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Concezioni sulla valutazione dei futuri insegnanti: una ricerca osservativo-correlazionale nel Percorso Formativo 24 CFU
The article presents the design and main results of an observational-correlational research conducted on a non-probabilistic sample of 345 students attending the 24 CFU Training Course activated by the University of … in the academic year 2020/2021. The research aimed to investigate the conceptions about the nature and purpose of assessment held by aspiring secondary school teachers without an organic and specific educational background in the pedagogical-didactic field, also analyzing them in relation to some variables concerning their experiences related to school assessment. The data was collected through an online questionnaire administered at the beginning of the training path. The results emerging from descriptive and correlational data analysis offer interesting suggestions for the design of teacher education programs aimed at promoting the development of solid assessment skills within the framework of the pedagogical values of a democratic and inclusive school.L’articolo presenta il disegno e i principali esiti di una ricerca osservativo-correlazionale condotta su un campione non probabilistico di 345 studenti frequentanti il Percorso Formativo 24 CFU attivato dall’Università di … nell’a.a. 2020/2021. La ricerca ha mirato a rilevare le concezioni sulla natura e le funzioni dell’assessment di aspiranti insegnanti di scuola secondaria che non hanno una formazione organica e specifica in ambito pedagogico-didattico, analizzandole inoltre in relazione ad alcune variabili inerenti a esperienze professionali e vissuti in tema di valutazione scolastica. I dati sono stati raccolti tramite un questionario online somministrato all’inizio del percorso formativo. I risultati emersi dalle analisi di tipo descrittivo e correlazionale effettuate offrono interessanti spunti di riflessione per la progettazione di percorsi di preparazione alla professione docente orientati a promuovere lo sviluppo di solide competenze valutative nel quadro dei valori pedagogici propri di una scuola democratica e inclusiva
La competenza etico-pedagogica dell’insegnante tra formazione personale e costruzione della comunità di pratiche
Given the historical and social significance of the current times, a new educational impetus is needed in schools, provided not least through the work of the teacher, who must responsibly take on the role both of facilitator, regarding the education of individual students, and at the same time, of a professional expertly capable of contributing to the reconstruction of a democratic citizenship. This calls for discernment in epistemological and didactic aspects of teaching, but also in ethical and political spheres. It is essential that teachers acquire competence in ethical and pedagogical areas from the start of their training, so that they are able to identify values and attitudes, shared by others in the profession, which can be translated into ethical and social education in schools. These ethical capabilities also enable teachers to build a community of practice, as a constitutive element of professional identity, with the ideal of life-long training in view. The practices in which the teacher is involved call for adherence to an ethic of responsibility that must be developed by everyone working in education, not individually, but collectively and adopting a reflective approach, nurturing a community of teaching professionals ready to avow, express and take on pedagogical and educational values that will shape the direction of learning in school.L’attuale momento storico-sociale richiede che si dia nuovo vigore educativo alla scuola, anche mediante l’operato dell’insegnante messo in grado di rivestire responsabilmente il ruolo di facilitatore per la formazione della persona-studente e di rappresentare, al contempo, un professionista esperto nel contribuire alla ricostruzione di una cittadinanza democratica. Egli è quindi chiamato a compiere scelte epistemologiche, didattiche, ma anche etiche e politiche. Diviene fondamentale fornire l’insegnante di competenze etico-pedagogiche sin dalla sua formazione iniziale, così da individuare valori e orientamenti, condivisi dai professionisti educativi, che si potranno tradurre nell’educazione etico-sociale scolastica. Tali competenze etiche permettono inoltre ai docenti di edificare una comunità di pratiche costitutiva dell’identità professionale in un’ottica di formazione continua. Le pratiche di cui si occupa l’insegnante richiedono l’assunzione di un’etica della responsabilità che ogni operatore educativo non dovrebbe costruire individualmente, ma collegialmente e in maniera riflessiva, alimentando una comunità di professionisti educativi che dichiara, esprime e assume valori pedagogico-educativi per definire la direzione dell’impegno scolastico
Fare Educazione civica con storie e immagini
The Italian Constitution is the foundation of the teaching of Citizenship Education in schools. Books and the practice of reading support the interdisciplinary of this teaching, because the guiding words of the Constitution can be found in the books for children and Young Adults, even those not expressly mentioned. The far-sightedness of constituent fathers and mothers has ensured that the Constitution written in ‘48 is alive and requires nothing more to be practiced by a community of interpreters, which is us. To be interpreters, however, we need discernment and imagination: skills that only the habit of reading can offer. A path to show how the presence of a school library and space and time for reading in school makes training of responsible and active citizens effective.La Costituzione italiana è fondamento dell’insegnamento della Educazione Civica a scuola. Libri e pratica della lettura sostengono la trasversalità di tale insegnamento, perché nei libri per l’infanzia e l’adolescenza si possono ritrovare le parole guida della Costituzione, anche quelle non espressamente dette. La lungimiranza di padri e madri costituenti ha fatto sì che quella Costituzione scritta nel ‘48 sia viva e non chieda altro di essere praticata da una comunità di interpreti, che siamo noi. Per essere interpreti però c’è bisogno di discernimento e di immaginazione: capacità che solo l’abitudine alla lettura può offrici. Un percorso per mostrare come la presenza di una biblioteca scolastica e di spazio e tempo per la lettura a scuola, renda concreta la formazione di cittadini responsabili e attivi
Analogie costruite o chiuse: effetti della mediazione e relazione con la memoria di lavoro
The goals of the current study are to examine (a) the effect of mediation of Construction Analogies versus mediation of Closed Analogies on cognitive modifiability in analogical thinking (b) the effect of mediation of analogies on working memory (WM), and (c) the correlation pattern between analogical thinking and WM in Construction and Closed analogies. A sample of Grade 1 children (49 boys and 47 girls) were randomly assigned to Construction analogies (E1, n = 48) and Closed Analogies (E2, n = 48) groups. Children in E1 group were administered the Construction version of the Analogical Modifiability Puzzle Test (AMPT) and children in E2 group were administered the Closed version. Both versions were administered in a dynamic assessment (DA) procedure which includes pre-teaching, teaching and post-teaching phases. Both groups were administered the Children’s Spatial Working Memory (CSWM) test before and after the teaching phase. The findings reveal that both groups improved their analogical thinking from pre- to post-Teaching, with E1 group showing higher improvement than E2 group. Both groups showed significant pre- to post-teaching improvement in WM-- a finding that indicates far-transfer effects. Analogical thinking was significantly correlated with WM in pre-Teaching phase of Construction Analogies whereas analogical thinking was significantly correlated with WM in post-teaching phase of Closed Analogies. The findings raise questions about the cognitive factors involved measuring analogical thinking using a closed analogies format. The findings are discussed in relation to the effects of task characteristics, mediation in DA and recent research on WM.Gli obiettivi di questo paper sono di: a) esaminare gli effetti della mediazione delle Analogie Costruite vs. delle Chiuse sulla modificabilità cognitiva nel pensiero analgico; b) indagare gli effetti della mediazione delle analogie sulla memoria di lavoro; e c) analizzare il pattern di correlazione tra il pensiero analogico e la memoria di lavoro nelle Analogie Costruite e Chiuse. Un campione della classe prima della primaria (49 bambini e 47 bambine) sono stati assegnati casualmente ai gruppi Analogie Costruite (E1, n = 48) e Analogie Chiuse (E2, n = 48). I bambini nel gruppo E1 hanno effettuato la versione Costruita del Analogical Modifiability Puzzle Test (AMPT) mentre i bambini E2 hanno effettuato la versione Chiusa. Entrambe le versioni sono state utilizzate in una versione di valutazione dinamica con le fasi di pre-insegnamento, insegnamento, e post-insegnamento. A entrambi i gruppi è stato somministrato il test Children’s Spatial Working Memory (CSWM) prima e dopo la fase di insegnamento. I risultati mostrano che entrambi i gruppi hanno migliorato il loro ragionamento analogico tra pre e post-insegnamento, con un miglioramento maggiore del gruppo E2. Entrambi i gruppi hanno mostrato un significativo miglioramento della memoria di lavoro tra pre e post-insegnamento, il che indica effetti di transfer a disantanza. Il pensiero analogico è significativamente correlato con la memoria di lavoro nella fase di pre-insegnamento delle Analogie Costruite, mentre il pensiero analogico è significativamente collegato con la memoria di lavoro nella fase di post-insegnamento delle Analogie Chiuse. I risultati sollevano interrogativi sui fattori cognitivi coinvolti nella misurazione del pensiero analogico utilizzando un formato di Analogie Chiuse. Il contributo, infine, discute i risultati in relazione agli effetti delle caratteristiche del compito, la mediazione nella valutazione dinamica e la recente ricerca sulla memoria di lavoro
Valutazione ed autovalutazione: Lo strumento del portfolio e la proposta del fascicolo digitale
The challenges defined by expectations, directed towards learning contexts, require the construction of paths for the integral promotion of the personality; development of identity and coexistence skills, in the post-covid globalization society, thus become central elements of reflection for scholastic institutions and teachers. Being able to keep memory of development rhythms, skills achieved and knowledge gained becomes an element capable of proposing new research paths and construction of teaching practices. The portfolio, with its ability to analyze the evaluative action, can be a tool capable of representing the complexity of the learner's training process, indicating the pupil's self-assessment, inherent in this tool, as the method of verifying the effectiveness of the devices and didactic paths proposed. In this essay we then proceed to an examination of the reference theories and tools in use for the construction of the portfolio, with the proposition of an experience made of digital dossier, with the pupils of secondary school.Le sfide definite dalle aspettative, indirizzate verso i contesti di apprendimento, richiedono la costruzione di percorsi di promozione integrale della personalità; sviluppo della identità e delle capacità di convivenza, nella società della globalizzazione post-covid, divengono così elementi centrali della riflessione per le istituzioni scolastiche e per i docenti. Poter conservare memoria di ritmi di sviluppo, competenze raggiunte e conoscenze conseguite diviene un elemento in grado di proporre nuovi percorsi di ricerca e di costruzione di pratiche didattiche. Il portfolio, con la sua capacità di analisi dell’agire valutativo, può risultare uno strumento in grado di rappresentare la complessità del processo di formazione del discente, indicando l’autovalutazione dell’alunno, insita in questo strumento, come la modalità di verifica dell’efficacia dei dispositivi e dei percorsi didattici proposti. Nel presente saggio si procede quindi ad una disamina delle teorie di riferimento e degli strumenti in uso per la costruzione del portfolio, con la proposizione di una esperienza realizzata di fascicolo digitale, con gli alunni della scuola secondaria di secondo grado
L’incertezza come valore epistemico e pedagogico degli ecosistemi educativi e formativi nell’antropologia pedagogica di E. Morin: Esperienza di campo e nuovo paradigma in educazione
E. Morin has been declaring for a long time that radical changes in pedagogical paradigm and educational actions are needed, especially due to the pandemic crisis, which has led to a rediscovery of uncertainty in our life. For this reason, it is necessary to start reflecting on this experience as an educational category, both at an epistemological and existential level. This operation requires the training of skills related to the way of thinking and the way in which personal and Community educational actions are thought, in order to live uncertainty as one of positive and unavoidable human experience. In this regard, it is possible to identify an anthropological harmony between Morin’s insights, phenomenology and psychoanalysis, referred in particular to issues of uncertainty, complexity and “ecology of action”. The article, starting from a field experience in educational and formative ecosystems, aims to define a possible pedagogical anthropology’s proposal, focused to the issues of uncertainty and complexity.E. Morin sostiene da molto tempo l’urgenza di un radicale cambiamento di paradigma pedagogico e di pratiche educative, soprattutto a causa crisi pandemica, che ci ha fatto riscoprire l’incertezza nelle nostre vite. Per questa ragione, è necessario iniziare a riflettere su questa esperienza come categoria educativa, sia a livello epistemologico che esistenziale. Questa operazione esige la formazione di competenze che riguardano il modo di pensare l’azione educativa personale, per educare a vivere l’incertezza come un’esperienza positiva ed ineludibile del nostro essere uomini. A questo proposito è possibile ravvisare una sintonia antropologica tra le intuizioni di Morin, la fenomenologia e la psicoanalisi riguardo il tema dell’incertezza, declinato a partire da quelli della complessità e dell’“ecologia dell’azione”. L’articolo, partendo dall’esperienza di campo in ecosistemi educativi e formativi, si pone l’obiettivo di delineare una possibile proposta di antropologia pedagogica sensibile ai temi dell’incertezza e della complessità
Le mafie tra educazione e consumo culturale: Un’interpretazione pedagogica
Mafias are a growing social phenomenon which translates into significant cultural consumption. In order to activate an effective educational prevention action, it is necessary to deal with the media diffusion of the phenomenon, through literature and cinema, which in turn influence and cross-contaminate themselves with social media. Therefore, an effective pedagogical approach must start from the uncertainties of legality education, contextualizing the dynamics of organized crime in the context of the society of disinformation, which distances one from the understanding of reality. Faced with an ever-greater interference from the mafias, the pedagogical response seems to be the most necessary and urgent one, but it clashes with a political reality and educational timescales that are inevitably slow. All the more reasons to proceed quickly with an update of the pedagogical categories and the selection of school and university teachers, starting from the foundations of social coexistence: the use of words. Being aware of this is already a good step forward.Le mafie sono un crescente fenomeno sociale che si traduce in un rilevante consumo culturale. Per attivare un’efficace azione di prevenzione educativa occorre confrontarsi con la diffusione mediatica del fenomeno, attraverso letteratura e cinema, che a loro volta influenzano e si contaminano con i social. Pertanto, un efficace approccio pedagogico deve partire dalle incertezze dell’educazione alla legalità, contestualizzando le dinamiche della criminalità organizzata nell’ambito della società della disinformazione, che allontana dalla comprensione della realtà. Di fronte all’ingerenza sempre più ampia delle mafie, la risposta pedagogica sembra essere quella più necessaria e urgente, ma si scontra con una realtà politica e tempi dell’educazione inevitabilmente lenti. Una ragione in più per procedere rapidamente a un aggiornamento delle categorie pedagogiche e alla selezione dei docenti scolastici e universitari, partendo dalle fondamenta della convivenza sociale: l’uso delle parole. Essere consapevoli di questo è già un valido passo avanti
I bisogni professionali del territorio e le esigenze formative dei corsisti: La progettazione dei CPIA nel PON
The analysis of the twelve CPIA’s experiences, in the context of the National Operational Plan (PON) “Per la Scuola” 2014–2020, makes it possible to recognize in the training courses for the Rafforzamento delle competenze di base anche legate ad interventi di formazione professionale of the real practices of expansion of the training offer and effective link between CPIA and training agency, company, secondary school and all the subjects of the Territorial Network for Lifelong Learning. The PON has been a useful tool to respond both to the training needs of the students with training interventions that involve the education, training and work services and to the need for effective collaboration between all the institutional subjects and those not involved in the creation of the Network.Il racconto e l’analisi delle esperienze realizzate da dodici CPIA nell’ambito del PON “Per la Scuola” 2014-2020, ha permesso di riconoscere nei percorsi formativi finalizzati al Rafforzamento delle competenze di base anche legate ad interventi di formazione professionale delle vere e proprie pratiche di ampliamento dell’offerta formativa e di raccordo efficace tra CPIA ed enti della formazione, imprese, istituti di II grado e tutti i soggetti della Rete Territoriale per l’Apprendimento Permanente. Il PON ha rappresentato uno strumento utile per rispondere da una parte, al fabbisogno formativo dei corsisti con interventi formativi che prevedano il coinvolgimento dei servizi di istruzione, formazione e lavoro e dall’altra al fabbisogno di una collaborazione fattiva tra tutti i soggetti istituzionali e non coinvolti nella realizzazione della Rete
Comunità educanti e complessità: Spunti in prospettiva pedagogico-interculturale
This paper aims to present some theoretical issues currently emerging in the field of intercultural research, with special reference to the role of “educating communities” within socioculturally complex areas. The paper starts by focusing on the relevance of a non reductive approach towards the diversity emerging in today’s educational contexts. It will then proceed to describe some aspects of socioculturally complex territories, also taking into consideration the Invalsi results of the last few years in different schools. To conclude, the paper will suggest that it is important to adopt a postcolonial approach, or rather to focus not only on the weaknesses, but also on the strengths of complex environments. In this perspective, educating communities can play a key role in building on the resources of complex environments.Il contributo si prefigge di presentare alcuni aspetti teorici che caratterizzano oggi il campo della ricerca pedagogica interculturale, con particolare riferimento al ruolo che le “comunità educanti” sono chiamate a svolgere in contesti ad alta complessità socioculturale. Il testo inizia evidenziando l’importanza di affrontare in modo non riduzionista la diversità che caratterizza oggi i contesti educativi. Prosegue poi descrivendo alcuni aspetti dei territori ad alta complessità socioculturale, anche in relazione alla questione generale delle differenze di risultati tra scuole, emergente dalle prove Invalsi degli ultimi anni. In conclusione, il contributo suggerisce come, in contesti come quelli descritti, possa essere importante adottare una prospettiva critica postcoloniale nella ricerca e nell’intervento educativi, al fine di focalizzarsi non solo sui punti di debolezza, ma anche sui punti di forza. In questa prospettiva, le comunità educanti possono svolgere un ruolo fondamentale per partire dalle risorse dei contesti ad alta complessità