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Ascolta, esegui e consegna. Le istruzioni di PISA per gli insegnanti
In this paper, I analyse the consequences that PISA (Programme for International Students Assess-ment) and the OECD’s educational agenda have had on schooling, as well as the conception of teach-ing that the OECD nurtures. I shall make my point conceptually by analysing the OECD’s public documents – publications, videos, webpages, and brochures – thus unravelling the OECD’s educational gesture and its underlying ethical framework. Specifically, I argue that the OECD’s explicit gesture of shaping the educational arena from above risks producing a picture of schooling in which both teachers and students merely have to listen to the OECD’s educational discourse, executing the related dictates, thus delivering OECD’s educational provision worldwide. In the final part of the paper, drawing from Heidegger and Arendt, I attempt to lay out a different way of conceiving edu-cational relationships if freed from the OECD’s educational order.In questo contributo vengono esaminate le conseguenze che il test PISA e l'agenda educativa dell'OCSE hanno sul modo di fare scuola, e l'idea dell'insegnamento che l'OCSE contribuisce a diffondere. Il contributo è¨ un'analisi concettuale e procede attraverso la disamina di documenti, pubblicazioni, video, pagine web dell'OCSE, rivelando cosè l'atteggiamento educativo del'Organizzazione e il suo implicito etico. Più specificamente, viene argomentato come l'atteggiamento dell'OCSE di volere costruire un unico framework per il modo di educare e fare scuola nel mondo rischi di produrre una classe docente unicamente esecutrice dei suoi dettami. Nella parte finale del contributo, partendo dall'opera di Hannah Arendt e di Martin Heidegger, viene delineato un diverso modo di intendere l'educazione e l'insegnamento
Brevi note sul processo multifattoriale di radicalizzazione
Il contributo si prefigge di analizzare i tratti salienti del processo di radicalizzazione al fondamenta-lismo comunemente noto, con aggettivazioni tendenzialmente approssimative e controverse, come "islamico" o "jihadista". La radicalizzazione risulta ancora oggi una questione aperta, complessa e scatenata da molteplici fattori. Il lavoro esamina il concetto di radicalizzazione e si propone una ricostruzione delle relative concause nella potenziale progressione verso la meta finale, rappresentata dalla violenza terroristica. La parte conclusiva del lavoro effettua brevi considerazioni in merito ai limiti delle attuali strategie di contrasto alla radicalizzazione e al terrorismo ed abbozza alcune possibili strade da percorrere in un'ottica preventiva
Il fenomeno del cyberstalking dopo la Novella Legislativa n. 119 del 2013: recenti questioni socio-criminologiche ed attuali contrasti dogmatici
Il contributo analizza dal punto di vista socio-criminologico il fenomeno del cyberstalking, che si esplica nella realizzazione di una serie di molestie reiterate attraverso l’impiego di Internet o di altri dispositivi simili, con conseguente influenza negativa sulla sfera psichica della vittima. Infatti, l’uso delle nuove tecnologie scientifiche, la velocità di accesso alle informazioni e la possibilità di creare nuove dinamiche relazionali, ha determinato una più agevole intromissione nella vita privata dell’altrui individuo, che molto spesso degenera nella sistematica aggressione del bene giuridico della libertà morale. Il Parlamento Italiano, con legge n. 119 del 15 ottobre 2013, ha previsto l’estensione della circostanza aggravante speciale ad efficacia comune ex. art. 612 bis, comma secondo, c.p. alle ipotesi in cui le molestie assillanti siano compiute mediante strumenti telematici e/ o informatici. Tuttavia, tale riforma legislativa è stata elaborata con lo scopo di tranquillizzare la collettività, secondo un’impostazione fondata sulla legislazione simbolica e non sulla corretta osservanza del principio di tassatività dell’illecito penale. 
Il lavoro con i familiari dei sex offender come strumento trattamentale
In the construction of a “treatment field” both intramural and larger community treatment resources are fundamental. Thetreatment field creates an alliance between treatment experts and external, community resources such that a “benevolentsocial control” is favoured. From this perspective, it is crucial to extend responsibility to the relatives of sex offenders through a narrative process. The aim is to help the relatives both acknowledge and accept the resultant pain stemming from the commission of the crime by their relative, along with the consequent stigmatization. It is a process that favours shame and guilt, but provides a beneficial contrast against the frequent defence mechanisms of denial and minimization of the violent acts, which tend to mimic the same defence mechanisms shown by the sex offenders themselves. This process then reinforces the therapeutic alliance and builds a collaboration that fosters a genuine exchange within familial relationships and the beginnings of a benevolent pressure towards the offender that acts as a treatment leverage. 
Preti cattolici abusanti: una revisione di letteratura
Gli Autori esaminano il fenomeno degli abusi sessuali su minori compiuti da religiosi appartenenti al clero cattolico1. Dopo aver passato in rassegna la letteratura scientifica in tema e i dati disponibili sul fenomeno, gli Autori soffermano la loro attenzione sulle dinamiche psicologiche e criminologiche dell’abuso, interrogandosi sulle motivazioni ad agire dei ministri del culto, sui meccanismi che contribuiscono a determinare le condizioni dell’atto, nonché sui percorsi di vittimizzazione; al punto da interpretare l’abuso stesso come tradimento sessuale e relazionale perpetrato da colui che simbolicamente potrebbe essere riconosciuto come padre, dunque persona di cui fidarsi e cui affidarsi. Conclude la rassegna una riflessione sulle vittime di abuso e sulle conseguenze psicologiche dell’esperienza sofferta
La sindrome “Hikikomori”: prevalenza nella popolazione generale e psichiatrica. Una systematic review con meta-analisi
La Sindrome Hikikomori è una condizione, osservata nel corso dell’ultimo decennio in adolescenti giapponesi, caratterizzata da completo e prolungato ritiro sociale e permanenza in ambiente domestico in attività ripetitive quali l’utilizzo del PC, associato a perdita di interesse nei confronti di scuola o lavoro. Non è chiaro in che misura il fenomeno esista in altri contesti culturali. Nella letteratura internazionale è assente una revisione sistematica con meta-analisi, che ne sintetizzi la prevalenza. Il presente lavoro descrive il primo studio di systematic review con meta-analisi sulla prevalenza della Sindrome Hikikomori nella popolazione generale e quella psichiatrica. È stata condotta una ricerca sistematica con l’utilizzo dei database elettronici PubMed e Scopus. Sono stati inclusi 9 studi (n = 8598), 7 dei quali condotti in Paesi asiatici. Negli studi sulla popolazione generale è stato osservato un effect size medio significativo di 0.015 (p < 0.001), che indica una prevalenza di 1.5%. Nella popolazione psichiatrica è stato osservato un effect size medio significativo di 0.26 (p < 0.05), che indica una prevalenza di 26%. Negli studi in cui l’età media era più bassa (B= -0.06, p <0.001) o la percentuale di maschi più alta (B= 0.18, p <0.001), la prevalenza è stata significativamente maggiore. La prevalenza è risultata paragonabile a quella di altri disturbi psichiatrici gravi, come i disturbi di personalità. È possibile che differenze di genere, associate all’utilizzo del supporto sociale e dei comportamenti di richiesta di aiuto come strategia di coping, medino il ruolo del genere maschile. Si rendono necessari ulteriori studi sul fenomeno nei Paesi occidentali, in particolare in Italia
LA VULNERABILITÀ DEI POTERI “FORTI” VERSO IL CRIMINE ORGANIZZATO E DI MATRICE MAFIOSA: IL CASO DI GENOVA
La gravità di un fenomeno criminoso non si misura soltanto dal numero di omicidi consumati, ma dall’uso della violenza, delle intimidazioni e dalla capacità di infiltrarsi in un ambiente lecito, fino ad imporsi nel tessuto sociale. Per queste ragioni, a partire da una ricognizione scientifica in tema di crimine organizzato mafioso, lo studio che si andrà a presentare approfondirà il tema delle compromissioni che hanno coinvolto alcuni esponenti politici indagati per violazione di interessi e finalità pubbliche. Lo scopo dell’articolo è quello di indagare la genesi e la commistione di interessi tra gli attori della società civile e quelli delle consorterie criminali. Le pagine che seguono illustreranno i contorni che hanno segnato l’approccio relazionale tra classe politica locale e “mondi sospetti”. Si cercherà di comprendere se esistono o come sono state evitate eventuali forme di ibridazione tra le due parti, se è andata in scena una sorta di adattamento rispetto alla presenza di palesi proposte criminali o sotto mentite spoglie, se il mancato assenso collaborativo a gruppi ed esponenti dell’economia locale ha provocato ritorsioni o vendette ai danni dei partiti, se la collaborazione alle campagne elettorali ha condizionato, fino a inficiare, gli esiti del voto
Rabbia, alessitimia, impulsività in pazienti affetti da schizofrenia e autori di reato: uno studio trasversale
Background: Anger, alexithymia, impulsivity are clinical variables underlying aggression/crimes, therefore their evaluation with specific instruments in psychiatric patients samples could give the clinician deeper knowledge and useful information aimed to the rehabilitative work and the prevention of recidivism. Materials and Methods: 53 people with Schizofrenia, sectioned at the Barcellona Pozzo di Gotto Forensic Hospital – before its dismissing -, have completed STAXI-2, TAS-20, BIS-11 questionnaires.Exclusion criteria: Intellectual Disability. Pearson linear correlations have been performed to test associations between the three variables of anger, alexithymia, impulsivity and between a single variable and crimes. Logistic regressions have been used to further investigate links between clinical variables and crimes. Results: Correlations between variables: a) 17 alexithymic patients (TAS>60), mean score BIS-11: 58. Positive Pearson correlation between alexithymia and impulsivity; b) STAXI-2 RS/S, R/T, RT/T, RT/R, ER/IN are positively related to alexithymia; CR/IN e CR/OUT in a negative way; c) Impulsivity is related to STAXI-2 RT/T, ER/IN in a significant way. Correlations between variables and crimes: d) As TAS-20 scores increase, there is lower probability to commit a crime inside the family; e) As BIS-11 scores increase, there is lower probability to commit homicide; f) STAXI-2 RS/S is positively related to robbery. Discussion and conclusions: Our results about alexithymia and impulsivity, alexithymia and anger, and impulsivity and anger correlations go along with the literature about aggression/violence antecedents. Alexithymic subjects would commit crimes outside the family and murderers – in our sample – would have committed “low level of impulsivity” homicides, as far as the premeditation factor is concerned. Robbery is related to RS/S (feeling anger), to indicate how anger is manifested in such crimes.Background: Rabbia, alessitimia, impulsività sono variabili cliniche sottese ad agiti aggressivi/reati, pertanto il loro studio e rilevazione con strumenti testali in campioni di soggetti affetti da malattia mentale può consentire al clinico una conoscenza psicopatologica più approfondita e fornire informazioni utili per la riabilitazione e prevenzione delle recidive. Materiali e Metodi: 53 persone affette da Schizofrenia, internate presso l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto prima dellasua chiusura hanno svolto i questionari STAXI-2, TAS-20, BIS-11. Criterio di esclusione: diagnosi di Disabilità Intellettiva. Sono state svolte correlazioni lineari di Pearson per testare possibili associazioni tra le variabili rabbia, alessitimia, impulsività e tra le singole variabili e le tipologie di reati commessi. Ulteriori approfondimenti per il legame tra stati emotivi e reati sono stati svolti con regressione logistica (reato commesso/non commesso). Risultati: Correlazioni tra variabili: a) 17 soggetti alessitimici (TAS>60), punteggio medio BIS-11: 58. Correlazione di Pearson positiva e statisticamente significativa tra alessimia e impulsività; b) Le sottoscale STAXI-2 RS/S, R/T, RT/T, RT/R, ER/IN si correlano in modo statisticamente significativo all’alessitimia, CR/IN e CR/OUT in modo negativo; c) Impulsività si correla in modo statisticamente significativo alle sottoscale STAXI-2 RT/T, ER/IN. Correlazioni variabili-reati: d) All’aumento di punteggi di TAS-20, vi è una minore probabilità di commettere reati in famiglia; e) All’aumento di punteggi di BIS-11, vi è una minore probabilità di commettere omicidio; f) La sottoscala STAXI-2 RS/S è correlata positivamente con la rapina. Discussione e conclusioni: I risultati ottenuti in merito alle correlazioni tra alessitimia e impulsività, alessitimia e rabbia, impulsività e rabbia sono concordi con la letteratura esistente rispetto agli antecedenti di comportamenti aggressivi e violenti. Soggetti alessitimici tenderebbero a commettere reati al di fuori della famiglia e i soggetti autori di omicidio – nel campione in esame – avrebbero commesso omicidi “a basso livello di impulsività”, per componente di premeditazione. Il reato rapina si correla con la sottoscala “sentire rabbia” (RS/S), ad indicare come la componente rabbiosa si slatentizzi in questo tipo di reati.