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    La presilienza come “effetto collaterale” della crisi pandemica: lettura critica dei meriti della DAD

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    Like the rest of the world, Italy has experienced the rapid transition from face-to-face learning to distance learning, due to the Covid-19 pandemic. Far from considering Distance Learning as a further negative effect of the current pandemic, this paper intends to illustrate the reasons why Distance Learning - better defined as Emergency Remote Learning - actually represented a valid testing ground for implementation of a transformative (digital) pedagogy. Through the reinterpretation of the supposed anxious states caused in students by social isolation, in terms of developing the lifeskill of presilience, necessary to thrive in the “new normal”, the best terms will be analyzed to evaluate the effectiveness of the emergency educational interventions implemented, also drawing on the most recent neuroscientific research results on the psychophysical and educational effects of Distance Learning. The last part of the paper hosts a reflection on how post-pandemic competence in school environments can be built today, to respond as effectively as possible to the current needs of our students, which Distance Learning has helped to bring out.Come il resto del mondo, anche l’Italia ha vissuto la rapida transizione dall’apprendimento in presenza all’apprendimento a distanza, a causa della pandemia di Covid-19. Lungi dal considerare la DAD come un ulteriore effetto negativo dell’attuale pandemia, l’articolo intende illustrare i motivi per i quali la DAD – meglio definibile come Apprendimento d’emergenza da remoto – in realtà abbia rappresentato un valido terreno di prova per l’attuazione di una pedagogia (digitale) trasformativa. Attraverso la rilettura dei supposti stati ansiosi, causati negli studenti dall’isolamento sociale, in chiave di sviluppo della lifeskill di presilienza, necessaria per prosperare nella “nuova normalità”, si andrà ad illustrare quali sono i termini migliori per valutare l’efficacia degli interventi educativi emergenziali messi in atto, attingendo anche ai più recenti risultati della ricerca neuroscientifica sugli effetti psicofisici e formativi dell’apprendimento a distanza. Ci si interrogherà, infine, su come si possa costruire oggi la competenza post-pandemia negli ambienti scolastici, per rispondere nel modo più efficace possibile ai bisogni attuali dei nostri studenti, che la DAD ha contribuito a far emergere

    Una lettura ecosistemica e la prospettiva di un learnfare capacitante: L’Osservatorio sui Processi Formativi e l’Analisi Territoriale come modello pedagogico di resilienza trasformativa

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    The article aims to testify to the ten-year experience of research-action and training carried out by the Observatory on Training Processes and Territorial Analysis of the University of Salerno, founded and directed by Prof. E. Mannese. Starting from the examination of this experience and through reflection on the methodological framework and the projects implemented, the characterizing elements that have ensured its stability and success are identified in order to propose a hypothesis of a training ecosystem. Pedagogical model of transformative resilience outlined is structured around six principles: multipolar agency, generativity and transformativity, territories conceived as learningland, learning and territorial capital, capabilities for the development of talents and territories, the metaphor of the border. These principles are consistent with a series of fundamental characteristics common to the main theoretical and educational approaches present in the literature. They are the basis of the definition of a core set aimed at guiding the promotion and development of generative pedagogical devices, transformative research-action models and capability learnfare systems, for the development of talents and territories.L’articolo intende testimoniare l’esperienza ormai decennale di ricerca-azione e formazione messa in campo dall’Osservatorio sui Processi Formativi e l’Analisi Territoriale dell’Università degli Studi di Salerno, fondato e diretto dalla prof.ssa E. Mannese. A partire dall’esame di tale esperienza e attraverso la riflessione sull’impianto metodologico e le progettualità realizzate, si identificano gli elementi caratterizzanti che ne hanno assicurato tenuta e successo per proporre un’ipotesi di ecosistema formativo. Il modello pedagogico di resilienza trasformativa delineato fonda la sua struttura su sei principi: agency multipolare, generatività e trasformatività, territori pensati come learningland, apprendimento e capitale territoriale, capacitazioni per lo sviluppo dei talenti e dei territori, la metafora del confine. Si tratta di principi che presentano una notevole coerenza con una serie di caratteri fondamentali comuni ai principali approcci teorici e formativi presenti in letteratura e che costituiscono la base per la definizione di un core set teso ad orientare la promozione e lo sviluppo di dispositivi pedagogici di tipo generativo, modelli di ricerca-azione trasformativi e sistemi di learnfare capacitanti, per lo sviluppo dei talenti e dei territori

    La percezione sociale della salute e della malattia

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    In this time in which we feel suspended between the fourth industrial revolution and a pandemic that frightens us, we need more than ever an ethic of trust, of positive passions, of moving between normativity and fluidity without cynicism or indifference, each of us taking charge of change. This is the ethical task of education. The School must confront these positions and these arguments, using disciplinary knowledge to transform them first into knowledge, then into awareness and behavior. Only in this way, I believe, can we attempt to make individuals the true protagonists in the management of health and illness, because in relying on the myth of healing we are precluded from giving meaning to suffering, health and well-being.In questo tempo in cui ci sentiamo sospesi tra la quarta rivoluzione industriale e una pandemia che ci spaventa, abbiamo più che mai bisogno di un’etica della fiducia, di passioni positive, di muoverci tra normatività e fluidità senza cinismo o indifferenza, facendoci, ciascuno, carico del cambiamento. È il compito etico dell’educazione. La Scuola deve confrontarsi con queste posizioni e con queste argomentazioni, utilizzando i saperi disciplinari per trasformali in conoscenza prima, in consapevolezza e in comportamenti poi. Solo così, credo, si può tentare di rendere gli individui i veri protagonisti nella gestione della salute e della malattia, perché nell’affidarsi al mito della guarigione ci si preclude la possibilità di dare un senso alla sofferenza, alla salute e al benessere

    La dualità condivisa dell’autoformazione e della co-progettazione di un EAS per una trasformatività resiliente

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    The theory of self-determination (SDT) is a rapidly expanding topic, which helps us to consider personal abilities regarding self-regulation and self-determination of one’s learning, as well as vulnerability to defensive and control. Within the SDT, these human abilities are studied using different methods of psychology. In this research we focus, in particular, on the capacity for autonomy in the self-training decision. On the basis of self-training, this contribution aims to reflect on the meaning of didactic co-planning shared between teachers in smart working (Alessandrini, 2016), on the action that the teacher performs during the redesign of the contents to be taught (Perla-Riva, 2016). Working with new methodologies requires a new way of rethinking oneself as a teaching professional (Rivoltella-Rossi, 2012). The cosharing of choices regarding the content, the resources available, and their skills starting from their training, highlights the figure of the teacher as a designer who redesigns his teaching project every day, moving from motivations to self-training (Knowles , 1975; Quaglino, 2014; Bochicchio, 2014).La teoria dell’autodeterminazione (SDT) è un tema in rapida espansione, che ci aiuta a considerare le capacità personali in merito all’autoregolazione e all’autodeterminazione del proprio apprendimento, così come la vulnerabilità alla difensiva e al controllo. All’interno dell’SDT, queste capacità umane vengono studiate utilizzando metodi diversi della psicologia. In questa ricerca ci concentriamo, in particolare, sulla capacità di autonomia nella decisione di autoformazione. Sulla base dell’autoformazione, il presente contributo vuole riflettere sul senso della co-progettazione didattica condivisa tra docenti in smart working (Alessandrini, 2016), sull’azione che l’insegnante compie durante la riprogettazione dei contenuti da insegnare (Perla & Riva, 2016). Lavorare con nuove metodologie richiede una nuova modalità di ripensarsi come professionista dell’insegnamento (Rivoltella & Rossi, 2012). La co-condivisione di scelte che riguardano il contenuto, le risorse disponibili, e le proprie competenze a partire dalla propria formazione, mette in evidenza la figura dell’insegnante come progettista che giornalmente ridisegna il suo progetto didattico muovendo dalle motivazioni all’autoformazione (Knowles, 1975; Quaglino, 2014; Bochicchio, 2014)

    Il dilemma educativo di un reazionario: La Théorie de l’éducation sociale di Louis de Bonald

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    The article intends to present one of the lesser known works of the reactionary thinker Louis de Bonald, the Théorie de l’éducation sociale. What emerges is an educational concept that isn't always coherent, but interesting as it's paradigmatic of a troubled era in European history.L'articolo intende presentare una delle opere meno note del pensatore reazionario Louis de Bonald, la Théorie de l’éducation sociale. Ne emerge una concezione educativa non sempre coerente, ma interessante poiché paradigmatica di un'epoca tormentata della storia europea

    Il pedagogista in quanto diversity manager e mediatore tra Università e Mondo del Lavoro

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    The diversity of gender, culture, ability is recognized as a value both at the level of common sense and in the context of national and European legislation. It is necessary to question the effectiveness of work placement strategies, as a human qualification device, of disabled people who complete their university studies. How to manage risks and opportunities in order to effectively guide the work placement of disabled people who reach the end of their university career? This contribution aims to offer an in-depth study on the subject, with a particular focus on the figure of the pedagogist as a pedagogical operator of mediation between the University and the world of work.La diversità di genere, cultura, abilità è riconosciuta in quanto valore sia a livello del senso comune sia nel contesto nella Legislazione europea. È necessario, pertanto, interrogarsi circa l’efficacia delle strategie di collocamento lavorativo in quanto dispositivo di qualificazione umana e professionale, delle persone con disabilità che abbiano completato il proprio percorso di studi universitari. Come gestire rischi e opportunità al fine di guidare di il percorso di collocamento lavorativo per soggetti con disabilità che abbiano concluso il proprio percorso universitario? Il presente contributo si propone di offrire uno studio dell’argomento, con una particolare attenzione alla figura del  pedagogista in quanto mediatore tra Università e mondo del Lavoro

    Personalità “in movimento”: formAzione nell’infanzia

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    This article reports a systematic review carried out with the aim of scientifically validating the influence that motor activity and movement in general could have on the personality confirming an individual’s uniqueness and unity, influenced by the experiences he/she lives and the environment around him/she. Is introduced the concept of personality, particularly related to motor aspect in the growing age and are taken into consideration the areas in which it is divided: motor, cognitive, relational and emotional; then 12 articles are analysed concerning motility in the form of game-sport, physical education or just movement and the effects that it produces on the overall development of individuals in preschool and school age, from 0 to 10/11 years old.Il presente articolo riporta una revisione sistematica condotta con lo scopo di validare scientificamente l’influenza che l’attività motoria e il movimento in generale possono esercitare sulla personalità, rafforzando così l’unicità e l’unitarietà dell’individuo, a sua volta influenzato dalle esperienze vissute e dall’ambiente che lo circonda. Si introduce il concetto di personalità, particolarmente legato all’aspetto motorio in età evolutiva e si affrontano le aree in cui essa si articola: motoria, cognitiva, relazionale, affettiva, emotiva, sociale per poi analizzare 12 articoli-protocolli riguardanti la motricità in forma di gioco-sport, educazione fisica o semplice movimento e gli effetti che essa produce sullo sviluppo complessivo di soggetti in età prescolare ed età scolare, da 0 a 10/11 anni

    Del lato oscuro della legge: una lettura psicoanalitica

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    The following contribution is a reflection on the nature of the law, its hidden aspects and its dark side. Some authors note an implicit aspect of revenge in the legal system, thus highlighting how aspects of violence and coercion are involved in the symbolic function of the law that go beyond any rational and real need for control and deterrence. Using a Lacanian psychoanalytic approach, and accompanying philosophical and anthropological data, this article attempts to expand on the topic by referring to the type of ideological and associative crimes, where the latent link between law, crime and superego comes to light.Il seguente contributo è una riflessione sulla natura della legge e sui suoi aspetti nascosti, sul suo lato oscuro. Alcuni autori rilevano nell’ordinamento giuridico un aspetto implicito di vendetta, evidenziando così come nella funzione simbolica della legge vi siano implicati degli aspetti di violenza e di coercizione che vanno al di là di qualsiasi esigenza razionale e reale di controllo e di deterrenza. Utilizzando un approccio psicoanalitico lacaniano, e con gli annessi riferimenti filosofici e antropologici, questo articolo cerca di approfondire il tema facendo anche riferimento a quel tipo di crimini di carattere ideologico e associativo, dove viene alla luce il legame latente tra legge, crimine e Super-Io

    Dal comitato scientifico 2018

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