Pensa MultiMedia Editore (E-Journals)
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Digital storytelling e civic engagement nella formazione permanente
In this period of unpredictable changes, we wonder how lifelong learning can be readapted by resorting to approaches that develop the capacity-building potential of learners. Who are these learners? People whose age group exposes them most to the risk of exclusion and whose prospects on the quality of life appear even more uncertain, especially in this pandemic period. Starting from the educational model for human development and from recent research on digital storytelling, we want to define an educational system based on digital narratives. This model represents the main theoretical framework for a research project aimed at the elderly in an urban periphery context with meaningful potential – social and cultural – spill-over effects on the participants and on the whole community to which they belong.In un periodo di cambiamenti imprevedibili quale quello attuale, ci si interroga su come la formazione permanente possa essere riadattata ricorrendo ad approcci che sviluppino le potenzialità capacitative di discenti la cui fascia d’età li espone maggiormente al rischio di esclusione e le cui prospettive sulla qualità di vita appaiono, anche alla luce della recente pandemia, ancora più incerte. Sulla scorta del modello formativo per lo sviluppo umano e delle recenti ricerche sul Digital storytelling, si definisce un sistema formativo basato sulle narrazioni digitali. Esso rappresenta la cornice teorica di riferimento per un progetto di ricerca rivolto agli anziani di un contesto di periferia urbana, con potenziali ricadute – sociali e culturali – significative sui partecipanti e sulla comunità di appartenenza
Minori non accompagnati al tempo del covid-19: la tecnologia digitale rafforza o indebolisce le relazioni?
The global Covid-19 pandemic severely affected adolescents, disrupting their habits and limiting their social interactions, so important in this age of development. Even more difficult was the condition in which unaccompanied foreign minors faced this period: in a foreign country, far from their families, often closed in residential communities. Questions therefore arose: how did they live this period? Did they maintain contact with family, friends and school? Was comunication technology sufficient to preserve them from the feelings of loneliness and depression described by research? The answers were obtained through a questionnaire answered by the young people attending the CPIA in Venice. Most of students declared to have changed their habits in communication with the main reference figures in their lives. In particular, friendships proved to be fragile, family connections were stable and school revealed its potential as a reference point. It can therefore be said that technologies proved to be a fundamental tool for maintaining the relationships of these young people, despite any situations of economic disadvantage.La pandemia mondiale da Covid-19 ha fortemente penalizzato gli adolescenti, stravolgendo le loro abitudini e limitandoli nelle interazioni sociali, tanto importanti in questa età dello sviluppo. Ancora più difficile è stata la condizione in cui i minori stranieri non accompagnati hanno affrontato questo periodo: in un Paese straniero, lontani dalle loro famiglie, spesso chiusi in comunità residenziali. Sono quindi sorte le domande: come hanno vissuto questo periodo? Sono riusciti a mantenere i contatti con la famiglia, gli amici e la scuola? I contatti mediati dalle tecnologie saranno stati sufficienti a preservarli dai vissuti di solitudine e depressione descritti nelle ricerche? Le risposte sono state ricavate mediante un questionario a cui hanno risposto i ragazzi che frequentavano il CPIA di Venezia. La maggior parte di loro ha dichiarato di aver cambiato le proprie abitudini in fatto di comunicazione con le principali figure di riferimento della propria vita: in particolare si sono dimostrate fragili le amicizie, stabili le connessioni familiari e la scuola ha rivelato le sue potenzialità come punto di riferimento. Si può dunque affermare che le tecnologie siano risultate essere uno strumento fondamentale per il mantenimento delle relazioni di questi ragazzi, nonostante eventuali situazioni di svantaggio economico
Formazione degli insegnanti alla didattica efficace. Come orientare l’osservazione e il cambiamento delle pratiche in classe?
The use of lesson study and microteaching as training methods based on both the observation and the change of teaching actions in the classroom is also beginning to appear in Italy. But, without a revision of the system of di-dactic concepts (mental frames, mind frames), knowledge and attitudes possessed by teachers and the presence of orientation references, this activity risks running aground or giving rise to dispersive and even conflicting practices, also taking into account the strong diversity of opinions on what is meant by good practice and also for the presence of naive practices and mythologies rooted in the school. In this paper, the authors intend to underline the importance of a preparatory path for observation in the classroom which must involve a preliminary critical review of the patterns and beliefs possessed, and then move on to the development of an observation and intervention procedure aimed at achieving specific changes. The phases of this path are described: all the teachers of the school first respond to a questionnaire that allows an immediate comparison between the assessments of widespread teaching practices with those emerging from the results of effective teaching in an evidence-based perspective. After first discussing the gap with respect to the theoretical model taken as a reference model, in subsequent meetings the reasons that may be at the basis of these differences are explored, an observation procedure focused on the canonical criticalities of the classroom lesson is shared, by explaining the implications that the observational data possess with the underlying theories and the same terminological ambiguities of which the observing and observed teachers must be aware.L'impiego del lesson study e del microteaching come modalità di formazione basate sull'osservazione e cambiamento delle azioni didattiche in classe comincia ad affacciarsi anche in Italia. Ma senza una revisione del sistema di concezioni didattiche (cornici mentali, mind frame), conoscenze e atteggiamenti posseduti dagli insegnanti e la presenza di riferimenti orientativi, questa attività rischia di arenarsi o dar luogo a pratiche dispersive e persino conflittuali, tenuto conto anche della forte diversità di opinioni su cosa si debba intendere per buona prassi e anche per la presenza di pratiche e mitologie ingenue radicate nella scuola. In questo lavoro si intende sottolineare l’importanza di un percorso preparatorio all’osservazione in aula che deve comportare una preliminare revisione critica degli schemi e delle credenze possedute, per poi passare alla messa a punto di una procedura di osservazione e di intervento orientata a conseguire specifici cambiamenti. Si descrivono le fasi di questo percorso: tutti gli insegnanti della scuola rispondono preliminarmente ad un questionario che permette un confronto immediato tra le valutazioni su pratiche didattiche diffuse con quelle emergenti dalle risultanze di didattica efficace in ottica evidence-based. Dopo aver dapprima discusso sul divario rispetto al modello teorico assunto come modello di riferimento, negli incontri successivi si approfondiscono i motivi che possono stare alla base di queste differenze, si condivide una procedura di osservazione focalizzata sulle criticità canoniche della lezione in classe esplicitando le implicazioni che il dato osservativo possiede con le teorie sottese e le stesse ambiguità terminologiche di cui i docenti osservatori e osservati devono essere consapevoli. 
Dalle criticità alle opportunità: le sfide per una scuola sostenibile al tempo del Covid-19
The switch towards emergency distance teaching and learning due to the COVID-19 pandemic has magnified numerous preexisting vulnerabilities and inequalities within the educational systems. This position paper disentangles new needs and opportunities for a further development of teacher educa-tion and school organization after the present health crisis. It was conceived during the SIREF Summer School 2020 and represents the result of a collective interdisciplinary inquiry, incorporating perspectives from general didactics, media education and special education. Starting from the deepening of multiple disparities which interfere with the equal participation envisioned by the Agenda 2030, the paper highlights the urgency for school systems and teachers to accept new challenges of training, providing inclusive environ-ments and expanding curricula towards the promotion of collective social, digital and critical capabilities.Il passaggio all’insegnamento e all’apprendimento a distanza d’emergenza dovuto alla pandemia Covid-19 ha esasperato numerose vulnerabilità e disuguaglianze preesistenti nei sistemi educativi. Questo documento di posizione illustra nuove esigenze e opportunità per l’ulteriore sviluppo della formazione degli insegnanti e dell’organizzazione scolastica in seguito al-l’attuale crisi sanitaria. Concepito durante i lavori della Summer School SIREF 2020, esso costituisce il risultato di una ricerca collettiva interdisciplinare che incorpora prospettive dalla didattica generale, dalla media education e dalla pedagogia speciale. A partire dall’approfondimento delle molteplici disparità che interferiscono con la partecipazione orientata all’equità prospettata dall’Agenda 2030, il documento sostiene l’urgenza, da parte dei sistemi scolastici e dei docenti, di accettare nuove sfide in formazione, organizzazione di ambienti inclusivi e ampliamento dei programmi di studio verso la pro-mozione di capacità sociali, digitali e critiche di tipo collettivo
La sfida della valutazione in DaD: note a margine di un percorso di formazione per docenti della secondaria di area umanistica
Since the beginning of Distance Learning (DaD) during the health emergency, student assessment has been one of the greatest problems for Italian teachers in high schools. During the school year 2020/2021, students and teachers have worked in DaD again. During a teachers’ training course, held by territorial training teams (EFT) for the National Digital School Plan (PNSD) in the Marche region, data was collected on the assessment methods adopted, to document the process of adaptation to the context and to get the new teachers’ training needs. The continuous assessment realized by digital tools was the subject of the course, addressed to secondary school humanities teachers. Points of positivity, in a still complex situation, have emerged in practicing effective and formative methods, according to educational pedagogical research, and in the perception of the challenge to assessment in DaD as an opportunity for professional development.in dall’inizio della sospensione dell’attività didattica in presenza durante l’emergenza sanitaria, la valutazione degli apprendimenti ha rappresentato per gli insegnanti italiani della scuola secondaria di secondo grado una delle maggiori criticità. La ripresa dell’anno scolastico 2020/2021 ha visto quest’ordine di scuola rientrare in DaD. Un’attività dell’équipe formativa territoriale (EFT) delle Marche per il PNSD è stata occasione per raccogliere informazioni sulle modalità valutative adottate, utili sia per la progettazione di interventi futuri, ma soprattutto per avviare una riflessione sul processo di adattamento al contesto in una situazione non più imprevista. L’intervento formativo, destinato a docenti della secondaria di area umanistica, proponeva il modello della valutazione “formante”, corredato di esempi pratici realizzabili grazie agli strumenti delle piattaforme didattiche.
Dalle risposte dei docenti emerge un quadro ancora complesso e non ri- solto, ma si intravedono significativi elementi di positività nell’acquisizione di alcuni elementi chiave per l’avvio di pratiche efficaci e formative, nell’accoglimento positivo di stimoli che provengono dal mondo della ricerca pedagogico didattica, e nella generalizzata percezione della sfida alla valutazione in DaD come occasione di crescita e di sviluppo professionale
Dibattere del bene: una difesa fenomenologica della ragion pratica
Nowadays, correctly debating appears to be increasingly rare. In particular, there are words which, it seems, we should not discuss: the word “good” is certainly among these words. In pluralist times, such as ours, it seems that we cannot even speak of goodness for strictly moral reasons: to avoid dogmatism and to respect everyone’s freedom. However, blocking the possibility of a serious and rigorous debate on goodness, and so renouncing the public exercise of practical reason, has many consequences, especially in the educational field. The contribution aims to make some of these consequences explicit, with constant reference to the phenomenological-hermeneu-tic paradigm and, in particular, to Hannah Arendt’s perspective, so as to highlight not only a Husserlian legacy but also a Kantian legacy.Nel nostro tempo il corretto dibattere appare sempre più raro. In particolare, ci sono parole su cui sembra non si debba discutere e tra queste c'è senz'altro la parola "bene". Di questo, in un'epoca pluralista come la nostra, pare non si possa parlare anche per ragioni propriamente morali: per evitare il dogmatismo e rispettare la libertà di tutti. Tuttavia, sbarrare la possibilità di un serio e rigoroso dibattere sul bene e rinunciare con ciò all'esercizio pubblico della ragion pratica ha molte conseguenze, specie in ambito educativo. Il contributo mira a esplicitare alcune di queste conseguenze, con costante riferimento al pa-radigma fenomenologico-ermeneutico e, in particolare, al pensiero di Hannah Arendt, con la sua eredità non solo husserliana, ma anche kantiana. 
Pedagogia della vita quotidiana in famiglia: l’inattesa rilevanza educativa delle interazioni ordinarie tra genitori e figli
Contributing to an underexplored line of inquiry in pedagogical research on family life, the present study investigates the mundane and apparently banal conversations that involve parents and children in ordinary family routines. Adopting a phenomenological perspective to the study of educational events and relying on the theoretical-methodological instrument of conversation analysis, the study reveals the “implicit educational density” of ordinary family interactions. Observing family interac- tions as occasions for learning allows to shed light on the educational work carried out by parents in the unfolding of family everyday life, thus opening new areas of pedagogical intervention and promoting parental reflexivity and empowerment.Inserendosi in un ambito scarsamente esplorato della ricerca pedagogica sulla famiglia, il presente contributo rivolge un’inedita attenzione alle conversazioni ordinarie e apparentemente banali che coinvolgono genitori e figli nella quotidianità della routine familiare. Adottando un approccio fenomenologico allo studio degli eventi educativi e applicando lo strumento teorico- metodologico dell’analisi della conversazione a un corpus di videoregistrazioni di sessioni di compiti a casa e cene in famiglia, questo studio porta alla luce la “densità educativa implicita” delle interazioni familiari quotidiane. Osservare le interazioni in famiglia come occasioni di apprendimento consente di illuminare il lavoro educativo realizzato dai genitori nello svolgersi della vita quotidiana, aprendo nuovi spazi di intervento pedagogico e promuovendo riflessività ed empowerment genitoriale
Su di un singolare caso di c.d. legittima difesa
Technical advice or expertise in self-defense matters is a rather rare occurrence. Taking the cue from a case that came to the expert observation in the era prior to the issue of the current regulatory provisions on the matter, the authors propose a series of reflections on some aspects of criminological-clinical and psychopathological-forensic relevance urged by the case in question. Central is the need to focus on the organization and functioning of the conscience of the actors of the expert affairs because it arises as the main anthropological device responsible not only for our way-of-being-in-the world, but also for the relationships of implication between a certain way -to-be-in-the-world and the rules of the world itself. The avoidance of this important object of analysis runs the risk of making erroneous technical judgments, because they have been conditioned by epistemic vices and methodological reductions.La consulenza tecnica o la perizia in tema di legittima difesa rappresenta un’evenienza piuttosto rara. Prendendo spunto da un caso giunto all’osservazione peritale in epoca antecedente l’emanazione delle vigenti disposizioni normative in materia, gli autori propongono una serie di riflessioni su alcuni aspetti di rilievo criminologico-clinico e psicopatologico-forense, con particolare riferimento al fondamentale problema dei rapporti tra Diritto Penale e Psicopatologia in caso di reazioni ad eventi acuti. In proposito, perciò, si esaminano l’organizzazione ed il funzionamento della sfera di coscienza di uno dei protagonisti della predetta vicenda, perché questa assurge a principale dispositivo antropologico responsabile non solo del nostro modo- di-essere-nel-mondo, ma anche dei rapporti di implicazione tra un certo modo-di-essere-nel mondo e le norme del mondo stesso; così da poter fornire al giurista tutte quelle conoscenze necessarie e sufficienti per distinguere correttamente tra stati emotivi e passionali ed infermità mentale giuridicamente rilevante. L’elusione di tale oggetto di analisi fa correre il rischio di formulare giudizi erronei, perché inficiati da vizi epistemici e da riduzionismi metodologici
La parabola di donne e minorenni nel "califfato globale": vulnerabilità, illusioni e traumi nel percorso dall'adesione al "jihadismo" totalitario al suo ripudio
The article analyses the essential features of terrorist propaganda, radicalisation and recruitment to the Islamic State which target women, adolescents and children. The investigation focuses on the central importance of vulnerability as well as the forms of circumvention and exploitation of women and minors inside and outside the Islamic State, paying particular attention to online propaganda techniques, recruitment practices and violence. The author narrows the scope of the investigation by examining a case study of radicalisation, indoctrination and terrorist recruitment involving women and minors in Italy. In the final section, the manifold and multifactorial trajectories of radicalisation, along with their reversible nature and the need to improve competitive counter-strategies for the "market of terrorist recruitment", is provided.L’articolo analizza i profili essenziali della propaganda terroristica, della radicalizzazione e del reclutamento nello Stato Islamico aventi come bersagli donne, adolescenti e bambini. L’indagine si sofferma sul rilievo centrale che assume la condizione di vulnerabilità in cui versano quelle donne e quei minori coinvolti in processi di radicalizzazione. Il lavoro si concentra poi sulle forme di circonvenzione e sfruttamento di donne e bambini dentro e fuori lo Stato Islamico, prestando particolare attenzione alle tecniche di propaganda online, alle pratiche di reclutamento, alla violenza nei loro confronti. Una volta ricostruiti i lineamenti principali del tema, l’autore restringe il campo dell’indagine esaminando una casistica-campione della radicalizzazione, dell’indottrinamento e del reclutamento terroristico che ha coinvolto donne e minori in Italia. La parte conclusiva effettua alcune considerazioni in merito alla reversibilità delle articolate e multifattoriali traiettorie di radicalizzazione e all’opportunità di sviluppare nuove strategie competitive nel “mercato del reclutamento terroristico”