Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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    La divisa e gli ornamenti delle mani del personale: un'indagine nell'Ausl di Rimini

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    Introduzione: Il dibattito sulla divisa e gli ornamenti indossati dal personale infermieristico, tecnico e di supporto ruota intorno a due temi chiave: il rischio infettivo e l'impatto sull'imma- gine percepita dall'utente. Obiettivo: Obiettivo primario: descrivere i comportamenti del personale sanitario non medico sulla tenuta della divisa. Obiettivo secondario: descrivere l'uso di ornamenti delle mani durante il turno di lavoro.Metodo: l'indagine, su campo condotta da 7 rilevatori, si è svolta in 67 contesti lavorativi nell'arco di 14 giornate su un campione di 503 operatori. Lo strumento di rilevazione è composto da 5 item che descrivono i comportamenti sulla tenuta della divisa (item 1-2) e sulla presenza di ornamenti delle mani (item 3-5).Risultati: Il 17.3% degli operatori non indossa la divisa completa o il cartellino identificativo; il 16.1% indossa ornamenti delle mani. Discussione: Nonostante i rappresentanti dei pazienti, attraverso i Comitati Consultivi Misti, segnalino la necessití  di individuare gli operatori attraverso la divisa ed il cartellino, il livello di adesione a queste indicazioni non è ritenuto soddisfacente dalla Direzione Aziendale. La presenza di ornamenti che interferiscono con l'igiene delle mani e aumentano il rischio di contamina- zione rappresenta un fattore critico che dovrí  essere periodicamente monitorato.Parole Chiave: uniforme, ornamenti, rischio, immagine infermieristicaUniform and ornaments of hands of Healthcare workers: a point prevalence survey in Ausl of Rimini Introduction: The debate about uniform and hand ornament of nurses, technical and suppor- ting staff is focused on two main topics: the risk of infections and the effect on the professional image perceived by patient. Aim: Primary objective: to describe how nurses, technical and supporting staff dress their uniform. Secondary objective: to verify the use of ornaments of the hands during routine care. Method: The survey was conducted in a sample of 503 operators on 67 working contexts in hospital during 14 days.Study questionnaire was composed by 5 items that described behaviors regarding uniform (item 1-2) and the presence of hand ornaments (item 3-4-5). Results: The 17.3% of observed subjects did not wear the uniform and identification badge appropriately; 16.1% had hand ornaments.Discussion: Despite patient delegates, through advisory committee, pointed out the need to identify the workers through the uniform and badge, our results showed inadequate behaviours. The presence of ornaments that interfere with hands hygiene and increase infection risk is a critical issue that has to be periodically monitored. Future interventions are needed to improve behaviours of healthcare personnel.Keywords: uniform, hand ornament, risk, nursing imag

    Efficacia di un intervento educativo rivolto ai pazienti portatori di un catetere venoso centrale ad inserzione periferica: studio pilota

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    Introduzione: Il Peripherally Inserted Central Catheter (PICC) è un catetere venoso centrale adatto per pazienti in regime di Day Hospital. Il suo utilizzo è considerato vantaggioso ma comporta degli oneri di gestione a carico della persona. E' bene formare il paziente ad una corretta gestione domiciliare del presidio attraverso un'educazione strutturata.Obiettivo: In un gruppo di pazienti portatori di PICC, valutare l'efficacia di un intervento educativo mirato attraverso la comparazione di: colloquio informativo, opuscolo cartaceo, video informativo. Metodo: Studio clinico randomizzato e controllato monocentrico, schema comparativo semplice a tre bracci. Popolazione: tutti i pazienti sottoposti all'impianto di PICC nel periodo di osservazione tra Ottobre 2013 e Febbraio 2014 presso l'Unití  Operativa Day Hospital Oncologico e Breast Unit, presidio Molinette di Torino. L'intervento educativo standard è erogato attraverso un colloquio con l'infermiere che esegue l'impianto. Il team di impiantatori è costituito da due infermieri con comprovata esperienza in ambito oncologico ed in possesso di Master di I Livello "Gestione degli accessi venosi".I pazienti eleggibili, dopo randomizzazione, sono stati divisi in tre gruppi: gruppo A colloquio informativo; gruppo B opuscolo; gruppo C video. I pazienti dei gruppi B e C hanno ricevuto informazioni standard inte- grate con informazioni audiovisive oppure cartacee, in base al braccio al quale erano stati destinati; il grado di conoscenza raggiunto è stato indagato attraverso la somministrazione di questionari costruiti ad hoc, non vali- dati in quanto non presenti in letteratura.Risultati: Adesione allo studio di 40 pazienti, campione di convenienza costituito da persone di etí  compresa tra 18 e 75 anni, consenzienti e risiedenti al proprio domicilio. L'analisi delle conoscenze apprese in seguito all'intervento educativo mostra una differenza statisticamente significativa in diversi ambiti necessari per la corretta gestione del PICC: quando eseguire la medicazione (p=0.001), quando indicato il lavaggio (p=0), segni/sintomi di infezione (p =0,001), comportamenti a rischio (p=0.005), controllo sito inserzione (p=0). Intervallo di confidenza (IC): 95%; significativití  fissata allo 0.05%. Conclusioni: L'utilizzo di uno strumento educativo multimediale risulta essere più efficace rispetto al solo colloquio nell'ampliare le competenze personali. Il video risulta avere un efficacia maggiore rispetto all'opu- scolo. I risultati ottenuti tengono conto dei limiti imposti dalla ridotta numerosití  del campione e del breve periodo di follow up, con una bassa generalizzabilití  delle conclusioni.Parole Chiave: Catetere periferico, formazione infermieristica, infermieristica oncologica, self managementEfficacy of educational intervention for patients wearing peripherall inserted central catheter. A pilot studyBackground: Peripherally Inserted Central Catheter (PICC) is a central venous catheter suitable for patients who receive chemotherapy in Day Hospital regimen. The patient must be educated to a proper home management of the PICC through targeted education. Aim: To evaluate the effectiveness of a targeted educational intervention through the comparison of: indi- vidual interview, brochure paper, informative video.Method: Single-centre randomized controlled clinical trial with a simple three-arm comparative scheme. The study population is represented by all patients undergoing the insertion of PICC at the Oncological Day Hospital and Breast Unit in the observation period between October 2013 and February 2014. The Standard educational session is performed by the nurse positioning the PICC. PICC team consists of two nurses in possession of the first level master in venous access management.Following randomization eligible patients were divided in three groups: group A received Standard educa- tional session; group B received the standard information and the brochure; group C received the stan- dard information and the informative video. The level of the achieved knowledge was investigated by administering targeted questionnairesResults: A total of 40 patients joined the study: a convenience sample represented by people between the ages of 18 and 75 years, in outpatient care. Statistically significant difference in key areas necessary for the proper management of PICC: when to change the dressing (p=0.001), when to wash the catheter (p=0), how to recognize signs and symptoms of infection (p=0.001), identify at-risk behaviors (p=0.005), when carrying out the inspection of the cathe- ter's insertion site (p=0).Confidence interval (CI): 95%; statistical significance: 0.05%.Conclusions: The administration of a multimedial educational tool was found to be superior in efficacy compared to the only Standard educational session to increase patient's knowledges. The video appears to be more effective than the brochure. The obtained results are influenced by the small sample size and by the shortness of the follow up timing; this leads to a low generalizability of the conclusions.Keywords: Peripheral Catheterization, Educational Nursing, Oncological Nursing, Self Management

    Ricerca storica sul contributo di Cristina Trivulzio di Belgiojoso all'assistenza infermieristica

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    Lo scopo del presente lavoro di ricerca storica è esaminare il contributo di Cristina Trivulzio Principessa di Belgiojoso allo sviluppo dell'organizzazione e dell'assistenza infermieristica in Italia, specialmente durante la Repubblica Romana del 1849 durante la quale fu una delle respon- sabili del servizio di ambulanze e del soccorso ai feriti. Sono state analizzate 19 fonti bibliogra- fiche delle 129 reperite in cinque archivi storici italiani. Per l'analisi delle fonti documentarie è stato applicato il metodo di ricerca storica secondo Chabod (1999). Per l'interpretazione dei documenti è stata creata una griglia di analisi. Dai dati raccolti sono emersi cinque argomenti sui quali Cristina Trivulzio si espresse in modo ricorrente: l'organizzazione, la politica sanitaria, la formazione, la ricerca e l'assistenza infermieristica. Grazie ai risultati di questa ricerca si è dimostrata la natura del contributo che Cristina Trivulzio di Belgiojoso diede all'Assistenza Infer- mieristica, tanto da poterla annoverare tra le fondatrici dell'assistenza infermieristica italiana.Parole Chiave: Storia dell'assistenza infermieristica, Storia del XIX° secolo, Articolo storico.Historical research on the Cristina Trivulzio di Belgijoso's contribution to nursing The aim of this historical research project is to examine the contribution of Cristina Trivulzio Princess of Belgiojoso to the development of the nursing organisation in Italy. Specifically, the analysis focuses on the period of the Roman Republic, as in 1849 Cristina Trivulzio (Princess of Belgiojoso) was one of the person in charge of the service of caring and rescuing of the injured. For this reason, nineteen volumes were analysed out of the one hundred twenty-nine volumes found in five Italian historical archives. Alldocumentary sources were evaluated accordingly to the Chabod historical research method (1999), while for their critical interpretation a scheme of analysis was created. As a result, five topics clearly emerged from the data collected: organisation, health politics, training, research and nursing. To sum up, this research reveals that the contributions of Cristina Trivulzio are so relevant that she may be counted among the founders of the italian nursing organisation.Keywords: History of Nursing, History 19th Century, Historical Article, Archives, Histor

    Towards an integrated model of nursing competence: an overview of the literature reviews and concept analysis

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    Introduction: Competence is considered a fundamental element when measuring a nurse's or student's ability to provide nursing care, but there is no consensus on what competence really is. This paper aims to review the existing meanings and models of nursing competence. Method: The overview of literature reviews and concept analysis was performed through a search on Pubmed, Cinahl and PsychINFO from January 2005 to September 2014. It included key words, such as: Competence Model; Professional Competence; Nursing Competence; Compe- tency Model; Professional Competency; Nursing Competency.Results: A total of 14 papers were found, coming from educational or clinical nursing field. It was possible to identify some common themes: description of competence determinants; confu- sion around the competence concept; lack in competence evaluation; lack when competence have to be operationalizedConclusions: The overview results, enriched by the literature coming out from the organiza- tional studies, build the conceptual basis of an integrated model of nursing competence. More empirical research is needed to test the theoretical assumptions.Keywords: competence; competency; nursing; organizational well-being; nursing sensitive outcome Verso un modello integrato di competenza infermieristica: una overview delle revisioni ed analisi del concetto  Introduzione: La competenza è un elemento fondamentale quando si misura la capacití  di infer- mieri o studenti di fornire assistenza infermieristica, ma non vi è consenso su ciò che realmente sia la competenza. Questo studio si propone di indagare i significati e i modelli di competenza infermieristica.Metodo: L'overview delle revisioni della letteratura e delle concept analysis è stata effettuata attraverso una ricerca su Pubmed, Cinahl e PsychINFO dal gennaio 2005 a settembre 2014, che includeva parole chiave come: Modello di competenza; Competenza professionale; Competenza infermieristica; Competenza.Risultati: Sono stati inclusi un totale di 14 articoli, provenienti dalla letteratura infermieristica sia in ambito formativo che clinico. È stato possibile individuare alcuni temi comuni negli arti- coli inclusi: la descrizione dei determinanti di competenza; la confusione intorno al concetto di competenza; la carenza nella valutazione delle competenze; la carenza nell'operazionalizzare il concetto di competenza.Conclusioni: I risultati forniscono una panoramica che, arricchita dalla letteratura proveniente dagli studi organizzativi, costituiscono la base concettuale di un modello integrato di compe- tenza infermieristica. Ulteriore ricerca empirica è necessaria per verificare le assunzioni teoriche.Parole Chiave: competenza; infermieristica, benessere organizzativo, esiti sensibili alle cure infermieristiche

    Vita Associativa

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    Ad un anno dalla sua costituzione il Nucleo Scolacium per mantenere fede ai suoi obiettivi ha organizzato dal 6 al 10 giugno 2016 presso L'ESTELLA CLUB di Montepaone in una splendida cornice naturale fatta di colori e profumi della generosa ed accogliente terra di Calabria, un pacchetto formativo denominato "LE GIORNATE INFERMIERISTICHE A ......MONTEPAONE". Numerosi i partecipanti tutti interessati ai temi preposti e patrocinati dall'azienda A.O. Pugliese Ciaccio e AOU Mater Domini dall'Universití  Magna Graecia e Federfarma dal Coordinamento Regionale IPASVI e per finire anche sostenuto dal Collegio Provinciale di Catanzaro. Il Nucleo ha inteso raggiungere obiettivi qualificanti ed ambiziosi attraverso due tematiche: le cure complementari e la gestione del rischio nella somministrazione della terapia. Innovativa e apprezzata, nel primo corso la possibilití  di integrare le cure complementari in setting di cura specifici, per realizzare interventi personalizzati di cure alla persona, in piena autonomia e competenza. Nel secondo corso obiettivo principale era la conoscenza approfondita sugli aspetti normativi e tecnici sul rischio farmacologico per far comprendere la rilevanza professionale e la responsabilití  come risorsa preziosa al servizio del benessere della persona assistita, ambito ancora particolarmente critico nelle realtí  dove l'organizzazione sottostima il processo. Gli eventi hanno sono stati strutturati per garantire una importante interazione tra relatori e partecipanti: - per le cure complementari un' intera sessione era dedicata alle attivití  esperienziali di tutti i partecipanti, che hanno provato ed eseguito alcune tecniche semplici e di base della riflessologia e del massaggio aromaterapeutico; - nella gestione del rischio dibattiti e presentazioni di casi strutturati dai relatori e esposti dai partecipanti hanno animato i due pomeriggi di variegati punti di riflessione. Agli eventi hanno partecipato relatori CNAI di alto profilo professionale che da anni sostengono la crescita professionale e culturale all'interno della professione, da segnalare Paola Buzio, Massimiliano Radi, Paola Cattin e Enrico Malinverno. Al sentito interesse per le tematiche trattate da parte dei partecipanti degno di attenzione gli apprezzamenti riguardo l'organizzazione concepita in formula vacanza/studio. Per coniugare una formazione di altissimo livello alla possibilití  di conoscere il territorio calabrese Hanno portato i loro saluti il Presidente del Collegio Ipasvi di Catanzaro dottoressa Concetta Genovese, il Presidente del Collegio Ipasvi di Cosenza dottore Fausto Sposato, il Presidente di Federfarma dottor Vincenzo De Filippo, la consigliera nazionale CNAI Fiorella Fabrizio, la vicedelegata del Nucleo Cnai di Brindisi Mimma Galasso

    Et d'allhora in poi, mai si sentí¬ più bene: un'indagine storica alla ricerca delle origini dell'assistenza infermieristica nei processi per stregoneria del Contado di Bormio nel periodo post-tridentino (1596-1630)

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    Introduzione: Il fenomeno della caccia alle streghe nel periodo post-tridentino, ha rappresentato - in Italia - un momento cruciale per la storia dell'assistenza. La storiografia moderna narra che le donne accusate di maleficio fossero depositarie di un sapere femminile, che si esprimeva in ambito domestico e di piccole comunití . Scopo: Indagare il fenomeno della stregoneria nel contesto peculiare del Contado di Bormio, al fine di individuare elementi di assistenza nei gesti delle donne accusate di maleficio o stregoneria. Metodo: Sono stati esaminati i processi per maleficio-stregoneria a carico di 7 donne di Bormio, nel periodo compreso tra il 1590 e il 1631, ed analizzati attraverso l'utilizzo della metodologia della ricerca storica: reperimento delle fonti, descrizione e analisi documentaria, interpretazione. Risultati: In quasi tutti i verbali dei processi esiste un capo di accusa riconducibile ad una competenza assistenziale: attraverso il tatto, l'alimento, la vicinanza fisica, la parola. Nei molteplici gesti quotidiani delle donne vi è l'intenzione di aiutare, di esprimere solidarietí  in uno scenario di malattia e sofferenza; una solidarietí  che vede proprio nell'assistere la sua manifestazione fattuale. Conclusioni: Alla luce dei risultati della ricerca, si può affermare che il periodo delle streghe, cosí¬ tanto duro per le donne, sia stato un momento di repressione, assieme ad esse, anche della storia dell'assistenza. L'uomo ed il suo vivere, l'assistere, il curare, rappresentano i fondamenti ontologici ed antropologici dell'assistenza infermieristica. Pertanto, ricercare nel passato tracce di quei fondamenti vuol dire anche ricostruire il senso dell'agire infermieristico: "ascoltando" i gesti delle donne di Bormio, a quel senso ci si avvicina.Parole Chiave: stregoneria, gesti di cura, assistenza infermieristica, ricerca storica, Italia ABSTRACT Et d'allhora in poi, mai si sentí¬ più bene: a historical survey to find nursing origins in post-tridentine whitchcraft lawsuits in County of Bormio (1596-1630) Introduction:The phenomenon of witch-hunting in the post-tridentine period is a crucial moment for the history of nursing care. Modern historiography tells that women accused of witchcraft were custodian of female knowledge, both in domestic and small communities. Purpose: To investigate the witchcraft phenomenon in specific context of Bormio countryside, in order to identify proper nursing acts in gestures of women accused of witchcraft or sorcery. Methods: Process for witchcraft - sorcery against 7 women in Bormio, between 1590 and 1631, were reviewed through a historical research methodology: sources retrieval, description and documentary analysis characterization, interpretation. Results: In nearly all legal proceedings analyzed an indictment due to a healthcare expertise was found in terms of touch, feed, nearness, word. By multiple daily acts of women, intention to help and to express solidarity was clear, in a scenario of disease and suffering, solidarity is shown by acts of care. Conclusions: As a result of this study, we can resume that the period of the witches, so hard for women , was an age of repression for history of nursing itself. Mankind lifestyle, assistance, aid are ontological and anthropological foundations of nursing. Therefore, a past research of the traces of those foundations could mean rebuilding the own sense of nursing act: we tried to get an approach to that sense also "listening to" the gestures of women in Bormio. Keywords: witchcraft, gestures of care, nursing, historical survey, Ital

    Editoriale

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    Nursing diagnoses and theoretical frameworks in neonatal units: a literature review

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    Aim: To identify nursing diagnoses and theoretical frameworks used in neonatal units through a literature review. Method: Cinahl, Medline and Lilacs, database were used to perform this study. The descrip- tors used were: "Nursing Diagnosis" AND "Models, Nursing" OR "Nursing Theory" AND "Infant" OR "Newborn". The search was limited to articles published from 2000 to November 2013. Studies were selected only if they were written in English, Spanish, Portuguese and Italian.Results: In the literature review two taxonomies and six major theoretical frameworks were identified. The most frequently detected nursing diagnoses were: activity intolerance, impaired spontaneous ventilation, ineffective breathing pattern, risk for aspiration, delayed growth and development, Ineffective breastfeeding, Ineffective infant feeding pattern, hyperthermia / hypothermia, risk for infection, impaired tissue integrity, Interrupted family processes, risk for impaired parenting, risk for impaired attachment, interrupted family processes. Diagnoses applying to parents' psychosocial sphere were identified, enabling the newborn's integral evaluation, including the family.Conclusions: Nursing diagnoses provide nurses working in neonatal units the opportunity of an effective management of the care process as well as the availability of the needed data in order to continuously improve a quality-based nursing care. The use of one model or more reference models represents a way to help professional action.Keywords: Nursing Diagnosis, Models Nursing, Nursing Theory, Infant, NewbornDiagnosi infermieristiche e quadri teorici nelle unití  neonatali: una revisione della letteraturaObiettivo: Identificare le diagnosi infermieristiche ed i quadri teorici utilizzati nelle unití  neonatali attraverso una revisione della letteratura. Metodo: Per effettuare questo studio sono stati usati database come Cinahl, Medline e Lilacs. I descrittori usati sono: "Diagnosi infermieristica" AND "Modelli, Infermieristici" OR "Teoria infermieristica" AND "Infante" OR "Neonato". La ricerca era limitata agli arti- coli pubblicati dal 2000 al novembre 2013. Venivano selezionati soltanto gli studi scritti in inglese, spagnolo, portoghese e italiano.Risultati: Nella revisione della letteratura sono state identificate due tassonomie e sei impor- tanti quadri teorici. Le diagnosi infermieristiche più frequentemente individuate sono: intol- leranza alle attivití , ridotta ventilazione spontanea, modello di respirazione inefficace, rischio di aspirazione, ritardo nella crescita e nello sviluppo, allattamento al seno inefficace, modello di alimentazione infantile inefficace, ipertermia/ipotermia, rischio di infezione, alterazione dell'integrití  cutanea, interruzione dei processi familiari, rischio di compromissione della genitorialití , rischio di riduzione dell'attaccamento. Sono state identificate diagnosi appli- cabili alla sfera psico-sociale genitoriale che consentivano una valutazione integrale del neonato, compresa la famiglia.Conclusioni: Le diagnosi infermieristiche consentono agli infermieri che lavorano nelle unití  neonatali l'opportunití  di gestire efficacemente il processo assistenziale, nonché la disponibilití  dei dati necessari per il continuo miglioramento della qualití  nella cura infer- mieristica. L'utilizzo di un unico modello o di più modelli di riferimento costituisce un modo per aiutare l'agire professionale.Parole chiave: Diagnosi infermieristica, Modelli infermieristici, Teoria infermieristica, Infante, Neonato

    Relazioni tra nurse staffing e nursing outcomes: revisione narrativa della letteratura

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    Introduzione: La misura degli indicatori sensibili alle cure infermieristiche rappresenta un elemento fondamentale del "management sanitario" per la valutazione dell'appropriatezza e della qualití  degli interventi assistenziali, soprattutto negli ospedali per acuti. Obiettivo: Evidenziare in che modo alcune variabili connesse al "nurse-staffing" possono determinare la qualití  dei processi e degli esiti assistenziali correlati ai pazienti. Metodo: È stata condotta una revisione narrativa della letteratura internazionale sui lavori che hanno indagato le possibili correlazioni tra le caratteristiche del nurse-staffing e gli esiti assistenziali dei pazienti, considerando fonti primarie e secondarie, sia in lingua inglese che in italiano, senza limiti temporali. Risultati: Le strategie di ricerca bibliografica utilizzate hanno prodotto la restituzione di n. 4244 lavori, di cui 56 sono risultati rilevanti ai fini degli obiettivi della revisione. L'analisi dei contenuti degli articoli esaminati ha consentito di classificare i risultati della ricerca in tre specifici ambiti: 1) Determinanti di efficacia e di qualití  dell'azione del nursing; 2) Effetti diretti dell'azione del nursing sugli esiti assistenziali; 3) Effetti indiretti dell'azione del nursing sugli esiti assistenziali. Conclusioni: I risultati della letteratura selezionata confermano l'esistenza di una relazione non trascurabile tra le componenti principali del "nurse-staffing" e gli esiti diretti ed indiretti sui pazienti anche se studi longitudinali sarebbero auspicabili per dare maggiore forza all'evidenza dei risultati fin qui ottenuti e per dimensionare più accuratamente il peso delle possibili variabili predittive degli esiti assistenziali correlati all'azione del nursing. Parole chiave: organico infermieristico; qualití  dell'assistenza infermieristica; esiti assistenziali; eventi avversi.Relationship between nurse staffing and nursing outcomes: a narrative review of literatureABSTRACTIntroduction: The measurement of nursing sensitive outcomes represents a fundamental element in "Health Management" in order to assess the suitability and quality of care given, particoulaly in hospitals for the acutely ill. Objectives: To highlight how some variables connected with nurse-staffing can determine the quality of processes and the care outcomes. Methods: A narrative review of international literature has been carried out on investigating possible correlation between nurse-staffing characteristics and care outcomes regarding patients, taking into account primary and secondary sources, written either in English or Italian, without time limits. Results: 4244 articles were retrived, of these 56 were analyzed. Articles were categorized into 3 specific areas: 1) Which aspects determine the efficacy and quality of nursing care; 2) The direct effects of nursing care on care outcomes; 3) The indirect effects of nursing care on care outcomes. Conclusion: Results confirm the existence of a noticeable relationship between the main components of nurse-staffing and the direct and indirect outcomes on patients health. Longitudinal studies shound be carried out highlighting the results obtained up till now even more and assist in accurately measuring the importance of possible predictive variables on care outcomes correlated to nursing care.Key words: nursing staff (MeSH); quality of nursing care; patients' outcomes; adverse events

    Empowerment strutturale e soddisfazione sul lavoro tra gli infermieri coordinatori:uno studio pilota

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    Introduzione. In letteratura, l'empowerment strutturale e la soddisfazione sul lavoro sono stati ampiamente studiati in diversi setting lavorativi. Poco conosciuta è la loro rilevanza negli infermieri con funzioni di coordinamento. Obiettivo. Lo studio ha lo scopo di valutare il livello di empowerment strutturale degli infermieri coordinatori e se questo influenza la loro soddisfazione sul lavoro. Materiale e metodi. È stato utilizzato un disegno di studio analitico di tipo cross sectional. Sono stati arruolati 125 coordinatori in tre strutture ospedaliere romane. Per la rilevazione dei dati è stato utilizzato un questionario che comprendeva sia una parte per la raccolta dei dati socio-anagrafici che le due scale (soddisfazione sul lavoro ed empowerment strutturale). L'analisi dei dati è stata effettuata con il Software statistico SPSS 19.0 e il livello di significativití  è stato fissato per p<0.005. Risultati. Gli infermieri coordinatori hanno dichiarato di essere poco soddisfatti sul lavoro (Media=3.43), mentre moderato (Media=3.16) è risultato il loro livello di empowerment strutturale. L'empowerment strutturale degli infermieri coordinatori influenza la loro soddisfazione sul lavoro (p<0.001) specialmente in alcune dimensioni della scala come le opportunití  di interazione sociale e quelle professionali, gli elogi e riconoscimenti e il controllo/responsabilití . Conclusioni. I risultati di questo studio sottolineano l'influenza dell'empowerment strutturale nella soddisfazione sul lavoro degli infermieri coordinatori. Le organizzazioni sanitarie in un'ottica di qualití  del servizio erogato devono puntare sulla soddisfazione lavorativa del personale e maggiormente su quella dei coordinatori per le implicazioni che questi hanno sulla soddisfazione degli infermieri. Parole chiave: soddisfazione sul lavoro, infermieri coordinatori, empowerment organizzativo, empowerment, infermieri con funzioni manageriali.Structural empowerment and job satisfaction among nurses coordinators: a pilot studyIntroduction. In literature, the structural empowerment and the job satisfaction have been studied in many different work settings but more need to be done in the setting of Head Nurses. Objective. The goal of the study is to evaluate the structural empowerment level of head nurses and if it impacts on the job satisfaction. Materials and methods. A cross sectional design study was used. We enrolled 125 head nurses from three different hospitals of Rome. To collect the data we used a questionnaire that included both a part of the collection of socio-personal data and the two scales (job satisfaction and structural empowerment). We used the SPSS19.0 statistical Software for data analysis and p<0.005 to detect significant results. Results. Head Nurse declared to be not enough satisfied at work (mean=3.43) and their structural empowerment level resulted moderate (mean=3.16). The structural empowerment of head nurses impacts their job satisfaction (p<0.001) especially concerning opportunities for social and professional interactions, praises, awards, audit and responsibilities. Conclusions. Results underline structural empowerment relevance in head nurses job satisfaction. Healthcare organizations need to address job satisfaction to improve quality of care and more specifically that of head nurses since theydirectly impact on nurses job satisfaction.Key words: job satisfaction, head nurses, nurses coordinators, structural empowerment, empowerment, nurses managers

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