Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
Not a member yet
    421 research outputs found

    L’impatto della didattica blended sulle abilità degli studenti delle professioni sanitarie che partecipano ai laboratori di apprendimento gestuale: una revisione sistematica con meta-analisi

    No full text
    INTRODUCTION: Among the most innovative teaching systems Blended Learning (BL) is a widespread technique. Also referred to as "mixed technique", BL is a learning model that combines digital and analogue techniques together, using the most innovative e-learning (EL) techniques and platforms and the traditional face-to-face classroom approach. The aim of this systematic review is to evaluate its effectiveness on the practical skills of students participating in the practical-gestural laboratories of the health and medical professions.  METHODS: Main databases were queried, and articles involving university students in health professions including medical disciplines, studies with at least one group in BL teaching and face-to-face teaching and assessment as a control were included skills as an outcome. The methodological quality of the studies was assessed using the Cochrane "Risk of Bias" tool (RoB2) and a meta-analysis for a quantitative synthesis was performed.  RESULTS: Of the 14165 articles, 7 articles were included in both the qualitative and quantitative summary. All studies show that students achieved a higher level of skill practical than those who used a traditional face-to-face learning method except one study. The meta-analysis, for a total of 464 participants showed: fixed effects of 0.61 SMD (0.42-0.80 95% CI), and random effects of 0.64 MDS with confidence interval of (0.13-1.15 95% CI), with high heterogeneity with I²=84%.  CONCLUSIONS: Interactivity, practical exercises, repetitions and feedback improve the results in learning practical skills in teaching and the BL is proposed as a flexible methodology that allows you to include these elements in the practical-gestural laboratories.  KEYWORDS: learning, students, blended, undergraduate, skill INTRODUZIONE: Il crescente utilizzo dell’online learning, rende indispensabile una rivalutazione dei sistemi di apprendimento ed insegnamento fino ad ora adottati tra cui la Blended Learning (BL). Definita anche come "tecnica mista", la BL è un modello di apprendimento che unisce tecniche digitali e analogiche insieme, usando le più innovative tecniche e piattaforme di e-learning (EL) e il tradizionale approccio d’aula faccia a faccia. L’obiettivo di questa revisione sistematica è quello di valutare la sua efficacia sulle abilità pratiche degli studenti che partecipano ai laboratori pratico-gestuali nel CdL di infermieristica e delle altre professioni sanitarie e mediche, e fornire evidenze utili per progettazioni future in ambito universitario.  METODI: Sono stati interrogate le principali banche dati, e sono stati inclusi gli articoli che avevano come partecipanti studenti universitari nelle professioni sanitarie incluse le discipline mediche, studi con almeno un gruppo in didattica BL e come controllo la didattica face-to-face e la valutazione delle skills come outcome. La qualità metodologica degli studi ammissibili è stata valutata attraverso lo strumento "Risk of Bias" Cochrane (RoB2). Infine i dati sono stati sottoposti a meta-analisi per una sintesi quantitativa.  RISULTATI: Dei 14165 articoli sono stati inclusi 7 articoli sia nella sintesi qualitativa che in quella quantitativa. Tutti gli studi dimostrano che gli studenti hanno ottenuto un livello superiore di abilità pratiche rispetto a quelli che hanno utilizzato un metodo di apprendimento tradizionale face-to-face eccetto uno. La meta-analisi, per un totale di 464 partecipanti mostra: effetti fissi di 0.61 SMD con intervallo di confidenza 0.42-0.80 (IC 95%), e gli effetti random di 0.64 SMD con intervallo di confidenza di 0.13-1.15 (IC 95%), con eterogeneità elevata con I² di 84%.  CONCLUSIONI: L’interattività, gli esercizi pratici, le ripetizioni e feedback migliorano i risultati nell'apprendimento delle abilità pratiche nella didattica e la BL si propone come metodologia flessibile che permette di includere questi elementi nei laboratori pratico-gestuali. Tuttavia, non tutte le attività che afferiscono alla BL hanno come effetto un apprendimento, ma solo quelle ove è identificabile una certa intenzionalità didattica, la condivisione a distanza di informazione, la collaborazione, la mediazione didattica tra lo studente e docenti, dai tutor e dal gruppo di studenti stesso. In futuro è necessario sviluppare metodi per la formazione BL per permettere l'implementazione all’interno della formazione universitaria.  KEYWORDS: learning, students, blended learning, undergraduate, skills.&nbsp

    La competenza infermieristica nella terapia sostitutiva renale continua: sviluppo e validazione di uno strumento di misurazione

    No full text
    INTRODUCTION: Acute Renal Failure is an essential condition frequently encountered in intensive care units and requires targeted treatment. The critical care nursing team must be adequately trained to manage patients undergoing Continuous Renal Replacement Therapy.  OBJECTIVES: To develop and validate the Continuous Renal Replacement Therapy – Measurement Competency Tool, aimed at measuring nursing competence in managing patients undergoing renal replacement techniques.  DESIGN: A cross-sectional tool validation study with a test-retest.  PARTICIPANTS: A total of 30 critical care nurses participated in this study.  METHODS: The study examined content and face validity. Test-retest reliability with Pearson’s r correlation and internal consistency reliability was assessed using Cronbach’s α. Current guidelines for Continuous Renal Replacement Therapy techniques were used to develop an instrument to measure nursing competence through an online survey. A pool of 10 experts evaluated this tool.  RESULTS: The Continuous Renal Replacement Therapy – Measurement Competency Tool achieved good content and face validity (S-CVI= 0.97; I-CVI=87%-100%), and good internal consistency reliability (Cronbach’s α= 0.799). Pilot testing and test-retesting was conducted with 30 critical care nurses. The intraclass correlation for the test-retest analysis indicates excellent test-retest reliability, confirming the stability of the tool.  CONCLUSIONS: The tool assesses nursing competence concerning Continuous Renal Replacement Therapy techniques in the intensive care unit, which proved to be valid and reliable. This new tool will make it possible to measure the competence of nurses with respect to Continuous Renal Replacement Therapy techniques.  KEYWORDS: ‘Continuous Renal Replacement Therapy’, validation study, clinical competence, nurses, nursing INTRODUZIONE: L'insufficienza renale acuta è una condizione che si verifica frequentemente nelle unità di terapia intensiva e richiede un trattamento mirato. Il team infermieristico deve essere adeguatamente formato per gestire i pazienti sottoposti a terapia renale sostitutiva continua.  OBIETTIVO: Sviluppare e validare il Continuous Renal Replacement Therapy - Measurement Competency Tool (CRRT-MCT), volto a misurare la competenza infermieristica nella gestione dei pazienti sottoposti a tecniche di sostituzione renale continua.  DESIGN: Studio trasversale di validazione dello strumento con test-retest.  PARTECIPANTI: 30 infermieri di area critica hanno partecipato allo studio.  METODI: Per la creazione dello strumento sono state prese come riferimento le attuali linee guida per le tecniche di terapia renale sostitutiva continua. Un gruppo di 10 esperti ha valutato il nuovo strumento tramite un sondaggio online. Sono state misurate la validità di contenuto e di facciata dello strumento. L'affidabilità dello strumento è stata indagata attraverso il test-retest e calcolando l’indice di correlazione di Pearson; l'α di Cronbach è stato invece calcolato per valutarne la consistenza interna.  RISULTATI: Sono stati condotti test pilota e test-retest con 30 infermieri di area critica. Lo strumento CRRT-MCT ha ottenuto una buona validità di contenuto e di facciata (S-CVI= 0,97; I-CVI=87%-100%) cosi come una buona consistenza interna (α di Cronbach= 0,799). La correlazione intraclasse per l'analisi test-retest ha evidenziato un'eccellente affidabilità test-retest, confermando la stabilità dello strumento.  CONCLUSIONI: Lo strumento misura la competenza degli infermieri di terapia intensiva relativamente alle tecniche di terapia renale sostitutiva continua e si è dimostrato valido e affidabile. le esigenze ambulatoriali dei pazienti nella “nuova normalità”, sfruttando i nuovi strumenti tecnologici a disposizione del Servizio Sanitario.  PAROLE CHIAVE: Terapia renale sostitutiva, studio di validazione, competenza clinica, infermieri&nbsp

    Strategie di coping e resilienza psicologica degli operatori sanitari durante la pandemia da COVID-19 nel contesto italiano: una revisione sistematica della letteratura con meta-analisi

    No full text
    INTRODUCTION: This systematic review with meta-analysis aims to evaluate psychological resilience and coping behav-iours of healthcare workers during the COVID-19 pandemic in Italy.  Methods: A systematic search for studies published in peer-reviewed journals using five databases was conducted using PRISMA guidelines. The protocol of this systematic review was registered in PROSPERO (CRD42021235781). The data were aggregated with meta-analysis. A narrative approach was used when meta-analysis was not carried out.  RESULTS: The screening process identified 21 studies from an initial pool of 923 as being relevant to this systematic review. The included studies were summarized in two main categories: psychological resilience and coping construct and the symptomatology and consequences of COVID-19 related trauma. Because of heterogeneity in the measures used and insufficient data, findings on coping behaviours and coping construct were presented narratively. The PHQ-9 tool, used for depressive symptom, was in-cluded in the meta-analysis and showed, against our expectations, that this type of symptom is more prevalent in non-frontline healthcare workers than others.  CONCLUSIONS: Coping psychological resilience and coping mechanisms have a relevant place in contrasting COVID-19 pandemic-associated stress and subsequent secondary trauma. This systematic review suggest that it is necessary to implement interventions that aim to increase the activation of protective factors that can prevent the development of serious psychological consequences.  KEYWORDS: COVID-19; coping; healthcare workers; Italy; pandemic; resilience  INTRODUZIONE: Lo scopo di questa revisione sistematica con meta-analisi è quello di riportare le strategie di coping e la resilienza psicologica dei professionisti sanitari durante la pandemia da COVID-19 in Italia.  METODO: La revisione sistematica della letteratura è stata condotta analizzando cinque database e aderisce alle linee guida PRISMA. Il protocollo è stato registrato su PROSPERO (CRD42021235781). I dati sono stati aggregati con meta-analisi. Quando non è stato possibile effettuare la metanalisi è stato utilizzato un approccio narrativo.  RISULTATI: ll processo di screening ha identificato 21 studi da un pool iniziale di 923 come rilevanti per questa revisione sistematica. Gli studi inclusi sono stati sintetizzati in due categorie: resilienza psicologica e strategie di coping, e sintomatologia e conseguenze relative al trauma da COVID-19. A causa dell’eterogeneità delle misurazioni e dei dati insufficienti, i risultati relativi al costrutto strategie di coping sono stati presentati in forma narrativa.  CONCLUSIONI: La resilienza psicologica e le strategie di coping sono risultate rilevanti nel contrastare il distress asso-ciato a pandemia da COVID-19 e al successivo eventuale trauma. Questa revisione sistematica suggerisce di implementare l’attivazione di fattori protettivi psicologici e ad eseguire future ricerche riguardo le effettive associazioni dei fattori rilevati nel tempo.  KEYWORDS: COVID-19; coping; professionisti sanitari; Italia; pandemia; resilienza&nbsp

    Le Percezioni degli studenti italiani adulti sullo specifico professionale dell’Infermiere Scolastico: Validazione di uno strumento di valutazione

    No full text
    Introduction: The school nurse is a specialized professional who safeguards and promotes students' overall health and academic performance. In schools, the complexity and health needs of students are constantly evolving, and the nurse appears to be a professional capable of meeting these needs. Aim: This study aims to demonstrate the validity of a novel assessment tool designed to evaluate the perception of the school nurse scope of practice in Italy. Methods: This research involved three high schools and a nursing program in northern Italy. During the 2019-2020 school year, participants were asked to answer a literature review-based questionnaire. Calculations for the newly developed assessment tool validation were performed. Results: The sample includes 218 students, 40.4% of whom are from high school and the remainder from nursing school. Regarding the school nurse's skills, both sub-groups demonstrated high levels of agreement. Cronbach's alpha was found to be 0.92 on the scale and varied between 0.85 and 0.91 among the factors with a good sample width (KMO = 0.90). The items met the criteria for item-total correlations and response variability. The factor analysis revealed a two-factor model capable of explaining 62.4% of the variance with no significant differences between the "clinical-cognitive skills" factor with 32.8% and the "interpersonal and educational skills" factor with 29.0%. Conclusion: This study's findings may be useful for describing the scope of practice of the school nurse, bolstering the quality of services provided by the school, and assisting school nurses in their efforts to improve the health of school communities. Keywords: school nurse, school nursing, knowledge/perceptions/self-efficacy, school nurse educationIntroduzione: l’infermiere scolastico è un professionista specializzato che protegge e promuove la salute e il rendimento complessivo degli studenti. La complessità e le esigenze di salute degli studenti nelle scuole sono in continua evoluzione e l’infermiere sembra essere il professionista in grado di rispondere a questi bisogni. Obiettivo: dimostrare la validità di uno nuovo strumento di valutazione della percezione del ruolo dell’infermiere scolastico in Italia. Metodi: questo studio ha coinvolto tre scuole medie superiori e un corso di studi in Infermieristica del nord Italia. Nell’anno scolastico 2019-20 sono stati intervistati con un questionario realizzato attraverso una review. Sono stati eseguiti calcoli di validazione dello strumento. Risultati: il campione è composto da 218 studenti, il 40,4% delle scuole superiori e i restanti della scuola di infermieristica. Entrambi hanno evidenziato buoni livelli di accordo rispetto alle competenze dell’infermiere scolastico. I risultati hanno mostrato un’Alfa di Cronbach di 0,92 della scala e variabile da 0,85 a 0,91 fra i fattori con una buona ampiezza campionaria (KMO = 0,90). Gli item hanno verificato le correlazioni item-totale e i criteri di variabilità di risposta. L’analisi fattoriale ha evidenziato un modello a 2 fattori in grado di spiegare il 62,4% della varianza senza registrare significative differenze fra il fattore “competenze tecniche-cognitive” con il 32,8% e il fattore “competenze relazionali ed educative” con il 29,6%. Conclusioni: i risultati di questo studio possono essere utili per descrivere le funzioni dell’infermiere scolastico, sostenere la qualità dei servizi offerti dalla scuola e supportare gli infermieri scolastici mentre si sforzano di migliorare la salute delle comunità scolastiche. Parole Chiave: infermiere scolastico, conoscenza, percezione, formazion

    Validazione della Italian Psychiatric Fall Risk Assessment Tool per la prevenzione delle cadute in un setting psichiatrico sub-acuto

    No full text
    BACKGROUND: Falls in any healthcare setting represent a global problem in view of the frequency with which they occur and the impact on the individual, the professionals and the whole organisation.  The literature shows that the persons affected by psychiatric disorders represent specific characteristics that further expose them to this risk; the Italian Psychiatric Fall Risk Assessment Tool (IPFRAT) has shown promising qualities of validity and reliability in the acute setting.  AIM: To evaluate the psychometric properties of the IPFRAT in detecting people at risk of falling in a psychiatric sub-acute setting.  METHODS: Administration of the IPFRAT-modified to a sample of patients admitted to the "Casa di Cura Parco dei Tigli" in Teolo (PD, Italy); to evaluate the validity and reliability of the scale.  RESULTS: 167 patients were enrolled, 24 (14.37%) fell during hospitalisation; the sensitivity of the instrument was 79.17% and the specificity 72.72%; comparison with the nurse's clinical judgement (rho=0.92, p=0.01), internal consistency (Cronbach's Alpha= 0.63) and content validity (CVI-S=93.75%) confirmed the scale's good psychometric qualities.  CONCLUSIONS: The results obtained indicate that the IPFRAT-modified is a valid and reliable instrument to support the assessment of the risk of falling within a psychiatric sub-acute setting.  KEY WORDS: Fall Risk; Mental Disorders; Tool; Patient Safety. BACKGROUND: Le cadute in ogni setting di cura rappresentano un problema globale in considerazione della frequenza con cui si verificano e delle conseguenze per la persona, gli operatori, l'organizzazione.  La letteratura evidenzia quanto la persona affetta da disturbo psichiatrico, presenti specificità che la espongono ulteriormente a tale rischio; la Italian Psychiatric Fall Risk Assessment Tool (IPFRAT) ha dimostrato promettenti doti di validità ed affidabilità in ambito acuto.  SCOPO: Valutare le proprietà psicometriche della IPFRAT nel riconoscimento delle persone a rischio di cadere in un setting di degenza psichiatrica sub-acuto.  METODI: somministrazione della IPFRAT-modified ad un campione di sogetti ricoverati presso la struttura “Casa di Cura Parco dei Tigli” di Teolo (PD); valutazione della validità e dell'affidabilità della scala.  RISULTATI: Sono stati arruolati 167 pazienti 24 (14.37%) dei quali caduti durante il ricovero; la sensibilità dello strumento era del 79.17% la specificità dell'72.72%; il confronto con il giudizio clinico dell’infermiere (rho=0.92, p=0.01) la consistenza interna (Alfa di Cronbach= 0.63) e la validità di contenuto (CVI-S=93.75%) hanno confermato le buone doti psicometriche della scala.  CONCLUSIONI: I risultati ottenuti suggeriscono che la IPFRAT-modified è uno strumento valido ed affidabile a supporto della valutazione del rischio di cadere all'interno di un setting di degenza psichiatrica sub-acuto.  PAROLE CHIAVE: Cadute; Disturbo Psichico; Scala; Sicurezza.&nbsp

    Cinismo, autonomia differenziata e sostenibilità dei servizi sanitari

    No full text
    The proposed differentiated autonomy "Provisions for the implementation of the differentiated autonomy of regions with ordinary statutes pursuant to Article 116, third paragraph, of the Constitution" as it appears and for the many areas of intervention starting with Health and Education, appears to really endanger national unity and develops a design of further fragmentation of legislative power and resources that will lead to the widening of territorial gaps. The exponential growth of social inequalities and the blatant curtailment of constitutional rights, with particular reference to the fundamental right to health and equality among all citizens already appear to be on the horizon. On the merits, in fact, the "Calderoli Act," runs totally counter to the lessons learned from the pandemic: instead of strengthening the national (and supranational) response capacity as plastically made evident in the pandemic period, it wants to amplify and parcel out differences leading to 21 differentiated regional modalities. The impact on health services, particularly in the area of organization and staffing, is considerable, with the possibility for regions to intervene even more extensively in training, organization and bargaining.La proposta di autonomia differenziata “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione” per come appare e per le tante aree di intervento a partire dalla Sanità e dalla formazione, appare mettere davvero in pericolo l’unitarietà nazionale e sviluppa un disegno di ulteriore frammentazione di potestà legislativa e risorse che porterà all’ampliamento dei divari territoriali.  La crescita esponenziale delle disuguaglianze sociali e la palese limitazione dei diritti costituzionali, con particolare riferimento al diritto fondamentale alla salute e all’uguaglianza tra tutti i cittadini appaiono già all’orizzonte.  Nel merito, infatti la “Proposta di Legge Calderoli”, va in totale controtendenza rispetto alle lezioni apprese dalla pandemia: invece di rafforzare la capacità di risposta nazionale (e sovranazionale) come plasticamente reso evidente nel periodo pandemico, vuole amplificare e parcellizzare le differenze portando a 21 modalità regionali differenziate.  Notevoli l’impatto sui servizi sanitari, in particolare in tema di organizzazione e personale, con la possibilità per le Regioni di intervenire ancora più ampiamente sulla formazione, sull’organizzazione e sulla contrattazione.  Questo potrebbe, ovviamente, portare ad una nuova mobilità, ad un mercato del lavoro con regole ancora più disomogenee di quelle attuali. L’enorme disparità tra Nord e Sud, sia in termini economici che sociali e sanitari, potrebbe essere talmente amplificata da portare al collasso di alcune aree geografiche. Dalla pandemia siamo usciti con circa 1.5 milioni di ricoveri in meno e oltre 140 milioni di prestazioni in meno, con enormi differenze tra Regioni e Regioni, spesso non giustificate dall’andamento della pandemia e epidemiologico.  Per converso, in questa fase, sarebbe ragionevole operare per sviluppare maggiori opportunità di coordinamento e omogeneità nazionale, per garantire un progressivo sviluppo e valorizzazione delle professioni, per le attività di promozione della salute, per la prevenzione ambientale e occupazionale, per lo sviluppo delle competenze di operatori e professionisti sanitari, con una revisione complessiva nazionale dell’ambito di esercizio professionale delle stesse.  I prodromi del Regionalismo differenziato (con il progressivo ampliamento della formazione regionale, rispetto a quella riconosciuta a livello nazionale ed europea) appaiono ampiamente in taluni deliberati per l’organizzazione e la formazione sanitaria, ad esempio di Veneto e Lombardia per le funzioni complementari degli operatori di supporto sanitario non fanno ben presagire. Queste fughe in avanti hanno mostrato la volontà, non di garantire salute di qualità e benessere ai cittadini, ma di disinvestire rispetto alle funzioni assistenziali e infermieristiche, per ragioni di mero risparmio, provando a spostare risorse su altre aree. Nulla quindi di positivo, rispetto alla qualità delle cure per i cittadini, all’efficienza, all’eticità del sistema e allo sviluppo del personale sanitario. Numerosi gli studi internazionali, di cui non si sta tenendo conto, dimostrano l’impatto negativo di queste pratiche di parcellizzazione in termini rischio maggiore di morte dei pazienti ed assistenza di minore qualità, specie in assenza di una pianificazione appropriata.  Un altro esempio di piano inclinato che potrebbe peggiorare di molto con l’autonomia differenziata è quello degli “Infermieri di famiglia o comunità”: già adesso abbiamo una notevole differenziazione della formazione e di riconoscimento reale: alcune regioni hanno organizzato corsi di poche o più ore, le Università hanno organizzato Master di primo livello, altre entità formative, anche a statuto speciale hanno sviluppato corsi di perfezionamento, altre università, sempre su base autonoma, hanno sviluppato di fatto percorsi specifici di Laurea magistrale: tutto questo già sta portando ad una tale confusione ed una tale differenziazione di livelli formativi da rendere evidenti le difficoltà alla mobilità di detto personale e l’inserimento contrattale, e non solo, anche tra le stesse Regioni italiane.&nbsp

    Sviluppo di un Subset di Diagnosi/Outcomes ICNP® per l’assistenza infermieristica in oncoematologia: studio retrospettivo in un ospedale universitario italiano

    No full text
    Purpose: International Classification for Nursing Practice (ICNP®) is a standardized terminology with nursing diagnoses, interventions and outcomes describing nursing practice, but there are no catalogues about oncohematology nursing. This project aimed to develop a subset of International Classification for Nursing Practice (ICNP®) Diagnoses/Outcomes for oncohematological patients and to test the subset in a retrospective nursing documentation’s analysis conducted in an italian university hospital. Methods: A subset of ICNP® Diagnoses/Outcomes was developed based on the literature review and approved by a panel of experts. A retrospective study was conducted in an italian university hospital to test the subset. Nursing problems from healthcare documentation were collected and described in ICNP® language. Results: A total of 22058 nursing problems were collected consulting retrospectively 93 healthcare records. Almost all problems were coded in ICNP®. The developed ICNP® subset described most of them and other new diagnoses were composed. Just three "nursing problems" remained untranslatable in ICNP® language. Conclusions: Results show a high capability of ICNP® terminology to describe nursing practice in a oncohematological italian setting. This project needs further research, but it could be considered to describe and document oncohematological nursing careScopo: La Classificazione Internazionale per la Pratica Infermieristica (ICNP®) è una terminologia standardizzata con diagnosi infermieristiche, interventi e risultati che descrivono la pratica infermieristica, ma non esistono finora cataloghi sull'assistenza infermieristica in oncoematologia. Questo progetto ha lo scopo di sviluppare un subset di diagnosi/ outcomes della Classificazione Internazionale per la pratica infermieristica (ICNP®) per gli assistiti affetti da patologia oncoematologica e di testare tale subset in un'analisi retrospettiva della documentazione infermieristica di una coorte di assistiti oncoematologici presso un ospedale universitario italiano. Metodi: Da una revisione della letteratura è stato sviluppato un subset di diagnosi/ outcomes ICNP® che è stato approvato da un gruppo di infermieri esperti. Il subset ottenuto è stato testato attraverso uno studio retrospettivo condotto in un ospedale universitario italiano, i problemi infermieristici registrati nella documentazione sanitaria analizzata sono stati raccolti e descritti nel linguaggio ICNP®. Risultati: Un totale di 22058 problemi infermieristici è stato raccolto consultando retrospettivamente 93 cartelle cliniche. Quasi tutti i problemi sono stati codificati in ICNP®: con il subset ICNP® sviluppato è stata descritta la maggior parte di essi, e altre nuove diagnosi sono state composte. Solo tre "problemi infermieristici" sono rimasti intraducibili nel linguaggio ICNP®. Conclusioni e implicazioni per la pratica infermieristica: I risultati mostrano un'elevata capacità della terminologia ICNP® di descrivere la pratica infermieristica in un contesto oncoematologico italiano. Questo progetto necessita di ulteriori approfondimenti, ma può contribuire a descrivere e documentare l’assistenza infermieristica in campo oncoematologico.&nbsp

    Risultati di un progetto di miglioramento della qualità degli ambienti di tirocinio mediante strumento CLEQI (Clinical Learning Quality Index)

    No full text
    Introduction: The Clinical Learning Evaluation Quality Index (CLEQI) is a tool aimed at measuring the ability of a Clinical Training environment to generate meaningful learning. This tool was used within a project carried out by the Padua University Bachelor's Degree in Nursing branch campuses located in Treviso and Conegliano. Aim. Evaluate the quality of clinical training environments and highlight any critical issues in student learning to propose improvement programs. Methods. Students from the three-year Bachelor's Degree completed the CLEQI questionnaire on the Moodle e-learning platform. The variables were encoded in two levels and compared using the Chi-square and the OR tests. Results. A total of 1433 questionnaires were collected over two academic years. The analysis showed that clinical learning is perceived as most effective when the student is given the opportunity to express his emotions (OR=1.38), he feels encouraged (OR=12.73), respected as a student (OR=3.336), he has the opportunity to explain the rationale behind his own nursing decisions (OR=5.34), to experience autonomy (OR=4.40), to feel entrusted with an appropriate level of responsibility (OR-4.42). Discussion and conclusions. The analysis showed 8 areas of improvement. The results of the analysis were also shared with the clinical nurse instructors who could therefore assess and plan improvement actions. The main action points identified are the implementation of workshops and experiential activities aimed at the recognition and management of emotions, the discussion of clinical cases and the use of 'narrative' for clinical learning.Introduzione. Il Clinical Learning Evaluation Quality Index (CLEQI) è uno strumento finalizzato a misurare la capacità di un ambiente di tirocinio di generare apprendimento significativo. Tale strumento è stato utilizzato per un progetto di miglioramento dal Corso di Laurea in Infermieristica di Treviso e Conegliano dell’Università di Padova. Obiettivo. Valutare la qualità degli ambienti di tirocinio ed evidenziare eventuali criticità nell’apprendimento degli studenti per proporre percorsi di miglioramento. Metodi. Gli studenti del triennio del Corso di Laurea in Infermieristica hanno compilato il questionario CLEQI su piattaforma Moodle. Le variabili sono state codificate su due livelli, e confrontate attraverso il test Chi-quadrato e OR. Risultati. Sono stati raccolti complessivamente 1433 questionari nell’arco di due anni accademici. Dall’analisi, è emerso che l’apprendimento clinico viene percepito come maggiormente efficace quando lo studente ha avuto la possibilità di esprimere le proprie emozioni (OR=1,38), si è sentito incoraggiato (OR=12,73), si è sentito rispettato come studente (OR=3,36), ha avuto la possibilità di esplicitare i ragionamenti sottesi alle decisioni assistenziali (OR=5,34), di sperimentarsi autonomia (OR=4,40), di sentirsi affidato un adeguato livello di responsabilità (OR=4,42). Discussione. Dall’analisi sono emerse 8 aree di miglioramento che, insieme ai dati, sono state diffuse alle guide di tirocinio. Quest’ultime hanno poi valutato e pianificato delle azioni di miglioramento. In particolare, si è evidenziata la necessità di progettare attività laboratoriali ed esperienziali finalizzate al riconoscimento e gestione delle emozioni, alla discussione di casi clinici ed implementare l’uso della «narrazione» per l’apprendimento clinico

    Il ruolo dell’infermiere nel processo di deprescribing: revisione della letteratura

    No full text
    INTRODUCTION: The elderly, frail, chronic and polytherapy population often experiences drug-related reactions or adverse effects. Deprescribing is a systematic process of identifying and discontinuing drugs at times when the potential or existing harms outweigh the potential benefits. Deprescribing is a multidisciplinary process, in which the role of the nurse needs to be deepened. METHOD: A literature review was conducted starting from the databases: PubMed, Cinahl, Scopus and Cochrane Library. RESULTS: Fourteen articles were included that discussed the nursing role in the deprescribing process. The nurses administer the therapy and evaluate the positive and negative effects of the drugs, discussing with the doctor for possible suspensions or reductions of the therapy. They discuss therapy with patients, understanding the patient's beliefs about drugs and highlighting the "burden" of polypharmacy. They educate and involve patients in the depre-scribing process, interacting with them and with family members and caregivers. To have better results from deprescribing, multidisciplinary collaboration and discussion within the team is necessary. Nurses are aware that they have a role in the deprescribing process, but they would like to receive more evidence-based training. CONCLUSIONS: Nurses have an important role in implementing the deprescribing process. Deprescribing training must be encouraged, for a more informed and responsible professional action. None of the reviewed articles referred to the Italian context, therefore the results may not be fully applicable. Studies relating to deprescribing in the Italian context should be carried out.  INTRODUZIONE: La popolazione anziana, fragile, affetta da cronicità e in politerapia, spesso vive esperienze di reazioni o effetti avversi farmaco-correlati. Il deprescribing è un processo sistematico di identificazione e di interruzione di farmaci nei momenti in cui i danni potenziali o esistenti superano i benefici potenziali. Il deprescribing è un processo multidisciplinare, in cui il ruolo dell’infermiere necessita di essere approfondito.  METODO: è stata condotta una revisione della letteratura partendo dalle banche dati: PubMed, Cinahl, Scopus e Cochrane Library.  RISULTATI: sono stati inclusi quattordici articoli che hanno discusso il ruolo infermieristico nel processo di deprescribing. L’infermiere somministra la terapia e valuta gli effetti positivie negativi dei farmaci, si confronta col medico per eventuali sospensioni o riduzioni della terapia. Discute con l’assistito della terapia, comprendendo le convinzioni dell’assistito rispetto ai farmaci ed evidenziando il “burden” della politerapia. Educa e coinvolge l’assistito nel processo di deprescribing, confrontandosi con esso e con i famigliari e il caregiver. Per avere migliori esiti dal deprescribing è necessaria la collaborazione multidisciplinare e il confronto all’interno dell’equipe. Gli infermieri sono consapevoli di avere un ruolo nel processo dei deprescribing, ma chiedono maggiore formazione evidence based. CONCLUSIONI: l’infermiere ha un ruolo importante nell’implementare il processo di depre-scribing. La formazione al deprescribing deve essere incentivata, per un agire professionale più consapevole e responsabile. Nessuno degli articoli revisionati si riferiva al contesto italiano, i risultati pertanto potrebbero non essere del tutto applicabili. Andrebbero effettuati studi rela-tivi al deprescribing nel contesto italiano. PAROLE CHIAVE: de-prescrizione, poli-terapia, popolazione anziana, ruolo infermieristic

    L’utilizzo della Classificazione Internazionale per la Pratica Infermieristica (ICNP®) in ambito pediatrico e neonatale: revisione della letteratura

    Full text link
    Introduction: Literature reports that the use of Standardized Nursing Terminology contributes to a better implementation of nursing care and patients’ safety and to do research. ICNP® is an international and combinatorial standard terminology proposal by ICN, adaptable to different settings, among which paediatric and neonatal. Methods: A literature review on different databases (Medline/Pubmed, CINAHL, Embase, Web of Science and Scopus) was conducted to investigate the use of ICNP® in professional practice in paediatric and neonatal settings. Results: 44 papers were included in the review; 33 of which focused on the paediatric setting while 11 on the neonatal setting. It is evident ICNP® is usable in both settings, permitting to describe nursing care to different age groups, in-hospital, out-of-hospital and in specific clinical situations. Discussion: ICNP® is up to the task of describing nursing care, implementing nursing care plans, analysing types of nursing care for management aims, studying concepts or specific pediatric or neonatal situations. ICNP® is adaptable to different nursing frameworks and models. Few studies analyses ICNP® implementation or effectiveness in clinical settings. Additional research is needed to verify ICNP® effectiveness in paediatric and neonatal settings and to implement contextual catalogues. Key words: Standardized Nursing Terminology, ICNP, Paediatric Nursing, Neonatal Nursing.Introduzione: La letteratura indica che un utilizzo di terminologie infermieristiche standardizzate porti a un miglioramento della qualità dell’assistenza e della sicurezza dei pazienti, oltre che a un implemento della possibilità di svolgere ricerca. ICNP® è una terminologia infermieristica standardizzata proposta da ICN di tipo combinatorio, adattabile a diversi contesti professionali, tra cui quello pediatrico e neonatale. Metodo: E’ stata svolta una revisione della letteratura allo scopo di indagare l’utilizzo del linguaggio ICNP® nella pratica professionale in area pediatrica e neonatale attraverso le banche dati Medline/Pubmed, CINAHL, Embase, Web of Science e Scopus. Risultati: Sono state incluse nella revisione 44 pubblicazioni, 33 riguardanti l’ambito pediatrico e 11 riguardanti quello neonatale. E’ emerso che ICNP® è utilizzabile in entrambi gli ambiti, permette di descrivere l’assistenza erogata in diverse fasce d’età, in contesti ospedalieri o extraospedalieri e in casi di situazioni cliniche specifiche. Discussione: ICNP® risulta in grado di descrivere l’assistenza, implementare piani di assistenza infermieristica, approfondire il tipo di assistenza erogata a fini manageriali, studiare alcuni concetti o situazioni specifiche di area pediatrica e neonatale. ICNP® è adattabile a diversi modelli concettuali dell’assistenza infermieristica. Pochi studi interessano l’effettiva implementazione del linguaggio in un contesto clinico o l’analisi di efficacia del suo utilizzo in questo ambito. Servono ulteriori ricerche per verificare l’efficacia di utilizzo di ICNP® in contesti clinici neonatali e pediatrici e per sviluppare Cataloghi di contesto. Parole chiave: Terminologia Infermieristica Standardizzata, ICNP, Infermieristica Pediatrica, Infermieristica Neonatale

    161

    full texts

    421

    metadata records
    Updated in last 30 days.
    Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
    Access Repository Dashboard
    Do you manage Open Research Online? Become a CORE Member to access insider analytics, issue reports and manage access to outputs from your repository in the CORE Repository Dashboard! 👇