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    4263 research outputs found

    L'alternanza scuola - lavoro per gli studenti con disabilità: L'opinione degli enti ospitanti

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    School-Work Alternation and Inclusion: through a series of interviews with the representatives of organizations that have activated alternation paths, this article analyzes the importance of the School-Work Alternation (ASL) as a training activity that becomes an integral part of the life of people with disabilities and what factors can contribute to a positive experience both for the student and for the context. The contribution also indicates the prospects for future research.Alternanza Scuola-Lavoro e inclusione: attraverso una serie di interviste ai referenti di organizzazioni che hanno attivato percorsi di alternanza, il presente lavoro analizza quale rilevanza può assumere l’Alternanza Scuola-Lavoro (ASL) come attività formativa che diventa parte integrante del progetto di vita delle persone con disabilità e quali fattori possono contribuire a favore un’esperienza positiva sia per lo studente che per il contesto che lo accoglie. Il contributo indica anche le prospettive di ricerca futura

    Educazione, pratiche artistiche e trasformazione per una democrazia partecipativa. Una revisione narrativa relativa al biennio Covid-19 in Italia

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    The need for restart actions, which has been marked by the crisis provoked by the Covid-19 pandemic, calls for a pedagogical reflection capable of finding the possible ways for a politics of humanity (Morin 2020) that could promote ecological transition and democracy re-generation processes aiming at an active responsible co-participation. Starting from here, this study raises the question about the use of artistic practices in educational contexts as a transformative education medium that can lead to the construction of a real participatory democracy. Working on a narrative review of the Italian scholarly literature written in the last two years about the topic of choice, the research group has selected a corpus of articles that has been read from a critical-analytical perspective. The discussion has highlighted how all art forms, as well as the cultural heritage they belong to, actively contribute to humanizing transformative processes in different formal and informal educational spaces.Il bisogno di ripartenza marcato dalla crisi prodotta dalla pandemia da Covid-19 smuove la riflessione pedagogica, chiamata a individuare le vie per una politica dell’umanità (Morin 2020) che possa promuovere processi di transizione ecologica e di ri-generazione delle società democratiche, in un’ottica di co-partecipazione attiva e responsabile. A partire da qui, il presente studio si interroga sull’utilizzo delle pratiche artistiche nei contesti educativi come medium per un’educazione trasformativa propedeutica al costituirsi di una democrazia partecipativa reale. Procedendo alla revisione narrativa della letteratura scientifica italiana dell’ultimo biennio sul tema di interesse, il gruppo di ricerca ha costituito un corpus di articoli che è stato oggetto di lettura critico-analitica. Si è visto così come le diverse arti e, con esse, il patrimonio culturale concorrano attivamente al darsi di processi trasformativi umanizzanti in diversi spazi dell’educazione formale e informale

    LPAD: uno strumento per la scuola di domani

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    The educational poverty characterising this historical period confronts educators with the need to rethink interventions able to solve today’s problems. This contribution proposes to re-start from Feuerstein whose theory and tools such as the dynamic evaluation (the Learning Propensity Assessment Device) offer a modern answer to the needs of the Italian schools, who are nowadays undergoing a deep crisis. This article argues that, when included in the school curriculum, Feuerstein’s dynamic evaluation can be fruitful to build a new type of school with renewed tools and indicators to evaluate students’ progress. This is because, on the one hand, the dynamic evaluation is an effective tool to deal with generalized and specific learning needs, and, on the other hand, it can be integrated in everyday school practice by trained educators. In this way, this paper contends that group or single dynamic evaluations allow for an in-depth understanding of the class or the single student’s specific needs. In doing so, the educator can flexibly plan inclusive meta-cognitive interventions, thus reaching students that are often doomed to fail, and prevent issues that, when unaddressed, can become chronic and therefore difficult to overcome.La povertà educativa che caratterizza questo periodo storico pone gli educatori di fronte alla necessità di ripensare interventi in grado di risolvere i problemi di oggi. Questo contributo si propone di ripartire da Feuerstein la cui teoria e strumenti, come la valutazione dinamica (Learning Propensity Assessment Device), offrono una risposta moderna ai bisogni delle scuole italiane oggi in profonda crisi. Questo articolo sostiene che, quando inclusa nel curriculum scolastico, la valutazione dinamica sia utile a costruire un nuovo tipo di scuola grazie a strumenti e indicatori rinnovati, in grado di monitorare i progressi degli studenti. Questo perché, da un lato, la valutazione dinamica è efficace per far fronte ai bisogni di apprendimento generalizzati e specifici, e, dall'altro, può essere integrata nella pratica scolastica quotidiana da educatori formati. Si ritiene, infatti, che le valutazioni dinamiche di gruppo o singole possano consentire una comprensione approfondita della classe o delle esigenze specifiche del singolo studente. Con esse l'educatore ha strumenti in più per pianificare con flessibilità interventi metacognitivi inclusivi, raggiungere studenti spesso destinati all’insuccesso, e prevenire problemi che, se non affrontati, possono portare alla povertà educativa

    Il lesson planning: dal Metodo Feuerstein alla lezione curriculare

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    This contribution shows a possible  application of the Feuerstein methods in curricular teaching. In schools, there is a growing interest in the development of students’ propensity to learn, and results of evidence-based studies show that interactive approaches and conscious organization of the contents are key features of an effective lesson. A significant example of a dialogical modality of interaction and application of lesson planning is Feuerstein Instrumental Enrichment. The lesson planning, which is not popular in Italy, can be a chance for the teacher to develop a better awareness of the learning process in the classroom. Moreover, this contribution argues that the phases of the lesson as Feuerstein conceived decades ago are confirmed by the recent evidence-based research, thus showing how the enhancement of thinking is related not only to the curricular activities and contents, but also to the learning path designed wilfully by the teacher. Such path is articulated in phases, has explicit objectives, and is flexible and highly dialogical.Il contributo mostra una possibile ricaduta del metodo Feuerstein sull’insegnamento curricolare. Nella scuola, infatti, vi è un sempre maggior interesse a sviluppare negli allievi la propensione a imparare a imparare, e gli studi basati sulle evidenze indicano nell’approccio interattivo e nell’organizzazione consapevole della proposta d’aula due caratteristiche fondamentali di una lezione efficace. Un esempio significativo di modalità dialogica e applicazione della pianificazione della lezione (o lesson planning) è costituito dal Programma di Arricchimento Strumentale Feuerstein. Il lesson planning, non sempre utilizzato in Italia, può costituire per i docenti l’occasione per sviluppare una maggiore consapevolezza rispetto ai processi di apprendimento in aula. Si evidenzia così che le fasi della lezione di Feuerstein, a diversi decenni di distanza, ricevono conferma dai recenti studi in ambito didattico evidence-based. Questi studi mettono in luce come il potenziamento del pensiero sia ascrivibile non solo alle attività e ai contenuti proposti, ma anche alla presenza di un itinerario d’apprendimento tracciato consapevolmente dall’insegnante, articolato in fasi, con obiettivi espliciti, flessibile e altamente dialogico

    Le teorie di Vygotskij e Feuerstein per il XXI secolo

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    There is a certain mystery in the current popularity of Vygotsky’s and Feuerstein’s ideas. On the surface, this growing interest is paradoxical – the ideas that emerged in Russia in the 1920s and in Israel of the 1960s are supposed to be light years behind the concerns of Western psychologists and educators of the 21st century. What then makes Vygotsky’s and Feuerstein’s ideas so contemporary? The article suggests that the current popularity of these ideas is related to the almost perfect match between “answers” given by Vygotsky and Feuerstein to the “questions” that, often without any direct impact of their theories, had emerged in Western psychology and education at the end of the 20th century. The discussion is focused around three key issues: Cultural difference, dynamic assessment, and the relationships between cognition and education.C'è un certo mistero intorno all’attuale popolarità delle idee di Vygotskij e Feuerstein. Di primo acchito quest’interesse crescente sembrerebbe paradossale, dato che le idee emerse negli anni ‘20 in Russia e negli anni ’60 in Israele dovrebbero essere anni indietro rispetto alle preoccupazioni degli psicologi e degli educatori occidentali del XXI secolo. Cos'è allora che rende le idee di Vygotskij e Feuerstein così contemporanee? Questo articolo suggerisce che la popolarità di queste idee sia da mettere in relazione al perfetto abbinamento esistente tra le “risposte” date da Vygotskij e Feuerstein alle “domande” che, spesso senza alcun impatto diretto delle loro teorie, sono emerse nella psicologia e nelle scienze dell’educazione occidentale alla fine del XX secolo. La discussione si focalizza orienta a tre aree: le differenze culturali, la valutazione dinamica, e la relazione tra cognizione ed educazione

    La coltivazione di comunità di pratica virtuali come dispositivo per lo sviluppo professionale dei docenti specializzandi per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità

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    Being at the centre of the debate both in the academic world and in related associations, during the most difficult period of the Covid-19 emergency support teacher training has prompted a reflection on the relationship between training, teaching strategies, and learning environments (real or virtual). Support teachers certainly represent one of the key professional figures for an indispensable innovation of the welfare system. Such innovation shall unfold according to a promotional and regenerative perspective with confidence in the principle according to which the development of specific professional skills is necessary because it qualifies the scientific foundation of their educational interventions. Thus, the essay offers a contribution to the definition of the support teacher professional profile in the light of the legislative reforms that have regulated access to the profession, and of the new perspectives on virtual communities of practice. The latter enjoy intense collaboration or cooperation, which are considered very effective in terms of the social production of knowledge and the development of reflective-practical-operative and fruitful skills for the understanding of the teacher’s professionalization process.Al centro del dibattito tanto del mondo accademico quanto delle associazioni del settore, la formazione del docente specializzato per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità durante il periodo più difficile dell’emergenza da Covid-19 ha sollecitato una riflessione sul rapporto tra formazione, strategie di insegnamento e ambienti (reali o virtuali) di apprendimento. Certi del fatto che il docente specializzato per le attività di sostegno rappresenti una delle figure professionali chiave per un’indispensabile innovazione del sistema di welfare secondo un’ottica promozionale e rigenerativa e sicuri del principio secondo cui lo sviluppo di specifiche competenze professionali sia necessario perché qualifica il fondamento scientifico dei loro interventi educativi, il saggio offre, in tale direzione, un contributo alla definizione della suddetta figura alla luce delle riforme legislative che hanno regolato l’accesso a tale professione e delle nuove prospettive sulle comunità di pratica virtuali a collaborazione intensa o cooperativa considerate molto efficaci sul piano della produzione sociale della conoscenza e dello sviluppo delle competenze riflessive-pratico-operative e fruttuose per la comprensione del processo di professionalizzazione dell’insegnante

    “Competenze attive” e inclusione scolastica attraverso l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile

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    Education for Sustainable Development is part of a broad organizational framework governed in the first instance by the UNESCO Recommendations on Education for International Understanding, Cooperation and Peace. It is not, therefore, the exclusive domain of environmental or technological disciplines: Education for Sustainable Development is marked by a humanistic-transformative orientation. How can we contribute to the development of the action competencies starting from the paradigm of school inclusion? This article proposes to address this question with the aim of redesigning activities within an ecological framework.L’educazione allo sviluppo sostenibile si colloca all’interno di un vasto quadro organizzativo regolato in prima battuta dalle Raccomandazioni UNESCO sull’educazione per la comprensione, la cooperazione e la pace internazionali. Non si tratta, quindi, di appannaggio esclusivo delle discipline ambientali o tecnologiche; l’educazione allo sviluppo sostenibile è caratterizzata da un forte impulso umanistico-trasformativo, come sottolineato anche con la Dichiarazione di Berlino del 2021. In che modo possiamo contribuire alla formazione delle “competenze attive” sulla base del paradigma dell’inclusione scolastica? L’articolo si propone di affrontare questo tema con l’obiettivo di riprogettare le attività all’interno di una cornice ecologica

    La ricerca post-qualitativa e gli interventi formativi della CHAT: Validità epistemologica e superamento dei problemi di metodo

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    Cultural-historical activity theory (CHAT) appears to match the tenets of post-qualitative inquiry. However, post-qualitative inquiry is credited with being averse to method and to adopt post-modernist stances that are not consistent with CHAT’s structured reading of social reality. Notwithstanding this, it is possible to propose an interpretation of post-qualitative inquiry that overcomes such conceptual challenges. This article tackles the issue both theoretically and with reference to the way current CHAT research is undertaken. First, we propose post-qualitative research should be understood as compliant with post-Gettier epistemological standpoints. Second, we show that CHAT-inspired formative interventions are both educational in nature and, given their approach to learning processes, display the core features of post-qualitative research. Given CHAT’s distinction between immanent aspects of social reality and methods tailored to tackle local issues, post-qualitative inquiry is justified in retaining its flexible—almost anarchic—methodology while, at the same time, enjoying epistemological soundness.La teoria dell’attività storico-culturale (CHAT) mostra di corrispondere ai principi della ricerca post-qualitativa. Tuttavia, la ricerca post-qualitativa si oppone al metodo e adotta posizioni post-moderniste che non paiono coerenti con la visione strutturata della realtà sociale promossa dalla CHAT. Ciononostante, proponiamo un’interpretazione della ricerca post-qualitativa che supera tali difficoltà concettuali. Questo articolo affronta la questione sia teoricamente che con riferimento al modo in cui si svolge l’attuale ricerca in seno alla CHAT. Per prima cosa, proponiamo di collocare la ricerca post-qualitativa entro il quadro dell’epistemologia post-Gettier. Successivamente, mostriamo che gli interventi formativi ispirati alla CHAT hanno sia carattere educativo che investigativo in virtù del loro approccio ai processi di apprendimento. Poiché la CHAT distingue tra aspetti immanenti della realtà sociale e metodi costruiti su misura per affrontare problemi locali, la ricerca post-qualitativa risulta giustificata nel preservare una metodologia flessibile—quasi anarchica—e, parimenti, godere di validità epistemologica

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    Uno spazio per conoscersi

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    This contribution is about an activity carried out in the educational field during the school years 2017â€2018 and replicated in subsequent years. The work consists in workshops for the empowerment of junior high school students with 21 to 24 pupils per class, age range 11 â€13. The tools used were those that have long since been used in Italian and nonâ€Italian schools together with research concepts drawn from Transacâ€tional Analysis theory. The workshops were held during school time in the classrooms in order to account for the central role of school as a ‘place’ for training. The author suggests that new paths and relationships between teachers and students are now also possible within school boundaries and school programs. He therefore, invites professionals from different fields of application to participate in these reflections.In questo contributo si parla di un lavoro in campo educativo realizzato nell’anno scolastico 2017‐2018 e riproposto poi negli anni successivi. Si tratta di laboratori di empowerment degli alunni di una Scuola media, 21‐24 per classe tra gli undici e i tredici anni di età, condotti con strumenti utilizzati da tempo nelle Scuole – italiane e non – unitamente a ricerche ed elementi di Analisi Transazionale. I laboratori sono realizzati in classe all’interno dell’orario scolastico a confermare la centralità della Scuola come ‘luogo’ di formazione. Lo stimolo che l’autore pro‐pone è che nuovi percorsi e relazioni tra insegnanti e alunni siano oggi possibili anche all’in‐terno dei confini e dei programmi scolastici e invita professionisti di campi di applicazione diversi a unirsi in tali riflessioni

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