Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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    Gli interventi educativi efficaci nella promozione del self-care nelle persone con scompenso cardiaco: una revisione della letteratura

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     INTRODUZIONE: Il self-care nelle persone con scompenso cardiaco è oggetto di studio di recenti teorie infermieristiche a medio e breve raggio e la sua promozione è oggi riconosciuta quale esito sensibile dell'assistenza infermieristica, realizzabile attraverso diverse strategie tra le quali l'educazione. SCOPO: Identificare gli interventi educativi che risultano efficaci nella promozione del self- care in adulti e anziani con scompenso cardiaco, valutando metodi e strumenti educativi utiliz- zati e l'efficacia a medio-lungo termine degli stessi. METODO: EÌ€ stata condotta una revisione della letteratura partendo da studi secondari consul- tando Cochrane Library e proseguendo con la ricerca dei piuÌ€ recenti studi primari anche nelle banche dati scientifiche: Pubmed, Cinhal, Scopus, PsycINFO. RISULTATI: L'incontro informativo, metodo focalizzato sull'apprendimento di tipo cognitivo, è il piuÌ€ utilizzato e ha mostrato una buona ed eterogenea efficacia nella promozione del self- care. I risultati staticamente migliori si sono ottenuti dall'integrazione di questo metodo con l'addestramento e il counselling afferenti rispettivamente all'area di apprendimento psico- motoria e psico-affettiva. A supporto degli interventi etero-diretti risultano utili strumenti di tipo informativo, di automonitoraggio e facilitanti. L'educazione risulta efficace nella promo- zione del self-care fino a 12 mesi. CONCLUSIONI: Dalla letteratura selezionata si evince che non esiste un metodo o uno stru- mento educativo migliore, inoltre un singolo intervento non è sufficiente a promuovere il self- care. EÌ€ necessario pensare all'educazione come a un processo continuo e dinamico che preveda sessioni multiple che stimolino la partecipazione dell'assistito, trasformando l'incontro in tempo di discussione in cui ogni informazione fornita sia utile a rispondere a situazioni speci- fiche, vissute, in attivitaÌ€ e relazione. PAROLE CHIAVE: self-care, educazione al paziente, scompenso cardiaco. ABSTRACT INTRODUCTION: Self-care in people with heart failure is subject of recent middle-range and short-range nursing theories and its promotion is recognized as a sensitive nursing outcome, achievable through various strategies including education. PURPOSE: To identify educational interventions that are effective in the promotion of self-care in adults and elderly people with heart failure, evaluating educational methods and tools used and their effectiveness in the medium-long term period. METHOD: We conducted a literature review, beginning with a search of secondary studies consulting Cochrane Library and than searching for the most recent primary studies in these scientific databases: PubMed, CINAHL, Scopus, and PsycINFO. RESULTS: The information meeting, focused on cognitive learning method, is the most frequently used and it shows a good and heterogeneous effectiveness in the promotion of self- care. The best statically significant results were obtained from the integration of this method with patients' training and counseling, relating respectively to the psycho-motor and psycho- affective learning. In support of the hetero-directed interventions were useful informational tools, self-monitoring tools and facilitating tools. The education was effective in promoting self-care until 12 months in most of the studies. CONCLUSIONS: The selected literature shows that is difficult to identify the best method or educational tool and that a single intervention is often not enough to promote self-care. Heal- thcare providers need to think about education as a continuous and dynamic process that includes multiple sessions and encourages the participation of the patient, turning the meeting into a discussion time where any provided is useful to answer to specific situations through activities and relationships. KEY WORDS: Self-care, Patient education, Heart failure

    Vita Associativa

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    Accreditamento StandardPartecipazione Congresso FNOPINursing No

    Development of a screening tool to assess dehydration in hospitalized older population: a diagnostic, observational study

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    INTRODUCTION: dehydration is a frequent condition in older people and is associated with an increased risk of negative health outcomes. In order to adopt strategies to prevent complications, an early recognition of this status is of primary importance. For this reason, a comprehensive assessment tool to monitor hydration status in older people could be useful.AIM: to develop a screening tool to detect dehydration in older people in hospital settings.METHODS: this is a diagnostic, observational study. The new tool is a modified version of the Geriatric Dehydration Screening Tool (GDST), integrated with seven questions and two clinical signs based on updated literature. We tested the new tool with people aged 65 or over. We used as reference standard serum osmolarity. Cronbach's alpha was used to measure the tool's reliability and subscales. We calculated the Area Under ROC Curve (AUC) to choose the cut-off that gave the best balance between sensibility and specificity.RESULTS: 127 patients participated in the study. The reliability of the new GDST was acceptable (Cronbach's alpha 0.63). The diagnostic accuracy, measured with AUC analysis, was 0.83 ± 0.04, p<0.0001 95% CI 0.72-0.87. The best cut-off value was 6 and showed a sensibility of 78%, specificity of 70%. Tongue dryness proved to be the most significant clinical sign associated with poor hydration status (AUC 0.78; p<0.0001, 95% CI 0.69-0.86).CONCLUSION: The new GDST presented an acceptable reliability and diagnostic accuracy that increased with the assessment of some items, such as tongue dryness. This is the first screening tool that presents a promising cut-off value.KEYWORDS: dehydration, aged, screening, inpatients, sensibility, specificity.Sviluppo di uno strumento di screening per valutare la disidratazione nella popolazione anziana ospedalizzata: uno studio diagnostico, osservazionaleRIASSUNTOINTRODUZIONE: La disidratazione è una condizione comune nella persona anziana ed è associata a numerosi rischi per la salute e ad esiti negativi. È importante il precoce riconoscimento di questa condizione, al fine di adottare strategie per prevenirne le complicanze. Per questa ragione è necessario sviluppare strumenti validati per valutare il rischio di disidratazione nelle persone anzianeOBIETTIVO: sviluppare uno strumento di screening per individuare la disidratazione nelle persone anziane ospedalizzate.METODO: il disegno di studio adottato è di tipo diagnostico, osservazionale. Lo strumento creato è basato sul "Geriatric Dehydration Screening Tool" (GDST), che è stato modificato aggiungendo sette domande e due segni clinici, basati sulla letteratura recente. Lo strumento è stato testato in persone con un'etí  maggiore o uguale a 65 anni ospedalizzate. Come reference standard è stata usata l'osmolarití  sierica. È stato calcolato l'alfa di Cronbach per testare l'affidabilití  della consistenza interna dello strumento e delle sue sotto scale. È stata calcolata l'area sotto la curva di ROC (AUC) per individuare il cut-off che dava il miglior bilanciamento tra sensibilití  e specificití .RISULTATI: 127 pazienti hanno partecipato allo studio. L'affidabilití  dello strumento è risultata discreta (Alfa di Cronbach=0.63). L'accuratezza diagnostica, misurata con l'AUC era 0.83±0.04, p<0.0001, 95% IC 0.72-0.87. Il cut-off migliore è risultato essere il valore 6, con una sensibilití  del 78% e specificití  70%. La secchezza della lingua è risultato essere il segno clinico più associato con uno stato di disidratazione (AUC 0.78, p<0.0001 95%CI 0.69-0.86).CONCLUSIONI: il nuovo GDST ha dimostrato un'accettabile affidabilití  e accuratezza diagnostica che aumenta con la valutazione di alcuni items, come la secchezza della lingua. Questo è il primo strumento che presenta un valore di cut-off promettente.PAROLE CHIAVE: disidratazione, anziano, screening, pazienti ospedalizzati, sensibilití , specificití 

    Misure di isolamento per infezioni da microorganismi multiresistenti e carico di lavoro infermieristico in una terapia intensiva polivalente

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    Introduzione: I pazienti in condizioni critiche ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono considerati ad alto rischio di infezioni. Il fenomeno più preoccupante oggi nell'epidemiologia delle infezioni ospedaliere è rappresentato dai microrganismi multiresistenti agli antibiotici (MDR). Obiettivo: Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare se il carico di lavoro infermieristico sia influenzato dalle misure di isolamento del paziente.Metodo: Sono stati messi in relazione il Punteggio NAS (Nursing Activities Score) e le misure di isolamento attuate per ogni paziente che ha sviluppato una positivití  per MDR: Acinetobacter Baumannii, Klebsiella KPC, MRSA, Pseudomonas, Escherichia coli, Serratia marcescens e Clostridium difficile. Le misure di isolamento prevedevano l'utilizzo di codici colore ad intensití  crescente (verde, giallo, rosso) in base alla situazione microbiologica del paziente.Risultati: Durante il 2012, 44 pazienti hanno sviluppato i criteri per l'isolamento. Il punteggio NAS medio nel campione è risultato risultato pari a 81,54 ± 10. Il NAS medio dei pazienti con codice verde è stato pari a 81,25 ± 22,12, con codice giallo è stato 82,57 ± 11,25, con codice rosso è stato 79,06 ± 29.Discussione: La presenza di positivití  per un microrganismo MRD e la conseguente adozione delle misure di isolamento del paziente non sembra di per sé comportare un maggiore carico di lavoro infermieristico, misurato attraverso il punteggio NAS. Unica eccezione è rappresentata dai pazienti positivi per Acinetobacter Baumannii. Il campione ridotto e la scarsití  di letteratura in materia rendono necessari ulteriori studi per meglio definire il problema.Parole chiave:"ˆterapia intensiva, carico di lavoro infermieristico, infezioni, misure di isolamento. Isolation precautions in multi drug resistent infections and nursing workload in a general intensive care unitBackground: Critically ill patients in ICU are exposed to high risk of hospital acquired infections. In recent years, the multi drug resistant microorganisms (MDR) represent the most worrying epidemiological problem.Aim: The aim of this study is to evaluate the relationship between isolation precautions and nursing workload.Methods: We studied patients who had an infection by MDR, subject to isolation precautions, and measured their NAS score during stay in ICU. MDR infections of studied patients were: Acinetobacter Baumannii, Klebsiella KPC, MRSA, Pseudomonas, Escherichia coli, Serratia marcescens e Clostridium difficile. Isolation precutions wer identified by color code (green, yellow, red).Results: We studied 44 patients during the year 2012. NAS average was 81.54 ± 10.25. NAS average for "green code" patients was 81.25 ± 22.12, for "yellow code" patients was 82.57 ± 11.25 and for "red code" patients was 79.06 ± 29.12.Discussion: the presence of isolation precautions seems to have no influence on nursing workload measured by NAS score, except for Acinetobacter Baumannii infection. Further research will be needed for better evaluation of this topic.Keywords: intensive care, nursing workload, infection, isolation

    La valutazione della ricerca qualitativa pubblicata nelle riviste infermieristiche: protocollo di studio

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    INTRODUZIONE. La natura sistemica dell'assistenza infermieristica ha spinto i ricercatori infermieri a un utilizzo numericamente consistente di ricerche che necessitano di una metodologia qualitativa. Sebbene il tempi non troppo lontani la metodologia qualitativa sia stata considerata una ricerca non-scientifica, l'andamento ha mostrato una aumento sostanziale della sua produzione tra gli anni 1997 e 2000 per poi assestarsi negli anni successivi. Al crescente numero di pubblicazioni con disegno di tipo qualitativo è corrisposta la preoccupazione di verificare il rigore e la credibilití  degli studi che utilizzano tale metodo. L'applicazione degli strumenti per la valutazione della qualití  ha mostrato che la precisione metodologica degli studi con disegno qualitativo è cresciuta nel tempo.SCOPO. Valutare, utilizzando lo strumento Critical Appraisal Skills Programme, la qualití  degli studi qualitativi pubblicati negli ultimi cinque anni dalle riviste infermieristiche internazionali a maggiore Impact Factor.METODO. Verranno individuati tutti gli articoli qualitativi pubblicati sulle dieci più autorevoli riviste infermieristiche che saranno sottoposti da due ricercatori in modo indipendente allo strumento del Critical Appraisal Skill Programme nella sua versione originale.RISULTATI ATTESI. I risultati permetteranno di osservare se la ricerca qualitativa prodotta in ambito infermieristico utilizza una metodologia rigorosa nella stesura dei report, presupponendo che la qualití  sia cresciuta in questi ultimi cinque anni rispetto agli anni precedenti.CONCLUSIONI: Lo studio aiuterí  i ricercatori a valutare quale livello abbiano raggiunto gli infermieri nello sviluppo della ricerca qualitativa.PAROLE CHIAVE: ricerca infermieristica, bibliometria, ricerca qualitativa___________The evaluation of qualitative research published in nursing journals: protocol of a cross-sectional studyABSTRACTINTRODUCTION. The nature of nursing has prompted researchers nurses to use a large number of qualitative methodology research. The trend showed a substantial increase in its production between 1997 and 2000 to settle back down in the following years although until recently the qualitative methodology was considered a non-scientific research. The growing number of publications with qualitative design is paid concern to verify the rigor and credibility of studies using this method. The use of the quality assessment tools showed that the methodological precision of studies with a qualitative design has grown over time.AIM. Assessing, using the tool Critical Appraisal Skills Programme, the quality of qualitative studies published in the last five years by international nursing journals with higher impact factor.METHOD. We will search the qualitative articles published on the ten most influential nursing journals that will be submitted by two independent researchers at the Critical Appraisal Skills Programme tool in its original version.EXPECTED RESULTS. The results make it possible to observe whether the qualitative research produced in the field of nursing uses a rigorous methodology in the drafting of the report, assuming that the quality has grown in the past five years than in previous years.CONCLUSION. The study will help researchers assess which level reached nurses in the development of qualitative research.KEY WORDS: bibliometrics, nursing research, qualitative researc

    Modified Moral Distress Scale (MDS-11): Validation Study Among Italian Nurses

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    Background: Moral distress (MD) has significant implications on individual and organizational health. However there is a lack of an instrument to assess it among Italian nurses. aim: The main aim of this study was to validate a brief instrument to assess MD, developed from the Corley's Moral Distress Scale (MDS).Methods: The modified MDS scale was subjected to content and cultural validity. The scale was administered to 347 nurses. Psychometric analysis were performed to assess construct validity.Results: The scale consists of 11 items, investigating MD in nursing practice in different clinical settings. The dimensionality of the scale was investigated through exploratory factor analysis (EFA), which showed a two-dimensional structure labeled futility and potential damage. The futility refers to feelings of powerlessness and ineffectiveness in some clinical situations; the potential damage dimension captures feelings of powerlessness when nurses are forced to tolerate or perform perceived abusive clinical proceedings. Nurses who experienced higher MD, were more lilely to experience burnout.Conclusions: The modified MDS showed good psychometric properties, and it is valid and reliable for assessing moral distress among Italian nurses. Hence, the modified MDS allows to monitor the distress experienced by nurses and it is an important contribution to the scientific community and all those dealing with well-being of health workers.Keywords: moral distress, professional burnout, medical futility, nursing ethics, clinical ethicsScala sullo Stress Morale Modificata (MDS-11): Studio di Validazione tra gli Infermieri ItalianiIntroduzione: Lo stress morale (DM) ha implicazioni significative sul benessere individuale e sull'organizzazione lavorativa. Tuttavia allo stato attuale non disponiamo di uno strumento per valutare il DM tra gli infermieri italiani. Obiettivo: Lo scopo principale del presente studio è stato quello di validare uno strumento sintetico per la valutazione del MD, sviluppato dalla Scala dello Stress Morale di Corley (MDS).Metodo: La MDS modificata è stata sottoposta a validití  di contenuto e culturale. La scala è stata quindi somministrata a 347 infermieri. Si è eseguita l'analisi psicometrica per valutare la validití  di costrutto.Risultati: La scala consta di 11 items che studiano il moral distress nell'assistenza infermieristica in diversi setting clinici. Le dimensioni della Scala sono state studiate con l'analisi fattoriale esplorativa (EFA), che ha evidenziato che essa consta di due dimensioni chiamate futilití  e danno potenziale. La futilití  si riferisce a sentimenti di impotenza e di inefficacia in alcune situazioni cliniche; a dimensione del danno potenziale cattura invece i sentimenti di impotenza quando si è costretti a tollerare o ad eseguire procedure cliniche ritenute abusive. Gli infermieri che maggiormente sperimentavano MD, erano più probabilmente esposti al burnout.Conclusioni: La MDS modificata ha buone proprietí  psicometriche, ed è uno strumento valido e affidabile per la misurazione dello stress morale tra gli infermieri italiani. Quindi la MDS modificata permette di monitorare lo stress morale vissuto dagli infermieri, e fornisce un importante contributo alla comunití  scientifica e a tutti coloro che si occupano di benessere e salute dei lavoratori.Parole chiave: stress morale, burnout, futilití  medica, etica infermieristica, etica clinic

    Ringraziamenti Revisori Professioni Infermieristiche 2017

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    Ringraziamenti Revisori Professioni infermieristiche 201

    Ridurre gli errori da somministrazione dei farmaci attraverso una casacca segnaletica ed una cartellonistica di non disturbo.

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    Introduzione: In Italia i dati pervenuti dall'Osservatorio degli eventi sentinella tra il 2005 e il 2010 hanno descritto 873 eventi di cui il 4%, circa 35 casi, ha provocato morte, coma o gravi alterazioni funzionali per errori di somministrazione, dovuti all'infermiere. La connessione tra le interruzioni e la sicurezza dei pazienti sono state sottolineate negli Usa dall'Institute of Medicine come aspetto chiave per migliorare la sicurezza dell'assistenza infermieristica. Le compagnie aeree studiano il problema gií  dagli anni 60; ciò ha ridotto notevolmente gli incidenti da distrazione.Obiettivo: L'ipotesi dello studio è stata di dimostrare che gli infermieri che somministrano la terapia, se non vengono interrotti e in presenza di un abbigliamento dedicato ed una cartellonistica di non disturbo, riducono gli errori in fase di somministrazione dei farmaci.Metodi: Studio quasi sperimentale con campione di convenienza diretto alla scoperta di relazioni causa-effetto che portano alla riduzione di errori in fase di somministrazione dei farmaci, attraverso un abbigliamento dedicato ed una cartellonistica di non disturbo. Lo studio è stato condotto in quattro ospedali di Roma con polo universitario associato. I dati sono stati raccolti con lo strumento (Medication Administration Distraction Observation Sheet).Risultati: Nei quattro ospedali che hanno partecipato allo studio sono state compilate 688 schede di osservazione delle distrazioni, 356 (51,7%) per il gruppo controllo e 332 (48,3%) per il gruppo sperimentale, di cui 132 nell'ospedale 1, 143 nell'ospedale 2, 144 nel terzo ospedale e 269 nell'ospedale 4. Analizzando i 4 ospedali emerge che nel gruppo sperimentale alcune delle distrazioni medie sono significativamente più basse rispetto al gruppo controllo (distrazioni degli infermieri e conversazioni). Alcune distrazioni risultano, tuttavia, maggiori nel gruppo sperimentale rispetto al gruppo controllo (distrazione telefoniche, altri degenti, rumori). Infine, non emerge una differenza significativa nelle distrazioni dovute alle variabili: medici, altro personale, visite dei parenti/visitatori, prescrizioni ed emergenze.Conclusioni: Le distrazioni degli infermieri possono causare molti errori durante tutta la fase di somministrazione dei farmaci. L'utilizzo della casacca ad alta visibilití  per la somministrazione dei farmaci si è dimostrato utile. Tuttavia, deve essere supportato da un efficace lavoro in team, da una cartellonistica di non disturbo estesa a tutti gli ambienti di lavoro e da una formazione che non può limitarsi al solo personale che somministra i farmaci.Parole chiave: errori di somministrazione, interruzioni, distrazioni, casacca di sicurezza, segnaletica di non disturbo.–––––––Reducing drug administration errors using "Do not disturb" tabards and signsABSTRACT Introduction: According to the report published by the Italian Ministry Health on sentinel events collected between 2005-2010, 873 events were reported, of which 4% (about 35) led to mortality, coma or serious functional disorders due to drug administration errors made by nurses. The link between interruptions and patient safety has been emphasized in the USA by the Institute of Medicine as a pivotal variable to improve the quality of nursing care. Airline companies have studied this problem since the 1960s, with a significant reduction of accidents.Objective: This study emphasized that nurses who are never interrupted or distracted, by using "˜Do not disturb' tabards and signs, reduce errors during the administration of drugs.Methods: Quasi-experimental study on a convenience sample to explore the cause-effect relationship that reduces errors during drug administration by wearing a "˜Do not disturb' tabard and signs. This study was conducted in 8 similar medicine and surgery units within 4 teaching hospitals in Rome. Of these 8 units, 4 were identified for the experimental group and 4 for the control group. Data were collected using the Medication Administration Distraction Observation Sheet tool. Data were analysed using SPSS 10.00 software.Results: In the four hospitals that participated to the research were filled out 688 observational sheets, 356 (51,7%) for the control group and 332 (48,3%) for the experimental group. 132 were completed in the hospital 1, 143 in the hospital 2, 144 in the hospital 3 e 269 in the hospital 4. Analyzing the four hospitals, it emerged that in the experimental cohort some of the distractions calculated by the mean were lower compared with the control group (distractions by nurses and conversation). Yet, some distractions resulted greater in the experimental group respect to the control group (phone calls, other patients, external noise). At last, it did not emerge a significant difference in the distractions connected to variables such as: physicians, other personnel, visitors, and emergency situations.Conclusions: Distractions can lead to many errors throughout the drug administration phase. Wearing a high visibility vest while administering drugs proved to be very useful. However, this needs to be supported by effective teamwork, "˜do not disturb' signs in all the workplace rooms, and by an education program that should not be limited only to those who administer drugs. Keywords: administration errors, interruptions, distractions, safety tabard, not disturb signs

    Errori in medicina: la percezione degli studenti in Infermieristica di Roma

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    Introduzione: L'errore in medicina è da sempre oggetto di discussione nei dibattiti scientifici. Scopo del presente studio è quello di valutare il grado conoscenza, attitudine e comportamenti degli studenti in Infermieristica in relazione all'errore in ambito sanitario.Metodi: E' stato somministrato a 231 studenti di Infermieristica della Sapienza Universití  di Roma (171 femmine e 60 maschi), con un'etí  compresa tra 21 e 45 anni, un questionario strutturato in tre domande che indagano le esperienze e le opinioni circa gli errori riscontrati nella pratica medica, le cause sottostanti ad essi e gli errori che non andrebbero mai commessi. I dati sono stati raccolti, stratificati per sesso, etí , stato civile, e analizzati con il test χ2. La significativití  è stata fissata a p≤0.05.Risultati: I 5 errori riscontrati più frequentemente nella pratica clinica da parte degli studenti sono risultati i seguenti: Errori che favoriscono l'insorgenza di infezioni ospedaliere (58.9%); Non aderenza ai protocolli (50.2%); Assistenza al paziente (45.9 %); Errori dovuti alla somministrazione di terapie e farmaci (45.9 %); Errori relativi all'esecuzione di prelievi (35.9%). Le cinque cause ritenute più frequentemente responsabili di tali errori sono risultate: la fretta (70.1%), seguita da negligenza/superficialití  (55%); disorganizzazione (51.5%); non rispetto delle norme igieniche/sterilití  (50.6%) e disattenzione (42.9%). Relativamente agli errori che non si dovrebbero mai commettere, gli studenti hanno indicato con maggiore frequenza: gli errori di somministrazione di terapie/farmaci (69.3%); gli errori di prescrizione di terapie/farmaci (58.9%); gli errori relativi agli interventi chirurgici (52.8%); lo scambio di paziente o errata identificazione del paziente (50.6%); gli errori che favoriscono l'insorgenza di infezioni ospedaliere (48.1%).Conclusioni: Dai risultati di questo studio emerge l'importanza di una cultura dell'errore in medicina, anche nell'ambito della formazione undergraduate, al fine di formare e sensibilizzare i futuri operatori sanitari a tale problematica promuovendo la sicurezza dei pazienti e la qualití  dei servizi sanitari.Parole chiave: errore in medicina, conoscenze, opinioni, attitudini Errors in Medicine: perceptions of nursing students in RomeIntroduction: The error in medicine has long been discussed in scientific debates. The purpose of this study is to evaluate the degree knowledge, attitude and behavior of students in Nursing for the failure in the health sector. Methods: It was administered to 231 students of Nursing of the Sapienza University of Rome (171 females and 60 males), aged between 21 and 45 years, a structured questionnaire in three questions that explore the experiences and opinions about the errors found in medical practice, the causes underlying them and the mistakes that should never be committed. Data were collected, stratified by sex, age, marital status, and analyzed using the χ2 test. Significance was set at p≤0.05.Results: The 5 errors found more frequently in clinical practice by the students were the following: Errors that favors the onset of hospital infections (58.9%); Non adherence to protocols (50.2%); Patient care (45.9%); Errors due to the administration of therapies and drugs (45.9%); Errors relating to the execution of withdrawals (35.9%). The five cases considered most frequently responsible for such errors were: the rush (70.1%), followed by neglect / superficial (55%); disorganization (51.5%); not hygienically / infertility (50.6%) and inattention (42.9%). With regard to the errors that you should never commit, students have shown more frequently: the errors of administration of therapies / medications (69.3%); errors of prescription therapies / medications (58.9%); errors related to surgery (52.8%); the exchange of patient or misidentification of the patient (50.6%); errors that favor the occurrence of hospital infections (48.1%).Conclusions: The results of this study shows the importance of a culture of error in medicine, also as part of undergraduate education, in order to train and educate future health professionals to this issue in order to promoting patient safety and quality of health.Keywords: error in medicine, knowledge, opinions, attitude"

    Il Patient Dignity Inventory è utilizzabile anche in pazienti che non sono in fine vita? Struttura fattoriale e invarianza in pazienti con patologie croniche

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    Introduzione: il senso di dignití  è un sentimento multifattoriale influenzato anche dal contesto delle relazioni assistenziali. Il PDI è uno strumento che consente di indagare tale costrutto, ma le sue caratteristiche psicometriche non sono state sufficientemente indagate in popolazioni diverse da quella dei pazienti oncologici in fine vita. L'obiettivo di questo studio è di esaminare le caratteristiche psicometriche del PDI in un gruppo di pazienti cronici in situazioni cliniche non terminali e di verificare l'invarianza dello strumento rispetto alle caratteristiche individuali dei pazienti.Metodi: è stato condotto uno studio multicentrico e sono stati presi in considerazione 421 pazienti in regime ambulatoriale o di ricovero strutture di area specialistica medica, chirurgica ed oncologica. Lo studio sulla validití  del PDI in questa popolazione è stato realizzato mediante i modelli di equazioni strutturali (SEM), l'attendibilití  è stata valutata mediante l'Alpha di Cronbach, mentre l'invarianza è stata studiata mediante analisi multigruppo.Risultati: i risultati sembrano confermare la monodimensionalití  della struttura teorica ed una ottima attendibilití . Seppure con interventi finalizzati all'ottimizzazione del modello, gli indici di fit evidenziano un buon adattamento dei dati al modello di riferimento. Lo strumento è invariante rispetto alle caratteristiche individuali (sesso ed etí ), ma non sembra essere appropriato per tutti i pazienti cronici.Discussione: seppure con alcune cautele riguardanti lo stato di avanzamento della patologia, il PDI-IT sembra essere uno strumento valido, attendibile, utile a misurare il senso di dignití  anche in popolazioni di pazienti cronici. Sviluppi futuri della ricerca potrebbero prevedere lo sviluppo di versione ridotta dello strumento. Parole chiave: cronicití ; Patient Dignity Inventory; invarianza. abstractIs the Patient Dignity Inventory suitable even for not end of life patients? Factorial structure and invariance in chronic patients ABSTRACTIntroduction: the sense of dignity is a multifactorial feeling influenced also by the healthcare context. PDI-IT is a tool that measures this construct, but its psychometric characteristics have not been adequately investigated in patients which are not experiencing and End-Of-Life condition. The aim of this study is to examine the psychometric characteristics of PDI-IT in a group of non-terminal chronic patients and to verify the instrument's invariance with respect to the individual characteristics of patients.Methods: a multicentric study was conducted on 421 patients undergoing ambulatory care or hospitalized in specialized medical, surgical and oncological areas. The study of the PDI-IT validity in this population was achieved by structural equation (SEM) models; reliability was assessed by Cronbach's Alpha, whereas invariance was studied through multigroup analysis.Results: findings show an excellent reliability and confirm the monodimensionality of the theoretical structure. After the model optimization interventions, fit indices point out a good data fitting on the reference model. The instrument is invariant with respect to individual characteristics (sex and age) but does not appear to be appropriate for all chronic patients.Discussion: although with some cautions about the state of progression of the disease, PDI-IT seems to be a valid and reliable tool, useful in measuring the sense of dignity even in populations of chronic patients. Future research should address the development of a short form of the tool. Keywords: chronicity; Patient Dignity Inventory; invariance

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