Pensa MultiMedia Editore (E-Journals)
Not a member yet
4263 research outputs found
Sort by
Giovanni Modugno e il tirocinio magistrale come “tirocinio di vita e di azione”. Un’originale proposta fra le due guerre mondiali.
As he expressed as early as the 1910s in the debates on how to reform the education curriculum for prospective teachers, Giovanni Modugno showed an original predilection for internships as training methods for elementary school teachers. An analysis of some of his writings—published in the journals “La nostra scuola”, “La nuova scuola italiana”, “Levana”, and others—reveals that his appreciation for Lombardo Radice’s thought didn’t prevent him from exploring Friedrich Förster’s pedagogy. From Förster, Modugno derived the idea that internships can be “schools of life and action.” Because of the deep epistemological and pedagogical value of this concept, which innovates the relationship between experience and life sciences, Modugno defended this idea even after Gentile’s reform of teachers’ education and during the darkest times of Fascism. His conception of teachers’ internships promoted more synergy between pedagogy and other disciplines, as well as the practice of reflection as a professional habit.Fin dalle polemiche degli anni Dieci sulla riforma della scuola normale, Giovanni Modugno ebbe un’originale predilezione nei confronti del tirocinio come dispositivo formativo per la preparazione professionale dei maestri di scuola elementare. L’analisi di alcuni suoi interventi pubblicati dalle riviste “La nostra scuola”, “La nuova scuola italiana”, “Levana”, “Scuola Italiana Moderna” e il “Supplemento pedagogico” mostra che l’apprezzamento per il pensiero di Lombardo Radice non gli impedì di esplorare la pedagogia di Friedrich Förster e di far sua la proposta di un “tirocinio di vita e di azione”, pratica difesa anche dopo l’avvio dell’istituto magistrale gentiliano e negli anni più bui del fascismo, per via della sua peculiare valenza sul piano epistemologico e metodologico dovuta a un rinnovato rapporto fra esperienza e scienza della vita. Tale configurazione del tirocinio magistrale garantiva una maggiore sinergia fra pedagogia e discipline di insegnamento e un esercizio della riflessività come habitus professionale
L'Ordinanza 172/2020 e la valutazione nella scuola primaria: la proposta di un modello di ricerca-formazione
The Ministerial Decree 172/2020, that replaces the numerical grade with the descriptive judgment, has produced an important change in the methods of evaluation in primary school. The ministerial guidelines underline the formative character of assessment and set as its object in the learning process examined through 4 dimensions: situation, resources, autonomy, continuity. From the point of view of docimology and didactics, there is a strong reference to elements and processes such as formative evaluation, socio-constructivist teaching and the practice of observation. The Ministerial Decree represents a challenge for the schools, also in terms of a need for a specific training. This paper presents a research-training path developed and proposed to schools, through the involvement of teachers in seminars, laboratories and collaborative researches.L’Ordinanza 172/2020, che supera il voto numerico e introduce il giudizio descrittivo, ha imposto un importante cambiamento delle modalità di valutazione nella scuola primaria. Le linee guida ministeriali assumono come funzione principale della valutazione il suo carattere formativo e ne fissano come oggetto il processo di apprendimento esaminato attraverso 4 dimensioni: situazione, risorse, autonomia, continuità.
Sul piano sia docimologico che didattico è forte il richiamo ad elementi e processi quali la valutazione formativa, la didattica socio-costruttivista e la pratica osservativa. L’Ordinanza rappresenta una sfida per le scuole, rispetto alla quale vi riconoscono un bisogno di formazione a cui anche le Università stanno dando risposte. In tale prospettiva si colloca il presente contributo che intende rendere conto di un modello di Ricerca-Formazione messo a punto e proposto alle scuole per far fronte alle richieste normative, attraverso il coinvolgimento degli insegnanti in attività seminariali, laboratoriali, progettuali, di sperimentazione e di ricerca congiunta
Insegnanti e competenze digitali: quale formazione iniziale e in servizio nel post pandemia?
The recent Covid-19 pandemic, especially in the phase of distance learning, forced the school system to make use of technology to guarantee an educational continuity. This contribution presents data from an exploratory research conducted with 242 primary school teachers (non-probabilistic sample) that investigated whether and how teachers' digital competence (framework DigCompEdu) improved between 2019 and 2021. The results remark an acceleration of the school’s digital transformation process which is observable both in the digital tools at teachers’ disposal, and in their use in daily teaching practice. The results also point out insecurities and struggles concerning the use of technologies, and identify the digital competences still not fully practiced by teachers. The contribution intends to present some reflections and operational proposals on the initial and in-service training of primary school teachers integrating digital competences in the curriculum (courses, laboratories, placement) and in professional trainings (shared reflection and exchange of best practices).La pandemia da Covid-19, soprattutto nella fase di DAD e DDI, ha costretto il sistema scolastico all’utilizzo di tecnologie per garantire la continuità formativa. Vengono analizzati i dati di una ricerca esplorativa svolta a livello nazionale su un campione non probabilistico di 242 docenti della scuola primaria che ha indagato se e come le competenze digitali degli insegnanti (framework DigCompEdu) siano migliorate tra il 2019 e il 2021. I risultati evidenziano un’accelerazione del processo di digitalizzazione della scuola, sia rispetto agli strumenti digitali presenti, sia rispetto all’integrazione degli stessi nella pratica didattica quotidiana; ma rilevano anche insicurezze, difficoltà, e alcune competenze digitali ancora poco praticate. Il contributo intende presentare alcune riflessioni e proposte operative sulla formazione iniziale e in servizio degli insegnanti della scuola primaria che integrino le competenze digitali nel curricolo di studi (insegnamenti, laboratori e tirocinio) e nei corsi di aggiornamento (riflessione condivisa e scambio di buone pratiche)
Docenti in formazione per attività di sostegno e loro consapevolezza delle competenze acquisite
Adequate teacher training is a key factor for the activation of inclusive practices in the school. This paper considers the level of awareness gained by a sample of trainee teachers in the specialization courses for school support activities, coming out from the University of Florence (cycles IV and V). These future teachers, as provided by the Ministry of Education, University and Research, had the opportunity to reflect through the internship on the devoloped skills. From a methodological point of view, the research belongs to the mixed methods QUANT+QUAL type. The results are part of a monitoring system relating to the specialization courses indicated, and the resulting assessments are of particular importance in view of the planning of the next edition of the same course.Un’adeguata formazione dei docenti rappresenta un fattore chiave per l’attivazione di prassi inclusive nella scuola.Questo contributo considera il livello di consapevolezza maturata da un campione di partecipanti ai corsi di specializzazioneper attività di sostegno scolastico organizzati dall’Università di Firenze (cicli IV e V). Come previstodal MIUR, tali futuri insegnanti hanno avuto l’opportunità di riflettere attraverso il tirocinio sulle competenzesviluppate. I risultati fanno parte di un impianto di monitoraggio relativo ai corsi di specializzazione indicati, e levalutazioni che ne derivano hanno assunto rilevanza soprattutto in vista della progettazione della successiva edizionedello stesso corso
Orientamento degli adolescenti svantaggiati nei contesti socioeducativi: Soluzioni dal Friuli Venezia Giulia
Fragile youths are at risk of dropout and the toll of their vulnerability is paid in terms of low employment rates, which, in turn, is a damage to their prospects. In this regard, the positive results of the Friuli Venezia Giulia Region, which rank above the Italian national mean, call for a closer investigation of what is being done in its socio-educational settings. Hence, two guidance strategies are hereby presented, each taking place in a different province: Udine and Gorizia. Among the ensuing solutions: a parental approach to education (also from the point of view of relevant policies), a renewed attention to the value of manual labour, and a reform of the role and duties of social educators.Gli adolescenti fragili sono a rischio di dispersione scolastica e scontano la propria vulnerabilità in termini di collocamento, a danno del loro progetto di vita. In questo senso, i risultati positivi della Regione Friuli Venezia Giulia rispetto alla media nazionale motivano il presente contributo: effettuare una ricognizione delle buone pratiche in atto nei contesti socioeducativi che si occupano dei giovani svantaggiati. Sono quindi presentate due strategie di orientamento, realizzate, rispettivamente, da una realtà socioeducativa della provincia di Udine e una della provincia di Gorizia. Tra le soluzioni emergenti: l’approccio parentale all’educazione (anche dal punto di vista delle policy di riferimento), la rivalutazione dei mestieri manuali e, in generale, la riforma della figura dell’educatore sociale
Scegliere e scegliersi. Per una Pedagogia dell’orientamento.
In the wake of change that is a daily feature of societies, the theme of educational guidance represents a point of research and reflection always new. This imposes the need to ask specific questions aboutthe future of guidance practices and related professionalism operating in the plurality of dedicatedcontexts. Finally, the choice to focus the reflection on a declination of educational guidance in universitiesthat uses the approach of peer tutoring, drawing from a personal experience that has proved to be an opportunity for personal, collective and institutional dialogue.La tematica dell’orientamento rappresenta uno spunto di ricerca e riflessione sempre nuovo, sulla scia del cambiamento che contraddistingue ormai quotidianamente la società in tutte le sue forme. Si impone così l’esigenza di porsi specifici interrogativi circa il futuro stesso delle pratiche orientative e delle relative professionalità operanti nella pluralità di contesti dedicati. La scelta, infine, di concentrare la riflessione su una declinazione dell’orientamento nei contesti universitari che utilizza l’approccio del peer tutoring, attingendo da una personale esperienza rivelatasi opportunità di incontro e dialogo con se stessi, con l’altro, e con l’istituzione universitaria stessa
L’educatore socio-pedagogico a scuola: per un agire professionale inclusivo
In today’s school contexts, the socio-pedagogical educator takes on the role of significant protagonist in the relationship of care and help towards the vast and heterogeneous panorama of pupils with “special educational needs”, made even more complex by the presence of the new, and moreover dramatic, educational emergencies. In light of the innovations arising from Laws 205/2017 (“Iori Law”) and 145/2018, the inclusive professional action of the socio-pedagogical educator is oriented to design, organize, develop and test paths and practices of educational research based on the culture of interpersonal encounter and authentic care. Concerned with concretely helping the other, the “different” individual, the socio-pedagogical educator evaluates the original story and in so doing offers an important opportunity for existential, social and educational redemption. Within this perspective, are presented various narratives relating to inclusive educational interventions, based on individualized and personalized strategies, aimed at interpreting, implementing and accompanying positively the life projects of students in situations of discomfort, fragility and problems.Nei contesti scolastici attuali, l’educatore socio-pedagogico assume il valore di una figura significativamente protagonista della relazione di cura e di aiuto nei confronti del vasto e eterogeneo panorama di alunni con “bisogni educativi speciali”, reso ancora più complesso dalla presenza delle nuove, e peraltro drammatiche, emergenze educative. Alla luce delle innovazioni scaturite dalle Leggi 205/2017 (“Legge Iori”) e 145/2018, l’agire professionale inclusivo dell’educatore socio-pedagogico è orientato a progettare, organizzare, sviluppare e sperimentare percorsi e pratiche di ricerca educative basate sulla cultura dell’incontro interpersonale e sulla cura autentica. Preoccupandosi di aiutare concretamente l’altro, il “diverso” l’educatore socio-pedagogico ne valorizza l’originale storia offrendogli un’importante occasione di riscatto esistenziale, sociale e scolastico. In tale prospettiva, vengono presentate alcune narrazioni relative a diversi interventi educativi inclusivi, basati su strategie individualizzate e personalizzate, rivolti a interpretare, realizzare e ad accompagnare positivamente i progetti di vita di alunni in situazioni di disagio, fragilità e problematicità
Severino. Eternity of Being and Finite
First of all must be recognized the speculative force of Severino's proposal of a monistic and eternal being, concept that stands out as a successful attempt to take leave of historicism and idealism. The finite appearing of appearance is effectively rooted in the immutable eternity of being. The question that arises is nonetheless, in my opinion, whether by this one has given adequate reason for the finite as such, in its finiteness and difference and not only in its belonging to the immutable
The Secret of the World
In the net of nihilism, the becoming of the world shows itself as becoming nothing and from nothing. The root of the isolated earth. But the isolated earth is not totally other than destiny: it is its distortion. Thus the secret of the world consists in the removal - not by a will (man's or God's) - of this alteration. First, what remains is the appearing and disappearing of the eternals