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Ripensare la cittadinanza con gli educatori. Voci e prospettive a partire da una ricerca in un quartiere multiculturale di periferia
In the peripheral areas complex educational needs emerge from the youth with an immigrant background who live there. Among them the needs of community, made even more critical by the instability of existence in contemporary towns, the transience of diasporic migrants’ experiences and the pandemic that forced the closure of all the community spaces. Educators and pedagogical experts, more than ever, need to rethink the ways of activating and engaging young people starting from a reinterpretation of the construct of active citizenship as open, flexible, intercultural. Insights from the in-depth interviews with some educators met during the project XXX show how a reflective approach to these issues contributes to ensuring that educators themselves could grasp the “lived experiences” of citizenship scattered throughout the territory and make them levers of construction and participation in inclusive and resilient communities.Nelle periferie emergono bisogni educativi complessi da parte dei giovani con background migratorio che le abitano. Tra questi i bisogni di comunità, resi ancora più critici dall’instabilità dell’esistenza nelle città contemporanee, dalla transitorietà dei vissuti dei migranti diasporici e dalla pandemia che ha costretto alla chiusura di tutti gli spazi di comunità. Educatori e pedagogisti, più che mai, necessitano di un ripensamento delle modalità di attivazione ed engagement dei giovani a partire da una rilettura del costrutto di cittadinanza attiva come aperta, flessibile, interculturale. Gli spunti emersi dalle interviste in profondità con alcuni educatori incontrati durante il progetto XXX segnalano come un approccio riflessivo a questi temi contribuisca a far sì che gli educatori stessi colgano le “lived experiences” di cittadinanza disseminate nel territorio e ne facciano leve di costruzione e partecipazione a comunità inclusive e resilienti
Educare nei contesti culturali: quale scenario per i professionisti dell’educazione?
In consideration of the nascent Italian Association of Museum Educators (AIEM) and with reference to the training of education professionals and the new educational professions emerging in the complex landscape of education, the contribution aims to return to the reader a reflection on museum professionalism starting from the indications provided by the International Council of Museums (ICOM) and the definition of the occupational fields of socio-pedagogical educators and pedagogists given by the approval of Law 27 December 2017, no. 205 (paragraphs 594-600). The variety of audiences and the heterogeneity of the ways of enjoying art, connected to the digitization of art works and museum spaces, draw attention to the need to train competent figures in order to get away from the spontaneity generated by the occasional involvement of volunteers in substitution of museum professionals. This study will be supported by the results of a survey conducted by means of a questionnaire to educators and professionals working in the field of heritage education and valorisation.Alla luce della nascente Associazione Italiana Educatori Museali (AIEM) e in riferimento alla formazione dei professionisti dell’educazione e alle nuove professionalità educative emergenti nel complesso panorama della formazione, il contributo si propone di restituire al lettore una riflessione sulle professionalità museali a partire dalle indicazioni fornite dall’International Council of Museums (ICOM) e dalla definizione degli ambiti occupazionali di educatori socio-pedagogici e di pedagogisti data dall’approvazione della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (commi 594-600). La varietà dei pubblici e l’eterogeneità delle modalità di fruizione dell’arte, connesse alla digitalizzazione delle opere e degli ambienti museali, richiamano l’attenzione sul bisogno di formare figure competenti per uscire dallo spontaneismo generato dal coinvolgimento occasionale di volontari in sostituzione di professionalità museali. Tale studio sarà supportato dagli esiti di un’indagine condotta mediante la somministrazione di un questionario a educatori e professionisti che operano nel settore dell’educazione e della valorizzazione del patrimonio culturale
Alumni in fabula: Rappresentazione e promozione di valori inclusivi mediante l’uso di arti performative nella formazione dei futuri docenti
Academic literature provides us with evidence supporting the demand to device teacher training programs able to aim awareness and reflection about inclusive education themes, moving beyond the only theorical and technical knowledge. The present paper proposes to show a pedagogical experience aimed at Primary Education students of Palermo University, which intends to promote a process of critical thinking on the representation and conceptualization of disability and inclusion, through a training methodology based on the use of performing arts for improving traditional Problem-based Learning approaches.La letteratura pedagogica concorda nel ritenere che una educazione autenticamente inclusiva non possa prescindere da una formazione dei docenti capace di spingersi oltre l’orizzonte puramente contenutistico dei saperi tecnico-disciplinari, per animare percorsi volti all’acquisizione di consapevolezza sui temi fondamentali legati alla costruzione di una scuola inclusiva. A tal proposito, il presente lavoro si propone di illustrare un’esperienza pedagogica di matrice laboratoriale rivolta agli studenti del corso di laurea in Scienze della formazione primaria dell’Università di Palermo la quale, mediante una metodologia formativa che utilizza le arti performative per migliorare gli approcci tradizionali di apprendimento basato sui problemi, ha inteso promuovere negli studenti un processo di riflessione circa la rappresentazione e la concettualizzazione di disabilità e inclusione
Il circo sociale come dispositivo per una migliore inclusione e una maggiore qualità della vita. Una revisione sistematica della letteratura
This contribution documents a study relating to the practice of circus arts as a device for creating inclusive communities, in which children, youngsters and adults – in particular those who in various ways are disadvantaged and socially marginalized (sick or disabled, homeless or drugs addicted, victims of abuses or wars, refugees, etc.) – can positively participate in the achievement of personal and social benefits. It aims at systematically reviewing the scientific research of the past decade (2012-2022) in order to verify the contexts, the goals and the effects of social circus programs. Over 12,000 articles were extracted and reviewed. Based on the chosen eligibility criteria, 21 were found to be of interest for the review: at the time there was a weak interest in circus arts compared to more noble ones. From the analysis of the articles, however, weak positive results emerge that justify the urgency of starting a broader and more in-depth research
La pedagogia nell’era digitale: il ruolo dei social media nella promozione dell’attività motoria
The literature of different areas of study reports that social media, especially new social media (Facebook), plays an important role for society in the third millennium: consequently, this issue requires the continuous attention of the pedagogical community as well. Facebook has had great potential to increase knowledge and perception of the concept of well-being and motor education, but its role is still being defined. The aim of the paper is to demonstrate, through an online survey, how and how much Facebook promotes well-being by encouraging the practice of motor activity. Statistical data analysis, used in an integrated and complementary approach, was multiple match analysis, cluster analysis, and cross-tabs. The final sample consisted of 1,820 Facebook users. Social media websites are widely used not only by the younger generation, but also by the adult and elderly population to find information regarding well-being and motor activity. Starting from the results of the research, it can be argued that Facebook users would like to have more “certified information” on the education of motor practice through social media.La letteratura di diverse aree di studio riporta che i social media, in particolare i new social media (Facebook), svolgono un ruolo importante per la società nel terzo millennio: di conseguenza, questo tema richiede l’attenzione continua anche della comunità pedagogica. Facebook ha avuto un grande potenziale per aumentare la conoscenza e la percezione del concetto di well-being e di educazione motoria, ma il suo ruolo è ancora in via di definizione. I siti Web di social media sono ampiamente utilizzati non solo dalle giovani generazioni, ma anche dalla popolazione adulta e anziana per trovare informazioni relativamente al benessere e all’attività motoria. L’obiettivo del paper è dimostrare, mediante una survey online, come e quanto Facebookpromuova il benessere incoraggiando la pratica dell’attività motoria. L’analisi statistica dei dati, utilizzata in un approccio integrato e complementare, è stata l’analisi della corrispondenza multipla, l’analisi dei cluster e le tabulazioni incrociate. Il campione finale era composto da 1.820 utenti di Facebook. Partendo dai risultati della ricerca, si può sostenere che gli utenti di Facebook vorrebbero avere più “informazioni certificate” sull’educazione della pratica motoria attraverso i social media