Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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    Il regime di riposizionamento è efficace per la prevenzione di lesioni da pressione? Sinossi di revisioni sistematiche

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    INTRODUZIONE. Il regime di riposizionamento è un intervento raccomandato dalle linee guida e tradizionalmente impiegato nella pratica assistenziale quotidiana ma il suo beneficio per prevenire le lesioni da pressione (LDP) non è clinicamente provato. Obiettivo. Determinare l'effetto del regime di riposizionamento per prevenire le LDP.METODI. E' stata condotta in data 23 marzo 2017 una ricerca su cinque database elettronici (The Cochrane Library, Medline, Embase, CINAHL, Web of Science). I record restituiti dalla strategia di ricerca sono stati analizzati in modo indipendente e quelli che rispettavano i criteri di inclusione sono stati reperiti in versione integrale. Sono state incluse nella sinossi revisioni sistematiche di sperimentazioni cliniche controllate o di studi quasi sperimentali che confrontassero il regime di riposizionamento con le cure usuali. Per la valutazione di qualití  è stata impiegata la AMSTAR checklist.RISULTATI. Cinque revisioni sistematiche hanno rispettato i criteri di inclusione. La qualití  metodologica degli studi inclusi è stata molto eterogenea. Rispetto alle cure usuali, l'intervento non è associato ad una riduzione statisticamente significativa di LDP.DISCUSSIONE. I pochi e piccoli studi disponibili non consentono di accertare un beneficio dall'intervento, qualora ci sia. Attualmente l'applicazione di un regime di riposizionamento individualizzato sembra una soluzione ragionevole. Occorrono ulteriori ricerche per confermare che una maggiore frequenza di riposizionamento e l'assunzione del decubito laterale di 30° contribuiscono a prevenire le LDP. E' necessario inoltre valutare l'impatto economico, l'accettabilití  e i rischi connessi all'intervento.CONCLUSIONI. Ancora non è chiaro il ruolo del regime di riposizionamento per prevenire le LDP.Is repositioning regimen effective to prevent pressure injuries? Synopsis of systematic reviews.PAROLE CHIAVE. Efficacia, regime di riposizionamento, lesioni da pressione, sinossi. abstractINTRODUCTION. Repositioning regimen is an intervention recommended by guidelines and traditionally used in daily care practice but its benefit for preventing pressure injuries (PI) is not clinically proved. Objective. To determine the effect of repositioning regimen to prevent PI.METHOD. A research on five electronic databases (The Cochrane Library, Medline, Embase, CINAHL, Web of Science) was conducted on March 23, 2017. Records returned by the search strategy were independently analyzed and those that respected inclusion criteria have been found in full text. In synopsis have been included systematic reviews of controlled clinical trials or quasi-experimental studies that compare repositioning regimen with usual care. The AMSTAR checklist has been used for quality evaluation.RESULTS. Five systematic reviews met inclusion criteria. The methodological quality of included studies have been very heterogeneous. Compared to usual cares, intervention is not associated with a statistically significant reduction of PI.DISCUSSION. A few and small available studies do not allow to ascertain a benefit from the intervention, if any. At the moment, the application of an individualized repositioning regimen seems a reasonable solution. Further researches are needed to confirm that a more frequent repositioning and a 30° lateral decubitus intake help to prevent PI. It is also necessary to evaluate the economic impact, the acceptability and risks associated with the intervention.CONCLUSIONI. It is still unclear the role of repositioning regimen to prevent PI. Keywords. Effectiveness, repositioning regimen, pressure injuries, synopsis

    Lived experience of patients with glaucoma glaucoma: a phenomenological study

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    INTRODUCTION: Glaucoma is often a misdiagnosed pathology and is one of the main causes of blindness in the world population.Glaucoma frequentlycauses limitations in theactivities of daily livingand changes the patient's quality of life. AIM: The purpose of our study is to describe the life experiences of subjects in southern Italy suffering from glaucoma.METHOD: Phenomenological studyRESULTS: From the analysis of interviews six main themes emerged:(1) a profound change in lifestyle, (2) casual diagnosis,(3) independent research,(4) fear of blindness,(5) fear of being a burden to family, and (6) fear of familial pathology. Two additional themes appeared: the subjects felt lucky not to have a deadly disease and were uncertain about the future.CONCLUSION: The negative aspects prevail over any positive facets. A deep understanding of these experiences can help health care professionals to deliver correct holistic support. Keywords: Glaucoma, lived experience, phenomenological studyL'esperienza di vita dei pazienti con glaucoma: uno studio fenomenologicoINTRODUZIONE: Il glaucoma è una delle principali cause di cecití  nel mondo. Spesso la sua diagnosi avviene in maniera occasionale; tale patologia comporta limitazione nella vita quotidiana dei soggetti che ne sono affetti, alterando la qualití  di vita.SCOPO: Lo scopo del nostro studio è quello di descrivere l'esperienza di vita dei soggetti affetti da glaucomaMETODO: una metodologia fenomenologica è stata utilizzata per questo studioRISULTATI: Dall'analisi delle interviste sono emersi sei temi principali: (1) un profondo cambiamento nello stile di vita, (2) la diagnosi casuale, (3) la ricerca indipendente, (4) la paura della cecití , (5) la paura di essere un peso per la famiglia e (6) la paura di patologia familiare. Due temi aggiuntivi sono apparsi: i soggetti si sentivano "fortunati di non avere una malattia mortale" e "incerezzai circa il futuro".CONCLUSIONI: Gli aspetti negativi prevalgono su tutte le sfaccettature positive. Una profonda comprensione di queste esperienze può aiutare gli operatori sanitari a fornire una corretta assistenza olistica ed a ideare programmi educative specifici.Parole chiave: Glaucoma, esperienza di vita, studio fenomenologic

    I temi più citati nella ricerca nell'ambito della Salute Mentale: analisi di sei riviste internazionali infermieristiche e mediche

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    Introduzione: L'obiettivo della revisione è individuare le tematiche principali su cui si è concentrata maggiormente la ricerca infermieristica e medica nell'ambito della salute mentale, valutarne le differenze e discutere le problematiche che possono sorgere nello svolgimento della ricerca in questo settore.Metodi: Abbiamo analizzato la ricerca pubblicata in 4 riviste specialistiche della salute mentale/psichiatria: International Journal of Mental Health Nursing, Archives of Psychiatric Nursing; American Journal of Psychiatry, Australian and New Zeland Journal of Psychiatry e in 2 riviste generaliste dell'area infermieristica e medica: Journal of Advanced Nursing e Lancet. Gli anni considerati 2012-2015 per le riviste specialistiche, il secondo semestre del 2012 e 2014 e il primo del 2013 e 2015 per le generiche. Esclusi gli editoriali, i commenti, i contributi riguardanti modelli, teorie. Dalla lettura e conseguente analisi sono stati individuati 9 temi e per ogni tema le categorie di pertinenza. Per la categoria diagnostica il riferimento è l'International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems - versione 10 (ICD-10). Risultati: Dall'analisi di 2099 abstracts emerge un orientamento generale della ricerca sui disturbi dell'umore, schizofrenia, dipendenze e co-morbidití . Nella ricerca medica, gli antidepressivi sono i farmaci più studiati e tra le psicoterapie, la terapia cognitivo comportamentale. Nella ricerca infermieristica: la relazione infermiere-paziente, l'aderenza e monitoraggio della terapia farmacologica, l'organizzazione delle cure, il clima lavorativo, la formazione infermieristica e l'efficacia di training. La sperimentazione clinica è più frequente nella ricerca medica, si dimezza in quella infermieristica dove prevale la ricerca qualitativa. Conclusioni: La sfida della ricerca sarí  quella di trovare un nuovo paradigma adeguato alla psichiatria del futuro che avrí  a disposizione dati sul genoma del singolo paziente e che dovrí  utilizzare, routinariamente, biomarkers per una terapia personalizzata. Ulteriore sfida potrebbe essere la promozione di progetti di ricerca collaborativa tra infermieri e medici e l'acquisizione di competenze nuove degli operatori necessarie per affrontare la riduzione dell'aspettativa di vita dei pazienti psichiatrici, per la cura delle patologie organiche, oltre alla gestione della psicopatologia.Parole chiave: ricerca infermieristica in ambito psichiatrico, ricerca medica in ambito psichiatrico, salute mentale.The most cited themes in the research in the field of Mental Health: analyses of six international nursing and medical journals Introduction: The review aimed to identify and analyse the future development on the topic by analysing the main themes discussed in number of scientific journal focused on Mental Health both by nurses and physicians..Method: 4 international journals focused on Mental health and psychiatry International Journal of Mental Health Nursing, Archives of Psychiatric Nursing, American Journal of Psychiatry, Australian and New Zeland Journal of Psychiatry as well as two journal focused generically on health, Journal of Advanced Nursing and Lancet were scrutinized. We have analysed the papers of 2012-2015 for the specialised journals and last and first 6 months of 2012 and 2013 and 2014-2015 for the generic. Editorials, comments and contributions regarding theoretical models were exluded. From the analysis we identified 9 themes and for each theme the pertinent category. For the diagnostic grouping we used the International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems 10th Revision.Results: A trend in research about mood disorders, schizophrenia and addictions and comorbidity emerged according to the 2099 abstracts analysed. Within medical research antidepressants were the most studied psychotropic medication and cognitive behaviour therapy was the most studied psychotherapy. Within nursing research: the nurse–patient relationship, adherence and monitoring of pharmacological therapy, the treatment planning and the working environment, the nursing training and its efficacy. The clinical research trials were twice as frequent in the medical versus nursing research where qualitative research prevails.Conclusions: The research challenge will be to find a new paradigm fit for the future psychiatry having at its disposition the patient's genoma, and needing to routinely use biomarkers for a personalised therapy. A further challenge might be the promotion of interprofessional research between doctors and nurses and the acquisition of new competences of health professionals needed to tackle the reduced life expectancy of psychiatric patients and to address not only their mental illnesses but also their physical ailments.Key words: psychiatric nursing research, psychiatric medical research, mental health

    Che cosa gli infermieri vedono? Frequenza e tipologia degli sprechi in area medica e chirurgica: studio cross-sectional

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    Scopo. Documentare la frequenza e la tipologia degli sprechi nella pratica clinica infermieristica nonché le differenze tra l'area medica e chirurgica.Metodo. È stato condotto uno studio cross-sectional in un'Azienda Sanitaria del nord Italia. La raccolta dati, condotta su 100 infermieri nel settembre 2015, è stata effettuata con un questionario semi-strutturato costituito da 56 item suddivisi in 8 dimensioni di spreco (Sovrapproduzione/Sottoutilizzo, Attese, Scorte, Processo, Disservizi ed errori, Trasporto materiali e flussi informativi, Movimenti, Dispersione delle conoscenze).Risultati. Nella settimana lavorativa sono stati segnalati 2028 sprechi, con una media di 20.2 ±9.2 infermiere. Settecentocinquantanove (37.4%) di essi si sono verificati in area medica, mentre 1269 (63.6%) in area chirurgica. Nella dimensione "processo" si è verificato il maggior numero di sprechi (398; 19.6%). Nelle diverse dimensioni le principali tipologie di spreco sono state: l'uso improprio di energia (30.0%), l'attesa del medico (17.1%), la carenza di materiali (33.1%), l'eccesso di risorse umane distribuite in modo non ottimale (31.8%), la disponibilití  di risorse umane inferiore alle esigenze organizzative (22.4%), le prescrizioni terapeutiche incomprensibili e/o incomplete da parte del medico (22.6%), la ricerca di presidi in magazzini lontani o esterni al reparto (23.9%), il trasferimento di utenti da un reparto ad un altro (30.0%) e la ridotta applicazione delle evidenze scientifiche nella pratica clinica (51.7%). Non sono emerse differenze significative tra le due aree cliniche indagate (p-value = 0.480).Conclusioni. Lo studio rappresenta un contribuito al dibattito nazionale sul fenomeno degli sprechi in ambito sanitario e fornisce utili spunti di riflessione sulle possibili strategie di contenimento.Parole chiave: spreco, infermieri, pratica clinica, studio cross-sectionalWhat nurses see? Occurrence and typology of wastes in medical and surgical wards: a cross-sectional study.Aim. To describe the occurrence and the typology of waste in the nurses clinical practice as well as the differences between the medical and surgical area.Method. A cross-sectional study was conducted in a north eastern Italian hospital. Data collection, conducted on 100 nurses in September 2015, was carried out using a semi-structured questionnaire consisting of 56 items and eight dimensions (Overproduction / Underutilisation, Wait, Stocks, Process, Inefficiency and Errors, Material Transport and Information Flows, Movements, Dispersion of Knowledge).Results. In a nurses' working week 2,028 ± 9.2 waste occurrences were reported, with an average of 20.2 ±9.2 per nurse. Seven hundred fifty-nine (37.4%) of them occurred in the medical area, while 1,269 (63.6%) occurred in the surgical area. The most frequent number of waste (398; 19.6%) occurred in the "Process" dimension. Across the investigated dimensions, the main types of waste were: the inappropriate use of energy (30.0%), waiting for the physician (17.1%), shortage of materials (33.1%), the excess of human resources distributed in a sub-optimal manner (31.8%), human resources shortage (22.4%), incomprehensible and/or incomplete therapeutic prescriptions (22.6%), the search of materials in distant warehouses or in outside locale (23.9%), the transfer of team members from one department to another (30.0%), and limited application of scientific evidence in clinical practice (51.7%). No statistical differences emerged between the two investigated clinical areas (p-value = 0.480).Conclusions. The study is a contribution to the national debate on the phenomenon of waste in health care organizations, and provides useful insights on the possible strategies of its containment. Key Words: waste, nurses, clinical practice, cross-sectional stud

    Gli infermieri italiani richiamati alle armi nella seconda guerra mondiale: l'epistolario degli anni di prigionia

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    Scopo: Il presente lavoro ha lo scopo di diffondere la corrispondenza inerente la prigionia di infermieri italiani richiamati alle armi durante la seconda guerra mondiale. Si è voluto conoscere se la professione ne avesse influenzato le condizioni e la liberazione.Metodo: Sono stati analizzati 88 fascicoli personali d'infermieri civili in servizio nell' Ospedale Maggiore di Milano e inviati al fronte nel periodo compreso tra il 1940 e il 1945. I documenti sono stati reperiti nell'archivio storico dell'ospedale milanese dal dicembre 2011 al gennaio 2013. Per l'analisi delle fonti è stato applicato il metodo di ricerca storica secondo Chabod (2012) e per ogni infermiere recluso si è selezionata la presentazione di una lettera olografa originale.Risultati: Si è scoperta la corrispondenza inviata alla famiglia di 4 prigionieri. Dalla trama emerge, oltre all'amore per la Patria e la libertí , il tentativo di rassicurare i propri cari. Si sono inoltre ritrovate istanze inviate dall'amministrazione ospedaliera all'esercito germanico per richiederne il rilascio. A seguito di una di queste, un infermiere è stato liberato.Conclusioni: Il presente contributo delinea come l'essere infermieri di un Ospedale negli anni della seconda guerra mondiale avesse influito sulle condizioni di internamento. Molto vi è ancora da ricercare per restituire la memoria dell'apporto determinato dalla professione in un periodo drammatico della storia del nostro paese.Parole chiave: infermieri, prigionia, seconda guerra mondiale Italian male nurses called to arms in World War II: the letters of the years of imprisonmentAim: During the Second World War the male staff of assistance in the Italia hospitals was called to arms.This work concerns the letters sent by the male nurses who were captured by the Germans and put in prison. The aim is to know whether their profession had somehow affected their living condition in jail and had favoured their release or not.Method: 88 personal files of nurses on duty in Ospedale Maggiore and sent to the front during the period between 1940 and 1945 have been studied. The documents are kept in the historical archive of the Ospedale Maggiore of Milan and the research covered the period from December to January 2013. The sources have been analyzed according to Chabod's method of historical research (2012). 4 prisoners have been found among the 88 files of soldiers and handwritten letter has been selected for each one.Results: These letters the attempt of the prisoners to reassure their loved ones emerges. Moreover, in the files of the prisoners' formal request for their release sent by hospital board were found. As a result one of the prisoners was released.Conclusions:This paper suggests that the fact of being a nurse in a hospital influenced the conditions during tha period of captivity. Much is still to be found to shed light on a dramatic period of our country and to restore the memory of the contribution given by the profession.Keywords: male nurses, imprisonment, World War II

    La nuova Vision del Consiglio internazionale degli infermieri

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    Questo primo numero del 2017 non può che iniziare con un caloroso augurio che questo nuovo anno porti serenití , pace e – perché no? – meritate gratificazioni a tutti gli infermieri italiani. Molte delle soddisfazioni per gli infermieri sono collegate ai luoghi in cui trascorrono gran parte del loro tempo: servizi socio-sanitari, unití  operative ospedaliere, ambulatori, strutture residenziali per anziani e disabili, servizi di salute mentale, domicilio delle persone che chiedono il loro intervento, centrali operative di primo soccorso ed emergenza, servizi di cure palliative e Hospice. Non possiamo dimenticare poi i vari livelli orga- nizzativi, la formazione, la ricerca clinica e sanitaria, la salute militare e la polizia, i nostri colleghi che lavorano nelle carceri, e l'elenco potrebbe continuare ancora. L'augurio è che l'ambito di lavoro di ciascuno sia più aperto alle innovazioni, più sereno grazie alle positive relazioni tra tutti gli operatori sanitari, più rispettoso del contributo di ciascuno per affrontare e risolvere i problemi di salute delle persone.L'ICN rappresenta la voce degli infermieri di tutto il mondo. Influenziamo le politiche sanitarie, sociali ed economiche a livello nazionale, regionale e internazionale, attraverso la condivisione di prove di efficacia e delle migliori pratiche. L'ICN aspira a un mondo in cui i diritti umani siano rispettati e protetti, compreso il diritto delle attuali e future popolazioni a un ambiente sicuro, salubre e sostenibile. Operiamo in partnership e collaborazione per far progredire la professione e mi- gliorare in ogni luogo il benessere degli infermieri e della salute delle popolazioni e a chiedere il rispetto dei valori culturali, dei costumi e delle credenze spirituali.Il 2017 è l'anno in cui si svolgeranno le elezioni dei nuovi rappresentanti del Board dell'ICN e saremo chiamati a esprimere il nostro voto. Il quadriennio che ha visto come Presidente la canadese Judith Shamian, che abbiamo avuto il piacere di incon- trare a Milano il 23 novembre 2014, è stato connotato dalla più forte presenza degli infermieri in Commissioni di lavoro in organismi internazionali di spicco: le Nazioni Unite (UN), l'Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica (OECD), l'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), L'Organizzazione mondiale della sanití  (WHO). Non si può dire che non abbia davvero fatto di tutto per tener fede alla parola scelta per il suo mandato: "IMPATTO". Pur con le nostre limitate risorse abbiamo cercato di dare eco a questo impegno anche grazie alle pagine della nostra Rivista. L'innovazione del nostro organo di stampa continuerí , per rispondere sempre più alle mutate esigenze della professione infermieristica e del nostro contesto sociale. Il passaggio all'edizione on-line potrí  dare più spazio a contributi ed esperienze di associati e colleghi, senza limitare la parte scientifica indicizzata, che aumenterí  il numero di articoli in inglese con contributi internazionali.Questo quadriennio di presidenza di Judith Shamian si conclude con una revisione della Vision dello stesso Consiglio inter- nazionale degli infermieri (ICN) da parte del Board, che riportiamo qui di seguito per due principali motivi. Innanzitutto perché dice della forza dell'ICN, dovuta alla continua tensione alla massima inclusivití  e globalití  che vede fra i suoi membri Enti rego- latori della professione, Associazioni generaliste, Associazioni che svolgono anche – per storia, nel loro Paese – attivití  sinda- cali. È sempre più importante l'unití  e il contributo di tutti e, la condivisione di esperienze, idee e risultati ottenuti negli anni da colleghi di paesi anche molto lontani dal nostro, è impagabile. Il secondo motivo per cui si propone questa nuova Vision è perché evidenzia il ruolo che in parte gií  ha, e che potrebbe avere di più, la nostra professione in Italia

    La documentazione "infermieristica" al manicomio Paolo Pini di Milano negli anni dal 1944 al 1947 - The written nursing reports of the asylum "Paolo Pini" of Milan, from 1944 to 1947

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    INTRODUZIONE: Il lavoro analizza la documentazione redatta dal personale di assistenza presso il manicomio Paolo Pini dal 1944 al 1947. SCOPO: descrivere l'evoluzione della documentazione infermieristica nel suo aspetto quanti- tativo e qualitativo; verificare se l'evoluzione della documentazione arricchisce la descrizione della persona assistita, mostra una integrazione tra assistenza medica e infermieristica, mostra responsabilití  (ad esempio con l'apposizione della firma).METODO: E' stato analizzato un campione di convenienza di 355 cartelle cliniche. Sono stati identificati i documenti attinenti l'assistenza infermieristica facendo riferimento al modello teorico di Marisa Cantarelli. Le caratteristiche delle registrazioni sono state confron- tate con quelle richieste attualmente in letteratura. Laddove erano presenti firme identifica- bili si è cercato riscontro nei fascicoli del personale della Provincia di Milano.RISULTATI: sono stati identificati 219 documenti relativi alla assistenza. Il documento evolve negli anni assumendo una struttura predefinita, diviene un modulo prestampato; il suo utilizzo si diffonde in tutti i reparti. Il documento tratta dei bisogni di assistenza infermieristica, le registrazioni evolvono negli anni divenendo sempre più dettagliate e regolari nel tempo.CONCLUSIONI: la documentazione dell'assistenza al Paolo Pini evolve in quattro anni, miglio- rando in completezza e continuití ; il documento è parte della cartella clinica e dimostra una integrazione tra medici ed infermieri. L'evoluzione dello strumento di registrazione dell'assi- stenza testimonia l'esigenza di documentare e migliorare l'agire assistenziale.PAROLE CHIAVE: Assistenza infermieristica psichiatrica, storia dell'assistenza infermieristica, manicomi.ABSTRACTThe work provides the analysis of the nursing reports written by the nursing staff on duty at the asylum "Paolo Pini" from 1944 to 1947.OBJECTIVE: description of the nursing report evolution, analyses of the quantitative and qualitative matters. Study of the evolution of the records: enhancement of the description of the patient, integration between medical and nursing assistance, assumption of responsi- bility (for instance through the signature).METHODS: a sampling of 355 medical records has been analysed. The nursing records have been identified according to the theoretical model of Marisa Cantarelli. They have been compared with the current standard reported in literature. If recognizable signatures were present, they have been checked in the archives of the Province of Milan.RESULTS: 219 records concerning nursing assistance have been selected. The record changed during the years assuming a definite structure, and became a pre printed form; its use spread in all the wards of the hospital. The record deals with nursing assistance needs, and improves during the years becoming more and more detailed and regular.CONCLUSIONS: during the analysed time frame, the nursing reports at "Paolo Pini" improve and become more exhaustive and regular; they prove to be part of the medical record, showing a good integration between doctors and nurses activities. The evolution of this tool confirms the need of highlighting and improving the assistance practice.KEY WORDS: Psychiatric nursing, history of nursing, asylum

    La leadership etica del coordinatore come fattore determinante i comportamenti organizzativi degli infermieri, nei luoghi di cura - The ethical leadership of the nursing ward managers as a key determinant of nurses' organisational behaviours in the healthcare settings

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    OBIETTIVO: L'obiettivo principale di questo studio è quello di esaminare l'influenza della leadership etica del coordinatore sulle emozioni (positive e negative) degli infermieri e sui comportamenti agiti durante la loro attivití  clinica.METODO: E' stato somministrato un questionario in modalití  cartacea, composto da scale validate e presenti in letteratura a un campione di 347 infermieri di una realtí  ospedaliera universitaria. I dati sono stati analizzati con il test di correlazione di Pearson e con un modello di equazioni strutturali.RISULTATI: Lo stile di leadership etico del coordinatore ha una stretta relazione con la messa in atto di comportamenti di cittadinanza organizzativa e dei comportamenti controprodut- tivi degli infermieri, dove le emozioni giocano un ruolo centrale. Le emozioni positive svol- gono un ruolo di mediazione totale nella relazione tra leadership etica e comportamenti di cittadinanza organizzativa, mentre le emozioni negative sono un mediatore parziale nella relazione tra la leadership etica e comportamenti controproduttivi.CONCLUSIONI: La leadership etica agisce sui comportamenti agiti dagli infermieri, come definito nei processi di modeling. I comportamenti organizzativi degli infermieri sono cruciali per gli outcome delle strutture sanitarie. Pertanto la leadership etica del coordinatore condi- ziona indirettamente la qualití  dell'assistenza e delle cure offerte ai malati.PAROLE CHIAVE: Comportamenti controproduttivi, comportamenti di cittadinanza organiz- zativa, Etica, Infermieri, Leadership ABSTRACTAIM: The main aim of this study is to examine the influence of the coordinator's ethical leadership on nurses' emotions (i.e., positive and negative) and work behaviours. METHOD: A questionnaire was administered in paper format, including well-validated scales reported in literature, to a sample of 347 nurses working in a university hospital. A struc- tural equation model has been tested after examining Pearson's correlations among study variables.RESULTS: The coordinator's ethical leadership is strongly related to the implementation of nurses' organisational citizenship behaviour and counterproductive work behaviour, which are influenced by their emotions. Positive emotions fully mediate the relationship between ethical leadership and organisational citizenship behaviour, while negative emotions partially mediate the relationship between ethical leadership and counterproductive work behaviour.CONCLUSIONS: Ethical leadership acts on nurses' organisational behaviour, as described in the modelling process. The nurses' organisational behaviour is crucial to the outcome of the health care service. Therefore, the ethical leadership indirectly affects the quality of the care and the cure offered to the patients.KEYWORD: Counterproductive Work Behavior, Ethical, Leadership, Nurses, Organizational Citizenship behavio

    The role of locally-designed organizational artifacts in supporting nurses' work: and ethnographic study on the wards

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    Introduction: This paper aims to describe how nurses' planning and coordination work is performed through the use of locally designed tools (i.e., diaries, planners, reminders, and organizers). These tools are investigated as the materialization of organizational work, thus offering a complementary perspective on nursing practice to that proposed by the professional mandate and supported by official artifacts in use.Method: Ethnographic study.Results: By analyzing locally designed artifacts, the rationale that enables nurses to make the flow of activities work is highlighted and explained. Evidence is provided by a description of how nurses' tacit knowledge is reified and embedded into objects produced by the nurses themselves. Implications for the design of digital systems supporting nursing practice are discussed.Conclusion: The analysis of these artifacts has allowed an understanding of practices used by the nurses to manage the workflow in the wards.Keywords: locally designed artifacts, organizational artifacts, nursing, ethnography.Il ruolo dei "Locally Designed artifacts" nel lavoro infermieristico: uno studio etnografico in repartoIntroduzione: il presente contributo si propone di descrivere le funzioni di alcuni strumenti "locally designed", non sostenuti istituzionalmente, che supportano il lavoro quotidiano degli infermieri nei reparti ospedalieri. Questi strumenti, concepiti come artefatti organizzativi, possono essere considerati come "prodotti" del lavoro degli infermieri per la gestione del reparto nella sua complessití  organizzativa. Tali artefatti sono dunque in grado di offrire una diversa prospettiva circa le pratiche lavorative degli infermieri in reparto, che potremmo definire "complementare" rispetto a quella "tradizionale" proposta dal mandato professionale degli infermieri (centrata sulla relazione di cura con il paziente) e sostenuta da artefatti istituzionali (es. la cartella clinica).Metodo: studio etnografico.Risultati: i risultati, discussi alla luce dell'Activity Theory, hanno evidenziato la necessití  di sviluppare un nuovo dialogo in merito al lavoro degli infermieri in reparto, che tenga conto delle reali attivití  svolte, per la progettazione di nuovi strumenti organizzativi a supporto delle medesime.Conclusioni: l'analisi di questi artefatti ha consentito, da una parte, l'emergere delle logiche e dei significati co-costruiti e attribuiti al "fare" organizzativo, dall'altra la comprensione delle prassi di cui si avvalgono gli infermieri per gestire i flussi di lavoro in reparto.Parole Chiave: artefatti "locally designed", artefatti organizzativi, professione infermieristica, etnografia

    The experience of educational quality in undergraduate nursing students: a phenomenological study

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    Aim. The evaluation of academic education has become crucial in the European Union since the Bologna Process encouraged all European universities to reach high quality standards in education. Although several studies have been conducted on the quality of undergraduate nursing education, few studies have explored this topic from the students' perspective. The purpose of this study was to describe the experience of educational quality in undergraduate nursing students.Methods. The phenomenological method was used to study 55 students (mean age 24 years; 73% female) pursuing a baccalaureate degree in nursing in three universities in central Italy.Results. The following five themes emerged from the phenomenological analysis: 1) quality of faculties: teaching skills, preparation, sensitivity to students, self-discipline; 2) theory–practice integration and communication between teaching and clinical area; 3) general management and organization of the programme; 4) quality of infrastructures: libraries, classrooms, information technology, services, administration, and communication; and 5) clinical tutorship: humanity, relationships and ability of the clinical tutor to guide and support.Conclusion. This study's novel finding was a deeper understanding of the educational quality's meanings among undergraduate nursing students. Students thought educational quality consisted of the faculty members' sensitivity towards their problems and the clinical tutors' humanity, interpersonal skills, guidance and support.Keywords: Educational quality, undergraduate education, nursing students, phenomenology.L'esperienza della qualita' formativa negli studenti di infermieristica: uno studio fenomenologicoScopo. La valutazione della formazione accademica è diventata fondamentale nell'Unione Europea da quando il Processo di Bologna ha incoraggiato tutte le universití  europee a raggiungere elevati standard di qualití  nella formazione. Anche se diversi studi sono stati condotti sulla qualití  della formazione negli studenti di infermieristica, pochi hanno esplorato questa tematica dalla prospettiva degli studenti. Lo scopo di questo studio è stato di descrivere l'esperienza della qualití  formativa negli studenti del corso di laurea in infermieristica.Metodo. E' stato utilizzato il metodo fenomenologico per studiare 55 studenti (etí  media 24 anni; 73% donne) che frequentavano il corso di laurea in infermieristica in tre universití  del centro Italia.Risultati. Dall'analisi fenomenologica sono emersi i seguenti cinque temi: 1) Qualití  dei docenti: capacití  di insegnamento, preparazione, sensibilití  per gli studenti, autodisciplina; 2) Integrazione teoria-pratica e comunicazione tra l'insegnamento e l'area clinica; 3) gestione generale e organizzazione del corso; 4) la qualití  delle infrastrutture: biblioteche, aule, tecnologie dell'informazione, servizi, amministrazione, comunicazione; e 5) tutorato clinico: umanití , relazioni e capacití  del tutor clinico di guidare e supportare lo studente.Conclusione. I risultati di questo studio forniscono una comprensione nuova e più approfondita sul significato della qualití  della formazione negli studenti di infermieristica. Gli studenti ritenevano che la qualití  della formazione consistesse nella sensibilití  dei docenti verso i loro problemi e nell'umanití , capacití  interpersonali, guida e supporto dei tutor clinici.Parole chiave: qualití  formazione, studenti infermieristica, esperienza educativa, fenomenologi

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