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    Per una pedagogia rigenerativa del territorio nell’accezione di comunità partecipativa e sostenibile

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    The present article is the result of a collective work by various authors and focuses attention to the consequences in training processes and educational relationships following the Covid 19 pandemic. All educational agencies, formal, non-formal and informal, starting with the family and the school, have been involved in a profound change involving the times, spaces and strategies of education. The various contributions, focusing on different aspects and problems, highlight the need for collaboration and the sharing of principles and objectives by all the training agencies in order to enable all citizens to exercise their citizenship in an active and constructive manner. In this regard, the importance of Community education pacts is stressed in order to create synergy, continuity and cooperation between schools and extra-school activities based on local needs. In this situation, pedagogical research can take on a guiding and orientation role in the community in order to facilitate and promote the construction of an integrated extended educational system.Il presente contributo, frutto di un lavoro collettaneo di vari Autori, pone l’attenzione sulle conseguenze nei processi formativi e nelle relazioni educative a seguito della pandemia da Covid 19. Tutte le agenzie formative, formali, non formali e informali, a partire dalla famiglia e dalla scuola, sono state coinvolte in un profondo cambiamento che coinvolge i tempi, gli spazi e le strategie della formazione. I vari contributi, focalizzandosi su aspetti e problematiche diverse, evidenziano la necessità di collaborazione e di condivisione di principi e obiettivi da parte di tutte le agenzie formative per mettere in condizione tutti i cittadini e le cittadine di poter esercitare la propria cittadinanza in modo attivo e costruttivo. A questo proposito, viene sottolineata l’importanza dei Patti educativi di comunità per creare sinergia, continuità e collaborazione tra scuola ed extrascuola a partire dalle esigenze locali. La ricerca pedagogica può assumere, in questa situazione, un ruolo di guida e orientamento nella comunità per facilitare e promuovere la costruzione di un sistema formativo allargato integrato

    Sfide e opportunità del lockdown per COVID 19 nel sistema scolastico italiano: le perce‐zioni degli insegnanti sulla didattica a distanza per gli studenti con disabilità

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    This study aims at investigating the challenges and opportunities of distance teaching for students with disabilities during the first COVID‐19 lockdown period. Despite the Italian school system is known to be a traditionally inclusive one, the COVID‐19 pandemic and the consequent lockdown of schools may have created a particularly challenging situation for the education system. In April 2020, 3,291 teachers responded to a questionnaire, with more than 50% of them indicating a total or partial exclusion of their students with disabilities from distance teaching and showing knowledge of other pupils with disabilities being totally excluded. Such exclusion appears caused by the digital divide on one hand, and the didactic level on the other. In fact, the inclusive and the adapted digital materials were not always made available, as well as individualised learning objectives were not mastered in mainstream setting. Although teachers reported some positive aspects, such as a satisfactory collaboration with colleagues and families of children with disabilities, the class‐mates’ involvement was deficient. Moreover, the paper argues that a negative experience with distance learning is sig‐nificantly associated to a deterioration in the learning outcomes and behaviour of students with disabilities. Practical implications arising from this study, still relevant today, are discussed.Lo studio ha l’obiettivo di indagare le sfide e le opportunità della didattica a distanza per gli studenti con disabilità durante il primo lockdown dovuto al COVID-19. Nonostante il sistema scolastico italiano sia noto per essere tradizionalmente inclusivo, la pandemia da COVID-19 e il conseguente lockdown scolastico hanno avuto un impatto particolarmente negativo sul sistema educativo. Ad aprile 2020, 3.291 insegnanti hanno risposto a un questionario. Oltre il 50% di essi ha rilevato l'esclusione totale o parziale dei propri studenti con disabilità dalla didattica a distanza ed era a conoscenza della totale esclusione di altri alunni con disabilità. Tale marginalizzazione sembrava causata dal digital divide da un lato, e dall’organizzazione didattica dall'altro. Infatti, non sempre sono stati resi disponibili materiali digitali inclusivi e adattati, così come gli obiettivi di apprendimento individualizzati degli studenti con disabilità non sono stati raggiunti in un setting comune. Sebbene gli insegnanti abbiano riportato alcuni aspetti positivi, come una soddisfacente collaborazione con colleghi e famiglie di alunni con disabilità, il coinvolgimento dei compagni di classe è risultato carente. Inoltre, il contributo evidenzia che un'esperienza negativa nella didattica a distanza è significativamente associata ad un peggioramento dei risultati di apprendimento e del comportamento degli studenti con disabilità. Vengono discusse le implicazioni pratiche, ancora attuali, derivanti dallo studio

    Storie di disabilità in una galassia lontana lontana…: Riflessioni sulla rappresentazione delle disabilità nella saga di Star Wars, tra Science Fiction e Disability Studies

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    Over the course of half a century, the Star Wars saga has represented the theme of disability and its close relationship with other issues: for example, the role and limits of prostheses, the drive towards ableism, the difference between physical disabilities and mental disorders, etc.. In the present article, in particular, three approaches to the analysis of impairment and disability are discussed: the relationship between nature vs. technology, the narrative of cure and the supercrip model. The three themes are discussed within the context of Science Fiction and Disability Studies. Nel corso di mezzo secolo, la saga di Star Wars ha rappresentato il tema della disabilità ed il suo stretto rapporto con altre questioni: ad esempio il ruolo ed i limiti delle protesi, la spinta verso l’abilismo, la differenza tra disabilità fisiche e disturbi mentali, ecc. Nel presente articolo, in particolare vengono discusse tre chiavi di lettura nell’analisi dell’impairment e della disabilità: il rapporto natura vs. tecnologia, la narrativa della cura ed il modello del supercrip. I tre temi vengono discussi all’interno del panorama della Science Fiction e dei Disability Studies.&nbsp

    L’altra faccia della Medaglia. Il corpo in movimento tra iperattività e talento.

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    Corporeity is the communication of an identity process. How is the body of the person with ADHD represented? What does it mean to be at the same time a performative or sporting artistic talent and therefore to be twice-exceptional? What does it mean to be a body that simultaneously conveys achievements and failures? In the modern perspective, hyperactivity as an embodied phenomenon leads to questioning the relationship between body, movement and cognition. Overcoming the Cartesian dualism, on the background of Sheets-Johnstone’s philosophy of movement (2010, 2011), the contribution will lead to reflect on the theme of the so-called twice-exceptionality and on the power of sport and performance art as vehicles of inclusion/exclusion by analyzing three stories of life, tales of talents who, on the one hand, have made hyperactivity their strong point, but on the other have learned to live with some grey areas.La corporeità è comunicazione di un processo identitario. Come viene rappresentato il corpo della persona con ADHD? Cosa significa essere al contempo un talento artistico performativo o sportivo e essere dunque doppiamente eccezionale? Cosa significa essere un corpo che contemporaneamente veicola conquiste e fallimenti? Nella prospettiva moderna l’iperattività come fenomeno incarnato porta a interrogarsi sulla relazione tra corpo, movimento e cognizione. Superando il dualismo cartesiano e sullo sfondo della filosofia del movimento di Sheets-Johnstone (2010, 2011) il contributo porterà a riflettere sul tema della cosiddetta doppia eccezionalità e sul potere dello sport e dell’arte performativa come veicoli di inclusione/esclusione analizzando tre storie di vita, narrazioni di talenti che da una parte hanno fatto dell’iperattività il loro punto di forza, ma dall’altra hanno imparato a convivere con alcune zone d’ombra

    La radio come mediatore inclusivo: a scuola tra musica e libertá

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    "How to respond to the negative effects on learning caused by the emergency state ‐ COVID 19 and, in particular, to" un‐expected "Special Educational Needs? "How to become resilient to process changes and transform them in order to express oneself to the fullest and grow in harmony as an active protagonist of one's life?" The answer is "learn to smile at life". Radio as an opportunity for cheerful and fun mass media communication, as much as music as a universal language, have both proved to be mediators capable of eliminating any type of barrier, becoming effective tools for creating an inclusive community that also teaches students to deal with anxieties and fears. in a different way that creates acceptance, sharing, and recognition of the other. The radio in particular has proved fruitful from a pedagogical point of view, proposing itself as an intimate living room in which it is possible to talk, discuss and become the protagonists of a project aimed at educating and educating oneself with a smile

    Editorial – Luoghi di educazione sostenibile in dialogo

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    Educazione alla cittadinanza globale: Le competenze dei docenti per promuovere l’agenda 2030 attraverso l’educazione civica

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    In an era of violence and incoherence, which is a tangible expression of liquid modernity, it is paramount and dutiful to educate youths based on a vision of the concept of citizenship that tends toward the ethical renewal, one capable of displaying new social horizons and in line with the achievement of the 2030 Agenda goals. The need for renewed social resilience has led to new reflections on ethical, intercultural, democratic and global competences, deeply linked to models of global citizenship education. Educating for global citizenship and becoming globally informed citizens implies confronting the multiple instances of globalisation, plurality and multiculturalism, as well as strengthening the processes and skills that are agents for change and are at the core of educational ethos and of the very idea of citizenship. Globally competent teachers have the task of helping students to develop not only cognitive and critical skills, but also empathy, interconnectedness, ability to take on responsibilities, openness to other cultures, action-oriented attitude and lack of prejudices. The transversal curriculum of Civic Education (CE), articulated into Learning Units (LU), aimed at enhancing the dimension of co-ownership, which remains hardly achieved despite being largely sought for, raises a question: can the transversal teaching of Civic Education, introduced in all Italian schools of all levels, educate to the “true” Global Citizenship?In un tempo violento e incoerente, espressione tangibile di una modernità liquida, è necessario e doveroso formare ad una visione etico-rinnovatrice del concetto di cittadinanza, capace di aprire nuovi orizzonti sociali e in linea con il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. La necessità di una rinnovata resilienza sociale ha indotto a nuove riflessioni in merito alle competenze etiche, interculturali, democratiche e globali, profondamente legate a modelli di educazione alla cittadinanza globale. Educare alla cittadinanza globale, essere cittadini globalmente competenti, significa confrontarsi con le molteplici istanze della globalizzazione, della pluralità, del multiculturalismo, rafforzando i processi e le competenze agentive, cuore dell’ethos educativo e dell’idea stessa di cittadinanza. Docenti competenti a livello globale hanno il compito di aiutare gli studenti a sviluppare non solo le abilità cognitive e critiche, ma anche l’empatia, l’interconnessione, l’assunzione di responsabilità, l’apertura interculturale, l’orientamento all’azione e l’eliminazione dei pregiudizi. Il curricolo trasversale di Educazione Civica (EC), organizzato in Unità di Apprendimento (UdA), atto a valorizzare la dimensione della contitolarità, da tutti desiderata, ma difficilmente realizzata, ci pone un interrogativo: può l’insegnamento trasversale di Educazione Civica, introdotto in tutte le scuole italiane, di ogni ordine e grado, educare alla “vera” Cittadinanza Globale

    Attività e gioco all'aperto tra benefici, apprendimento e benessere fisico, cognitivo e sociale

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    The outdoor environment, both natural and urban, is increasingly seen as a promising context to improve the population’s development, learning and physical activity levels. Substantial evidence indicates that it contributes to healthier and more sustainable lifestyles. Physical activity in the outdoors gives children broad health and developmental benefits at all levels (Bento, & Dias, 2017), ensuring improved motor and cognitive development (Tandon et al., 2016) and general well-being (Carpenter & Harper, 2016), including obesity prevention (Hills, Andersen, & Byrne, 2011). However, nationally and internationally, children’s varying degrees of physical activity are low, and time spent outdoors is decreasing (McGrath, Hopkins, & Hinckson, 2015) dramatically. Therefore, the identification of ways to promote play and, in general, outdoor activity has become an educational priority (Dozza, 2019; Farné, Bortolotti, & Terrusi, 2018) to ensure psycho-physical balance and significant learning. The use of outdoor spaces within school contexts could support an increase in outdoor time with evident benefits for physical, cognitive, affective-relational and social well-being (Becker et al., 2016) and a decrease in sedentary behavior (Nigg, 2021). The contribution focuses on making an examination of the evidence-based literature that highlights this relationship, focusing attention also on the importance of educationally incisive interventions, both in and out school, and a partnership coordination of local services.L’ambiente all’aperto, naturale e urbano, è sempre più considerato come un contesto promettente per migliorare lo sviluppo, l’apprendimento e i livelli di attività fisica della popolazione. Prove sostanziali indicano come esso contribuisca a creare stili di vita più salutari e più sostenibili. L’attività fisica all’aperto conferisce ai bambini ampi benefici per la salute e per lo sviluppo a tutti i livelli (Bento, & Dias, 2017), garantendo un miglioramento dello sviluppo motorio e cognitivo (Tandon et al., 2016) e del benessere generale (Carpenter & Harper, 2016), compresa la prevenzione dell’obesità (Hills, Andersen, & Byrne, 2011). Tuttavia, a livello nazionale e internazionale, i diversi gradi di attività fisica dei bambini sono bassi e il tempo dedicato all’attività all’aperto sta diminuendo (McGrath, Hopkins, & Hinckson, 2015) drasticamente.  Pertanto, l’identificazione di modi per promuovere il gioco e, in generale, l’attività all’aperto è diventata una priorità educativa (Dozza, 2019; Farné, Bortolotti, & Terrusi, 2018) per garantire l’equilibrio psico-fisico e apprendimenti significativi. L’uso di spazi esterni all’interno dei contesti scolastici potrebbe supportare un aumento del tempo all’aperto con evidenti benefici per il benessere fisico, cognitivo, affettivo-relazionale e sociale (Becker et al., 2016) e una diminuzione del comportamento sedentario (Nigg, 2021). Il contributo si sofferma a fare una disamina della letteratura di evidenza che mette in luce tale rapporto, incentrando l’attenzione anche sull’importanza che assumono gli interventi educativamente incisivi, scolastici e non, e un coordinamento partenariale dei servizi territoriali

    Lo stato della ricerca didattica in Italia: una scoping review

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    Evaluating whether and how educational research is conducted in a particular country is of great importance because it can help stimulate the scientific community to improve its quality. In particular, the investigation methods it uses, the relationship between them and the aims assigned to the research itself are important. This work examines the articles published during six years (from 2016 to 2021) in the most qualified scientific journals dealing with teaching in Italy. The questions to answer are about how much the overall educational research emphasizes the empirical dimension, what kind of research designs are prevalent, what qualitative and experimental approaches are present. In the period examined, the analysis highlights a significant number of published articles which mainly saw the prevalence of studies and discussions of a theoretical nature (76,6%). For the remaining part, within a residual number of works that are interested in an experimental empirical approach, the prevalence of observational and qualitative studies is clear, many times with little impact on educational practice. The picture that emerges, requires critical reflection within the scientific community to establish and suggest more explicit and demanding criteria and guidelines.Valutare se e come venga condotta la ricerca didattica in un determinato Paese è di grande importanza perché può consentire di stimolare la comunità scientifica a migliorarne la qualità. In particolare, sono importanti i metodi di indagine che essa impiega ed il rapporto tra essi e le finalità assegnate alla ricerca stessa. In questo lavoro si esaminano gli articoli pubblicati durante sei anni (dal 2016 al 2021) nelle più qualificate riviste scientifiche che si occupano di didattica in Italia. Ci si chiede in che misura complessivamente la ricerca didattica dia rilievo alla dimensione empirica, di che tipo siano i disegni di ricerca prevalenti, in qual misura sono presenti approcci qualitativi e sperimentali. Nel periodo esaminato l’analisi mette in risalto un rilevante numero di articoli pubblicati che ha visto prevalere soprattutto studi e trattazioni di natura teorica (il 76,6% del totale). Per la restante parte, all’interno di un residuo numero di lavori che si interessano ad un approccio empirico sperimentale, è netta la prevalenza di studi di carattere osservativo e qualitativo, molte volte con scarse ricadute sulla pratica didattica. Il quadro che emerge impone una riflessione critica nell’ambito della comunità scientifica per fissare e suggerire criteri e orientamenti più espliciti ed esigenti

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