Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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    L'uso degli smartphone nel personale infermieristico: una revisione narrativa della letteratura

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    INTRODUZIONE: In campo sanitario, lo smartphone sta diventando uno strumento importante tra il personale infermieristico. Grazie agli smartphone è stato possibile implementare nuovi modelli assistenziali. Tuttavia se utilizzati in maniera non corretta potrebbero essere la causa di distrazione e dell'aumento di infezioni ospedaliere.OBIETTIVO: Analizzare le varie app per smartphone utilizzate dal personale infermieristico e descrivere gli aspetti negativi e positivi che gli smartphone possano avere nelle attivití  assistenziali e nel personale infermieristico.METODO: Sono stati consultati i seguenti database: PubMed, CINAHL, SCOPUS e Web of Knowledge, Google Schoolar. Le seguenti parole chiavi sono state utilizzate: ((nurse* NOT (student* OR physician*) AND (smartphone* OR phone* OR mobile* OR cellphone) AND (app OR use* OR benefit OR distraction OR stress OR abuse OR work-related).RISULTATI: Un totale di 34 articoli sono stati inclusi nella revisione. Sono state descritte app per il dosaggio dei farmaci, per la rilevazione della frequenza cardiaca e per controllare a distanza pazienti affetti da diverse patologie croniche. Se da un lato gli smartphone potrebbero essere causa di distrazione, contaminazione batterica o interferenza con altri dispositivi dall'altro potrebbero migliorare il benessere, la soddisfazione al lavoro, diminuire lo stress ed aumentare la produttivití .CONCLUSIONI: La revisione della letteratura evidenzia potenziali benefici dall'uso degli smartphone, ma se usato in maniera impropria, per motivi di distrazione o interruzione, potrebbe avere conseguenze negative sulla qualití  della cura e la sicurezza dei pazienti. Per questo motivo, gli infermieri dovrebbero fare attenzione quando usano il loro smartphone per attivití  non lavorative. Parole chiave: Infermiere, smartphone, app, paziente abstractSmartphone use in nursing population: a narrative reviewINTRODUCTION: In healthcare, smartphone is becoming an important tool among nursing population. With the smartphones, it was possible to implement new care models. However, if used incorrectly, it could be the cause of nurses' distraction and nosocomial infection.AIM: To analyze the various apps used by the nursing population and describe the smartphones' positive and negative aspects on health care by review the literature.METHOD: PubMed, CINAHL, SCOPUS e Web of Knowledge, Google Schoolar, databases were used to perform this study. The following keywords were used: ((nurse* NOT (student* OR physician*)) AND (smartphone* OR phone* OR mobile* OR cellphone) AND (app OR use* OR benefit OR distraction OR stress OR abuse OR work-related). RESULTS: A total of 34 articles were included in the review. Medical calculation, heart measurement and chronic patient-nurse communication apps were described. While smartphones may cause distraction, nosocomial infection or interference with other medical devices, on the other hand they could improve the well-being, job satisfaction, productivity and decrease stress in nurse population.CONCLUSIONS: There are potential benefits of the smartphone use, but the smartphone misuse could have negative consequences on the quality care and patient' safety due to nurses' distraction and interruptions. For this reason, nurses should be careful when they use their smartphone for no work-related activities.Keywords: nurse, smartphone, app, patien

    Indagine tra gli studenti maggiorenni sulle conoscenze sui rischi per il feto legati al consumo di sostanze alcoliche in gravidanza

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    Introduzione: A livello internazionale e nazionale il consumo di alcol è generalmente culturalmente e socialmente accettato, non essendo percepito come rischioso per la salute. Nonostante questo, i rischi per il feto correlati all'assunzione di etanolo, principale componente delle bevande alcoliche, sono rilevanti, anche in caso di consumo occasionale. In Italia, in particolare, vi è un elevato consumo di alcol tra i giovani, e le donne in gravidanza, e un numero crescente di bambini nati con patologie alcol correlate.Scopo: Indagare le conoscenze sui rischi per il feto legati al consumo di sostanze alcoliche in gravidanza tra gli studenti maggiorenni delle scuole secondarie pubbliche di una cittí  capoluogo di regione del nord Italia.Metodi: A maggio 2015 è stata condotta una survey online, con questionario validato, su N=1321 studenti di un campione auto-selezionato di nove scuole secondarie di secondo grado, invitate tramite contatti con i dirigenti scolastici e incontri dedicati.Risultati: I rispondenti che hanno compilato questionari validi sono stati N=246 (18,6% della popolazione). Gli studenti che hanno risposto che assumere sostanze alcoliche durante la gravidanza causa danni al feto di diversa entití  sono stati il 76,4% ma solo il 23,5% ha risposto che tali danni sono permanenti. Solo il 43,5% è a conoscenza che tali danni sono prevenibili; di questi il 77,6% ha indicato che l'astensione dall'alcol è l'unico modo per prevenirli, anche se circa un terzo (30,1%) ha risposto in seguito che è possibile consumare alcolici, in particolare, vino (15,8%), birra e aperitivi (14,3%), senza danneggiare il feto, in quantití  inferiore a tre bicchieri la settimana. Solo il 17,5% ha risposto di conoscere lo Spettro dei Disordini Feto Alcolici.Conclusioni: Lo studio ha evidenziato conoscenze soddisfacenti sugli aspetti generali, ma scarse su aspetti specifici, cosí¬ come una consapevolezza limitata del fatto che solo l'astensione completa dall'assunzione di alcol in gravidanza possa prevenire danni irreversibili al feto. I risultati di questo studio potrebbero guidare la programmazione di interventi educativi rivolti agli adolescenti, condotti da professionisti sanitari tra cui infermieri e infermieri pediatrici, con l'obiettivo di aumentare le conoscenze sull'argomento e contribuire a prevenire l'esposizione in utero a questa sostanza tossica. Future ricerche potrebbero essere rivolte ad individuare i metodi educativi più efficaci in tal senso. Parole chiave: Consumo di alcol, Etanolo, FASD Spettro dei Disordini Feto-Alcolici, Gravidanza, Prevenzione e controllo, Studenti Survey of secondary school students 18 years old or older about knowledge on risks to the fetus related to alcohol consumption during pregnancyIntroduction:"ˆBeing not perceived as risky for health, alcohol consumption is socially accepted worldwide. Nevertheless, related risks for the fetus are relevant, even for occasional use. In Italy there is a high consumption of alcohol among young people and pregnant women, and an increasing number of children born with alcohol-related disorders.Aim: To investigate the knowledge on fetal alcohol-related disorders among students over 18 years of age in a regional capital in the North of Italy.Methods: In May, 2015, a survey with an online, validated questionnaire was conducted on N=1321 students.Results:"ˆA total of N=246 valid questionnaires was obtained (18,6%). The 76,4% of students knew that drinking alcohol during pregnancy damages fetus, but only the 23,5% knew that this damages are permanent. Only the 43,5% knew that this damages are preventable; of them, the 77,6% stated that the only way to prevent them is abstention from alcohol consumption, though 30,1% answered that alcohol use is allowed without damage the fetus. Only the 17,5% answered to know Fetal Alcohol Spectrum Disorders.Conclusion:"ˆThe study showed satisfying knowledge on general aspects, but scarce on specific ones, and a limited awareness that only complete abstinence from alcohol when pregnant can prevent irreversible damages of the fetus. This results could help to program educational interventions for teenagers, carried out by nurses, pediatric nurses and other health professionals to increase their knowledge and prevent in utero exposure. Future studies could be aimed at identifying the most effective educational methods to do so.Keywords: Alcohol Drinking, Ethanol, FASD Fetal Alcohol Spectrum Disorders, Pregnancy, Prevention and control, Student

    Validazione multicentrica di uno strumento di valutazione delle attivita' di tirocinio (SVAT) degli studenti infermieri

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    Obiettivo: obiettivo di questo studio multicentrico è di validare le caratteristiche psicometriche della Scheda di Valutazione delle Attivití  di Tirocinio (SVAT). Metodo: Al processo di validazione hanno partecipato i Corsi di Laurea in Infermieristica dell'Universití  degli studi di Modena e Reggio Emilia, sede di Reggio Emilia, dell'Universití  di Bologna Sezioni Formative BO1, Imola e sezione di Cesena, dell'Universití  degli studi di Ferrara sedi formative di Ferrara e di Codigoro. Per la validazione di contenuto si è scelto di utilizzare il metodo Reactive Delphi. Per effettuare la validití  di facciata, il panel di esperti ha espresso un giudizio qualitativo-intuitivo sull'adeguatezza del linguaggio e del materiale stimolo (SVAT). Per l'affidabilití  della consistenza interna è stata calcolata la misura statistica alpha di Cronbach. Per la stabilití  nel tempo è stata utilizzata la metodologia del test-retest. Risultati: tutti gli indicatori della SVAT hanno ottenuto un livello di consenso uguale o superiore all'80% dimostrando la sua validití  di contenuto. La validití  di facciata è dimostrata da un punteggio medio pari o superiore a 7 ottenuto da tutti gli indicatori. L'affidabilití  della consistenza interna della SVAT è stata calcolata attraverso l'alpha di Cronbach che è risultata essere per l'intero strumento 0.987. L'affidabilití  della stabilití  è stata calcolata attraverso il coefficiente di correlazione espresso attraverso la r di Pearson che è risultata essere di 0.983 (p = 1.3E-198).Discussione: in Italia non esiste uno strumento che possa identificarsi quale "gold standard" al fine di valutare la performance clinica degli studenti infermieri durante e al termine del loro tirocinio clinico. La SVAT, oltre a dimostrarsi uno strumento valido e affidabile, potrebbe contribuire a stimolare il confronto e la discussione tra i formatori infermieri affinché, anche nel nostro Paese, possano svilupparsi e affinarsi strumenti che supportano l'accertamento delle competenze cliniche degli studenti infermieri. Parole Chiave: studenti infermieri – tirocinio clinico – accertamento competenzeMulticenter validation of an evaluation tool for clinical training activities (SVAT) of the nursing studentsObjective: To evaluate the psychometric characteristics of the Scheda di Valutazione delle Attivití  di Tirocinio (SVAT). Method: The degree courses in Nursing of the University of Modena and Reggio Emilia, site of Reggio Emilia, the University of Bologna Formative Section BO1, Imola and training center of Cesena, the University of Ferrara training centers of Ferrara and Codigoro were all enrolled in the research. For the content validation the reactive Delphi method was chosen. The panel of experts expressed a qualitative-intuitive judgment on the adequacy of language and on the stimulus material (SVAT). For internal consistency Cronbach's alpha was calculated the. The test-retest method was used for the reliability of stability Results: all indicators of the SVAT have achieved a degree of consensus not less than 80% demonstrating its content validity. The face validity is demonstrated by an average score equal to or greater than 7 obtained by all indicators. The reliability of internal consistency of the SVAT was appraised by Cronbach's alpha that was 0.987 for the entire instrument. The reliability of the stability has been calculated through the correlation's coefficient expressed by Pearson's r that was 0.983 (p = 1.3E-198).Discussion: in Italy there is no a "gold standard" tool to evaluate the clinical performance of nursing students during and at the end of their clinical training. The SVAT proves to be a valuable and reliable tool it furthermore could stimulate the discussion and the debate among educators and nurses, so that also in our country, it may be possible develop and refine tools that support the evaluation of clinical skills of nursing students.Keywords: nursing students – preceptorship - educational measuremen

    La leadership del coordinatore infermieristico percepita dallo staff: uno studio qualitativo

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    BACKGROUND: La leadership del coordinatore infermieristico gioca un ruolo cruciale nel creare un ambiente lavorativo che faciliti un'assistenza infermieristica di qualití . È un ruolo complesso, di difficile descrizione, con un ventaglio di attivití  ampio e in continuo divenire, tanto che vi è una mancanza delle caratteristiche che definiscono "il corretto candidato".OBIETTIVO: Conoscere la percezione dello staff nel definire le caratteristiche chiave della leadership ideale del coordinatore infermieristico ospedaliero.METODO: In aprile-luglio 2015 sono stati selezionati 27 infermieri del Dipartimento medico dei cinque ospedali dell'Azienda USL di Modena. Attraverso tre focus group, si sono delineate le caratteristiche chiave di leadership del coordinatore ideale.RISULTATI: La leadership ideale del coordinatore infermieristico si esprime nelle azioni di empowerment dello staff, capacití  di governo e utilizzo di strategie di coping. Tutte queste categorie richiedono al leader di possedere una forte determinazione, intesa come risorsa interna, carica emotiva, entusiasmo, volontí  di essere determinanti, necessaria ad espletare un ruolo guida. In un gioco di "dare e avere", la difficoltí  sta nel saper mantenere livelli idonei di determinazione, per evitare di cadere in un esaurimento e conseguente disimpegno emotivo e perdita del ruolo di leader.CONCLUSIONI: La capacití  di determinazione del coordinatore, come tutte le fonti di energia, può subire fluttuazioni. Nei momenti di esaurimento è necessario ravvisarne i segni e trovare strategie per riattivarla. La condivisione della vision e la job rotation possono essere strategie per rialzare i livelli di energia entro limiti, al fine di rispondere alle aspettative richieste dal ruolo di leader.PAROLE CHIAVE: nurse manager, leadership style, determinazione, job rotation, visionHow staff perceives head nurses' leadership: a qualitative studyBACKGROUND: The leadership style of the head nurses plays a crucial role in ensuring a work environment that fosters high quality nursing care. Their role involves a range of activities that constantly change, and is therefore difficult to describe. In fact, we do not have a fixed set of characteristics to define the "˜ideal candidate'.AIM: To understand how staff defines the key leadership characteristics of the ideal head nurse in charge of a hospital ward.METHOD: Between April-July 2015, 27 nurses were selected from the departments of general medicine in five hospitals. Three focus groups were conducted to identify the key leadership characteristics of an ideal head nurse.RESULTS: The ideal leadership characteristics are expressed through actions of staff empowerment, management skills, and use of coping strategies. All these categories require that a leader should be strongly determined, resourceful, enthusiastic, and willing to be a leader. When balancing "˜what you give and receive', the main difficulty of being a leader is to be sufficiently determined to avoid exhaustion, which leads to emotional disengagement and consequently the loss of the leadership role.CONCLUSIONS: The level of determination of a head nurse, just like any source of energy, may sway. Therefore, it is important to recognize the signs of exhaustion and identify the strategy to rekindle determination. Sharing one's vision with others and job rotation could be used as strategies to recharge a leader's levels of energy, and meet the expectations linked to the leader's role. KEY WORDS: nurse manager, leadership style, determination, job rotation, visio

    Percezione ed esperienza di studenti, assistenti di tirocinio e tutor universitari in relazione all'implementazione di una Dedicated Education Unit: una ricerca qualitativa con focus group

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    SCOPO: analizzare percezione e esperienza di studenti, infermieri assistenti di tirocinio e tutor universitari a seguito dell'implementazione di una Dedicated Education Unit (DEU) in un reparto di medicina ad indirizzo pneumologico.METODO: il disegno di studio utilizzato è di tipo qualitativo descrittivo. I dati sono stati raccolti attraverso focus groups (FGs). Sono stati organizzati quattro FGs, uno per ciascun gruppo di stakeholder (studenti, infermieri e tutor) ed uno conclusivo con tutti. Per l'analisi dei FGs è stata utilizzata l'analisi qualitativa del contenuto. È stato somministrato il questionario CLES+T agli studenti, per confermare i dati qualitativi.RISULTATI: partecipanti: 6 tutor, 7 infermieri e 10 studenti (6 primo anno, 2 secondo anno, 2 terzo anno). L'esperienza è stata positiva. I temi emersi rispetto agli aspetti positivi sono quattro, alcuni trasversali, altri specifici: 1.Briefing e debriefing come occasione di confronto e apprendimento (trasversale), 2.Potenzialití  peer education (trasversale), 3. Presa in cura globale e olistica (studenti), 4.Tutor Universitario presente nella clinica come risorsa(trasversale). Per quanto riguarda le criticití  è emerso un macro-tema, riferito alle "Peculiarití  organizzative", che contiene tre sotto-temi: 1.Carico di lavoro (tutor e infermieri), 2.Disomogeneití  comportamento/atteggiamento infermieri e tutor(trasversale), 3. Mancanza rapporto personale studente/assistente di tirocinio (studenti). Le proposte migliorative sono tutte legate alle peculiarití  organizzative.CONCLUSIONI: Questo studio riporta per la prima volta una sperimentazione a livello italiano del modello di organizzazione del tirocinio DEU. L'esperienza è stata molto positiva, ha favorito la possibilití  di riflessione durante l'esperienza, ha permesso alla realtí  clinica e all'ambiente universitario di dialogare e lavorare per l'obiettivo comune, ossia il miglior apprendimento dello studente.Parole  Chiave: Dedicated Education Unit, Ricerca qualitativa, Focus groups, Ambiente apprendimento clinico, Percezione. Students, clinical nurse preceptors and academic tutors' perception and experience in relation to the implementation of a Dedicated Education Unit: a qualitative study using focus group.OBJECTIVE: analyse students, clinical nurse preceptors and academic tutors' perception and experience further to the implementation of a Dedicated Education Unit (DEU) in a pulmonary medicine ward.METHOD: The study follows a qualitative descriptive method. Data have been collected through focus groups (FGs). We have organized four different FGs, a specific focus group for each stakeholder (students, nurses and tutors) and a closing one with everybody. Each FG followed a qualitative content analysis method. Students had to fill in the CLES+T questionnaire to confirm qualitative data.RESULTS: Participants: 6 tutors, 7 nurses and 10 students (i.e. 6 first-year, 2 second-year and 2 third-year students). The experience has been positive. We have found four different themes, both cross-sectional and specific, in relation to positive aspects. 1. Briefing and debriefing as discussion and learning opportunities (cross-sectional); 2. Peer education potentialities (cross-sectional); 3. Global and holistic care (students); 4. Academic tutors as ward resources (cross-sectional). In relation to critical aspects, instead, we have highlighted a macro-theme, which refers to "Organizational peculiarities" and is composed of three subthemes: 1. Workload (tutors and nurses); 2. Inhomogeneity in nurses and tutors' behaviour/attitude (cross-sectional); 3. Lack of a personal relationship between students and training assistants (students). All the ameliorative proposals are related to organizational peculiarities.CONCLUSION: This study reports the first Italian experimentation of the DEU training organization model. The experience has been very positive: it has not only promoted a moment's reflection but also provided the opportunity for both the Clinical and the Academic setting to discuss and collaborate to reach the common goal, i.e. best student learning.Keywords: Dedicated Education Unit, Qualitative research, Focus groups, Clinical learning environment, Perceptio

    Vita Associativa

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    Iniziative Cnai a favore degli studenti(Fiorella Fabrizio, Sandra Merati)Primo piano sul Nucleo di Ravenna(Riccarda Soprani) Report sulle attivití  ECM anno 2016 Provider 1832 CNAI

    Distribuzione e accuratezza predittiva dell'Indice di Complessití  Assistenziale in un reparto semi-intensivo

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    Obiettivo: Analizzare il livello di complessití  assistenziale e la sua relazione con la mortalití  e la durata della degenza.Metodo: Studio prospettico osservazionale effettuato nel periodo 1/06/2014 - 21/06/2015 presso la Medicina d'Urgenza di un'Azienda Ospedaliero-Universitaria italiana. Sono stati rilevati giornalmente i bisogni di assistenza infermieristica secondo il Modello delle Prestazioni Infermieristiche e l'Indice di Complessití  Assistenziale (ICA).Risultati: Sono stati inclusi 506 pazienti per un massimo di 4 giornate di degenza (1.436 rilevazioni). Le prestazioni con il valore più alto sono state soprattutto finalizzate ad assicurare la funzione cardiocircolatoria. L'ICA medio è stato di 38,4. Solamente il 17,2% dei pazienti è stato classificato ad alta complessití  nel giorno d'ingresso. Nel corso della degenza, l'ICA ha dimostrato una progressiva tendenza alla diminuzione nei soggetti sopravvissuti e all'aumento in quelli deceduti. L'accuratezza predittiva dell'ICA rispetto al rischio di morte è risultata complessivamente elevata (90,3%; p=0,006); il migliore livello di cut-off è risultato pari a 41,5 punti.Discussione: È stato evidenziato che il rischio di morte aumenta all'aumentare della complessití  assistenziale. Il superamento del valore di cut-off, cosí¬ come una tendenza all'aumento dell'ICA nel monitoraggio quotidiano, potrebbero essere adottati come criteri per identificare i pazienti a più elevato rischio, per i quali aumentare, ad esempio, il rapporto infermiere-paziente. L'identificazione del livello di complessití  assistenziale può consentire l'erogazione di prestazioni differenziate in base all'intensití  delle cure e la corretta allocazione dei pazienti durante il ricovero. Tale strategia può consentire la razionalizzazione delle risorse disponibili e una migliore pianificazione e attuazione dell'assistenza. Parole chiave: Assistenza infermieristica, Complessití  assistenziale, Mortalití , Durata della degenzaDistribution and predictive accuracy of the Index of Caring Complexity in a semi-intensive care unitObjective: To analyze nursing complexity level and its relationship with mortality and length of stay.Method: Observational study carried out between 1/06/2014 to 21/06/2015 at High Dependency Unit of an Italian University Hospital. The nursing needs and the Index of Caring Complexity (Indice di Complessití  Assistenziale, ICA) were collected following the "Modello delle Prestazioni Infermieristiche".Results: Data from 506 patients were collected for a maximum of 4 days of hospital stay (1,436 data collection). Nursing needs with the higher score were mostly related to cardio-circulatory function. Average ICA was 38.4. Only 17.2% of patients were classified as "high complexity" at admission. During the hospital stay, the ICA showed a progressive decrease in survivors while increased in those who died. Overall, the ICA showed high predictive accuracy regarding the risk of death (90.3%; p=0.006); the best ICA cut-off point was 41.5. Discussion: The risk of death increased with the increasing complexity of nursing care. Exceeding the ICA cut-off value, as well as an increasing trend in the ICA daily monitoring, may be adopted as criteria to identify patients at higher risk, for which increasing, for example, the nurse-patients ratio. Identification of the patient's complexity level may enable the delivery of more personalized nursing activities or interventions based on the intensity of care needed, as well as the proper allocation of patients during hospitalization. This strategy may allow the rationalization of available resources and better planning and implementation of nursing care.Keywords: Nursing, Nursing complexity, Mortality, Length of sta

    Editoriale

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    Cari Associati CNAI e Infermieri simpatizzanti o Amici, quelli appena trascorsi sono stati mesi molto intensi per la nostra vita associativa ed è difficile fissare gli eventi più importanti, specie in ordine di priorití . Mi limiterò a qualche accenno ai più recenti. Giornata internazionale degli infermieri 2015 È senz'altro degno di nota il tema scelto quest'anno dall'ICN Gli infermieri, una forza per cambiare: per un'assistenza efficace e convniente. Il documento è stato tradotto e pubblicato sul sito CNAI e inviato alla Federazione nazionale dei Collegi IPASVI, che ne ha data diffusione attraverso i suoi canali (sito e Newsletter). Il Dossier dell'ICN è stato anche ripreso e rilanciato da Quotidiano Sanití . L'auspicio è che venga letto dal maggior numero possibile di infermieri, di professionisti sanitari, di cittadini e di politici, da chi si appresta a prendere decisioni sull'acquisizione e allocazione delle risorse umane. Ignorare le esperienze, le prove di efficacia e la letteratura internazionale sull'impiego più efficace di infermieri sta avendo gií  serie conseguenze sull'assistenza e la salute delle persone

    ICNP® - Classificazione Internazionale per la pratica infermieristica: origini, strutturazione e sviluppo

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    L'ICNP® (International Classification of Nursing Practice) è una terminologia infermieristica standardizzata inclusa tra i linguaggi riconosciuti dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanití ), ed è parte integrante dei programmi ICN (International Council of Nurses). Lo scopo di questo articolo è quello di descrivere la struttura e le caratteristiche di questa terminologia e come questa sia utile per la pratica e per lo sviluppo professionale. Al fine di chiarire come questo strumento possa essere inserito nella quotidianití  del lavoro infermieristico vengono riportati alcuni esempi di costruzione di Diagnosi /Outcomes ed Interventi con l'utilizzo dell'attuale versione della classificazione (2015 release). L'attuale versione si presenta come una piramide a sette assi con i quali descrivere gli ambiti di interesse infermieristico e gli interventi correlati, arricchita dalla presenza di due assi speciali relativi alle Diagnosi /Outcomes (DC) e Interventi (IC) pre-coordinati che facilitano maggiormente l'impiego nella pratica. Viene introdotto il Centro Italiano ICNP® quale strumento per la condivisione e la diffusione della terminologia nel nostro Paese, per raggiungere anche in Italia gli obiettivi di visibilití  professionale promossi in modalití  diverse dall'ICN.Parole chiave: Classificazione, terminologia infermieristica standardizzata, diagnosi infermieristiche, interventi infermieristici, classificazione internazionale per la pratica infermieristica, ontologiaICNP®- International Classification of Nursing Practice: origin, structure and developmentABSTRACT ICNP® is a standardized nursing terminology included within acknowledged terminologies by WHO, it is a relevant aspect of ICN programs and strategies. The article aims to describe structure and characteristics of ICNP® terminology as well as to highlight how this tool can be useful both in practice and in terms of nursing professional development. This version looks like a pyramid with seven axes describing different areas of nursing and related interventions, enriched by two special axes related to pre-coordinated Diagnosis / Outcomes (DC) and Operations (IC) which facilitate daily use in practice. In order to clarify how this tool can be actually be used in daily nursing practice some examples are provided, clarifying how adopting the current version of ICNP® terminology (2015 release) Diagnosis/Outcomes and Interventions can be built. The ICNP® Italian Centre is committed to introduce it to Italian nurses as a tool for sharing and disseminating terminology in our Country, having as main final aim to achieve even in Italy, professional visibility objectives promoted in different ways by the ICN.Keywords: Classification, standardized nursing terminology, nursing diagnosis, nursing intervention, international classification nursing practice, ontolog

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