Pensa MultiMedia Editore (E-Journals)
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    Orientamento come strumento di contrasto alla dispersione: soft skills ed elaborazione del concetto di sé

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    Early school leaving is a complex phenomenon that mostly affects the segment of the student population more vulnerable. For them, the risk of failure and early exit from the learning path is higher than the peers. The school should support these students, trough orientation path addressed to develop skills that can help them to identify future training and professional choices relevant to their personal aspirations. The study aims to explore the point of view of students regarding some factors that may be attributable to the risk of school failure. The results pose a critical reflection on orientation paths, highlighting how school should recognize, in a broad sense, the skills of students and make meaningful for them the learning aspects that can help to improve self-awareness and reflexive abilities.La dispersione scolastica è un fenomeno complesso che colpisce maggiormente la fascia di popolazione studentesca più fragile. Per questi studenti e studentesse il rischio di fallimento e di uscita anticipata dal percorso formativo è quanto mai presente. La scuola dovrebbe sostenere questi ragazzi attivando percorsi di orientamento che sostegno lo sviluppo di quelle competenze che possano aiutarli ad individuare scelte formative e professionali future attinenti con le proprie aspirazioni e inclinazioni personali. La presente indagine si è posta l’obiettivo di esplorare il punto di vista dei giovani rispetto ad alcuni fattori che possono essere riconducibili al rischio di insuccesso scolastico. I risultati pongono una riflessione critica sui percorsi di orientamento, mettendo in luce come sia importante che la scuola riconosca in senso ampio le competenze dei giovani e lavori al fine di rendere per loro significativi gli aspetti formativi che possono aiutarli a migliorare la consapevolezza di sé e le capacità riflessive

    Un’esperienza di orientamento esistenziale in ambito universitario

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    The paper proposes an educational experience focused on the practice of guidance as an exercise in analysis and conscious self-appropriation of the social issues that make the process of existential authentication more difficult and complex. The activity was proposed at the LM 47 course, Sports Management, at the University of the ‘Foro Italico’ in Rome. The proposed practice aimed at making students more aware of the pitfalls of our time (in relation to what complicates the self-realization processes), and at allowing them to take a position with respect to the problems, making choices and 'orienting' critically in relation to the main issues that have emerged. The process thus activated ended with the discussion and elaboration of possible strategies to 'respond' critically, and responsibly to the identified difficulties.Si propone qui un’esperienza educativa centrata sulla pratica dell’orientamento, intesa come esercizio di analisi ed auto-appropriazione consapevole delle problematiche sociali che rendono più difficile e complesso il processo di autenticazione esistenziale. L’attività è stata proposta agli studenti di Management dello sport, presso l’Università del Foro Italico di Roma. La pratica proposta ha avuto lo scopo, non solo di rendere gli studenti e le studentesse più consapevoli delle insidie del nostro tempo (in relazione a ciò che complica i processi autorealizzativi), ma anche quello di consentire loro di prendere posizione rispetto ad esse, operando scelte ed ‘orientandosi’ criticamente rispetto alle problematiche emerse. Il processo così attivato si è, infatti, concluso con la discussione e l’elaborazione delle possibili strategie utili per ‘rispondere’ criticamente e responsabilmente alle difficoltà individuate

    Dalla situazione alla formazione: pratiche di riflessività educativa nei corsi intensivi 60 CFU

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    After a long waiting, the professional figure of “educator” and its academic curriculum have been recognized through the law n. 205/2017: thanks to this measure a serious lack of our order and the gap to the healthcare sector have been filled. Starting from the bill promoted by Vanna Iori in 2014, that law provided also another important point, having to do with unqualified educators: for them the solution was found in intensive courses, managed by universities, for a three-year transitional period. The essay aims to make an assessment of the experience at University of XXX, where the courses were planned with educational services and had included focus group activities to compare educator’s situated experience with academic knowledge and theory.L’art. 1, commi 594-600, della L. 205/2017 ha finalmente definito, dopo una lunga attesa, il profilo professionale e formativo degli educatori socio-pedagogici colmando, al contempo, una grave lacuna del nostro ordinamento giuridico e il gap rispetto alla figura dell’educatore socio-sanitario. Quel fondamentale dispositivo – che recepiva i punti salienti del c.d. disegno di legge “Iori” – conteneva però un altro importante passaggio, dedicato agli “educatori privi di titolo”, ovvero a coloro i quali già operano nei servizi educativi senza la necessaria qualificazione e per i quali si prevedeva un percorso “sanatoria” da 60 CFU per un periodo transitorio di 3 anni. Il contributo intende offrire un bilancio di quell’esperienza presso l’Università di XXX, dove l’erogazione dei corsi ha seguito un processo virtuoso di progettazione condivisa con il mondo dei servizi educativi e ha incluso attività extracurricolari che hanno permesso agli “educatori in situazione” di misurarsi con la ricollocazione teorico-epistemologica dei loro saperi. &nbsp

    L’esperienza del Master in “Educatore nell'accoglienza e inclusione di migranti, richiedenti asilo e rifugiati” dell’Università di Bologna: tra ricerca, formazione e diritti umani.

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    The increase in migratory flows, from the North Africa Emergency (2011-2013) to the recent Ukraine Emergency, questions the host societies and requires a structured and far-sighted intervention response. In this context emerges the demand for training of professional figures able of operating, with competence and professionalism, to facilitate the process of inclusion and reception of adult migrants, minors, and those with specific vulnerabilities. With these aims, the Master in "Educator in the reception and inclusion of migrants, asylum seekers and refugees" of the University of Bologna was born in 2018, now in its second edition. The co-planning with the third sector, the University's networking with the territory and the interdisciplinary perspective with which the Master was built have allowed to support the practice and structure the professional epistemology of these figures.L’incremento dei flussi migratori, dall’Emergenza Nord Africa (2011-2013) fino alla recente Emergenza Ucraina, interroga le società di approdo e richiede una risposta di intervento strutturata e lungimirante. In questo contesto emerge la domanda di formazione di figure professionali capaci di operare, con competenza e professionalità, per facilitare il processo di inclusione e accoglienza di migranti adulti, minori e con specifiche vulnerabilità. Con questi intenti, nasce nel 2018 il Master in “Educatore nell'accoglienza e inclusione di migranti, richiedenti asilo e rifugiati” dell’Università di Bologna, oggi alla sua seconda edizione. La co-progettazione con il terzo settore, la messa in rete dell’Università con il territorio e la prospettiva interdisciplinare con cui il Master è stato costruito hanno consentito di sostenere la pratica e la strutturazione della epistemologia professionale di queste figure

    La prevenzione dei comportamenti estremisti nei giovani per una società più inclusiva e resiliente. Il ruolo della formazione continua degli educatori

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    The contribution represents an opportunity to reflect on the emerging problem of extremist behaviour among young people and the possibilities to prevent and contain this phenomenon through education in critical thinking, resilience, social cohesion and sense of belonging. Recognising the early signs of such behaviour is a skill that can enable educators to manage critical situations before they become emergencies. The issue seems particularly urgent to be addressed since, as some data show (UNESCO, 2019), incitement to extremism has increased in recent years in all European and non-European countries. In particular, some results of the European project DIVE IN- "Preventing violent radicalisation among young individuals in Europe by innovative training approaches" will be reported. The main objective of this project is to prevent extremism and radicalisation through the construction of a blended training course addressed to educators and various professionals working with young people.Il contributo rappresenta un’occasione di riflessione sul problema emergente dei comportamenti estremisti tra i giovani e sulle possibilità di prevenire ed arginare tale fenomeno attraverso l’educazione al pensiero critico, alla resilienza, alla coesione sociale ed al senso di appartenenza. Riconoscere i segnali precoci di tali comportamenti è una competenza che può permettere agli educatori di saper gestire le situazioni critiche prima che queste possano diventare delle emergenze. Il tema appare particolarmente urgente da affrontare poiché, come alcuni dati dimostrano (UNESCO 2017, 2019), l’incitamento agli estremismi è aumentato negli ultimi anni in tutti gli Stati europei ed extra europei. In particolare, saranno riportati alcuni risultati del Progetto europeo DIVE IN- “Preventing violent radicalisation among young individuals in Europe by innovative training approaches”, avente come obiettivo prioritario quello di combattere gli estremismi e la radicalizzazione attraverso la costruzione di un percorso formativo blended rivolto agli educatori ed a coloro che lavorano con i giovani

    Educazione civica: riflessioni sull'eredità deweyana

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    This paper, though focused on the social implications of Dewey’s moral, civil and educational ideas, actually, starting from a Deweyan perspective, deals with the meaning and the role of so-called Civic Education, just questioning its legitimacy in school curriculum: particular school subject or, rather, a necessary and intrinsic character of the concept of Education to be transferred into a genuine school practice?Questo intervento, sebbene abbia il suo focus sulle implicazioni sociali delle tesi morali, civili e educative di Dewey, di fatto, prendendo spunto da tali tesi, mette in discussione il significato, il ruolo e perfino la legittimità della cosiddetta educa-zione civica nei curricola scolastici: disciplina scolastica o, piuttosto, aspetto neces -sario ed intrinseco dell’educazione tout court e, quindi, della pratica scolastica iuxta propria principia

    Educare alla cittadinanza digitale a scuola

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    Within the Guidelines for the Teaching of Civic Education (Law 92/2019) it is possible to trace a new declination of the meaning of citizenship, the digital one, understood as the need for all citizens to acquire specific skills inherent to the broader concept of media literacy, in order to be able to face the complexity and challenges of a constantly changing society in which technologies play a key role. The term digital does not only concern the use of media, but also brings with it a whole series of theoretical concepts, from those that emphasize the technological aspect more to those that analyze what digital media can offer to implement new forms of citizenship. Therefore, the need to intervene from the earliest grades and grades of school emerges with well-structured actions aimed at the conscious digital education of pupils to prevent the situation from getting out of hand. The school, therefore, is called to implement educational approaches that respond to an adequate use of digital technologies. In fact, teachers need to help their students to grasp the complexity of change, rather than marginalize some aspects as mere risks. Only in this way will it be possible to promote a full digital citizenship in which students take ownership of digital media, moving from passive consumers to critical consumers and responsible producers of content.All’interno delle Linee Guida per l’Insegnamento dell’Educazione Civica (Legge 92/2019) è possibile rintracciare una nuova declinazioni del significato di cittadinanza, quella digitale, intesa come la necessità che tutti i cittadini acquisiscano specifiche competenze inerenti al più ampio concetto di media literacy, al fine di saper fronteggiare la complessità e le sfide di una società in continuo mutamento e in cui le tecnologie giocano un ruolo chiave. Il termine digitale non riguarda soltanto l’utilizzo dei media, ma porta con sé anche tutta una serie di concezioni teoriche, da quelle che accentuano di più l’aspetto tecnologico a quelle che analizzano ciò che i media digitali possono offrire per at-tuare forme inedite di cittadinanza. Emerge, dunque, la necessità di intervenire fin dai primi ordini e gradi di scuola con azioni ben strutturate e indirizzate all’educazione digitale consapevole degli alunni per evitare che la situazione sfugga di mano. La scuola, dunque, è chiamata ad implementare approcci educativi che rispondano ad un adeguato utilizzo delle tecnologie digitali. Occorre, infatti, che i docenti aiutino i propri alunni a cogliere la complessità del cambiamento, invece che marginalizzarne alcuni aspetti come semplici rischi. Solo in questo modo sarà possibile promuovere una piena cittadinanza digitale in cui gli studenti si appropriano dei media digitali, passando da consumatori passivi a consumatori critici e produttori responsabili di contenuti.&nbsp

    Problematic internet use (piu) e cyberbullismo in adolescenza. Vittimizzazione, condotte a rischio e percezione del fenomeno tra pari: una ricerca

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    In this article the problematic internet use and its possible relation with cyberbullism and bullism among adolescents are described in a frame of social transformations. In the work the impulsive dimension and the adolescent mental functioning is discussed in the at risk behaviors by an evolutionary, social and psychobiological approach. The constructions of attachment and resilience were used to better enlighten the evolutionary issue in adolescentsocio-relational field. Also, the outcome of an action research in a secondary school is offered, to intercept the presence of felt cyberbullism and the representations of the students about the on line relationships among peer, and more the teachers perceptions about the phenomenon of cyberbullism and the representation of cyberbully. In the ambit of a cyberbullism prevention scholastical project a not standardized questionnaire was administered to a sample of students of the school and, in a systemic viewpoint, different focus groups are leaded with the adolescents and with the teachers. At the end a restitution of the results was done in the groups and a training of peer educators was started.Questo contributo indaga l'uso problematico di internet (PIU) e la sua eventuale relazione con il cyberbullismo e il bullismo tra adolescenti nel quadro di trasformazioni sociali. Nel lavoro viene pure discussa la dimensione dell’impulsività e del funzionamento mentale dell’adolescente nelle condotte a rischio con un approccio evolutivo, sociale e psicobiologico. I costrutti dell'attaccamento e della resilienza sono stati utilizzati per meglio chiarirel’aspetto evolutivo nella sfera socio-relazionale dell’adolescente.Altresì, è stato proposto l'esito di una ricerca azione presso una scuola secondaria, al fine di intercettare la presenza del cyberbullismo percepito e le rappresentazioni degli studenti sulle relazioni on line tra pari, nonché la percezione dei docenti circa il fenomeno del cyberbullismo e le rappresentazioni del cyberbullo. Nell’ambito di un progetto scolastico di prevenzione del cyberbullismo un questionario non standardizzato è stato somministrato ad un campione di studenti dell'istituto e, in un’otticasistemica, sono stati condotti focus group diversi con gli studenti e con i docenti. Infine, è stata effettuata una restituzione dei risultati per gruppi ed avviata la formazione di peer educator

    Sostenere la professionalità degli educatori attraverso la videoanalisi: Una ricerca condotta nei nidi d’infanzia di Trento

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    In this paper we will present a two-year training project, conducted in two kindergartens in the province of Trento, in which video-analysis was used as a training tool aimed at supporting and accompanying the professional growth of educators. In order to support an intentional and conscious process of didactic innovation, the training set out to work on the development of observational and reflective skills that would enable the educators to maintain a continuous dialogue between the pedagogical theories and daily educational practices. Through the analysis of video-frames depicting children's learning experiences, it is possible to reflect not only on “what” educators propose to children but especially on “how” they do it, in order to understand what relational and communicative ways of negotiating and co-constructing, together with children, the delicate balance between support and autonomy and between care and education.Nel presente articolo saranno presentati gli esiti di un progetto di formazione biennale, condotto in due nidi di infanzia della provincia di Trento, nel quale è stata usata la videoanalisi come strumento di formazione volto a sostenere e accompagnare la crescita professionale delle educatrici. Per supportare un processo di innovazione didattica intenzionale e consapevole, il percorso di formazione si è posto l’obiettivo di lavorare sullo sviluppo di competenze osservative e riflessive che consentissero alle educatrici di mantenere un dialogo continuo tra le teorie pedagogiche di riferimento e le pratiche educative quotidiane. Infatti, attraverso l’analisi di video-frammenti che ritraggono le esperienze di apprendimento dei bambini, è possibile riflettere non solamente su che cosa le educatrici propongano ai bambini ma soprattutto sul come esse lo facciano, per comprendere quali siano quelle modalità relazionali che consentono di co-costruire, insieme ai bambini, il delicato equilibrio tra sostegno e autonomia e tra cura ed educazione

    Linee guida e raccomandazioni per l’insegnamento della pronuncia della lingua straniera

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    An intelligible speech (i.e., speech that can be easily understood by an interlocutor) is a realistic target for learners of a foreign language, surely more than speech without any accent. This paper reviews the most recent research on the perception and production of both segmental (e.g., speech sounds) and suprasegmental (e.g., accent, rhythm, tone, intonation) characteristics by speakers of a second language (L2) learned in a classroom. Researchers and teachers have suggested numerous ways to apply technology to facilitate the learning of L2 pronunciation. However, many teachers still feel insecure about methods of teaching pronunciation, and the idea of using computers, mobile devices, or other technologies in the classroom can seem sometimes intimidating. In this paper, we will look at technology by focusing on pedagogical tasks, choosing the most effective support tools to achieve the best results in the classroom.Un parlato intelligibile (cioè un parlato che può essere facilmente comprensibile da un interlocutore) è un obiettivo più realistico per gli studenti di una lingua straniera che un parlato privo di qualsiasi accento. Questo contributo revisiona le ricerche più recenti sulla percezione e produzione delle caratteristiche sia segmentali (es. suoni del linguaggio) che soprasegmentali (es. accento, ritmo, tono, intonazione) da parte di parlanti di una seconda lingua (L2) imparata in classe. Ricercatori e insegnanti hanno suggerito numerosi modi per applicare la tecnologia all’insegnamento della L2 e facilitare l’apprendimento della pronuncia. Tuttavia, molti insegnanti si sentono ancora insicuri sui metodi per insegnare la pronuncia e l’idea di usare computer, dispositivi mobili o altre tecnologie può sembrare doppiamente intimidatorio. Se guardiamo alla tecnologia concentrandoci sui compiti pedagogici e poi sulla scelta degli strumenti più efficaci di supporto per ognuno, possiamo ottenere i migliori risultati sia per gli insegnanti che per gli studenti

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