Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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    Cyberstalking tra gli infermieri italiani: studio multicentrico

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    Scopo. Determinare la prevalenza di cyberstalking tra gli infermieri italiani e valutare il livello di ansia e depressione nelle vittime.Metodo. Da aprile a settembre 2014 è stato condotto uno studio multicentrico trasversale in un campione di infermieri italiani (n=997) utilizzando il questionario "Cyberstalking" per analizzare il fenomeno del cyberstalking. Ai partecipanti, che si sono autodefinite vittime di cyberstalking, è stato chiesto anche di compilare gli strumenti "Beck Depression Inventory" e "State-Trait Anxiety Inventory" per valutare, rispettivamente, i livelli di depressione ed ansia.Risultati. La prevalenza di cyberstalking tra gli infermieri italiani è risultata pari al 23.3%. Il 42.7% ha dovuto cambiare il proprio stile di vita e lavorativo. Il cyberstalker era prevalentemente di sesso maschile (52%) e, nel 49% dei casi, era un paziente. Le vittime hanno riferito moderati livelli di ansia (media=28.4, SD=23.2) e depressione (media=92.7, SD=18.3); i risultati hanno mostrato un aumento dei livelli di depressione negli infermieri esperti nell'utilizzo del computer, gestori di siti web o blog (F = 3.866; p<0.05), e una correlazione negativa tra il livello di ansia e gli infermieri esperti (r = -0.264, p<0.01).Conclusioni. Il cyberstalking è un fenomeno che si riscontra frequentemente tra gli infermieri. Il rapporto infermiere - paziente gioca un ruolo centrale nello sviluppo del fenomeno e le vittime hanno riferito disordini correlati allo stress che influenzano la vita lavorativa. Questi risultati preliminari potrebbero sensibilizzare, i dirigenti ospedalieri, la politica e i centri antiviolenza al fine di sviluppare strategie risolutive a sostegno delle vittime.Parole chiave: cyberstalking, internet, infermieri. Cyberstalking among Italian nurses: a large multicentric studyAim. Assess the prevalence of cyberstalking among Italian nurses and anxiety and depression levels reported by the victims.Method. A cross-sectional multicentric study was carried out from April to September 2014 in a sample of Italian nurses (n=997) by using the "Cyberstalking" questionnaire to assess the cyberstalking phenomenon. Participants, who were self-defined cyberstalking victims, also were asked to complete the "Beck Depression Inventory" and the "State-Trait Anxiety Inventory" questionnaires.Results. The prevalence of cyberstalking among Italian nurses was 23.3%. The 42.7% changed their living and working habits. Mainly, the cyberstalker was male (52%) and was a patient (49%). The victims reported moderate levels of depression and anxiety (mean=28.4, SD=23.2; mean=92.7, SD=18.3, respectively); the results showed an increased level of depression in nurses with more experience in the use of computer as managers of websites or blogs (F = 3.866; p<0.05) and a negative correlation between the level of anxiety and experienced nurses (r = -0.264, p<0.01).Conclusion. The cyberstalking is a frequently occurring phenomenon among Italian nurses. The relationship between nurse and patient play a pivotal role in the development of the phenomenon and the victims reported stress levels-related disorders that affect working life. These preliminary findings could sensitize health care decision makers, policy and the centers of anti violence in the prevention of the phenomenon, and to develop decisive strategies to help the victims.Keywords: cyberstalking, internet, nurse

    Generazioni infermieristiche italiane a confronto: uno studio esplorativo

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    Scopo: L'influenza che le generazioni hanno sull'ambiente di lavoro infermieristico non è stata ancora indagata in Italia. Molti studi fino ad ora realizzati sull'argomento sono di piccole dimensioni e monocentrici; inoltre nessuna ricerca italiana ha investigato direttamente la forza lavoro infermieristica. La ricerca è stata realizzata con lo scopo di rilevare l'esistenza di differenze generazionali tra le coorti infermieristiche italiane e di descriverne le caratteristiche. Metodo: È stato condotto uno studio esplorativo su un campione di convenienza di 317 infermieri di due nosocomi italiani mediante un questionario articolato su 33 item e 5 dimensioni: spazio professionale, ruolo professionale, cultura della professione, orientamento all'assistenza, relazioni fra generazioni. Risultati: Sono emerse differenze significative relative a 9 item (p-value <0.05) tra le generazioni di infermieri presenti nel campione indagato. La dimensione con il maggior numero di item significativi è risultata essere relazione fra generazioni (6 item), seguita da orientamento all'assistenza, spazio professionale e ruolo professionale (1 item ciascuno). Conclusioni: I risultati dell'indagine danno alcune indicazioni sulle percezioni e sui rapporti tra le generazioni infermieristiche italiane ed evidenziato l'esistenza di differenze generazionali Essendo il primo studio esplorativo condotto su infermieri italiani, al momento non è possibile comparare i risultati ottenuti, rendendo necessarie ulteriori indagini per effettuare confronti più coerenti rispetto a quelli realizzabili con la letteratura internazionale.Parole chiave: infermieri, differenze generazionali, generazioni.Generations of Italian nurses compared: an exploratory studyAim: The influence that generations have on complex nursing work environment have not yet been investigated in Italy. The majority of studies realized on this topic up to now has a small sample size and is monocentric. None Italian study has directly investigated nursing multigenerational workforce. The study aimed to investigate the existence of generational differences in Italian nurses professional within the italian context and describe their characteristics. Method: A 33 items questionnaire devised for the purpose was administred to a sample of 317 nurses of two major Italian North-East hospital. Five dimensions were analyzed: professional space, professional role, professional culture, orientation to care, relationships among generations. Results: Data showed statistically significant differences (p-value <0.05) among nurses generations in 9 items. The dimensions with the greatest number of significant items were found to be relationship among generations (6 items), followed by orientation to care, professional space and professional role (1 item each). Conclusion: Results highlighted the existence of generational differences and give some information on perceptions and relationships between italian nurses generations. Being the first exploratory study on Italian nurses, it is currently impossible to compare these results with those of previous studies. Further investigation is needed to make more comparisons with international literature.Keywords: nurses, generational differences, generations

    Ruolo dell'infermiere nella prevenzione della Polmonite Associata a Ventilazione Meccanica Invasiva: il progetto spagnolo "Neumoní¬a Zero"

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    L'incidenza dalla Polmonite Associata a Ventilazione meccanica invasiva (VAP) varia tra l'8 e il 28% dei pazienti in ventilazione meccanica invasiva ed è associata ad elevati tassi di mortalití . La letteratura internazionale indica che la VAP ha alcuni fattori di rischio non modificabili e altri che sono legati strettamente a procedure di assistenza infermieristica. Scopo dello studio è quello di analizzare il grado di aderenza al protocollo infermieristico di prevenzione della VAP nell'Unití  di Terapia Intensiva dell'"Hospital General" di Castellon de la Plana (Spagna) nell'ambito del progetto "Neumoní¬a Zero". I dati sono stati raccolti nel mese di Maggio-Giugno 2012, attraverso l'osservazione diretta, per un totale di 33 giorni. Per la valutazione oggettiva sull'adozione delle misure preventive sono state utilizzate 5 check list elaborate sulla base di raccomandazioni internazionali. Sono stati arruolati 58 pazienti in ventilazione meccanica invasiva e 43 infermieri di Terapia Intensiva. L'analisi effettuata circa la conformití  rispetto alle procedure, non ha mostrato sostanziali differenze tra di esse (p>0.05) con una aderenza media del 78% delle osservazioni. L'andamento delle osservazioni mostra un trend di conformití  in miglioramento sulle liste di controllo della pressione di cuffiaggio (p<0.05) e della inclinazione della testata del letto (p>0.05). E' stato osservato un tasso di incidenza VAP di 13.37/1000. In conclusione, l'osservazione diretta ha evidenziato una buona adesione ai protocolli in uso nel reparto. I dati emersi consentono di orientare le scelte formative e di ipotizzare un'applicazione sistematica di questa metodologia con un importante contributo infermieristico. Parole Chiave: infermieristica, polmonite, ventilazione meccanica invasiva. Nursing role in prevention of Ventilator Associated Pneumonia: Spanish project "Neumoní¬a Zero"The incidence of Ventilator Associated Pneumonia (VAP) varies between 8 and 28% on patients with invasive mechanical ventilation, and it is associated with high mortality rates. The international literature indicates that the VAP has some risk factors that cannot be changed and some other that are closely related to nursing care procedures. The aim of this study is to analyze compliance level to the protocol of nursing prevention of the VAP in the ICU of "General Hospital" in Castellon de la Plana (Spain) within the project "Neumoní­a Zero". The data were collected during the months of May and June 2012 through direct observation which lasted 33 days. 5 check lists based on international recommendations were used for the objective evaluation on the adoption of preventive treatments. 58 patients in invasive mechanical ventilation and 43 ICU nurses were enrolled. Compliance procedure showed no significant differences among each other (p > 0.05) with an average adhesion of 78% of the observations. The observations trend shows a tendency of improvement in accordance with the checklists of cuff pressure (p < 0.05) and of the inclination of the bed head (p > 0.05). An incidence rate of VAP 13,37/1000 was observed. In conclusion, direct observation showed good compliance to the protocols used in the ward. The obtained data allows to re-direct educational choices and assume a systematic application of this methodology with an important contribution to nursing.Key words: nursing, pneunomia, invasive mechanical ventilatio

    Migliorare le abilití  di counseling in un gruppo di studenti del corso di laurea in infermieristica di Torino: uno studio pilota

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    Introduzione: Le Counseling Skills vengono considerate importanti competenze cosí¬ come quelle tecnico operative. L'atteggiamento empatico è alla base di una relazione di cura. E' fondamentale pertanto sviluppare percorsi di approfondimento di tali abilití  gií  dalla formazione accademica. Obiettivo: valutare il miglioramento di alcune competenze relazionali a seguito di un intervento formativo di Counseling. Materiali e Metodi: studio pilota con disegno pre-post test multicentrico, con un campione di convenienza di 65 studenti. L'intervento formativo è stato articolato in tre livelli consecutivi nell'arco di sei mesi per un totale di sei giornate. E' stato utilizzato la Balance Emotional Empathy Scale (BEES) per misurare le capacití  empatiche possedute dal campione, mentre per misurare il miglioramento delle Counseling Skills, in particolare la capacití  di riformulazione (tecnica base del Counseling) una batteria di 20 colloqui tra professionista sanitario ed un ipotetico interlocutore. Risultati: hanno partecipato all'intervento formativo 62/65 studenti. Il campione è composto prevalentemente da femmine (84%) e l'etí  media è di 23 anni. Il valore medio del BEES è di 41 punti (± DS 11.5): valore che non correla ne con etí  ne con genere. Prima del corso di Counseling (PRE) la maggior parte degli studenti individua come strategia relazionale idonea per far fronte a problemi educativi quella investigativa (347 risposte, il 27%), identificata come quella meno funzionale ad una corretta relazione ed a seguire quella risolutiva. Al termine (POST) invece rispondono al problema con strategie quasi esclusivamente comprensive (90% delle risposte vs 18% del pre). Conclusioni: Un percorso formativo di Counseling sembra migliorare negli studenti di Infermieristica l'abilití  nell'utilizzare strategie di comprensione per far fronte a problematiche di carattere educativo di una persona assistita.Parole chiave: counseling, empatia, studenti infermieri, formazione infermieristica,educazione  Improving conseling skills in nursing students of turin university: a pilot studyABSTRACTBackground: Although communication and counseling skills are essential for nursing profession, specific educational program are not so widespread. Aim: Evaluation of the improvement of Counseling skills as a result of a specific training. Methods: A multi-center pilot study with pre-post test design with a convenience sample of 65 students was carried out. The Counseling training consisted in three consecutive levels over a period of six months for a total of six days. To measure the ability of reformulation, basic tool of Counseling, a questionnaire was used with 20 interviews (hypothetical interview between health professional and patient). Results: 62 students participated. The sample is composed mainly by females (84%), the average age is 23 years. The average value of BEES (level of empathy) is 41 points (± SD 11.5), the value does not correlate with age nor gender. Before the training (PRE) most of the students identified as the most suitable approach/strategy to deal with educational problems that investigative (347-27%) and the relational one. At the end of intervention (POST) most of the students used a comprehension approach/strategy (90% of the responses), opposed to before the course (18%). Conclusion: The training course, shows to lead to a significant improvement in using comprehension strategies to deal with issues of educational assistance of clients. Keywords: counseling, empathy, student nurse, nurse education, health educatio

    Adherence to hormone therapy in women with breast cancer: a quantitative study

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    Introduction: The majority of patients with hormone receptor-positive breast cancer are treated with oral endocrine therapies, which are administered in periods ranging from 5 to 10 years. Adherence, ie the degree a subject's behavior corresponds to the agreed recommendations, then becomes a significant problem, which can also affect distress levels. The aim of this study is to evaluate the level of adherence to endocrine therapy and distress in a sample of Italian women.Methods: The study is a descriptive cross sectional survey. Adherence was measured with the Morisky Medication Adherence 8-item Scale and distress was measured by the Distress Thermometer. Socio-demographic and clinical data were also collected and then processed.Results: Adherence measured with MMAS-8 items scored 6.18 corresponding to an average level of adherence in the 151 patients examined. The only factors affecting adherence significantly were: level of education, marital status and, among the side effects of therapy, poor concentration and memory. The data analysis obtained from the Distress Thermometer showed a degree of discomfort equal to 4.71,For example, in younger patients' levels of distress are greater in relationships, whereas in married/defacto women and workers distress levels are greater in practical areas.Conclusions: Results from this study can be useful to identify patients at risk for non-adherence and distress, and consequently to help, the oncology team. Despite this, the study of adherence and related-factors needs further investigation. Keywords: Breastcancer, Endocrine Therapy, Adherence, Distress"ƒAderenza alla terapia ormonale nelle donne con carcinoma mammario: uno studio quantitativo Introduzione: La quasi totalití  delle pazienti con carcinoma mammario positivo ai recettori ormonali, viene trattata con terapie endocrine orali, da assumere per periodi che variano dai 5 ai 10 anni. L'aderenza, ossia il grado con il quale il comportamento di un soggetto corrisponde a quanto concordato con il medico, diviene quindi un problema rilevante, sul quale può incidere anche il Distress. L'obiettivo di questo studio è quello di valutare l'aderenza alla terapia endocrina ed il distress, in un campione di donne italiane.Metodi: Nell'indagine quantitativa descrittiva, per la raccolta dati è stato utilizzato il questionario per l'aderenza MMAS-8-item, una scheda di raccolta dati socio-demografici-clinici ed il DistressThermometer. I dati sono stati elaborati mediante il programma SPSS.Risultati: L'analisi dell'aderenza ha riportato, per le 151 pazienti prese in esame, un indice medio pari a 6.18. E' inoltre emerso che il livello d'istruzione, lo stato civile e la difficoltí  di concentrazione/memoria, incidono sull'aderenza. L'analisi dei dati ottenuti dal DistressThermometer ha evidenziato un grado di disagio pari a 4.71 che, per esempio,nelle pazienti più giovani è maggiore nell'area relazionale, mentre nelle donne coniugate/conviventi e in quelle lavoratrici è maggiore nell'area pratica.Conclusioni: Lo studio mette in evidenza come il campione risulti mediamente aderente e con un livello di distress medio-basso. Queste informazioni possono essere utili per identificare le pazienti a rischio di non-aderenza e di distress,ed aiutare, di riflesso, il team di oncologia. Nonostante questo, lo studio sull'aderenza e sui fattori ad essa correlati necessita di ulteriori indagini. Parole Chiave: Carcinoma Mammario, Terapia Endocrina, Aderenza, Distres

    L'impiego dell'ICNP® nella formazione infermieristica con modelli teorici infermieristici: una revisione della letteratura

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    Introduzione: L'International Classification for Nursing Practice (ICNP®) è l'unica terminologia infermieristica standardizzata internazionale accettata all'interno della Famiglia di Classificazioni internazionali dell'Organizzazione Mondiale della Sanití . L'insegnamento accademico dell'ICNP® potrebbe contribuire a migliorare la pratica clinica degli infermieri. Tuttavia, non sono disponibili standard per l'introduzione dell'ICNP® nella formazione infermieristica di base e in accordo con modelli teorici di riferimento.Scopo: Conoscere lo stato dell'arte della ricerca sull'impiego dell'ICNP® nella formazione infermieristica di base e con modelli teorici infermieristici.Metodo: È stata condotta una revisione narrativa della letteratura consultando le principali banche dati sanitarie e includendo monografie, documenti di associazioni internazionali e atti di convegni sul tema.Risultati: La letteratura sull'introduzione dell'ICNP® nella formazione di base con modelli teorici di riferimento è molto esigua. I risultati reperiti sostengono l'utilití  dello svolgimento di un corso specifico sull'ICNP® propedeutico all'insegnamento clinico, l'impiego di strumenti didattici cartacei o elettronici e di metodologie didattiche attive. L'ICNP® è stato impiegato con un modello teorico di riferimento complessivamente in tre differenti contesti culturali. Conclusioni: L'uso dell'ICNP® nella formazione di base con uno o più modelli teorici di riferimento potrebbe migliorare l'apprendimento del processo di assistenza infermieristica da parte degli studenti. Tuttavia, la letteratura fornisce deboli indicazioni per orientare l'introduzione dell'ICNP® nella formazione di base o per coniugarlo in modo esplicito con un modello teorico di riferimento. Sono necessarie future ricerche che studino questo problema per facilitare l'impiego dell'ICNP®.Parole Chiave: Terminologie infermieristiche standardizzate; modelli teorici infermieristici; formazione infermieristica, International Classification for Nursing Practice, ICNP. .Using ICNP® in undergraduate nursing education with nursing theoretical models: a literature reviewIntroduction: The International Classification for Nursing Practice (ICNP®) is the only nursing terminology that has been accepted within the Family of International Classification of the World Health Organization. The academic teaching of ICNP® could contribute to improve nursing clinical practice. However, standards for its implementation in undergraduate nursing education together with a nursing theoretical model are not availableAim: To know the state of the art about the use of ICNP® in undergraduate nursing education and its use with a nursing theoretical model.Method: A narrative literature review was conducted searching main health scientific databases and including monographs, statements from international associations, and published conference papers.Results: Available literature about ICNP® implementation in nursing education and its use with theoretical models is limited result supported the organization of a specific course on ICNP® before clinical teaching programs, the development of paper or electronic ICNP® based educational tools, and the use of active learning strategies. Only three experiences reporting the use of ICNP® with theoretical models have been found. Conclusions: Both the use of ICNP® in nursing undergraduate education and its use according to one or more nursing theoretical models, could help students to learn nursing process. However, weak recommendations can be found in the literature to orient ICNP® implementation in undergraduate nursing education and/or with an explicit theoretical framework. Further studies focusing on these issues are strongly needed.Key words: Nursing standardized terminology; nursing theoretical model; nursing education, International Classification for Nursing Practice, ICNP

    La gestione del dolore nei pazienti di un Istituto Oncologico Svizzero e il ruolo degli infermieri: dai programmi alla realtí 

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    Introduzione. Nel 2004, l'Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (IOSI), ha avviato un programma per migliorare il trattamento del dolore cronico oncologico, attraverso la formazione degli operatori e l'introduzione di strumenti di monitoraggio. Scopo. Fare un valutazione dei risultati ottenuti per i pazienti (efficace controllo del loro dolore), con attenzione al ruolo richiesto agli infermieri (accertamento, monitoraggio e documentazione del dolore).Metodo. Studio retrospettivo, sulla documentazione sanitaria dei pazienti ricoverati negli ultimi tre mesi dell'anno 2010, per verificare come sia stato rilevato e gestito il dolore da loro provato.Risultati. Su 177 ricoveri considerati, 93 (52.6%) hanno provato dolore durante il ricovero e 85 sono stati inclusi nell'analisi. A 62/85 (72.9%) sono stati somministrati farmaci in riserva >= 2 giorni. Hanno trascorso da 2 a 28 giorni con dolore (mediana 4). Per 56/62 (90.3%) la terapia antalgica è stata modificata una o più volte e a 40 (63.4%) sono stati somministrati oppioidi forti durante il ricovero. In 8/62 casi il dolore non è stato documentato e complessivamente, sugli 85 pazienti con dolore, per 25 (29.4 %) non ne viene segnalata l'intensití  o eventuali altre caratteristiche.Conclusioni. Allo IOSI vi è un buon controllo farmacologico del dolore. I farmaci analgesici sono prescritti gií  all'ingresso e vengono modulati in funzione delle necessití  dei pazienti, con anche ampia somministrazione di oppioidi. Da migliorare il monitoraggio e la misurazione del dolore da parte degli infermieri, il cui ruolo appare soprattutto orientato a contribuire alla gestione farmacologica di questo sintomo. Pain management in patients of a Swiss Institute of Oncology and the role of nurses: from programs to realityParole chiave: gestione del dolore, valutazione del dolore, ruolo infermieristico, pazienti oncologici, linee guida sul dolore oncologico. Introduction. In 2004, the Oncology Institute of Southern Switzerland (IOSI) started a program to improve cancer pain treatment, through training of health professionals and the introduction of monitoring tools .Aim. The aim is to evaluate patient relief from pain (effective pain control), with attention to nursing role (pain assessment, monitoring and documentation).Method. Retrospective study. The health records of patients admitted in the last three months of 2010 were consulted to evaluate how pain was assessed and managed.Results. Out of 177 patients admitted, 93 (52.6 %) experienced pain during hospitalization and 85 were included in the analysis . Sixty-two out of 85 (72.9 %) received drugs in reserve > = 2 days. They had pain from 2 to 28 days (median 4). For 56/62 patients ( 90.3 %) analgesic therapy was changed one or more times and 40 of them ( 63.4 % ) received strong opioids during hospitalization . In 8/62 cases pain wasn't documented, and overall, in 25/85 (29.4 %) intensity or any other feature weren't documented.Conclusions. At IOSI there is a good pharmacological control of pain. Analgesics are prescribed upon entry and are modulated according to patient needs, even with wide administration of opioids. The issue to improve is pain assessment and monitoring by nurses, whose role is mainly oriented to contribute to the pharmacological management of this symptom.Key words: pain management, pain assessment, nursing role, cancer patients, cancer pain guidelines

    Studio trasversale sui determinanti di stress lavorativo per gli infermieri e sull'intenzione di abbandono della professione

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    Introduzione. Lo stress occupazionale è una delle principali cause di malattie professionali e di assenze da lavoro e genera costi sanitari e sociali molto elevati; la comprensione del problema è stata l'obiettivo di numerosi studi. Monitorare lo stress negli infermieri può essere uno strumento per chi ha la responsabilití  della gestione delle risorse umane nel sistema sanitario. La ricerca infermieristica italiana si è occupata solo marginalmente di stress lavorativo infermieristico. Gli obiettivi di questo studio sono dunque: stimare la prevalenza di stress tra gli infermieri di tre ospedali, in modo da disporre di dati epidemiologici per valutare la necessití  di interventi di prevenzione e di trattamento del fenomeno; analizzare eventuali fattori di rischio e fattori protettivi in modo da progettare interventi preventivi mirati. Metodo: Studio trasversale condotto su un campione di convenienza di infermieri di 3 ospedali del servizio sanitario nazionale. E' stata somministrata la Nursing Stress Scale, integrata dalla raccolta di dati riguardanti alcune variabili sociali e familiari dei rispondenti. (etí , anzianití  di servizio, condizioni familiari ecc.). La Nursing Stress Scale include 34 items con punteggio 0-3. Le aree di stress indagati sono: conflitto con i medici, inadeguata preparazione, mancanza di supporto, conflitto con gli altri infermieri, carico di lavoro, incertezza sulle cure, sofferenza e morte. Sono stati calcolati i punteggi di stress medi per item e per aree. Sono state analizzate le associazioni tra i punteggi NSS e le variabili sociali e familiari. Risultati. Hanno partecipato 231 infermieri. Due aree sono risultate a maggior rischio di stress: "carico di lavoro" (1.58) e "sofferenza e morte" (1.39). Delle 13 situazioni che superano il valore medio complessivo (cioè 1.07), cinque appartengono alla dimensione "carico di lavoro". "Vedere un paziente che soffre" è l'item con il punteggio di stress medio più elevato. Dall'analisi delle variabili sociali e personali risultano associati a valori di stress più elevati l'essere di sesso femminile (p=0.03) e il lavorare con turni sulle 24 ore (p=0.02). Etí  del rispondente, anzianití  di servizio tempo impiegato per recarsi al lavoro e presenza di figli, anziani o disabili a carico in casa non sono correlati a punteggi di stress elevati. Conclusioni. Il nostro studio fornisce dati precedentemente non disponibili nel panorama infermieristico italiano La prevenzione - a livello organizzativo - di livelli eccessivi di stress lavorativo tra gli infermieri può essere uno degli strumenti a disposizione dei responsabili delle scelte del Sistema sanitario per ridurre l'abbandono della professione infermieristica.Parole chiave: lavoro, infermieri, salute lavorativa, stress psichico, stress fisicoIntroduction: Occupational stress is one of the main causes of sick leaves among healthcare professionals and it determines high costs to health systems. Monitoring occupational related stress can be an important tool for policy makers. The Italian nursing research gave little attention to nurses' occupational stress. The aims of this study is to estimate the prevalence of occupational stress and evaluate risks factors among Italian nurses in order to evaluate health promotion intervention. Methods: Cross-sectional study on a convenience sample of nurses from three Italian public hospitals was carried out. The Nursing Stress Scale was administrated together with socio-demographic data information(age, occupational age, family structure etc). The Nursing Stress Scale includes 34 items with a score from 0 to 3. Seven areas of job related stress are investigate in the scale: conflict with physicians, inadequate training, lack of support, conflict with other nurses, workload, uncertainty about treatments, death and suffering. Scores were calculated for each item and for each area. Associations between stress scores and socio-demographic data were analyzed. Results: 231 nurses participated to the study. The two stress areas with the highest scores were "workload" (1.58) and "death and suffering" (1.39). Among the 13 items that exceed the overall mean stress score (i.e. 1.07), five belong to the "workload" area. "Watching a suffering patient" is the single item with the highest mean score. Demographic data associated to higher stress scores are, female gender (p=0.03) and working with night shifts (p=0.02). Intention to leave the nursing profession is associated to higher stress scores (p=0.002). Age, occupational age, time to commute to work, number of children, having disabled relatives at home, were not correlated to higher stress scores. Conclusions. Our study provides data regarding nurses' occupational stress that was not available before. This data may be useful for policy makers to plan preventive interventions for nurses' job related stress and to reduce nurses' intention to leave.Key words: Work, Nurses, Occupational Health, Stress, Psychological, Stress, Physiologica

    La sensibilití  etica negli studenti di infermieristica: sviluppo di una scala

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    Aims: The objectives of this study were first to develop a valid and reliable instrument that measured the sensitivity of Italian nursing undergraduates, and, second, to conduct an observational study in second- and third-year Italian nursing students to provide new insight into the efficacy of nursing ethics education to develop ethical sensitivity. Methods: A quantitative, descriptive, observational pilot study was conducted in two Italian universities. To investigate the students' sensitivity, a brand new scale entitled "Ethical sensitivity scale undergraduates nursing students" (ESS-UNS) was produced. Twenty items that referenced the principles of the Italian Nursing Code of Ethics were identified (2009). Results: The measured exploratory factorial analysis outlined a two-factor solution (Table 1). Based on the semantics of the items, the first dimension was named "Ethical sensitivity as a positive attitude" and it was created to detect the perceptions and opinions of the students regarding good behaviours in nursing. The second dimension was named "Ethics sensitivity as a negative attitude" in virtue of the perceptions of the students regarding the behaviours considered ethically negative. Conclusion: The added value of our study is in the verification that academic ethical education significantly increases students' awareness regarding the possible ethical violations observed and lived in during clinical training. This can help students understand and identify the ethical conflicts in relationship with their moral maturity.Keywords: nursing students, academic ethical education, moral maturity.Scopo:Questo studio si pone l'obiettivo di sviluppare uno strumento valido ed affidabile utile a misurare la sensibilití  etica degli studenti di infermieristica italiani e condurre uno studio osservazionale per fornire nuove conoscenze sull'efficacia della formazione etica infermieristica nello sviluppo della sensibilití  etica. Metodo:E' stato condotto uno studio pilota descrittivo, osservazionale, con metodo quantitativo, in due importanti universití  italiane. In merito alla scala utilizzata per la raccolta dei dati, la stessa è stata sottoposta ad analisi di riduzione fattoriale attraverso l'analisi fattoriale esplorativa. Risultati:L'attendibilití  dello strumento, che è stata testata tramite la misura della coerenza interna della scala calcolando l'Alfa di Cronbach, ha riportato un'ottima attendibilití  dello strumento. Dal punto di vista descrittivo, i risultati ottenuti mostrano che la sensibilití  etica degli studenti, espressa nelle varie situazioni descritte dagli item, risulta soddisfacente in quanto i punteggi medi calcolati sono sempre vicino all'estremo positivo di rifermento. Inoltre, in linea con la letteratura, la maturití  e relativa formazione etica appresa, incide significativamente sulla sensibilití  etica degli studenti in misura crescente rispetto all'anno di corso frequentato. Conclusioni: La formazione etica accademica, aumenta in modo significativo la consapevolezza degli studenti delle possibili violazioni etiche osservate e vissute negli ambienti di tirocinio clinico, che li aiuta a discernere i conflitti che ne derivano in relazione alla sensibilití  etica maturata.Parole chiave: Studenti Infermieristica, formazione etica accademica, maturití  morale

    EDITORIALE: Quale futuro e crescita per Professioni Infermieristiche?

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    Gentili Associati, Colleghi, Lettori tutti, il nuovo Consiglio di Amministrazione ci ha affidato le funzioni di Direzione di"ˆProfessioni Infermieristiche, organo di stampa della Consociazione Nazionale Associazioni Infermiere/i (CNAI), unica associazione Italiana affiliata all'International Council of Nurses (ICN). Come molti di voi gií  sapranno non si tratta per noi di una novití  assoluta poiché gií  da qualche tempo abbiamo avuto la fortuna ed il privilegio di prestare il nostro contributo nel gruppo di lavoro guidato dal precedente Direttore. Per questo motivo, sebbene ci sia assolutamente chiara l'elevata responsabilití  che stiamo assumendo, siamo incoraggiati nel rivolgerci a voi da un rapporto di stima e di lavoro consolidato oltre che dell'esperienza maturata sul campo. Prima di soffermarci sulla descrizione degli obiettivi in virtù dei quali intendiamo definire la nostra attivití  ed il nostro operato, desideriamo esprimere un sentito e affettuoso ringraziamento a chi ci ha preceduto in questo prestigioso incarico: a Julita Sansoni, una professionista di inestimabile valore che, oltre ad aver consentito che Professioni Infermieristiche potesse affermarsi come rivista di riferimento nel nostro settore, ha tracciato la nostra crescita e quella della professione in molti anni di devozione e di volontario impegno. Ci è quindi particolarmente gradita questa occasione, non solo per ribadire la stima incondizionata che nutriamo verso la professionista, ma soprattutto per confermare l'affetto ed il legame verso la persona che abbiamo avuto modo di conoscere ed apprezzare sempre più nel tempo. La necessití  di rivedere i meccanismi operativi ed organizzativi che fin qui hanno caratterizzato il nostro lavoro, ci ha condotto ad individuare un esplicito momento di discontinuití  con il passato. A seguito quindi di questa sentita premessa, vorremmo ora soffermaci sulle principali novití  che ci accingiamo a mettere in campo e su come le stesse potranno essere realizzate con l'apporto di tutti coloro che vorranno sposare il nostro progetto. Professioni Infermieristiche è una straordinaria risorsa culturale per la Consociazione e per la professione tutta. In questo senso il compito che abbiamo deciso di assumerci è quello di consentire che questa nostra preziosissima risorsa esprima la massima potenzialití  e raggiunga i massimi obiettivi di crescita. Questo non può che passare da un'attivití  di restyling che coinvolga aspetti sostanziali e formali dei processi attualmente in essere. Partendo dall'importante patrimonio di conoscenza, credibilití  ed autorevolezza fin qui maturato, si è posta la necessití  di un'attenta riflessione su quale vuole e può essere il ruolo e la dimensione di Professioni Infermieristiche, oggi e in futuro. In quest'ottica, fin dal primo giorno, interpretando anche la volontí  di chi ci ha conferito questo mandato, abbiamo ritenuto di concentrare la nostra attenzione su una programmazione attenta e sensibile ai nuovi contesti in cui operiamo. Unitamente agli Organi direttivi della CNAI, abbiamo definito quindi degli obiettivi a breve, medio e a lungo termine che avremo modo di illustrarvi in dettaglio nel proseguo di questo comune percorso appena iniziato e che oggi vi anticipiamo per grandi linee. In primo luogo, è stata adottata una nuova ripartizione delle aree tematiche oggetto di pubblicazione, in modo che – sia sul cartaceo che sul web - si possa migliorare il livello di approfondimento ed incrementare l'offerta tematica ad oggi garantita dalla Rivista. Oltre ad una revisione delle norme editoriali che esplicitano le tipologie di contributi scientifici considerati dalla Rivista (si vedano le norme pubblicate su questo stesso numero), ci riferiamo qui allo sviluppo della versione on-line rispetto a quella cartacea, che certamente continua a vivere, ma che inevitabilmente paga lo scotto di una minore immediatezza rispetto a quella offerta via web. Per questa ragione, un'area denominata Vita Associativa e Contributi Professionali, sarí  presente on-line allo scopo di diffondere rapidamente le attivití  e le iniziative di CNAI ma anche di ospitare quegli articoli che, per diverse ragioni, non possono accedere alla parte scientifica tradizionalmente indicizzata sulle banche dati internazionali. Questa sezione on-line, potrí  anche concedere uno spazio ai giovani autori o agli infermieri che, pur non direttamente coinvolti sul piano della ricerca, desiderano condividere a livello nazionale le proprie significative esperienze professionali. In secondo luogo, è stata attuata una ridefinizione dei flussi di lavoro con tempistiche più ristrette che consentano in tempi rapidi di chiudere il cerchio dal momento in cui un articolo arriva in redazione fino al momento in cui lo stesso viene materialmente indicizzato e pubblicato. Allineandosi agli standard delle principali riviste scientifiche internazionali, un gruppo di Associate Editors e numerosi Reviewers, sia nazionali che internazionali, collaboreranno con noi per garantire tempi veloci di risposta e di pubblicazione dei lavori pervenuti. Con lo stesso obiettivo, il sito della Rivista ed il sistema di submission e successiva gestione dei manoscritti ricevuti sarí  totalmente innovato. In questa sede, ritenendolo uno dei tratti distintivi di Professioni Infermieristiche nel panorama nazionale, desideriamo sottolineare che ogni articolo sarí  gestito e valutato da un Editor e almeno due blind reviewers indipendenti, tutto questo nell'ottica della maggiore qualití  e trasparenza del processo di pubblicazione. Infine, un graduale processo di internazionalizzazione è stato avviato con lo scopo di incrementare l'impatto scientifico della Rivista. A questo fine, oltre che l'adesione agli standard proposti dall'International Committee of Medical Journal Editors, dall'Equator Network e dall'Americal Psychological Association (si vedano sempre le norme editoriali), il numero degli articoli in inglese pubblicabili all'interno di ogni fascicolo, sarí  portato da uno a due. Attualmente sono in fase di studio una serie di ulteriori interventi volti ad aumentare la readership nazionale e internazionale della rivista, pur nella tutela di chi è gií  associato a CNAI e la sostiene anche attraverso la propria iscrizione. Tra gli obiettivi a lungo termine, cosí¬ come condiviso con il Consiglio di Amministrazione, citiamo ancora l'ulteriore sviluppo della parte on-line, la ripresa del percorso di acquisizione dell'Impact Factor e la possibilití  per gli autori di pubblicare articoli in modalití  open-access. Ma su tutto questo avremo modo in futuro di ritornare, fornendo ulteriori informazioni e dettagli utili a comprendere l'esatta dimensione del nostro progetto. Queste sono infatti solo alcune delle novití  che abbiamo fin da subito messo in cantiere e che intendiamo realizzare per un'ulteriore crescita della rivista. Saremo lieti di ricevere ogni forma di suggerimento e supporto per lo sviluppo di Professioni Infermieristiche con la ferma intenzione, condivisa dall'intero Team Editoriale, di operare affinché la Rivista di CNAI continui a rappresentare al meglio l'evoluzione e lo sviluppo della Professione e delle Scienze Infermieristiche in Italia. Perché tutto ciò possa concretamente realizzarsi abbiamo bisogno di Voi, abbiamo bisogno del vostro preziosissimo contributo, ed è per questo che vi invitiamo a contattarci ed a farci pervenire i vostri lavori e le vostre richieste di pubblicazione, anche di tipo multidisciplinare, cosí¬ che la nostra rivista possa sempre più essere strumento utile e qualificato per la professione e per tutti coloro che quotidianamente ci troviamo ad assistere nei diversi contesti professionali. Con i nostri migliori auguri di un 2016 felice e ricco di soddisfazioni per tutti Voi ed i Vostri cari.

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