Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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    VITA ASSOCIATIVA

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    Novití  dal XXVI Congresso dell'International Council of Nurses e il Manifesto CNAI in vista del rinnovo dei Consigli direttivi dei Collegi provinciali IPASVI italiani

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    Inizio questo Editoriale con un cenno al Congresso ICN di Barcellona, al quale abbiamo partecipato innanzitutto ai lavori del CNR (Consiglio dei rappresentanti nazionali) che ci ha visto impegnati dal 25 al 27 maggio (hanno partecipato ai lavori in veste ufficiale, oltre alla Presidente, Enrica Capitoni, vice presidente CNAI e Walter De Caro, Presidente ARIL). Nella parte della Vita associativa troverete altre informazioni sul Congresso da parte di chi era presente, mancano alcune informazioni almeno sul passaggio di Presidenza. Judith Shamian, che abbiamo conosciuto e apprezzato per la sua leadership forte e decisa, ha davvero puntato sull'attualizzazione della sua watchword: IMPACT. Il Board da lei guidato aveva stabilito delle linee strategiche per il mandato 2014/18 che hanno portato a far sentire di più la voce dell'ICN negli organismi internazionali e centrali di diversi Paesi, Governi e Ministeri. Un esempio è la collaborazione più stretta con la Banca mondiale e l'OSCE, oppure il lavoro in corso in Zambia, dove Governo, Universití , altri Enti con l'Associazione nazionale (ZUNO, http://healthmarketinnovations.org/program/zambia-union-nurses-organization-zuno) si sono resi conto che non è possibile avere dei servizi sanitari territoriali di buona qualití  senza infermieri qualificati. Gli interventi attuati hanno seguito le quattro linee decise dal gruppo dirigente ICN: voce globale, direzione strategica, impatto nelle policy e diversificazione. La relazione finale del quadriennio ha mostrato quanto raggiunto e l'impatto degli infermieri in queste quattro aree fornendo esempi di progetti: fra questi, per esempio, l'Associazione giapponese e quella israeliana hanno attivato iniziative in aiuto a Paesi meno sviluppati o con meno risorse. Uno dei successi elencati dalla Presidente uscente è l'invito a rappresentate tutte le professioni sanitarie nella Commissione delle Nazioni unite per l'occupazione sanitaria e la crescita economica (UN High-Level Commission of Health Employment and Economic Growth). Ci spiace non aver spazio per condividere di più, certamente l'ICN sta cambiando ed è proprio la presenza di leader capaci che ha permesso la sua nascita nel lontano 1899 e che permette il suo continuo incremento fino ad oggi. Essere flessibili e sempre al passo con i tempi nel rispetto delle enormi differenze dei Paesi rappresentati è una enorme sfida. A Barcellona si sono svolte anche le elezioni per il rinnovo dei membri presenti nel Board di ICN. La nuova Presidente è una collega irlandese, Annette Kennedy, che conosciamo da anni per il suo impegno nella INMO (Irish Nurses and Midwives Organisation), nel WENR quando era attivo (è stata Presidente dello Steering Group del WorkGroup of European Nurse Researchers) e anche nell'EFN (è stata Presidente dal 2005 a 2007). La parola d'ordine da lei scelta è TOGETHER, che condividiamo e rilanciamo a tutti gli infermieri italiani, specie in questa congiuntura storica che ci porta a impegnarci attivamente per il rinnovo delle cariche nei nostri Collegi provinciali IPASVI e, nel 2018, del Comitato centrale della Federazione nazionale dei Collegi. Il nostro intento è collaborare con tutti i colleghi che intendono cimentarsi in questa importante sfida scevri da pregiudizi, motivati, entusiasti e con una buona dose di realismo e senso del dovere, oltre che di competenza. Il Consiglio di amministrazione CNAI ha deciso di proporre, attraverso un Manifesto, alcuni obiettivi a breve, medio e lungo termine per indirizzare il prossimo futuro sviluppo professionale. Siamo in un periodo critico ed è davvero tempo di cogliere i frutti di innovazioni ormai lontane nel tempo (il nostro profilo professionale è del 1994 e la Legge n. 4 del 1999), ma che non hanno portato a concreti riconoscimenti e sviluppi di carriera agli infermieri. Da tempo CNAI cerca di sensibilizzare i colleghi sul tema della leadership: ciò che servirebbe nel nostro Paese, a tutti i livelli dirigenziali e politici, è una leadership adeguata alla complessití  dei problemi che ci si trova ad affrontare in un mondo globalizzato. Una leadership capace di Vision, con idee "fresche", capace di dialogare con le diverse generazioni di infermieri che sono portatrici di principi, valori e conoscenze molto diverse. Le realtí  operative in cui ci muoviamo oggi sono radicalmente differenti da quelle di solo una decina d'anni fa, cosí¬ come sono profondamente mutati i bisogni dei cittadini, la composizione delle famiglie, le caratteristiche di chi accede ai servizi socio-sanitari. L'auspicio è di incrementare, anche diffondendo il Manifesto (che trovate qui di seguito), la partecipazione alle votazioni di questo importante momento storico della professione. L'invito è: coinvolgetevi con la vita dei Collegi IPASVI, partecipate, votate le persone più capaci e che offrono maggiori garanzie di avere presenti questi obiettivi come rilevanti per il nostro futuro! Un ultimo cenno, in questo Editoriale, va a uno dei decreti attuativi della legge 8 marzo 2017, n. 24 (si tratta della cosí¬ detta "Legge Gelli", titolata Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilití  professionale degli esercenti le professioni sanitarie). Il decreto del Ministero della salute datato 2 agosto 2017 a proposito di societí  scientifiche ha, infatti, giustamente suscitato numerose reazioni e dibattito all'interno della nostra professione e non solo. CNAI, con le altre Associazioni infermieristiche, s'impegna a sostenere qualsiasi iniziativa per evitare che "le voci che contano" in ambito scientifico e culturale siano sempre più ridotte a chi ha un peso politico, economico e sociale maggiore. Siamo provider ECM e lottiamo continuamente per riuscire a rispondere ai numerosi e onerosi adempimenti per esprimere la nostra cultura in modo capillare, idoneo alle esigenze dei Nuclei e Associazioni provinciali e regionali che lo chiedono. Gli infermieri non vogliono "sconti", ma neppure sottostare a indicatori bibliografici troppo lontani dagli ambiti delle scienze infermieristiche: vogliamo solo contribuire con le nostre conoscenze all'elaborazione di linee guida multi-professionali e multi-disciplinari. Auspichiamo un intervento deciso da parte della Federazione nazionale dei Collegi IPASVI che, specie in occasioni come queste, deve poter contare sull'unití  della professione. Uniti saremo più forti e, per farci sentire come Associazioni, il Gruppo permanente delle Associazioni infermieristiche nazionali (GPAIN) è una risorsa gií  presente dal 2001 nel mondo professionale italiano.MANIFESTO CNAI per il rinnovo delle cariche elettive in seno ai collegi provinciali IPASVI 2017 CNAI intende sostenere singoli infermieri o gruppi che si impegnano, nell'ambito delle funzioni svolte dai Collegi provinciali, a raggiungere i seguenti obiettivi: 1. Standard professionali. Definire gli standard per la pratica di assistenza infermieristica generale, di valutazione della performance professionale e per l'assistenza infermieristica con competenze avanzate.2. Aree specialistiche e competenze avanzate. Garantire l'allineamento alle indicazioni europee e internazionali in tema di aree specialistiche e di definizione delle competenze avanzate, con lo sviluppo della carriera clinica e della mobilití  infermieristica (ICN-CNAI, 2010; EFN, 2015).3. Formazione infermieristica universitaria. Vigilare sul prodotto formativo e sulle modalití  di erogazione degli Atenei italiani e contribuire al potenziamento della docenza di ruolo universitario e alla valorizzazione del ruolo di direzione, docenza e tutorato del personale delle Aziende socio-sanitarie.4. Personale di supporto. Ottenere la gestione della formazione di base e continua del personale di supporto, del suo inserimento e organizzazione nelle strutture ove è impiegato, nel rispetto delle competenze di tutte le figure coinvolte (EFN, 2017).5. Sicurezza dell'assistenza ai cittadini. Operare per la valorizzazione dei rapporti con le Associazioni di cittadini, anche per intervenire congiuntamente e ottenere organici adeguati e sostenibili di infermieri qualificati a tutti i livelli delle strutture socio-sanitarie, garantire cure sicure e combattere l'abusivismo professionale (Aiken et al. 2014; Aiken et al., 2010).6. Innovazione e salute. Stimolare la diffusione di modelli organizzativi e iniziative utili per misurare l'impatto e il valore della funzione infermieristica, anche attraverso l'uso delle tecnologie. Favorire la presenza infermieristica in tutte le aree strategiche del Servizio sanitario italiano (ICN, Prese di posizione reperibili in http://www.icn.ch/publications/position-statements/; Needleman, 2017).7. Deontologia professionale. Definire i valori professionali da condividere ampiamente con la professione e un codice deontologico che li rispecchi e che preveda norme di comportamento chiare per tutti i professionisti (CNAI, 2017).8. Internazionalizzazione della professione. Coinvolgere le Associazioni professionali che storicamente sono state impegnate a livello europeo e internazionale e formalizzare linee strategiche congiunte per favorire lo sviluppo delle relazioni e della professione a livello globale.9. Immagine infermieristica. Sostenere a livello strategico-mediatico ogni iniziativa tesa a valorizzare la professione infermieristica anche attraverso l'utilizzo di pubblicazioni scientifiche italiane e dei portali informativi di settore. Valorizzare e potenziare i rapporti con le associazioni infermieristiche e aumentare la capacití  di ascolto e la sinergia con Organismi sindacali, politici e agenzie del settore sanitario.

    Vita Associativa

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    LA CNAI AL 5° CONGRESSO MONDIALE DELLE SOCIETí€ CHE SI OCCUPANO DELLA GUARIGIONE DI FERITE E LESIONI. WUWHS 2016, FIRENZE (a cura di Fiorella Fabrizio) NOTIZIE DALL'ESTERO (a cura di Fiorella Fabrizio e Cecilia Sironi) Il CONVEGNO NAZIONALE CNAI 2016: HEALTH LITERACY

    La professione infermieristica in Italia al termine dell'anno 2016

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    Cari Associati, Colleghi e Lettori occasionali della nostra Rivista, questo Editoriale è l'ultimo dell'anno ed è assolutamente doveroso augurarvi un sereno 2017. Innanzitutto perché ce lo meritiamo: come persone, impegnate nel lavoro e nella societí ; come italiani, che hanno vissuto (come protagonisti o spettatori partecipi) momenti terribili per le scosse telluriche che hanno sferzato il centro del nostro amato Paese; come professionisti, sempre più impegnati a rispondere ai bisogni di salute delle persone che incontriamo sia durante il nostro orario di servizio sia nei numerosi ambiti di volontariato civile che ci vede sempre in prima linea. L'augurio è anche perché la nostra tenacia e dedizione abbia un positivo riconoscimento nel nuovo anno, in modo da risolvere i cronici ritardi con cui non sono ancora stati affrontati i problemi reali di gran parte degli infermieri che lavorano in condizioni di continua emergenza, con salti delle giornate di riposo e...l'elenco potrebbe essere ancora lungo. Non ci pare di chiedere troppo insistendo nel riconoscimento di ciò che è la realtí : stiamo gií  ampiamente esercitando le "competenze avanzate". Per quello che avete e che abbiamo fatto insieme un sincero GRAZIE! GRAZIE anche per chi ci legge e segue le nostre attivití  e pubblicazioni, il sito, la pagina e il gruppo nazionale in Facebook. GRAZIE per chi si sta impegnando a far conoscere sempre di più la nostra storica Consociazione nei suoi organi locali (Nuclei associativi, Associazioni provinciali e Associazioni regionali). GRAZIE agli associati che concretamente rendono possibile l'uscita di questa Rivista e che lavorano per organizzare i nostri eventi accreditati ECM in tutta Italia. GRAZIE a chi cerca di portare il respiro internazionale che ci connota da sempre, tramite i nostri nessi associativi, a tutti gli infermieri italiani. Cercheremo di darne un resoconto sempre più puntuale nella parte della Rivista dedicata a Esperienze e vita associativa. Se ci sono associati che conoscono e parlano l'inglese e vogliono imparare a occuparsi di relazioni internazionali lo facciano sapere. Servono giovani con diverse competenze: giornalistiche, editoriali, informatiche, didattiche. L'Associazione vive e prospera solo sul contributo volontario di tutti gli infermieri che desiderano mettersi in gioco perché ci credono! Rispetto a quanto scritto negli Editoriali precedenti pare utile una sintesi di alcuni temi trattati per concludere questo primo anno di cambiamenti all'impianto editoriale di Professioni infermieristiche. Vi promettiamo di proseguire con le innovazioni e che faremo di tutto, dal 2017, per avere la nostra Rivista a disposizione completamente on-line.(scarica il pdf

    Efficacia del monitoraggio domiciliare della pressione arteriosa. Sinossi di revisioni sistematiche

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    INTRODUZIONE. Il monitoraggio domiciliare della pressione arteriosa (MDPA) è sostenuto e raccomandato per la sua utilití  ai fini della gestione dell'ipertensione; tuttavia permangono alcune incertezze sui benefici dell'intervento nella pratica clinica. OBIETTIVO. Valutare gli effetti del monitoraggio domiciliare della pressione arteriosa sui valori pressori.METODI. E' stata condotta in data 12 gennaio 2016 una ricerca sui seguenti database: The Cochrane Library, Medline, CINAHL, Embase, Web of Science. I record restituiti dalla stra- tegia di ricerca sono stati analizzati in modo indipendente e quelli che rispettavano i criteri di inclusione sono stati reperiti in versione integrale. Sono state incluse nella sinossi solo revisioni sistematiche con meta-analisi di sperimentazioni cliniche controllate che comparassero il MDPA con il monitoraggio ambulatoriale (MAPA) o ospedaliero (MOPA) della pressione arteriosa. Per la valutazione di qualití  è stata impiegata la AMSTAR checklist mentre per il confronto fra meta- analisi si è proceduto all'analisi dell'indice di Higgins I2.RISULTATI. Cinque revisioni sistematiche hanno rispettato i criteri di inclusione. La qualití  meto- dologica degli studi inclusi è stata elevata. Il range di I2 è stato pari a 37%-72% (eterogeneití  da moderata ad elevata). Rispetto a MAPA, MOPA e cure standard, il MDPA è risultato associato ad una modesta ma statisticamente significativa riduzione della pressione arteriosa sistolica (da - 2.50 mmHg a -4.25 mmHg) e della pressione arteriosa diastolica (da -1.45 mmHg a -2.37 mmHg).DISCUSSIONE: Le ridotte dimensioni dell'effetto di MDPA determinano un modesto beneficio nella pratica clinica. I potenziali vantaggi sul controllo dei valori pressori dipendono dalla capa- cití  del paziente nell'esecuzione e lettura dei risultati e dei professionisti sanitari nell'utilizzo dei dati registrati per introdurre o modificare la terapia farmacologica e migliorare l'aderenza comples- siva al trattamento antipertensivo.CONCLUSIONI: Il MDPA è più efficace per ridurre la pressione sistolica e diastolica rispetto ad altri interventi ma la rilevanza clinica del suo effetto è modesta.PAROLE CHIAVE. Efficacia, monitoraggio domiciliare della pressione arteriosa, sinossi.ABSTRACTINTRODUCTION: Home blood pressure monitoring (HmBPM) is as a valuable and useful tool for hypertension management; some uncertainties remain about benefits of intervention in clinical practice.OBJECTIVE: To assess the effects of home blood pressure monitoring on blood pressure values.METHODS: A search on the following databases The Cochrane Library, Medline, CINAHL, Embase, Web of Science was carried out on January the 12 2016 . The records retrieved were analysed independently and those which met the inclusion criteria were gathered as full text. In the synopsis were included only systematic reviews with meta-analysis of Randomised Controlled Trials comparing home blood pressure monitoring with ambulatory (ABPM) or hospital (HsBPM) blood pressure monitoring. AMSTAR checklist was used to evaluate reviews quality while for comparing meta-analysis it was proceeded to index of Higgins I2 analysis.RESULTS: Five systematic reviews met inclusion criteria. The overall methodological quality of included studies was high. Range of I2 was equal to 37%-72% (moderate to high heterogeneity). Compared to ABPM, HsBPM or standard of care, HmBPM was associated with moderate but statistically significant reduction in systolic blood pressure (weighted mean difference from -2.50 mmHg to -4.25 mmHg) and diastolic blood pressure (weighted mean difference from -1.45 mmHg to -2.37 mmHg).DISCUSSION: The reduced size of HmBPM effect results in a moderate benefit in clinical prac- tice. Potential advantages on blood pressure control are dependent on patient ability to perform and interpret HmBPM results as well as health professionals to use recorded data to introduce or modify drug therapy and improve the overall compliance to antihypertensive treatment. CONCLUSIONS.HmBPM is more effective in reducing systolic and diastolic blood pressure compared to other interventions but the clinical significance of its effect is moderate.KEYWORDS. Effectiveness, blood pressure home monitoring, synopsis

    Cure infermieristiche compassionevoli: l'esperienza degli infermieri italiani

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    Scopo: Nella letteratura infermieristica internazionale compassion e compassionate care hanno assunto una notevole importanza e si rivelano essere un fenomeno in divenire. Il concetto di compassionate nursing care risulta poco descritto ed oggettivato nella pratica infermieristica nel nostro Paese. Scopo di questo studio è stato di descrivere le esperienze di un campione di infermieri italiani circa il significato di cure infermieristiche compassionevoli.Metodo: È stato condotto uno studio qualitativo. Per la raccolta dei dati sono stati utilizzati i focus group, per analizzare i dati trascritti è stata utilizzata l'analisi di contenuto (Graneheim, & Lundman, 2004). Per lo studio è stato individuato un campione propositivo di 21 infermieri, di questi 15 hanno dato la disponibilití  a partecipare.Risultati e discussione: Tutti i partecipanti hanno espresso liberamente le loro opinioni. Dall'analisi dei dati relativi alle quattro aree indagate con i focus group (definizione, la propria esperienza, tipologie di pazienti e formazione alle cure infermieristiche compassionevoli) sono emersi aspetti contrastanti che variano da accezioni negative e negazione dei termini stessi a significati positivi di amore, carití , empatia, supporto, sostegno, relazione. Interessante ed innovativo è stato l'attribuire l'insegnamento delle cure compassionevoli ai parenti.Conclusioni: E' risultato difficile per i partecipanti dare una definizione precisa sul significato di cure infermieristiche compassionevoli. E' emersa la necessití  e il desiderio di approfondire questo tema che risulta essere originale e un punto di forza per migliorare l'assistenza infermieristica. Infatti, puntare al recupero di questi valori educando gli infermieri ad erogare cure infermieristiche compassionevoli può sicuramente rappresentare un'implicazione futura per la professione. Parole chiave: compassione, cure infermieristiche compassionevoli, nursing, focus group.Compassionate nursing care: the experience of italian nursesAim: In international nursing literature "compassion" and "compassionate care" has acquired a considerable importance and it's considered to be a growing phenomenon. The approach to the application of compassionate care to patients is clearly not well-defined in Italian nursing. The aim of this study is to define what compassionate care is through the analysis of Italian nurses' experiences.Method: The research is based on a qualitative method. Content analysis was used to analyze the transcript data (Graneheim, & Lundman, 2004). The research has been carried out by creating three focus groups, for a total of 15 nurses.Results: All the participants expressed their opinions freely. The outcomes of the analysis can be grouped in four areas: definition of compassion and compassionate care; categorisation of patients; provision of care; and formation and training in compassionate care. The survey has shown contrasting opinions, negative opinions such as feelings of rejections and positive opinions such as love, charity, empathy and support. The last one (support) in particular has highlighted the importance of involving the patient's relatives in providing compassionate care. Conclusions: It is difficult to define exactly the meaning of compassion and compassionate care.This study has contributed to extend and deep the current knowledge in regard of the concept of compas-sionate care applied to assistance entities. Further research is needed in the field of compassionate care to strength the effectiveness of assistance provided by nurses.Key words: compassion; compassionate care; nursing, focus group

    La persona dentro il paziente: una ricerca qualitativa sulla dignití  delle persone assistite in ospedale

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    Scopo: la dignití  della persona assistita e il rispetto per quest'ultima sono aspetti imprescindibili della professione infermieristica. Sviluppare un sapere esperto è possibile qualora il professionista sanitario interpreti il proprio ruolo come soggetto coinvolto in maniera empatica. Lo scopo di questo studio è capire cosa influenzi la dignití  degli assistiti attraverso i loro vissuti al fine di comprendere come offrire assistenza umanizzante.Metodo: l'indagine è stata condotta nell'ospedale di Valcamonica, su un campione di 20 soggetti, qui ricoverati nell'agosto 2015, corrispondenti a predefiniti criteri d'inclusione. Come strumento è stata utilizzata un'intervista semistrutturata attraverso domande funzionali al quesito di ricerca.Risultati: la dignití  è considerata una caratteristica intrinseca in ogni essere umano. La maggior parte degli intervistati percepisce la dignití  come mantenuta, durante il ricovero ospedaliero. I fattori che possono influenzarla sono riassumibili in tre categorie: fattori legati al comportamento del personale sanitario, all'ambiente ospedaliero ed alle condizioni dell'assistito.Conclusioni: la dignití  è un concetto ad oggi astratto e nebuloso; ciò nonostante è qualcosa di cui ogni essere umano ha consapevolezza e sa quanto sia importante salvaguardarla. L'ambiente ospedaliero di per sé alienante e le condizioni di fragilití  e dipendenza che spesso accompagnano la malattia possono ledere la dignití . Un comportamento corretto e disponibile da parte di chi assiste è ciò che più aiuta a mantenerla; l'approccio clinico che tiene conto solo della malattia e non dell'individualití  della persona è inadeguato per ogni tipologia di assistito. Parole chiave: Dignití  degli assistiti, ospedalizzazione, assistenza infermieristica umanizzante. abstractThe person inside the patient: a qualitative research on the dignity of people assisted in hospital Aim: the dignity of the patient and the respect shown toward him are essential aspects of the nursing profession. Developing a qualified competence is possible only if healthcare professionals feel thoughtfully involved in their role. The purpose of this study is to understand, through actual patients' experiences of hospitalization, which are the key factors affecting patients dignity in order to recognize how to provide sensitive care.Method: The survey was conducted in Valcamonica's hospital, on a sample of 20 patients hospitalized here in August 2015, all corresponding to predefined inclusion criteria. The survey was carried out through semi-structured interviews including key questions, fundamental to survey purposes.Results: dignity is regarded by everyone as an intrinsic value of every human being. Main survey's result is that the majority of interviewees feel their dignity maintained during hospitalization. Factors that may affect patients dignity can be summarized in three main categories: factors related to healthcare professionals behavior, hospital environment and patients personal condition.Conclusion: dignity is today an undefined and ambiguous concept; nevertheless it is something that every human being is aware of and the importance to safeguard it is recognized by all of us. However, hospital itself and the conditions of weakness and dependence that often come along with the disease, can easily harm patient's dignity. Polite and accommodating behavior of healthcare providers is the best way to respect patients' dignity. In conclusion, the clinical approach which takes into account only the disease and not the individuality of the person is inadmissible for every category of patient.Key words: Dignity of the assisted person, hospitalization , humanizing nursing

    Il codice deontologico italiano e il tema della Giornata internazionale degli infermieri 2017 dell'ICN

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    Cari Associati e Lettori di Professioni infermieristiche, La responsabilití  di ciascuno è chiamata in causa dalla proposta fatta dalla Federazione nazionale dei Collegi di rivedere il nostro codice deontologico. La bozza del nuovo testo, elaborata da una Commissione appositamente costituita e guidata dalla Senatrice Annalisa Silvestro, ha gií  superato il vaglio di magistrato, avvocato e bioeticista. Un gruppo di infermieri di CNAI con competenze in questo ambito ha studiato e confrontato il testo della bozza presentata il 26 novembre 2016 ai Presidenti dei Collegi provinciali e presente sul sito della Federazione, con i codici precedenti, in particolare con quello del 1999 e quello in vigore del 2009. Le considerazioni espresse sono state condivise con il Consiglio di amministrazione e messe a disposizione sul nostro sito dal 19 febbraio. Stiamo cercando di attivare il dibattito, stimolare la partecipazione di tutti gli infermieri e operare in sinergia con i numerosi incontri che si sono succeduti in tutto il Paese ad opera, in particolare, dei componenti la Commissione di lavoro e organizzati dai Collegi provinciali IPASVI. La partecipazione alla consultazione, aperta il 6 febbraio, chiede di iscriversi al sito tramite il proprio Collegio di appartenenza e di inserire i commenti negli spazi predisposti accanto ai singoli articoli; è possibile anche qualche breve commento al termine dei capi in cui è articolato il codice. Ci si auspica che la consultazione sia ancora aperta all'uscita di questo numero di Professioni infermieristiche, in modo da coinvolgere il maggior numero possibile di infermieri e farli partecipare in modo attivo ed informato. A questo proposito sorgono alcune domande: a fronte dei numerosi nodi irrisolti della professione infermieristica italiana, intervenire con questa radicale mutazione1 del nostro codice era l'azione più urgente? La decisione di destinare risorse, tempo ed energie per modificare l'attuale testo è partita dalle reali esigenze dei professionisti e da ciò che chiedono i cittadini? Una consultazione capillare, unita alla dovuta sensibilizzazione e formazione su un tema cosí¬ rilevante non avrebbe dovuto precedere l'elaborazione del documento? Ciò che preoccupa è la rilevanza che il testo scritto di un codice deontologico ha per tutelare proprio i cittadini e gli appartenenti alla professione e, in norme come questa, la presenza di una virgola o di un termine hanno un peso notevole. Si vuole essere positivi e auspichiamo una folta partecipazione di tutti e una revisione del testo presentato poiché, specie chi è in ambito clinico, necessita di uno strumento che lo sostenga e indirizzi nelle decisioni da prendere ogni giorno

    Miglioramento dell'efficienza nel blocco operatorio: uno studio osservazionale e multidimensionale nell'Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma

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    Scopo. Le sale operatorie (SOs) sono strutture organizzative caratterizzate da un elevato grado di complessití  organizzativa e gestionale che pone un attento monitoraggio dei processi produttivi, in una logica "spendingreview". Pertanto diviene necessario pianificare interventi di miglioramento ove questi siano applicabili. È in questo contesto che è stata realizzata questa indagine, al fine di migliorare l'efficienza del servizio reso a parití  di costiMetodi. E' stato realizzato una analisi organizzativa tra i mesi di Aprile e Dicembre 2016 su un blocco operatorio dell'azienda ospedaliera, applicando la metodologia "process management" alla realtí  delle SOs. Il progetto ha coinvolto due aree chirurgiche dello stesso blocco operatorio, quali l'area elettiva chirurgica multi-specialistica (BOE) e quella cardio-chirurgica (CCH). L'analisi dei processi ha visto coinvolti i tre percorsi prodotto, paziente e sicurezza, su differenti prospettive: prospettiva "asis", di processo e stakeholder. I dati sono stati elaborati per statistica descrittiva, e il t di student è stato utilizzato per determinate la differenza tra due medie, considerando significativo un p-value< 0.05. Il coefficiente di variazione (CV) è stato utilizzato per descrivere la variabilití  dei dati rilevati.Risultati: Il percorso prodotto (asis) ha permesso di descrivere i tempi per le attivití  relativi alla logistica inbound. Sia per il BOE che per la CCH le attivití  settimanali con maggiore impegno temporale sono state la verifica e lo stoccaggio dei farmaci e dei presidi (130[DS=±14] per la prima e 30[DS=±18] per la seconda). I tempi medi di allestimento sala, calcolati separatamente per il primo intervento erano di 27 (SD = ± 17), e per gli interventi successivi di 15 (SD=± 10), ove si evidenzia una differenza significativa di 12 minuti tra i due tempi (p<0,001). In CCH si segnala una elevata variabilití  dei tempi rilevati per queste operazioni (CV= 82%). L'outcome del percorso prodotto, attraverso la prospettiva degli stakeholders, ha fatto emergere discreti valori medi di soddisfazione degli infermieri, dei chirurghi (2.9 vs 2.3) degli anestesisti (2.8 BOE vs 2.4 CCH). Il fattore "trasporto da un padiglione esterno" ha influenzato negativamente la percezione dei pazienti: i tempi sono risultati nettamente ridotti per coloro che afferivano alla CCH rispetto al BOE (p<0,001). I risultati del percorso sicurezza hanno fatto emergere una moderata criticití  sia in relazione al riordino a fine seduta operatoria, sia in relazione al ritardo dell'inizio del primo intervento programmato.Conclusioni. Ogni sforzo deve essere diretto ad individuare e risolvere sprechi e situazioni che limitano la produttivití , al fine di permettere la migliore erogazione di prestazioni assistenziali e mediche ai pazienti. L'implementazione di un modello lean, può potenziare quei processi che portano efficienza e qualití , limitando sprechi e tempi improduttivi, utili a migliorare la percezione sia del cliente esterno che di quello interno. Parole chiave: Gestione, Sala Operatoria, Scienze Infermieristiche, Organizzazione Snella, Efficienza.Improving operating room efficiency: an observational and multidimensional approach in the San Camillo-Forlanini Hospital, RomeAim. The management of operating rooms (ORs) is a complex process which requires an effective organizational scheme. In order to amore convinient allocation of resources a rigorous monitoring plan is needed to ensure operating rooms performances. All the necessary actions should be taken to improve the quality of the planning and scheduling procedure.Methods. Between April-December, 2016 an organizational analysis has been carried out on the performances of the A.O. S. Camillo-Forlanini Hospital Operating Block applying the "process management" approach to the ORs efficiency. The project involved two different surgical areas of the same operating block the multi-specialist and elective surgery and cardio-vascular surgery. The analyses of the processes was made through the product, patient and safety approach and from different points of view: the "asis", process and stakeholder perspectives. Descriptive statistics was used to process raw data and Student's t-distribution was used to assess the difference between the two means (significant p value Ë‚0,05). The Coefficient of Variation (CV) was used to describe the variabilityamong dataResults. The asis approach allowed us to describe the ORs inbound activities. For both operating block the most demanding weekly commitments in terms of time turned out to be the inventory management procedures of controlling and stocking medicines, general medical supplies and instruments (130[DS=±14] for BOE and 30[DS=±18] for CCH. The average time spent on preparing the operating room, separately calculated starting from the first surgical case, was of 27 minutes (SD=± 17) while for the following surgical procedures preparation time decreased to 15 minutes (SD= ± 10), which highlighted a meaningful difference of 12 minutes (pË‚0,001). A great variability was registered in CCH due to the unpredictability of these operations (CV 82%). The stakeholders' perspective revealed a reasonable level of satisfaction among nurses and surgeons (2.9 vs 2.3, respectively) and in anesthesiologist (2.8-BOE vs 2.4 CCH).Being brought to the surgical suite from an "external Unit" seems to have negatively influenced the patient's perception: preparation time turned out to be significantly lower for CCH patients rather than BOE ones (pË‚0,001).The results of the safety procedure approach highlighted a moderate criticality in terms of cleaning up time and delay in the starting time of the first surgical case.Conclusions. More effort should be made to avoid any slowdown during the whole process. It is advisable to implement a lean system that may improve efficiency and quality of the service to reduce wastes and unproductive times. This would inevitably generate a more positive outcomes.Key Words: Management, Operating Room, Nursing, Lean Organization, Efficiency 

    Valutazione del dolore in soggetti con deterioramento cognitivo lieve-moderato: uno studio trasversale su anziani italiani istituzionalizzati

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    Introduzione. Il dolore è uno dei problemi più frequenti nelle persone anziane istituzionalizzate con decadimento cognitivo. Questo sintomo è spesso sottovalutato e sottostimato. L'utilizzo delle scale di accertamento auto-compilate è generalmente la metodica più consona anche nei soggetti con lieve-moderata demenza. La letteratura dispone di numerose scale unidimensionali auto-compilate, ma i risultati degli studi portano a conclusioni considerevolmente diverse nel raccomandare la scala più appropriata. Scopo. Il presente lavoro ha la finalití  di comparare tre scale unidimensionali per accertare il dolore negli anziani residenti in due case di riposo.Metodo. Sono stati reclutati 84 anziani con punteggio medio al Mini-Mental State Examination pari a 18. Il dolore è stato valutato somministrando consecutivamente le scale Faces Pain Scale (FPS), Numeric Rating Scale (NRS), Verbal Rating Scale (VRS). La raccolta dati è stata fatta da un professionista non dipendente delle due case di riposo, con pregressa idonea formazione all'uso delle scale.Risultati. I risultati mostrano che la prevalenza di dolore è tra il 60-70%. L'accordo tra le scale è risultato elevato ed altamente significativo (p=0,0001) anche se il tempo di compilazione della Faces Pain Scale è sensibilmente superiore alle altre due (p=0,0001).Conclusione. I risultati suggeriscono l'implementazione di queste scale nei vari protocolli operativi considerando il tempo di compilazione e le preferenze dei pazienti.Parole chiave: anziano, demenza, misurazione del dolore, prevalenza.Unidimensional scales for dementia: a cross-sectional study in elderly Italian retirement houses residentsBackground. The pain in instituzionalized elderly people with cognitive impairment is common. This symptom is severely under-reported and under-treated within this population. Evaluation of pain intensity is an essential component of pain assessment. Self-report approach to pain assessment is generally regarded as the gold standard of pain measurement in people with mild and moderate cognitive decay. The literature demonstrated more different unidimensional self-report scales but the conclusions of the studies suggested often the utilization of different scales.Aim. The goal of this study was to compare three different unidimensional pain assessment scales to be used with 84 instituzionalized elderly people with an average Mini-Mental State Examination score of 18. Method. This was a descriptive cross-sectional study. The pain assessment was carried out by administering the three scales Faces Pain Scale (FPS), Numeric Rating Scale (NRS), Verbal Rating Scale (VRS).Results. The results showed that the prevalence of pain was 60-70%. All three pain intensity scales had good reliability and validity (p=0.0001); The compilation time of Faces Pain Scale most above than the other two scales (p=0.0001).Conclusion. The findings of this article support the implementation of these scales in operative protocols considering the compilation time and preferences of the patients.Key words: aged, dementia, pain measurement, prevalence

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