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Sviluppo Motorio in Età Evolutiva: Capacità Motorie, BMI e Fattori Correlati. Quali effetti di mediazione?
Sedentary habits and low levels of physical activity limit the motor skills learning, leading to the progressive reduction of the individual motor repertoire and conditioning the development of related factors. Researchin motor and sports sciences is still proceeding in a shattered way, not only because of the interdisciplinary connotations, limiting the transformation of scientific evidence into good practices. This study aims to investigatethe relationship between body mass index (BMI), motor performance and factors related to the practice of physical activity in a sample of adolescents through the study of mediation factors. The sample is composed of 60 middle school students aged 11-12 (M = 24, F = 36), selected as part of the project "Regional Observatory on Levels of Physical Activity and Motor Development", coordinated by the University of Foggia. The study included the proposal of 4 motor tests (standing long jump, medicine ball throw 2Kg, shuttle run10x5 and Mile) and three questionnaires to evaluate the following factors: levels of physical activity, enjoyment, self-perception. The results showed that the 10x5 shuttle run test is a factor of partial mediation between the BMI and the standing long jump, while the self-perception totally mediates therelationship between enjoyment and the Mile test. The small sample size does not allow for generalization and extension of the results, but it has been possible to deduce some methodological implications for the training of physical education teachers.Abitudini sedentarie e bassi livelli di attività fisica limitano l’acquisizione di competenze motorie, determinando la progressiva riduzione del repertorio motorio individuale e condizionando lo sviluppo dei fattori correlati. La ricerca nelle scienze motorie e dello sport procede ancora in modo frantumato, non solo a causa delle connotazioni interdisciplinari, limitando la trasformazione di evidenze scientifiche in buone pratiche. Il presente studio si propone di indagare la relazione tra body mass index (BMI), prestazioni motoriee fattori correlati alla pratica di attività fisica in un campione di adolescenti attraverso lo studio dei fattori di mediazione. Il campione è composto da 60 allievi della scuola media di età compresa tra 11-12 anni (M =24, F = 36), selezionato nell’ambito del progetto “Osservatorio Regionale sui Livelli di Attività Fisica e lo Sviluppo Motorio”, coordinato dall'Università degli Studi di Foggia. Lo studio ha previsto la proposta di 4 test motori (salto in lungo da fermo, lancio frontale 2Kg, navetta 10x5 e Miglio) e tre questionari per valutare i seguenti fattori: livelli di attività fisica, divertimento, self-perception. I risultati hanno evidenziato che il test navetta 10x5 è un fattore di mediazione parziale tra il BMI ed il test salto in lungo da fermo, mentre il fattore self-perception media totalmente la relazione tra divertimento ed il test del Miglio. La scarsa numerosità del campione non consente di generalizzare ed estendere i risultati, tuttavia è stato possibile desumere alcune implicazioni metodologiche utili alla formazione degli insegnanti di educazione fisica. 
La pratica del peer assessment nella scuola primaria. Una ricerca sistematica della letteratura
While in higher education and secondary school, there are already a lot of experiences and models of applying peer assessment, there are still few research attempts regarding this method of assessment for learning in primary school. This study consists of a systematic review of the literature conducted to investigate the practice of peer assessment applied to primary school. The evidence highlights the methods of applying peer assessment with primary school pupils and the benefits reached in the contexts involved.Mentre in ambito universitario e di scuola superiore vi sono già esperienze e modelli di applicazione del peer assessment, nel contesto della scuola primaria sono ancora pochi i tentativi di ricerca che riguardano questa modalità di valutazione per l’apprendimento. Nel presente lavoro, è stata condotta una revisione sistematica della letteratura al fine di indagare la pratica del peer assessment applicata al contesto della scuola primaria. Le evidenze ottenute mettono in luce le modalità di applicazione della valutazione tra pari con gli alunni della primaria e i benefici che ha portato nei contesti in cui è stata implementata. 
Dalla realtà aumentata alla realtà diminuita: Riflessioni pedagogiche sulla rappresentazione cinematografica della disabilità uditiva
As a cultural mediator, cinema has repeatedly explored the world of disability to overcome prejudices and build opportunities for encounter and reflection. In some recent contributions, the double nature of his language - narrative and multisensory - is reorganized in order to represent the hearing disability in a new way, in which the perceptual-sensorial garment becomes a narrative element instead of the word. From an embodied perspective, the visual-behavioral representation of the person with disabilities is replaced by the "embodied" and immersive experience of the disability itself, through a communicative realism based on sound design. The projective instance thus generated within the condition of disability produces a change of spectatorial perspective, in which bodily mediation enhances the ability of the cinelanguage to generate situations similar to those of learning. Just as reality can be increased for educational purposes through augmented reality (AR) technology, symmetrically the perceptual spectrum of the viewer/user can be reduced and decreased to make their experience similar to that – partial – of disability.Come mediatore culturale, il cinema ha più volte esplorato il mondo della disabilità per superare i pregiudizi e costruire occasioni di incontro e riflessione. In alcuni recenti contributi, la doppia natura del suo linguaggio - narrativa e multisensoriale - viene riorganizzata per rappresentare la disabilità uditiva in un modo nuovo, in cui la veste percettivo-sensoriale diventa elemento narrativo al posto della parola. In una prospettiva incarnata, la rappresentazione visivo-comportamentale della persona con disabilità viene sostituita dall'esperienza “ebodied” e immersiva della disabilità stessa, attraverso un realismo comunicativo basato sul sound design. L'istanza proiettiva così generata all'interno della condizione di disabilità produce un cambio di prospettiva spettatoriale, in cui la mediazione corporea accresce la capacità del cinelinguaggio di generare situazioni simili a quelle dell'apprendimento. Proprio come la realtà può essere aumentata a fini didattici attraverso la tecnologia della realtà aumentata (AR), simmetricamente lo spettro percettivo dello spettatore/utente può essere ridotto e diminuito per rendere la sua esperienza simile a quella – parziale – della disabilità
Lo squarcio nella tela: la bellezza della diversità oltre il pregiudizio.
This contribution aims at arguing the efficacy of autobiography as a tool of inclusion and for inclusion. Indeed, thanks to its individual and universal properties and potentials, autobiography is accessible to everyone, enjoyable by everybody. Starting from an in‐depth investigation on the paternal profile, on post‐modern family innovation and the related socio‐cultural impacts, an intertwined decoding of three autobiographical works begins. The analysis is conducted as three fathers’ formation paths, in relation to the existence of their children and the situation of disability that they all experience. Since autobiography presents itself as a means expressing both singular diversity and relationships with other diversities, social and scholastic systems need to welcome the autobiography as urgent opportunity for interpersonal enrichment, especially in the context of didactics for inclusion and inclusive teaching for family education.Il saggio è incentrato sull’analisi delle intersezioni tra arte e forme di disabilità e
vulnerabilità. Sul rapporto tra arte, disabilità e corpo si è riflettuto sia in ambito
artistico (nel saggio si ripercorrono le fasi storiche che hanno determinato in tal
senso i criteri di percezione collettiva) sia educativo e pedagogico, interrogandosi
sul ruolo e il potere rigenerativo del sé, delle proprie autorappresentazioni e delle
proprie narrazioni. L’energia che l’arte libera consente di sperimentare nuove
situazioni, valorizzare diverse e nuove abilità, narrazioni e potenzialità in modalità
inclusive che promuovono il cambiamento personale e sociale. L’arte accetta ed
esplora le possibilità e il valore della bellezza originata dalla disabilità e dalla
fragilità e disegna una nuova dimensione estetica che ricomprende quella etica e che
coinvolge la valenza dello sguardo, capace di guardare a sé e all’altro da sé per
generare narrazioni diverse, emozioni che mobilitano risorse nuove, nascoste e
sconosciute, per mettere in discussione le categorie sociali stigmatizzanti di abilità-
disabilità, normale-anormale, salute -malattia, bellezza e disarmonia
Out of focus : Ritratti di donne con disabilità attraverso l’obiettivo narrativo
The storytelling represents a pedagogical device of undeniable potential in promoting paths of emancipation and self-determination of people with disabilities. It can draw on a wealth of functional languages for educational and social inclusion. The excursus through the progressive interest of art and photography towards the gender-disability issue, will offer elements for reflection to understand how the pictures can weave intersectional storytelling capable of enhancing the plurality of beauty and female identities. The article intends to deepen the representation of women with disabilities through photography, as a tool for cultural awareness and at the same time a path to emancipate women and transform gender stereotypes. In particular, the photographic project "I'm a woman no more and no less ”which embodies an intersectional and innovative look at the issue, will be analyzed. Finally, future perspectives and possible approaches towards which to project the photographic narration of women with disabilities will be outlined.La narrazione rappresenta un dispositivo pedagogico di innegabili potenzialità nella promozione di percorsi di emancipazione e autodeterminazione delle persone con disabilità. Essa può attingere ad una ricchezza di linguaggi funzionali all’inclusione educativa e sociale. L’excursus, attraverso il progressivo interesse dell’arte e della fotografia verso la questione genere-disabilità, offrirà elementi di riflessione per comprendere come le immagini possano tessere narrazioni intersezionali capaci di valorizzare la pluralità della bellezza e delle identità femminili. L’articolo intende approfondire la rappresentazione delle donne con disabilità attraverso la fotografia, quale strumento di sensibilizzazione culturale e al tempo stesso percorso di emancipazione delle donne e di trasformazione degli stereotipi di genere. In particolare, verrà analizzato il progetto fotografico “I’m a woman no more and no less” che incarna uno sguardo intersezionale ed innovativo sulla tematica. Infine, verranno delineate prospettive future e possibili approcci verso cui proiettare la narrazione fotografica delle donne con disabilità
Stimolare lo sviluppo delle abilità visuo-spaziali attraverso l’uso di applicazioni software per LIM
Although it has great relevance in the field of cognitive skills, visual intelligence remains neglected in the common school curriculum. This is generally assessed by limited intelligence tests. In the field of visual intelligence, visual- spatial skills play a decisive role. Stimulating its evelopment is not easy and requires specific actions and exercises performed in space. Starting from these premises, an IWB application was created for children up to six years of age that allows you to stimulate the development of these skills. It has a simple interface with a few buttons and an avatar that talks about the rules of the game, the actions to be done, the progress and the results. In this way, players do not need reading skills, but perform actions directly on the screen. Its use in kindergarten is expected to bring advantages in the development of visual intelligence and, more specifically, in the development of visual-spatial skills. To do this, a pilot project was developed. Its results have been collected and analysed.Sebbene abbia una grande rilevanza nel campo delle abilità cognitive, l’intelligenza visiva rimane trascurata nel curriculum scolastico comune. Questo è generalmente valutato mediante limitati test di intelligenza. Nell’ambito dell’intelligenza visiva assumono un ruolo determinante le abilità visuospaziali. Stimolarne lo sviluppo non è semplice e richiede azioni ed esercizi specifici compiuti nello spazio. Partendo da queste premesse, è stata realizzata un’applicazione per LIM per bambini fino a sei anni che consenta proprio di stimolare lo sviluppo di queste abilità. Ha un’interfaccia semplice con pochi pulsanti e un avatar che parla delle regole del gioco, delle azioni da fare, dei progressi e dei risultati. In questo modo, i giocatori non necessitano di abilità di lettura, ma compiono azioni direttamente sullo schermo. Si prevede che il suo utilizzo nella scuola dell’infanzia possa portare vantaggi nello sviluppo dell’intelligenza visiva e, più nello specifico, nello sviluppo delle abilità visuo-spaziali. A tal fine, è stata condotta una prima sperimentazione con cui sono stati raccolti ed analizzati alcuni risultati
L'Allenamento funzionale come processo pedagogico
The progressive and significant increase in motor and sports activities has allowed it to gain great relevance in different everyday life contexts, thus recognizing the educational nature that sport has taken on over time and becoming an important aspect of all the main social interaction contexts. In recent years, the body and movement have gained significant space among the areas of pedagogical reflection, and so motor and sports activities represent a remarkably important dimension as specific systems of education, the conditions of educability of which must be highlighted so that sport can represent a context of life aimed at empowering all subjects. Therefore, pedagogy offers young people a balanced growth also from a socialization point of view, aimed at promoting a healthy lifestyle, psychophysical well-being and the positive responses it generates throughout life. What emerges is the need to promote sports education, given its importance in the educational system starting from elementary school, up to secondary schools and universities. The need is to enhance the educational, sports, preventive, cultural and social purposes for the person’s growth in a free and democratic environment, which values diversity and therefore inclusion.Il progressivo e considerevole aumento dell’attività motoria e sportiva ha permesso che essa assumesse grande rilevanza nei diversi contesti della vita quotidiana, riconoscendo così, la natura educativa che lo sport ha assunto nel tempo e diventando quindi, una componente di fondamentale interesse in tutti i principali contesti di interazione sociale. Il corpo e il movimento, hanno assunto negli ultimi anni, un significativo spazio tra gli ambiti di riflessione pedagogica, così le attività motorie e sportive rappresentano una dimensione notevolmente importante quali sistemi specifici di formazione, di cui vanno evidenziate le condizioni di educabilità necessarie affinché lo sport possa rappresentare un contesto di vita proteso verso l’emancipazione per tutti i soggetti. La pedagogia, quindi, offre ai giovani una crescita equilibrata anche in un’ottica socializzante, finalizzata allo stile di vita salutare, il benessere psicofisico e a favore delle positive risposte che essa genera lungo tutto l’arco della vita. Emerge, dunque, la necessità di promuove l’educazione didattica sportiva, data l’importanza che riveste nel sistema dell’istruzione dalla scuola primaria, agli istituti di scuola secondaria e fino alle università. La necessità è di valorizzare le finalità educative, sportive, preventive, culturali e sociali, per la crescita della persona in un ambiente libero e democratico, che valorizzi la diversità e quindi l’inclusione
La scuola inclusiva come comunità educativa ed educante tra famiglia, territorio e terzo settore: Nuovi Patti di corresponsabilità educativa da ridefinire e consolidare
In this paper, the A. intends to focus attention on the development of an inclusive school, starting from the concept of inclusion that calls into question the taking charge of the educating community starting from the curricular teacher and not only the support teacher through the active participation of the family and all stakeholders. This is essential today in a period in which the school is increasingly interested in combating school dropouts, early school leaving but also the many hardships that young people experience due to malpractice, incivility, rudeness. But is the school with its teachers ready to change this situation? Do the teachers have the conceptual and operational tools to intervene? What is the role of the family, the territory and the third sector? In this work the A. intends to address the issue through a new Pacts of educational co-responsibility that the school will have to redefine and co-design with the family, the territory and the third sector to truly promote the human, civil and social progress of the Communities. However, this implies a rethinking and reorganizing the school of autonomy in our country from a European perspective. In questo paper, s’intende focalizzare l’attenzione sullo sviluppo di una scuola inclusiva, partendo dal concetto di inclusione che chiama in causa la presa in carico della comunità educante a partire dall’insegnante curricolare e non solo dell’insegnante di sostegno attraverso la partecipazione attiva della famiglia e di tutti gli stakeholder. Ciò è indispensabile oggi in un periodo in cui la scuola è sempre più interessata a contrastare abbandoni scolastici, dispersione scolastica ma anche i molteplici disagi che vivono i giovani a causa del malcostume, dell’inciviltà, maleducazione. Ma la scuola con i suoi docenti è pronta a modificare tale situazione? I docenti hanno gli strumenti concettuali ed operativi per intervenire? Qual è il ruolo della famiglia, del territorio e del terzo settore? In questo lavoro l’A. intende affrontare il tema attraverso nuovi Patti di corresponsabilità educativa che la scuola dovrà ridefinire e co-progettare con la famiglia, il territorio e il terzo settore per promuovere davvero il progresso umano, civile e sociale delle Comunità. Ciò implica però un ripensare e riorganizzare la scuola dell’autonomia nel nostro paese in prospettiva europea.
Agire formativo e sviluppo della capacitazione negli interconnessi ecosistemi formativi
The topic of the promotion and enhancement of the necessary skills in a Lifelong, Life-wide and Life-deep Learning perspective is among the most urgent and relevant issues discussed by the major national and international organizations and it has made even more complex and difficult due to the spread of the ongoing Covid-19 pandemic. We have discovered, at the same time, personal and social fragility and, even more, the global dimension and interconnectedness. The need to fill gaps and imbalances, on a global level, starting from basic skills and the increasing demand for high skills, including soft and digital skills, is increasingly mandatory. Educational and training institutions are called upon to fulfil this unstoppable duty as an element of conjunction between the human being and the environment that surrounds him, creating a virtuous and sustainable ecosystem, in which capacity and agency represent goals to be implemented. This article reports some results from an exploratory research project developed to understand the levels of knowledge regarding the implicit experiences that university students in the educational-pedagogical field live in their formal study path in order to increase awareness about the acquired skills.l tema della promozione e potenziamento delle competenze necessarie in una prospettiva di Lifelong, Lifewide e Lifedeep Learning è tra le questioni più urgenti e rilevanti discusse dai maggiori organismi nazionali e internazionali, reso ancora più complesso e difficile a causa della diffusione della perdurante pandemia da Covid-19. Abbiamo scoperto, al contempo, la fragilità personale e sociale e, ancora di più, la dimensione e interconnessione globale. La necessità di colmare i gaps e gli squilibri, a livello mondiale, a partire dalle competenze di base e la sempre maggiore richiesta di competenze elevate, tra cui le competenze trasversali e digitali, è sempre più cogente. Le istituzioni educative e formative sono chiamate a assolvere tale dovere improcrastinabile in quanto elemento di congiunzione tra l’essere umano e l’ambiente che lo circonda, creando un ecosistema virtuoso e sostenibile, in cui la capacitazione e l’agency ne rappresentano fini da implementare