Pensa MultiMedia Editore (E-Journals)
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L'ironia per formare alla sostenibilità: Dalla cura di sé alla cura dell’altro e della casa comune
The pandemic crisis has spared no sector of society: economic, political, social or educational. Since economic and educational poverty feed on each other, in the last two years children and adolescents have been deprived of many opportunities related to learning, socialization, cultural enjoyment and play. In particular, extracurricular, physical and recreational activities have disappeared, and so schools and the entire educational community have lost the fundamental function of forming people with solid and conscious identities, capable of choosing their own future. After months of closures and restrictions, young people must once again take the lead in their own lives, learning to deal with the complexity of reality through a self- and worldawareness. This is essential to create an educational outlook that can make them not only persons, but also critical and active citizens within a community in which everyone pursues not only their own well-being, but also the common good. Hence, the category of education needs to be given renewed centrality in order to affirm a new anthropology in which citizenship, participation and reciprocity become planetary-wide and the acquisition of a critical, ironic and capacitating forma mentis can guide a new model of sustainable development.La crisi pandemica non ha risparmiato nessun settore della società, da quello economico e politico a quello sociale ed educativo. Poiché povertà economica e povertà educativa si alimentano a vicenda, negli ultimi due anni bambini e adolescenti sono stati privati di molte opportunità relative all’apprendimento, alla socializzazione, alla fruizione culturale e al gioco, in particolare sono venute meno quelle attività extrascolastiche, motorie e ricreative, facendo perdere alla scuola e all’intera comunità educante la loro funzione formativa, fondamentale per la costruzione di identità solide e consapevoli, capaci di scegliere il proprio futuro. Dopo mesi di chiusure e restrizioni, i giovani devono tornare ad essere protagonisti della propria vita, imparando ad affrontare la complessità del reale attraverso una presa di coscienza di sé e del mondo, fondamentale per orientare quell’orizzonte formativo che li rende persone, ma anche cittadini critici e attivi all’interno di una collettività in cui ciascuno persegue non solo il proprio ben-essere, ma anche il bene comune. Si tratta pertanto di ridare centralità alla categoria della formazione per affermare una nuova antropologia, dove la cittadinanza, la partecipazione e la reciprocità acquistano una connotazione planetaria e dove l’acquisizione di una forma mentis critica, ironica e capacitante orienta il nuovo modello di sviluppo sostenibile
Un caso di studio in Friuli Venezia Giulia: La Viarte e San Luigi, ecosistemi socio-educativo-formativi
Italy is recording a higher school dropout rate than the rest of Europe. The pandemic context is increasing the problem, highlighting a probable weakness in the solutions in favor of the motivation to study, especially with respect to the more fragile segments of the population. This over time translates into a greater difficulty of the new generations to enter positively in the world of work with a consequent increase in juvenile deviance. The article aims to present the ways in which two Italian structures in the context of the Friuli Venezia Giulia region are responding to the problems set out. The question to be answered is: are there alternative training methods with which the difficulties of the current school system can be overcome in including the groups of young people with greater fragility?L’Italia sta registrando un tasso di dispersione scolastica superiore al resto d’Europa. Il contesto pandemico sta accrescendo la problematica mettendo in evidenza una probabile debolezza nelle soluzioni in favore della motivazione allo studio, soprattutto rispetto i segmenti di popolazione più fragili. Questo nel tempo si traduce in una maggiore difficoltà delle nuove generazioni ad inserirsi positivamente nel mondo del lavoro con conseguente aumento di devianza giovanile. L’articolo vuole presentare le modalità con le quali due strutture italiane nel contesto della regione Friuli Venezia Giulia stanno rispondendo alle problematiche enunciate. La domanda alla quale si vuole rispondere è: esistono delle modalità formative alternative con le quali possano essere superate le difficoltà dell’attuale sistema scolastico nell’includere le fasce di giovani con maggiore fragilità
Educazione e impegno sociopolitico: Verso una democrazia partecipativa reale
A central theme of social pedagogy, socio-political commitment is one of the fundamental issues when it comes to democracy and participation. The social dimension of education does not neglect issues of a political nature, the ancient relationship between pedagogy and politics, a dialogue that in our time holds various and many other aspects within from the economy to work, from sustainability to the strong contrast between wide- learning and educational poverty. The school, as a training ground for democracy and participation, is a place for the exercise of humanity. A context in which to grasp the possibility of carrying out participation exercises throughout the entire training course, through community educational work that develops from the particular (the school context) to the general (the life context). In the perspective of a real participatory democracy, a new frontier and ultimate goal of education in politics.Tema centrale della pedagogia sociale, l’impegno sociopolitico rappresenta una delle questioni fondanti quando si parla di democrazia e di partecipazione. La dimensione sociale dell’educazione non tralascia questioni di natura politica, l’antico rapporto tra pedagogia e politica, un dialogo che nel nostro tempo tiene dentro diversi e molteplici altri aspetti: dall’economia al lavoro, dalla sostenibilità al contrasto forte tra wide-learning e povertà educative. La scuola, come palestra di democrazia e di partecipazione, è luogo di esercizio di umanità. Un contesto in cui cogliere la possibilità di realizzare lungo l’intero percorso formativo esercizi di partecipazione, attraverso un lavoro educativo di comunità che si sviluppa dal particolare (il contesto scuola) al generale (il contesto di vita). Nella prospettiva di una democrazia partecipativa reale, nuova frontiera e fine ultimo dell’educazione alla politica
Educazione a corretti stili di vita tramite la didattica dell’esercizio fisico nelle carceri Italiane
Prison has a general preventive purpose that aims to highlight the negativity of the crime committed. Re-education is not a guaranteed outcome, as the outcome of an educational process never is, but rather a ‘bet’ that society makes with itself on a possible, but never certain outcome. With motor activity, typical sedentary diseases (obesity, malabsorption syndrome, diabetes, cardiovascular diseases) are prevented. The social value of sporting activity must also be associated with this, as it stimulates socialisation, team spirit, respect for and sharing of rules, and the stimulus and motivation to achieve positive goals while respecting others. In this study, conducted on inmates of Fossombrone prison, the aim was to investigate the possible correlations between the level of physical activity, body image and well-being, and the role that physical activity plays within prison institutions. However, the idea is confirmed that physical activity for prisoners is very important both from a psycho-physical and re-educational point of view because it allows them to move and vent stress, conveys important values, teaches commitment to achieve objectives, increases self-esteem and improves lifestyle by limiting the onset of frequent pathologies found in prison facilities.La carcerazione ha una finalità di prevenzione generale che mira a mettere in evidenza la negatività del reato commesso. La rieducazione non è un risultato garantito, come non lo è mai l’esito di un processo educativo, ma è piuttosto una “scommessa” che la società fa con sé stessa su un esito possibile, ma mai sicuro. Con l’attività motoria si prevengono le malattie tipiche della sedentarietà (obesità, sindrome da malassorbimento, diabete, malattie cardiovascolari). A ciò si deve anche associare il valore sociale della pratica sportiva, essendo in grado di stimolare la socializzazione, lo spirito di gruppo, il rispetto e la condivisione delle regole, lo stimolo e la motivazione a raggiungere obiettivi positivi nel rispetto degli altri. In questo studio, condotto sui detenuti del carcere di Fossombrone, si è voluto indagare sulle possibili correlazioni tra livello di attività fisica, immagine corporea e benessere e il ruolo che ricopre l’attività fisica all’interno degli istituti penitenziari. Viene comunque confermata l’idea che l’attività fisica per i detenuti sia molto importante sia dal punto di vista psico-fisico che rieducativo, perché permette di muoversi e sfogare lo stress, veicola valori importanti, insegna a impegnarsi per raggiungere degli obiettivi, aumenta la stima in sé stessi e migliora lo stile di vita limitando l’insorgenza di patologie frequenti riscontrate nelle strutture penitenziarie
Ripensare l’ambiente educativo come luogo di appartenenza e di costruzione di valori
This paper presents the permeability and contamination between non-formal, informal and formal contexts as the core of the educational ecosystem. In the “inter-field” between capabilities and education, the paper focuses on the theme of co-responsibility and agentive responsibility: in this way it is possible to build a welfare of capabilities, such as to favor the free realization of people’s potential. From this point of view, educational practices must be able to recognize the agency of informal networks and encourage collaboration between formal and informal networks, in view of the establishment of flexible and open educational ecosystems capable of co-existing with the complexity of modern societies. In this perspective, educational processes play a decisive role in transforming learning and knowledge into choices and decisions, in the dual awareness of the person as an end in itself and of the pluralism of values.Questo paper presenta la permeabilità e la contaminazione tra contesti non formali, informali e formali come il core dell’ecosistema educativo. Nell’“intercampo” tra capacitazione e formazione, il paper pone l’attenzione sul tema della corresponsabilità e della responsabilità agentiva: in questo modo è possibile costruire un welfare delle capacitazioni, tale da favorire la libera realizzazione delle potenzialità delle persone. Da questo punto di vista le pratiche educative devono essere in grado di riconoscere l’agentività delle reti informali e favorire la collaborazione tra reti formali e informali, in vista della costituzione di ecosistemi formativi elastici e aperti in grado di co-esistere con la complessità delle società contemporanee. In questa prospettiva, i processi educativi hanno un ruolo decisivo nel trasformare gli apprendimenti e i saperi in decisioni e scelte, nella duplice consapevolezza della persona come un fine in sé e del pluralismo dei valori
L’eredità del Tenchini come punto di partenza per la ricostruzione della storia di un criminale del XIX secolo
Late in the 19th century, physician Lorenzo Tenchini undertook a study of criminal subjects and psy-chiatric patients. One of these was B.A., a 22-year-old soldier who committed suicide after attempting to kill his lover, a prostitute named G.I. The starting points of this study were the analysis of the subject's biography – data which resulted from the autopsy – and several observations on his brain and skull in accordance with the phrenological doctrine of that time. The goal of this work was to shed new light on an Italian criminal of the late 19th century and on Tenchini's work, combining the material collected by the doctor himself with sources of the period and modern medical knowledge.Alla fine del XIX secolo, il Dottor Lorenzo Tenchini intraprese uno studio su soggetti criminali e pazienti psichiatrici. Uno dei soggetti analizzati era B.A., un soldato di 22 anni che morì dopo aver tentato di uccidere la sua amante, una prostituta di nome G.I. I punti di partenza di questo studio sono stati l'analisi della biografia del soggetto, i dati emersi dall'autopsia e diverse osservazioni riguardanti il suo cervello e il cranio compiute secondo la dottrina frenologica dell'epoca. L'obiettivo di questo studio era di gettare nuova luce su un criminale italiano di fine '800 e sull'opera del Dottor Tenchini, unendo il materiale raccolto dal medico, con fonti dell'epoca e le moderne conoscenze mediche
Il Codice Rosa: un nuovo modello di presa in carico per le vittime di violenza. L'esperienza in Toscana
The dimension of gender-based violence is a phenomenon which, unfortunately, still does not emerge in its real extent: despite the great attention paid on at international and national levels, the available data are still partial and insufficient, due to different reasons: data are largely “submerged” and it is difficult to compare data and studies because they are not exhaustive enough. In this perspective the great work of local anti-violence networks, institutions and associations that have multiplied their efforts, tried to give tangible answers to needs, offering new ways of providing services. For these motivations, the role played in the healthcare system by the “Codice Rosa” model is particularly important. It is necessary to mention the experience of this model in the Tuscany Region, which has set itself the goal of a serious and effective fight against gender violence and has realized a new model for taking care of victims. Through the “Percorso Donna Codice Rosa”, this network activates a specific, direct and punctual intervention within the Emergency Department, which is then developed in a coordinated manner through the various local networks.La violenza di genere è un fenomeno la cui dimensione effettiva purtroppo ancora non emerge nella sua reale entità: nonostante la grande attenzione su di essa a livello internazionale e nazionale i dati disponibili risultano essere ancora parziali a causa sia di un ampio “sommerso”, sia per la difficoltà nel comparare dati e studi poco esaustivi. In questa ottica si inserisce il grande lavoro delle reti locali antiviolenza, delle istituzioni e delle associazioni che hanno moltiplicato i loro sforzi cercando di dare risposte concrete ai bisogni e offrendo nuove modalità di erogazione dei servizi. Di particolare rilevanza è il ruolo svolto sul versante sanitario dal modello “Codice Rosa” che, partendo dall’esperienza nella Regione Toscana, si è posto l’obiettivo di un serio ed efficace contrasto alla violenza di genere e come nuovo modello di presa in carico delle vittime. Tale rete attraverso il “Percorso Donna Codice Rosa” attiva un intervento specifico, diretto e tempestivo all’interno dei Pronto Soccorso, che si sviluppa poi in maniera coordinata attraverso le varie reti territoriali. 
Il brivido nell’officina dei metri brevi
The new sensibility with which Pascoli assembles his «musicalissimi» short metres may owe more to Verlaine’s verse technique than to classical models or the Italian tradition for his use of mobile caesuras and assonances within verses and between them. The short lyric form, bearing witness to a notable period of experimentation with ternary models, while important for Myricae, was fundamental for the novenary metres in Canti di Castelvecchio.La sensibilità nuova con cui il Pascoli costruisce i suoi metri brevi «musicalissimi», più che nei modelli classici o nella tradizione italiana, ha un ascendente suggestivo nella tecnica versale del Verlaine, caratterizzata da cesure mobili e da assonanze, sia interne al verso – pur breve –, sia tra verso e verso. Breve lirica, testimone di una stagione rilevantissima di sperimentazione di moduli ternari, per lo più confluiti in Myricae, ma fondamentali alla pratica del novenario di Castelvecchio
«e ancora:» l’eredità dei trovatori in Entrebescar di Roberto Rossi Precerutti (1982)
This article examines Roberto Rossi Precerutti’s Entrebescar as an example of contemporary re-visitation of troubadour lyric. The first chapter traces Enrtebescar’s cultural horizon and leads to an overall evaluation of the troubadours’ models in the book. The second and third chapters analyzes four emblematic poems centered around some explicit citations of troubadours or Provençal topoi. The analysis thereby reveals the peculiarities of Rossi Precerutti’s trobar, especially in relation to the ric traits: the syntactic architecture is indeed the first element of signification. All the poems show the centrality of the relationship between the “self ” and the world, revealing that the undecidability of some lines is related to the impossibility of perfectly delimiting reality.L’articolo analizza la raccolta Entrebescar di Roberto Rossi Precerutti come esempio contemporaneo di un riattraversamento della lirica dei trovatori. Il primo capitolo ricostruisce l’orizzonte culturale alla base di Entrebescar per poi soffermarsi su una valutazione complessiva dei modelli trobadorici nella raccolta. Nel secondo e nel terzo capitolo vengono analizzate quattro poesie esemplari, imperniate intorno a citazioni esplicite dei trovatori o a topoi della poesia provenzale. Da tale analisi emergono i confini del trobar preceruttiano, con un’evidenza per le caratteristiche ric: l’architettura sintattica si pone infatti come primo elemento di significazione. Tutte le poesie evidenziano la centralità del rapporto dell’io con il mondo, mostrando come all’indecidibilità dei versi corrisponda l’impossibilità di circoscrivere perfettamente la realtà