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    4263 research outputs found

    Postfazione: Continuare l’Impresa…

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    Lavoro come esperienza e formazione iniziale di maestri e maestre: il modulo ‘Alternanza formativa’ presso l’Università degli Studi di Bergamo

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    Work is one of the unavoidable topics for the education of tomorrow’s citizens; it has redefined curricula and teaching intervention practices. Assumed as peculiar expression of human experience, work is, also, an instance to which the training path of primary and infant school teachers is able to respond if not impromptu solutions but integrating training activities and teaching from different discipline areas are adopted. The proposal addresses, in the first part, the human experience theme as a founding aspect of education and learning, from the space it found within the infant and primary school curricula and the professional profile of the teacher, as the ability to promote concrete experiences. In the second part a training experience on the 'concrete' didactic model, - references to teachings and internship experiences - which inspired the implementation of module 'Formative alternation' within Primary Education Course at the University of Bergamo, is described.Il lavoro rappresenta un tema ineludibile per la formazione dei cittadini di domani (Bertagna, 2011; D’Aniello, 2015; Schleicher et al., 2019; Agenda 2030), tanto da ridefinire curricoli e pratiche di intervento formativo (nota MIUR n. 3645/2018; Perla, 2020). Inteso come forma specifica dell’esperienza umana (Rousseau, 2016; Benjamin, 1933; Weil, 1951), il lavoro si traduce in istanza cui il percorso formativo dei maestri e delle maestre di scuola primaria e dell’infanzia è in grado di rispondere se adotta soluzioni non estemporanee ma integranti attività formative e insegnamenti di diversa area. La proposta affronta, nella prima parte, il tema dell’esperienza dell’uomo come aspetto fondativo della formazione e dell’apprendimento (Potestio, 2020), a partire anche dallo spazio che trova nei curricoli di scuola dell’infanzia e primaria e rispetto al profilo professionale del docente - come capacità di valorizzare e promuovere l’esperienza concreta di allievi e allieve. Nella seconda parte viene presentata l’esperienza condotta sul modello didattico ‘concreto’ (Bertagna, 2016) - richiami tra contenuti di apprendimento ed esperienze di tirocinio - che ha ispirato l’implementazione e le soluzioni operative del modulo di ‘Alternanza formativa’ del CdS Scienze della Formazione Primaria dell’Università degli Studi di Bergamo

    I corsi di formazione montessoriani a Milano negli anni 1911-1918: note sulle relazioni dei docenti nelle pagine de La Coltura Popolare

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    In the first two decades of the twentieth century, the fruitful meeting between Maria Montessori and the Umanitaria Society of Milan allowed the realization of the first Children’s Houses in this city and as a result, it placed the problem of teacher training as a matter of urgency. At the same time, the debate on this issue was also very lively at the national level: in fact, there were proposals for reform of the Normal School and there was a comparison between different positions on the method practiced in primary schools and childhood. In this context, the Umanitaria Society and Montessori organized some training courses that involved significant personalities of the pedagogical and scientific culture of the time. The contribution aims to reconstruct some aspects of these training courses (contents, teachers, coordination) from documents published on the pages of the journal La Coltura Popolare in the years between 1911 and 1918.Nei primi due decenni del Novecento, il felice connubio fra Maria Montessori e la Società Umanitaria di Milano permise la realizzazione delle prime Case dei Bambini nel capoluogo lombardo e di conseguenza pose in maniera urgente il problema della formazione delle insegnanti. Nello stesso periodo, anche a livello nazionale il dibattito su questo tema si rivelava molto vivace, grazie all’emergere di proposte di riforma della Scuola Normale e grazie al confronto fra differenti posizioni in merito al metodo praticato nelle scuole primarie e dell’infanzia. In questo clima, la Società Umanitaria e Montessori organizzarono alcuni corsi di formazione che coinvolsero in maniera significativa personalità della cultura pedagogica e scientifica del tempo. Il contributo intende ricostruire alcuni aspetti di questi corsi di formazione (contenuti, docenti, coordinamento) a partire da documenti pubblicati sulle pagine della rivista La Coltura Popolare negli anni fra il 1911 e il 1918. &nbsp

    Imprenditorialità e competenze non cognitive degli insegnanti: ripensare metodi e modelli per la formazione iniziale

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    Within the broader construct of professionalism, the entrepreneurial competences of the teacher – closely linked to leadership and agency skills – assume central importance in order to cope with risks, changes and uncertainties in a complex organisation such as a school. We describe the results of an exploratory survey conducted with students of a course in Primary Education through the administration of a questionnaire with open and closed answers. The results of the survey suggest, also referring to the EntreComp and LifeComp competence frameworks, the rethinking of methods and models for initial teacher education. The perspectives outlined enhance the promotion of soft skills and non-cognitive competences of a transversal, adaptive, socio-emotional, metacognitive and self-regulatory type.All’interno del più ampio costrutto di professionalità, le competenze imprenditoriali dell’insegnante – strettamente legate alle capacità di leadership e di agency – assumono un'importanza centrale per saper fronteggiare rischi, cambiamenti e incertezze di un’organizzazione complessa quale la scuola. Si descrivono gli esiti di un’indagine esplorativa condotta con studenti di un Corso in Scienze della Formazione Primaria attraverso la somministrazione di un questionario a risposte aperte e chiuse. Gli esiti dell'indagine suggeriscono, anche facendo riferimento ai framework di competenza EntreComp e LifeComp, il ripensamento di metodi e modelli per la formazione iniziale degli insegnanti. Le prospettive delineate valorizzano la promozione di soft skillse competenze non cognitive di tipo trasversale, adattivo, socio-emotivo, metacognitivo, autoregolativo

    Editoriale

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    Pampaedia – Bollettino As.Pe.I. educare è crescere insiem

    Leggere: la tua strada verso te stesso

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    Many readers of literature are convinced that engagement with it provides insight into the human condition, as well as helping them to become better people. This conviction turns out to be more controversial than it appears, and arguments as well as experimental studies have been marshalled supporting both sides of the debate. That debate has however focused on literature’s capacity to pro-vide knowledge of the world around us. Recent developments in Philosophy have instead highlighted distinctive features of understanding in contrast to knowledge, and in this essay I argue that a ne-glected aspect of literature’s epistemic power is its ability to provide understanding, and in particular self-understanding as we reflect on our reactions to the narratives that make up the core of our enga-gement with literature

    L’International Center for Studies on Educational Methodologies: Storia di un progetto

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      This article reconstructs the events that led to a widespread dissemination of the Feuerstein Method in Italy and therefore to the foundation of the International Center for Studies on Educational Methodologies, on the initiative of Umberto Margiotta. In the first decade of the new millennium, he called upon some authorized Feuerstein training centers to run a project whose purpose was to spread the pedagogy of mediation starting from the theory of Mediated Learning Experience of Reuven Feuerstein and as specific objectives the construction of a synergistic and cooperative climate between  the various training centers active in Italy, the promotion of a research plan, the experimentation and application of cognitive and relational methodologies aimed at favoring the teaching-learning process, the creation of an internationally inclusive community.In questo articolo si ricostruiscono le vicende che hanno portato a una disseminazione capillare del metodo Feuerstein in Italia e quindi alla fondazione dell’International Center for Studies on Educational Methodologies, per iniziativa di Umberto Margiotta. Nel primo decennio del nuovo millennio egli chiamò a sé alcuni centri autorizzati alla formazione intorno a un progetto che aveva come finalità la diffusione della pedagogia della mediazione a partire dalla teoria dell’Esperienza di Apprendimento Mediato di Reuven Feuerstein e come obiettivi specifici la costruzione di un clima sinergico e cooperativo tra i diversi centri attivi in Italia, la promozione di un piano di ricerca, sperimentazione e applicazione di metodologie cognitive e relazionali atte a favorire il processo di apprendimento-insegnamento, la creazione di una comunità inclusiva a livello internazionale

    Tra natura e cultura: Per una svolta ontologica della pedagogia

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    Drawing on posthumanist theories, the present paper provides a critiques of the nature/culture dichotomy by discussing the so-called ontological turn, which represents a milestone in anthropological debate. In particular, it is argued that non-Western ecosophical knowledge allows to reframe the issue of ecological transition; one of the main challenges for contemporary societies. Within this process, pedagogy plays a central role in order to re-think and re-act the humans and non-humans’ relationship from a decolonial perspective.Il presente lavoro si propone di esplorare a partire dal decentramento dell’umano posta dalle teorie postumaniste, una critica alla dicotomia natura-cultura, verso quello che in antropologia viene definita come svolta ontologica. Svolta capace di utilizzare saperi ecosofici non-occidentali per ripensare il processo della transizione ecologica. Una sfida che pone dentro tale processo la pedagogia come centrale nel ripensare e agire le relazioni tra umani e non-umani in una prospettiva decoloniale

    #Wetoo? Le molestie sessuali in ambito accademico Per una criminologia (anche) di genere

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    In the wake of the scientific interest shown towards gender-based violence by the Italian criminology and its affiliated Journal (Italian Journal of Criminology), the authors address a topic that has been much neglected so far, that is sexual harassment in academia. The paper provides definitions of sexual harassment, and explores the dimensions and aspects that characterise it. Data available in the world, specifically in Europe, are synthetically presented, along with the very few existing studies in Italy up to date. Factors that encourage the occurrence of sexual harass-ment within the academic world are explained taking into consideration the different disciplines (e.g., science or humanities). Difficulties in reporting any experience of sexual harassment endured and the “culture of silence” in which the phenomenon is embedded, are among the most prominent factors sustaining it. The negative consequences for the victims, and for academic institutions and research in general, are manifold. Particular attention is devoted to strategies to prevent and repress the sexual harassment in academia, reporting the suggestions that have emerged at an international level, the resources in the occupational and criminal law, and above all the proposals that have emerged from the scientific studies available. The implementation of criminological research – in which the authors are about to engage – is the first and one of the most important means of developing awareness about sexual harassment in academia, and its prevention.Sulla scia del crescente interesse dimostrato per la violenza di genere in tutte le sue declinazioni da parte della criminologia italiana e in particolare da parte della sua rivista, le Autrici affrontano un tema finora meno trattato, quello delle molestie sessuali in ambito accademico. Di queste si forniscono le definizioni e dunque gli elementi che le caratterizzano, si riportano i dati disponibili nel mondo, in Europa e, relativamente alle pochissime ricerche esistenti, in Italia. Sono spiegati i fattori che favoriscono il ricorrere delle molestie sessuali in università, anche in relazione ai differenti settori disciplinari. Fra questi motivi è di rilievo la difficoltà nelle denunce o addirittura la “cultura del silenzio” di cui si riferiscono le ragioni. Le conseguenze negative, che vengono elencate, sono molteplici, per le persone offese ma anche per le istituzioni accademiche e per la ricerca in generale. Particolare attenzione è riservata alle strategie per prevenire e reprimere il fenomeno, riportando i suggerimenti emersi a livello internazionale, le risorse negli ambiti giuridici lavoristico e penale, soprattutto le proposte emerse dalla ricerca. Proprio l’implementazione della ricerca criminologica – in cui le Autrici sono impegnate – è d’altro canto indicata come il primo importante mezzo per promuovere consapevolezza circa le molestie sessuali in ambiente accademico, e per avviare interventi preventivi

    Il Mobbing come attacco alle fami di base e ai bisogni di relazione

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    The present paper addresses both to psychotherapists and to organizational consultants, it deals with a frequent and unfortunately widely spread phenomenon in organizations called mobbing (bullying or harassing in some english speaking countries). Although the phenomenon is expanded TA practitioners of both fields, in several countries, often seem to be unaware of it failing to identify correctly the pain, depression and spectrum of symptoms, both psychological and physical connec‐ted with this condition experienced by a large number of people in their working environment. The present paper intends to be a contribution in this direction aiming at helping TA practitioners to re‐cognize the situations and symptoms which may be connected with mobbing situations so as to be able to support their clients, who may be going through it, in taking the needed steps and actions to protect themselves from severe emotional damage as well as helping them promote their own health in their working environment. Descriptions of the organizational behaviors connected with it and of their disruptive psychological effect on the mental health of the individual undergoing mobbing actions are indicated so as to help practitioners identify the strategies used, at times, wi‐thin organizations, to attack the individual and his sense of self‐esteem and self‐worth. The attacks on the individual at work which I observed in my professional practice, described as mobbing actions in the literature (Leymann, Ege, Gilioli), appear to be attacks to basic human needs or hungers (Berne) and to relational needs (Erskine). TA practitioners can be therefore facilitated in identifying this phenomenon more effectively in using the TA theoretical conceptualization indicated when dealing with clients presenting severe psychological problems at work.l presente saggio si rivolge sia a psicoterapeuti che a consulenti organizzativi, si occupa di un fenomeno frequente e purtroppo ampiamente diffuso nelle organizzazioni chiamato mobbing (bullismo molestia in alcuni paesi anglofoni). Nonostante il fenomeno sia diffuso, i praticanti di AT di en‐trambi i campi, in diversi paesi, spesso sembrano non esserne consapevoli non riuscendo a identi‐ficare correttamente il dolore, la depressione e lo spettro dei sintomi, sia psicologici che fisici legati a questa condizione vissuta da un numero crescente di persone nel loro ambiente di lavoro. Il pre‐sente contributo si muove in questa direzione con l'obiettivo di aiutare gli operatori di AT a riconoscere situazioni e sintomi che possono essere collegati al fenomeno del mobbing in modo da poter supportare i propri clienti, che potrebbero attraversarlo, nell'assumere le misure e le azioni necessarie per proteggersi da gravi danni emotivi e per aiutarli a promuovere la propria salute nel loro ambiente di lavoro. Le descrizioni dei comportamenti organizzativi ad esso connessi e del loro effetto psicologico dirompente sulla salute mentale dell'individuo soggetto ad azioni di mobbing sono in‐dicate in modo da aiutare i professionisti ad identificare le strategie utilizzate, a volte, all'interno delle organizzazioni, per incidere sull'individuo e il suo senso di autostima e del proprio valore. Gli attacchi all'individuo sul lavoro che ho osservato nella mia pratica professionale, descritti in lette‐ratura come azioni di mobbing (Leymann, Ege, Gilioli), sembrano essere attacchi ai bisogni umani fondamentali o fami (Berne) e ai bisogni relazionali (Erskine). I professionisti dell'AT possono quindi essere facilitati nell'identificare questo fenomeno in modo più efficace utilizzando la concettualizzazione teorica dell'AT indicata quando si tratta di clienti che presentano gravi problemi psicologici sul lavoro.

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