italiano ed inglese. Risultati: Le due direttrici di questo studio ci consentono di affermare che il concetto è variamente e largamente esaminato; allo stesso tempo l'attenzione da parte degli infermieri verso l'health literacy è ridotta, sia per non piena comprensione degli esiti sulla salute dei singoli sia per la carenza di valutazione. Dallo studio delle 28 definizioni è emerso come i concetti espressi dagli Autori siano ricorrenti e orientati su poche abilití  e competenze individuali applicate al contesto sanitario (lettura, scrittura, comprensione, ascolto, etc.). Conclusioni: La presenza di tante descrizioni in letteratura, legate all'aspetto multidimensionale dell'HL rende complesso racchiudere cosí¬ tanti concetti in un unicum. L'HL è legata a troppe variabili sociali, individuali ed ambientali in continua evoluzione sia arduo arrivare ad una definizione statica di HL da poter essere applicata ad ogni contesto. Allo stesso tempo diventa sempre più cogente che moduli formativi relativi all'Health Literacy vengano stabilmente integrati nella formazione sanitaria ed allo stesso tempo è necessario uno sforzo da parte dei professionisti e dei decisori per fornire risorse e strumenti alla popolazione per una migliore comprensione del sistema sanitario.Parole Chiave: Health Literacy, servizio sanitario, infermieristica, competenze.The concept of Health Literacy and its importance for nursingIntroduction: Individuals and population's health is influenced by environmental, social economical and cultural aspects which in turn connect individuals to society. In order to decide autonomously, independently and consciously individuals should have several competences. Aim: The aim of this study is to identify, analyse and emphasise health literacy concept relevance per se,its relationship with nursing through a narrative revision focused on: Health literacy definition recognition and analysis; Evaluation of connection between nursing and health literacy. Method: A narrative review was carried out through PUBMED and CINHAL, using "˜health literacy' and nursing related terms, in English or Italian between 2010 and 2015. Result: Results show that "˜health literacy' is fully appraised, while attention paid by nurses on the topic is poor due both to a lack of awareness of its relevance on individuals' health and of appraisal. Twenty-height definition emerged from the revision; concepts expressed by scholars are mainly focused on very few individuals' abilities and competences applied to the health context (reading, writing, calculation, comprehension , listening and so on). Conclusion: According to the results it is difficult to define "˜health literacy' due to its multidimensional nature. Notwithstanding the above an attempt to develop a unique new definition of health literacy has been carried out although its multidimensional nature and its strong connection to several variables constantly under development. Nevertheless it is imperative that educational modules would be developed and stably integrated in health care education, at the same time a strong effort is due from professional and policy makers to provide population of the necessary tools in order to improve their health. Keywords:"ˆ Health Literacy, health services, nursing, competence

    Indagine sullo stile di vita di infermieri, studenti infermieri e giovani adolescenti

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    La prevenzione e la promozione della salute si basano sulla correzione di stili di vita non salutari. Lo scopo di questo lavoro è studiare ed evidenziare le abitudini ed i comportamenti a rischio per la salute di studenti e professionisti infermieri, al fine di esplorare le possibili correlazioni tra comportamenti a rischio e cultura, conoscenze e professionalití  nell'educazione alla salute. La popolazione oggetto di studio è rappresentata da tre campioni distinti: a) Studenti delle scuole medie superiori della provincia di Pistoia, b) Studenti del corso di laurea in Infermieristica dell'Universití  degli studi di Firenze (sede di Pistoia), c) Professionisti infermieri impiegati all'interno dell'Azienda Usl 3 di Pistoia. Le variabili indagate attraverso la somministrazione di un questionario cartaceo sono state: l'abitudine al fumo, l'abitudine all'assunzione di alcolici e al consumo di farmaci antidolorifici e anti-infiammatori. Attraverso i risultati ottenuti con l'indagine è stato possibile acquisire dati necessari ad individuare e caratterizzare i fabbisogni informativi e formativi sull'educazione alla salute, per ciascuno dei tre campioni presi in esame. L'indagine ha anche la prerogativa di far emergere aspetti importanti relativi al ruolo e alla figura sociale dell'infermiere nella promozione della salute, in riferimento al proprio profilo professionale Parole chiave: promozione della salute, prevenzione, stili di vitaSurvey on the lifestyle of nurses, nursing students and young adolescentABSTRACTPrevention and health promotion are based on the amendment of unhealthy lifestyles. The purpose of this work is to identify and highlight unhealthy habits and behaviours of nursing students and nurses professionals, in order to explore possible correlations between unhealthy choices and culture, knowledge and skills in health education. The study population is represented by three separate samples: a) Students from high schools in the province of Pistoia, b) Nursing Undergraduate students of the University of Florence (campus of Pistoia), c) Nurses employed within the Health Services 3 of Pistoia. Investigated behaviours were smoking and alcohol habits, painkiller and inflammatory consumption. Data gathered through the questionnaires were useful to identify and classify educational needs for each of the three samples . This study helps to bring out important aspects of nurses' role on health promotion within the society.Key words: health promotion, prevention, lifestile 

    Analisi del processo di Accreditamento JACIE del Programma Trapianti Businco

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    Introduzione: Il Programma Trapianti Businco dal gennaio 2010 ha iniziato un processo di Accreditamento secondo gli standard JACIE. Il processo è stato analizzato con uno studio quantitativo di tipo descrittivo-esplorativo, al fine di valutare l'ipotesi secondo la quale gli standard JACIE migliorano le performance degli operatori e gli output dell'organizzazione. Materiali e metodi: Prima di iniziare il processo è stata effettuata un'analisi organizzativa. Lo scopo dello studio è quello di descrivere e analizzare il processo nelle diverse fasi, la pianificazione, la programmazione e l'implementazione. L'analisi dei dati si concentra sui cambiamenti organizzativi e strutturali, la formazione e la preparazione della documentazione, l'implementazione e la verifica del raggiungimento degli obiettivi. I dati si riferiscono al periodo compreso tra gennaio 2010 e ottobre 2012. Risultati: è stato creato un quality team, definito l'organigramma, elaborata la mappa dei processi e definiti i processi stessi prima di elaborare la documentazione. È stato implementato un Sistema di Gestione della Qualití  che ha incluso la gestione del rischio, gli audit e l'identificazione d'indicatori di qualití . Conclusioni: nonostante le difficoltí  nell'attuazione del processo di Accreditamento JACIE è stato essenziale per l'integrazione e la collaborazione multi-professionale. Anche la formazione del personale ha svolto un ruolo chiave nella realizzazione di tutto il sistema ed in particolare per il Sistema di Gestione della Qualití .Keywords: Accreditation, JACIEAnalysis of the accreditation process JACIE Transplant Program BusincoABSTRACT Introduction: The Businco Transplant Program undertook the JACIE standards accreditation process since January 2010. The process is here analyzed by a descriptive-exploratory quantitative study to verify the hypothesis that accreditation according to the standard JACIE improves health professionals performance and organization output. Method: An analysis was performed before starting the whole process. An analysis of the planning, programming and implementation of actions was carried out. Data analysis focuses on the organizational and structural changes, training, and preparation of documentation, implementation and verification of objectives achievement. The data refer to the period between January 2010 and October 2012. Results: A dedicated team was set up, an implementation plan and process map was developed. A Quality Management System was also implemented. This included: risk management, audit and quality indicators. Conclusions: Despite the difficulties the JACIE accreditation process has been useful for integration and professional collaboration. Education of the staff has played a key role in the implementation of the whole system and in particular for the quality management system.Keywords: Accreditation, JACI

    Le criticità dell'assistenza sanitaria attraverso lo sguardo degli utenti: un'indagine conoscitiva

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    Introduzione: L'ospedalizzazione si configura come una condizione nella quale l'individuo cessa le sue normali attivití  quotidiane per essere preso in carico da una struttura ospedaliera, allo scopo di risolvere un problema di salute. Il personale sanitario ha la responsabilití  di rendere l'evento "ricovero" il meno traumatico possibile, considerando l'accoglienza un momento cruciale, un "biglietto da visita" per la struttura, che condizionerí  in buona parte l'esito di gradimento della degenza.Obiettivo Esplorare l'esperienza di ricovero degli utenti intervistati, per delineare i temi princi- pali che influenzano la qualití  assistenziale fornita nel contesto di due ospedali romani e, in rela- zione alle aree tematiche riscontrate, rilevare le criticití  prevalenti. Metodo: raccolta dati attraverso somministrazione di questionari semi-strutturati, successivo approccio fenomenologico focalizzato all'analisi dei vissuti esperienziali delle persone reclutate per estrarne i temi di significato con tecnica induttiva di Van Kaam.Risultati: Dalle interviste effettuate aventi per oggetto il vissuto dell'utente rispetto all'esperienza dell'ospedalizzazione, sono stati delineati 4 elementi essenziali che condizionano la qualití  dell'as- sistenza fornita e, in questi, rilevate le criticití  più evidenti; si è evidenziata pertanto un'asimme- tria relazionale e comunicativa tra operatore sanitario e utente ed inoltre una scarsa consapevo- lezza del personale sanitario riguardo l'importanza del "primacy effect", quale elemento prelimi- nare per rafforzare le successive percezioni positive delle cure ospedaliere.Conclusioni: Alla luce dei risultati emersi, lo studio può fornire interessanti spunti ed indica- zioni a tutti coloro che, a diverso titolo, operano nell'ambito delle professioni sanitarie.Parole Chiave: Metodologia fenomenologica, Soddifazione del cliente, qualití  assistenza sanitaria The health care through the critical eyes of the users: a surveyIntroduction: Hospitalization is a condition, in which the individual ceases his daily normal acti- vities to be taken over by a hospital, in order to solve a health problem. The healthcare profes- sionals have the responsibility to make the event "admission" the least traumatic as possible. In this regard the welcome is a crucial moment - like a "business card" for the structure – and it will mostly define the satisfaction of the hospitalization experience.Objective: Aim of this study is to explore the experience of hospitalization of the respondents, to outline the main issues that affect the quality of care provided in two hospitals in Rome and to detect the most common critical situations, in relation to the thematic areas identified. Method: Data collected through semi-structured questionnaires and following phenomenological approach focused on the analysis of experiences of respondents to extract the meaning themes with inductive technique of Van Kaam.Results: Thanks to the interviews about the users hospitalization experience, there were outlined four key-elements that affect the quality of care provided and the more obvious critical issues detected; therefore it is highlighted a relational and communicative asymmetry between the heal- thcare provider and the user and also a lack of awareness of healthcare professionals on the impor- tance of the "primacy effect", which is a preliminary element to strengthen the subsequent posi- tive perceptions of hospital care.Conclusions: In the light of the results, that work can provide interesting insights and guidance to all those who, for various reasons, are active in the health professions in addition to contribu- ting to the improvement of the quality of care in our facilities.Keywords: Phenomenological methodology, Customer Satisfaction, Healthcare Qualit

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