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    Sviluppo delle life skills nella disabilità cognitiva adulta attraverso lo sport

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    The aim of this research is to investigate the circular relationship between perception, cognition and action in direct interaction through volleyball in a sample of adult athletes with cognitive disabilities. Self-perception will be analysed, in relation to individual sports goals and daily life management. The sample consisted of 71 items of which, 57 who consistently practiced motor activity, while the control group consisted of 14 items who did not practice motor activity. Athletes were given the Perceived Self-Efficacy Scale in complex problems managing (Farnese, Avallone, Pepe, Porcelli, 2007). As research shows, in volleyball the body and mind are directly affected by the action of other teammates, so the ability to adapt to situational variables, developed the ability to manage complex problems of athletes with cognitive disabilities. Compared to the control group all areas examined have a statistically significant gap.Lo scopo di questa ricerca è quello di indagare la relazione circolare tra percezione, cognizione e azione in interazione diretta attraverso la pallavolo in un campione di atleti adulti con disabilità cognitiva. Verrà analizzata l’autopercezione, in relazione agli obiettivi sportivi individuali e alla gestione della vita quotidiana. Il campione è composto da 71 elementi di cui, 57 che praticavano costantemente l’attività motoria, mentre il gruppo di controllo è composto da 14 elementi che non praticavano attività motoria. Agli atleti è stata somministrata la Perceived Self-Efficacy Scale nella gestione di problemi complessi (Farnese, Avallone, Pepe, Porcelli, 2007). Come dimostra la ricerca, nella pallavolo il corpo e la mente sono direttamente condizionati dall’azione degli altri compagni, quindi la capacità di adattarsi alle variabili situazionali, ha sviluppato le capacità di gestione dei problemi complessi degli atleti con disabilità cognitiva. In confronto al gruppo di controllo tutte le aree prese in esame hanno uno scarto statisticamente rilevante

    Indice

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    SummaryIndic

    La povertà plurale come nuova forma di emarginazione per le famiglie: investire nel territorio come comunità educante nella direzione della sostenibilità

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    The Covid-19 pandemic has called into question the daily cohabitation of each person, creating increasingly critical forms of educational and training marginalization with the generative consequence of forms of plural poverty. The paper aims to illustrate some reflections on the theme of poverty and educational fragility that affect first of all the family institution to dwell on the pedagogical importance of the territory as an educating community in which the perspective of sustainability (UN, 2015) and the capability approach (Nussbaum, 2011, trad. it. 2012) is central. In the final part, however, attention is paid to the first results of a research project, on behalf of the ISMA Institute of the Lazio Region, which created a service of direct listening, active participation and social cooperation for families and minors. La pandemia Covid-19 ha rimesso in discussione il quotidiano coabitare di ogni persona creando forme sempre più critiche di emarginazione educativa e formativa con la conseguenza generativa di forme di povertà plurale. Il contributo intende illustrare alcune riflessioni sul tema della povertà e della fragilità educativa che colpisce prima di tutto la famiglia per soffermarsi sull’importanza pedagogica del territorio come comunità educante in cui centrale è la prospettiva della sostenibilità (ONU, 2015) e del capability approach (Nussbaum, 2011, trad. it. 2012). Nella parte conclusiva, invece, viene posta attenzione ai primi risultati di un progetto di ricerca, per conto dell’Istituto ISMA della Regione Lazio, che ha creato un servizio di ascolto diretto, di partecipazione attiva e di cooperazione sociale per famiglie e minori.

    Mindfulness Based Education per la consapevolezza emotiva e la prevenzione della sindrome da burn-out: un’esperienza educativa con gli insegnanti dalla scuola dell’Infanzia alla scuola superiore di Secondo grado

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    Mindfulness is the interconnection between the ability to direct attention to the present moment (self-regulation of attention) and the attitude connected to this moment, characterized by curiosity, openness and acceptance. Clinical efficacy of  indfulness has been demonstrated over the past two decades. Its potential within both nursing contests and formal learning for adult education has recently been investigated. Aims of the research: to evaluate and describe the effects of a professional training for teachers of all levels, examining the pedagogical implications, in terms of personal transformation and in the professional context. Methodology: the research presents and discusses - through the data emerging from a questionnaire - the professional training of n. 57 teachers entitled «Take the Next Step - Conscious Learning». The course was structured inspired by the Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR) program and the work of Jon Kabat-Zinn and Saki Santorelli of the Center for Mindfulness in Medicine, Health Care and Society University of Massachusetts (USA). Results: the data showed that the teachers participating in the training course understood its meaning, usefulness and the importance of the experiential and reflective-transformative nature of the tools presented. Conclusions: the possible implications of the results of this study concern the ability to use and promote the mindfulness techniques beyond clinical effectiveness, as important tools for growth and development within formal learning contexts. La mindfulness è l’interconnessione tra la capacità di dirigere l’attenzione sul momento presente (autoregolazione dell’attenzione) e l’atteggiamento  a esso connesso, caratterizzato da curiosità, apertura e accettazione. Negli ultimi decenni è stata dimostrata l’efficacia clinica della mindfulness e recentemente è stato studiato il suo potenziale all’interno sia dei contesti di cura sia di apprendimento formale per la formazione degli adulti. Finalità della ricerca: valutare e descrivere gli effetti di un percorso di formazione professionale dei docenti di ogni ordine e grado, esaminando le implicazioni pedagogiche, in termini di trasformazione personale e nel contesto professionale. Metodologia: la ricerca presenta e discute - attraverso i dati emersi da un questionario - il percorso formativo di n. 57 docenti che hanno partecipato al corso di formazione dal titolo «Fai il passo successivo – Apprendimento consapevole». Il corso è stato stato strutturato ispirandosi al programma Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR) e al lavoro di Jon Kabat-Zinn e Saki Santorelli del Center for Mindfulness in Medicine, Health Care and Society University of Massachusetts (USA). Risultati: i dati hanno mostrato che i docenti partecipanti al percorso formativo hanno compreso il suo significato e utilità, nonché l’importanza della natura esperienziale e riflessivo-trasformativa degli strumenti presentati. Conclusioni: le possibili implicazioni dei risultati di questo studio riguardano la capacità di utilizzare e promuovere l’uso delle tecniche di mindfulness oltre l’efficacia clinica, come strumenti importanti per la crescita e lo sviluppo all’interno di contesti di apprendimento formale. &nbsp

    Preparazione per il multiculturalismo in Alto Adige: L'importanza del senso di appartenenza

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    Italy has historically played a pioneer role regarding inclusion. However, inclusion in the educational context has mainly focused on students with special needs. Lately, this understanding has broadened taking into account the various heterogenous backgrounds of the students. For South Tyrol, the question of inclusion arises particularly with regard to the consideration of different cultures. Therefore, developing intercultural skills plays an impor-tant role in the curriculum of the reformed teacher education master pro-gramme of the University of Bolzano. The aim is for the graduates to perceive interculturality as an enrichment. The present study examines the attitudes (cultural beliefs, values, and motivational orientations) of the German-speaking students (n = 823) of different cohorts with regard to interculturality and relates these to their study and work experiences on the one hand and their feeling of belonging to Italy or South Tyrol on the other. The results showed mostly positive attitudes that tend to increase with increasing experiences. Sense of belonging turned out to be the strongest predictor of attitudes, an aspect that has so far not been adequately researched. The results underscore the importance of self-reflection skills and opportunities during study.Nel dibattito su formazione e inclusione l’Italia gioca un ruolo pioneristico. Se in passato questo termine si riferiva primariamente ad alunne/i con bisogni speciali, oggi il concetto di inclusione si impiega in senso più ampio, tenendo conto anche della sempre maggiore eterogeneità dei background individuali delle alunne/degli alunni. In Alto Adige la questione dell’inclusione è legata innanzitutto all’esigenza di considerare le diverse culture, per cui non stupisce che l’insegnamento delle competenze interculturali assuma un ruolo di rilievo nel piano di studi del corso di laurea magistrale a ciclo unico1, il corso riformato offerto dalla facoltà di Scienze della Formazione Primaria della Libera Università di Bolzano. Scopo delle lezioni incentrate su queste tematiche è far sì che le/i future/i insegnanti delle scuole primarie e dell’infanzia percepiscano l’interculturalità come arricchimento. Lo studio esamina le posizioni (convinzioni, sistemi di valori e orientamento motivazionale) in merito all’interculturalità di studentesse/studenti di lingua tedesca (n = 823) di diverse coorti e li relaziona sia con le esperienze di studio e pra-tiche sia con il senso di appartenenza. I risultati palesano posizioni in preva-lenza positive, la cui positività tende ad accrescere con l’aumentare delle esperienze. Il senso di appartenenza, un aspetto finora poco analizzato, si è rivelato essere il predittore più forte per quel che riguarda le posizioni individuali. I risultati mostrano l’importanza della capacità di auto-riflessione e delle opportunità di sperimentarla nel corso degli studi.&nbsp

    EduSpaceMobile – Il futuro modello bandiera dell’Alto Adige per lo scambio multidirezionale di conoscenze educative

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    Ecology, in the broadest sense, is an interrelation. For individuals as well as for social communities, this implies that they are always both subjects of per-ception and objects of a communal determination of reality (cf. Benner 1990, p. 614ff.). The reflected contemplation of the individual’s relationship to himself, to others and to the world is a central element of the courses and prac-tical training of the Master’s programme in Educational Science. In particular, the current activities of the EduSpace learning workshop are strongly influenced by the joint reflection on ecology as a condition and goal of education in the first stages of life as well as across the entire lifespan (cf. in detail Stadler-Altmann 2018; Dozza 2021). How these interdependencies can be elaborated into sustainable regional learning communities is outlined in the following.L’ecologia, nel senso più ampio, è un’interrelazione. Per gli individui altrettanto per le comunità sociali, ciò implica che essi sono sempre entrambi soggetti di percezione e oggetti di una determinazione comunitaria della realtà (cfr. Benner 1990, p. 614 ss.). La discussione riflessiva sulla relazione dell’uomo con sé stesso, con gli altri e con il mondo è un elemento centrale delle lezioni, dei laboratori e dei tirocini nel programma del Master of Science in Education. In particolare, le attività attuali del laboratorio di apprendimento EduSpace1 sono fortemente influenzate dal pensiero comune sull’ecologia come condizione e scopo dell’educazione nelle prime fasi della vita così come durante tutto l’arco della vita (Stadler-Altmann 2018; Dozza 2021). Il contributo spiega come queste interdipendenze possono coadiu-vare alla costruzione di comunità di apprendimento regionali sostenibili

    Giustizia sociale e sviluppo umano: Nuove prospettive sistemiche

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    When we talk about social justice, we must remember that its focus is on the other since it regulates the relationships between subjects, assigns to each one what is due to him/her and guarantees dignity. February 20, 2021 was an opportunity, also in light of the effects of the global epidemic from Covid-19, to ask what has been implemented and what can be planned to ensure that the opportunities for dignified development are not the prerogative of a few. Think of the population groups that are part of the third and fourth age and that, according to the Agenda2030, in 2050 will represent 22% of the global population. We could think of support interventions, of professional figures such as managers and consultants of the third and fourth age who can develop effective plans to support the elderly in order to promote solidarity between generations and activate the full potential of those who live a different age, rich in time and experience.Quando si parla di giustizia sociale bisogna ricordare che il suo focus è l’altro poiché essa regola le relazioni tra i soggetti, assegna a ciascuno ciò che gli è dovuto garantendo dignità. Il giorno 20 febbraio 2021 ha rappresentato un’occasione, anche alla luce degli effetti dell’epidemia globale da Covid-19, per interrogarsi su cosa è stato attuato e cosa si potrà programmare per far sì che le opportunità di sviluppo dignitoso non siano appannaggio di pochi. Si pensi alle fasce della popolazione che fanno parte della terza e quarta età e che, secondo quanto riportato dall’Agenda2030, nel 2050 rappresenteranno il 22% della popolazione globale. Si potrebbe pensare ad interventi di sostegno, a figure professionali come manager e consulenti della terza e quarta età che possano sviluppare piani efficaci di sostegno alle persone anziane per promuovere la solidarietà tra le generazioni e attivare tutte le potenzialità di coloro che vivono un’età diversa, ricca di tempo e di esperienze

    Filter bubbles e echo chambers: Origini pre-digitali e elementi di novità - riflessioni dalla prospettiva della media education

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    As pointed out by Edgar Morin, a crucial issue for contemporary pedagogy is to understand how to support the new generations in acquiring the ability to orient themselves in the abundance of information made available by digital technologies. In order to do this, a first necessary step is to acquire a greater awareness about the processes through which digital platforms filter the information we have access to. It is therefore relevant to examine how online content personalisation tends to produce filter bubbles and echo chambers, namely to expose users mainly to contents that confirm their preexisting opinions, rather than showing them new stimuli or different worldviews. The origins of such phenomena lie in psychological and social dynamics dating back to long before the appearance of digital technologies: confirmation bias, propensity to homophily and polarisation in homogeneous groups. Nevertheless, the formation of such “bubbles” in the digital contexts shows some novel characteristics that deserve to be considered: every user is alone in his/her bubble, the bubble is invisible and the fact of entering in it does not depend on user’s choice. After the analysis of the main features of filter bubbles and echo chambers, I will propose some considerations about how these issues can be dealt with from the perspective of a media education aimed to combine critical analysis and creative practice.Come evidenziato da Edgar Morin, una questione di cruciale importanza per la pedagogia contemporanea consiste nel capire come supportare le nuove generazioni nell’acquisire la capacità di orientarsi nell’abbondanza di informazioni rese disponibili dalle tecnologie digitali. Per fare questo, è necessario in primo luogo sviluppare una maggiore consapevolezza rispetto ai processi attraverso cui le piattaforme digitali filtrano le informazioni a cui abbiamo accesso. Appare quindi significativo indagare in che modo la personalizzazione dei contenuti tenda a formare filter bubbles e echo chambers, ovvero a esporre gli utenti principalmente a contenuti che confermano le loro opinioni preesistenti, piuttosto che a stimoli nuovi o visioni del mondo divergenti dalle proprie. Le origini di tali fenomeni risiedono in dinamiche psicologiche e sociali antecedenti all’avvento delle tecnologie digitali: il pregiudizio di conferma, la tendenza all’omofilia e la polarizzazione nei gruppi omogenei. Ciononostante, la manifestazione di tali “bolle” nel contesto di gitale presenta alcune caratteristiche inedite che meritano di essere considerate: ogni utente è solo all’interno della propria bolla, la bolla è invisibile e il fatto di entrarvi non dipende dalla scelta degli utenti. Dopo averne analizzato i tratti principali, verranno proposte alcune considerazioni rispetto a come la questione delle filter bubbles e delle echo chambers possa essere affrontata dalla prospettiva di una media education volta a coniugare analisi critica e sperimentazione creativa

    Covid Emergency and Teaching Emergency: The Need for Formal Reflective Professionals Through Clinical Training

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    The COVID-19 emergency, in addition to representing a dramatic event, also highlighted the need to review the profile of teachers and the theories and pedagogical practices adopted in educational contexts. With the health emergency, the inadequacies of the school system and sometimes the criticalities of the pedagogical methods adopted have been highlighted. It is therefore necessary to become aware of one of the lessons of Covid cited by Morin (2020): the shortcomings of the way of thinking. Recovering this thinkability within the way of doing education represents a challenge that pedagogy cannot escape from. A particularly suitable methodology for addressing this goal is the training clinic. The training clinic is an approach developed by Riccardo Massa which aims to create an innovative methodological and cultural approach with respect to the pedagogical problems present through reflection on the theories and pedagogical practices adopted.L’emergenza COVID-19, oltre a rappresentare un evento drammatico, ha messo in luce anche la necessità di rivedere il profilo degli insegnanti e le teorie e le prassi pedagogiche adottate nei contesti educativi. Con l’emergenza sanitaria si sono evidenziate le inadeguatezze del sistema scolastico e talvolta le criticità dei metodi pedagogici adottati. Per favorire un approccio capacitante degli insegnanti e dell’intero ecosistema educativo è necessario allora prendere consapevolezza di una delle lezioni del Covid citate da Morin (2020): le carenze del modo di pensare. Recuperare questa pensabilità all’interno del modo di fare educazione rappresenta una sfida a cui la pedagogia non può sottrarsi. Una metodologia particolarmente adatta ad affrontare questo obiettivo è la clinica della formazione rivolta agli insegnanti. La clinica della formazione è un approccio elaborato da Riccardo Massa che si pone come obiettivo quello di creare un innovativo approccio metodologico e culturale rispetto ai problemi pedagogici presenti attraverso la riflessione sulle teorie e le prassi pedagogiche adottate

    Imparare a partecipare: Vivere la democrazia a scuola grazie alla comunità di ricerca

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    Schools are extraordinary laboratories of citizenship where students can learn to take a position, express their opinions and play an active role in the life of the community to which they belong with an openness to global challenges. Moreover, the need for a fair and quality education for all, enabling children to become people capable of acting in today’s complex and global reality, is expressed in numerous national, European and international documents. Therefore, it is necessary to ask ourselves which teaching practices can be used to foster a habitus oriented towards the exercise of citizenship rights in terms of participation in the social, political, cultural and economic life of one’s own living environment. Teaching through a community of inquiry inspired by Matthew Lipman and Ann M. Sharp’s Philosophy for Children could be the operational response to the urgent need to educate future citizens who are aware and able of taking part in public life in the name of democracy.La scuola rappresenta uno straordinario laboratorio di cittadinanza in cui gli studenti possono imparare a prendere posizione, esprimere le proprie opinioni e avere un ruolo attivo nella vita della comunità di appartenenza con un’apertura alle sfide globali. Del resto, l’esigenza di un’educazione equa e di qualità per tutti, che permetta ai ragazzi di divenire persone capaci di agire nell’attuale realtà complessa e globale, è espressa in numerosi documenti nazionali, europei e internazionali. Occorre dunque domandarsi attraverso quali pratiche didattiche si possa favorire un habitus orientato all’esercizio dei diritti di cittadinanza in termini di partecipazione alla vita sociale, politica, culturale ed economica del proprio contesto di vita. Una didattica della comunità di ricerca ispirata alla Philosophy for Children di Matthew Lipman e Ann M. Sharp può essere la risposta operativa all’urgenza di educare all’insegna della democrazia futuri cittadini consapevoli e capaci di prendere parte alla vita pubblica

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