Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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    Misurare la Qualití  di vita degli infermieri: adattamento del Satisfaction Profile (SAT-P)

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    INTRODUZIONE: La qualití  di vita (QoL) degli individui dipende molto da ciò che accade nei luoghi di lavoro. Le dinamiche e le caratteristiche della professione infermieristica la rendono tra quelle sottoposte a maggiore stress e impegno emotivo.Measuring Nurses' Quality of Life: adjustment of Satisfaction Profile (SAT-P)OBIETTIVO: Validare uno strumento per la misurazione della QoL degli infermieri.METODI: Dopo aver selezionato dalla letteratura uno strumento di misurazione della QoL, ne è stata rivista la modalití  di risposta, quindi è stato avviato uno studio di validazione su un campione di 940 infermieri.RISULTATI: Lo strumento si è dimostrato valido ed affidabile per la misurazione della QoL degli Infermieri. Dalle analisi sono emerse quattro diverse dimensioni che sono state nominate QoL Fisica, QoL Emotiva, QoL Sociale e QoL Lavorativa. Complessivamente, gli infermieri riferiscono di essere abbastanza soddisfatti della loro qualití  di vita. Sono gli infermieri di specifici ambiti clinici a riferire una minore qualití  di vita. La dimensione lavorativa è quella che incide maggiormente sulla QoL degli infermieri.CONCLUSIONI: Poter misurare la QoL degli infermieri è importante per la comunití  scientifica e per i dirigenti delle professioni infermieristiche perché consente di indagare un costrutto poco studiato prima e insieme ad altre variabili, può rappresentare un importante valore aggiunto per la valutazione del benessere organizzativo vissuto dagli infermieri nelle aziende sanitarie.PAROLE CHIAVE: Infermieri; Qualití  di Vita; ScalaABSTRACTINTRODUCTION: Individuals' quality of life (QoL) is strictly linked with working environment experiences. The peculiarities of nursing profession yield it to be stressful, requiring high emotional engagement.AIM: The main aim of this study was to validate a reliable tool to measure nurses' QoL.METHODS: A panel of experts selected a tool from literature to measure QoL. They also modified it to achieve more specific version for nurses. The developed tool (NQoLs) was tested on 940 nurses.RESULTS: NQoLs was a valid and reliable tool to describe different nuances of QoL. Therefore, four dimensions emerge from psychometrics analysis, which were physical, emotional, social and working QoL. Moreover, the overall nurses' QoL was good but with some significant differences related to the clinical settings of belonging. The working dimension had the major impact on the overall nurses' QoL.CONCLUSION: NQoLs allows to measure QoL amongst nurses, and that is strategic for both research and management, due to NQoLs can help to face with a number of issues coming from an area with many gaps in knowledge. It should also be helpful to assess QoL in relation with organizational wellbeing amongst nurses.KEYWORDS: Nurses; Quality of Life; Scal

    Tirocinio clinico e percezione delle sue ricadute sulle prime esperienze lavorative dell'infermiere novizio: uno studio fenomenologico

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    Scopo: L'obiettivo di questo studio è quello di indagare, analizzare e valutare quali siano gli aspetti del tirocinio clinico più utili ai neolaureati in infermieristica per lo svolgimento della loro attivití  lavorativa post laurea, in base alla loro esperienza.Metodo: Il disegno adottato è uno studio qualitativo fenomenologico, attraverso interviste semi-strutturata vis a vi, in profondití . Il campionamento è stato di tipo propositivo. Il reclutamento degli intervistati si è fermato al raggiungimento della saturazione dei dati. Le interviste sono state tutte, registrate e trascritte parola per parola e analizzate in doppio e cieco per trovare i temi principali emersi. Per l'analisi delle interviste è stato usato il metodo di Van Kaam.Risultati: Sono stati coinvolti 14 infermieri neolaureati in Infermieristica dell'Universití  degli Studi di Milano. I 5 temi emersi sono: Il connubio teoria-pratica e lo sviluppo del ragionamento clinico, il "fattore tempo" nella durata del tirocinio, assistente come modello professionale, i primi giorni da infermiere: belli, traumatici e con tanta responsabilití , strategie di miglioramento per una professione in continuo cambiamento.Conclusioni: Il tirocinio si conferma come momento chiave per il connubio teoria-pratica e per infondere al neolaureato l'autonomia, la sicurezza e la preparazione necessaria. I neolaureati hanno evidenziato molti aspetti positivi della propria preparazione ottenuta con l'esperienza del tirocinio clinico, ma hanno bisogno di tempo, al fine di sviluppare la fiducia ed imparare a gestire le responsabilití ; l'assistente di tirocinio (o tutor clinico) è confermata a tal proposito come una figura fondamentale.Parole Chiave: tirocinio clinico, studente infermiere, ricerca fenomenologica, sviluppo professionale.  Clinical training and perception of its effects on the first novice nurse work experience: a phenomenological studyAim: The aim of this study was investigating, analysing and evaluating which aspects of the clinical training would be most useful to newly degreed nurses in carrying out their work activities post-graduation, based on their experience.Methods:"ˆThis is a phenomenological qualitative study, with semi-structured, face-to-face, in depth interviews. We used purposive sample. Recruiting of interviewees stopped at achievement of data saturation. Interviews were all audio recorded and transcribed verbatim and analysed in double blind, in order to identify the main themes that emerged. The Van Kaam method was used to analyse interview content.Results: Fourteen nurses, just graduated from Milan University, were involved in the study. Five themes emerged: the relation between theory-practice and the development of clinical thinking, the "time factor" in clinical training duration, the clinical nurse teacher as a professional model, the first days as a nurse: beautiful, traumatic and with loads of responsibility, and finally improvement strategies for a continuously evolving profession.Conclusions: Clinical training is confirmed as a key moment in the link of theory with practice and to infuse the newly qualified professional with the necessary autonomy, self-confidence and practical knowledge. Novice nurses highlighted many positive aspects of their training obtained by means of the clinical training experience, but also that they need time in order to develop confidence and learn to handle responsibility; in this respect, the clinical nurse teacher is seen as a fundamental figure.Keywords: clinical training, nurse student, phenomenological research, professional development

    Gioco d'azzardo patologico e dipendenza da internet tra gli studenti infermieri: uno studio pilota

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     SCOPO. Analizzare il fenomeno del gioco d'azzardo patologico e della dipendenza da Internet negli studenti infermieri.METODI. Lo studio, osservazionale monocentrico, è stato condotto presso un corso di laurea in Infermieristica del centro Italia utilizzando la versione italiana del South Oaks Gambling Screen (SOGS) per valutare il rischio di sviluppare gioco d'azzardo e la Internet Addiction Test (IAT) per il rischio di sviluppare dipendenza da Internet. In totale, sono stati reclutati 420 studenti infermieri. RISULTATI. Hanno partecipato 283 studenti (67.4%). L'11.3 % dei partecipanti è stato identificato come "a rischio" di sviluppare gioco d'azzardo patologico (punteggi SOGS 1- 4), mentre lo 0.7 % degli studenti è stato identificato come probabile giocatore d'azzardo (punteggi SOGS≥5). La prevalenza di dipendenza da Internet nel campione è stata dell'8.8% (punteggio IAT≥50). Inoltre, i risultati hanno evidenziato che un utilizzo pato- logico di Internet è associato ad un piuÌ€ alto rischio di sviluppare gioco d'azzardo patolo- gico (B=0.16; p=0.005). CONCLUSIONI. La prevalenza di gioco d'azzardo e dipendenza da Internet è relativamente bassa nel campione di studio. Tuttavia, la percentuale di studenti che potrebbero essere a rischio di sviluppare problemi correlati alle dipendenze da gioco d'azzardo e Internet è degna di nota. Sono necessari ulteriori studi multicentrici per comprendere meglio l'asso- ciazione tra dipendenza da Internet e gioco d'azzardo patologico tra gli studenti infer- mieri. PAROLE CHIAVE. Gioco d'azzardo patologico, dipendenza da Internet, studenti infermieri. ABSTRACT AIM. To assess pathological gambling and Internet addiction among nursing students. METHODS. A monocentric, observational study was carried out from November 2013 to January 2014 at an Italian Nursing Degree Course using the Italian version of the South Oaks Gambling Screen (SOGS) to assess the risk to develop gambling, and the Internet Addiction Test (IAT) to assess the risk to develop Internet addiction. A total of 420 nursing students were enrolled. RESULTS. Two hundred eighty-three students (67.4%) participated; 11.3 % of participants were identified as "˜"˜at-risk'' of pathological gambling (SOGS scores of 1 to 4), whereas the 0.7 % of students were identified as probable pathological gamblers (SOGS scores ≥5). The prevalence of Internet addiction in the sample was 8.8% (IAT scores ≥50). Also, findings showed that students with Internet addiction had a higher risk of developing pathological gambling (B = 0,16; p = 0.005). CONCLUSIONS. The prevalence of pathological gambling and Internet addiction in our sample is relatively small. However, the percentage of students who could be at-risk for gambling and Internet addiction related problems is noteworthy. Further multicenter studies are needed to better understand the association between gambling and Internet addiction among nursing students. KEYWORDS. Pathological gambling, Internet addiction, nursing students

    La validazione linguistica e culturale di uno strumento di valutazione della competenza culturale infermieristica

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    Introduzione: La competenza culturale, definita come un processo complesso di elementi utili per lavorare in contesto interculturale, può essere misurata attraverso strumenti specifici. In letteratura ne esistono diversi, in lingua inglese, tutti focalizzati sulla percezione dell'operatore. La Physician's Cultural Competence for Patient Satisfaction (PCCPS), di Ahmed & Bates (2012), è l'unica scala che considera la percezione della persona. Obiettivo: validazione e adattamento linguistico-culturale al contesto infermieristico italiano della scala PCCPS.Metodo: lo studio ha fatto riferimento ai modelli di Beaton e Valmi che prevedono cinque fasi di elaborazione di una versione pre-finale dello strumento, per la somministrazione a campioni di esperti e della popolazione target.Risultati: alla terza somministrazione della scala al panel di esperti, lo strumento ha raggiunto la validití  di facciata (chiarezza 70%) e di contenuto desiderate (I-CVI), oltre all'indice di validití  di contenuto (S-CVI). L'affidabilití  della consistenza interna è stata confermata da un valore di alpha di Cronbach di 0.8/0.9. La fedeltí  dell'affidabilití  conferma la stabilití  dello strumento nel tempo: correlazione inter-item 0.8; coefficiente di Sperman-Brown 0.9; indice di Guttman 0.9.Discussione: il percorso di validazione della scala si è rivelato complesso: le problematiche maggiori sono state l'adattamento alla figura dell'infermiere e la scelta della popolazione campione che aveva una conoscenza limitata della lingua italiana. Ciò ha reso necessario rivedere più volte la struttura dello strumento, ma pur lavorando ai fini di ottenere chiarezza, si è cercato di mantenere l'equivalenza semantica e concettuale alla versione originale.Conclusioni: la validazione linguistico-culturale della scala colma un vuoto nel panorama nazionale, rendendo disponibile uno strumento destinato alla valutazione della competenza culturale, specifico del contesto infermieristico, che parte dalla percezione della persona presa in carico.Parole chiave: competenza culturale, infermieristica, interculturale, migranti abstract_______The linguistic and cultural validation of a tool to evaluate the cultural competence in nursesABSTRACTIntroduction:"ˆCultural competence is described as a complex process of elements useful to work in an intercultural context. It could be evaluated with several different tools. In literature different English scales are available, and all of them start from the operator's perception. The Physician's Cultural Competence for Patient Satisfaction (PCCPS), by Ahmed & Bates (2012), is the only scale that consider the perception of the person.Objective: validation and linguistic-cultural adaptation of the PCCPS at the nursing Italian context.Method: the study used Beaton e Valmi's models, that expect five phases to elaborate a pre-final version of the tool, this has to be dispensed to a sample of experts and to target population.Results: at the third administration to the expert group, the tool got the face's validity (clearness 70%), the content's validity (I-CVI), and the index of content's validity (S-CVI). The reliability of internal's consistency has been confirmed by an alpha di Cronbach's value of 0.8/0.9. The fidelity of the reliability confirms the tool's stability in the time (correlation inter-item 0.8; Sperman-Brown's coefficient 0.9; Guttman's index 0.9).Discussion: the validation path resulted really complex: major problems were related to the adaptation to the nursing context and to the sample population, who has a limited knowledge of the Italian language. These elements have been requested the necessity to reformulate the tool several times, but even working to get clearness, it has been looked to maintain the semantic and conceptual equivalence to the original version. Key words: Competence, Intercultural, Nursing, Immigrant.The linguistic and cultural validation of a tool to evaluate the cultural competence in nurse

    Vita Associativa

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    - Giornata internazionale degli infermieri 201

    L'assistenza infermieristica in hospice: incidenti critici nella gestione della relazione con pazienti e familiari

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    INTRODUZIONE. Il lavoro in hospice richiede agli infermieri di saper gestire una relazione empatica ma anche distaccata tanto con i morenti quanto con i loro familiari. Tale esigenza determina un lavoro emozionale impegnativo.OBIETTIVO. Lo studio presenta i risultati di una ricerca su tale problema, svolta per rilevare le loro difficoltí  relazionali.METODO. Ventisette partecipanti si sono sottoposti a un colloquio, realizzato con l'Interpretative Phenomenological Analysis e finalizzato ad indagare i vissuti conflittuali derivanti da incidenti critici.RISULTATI. Gli infermieri esercitano uno stressante lavoro emozionale per cercare di sciogliere la dissonanza tra quanto intimamente esperito e le norme implicitamenteassunte con il ruolo professionale, il quale richiede loro un continuo surface acting.CONCLUSIONI. Il modello delle cure palliative conferisce grande importanza alla gestione della dimensione emozionale nella relazione con il paziente terminale e la sua famiglia. Dall'indagine emerge che questa area è particolarmente critica e richiede una specifica forma di intervento. I nodi cruciali intorno ai quali ruotano gli incidenti critici più significativi riguardano il truth telling, la sedazione terminale e il rapporto con i familiari.PAROLE CHIAVE: assistenza infermieristica, incidenti critici, lavoro emozionale, modello palliativo, hospiceThe nursing hospice care: Critical incidents in managing the relationship with patients and their familiesABSTRACTINTRODUCTION. The hospice care requires nurses to set an empathic but also uninvolvedrelationship with both the dying and their families. This requirement results ina challenging emotional work. Aims. Detecting relational difficulties in assisting terminal patients, the study presents the results of an analysis focused on the emotional work of nurses in hospice.METHOD. Twenty-seven nurses voluntarily participated in an interview, realized with the Interpretative Phenomenological Analysis and aimed to investigate the conflicting lived regarded as critical incidents.RESULTS. All nurses are subject to continual emotional work to dissolve the dissonance between how intimately experienced and the implicit rules of the professional role, which seems to require their continuous surface acting.CONCLUSIONS. The palliative care model attaches great importance to the management of the emotional dimension in the relationship with the terminally ill patient and his family. Our research shows that this area is particularly critical and requires a constant burden for nurses. We believe that the emotional work is to find specific moments aimed at elaborating the emotional overload, from which compassion fatigue and burnout may depend.KEY WORDS: nursing, critical incidents, emotional work, palliative care, hospic

    Prevalenza e fattori di rischio di sovrappeso e obesità dopo il trapianto di fegato: studio retrospettivo a tre anni dopo il trapianto

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     INTRODUZIONE E SCOPO: L'incremento di peso si osserva frequentemente nei pazienti sotto- posti a Trapianto di Fegato. Questa condizione è spesso associata allo sviluppo di altre compli- canze che potrebbero influenzare la sopravvivenza a lungo termine. Tuttavia, i fattori di rischio non sono stati ancora chiarificati. Lo scopo dello studio è di rilevare la prevalenza di sovrappeso e obesitaÌ€, e la variazione del BMI nei tre anni successivi al trapianto, e di identificare i fattori di rischio associati. METODO: Sono stati retrospettivamente reclutati i soggetti sottoposti a Trapianto di Fegato, presso la Fondazione IRCCS " CaÌ€ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico" di Milano dal 1° Gennaio 2005 al 30 Giugno 2014.Sono stati reperiti parametri clinici, biochimici e farmaco- logici, alla dimissione e ad 1,2,3 anni dal trapianto di fegato. RISULTATI: Sono stati inclusi 145 soggetti, 95(66%) uomini, 53 anni (44-59), 48(33%) affetti da Cirrosi HBV+HDV correlata, 30(21%) da Cirrosi Etiltossica. Alla dimissione il BMI dei soggetti era 21.9 Kg/m2 e la prevalenza di sovrappeso era del 14%; gli stessi parametri dopo 1,2 e 3 anni di follow-up erano, rispettivamente, 25.6 Kg/m2 e 40%, 25.5 Kg/m2 e 41%, 25.4 Kg/m2 e 37%. L'incremento medio di peso corporeo, durane il primo anni, è stato di 9.8 Kg(p<0.001) mentre solamente di 0.9 Kg e 0.5 Kg durante il secondo e terzo anno. Nessuna correlazione tra l'aumento ponderale e i parametri considerati. CONCLUSIONI: L'incremento ponderale e lo sviluppo di obesitaÌ€ sono preponderanti nel primo anno post trapianto; cioÌ€ è probabilmente dovuto alla dieta inadeguata e all'inattivitaÌ€ fisica. PAROLE CHIAVE: ObesitaÌ€, sovrappeso, Indice di Massa Corporea, Incremento ponderale, trapianto di fegato ABSTRACT BACKGROUND AND AIM: Weight gain is frequently observed among liver transplanted patients. This condition is often associated to the development of other post LT morbidities which might influence the long-term post-transplant survival. However, the risk factors asso- ciated have not yet been identified. The aim of this study was to assess the prevalence of over- weight and obesity, to notice Body Mass Index changes and associated risk factors, within three years after LT. METHODS: All the patients consecutively transplanted at the Liver Transplantation Unit of Fondazione IRCCS "CaÌ€-Granda Ospedale Maggiore Policlinico", Milan between January 2005 and June 2014 were retrospectively evaluated for inclusion. Clinical, Biochemical and pharmaco- logical data were collected at hospital discharge and at 1st,2nd and 3rd years post-LT. RESULTS: 145 patients, 95(66%) male, 53 years (44-59 yr), 48(33%) HBV+HDV positive and 30(21%)alcohol abusers pre LT, were enrolled. At hospital discharge patients' BMI was 21.9 Kg/m2 (IQR: 20.1-24.1 Kg/m2) and the prevalence of overweight was 14%. The same para- meters after 1,2 and 3 years of follow-up were 25.6 Kg/m2 and 40%, 25.5 Kg/m2 and 41%, 25.4 Kg/m2 and 37%. The main weight gain was 9.8 Kg(p<0.001) during the 1st year after LT while only 0.9 Kg and 0.5 Kg during the 2nd and 3rd year, respectively, No correlation between weight gain and any clinical, biochemical and pharmacological parameters considered was observed. DISCUSSION: The weight gain and the development of obesity are predominant during the first year after LT; this is probably due to an improper diet and lack of physical activity. KEYWORDS: Obesity, Overweight, Body Mass Index, Weight gain, liver transplantatio

    La qualità di vita raccontata dagli anziani. Risultati di una ricerca fenomenologica

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     INTRODUZIONE. La qualitaÌ€ di vita (QoL) degli anziani è vulnerabile a causa del declino delle capacitaÌ€ fisiche e mentali, dell'uscita dal lavoro, della frantumazione della famiglia e dell'isola- mento. Molti strumenti che la rilevano sono costruiti per adulti: poche ricerche indagano come le persone anziane intendono la propria QOL. SCOPO. Questo studio ha l'obiettivo di esplorare e comprendere le percezioni delle persone anziane riguardo la QOL. METODO. EÌ€ stata condotta una ricerca qualitativa, fenomenologico-ermeneutica. Le narra- zioni sono state analizzate attraverso il metodo fenomenologico-grounded (Mortari, 2007). RISULTATI. Sono stati intervistati 16 anziani (etaÌ€ compresa tra 80 e 93 anni), residenti a domicilio. L'analisi conferma che la QOL è un concetto multifattoriale e multidimensionale, che racchiude in seÌ diverse componenti della vita. Dalle interviste, sono emersi 7 temi condivisi e ricorrenti, che riflettono l'esperienza di benessere nelle persone anziane che vivono a domicilio. Le dimensioni emerse sono: vivere relazioni che allontanino la solitudine, occupare il tempo con attivitaÌ€ che assecondano i propri interessi, accettarsi come persona anziana, poter scegliere come e dove vivere, riflettere sulla propria morte. CONCLUSIONI. I risultati dello studio mostrano che gli anziani percepiscono la QOL formata da piuÌ€ componenti e variabili. Gli anziani si focalizzano sulle capacitaÌ€ residue, sull'accettazione degli aspetti positivi della propria vita piuttosto che su quello che non riescono piuÌ€ a fare o che manca. Questo studio puoÌ€ aiutare ad individuare alcune strategie sociali e sanitarie da applicare per garantire agli anziani il modo migliore di vivere l'ultima parte della vita. PAROLE CHIAVE: anziani, qualitaÌ€ di vita, ricerca qualitativa, narrazioni ABSTRACT ABSTRACTINTRODUCTION. Elderly Quality of life (QoL) is vulnerable because of the decline in physical and mental capacity, discharge from work, rupture of the family and isolation. Many QoL Scales are made for adults: there is little research investigating how older people perceive QOL. AIM. This study aims to explore and understand the perceptions that older people have about their QOL. METHOD. A qualitative research hermeneutics-phenomenological was done. Narratives were analyzed by mixed method phenomenological-grounded (Mortari, 2007).RESULTS. 16 elderly were interviewed (aged between 80 and 93 years), residents in their home. The analysis of the interviews confirm that QoL is a multidimensional concept that encompasses several components of life. There were 7 shared themes, reflecting the experience of well-being in older people living at home. The dimensions are: living relationships that drive away loneliness, fill the time with activities that follow their own interests, accept themselves as elderly person, choose how and where to live, think about death.CONCLUSIONS. The results of the study show that older people perceive QOL as made of multiple components and variables. Elderly are focused on the remaining capacities, on the acceptance of the positive aspects of their lives rather than on what they can no longer do. This study help to identify some social and health strategies to guarantee the best way to live the last part of life. KEY WORDS: quality of life, elderly, qualitative research, personal narrative

    Lo Stato di salute nel nostro paese ed il ruolo degli infermieri

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    Cari Associati e lettori di Professioni infermieristiche, vorrei in questo editoriale soffermarmi su due argomenti che sento strettamente connessi: il tema della giornata internazionale degli infermieri dell'ICN di quest'anno e i dati che sono sotto gli occhi di tutti sullo stato di salute della nostra popolazione. Il tema proposto dall'ICN, gií  pubblicizzato da mesi sui nostri social, è Infermieri una voce che guida: la salute è un diritto umano. Prosegue quello lanciato lo scorso anno (Sironi, 2017) ma, nel 2018, il sottotitolo è: Accesso, investimento e crescita economica. Risorse e prove di efficacia. Ci pare che il tema della salute come diritto umano sia quanto mai attuale in un momento storico, politico, economico e culturale come quello che stiamo vivendo. Al tema della scarsití  delle risorse, e in particolare a quelle destinate a finanziare i servizi sanitari e assistenziali, non si possono che affiancare temi più profondi, che riguardano il senso della vita, e altri più globali e complessi, che toccano i rapporti tra grandi potenze politiche ed economiche. Il riferimento è a due situazioni recenti che hanno guadagnato spazio nella cronaca internazionale e portano a riflettere chi, come gli infermieri, ha scelto di difendere la vita e di tutelare i più deboli. Non è possibile evitare una riflessione di fronte al caso di bambini piccoli (l'ultimo è quello del piccolo Alfie Evans), esseri viventi desiderati, attesi e partoriti che muoiono senza un conforto palliativo e per decisioni prese dai giudici e non frutto di una condivisione dei valori dei professionisti sanitari e dei valori dei genitori. Il secondo esempio è il dramma che continua a consumarsi in Siria (cosí¬ come in tanti altri Paesi del mondo) dopo anni di conflitto che hanno visto e vedono ancora la popolazione civile vittima di logiche totalmente estranee al sentire comune. Avendo negli occhi questi e tanti altri fatti, cosa significa affermare che la salute è un diritto umano? Come è possibile parlare di salute quando il primo sforzo da compiere è quello di preservare e tutelare la vita, partendo dai più deboli? Quali sfide pone rendere accessibili le cure a tutti quando si impedisce di portare un bambino in una struttura specializzata o, in un territorio di guerra, le condizioni non offrono i più elementari mezzi e presidi per curare? Come raggiungere il traguardo posto a livello internazionale di avere per tutti una copertura sanitaria universale? È possibile accettare che in un paese "sviluppato" come l'Italia siano presenti incredibili diseguaglianze nella qualití  della vita e nella salute? Quali sfide pone un invecchiamento più rapido nel Sud Italia e la prosecuzione dell'attuale trend di allungamento della vita e aumento delle patologie croniche

    Sinossi di revisioni sistematiche sull'efficacia dell'eparina per prevenire le occlusioni nei dispositivi di accesso venoso centrale.

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    Introduzione. Prevenire le occlusioni dei dispositivi di accesso venoso centrale (DAVC) è cruciale per la continuití  e qualití  delle cure. Vi è ampio consenso sulla necessití  di eseguire un periodico lavaggio del lume del presidio per assicurarne la pervietí . Le soluzioni più utilizzate sono la soluzione con eparina (SE) e la soluzione fisiologica (NaCl 0.9% - SF). Sussistono ancora pareri controversi sull'efficacia della SE rispetto alla SF. Obiettivo. Valutare l'efficacia della SE rispetto alla SF per prevenire le occlusioni nei DAVC.Metodi. E' stata implementata il 4 aprile 2017 una strategia di ricerca su quattro database elettronici (The Cochrane Library, Medline, Embase, CINAHL). I record restituiti sono stati analizzati in modo indipendente; quelli rispettanti i criteri di inclusione sono stati reperiti in full text. Sono state incluse revisioni sistematiche di RCT o studi quasi sperimentali che hanno confrontato l'utilizzo della SE con la SF. La valutazione di qualití  delle revisioni è avvenuta con la AMSTAR checklist.Risultati. Sette revisioni sistematiche di qualití  moderata-alta hanno rispettato i criteri di inclusione. La SE non è stata superiore alla SF nel prevenire le occlusioni dei DAVC.Discussione. Le revisioni incluse sono state di alta qualití  metodologica; l'eterogeneití  statistica fra RCT è stata bassa mentre l'eterogeneití  clinica e metodologica è stata elevata. Conclusioni. La SE non è stata più efficace della SF per prevenire le occlusioni dei DAVC. In attesa di studi di qualití  migliore indirizzati alla valutazione della procedura di gestione complessiva dei DAVC, sembra ragionevole consigliare l'utilizzo della SF.Parole chiave. sinossi, efficacia, eparina non frazionata, soluzione fisiologica, dispositivo di accesso venoso centrale, occlusione ________Synopses of systematic reviews on effectiveness of heparin to prevent occlusion in central venous access devicesABSTRACTIntroduction. Prevention of central venous access devices (CVAD) occlusion is crucial to the continuity and quality of care. There is wide consensus on the need to carry out a periodic flushing of the lumen of device in order to ensure its patency. The most commonly used solutions are the heparin solution (HS) and the physiological solution (NaCl 0.9% - PS). There are still controversial opinions on HS's effectiveness over PS. Objective. To evaluate the effectiveness of HS compared to PS to prevent occlusion in CVAD.Methods. A search strategy on four electronic databases (The Cochrane Library, Medline, Embase, CINAHL) was implemented on April 4, 2017. Records returned were independently analyzed; those complying with inclusion criteria were found in full text. They've been included systematic reviews of RCT or quasi-experimental studies that have compared the use of HS with PS. The quality assessment of reviews was done with AMSTAR checklist.Results. Seven moderate-high quality systematic reviews met inclusion criteria. HS is was not superior to PS in preventing CVAD occlusions.Discussion. Reviews included were of high quality methodological. The statistical heterogeneity between RCT was low while the clinical and methodological heterogeneity was high. Conclusions. HS was no longer effective than PS to prevent CVAD occlusions. Waiting for better quality studies to evaluate the overall DAVC management process, it seems reasonable to recommend using PS.Keyword. Synopsis, effectiveness, non-fractionef heparin, physiological solution, central venous access device, occlusio

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