Professioni Infermieristiche (Consociazione Nazionale Delle Associazioni Infermiere/i)
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Un saluto a tutti gli Associati e Lettori di Professioni Infermieristiche
Cari Associati e Lettori di Professioni infermieristiche,approfitto dell'ultimo numero della nostra Rivista, organo di stampa di CNAI, per dare un saluto a tutti e augurare al nuovo CdA di CNAI nei prossimi quattro anni, guidato dal Presidente Walter De Caro, di proseguire al meglio il suo lavoro culturale che sarí sempre più rilevante nel panorama infermieristico italiano.Abbiamo concluso un XXI Congresso nazionale CNAI davvero stimolante, che ha toccato temi essenziali per il futuro dello sviluppo delle scienze infermieristiche nel nostro Paese e, quindi, per la necessaria differenziazione di competenze specifiche che consentano agli infermieri di rispondere ai mutati bisogni delle persone che chiedono assistenza in contesti molto differenti da quelli tradizionali. Nella relazione di fine mandato ho cercato di insistere su ciò che mi preme di più, l'essenza dell'assistenza infermieristica e le nostre radici, l'identití degli infermieri. I lettori hanno gií letto in passati Editoriali il mio personale pensiero in merito, ma approfitto della lettera inviata dal prof. Roger Watson tramite la collega prof.ssa Loredana Sasso, per rinforzare il messaggio. Ritenendo, quanto scritto da questi colleghi, in sintonia con ciò che mi premeva "consegnare" nella relazione congressuale, approfitto della nostra Rivista per diffondere il loro pensiero a tutti gli infermieri italiani. L'augurio è che Professioni infermieristiche, titolo quanto mai attuale vista la costituzione degli Ordini delle professioni infermieristiche (infermiere e infermiere pediatrico), sia sempre più un riferimento culturale e scientifico per tutti gli infermieri, con contributi che valorizzino sia gli aspetti fondamentali e teorici della nostra disciplina, sia gli aspetti specialistici che le numerose societí scientifiche e associazioni specialistiche possono offrire allo sviluppo dell'assistenza e al miglioramento delle cure.
Correlation between Work Engagement and Burnout among Registered Nurses: an Italian hospital survey - Correlazione tra Work Engagement e Burnout nel personale infermieristico: una indagine in Italia
Scopo: Questo studio analizza le correlazioni tra work engagement e burnout negli infermieri italiani. Introduzione: La letteratura identifica il work engagement come fattore protettivo nei confronti del burnout. Questi due fenomeni risentono delle influenze culturali e organizzative della popolazione studiata che non permettono di generalizzarne i risultati. In Italia non sono stati condotti studi che mettessero in relazione questi fenomeni.Metodo: Studio quantitativo osservazionale monocentrico. Sono stati somministrati ad un campione di convenienza di 318 infermieri di un ospedale italiano la Maslach Burnout Inventory e la Utrecht Work Engagement Scale per valutare i livelli di burnout e di work engagement e la correlazione tra di essi. I questionari sono stati somministrati tra il mese di luglio e agosto 2016. I dati sono stati analizzati per statistica descrittiva.Risultati: I risultati relativi al work engagement hanno evidenziato un vigore medio (57.2%) e un coinvolgimento medio (48%). I risultai relativi al burnout ne hanno dimostrato alti livelli nell'esaurimento emotivo (55%) e nella depersonalizzazione (41,5%). È emersa una stretta e significativa correlazione tra le tre dimensioni del burnout e le tre dimensioni del work engagement (p ≤0,01). Si può ritenere pertanto che un livello elevato di work engagement riduca sensibilmente il livello di burnout.Conclusioni: La correlazione tra Work Engagement e Burnout evidenziata negli infermieri italiani dovrebbe incoraggiare l'implementazione di strategie in grado di potenziare i livelli di work engagement al fine di contenere i livelli di burnout, migliorando il benessere degli operatori sanitari e influendo in maniera significativa sulla qualití del processo assistenziale.Parole Chiave: Benessere Lavorativo, Burnout, Work Engagement abstractCorrelation between Work Engagement and Burnout among Registered Nurses: an Italian hospital surveyAim: To investigate the correlation between work engagement and burnout among Italian nurses.Introduction: Work engagement is a protective factor against burnout. Both of them may be affected by the cultural and organizational features of the investigated population, which means that results cannot be generalized. In Italy studies to measure how they correlate have never been performed.Methods: Monocentric and quantitative observational study. The Maslach Burnout Inventory and the Utrecht Work Engagement Scale were used on a convenience sample of 318 nurses from an Italian hospital to assess the burnout and work engagement levels and to measure the existing correlation between the two conditions. Results: Work engagement assessment highlighted average values of vigor (57.2%) and absorption (48%), while data referring to burnout demonstrated high levels of emotional exhaustion (55%) and depersonalization (41,5%). The three burnout dimensions and the three work engagement dimensions showed a close and meaningful correlation (p ≤0,01). A correlation between work engagement and burnout has been found.Conclusions: The correlation between Work Engagement and Burnout highlighted in Italian nurses should encourage the implementation of strategies which may enhance work engagement levels to limit burnout, improving the well-being of healthcare workers and significantly influencing the quality of the care process.Keywords: Burnout, Job Satisfaction, Work Engagemen
Caring relationship: a qualitative research through the narratives of the students of the Bachelor of Science in Nursing degree
BACKGROUND: The caring relationship is a complex phenomenon, that is considered as a fun- damental patient-centred care activity. It is a nursing skill that is neither directly visible nor measurable and can be taught to students only by referring to other equally abstract and com- plex concepts.Issues such as care, communication, counselling, narrative nursing and empathy are addressed within specific modules under the Study Plan and dedicated to the caring relationship. However doubts persist on the experience of the students about caring relationship. Objectives: The aim of the study was understand caring relationship meanings and experiences in basic nursing education.DESIGN: A qualitative research according to the interpretative theory was conducted. Partecipants: The study involved second-year students of the Bachelor of Science in Nursing degree (BSN): at an University of northern Italy. METHODS: Data were collected through narratives of actual caring relationship experiences that students had during their clinical internships. RESULTS: The themes emerged from the accounts of 24 students were communication and the emotions related thereto. In particular, the perception of the loneliness of the patients, the characteristics associated with the ability of nurses to grasp this state and the feeling of well- being that is established in both people involved in a significant caring relationship, often based on active listening by the students. CONCLUSIONS: This study allowed us to understand the main characteristics of the students' experiences as they develop the ability to relate in a therapeutic way. Key words: Nurse-Patient relationship, nursing care, patient-centered care, nursing student Relazione di assistenza: una ricerca qualitativa attraverso le narrazioni degli studenti del corso di laurea in infermieristicaRIASSUNTOINTRODUZIONE: la relazione di assistenza è un fenomeno complesso, considerato un'attivitaÌ€ fonda- mentale dell'assistenza centrata sul paziente. EÌ€ una competenza infermieristica che non è neÌ diret- tamente visibile neÌ misurabile e puoÌ€ essere insegnata agli studenti solo facendo riferimento ad altri concetti ugualmente astratti e complessi. Questioni come cura, comunicazione, consulenza, assistenza infermieristica narrativa ed empatia sono affrontate all'interno di moduli specifici nell'ambito del Piano di studio e dedicate alla rela- zione assistenziale. Tuttavia, permangono dubbi sull'esperienza degli studenti sulla relazione assi- stenziale. OBIETTIVO: lo scopo dello studio è stato quello di comprendere i significati delle relazioni assisten- ziale e le esperienze nell'educazione infermieristica di base. DISEGNO: è stata condotta una ricerca qualitativa secondo la teoria interpretativa. Partecipanti: lo studio ha coinvolto studenti del secondo anno del corso di laurea in infermieristica (BSN) presso un'UniversitaÌ€ del nord Italia. METODI: i dati sono stati raccolti attraverso racconti di esperienze di relazioni assistenziali reali che gli studenti hanno avuto durante i loro tirocini clinici. Risultati: i temi emersi dai resoconti di 24 studenti sono stati la comunicazione e le emozioni ad esso correlate. In particolare, la percezione della solitudine dei pazienti, le caratteristiche associate alla capacitaÌ€ degli infermieri di cogliere questo stato e la sensazione di benessere che si instaura in entrambe le persone coinvolte in una relazione di cura significativa, spesso basata sull'ascolto attivo degli studenti. CONCLUSIONI: questo studio ci ha permesso di comprendere le principali caratteristiche delle espe- rienze degli studenti mentre sviluppano la capacitaÌ€ di relazionarsi in modo terapeutico. Parole chiave: relazione infermiere-paziente, assistenza infermieristica, assistenza centrata sul paziente, studente di infermieristic
Lo sviluppo della ricerca infermieristica in Italia a dieci anni dall'istituzione delle scuole dottorali
Introduzione: I Dottorati di Ricerca in Scienze Infermieristica sono stati lanciati in Italia nel 2006 e dopo dieci anni si è ritenuto importante analizzare come la ricerca infermieristica si sia sviluppata attraverso le quattro scuole di dottorato in infermieristica in Italia. La domanda di ricerca era: "In che modo le scuole di dottorato infermieristiche hanno contribuito allo sviluppo della ricerca infermieristica negli ultimi dieci anni?"Metodi: È stato condotto uno studio descrittivo a livello nazionale raccogliendo le pubblicazioni degli studenti delle quattro scuole dottorali in infermieristica di Firenze, Genova, L'Aquila e Roma che hanno frequentato il percorso dottorale tra il 2006 e il 2015. Per l'arruolamento dei partecipanti è stata inviata una survey online all'indirizzo mail di ciascuno studente fornito dall'Ateno di riferimento. Le pubblicazioni raccolte attraverso i curriculum vitae inviati dai partecipanti sono state verificate e integrate con i dati disponibili in Web of Science. È stato analizzato l'andamento delle pubblicazioni, considerando la tipologia delle riviste, l'Impact Factor (IF) e le tematiche.Risultati: Sono stati identificati 478 articoli scientifici pubblicati tra il 2006-2015, di cui 226 (47,59%) su riviste nazionali italiane e 250 (52,41%) su riviste internazionali. La maggior parte degli articoli scientifici (59,21%) è stata pubblicata in 30 riviste, di cui 15 avevano un Impact Factor (range 0,236 - 3,755). Gli argomenti principali riguardavano l'area clinica, i metodi di ricerca, la formazione, il management, l'etica e le politiche.Conclusioni: Tra il 2006 e il 2015, l'Italia ha prodotto conoscenze infermieristiche e dati scientifici che potranno essere utilizzati per migliorare la qualití dell'assistenza e a facilitare discussioni con i responsabili delle politiche sanitarie per affrontare meglio le sfide sanitarie del prossimo futuro. Parole chiave: Scuole dottorali; pubblicazioni scientifiche; evoluzione della ricerca; ricerca infermieristica
How to Design a Qualitative Health Research Study. Part 2: Data Generation and Analysis Considerations
In the first part of this article, we introduced methodological issues associated with study design, research questions, contexts, sampling, and recruiting for qualitative health research studies. Here, in this second part of the article, we continue providing health researchers with information on how to design a qualitative health research study and we aim to prepare novice researchers for entering the field. Specifically, by providing considerations for selecting data gathering strategies, differentiation of types of qualitative data and practical tips on how to go into the field. Then, we will briefly discuss data management, analysis and dissemination.Keywords: Research Methodology, Qualitative Research, Qualitative Health Research, Research Design, Data gathering, Data analysis. Come disegnare uno studio di ricerca sanitaria qualitativa. Parte 2: Considerazioni su generazione e analisi dei datiNella prima parte di questo articolo, abbiamo introdotto questioni metodologiche associate alla progettazione dello studio, domande di ricerca, contesto, campionamento e reclutamento per studi di ricerca qualitativa sanitaria. In questa seconda parte dell'articolo, continuiamo a fornire ai ricercatori della salute informazioni su come progettare uno studio di ricerca qualitativa sanitaria e ci proponiamo di preparare i ricercatori alle prime armi per andare sul campo. In particolare, fornendo considerazioni per la selezione della strategia di raccolta dati, differenziazione dei tipi di dati qualitativi e consigli pratici su come andare sul campo. Dopodiché, discuteremo brevemente la gestione, l'analisi e la diffusione dei dati.Parole Chiave: Metodologia della ricerca, Ricerca Qualitativa, Ricerca Sanitaria Qualitativa, Disegni di Ricerca, Raccolta Dati, Analisi dei dat
Politiche professionali: studio qualitativo sulle percezioni e le opinioni dei professionisti infermieri/ostetriche e degli studenti della Laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche.
Introduzione. La politica, ovvero la scienza e l'arte di amministrare la cosa pubblica, è un ambito di grande importanza e occuparsi di politica professionale significa dedicarsi al bene della professione. Le politiche professionali sono parte integrante del prendersi cura e la famiglia professionale ha bisogno di punti chiari di riferimento: formazione, tutela, promozione, rappresentanza istituzionale.Obiettivo. Esplorare percezioni, idealití , immaginario condiviso e desideri circa le politiche professionali di infermieri/ostetriche e studenti della laurea magistrale per riuscire ad avere una rappresentazione della realtí e avviare una riflessione critica sul tema. Metodo. È stato effettuato uno studio qualitativo su un campione propositivo di 22 professionisti infermieri/ostetriche quali testimoni qualificati della situazione nazionale. I dati sono stati raccolti attraverso un questionario costruito ad hoc.Risultati. Dall'analisi delle risposte sono emersi 10 temi principali, tra i quali spiccano: per la formazione l'importanza delle nuove conoscenze ma anche la scarsa differenziazione dei ruoli; per l'ambito lavorativo l'assenza di meritocrazia e di nuove opportunití ; per la ricerca il divario tra teoria e pratica. In sintesi, i risultati evidenziano come la partecipazione ai processi di formazione delle politiche sia saltuaria e di poca intensití e come pochi infermieri/ostetriche siano coinvolti attivamente per la promozione e sviluppo di progetti nel settore delle politiche per i sistemi sanitari e per la salute.Conclusioni. L'indagine rileva che vi è una coscienza forte delle problematicití esistenti, ma questa coscienza non sembra relazionarsi adeguatamente ai contesti lavorativi, istituzionali e culturali. Di conseguenza non si verifica quella necessaria crescita delle politiche professionali, la sola capace di generare percorsi politici atti a risolvere le questioni di fondo. Parole chiave: politica sanitaria, partecipazione politica, infermieri/ostetriche, leadership politica.Professional policies: a qualitative study of perceptions and opinions of professionals nurses/midwives and students attending the Master of Science in NursingABSTRACTIntroduction. Politics, the science and the art of administering public affairs, is a very important field. Dealing with professional policy means to dedicate ourselves to the good of the profession. Professional policies are an integral part of taking care; the professional family needs clear reference points: training, tutoring, promotion and institutional representation.Aim. Exploring perceptions, ideals, shared imagination and desires about the professional policies of nurses/midwives and of master's students in order to be able to have a representation of the reality and to start a critical reflection on the subject. Method. A qualitative study was conducted on a proactive sample of 22 nurses / midwives as qualified witnesses of the national situation. The data was collected through a questionnaire built ad hoc.Results. From the analysis of the answers given to the questionnaire, we identified 10 main themes. In the training sector two of the themes that were selected are the importance of the new knowledges and inadequate differentiation of the positions; Regarding the working sector two of the themes that came out are the lack of meritocracy and of new opportunities; meanwhile, in the research field one of the main theme identified is the gap between the theory and the practice.Conclusions. The present study finds out that participation in policy-making processes is occasional and of little intensity: just few nurses/midwives are actively involved in the promotion and development of projects in the health sector and of healthcare policies. Keywords: health policy, political participation, nurses/midwiferies, political leadership
Assistenza infermieristica: cosa è e cosa non è nel 2018.
Intendo concludere questo mio secondo mandato proponendo degli stimoli per riattivare il dibattito sulle scienze infermieristiche, sull'essenza o il core o nucleo centrale di ciò che siamo e facciamo noi infermieri (quello che in letteratura si trova come the essence of nursing ). Mi ha confortato, in questo costante desiderio, la compagnia di colleghi molto più giovani di me e di numerosi autori i cui contributi metterò in bibliografia per chi desiderasse approfondire perché il tempo oggi è - ovviamente - limitato e i punti da toccare numerosi e profondi (vi promettiamo renderemo accessibile uno scritto più completo).Fra gli autori cito per tutti Virginia Henderson (Henderson, 1980). Nel 1979 le fu affidato il tema: Che cosa consente di preservare l'essenza dell'assistenza infermieristica nell'era tecnologica?La rilettura di questo suo interessante contributo della fine degli anni Settanta del Secolo scorso è stato illuminante rispetto al momento che sta attraversando la nostra professione in Italia oggi. La Henderson portò motivi, considerazioni, fatti, risultati di ricerche e la sua esperienza per indicare cosa consentirí di mantenere the essence of nursing , cosa consentirí agli infermieri di avere una funzione unica nella societí negli ambiti dell'organizzazione (administration ), della formazione, della ricerca e della pratica.Era comunque preoccupata.Anche la lettura sociologica dell'evoluzione delle professioni sanitarie, che mostra come la definizione dei ruoli, delle competenze e delle identití professionali non sia data una volta per tutte, ma dipenda da numerose variabili che mutano in continuazione chiede a tutti noi di essere protagonisti del cambiamento in atto, di esserne consapevoli (Tousijn, Dimonte, 2016). Ed abbiamo presente la persistente – legittima, per l'amor del cielo – spinta verso le competenze avanzate (che ormai sono diventate un mantra, specie nella rete). A questa si è aggiunta la battaglia contro il demansionamento, ora assunto ufficialmente come fenomeno oggetto di analisi e studio dalla nostra Federazione ("tema costante nella sua agenda di confronto, analisi e proposte su più livelli anche per individuare forme concrete di intervento", FNOPI, 1 settembre 2018). Non s'intende negare la presenza di questo fenomeno, s'intende però sollecitare un confronto più ampio e profondo sul "fare" infermieristico, legato, appunto, innanzitutto all'"essere"
Disturbi del sonno e stato di fragilití nell'anziano: una revisione narrativa
SCOPO: Obiettivo di questo studio è quello di esplorare la letteratura in merito all'impatto che possano avere i disturbi del sonno sul livello di fragilití dell'anziano, e, viceversa, la possibile correlazione tra il livello di fragilití rilevato ed eventuale alterazione del sonno stesso.METODO: E' stata condotta una revisione narrativa. La ricerca si è avvalsa delle banche dati MEDLINE, Cochrane, EMBASE, Cinahl. Sono stati inclusi studi di coorte osservazionali prospettici, trasversali, retrospettivi, pubblicati dal 2000 al 2015. La valutazione critica di qualití è stata condotta utilizzando lo STROBE statement.RISULTATI: Dall'analisi della letteratura condotta, si includono 8 studi. Crescenti prove di efficacia esitano nel definire una possibile correlazione biunivoca tra la fragilití dell'anziano e una scarsa qualití del sonno, eccesso di ore diurne dormite e ridotta efficacia nel riposo. Potenziali esiti di grande impatto, derivanti da alterazioni del sonno nell'anziano, si possono osservare nella mortalití , stato depressivo e alterazione dell'autonomia funzionale. CONCLUSIONI: Interventi sul ritmo circadiano potrebbero avere implicazioni cliniche rilevanti sull'anziano fragile. L'interesse infermieristico dovrebbe orientarsi all'utilizzo di strumenti validati, al fine di evidenziare i prodromi di eventuali disturbi del sonno, con lo scopo di posticipare od ovviare agli outcomes derivanti. La pianificazione di attivití determinanti stimoli, al fine di agevolare momenti di aggregazione, non farebbe altro che incentivare il desiderio di appartenenza, fungendo da sollecitazione cognitiva continua.Parole Chiave: Anziano fragile, Disturbi del sonno, etí avanzata abstract AIM: Sleep disorders and frailty status in older people: a narrative reviewAbstractAIM: The aim of this study is to review the impact of sleep-related disorders on the level of elder frailty, and, conversely, the possible correlation between the level of fragility detected and eventually related poor sleep.METHOD: A narrative review have been conducted. Comprehensive database searches of MEDLINE, Cochrane, EMBASE, Cinahl were undertaken. Both prospective, cross selectional and retrospective observational cohort studies, published from 2000 to 2015, have been included. Appraisal and analysis using the STROBE statement have been undertaken.RESULTS: 8 studies are included. Increasing evidence supports possible bidirectional correlation between elder frailty and poor sleep, excessive daytime sleepiness and decreased sleep efficiency. Potential outcomes relevant to these sleep disorders in old age include mortality, depression and altered functional autonomy.CONCLUSION: Interventions on the circadian rhythm could have significant clinical implications in the frail elderly. The nursing interest should be geared to the use of validated tools, in order to detect the first signs of any sleeping disorder, in order to postpone or overcome the outcomes derived. The planning of stimulating activities, to facilitate moments of aggregation, would only increase the desire of belonging, as continuous cognitive stimulation.Keywords: Frail Elderly, Sleep Wake Disorders, Age
The effectiveness of education on symptoms recognition in heart failure patients to manage self-care: a systematic review protocol - L'efficacia dell'istruzione sul riconoscimento dei sintomi in pazienti affetti da insufficienza cardiaca ai fini del self-care: un protocollo di revisione sistematica
Aim: Heart failure is a chronic disease with a complex regimen treatment. Patients must have to enroll in a disease management program to engage in self-care. However, symptom recognition is a difficult step to manage by patients, as they tend to wait for the symptoms to disappear. The aim of this study is to verify if patients with heart failure can recognize early signs of the disease.Methods: A systematic review will be carried out to analyze the effectiveness of patient education in detecting heart failure symptoms. Results: The systematic review will provide data to understand if patient education on heart failure symptom recognition is effective on reducing hospital admissions.Conclusion: Patients with heart failure struggle daily in balancing self-care. If not taught about what symptoms to expect, patients will sit and wait at home, resulting in severe hospital admissions. Previous systematic reviews and meta-analysis focused on associations among symptoms in individuals with heart failure, or on a multicomponent Heart failure management programs, with several teaching topics. This protocol for a new review, which will focus on symptom monitoring by patients with heart failure, and the development of this skill positively interferes with self-care and avoids hospital readmissions. Keywords: Heart failure, Symptom assessment, self-care, self-management.L'efficacia dell'istruzione sul riconoscimento dei sintomi in pazienti affetti da insufficienza cardiaca ai fini del self-care: un protocollo di revisione sistematicaScopo: L'insufficienza cardiaca è una malattia cronica caratterizzata da un complesso regime di trattamento. I pazienti devono registrarsi a un programma di gestione del trattamento della patologia anche ai fini del self care. Tuttavia, il riconoscimento dei sintomi è una fase difficilmente gestibile dai pazienti, poiché essi tendono ad attenderne la scomparsa. Lo scopo di questo studio è verificare se i pazienti affetti da insufficienza cardiaca sappiano riconoscere i primi segnali della malattia.Metodo: Sarí effettuata una revisione sistematica al fine di analizzare l'efficacia dell'istruzione dei pazienti nel rilevamento dei sintomi legati all'insufficienza cardiaca.Risultati: La revisione sistematica fornirí dati atti a comprendere se l'istruzione dei pazienti in materia di insufficienza cardiaca sia efficace nella riduzione dei ricoveri ospedalieri.Conclusioni: I pazienti affetti da insufficienza cardiaca lottano quotidianamente per trovare un equilibrio in merito all'automedicazione. Se non istruiti sui sintomi da attendersi, i pazienti resterebbero a casa ad aspettarli, determinando cosí¬ ricoveri ospedalieri gravi. Le precedenti revisioni sistematiche e meta-analisi si sono concentrate sulle associazioni tra i sintomi nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca o su programmi di gestione dell'insufficienza cardiaca caratterizzati da più componenti, con diversi argomenti didattici. Il presente protocollo di revisione è incentrato sul monitoraggio dei sintomi da parte dei pazienti affetti da insufficienza cardiaca, e lo sviluppo di questa abilití interferirí positivamente con l'automedicazione, evitando più ricoveri ospedalieri.Parole Chiave: Scompenso cardiaco, gestione dei sintomi, self-care, self-management
La ricerca nella pratica infermieristica italiana: una revisione estensiva della letteratura - Research in Italian nursing practice: an extensive review of literature
RIASSUNTO SCOPO: individuare l'orientamento della ricerca infermieristica italiana nella pratica assistenziale evidenziandone punti di forza, eventuali necessitaÌ€ di miglioramento, suggerimenti e raccomandazioni per aumentare lo sviluppo della conoscenza. METODO: è stata condotta una revisione estensiva della letteratura (scoping review) consultando le seguenti banche dati: PubMed, CINAHL, PsycINFO, Biosis e Scopus, nell'intervallo di tempo compreso tra gennaio 2006 e luglio 2016. RISULTATI: Su un totale di 5635 pubblicazioni, 35 sono state individuate come pertinenti al quesito di ricerca. Queste evidenziano l'evoluzione e i cambiamenti messi in atto dagli infermieri in Italia nel proprio agire professionale in funzione delle migliori evidenze disponibili soprattutto a partire dal 2011/2012. Molte pubblicazioni riguardano l'implementazione di nuove procedure tecniche o sistemi educativi per il paziente, mancano invece studi finalizzati a dimostrare l'efficacia delle cure infermie- ristiche e i loro effetti sui pazienti. Molti studi non appartengono a filoni di ricerca o a progetti piuÌ€ ampi, cosiÌ€ come quasi nessuno ha visto la partecipazione di gruppi di ricerca internazionali. Per quanto riguarda gli ambienti clinici in cui sono stati condotti gli studi analizzati, la maggior parte sono rappre- sentati da realtaÌ€ ospedaliere e l'attenzione è stata rivolta principalmente a pazienti in fase acuta di malattia; pochi studi hanno indagato invece soggetti affetti da patologie croniche, anziani o sono stati condotti in realtaÌ€ assistenziali quali le case di riposo. Altro elemento che si puoÌ€ rilevare dalla presente revisione è la prevalenza di studi quantitativi, con i disegni di studio descrittivo, utilizzo di questionari molto spesso creati ad hoc e l'arruolamento di campioni di popolazione di convenienza. Quanto rile- vato indica la necessitaÌ€ di rivedere gli orientamenti della ricerca infermieristica italiana, ponendo l'at- tenzione sulle prioritaÌ€ emergenti a livello clinico e assistenziale. Tutto questo dovrebbe avvenire garan- tendo una sorta di compromesso tra le esigenze degli infermieri e i bisogni assistenziali dei pazienti. CONCLUSIONI: gli infermieri italiani nella ricerca rivolta alla pratica assistenziale prediligono temi legati ad aspetti tecnici ed educativi. Manca quasi completamente negli studi la parte teorica o un framework filosofico/teorico di riferimento, suggerendo la necessitaÌ€ di condurre nuovi studi e appro- fondimenti. I ricercatori italiani nella maggior parte dei casi non sembrano seguire dei filoni dettati da prioritaÌ€ di ricerca, indicando di conseguenza, l'esigenza di rivedere gli ambiti assistenziali che neces- sitano di essere sviluppati, esplorati o consolidati. Per gli infermieri italiani la ricerca è quindi un ambito ancora in fase di sviluppo e consolidamento, ma con forti potenzialitaÌ€ per il futuro. PAROLE CHIAVE: ricerca infermieristica, pratica professionale, assistenza infermieristica, rapporto infermiere-paziente, qualitaÌ€ nell'assistenza. ABSTRACT PURPOSE: To identify orientations in Italian nursing research regarding nursing practice, highlighting strengths, needs for improvement, as well as suggestions and recommendations for promoting the future development of nursing knowledge. METHOD: An extensive review of the literature was conducted (scoping review) by consulting the following databases: PubMed, CINAHL, PsycINFO, Biosis and Scopus, for the time interval between January 2006 and July 2016. RESULTS: Out of a total of 5635 publications, 35 were identified as relevant to the research question. These highlighted the changes implemented by nurses in Italy through their professional actions according to the best available evidence, especially since 2011/2012. Many publications relate to the implementation of new technical procedures or educational systems for patients, but there is a lack of studies that examine the effectiveness of nursing care and its effects on patients. Many studies do not belong within a program of research or larger projects, and virtually none involve participation in inter- national research teams. With regard to the clinical environments in which the studies were conducted, the majority involved hospitals and the focus was mainly on patients in an acute phase of an illness. Few studies have investigated persons with chronic illnesses, the elderly or have been conducted in long-term care settings such as nursing homes. Another finding identified in this review is the prevalence of quantitative studies, with descriptive study designs, the use of questionnaires that were often created ad hoc, and the recruitment of samples from "˜convenience' populations. These findings highlight the need to further review orientations in the Italian nursing research literature, focusing attention on emerging clinical priorities. This should be done through a process that balances the needs of nurses and with those the patients. CONCLUSIONS: Italian nursing researchers tend to focus their investigations on technical and educa- tional topics. Theoretical or philosophical frameworks are almost completely missing in the literature, highlighting the need for more work in this area. In most cases, Italian researchers do not seem to follow research tracks based on research priorities, highlighting the need to review practice settings to identify areas that need to be developed, explored or consolidated. For Italian nurses, research is an area that is still under development and consolidation, but with strong potential for the future. KEYWORDS: Nurse-Patient Relations, Nursing Care, Quality of Nursing Care, Nursing Practice, Empirical Research