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Costruire alleanze educative: note di una Ricerca Azione Partecipativa con insegnanti ed educatori
The article reports on the experience of Participatory Action Research being carried out in the context of the Prin RE-SERVES – Research at the service of educational fragilities (2019-2023) that investigates the antisocial behaviors of adolescents through the representations that teachers and educators. The activities are allowing participants to experience the need to enhance the territorial educational alliances, confirming the need for system actions to deal with a phenomenon that requires interventions designed and implemented from the perspective of the educating community. The educational alliance can represent a way of signifying the profession that enhances the intentional tension at the foundation of educational action, reinvigorating the culture of co-responsibility as a condition for inclusive and participatory change.L’articolo riferisce dell’esperienza di Ricerca Azione Partecipativa in corso di svolgimento nell’ambito del Prin RE-SERVES La ricerca al servizio delle fragilità educative (2019-2023) che indaga i comportamenti antisociali degli adolescenti attraverso le rappresentazioni di insegnanti ed educatori. Le attività stanno consentendo ai partecipanti di sperimentare la necessità di valorizzare le alleanze educative territoriali, confermando il bisogno di mettere a punto azioni di sistema per fronteggiare un fenomeno che richiede interventi pensati e realizzati nell’ottica di una comunità educante. L’alleanza educativa può rappresentare un modo di significare la professione educativa che potenzia la tensione intenzionale a fondamento dell’agire educativo, rinvigorendo la cultura della corresponsabilità quale condizione per un cambiamento inclusivo e partecipato
Enea è uno studente italiano. Nuove generazioni e cittadinanza
What ‘bridges’ there are between the first generations who immigrated to Italy from many different countries and the second or third generations born and raised in Italy? Along with the difficulties, and sometimes the suffering of the “lives in between” there are also positive aspects: the new generations of immigrants look like all the new generations but are more cosmopolitan and more “naturally” intercultural be-cause they are used to seeking a balance between different worlds. They are girls and boys who are indeed Italians, but still without citizenship. They know more languages than their Italian peers and achieve better results in learning English, as shown by the annual Invalsi surveys. They are projected towards the culture of the country in which they live. “Natural equilibrists”, they can teach us something about what it means to grow up managing similarities and differences. They can tell us about a new idea of citizenship.Che “ponti” ci sono tra le prime generazioni immigrate in Italia da tanti e diversi Paesi e le seconde generazioni, o le terze, nate e cresciute in Italia? Insieme alle dif-ficoltà, e a volte alle sofferenze delle “vite in mezzo” ci sono anche aspetti positivi: le nuove generazioni dell'immigrazione assomigliano a tutte le nuove generazioni ma sono più cosmopolite e più “naturalmente” interculturali perché abituate a cercare un equilibrio tra mondi diversi. Sono ragazze e ragazzi italiani di fatto, ma ancora privi di cittadinanza formale. Conoscono più lingue dei coetanei italiani, ottengono risultati migliori nell'apprendimento della lingua inglese, come dimostrano le rilevazioni annuali Invalsi. Sono proiettate verso la cultura del paese in cui vivono. “Equlibristi naturali”, possono insegnarci qualcosa su cosa significhi crescere gestendo somiglianze e differenze. Possono raccontarci un’idea nuova di cittadinanza
La cornice di apprendimento TASC per l’educazione alle competenze non-cognitive: Applicazioni nelle scuole di ogni ordine e grado
The recent approval in the Chamber of Deputies of the draft law aims at introducing non-cognitive competences in the curriculum of schools of all levels on an experimental basis. While this is a relevant proposal, this article identifies some aspects for improvement based on the scientific literature. In particular, the use of an innovative learning framework, Thinking Actively in a Social Context (TASC) by Belle Wallace and Harvey B. Adams, is suggested as it is considered a valuable proposal for the promotion of thinking and problem-solving skills. In the context of primary education in Italy, this approach has already been used for accurate experimentation, from which significant trends have emerged in terms of thinking skills (e.g., reasoning, metacognition, creativity), argumentation, and interaction (e.g., peer relations, autonomy), but also in terms of motivation, self-esteem, inclusion and, more generally, learning processes. With the same learning framework, other promising experiences have been conducted in kindergarten, at university, and in adult training, which will be reported on in the text. The outlined proposal is considered a valuable contribution to non-cognitive competences education for students at all levels.La recente approvazione alla camera del disegno di legge punta ad introdurre in via sperimentale le competenze non-cognitive nel curricolo delle scuole di ogni ordine e grado. Pur essendo una proposta rilevante, il presente articolo identifica alcuni aspetti di miglioramento basati sulla letteratura scientifica. In particolare, si suggerisce l’utilizzo di una cornice d’apprendimento innovativa, Thinking Actively in a Social Context (TASC) di Belle Wallace e Harvey B. Adams, ritenuta una valida proposta per la promozione delle capacità di pensiero e di risoluzione dei problemi. Nel contesto della scuola primaria in Italia è già stata attuata con questo approccio una sperimentazione puntuale, dalla quale sono emerse significative linee di tendenza in termini di capacità di pensiero (es. ragionamento, metacognizione, creatività), di argomentazione e interazione (es. relazioni tra pari, autonomia), ma anche in riferimento a motivazione, autostima, inclusione e, più in generale, ai processi di apprendimento. Utilizzando la stessa cornice d’apprendimento sono state condotte altre esperienze promettenti alla scuola dell’infanzia, all’università e nella formazione con gli adulti, di cui si renderà conto nel testo. Si ritiene che la proposta delineata possa essere un valido contributo per l’educazione alle competenze non-cognitive degli studenti di ogni ordine e grado
Le interazioni tra pari in classe: Una review della letteratura, un’illustrazione empirica e qualche indicazione per le insegnantiLe interazioni tra pari in classe: Una review della letteratura, un’illustrazione empirica e qualche indicazione per le insegnanti
The paper explores the risks and opportunities of classroom peer interactions on the basis of previous literature and of data from video-ethnographic research in two primary Italian schools. As regards the former, the article reviews previous academic literature, arguing that several studies on peer group work neglected the process of children’s mutual engagement. Conversely, other studies managed to offer a thorough description of the practices that might develop in the peer group, highlighting how peer interactions (a) entail significant opportunities for children’s learning and development, but (b) are also a locus where children might exclude other classmates. This recognition is further demonstrated through an empirical illustration based on data collected during the ethnographic research. Setting out from this appraisal of previous literature and empirical data, the article outlines the pedagogical relevance of peer interactions in the classroom and delineates its implications for teachers’ professional practice.L’articolo è incentrato sui rischi e sulle opportunità di apprendimento che si possono sviluppare all’interno del gruppo dei pari in classe. La discussione si basa su una disamina della letteratura esistente e sui dati raccolti nel corso di una ricerca video-etnografica in due scuole primarie dell’Italia del Nord. L’analisi della letteratura rivela che molti studi nel settore hanno adottato una prospettiva focalizzata esclusivamente sui risultati del lavoro tra pari, tralasciando il processo che ne è alla base. Altri studi si sono invece focalizzati sulle pratiche concrete all’interno del gruppo, sottolineando come le interazioni tra pari (a) siano potenzialmente ricche di opportunità di apprendimento e (b) non siano estranee a pratiche di rifiuto ed esclusione. Attraverso un’illustrazione empirica, l’articolo sottolinea questa ‘doppia valenza’ delle pratiche tra bambini e quindi la loro rilevanza pedagogica. L’articolo propone infine alcune indicazioni per la pratica professionale delle insegnanti
La dispersione scolastica come fenomeno endemico. Ricerca sullo stato dell’arte della letteratura in Italia e in Europa
This contribution deals with early school leaving in Italy and Europe. Starting from the analysis of the documents produced at European level, the aim is to reconstruct how early school leaving is characterized at a national and international level, investigating its causes, the policies aimed at curbing it and the effectiveness of the measures put in place to fight it. Subsequently, a concise review of the dedicated literature is proposed to understand better the recent phenomenon's evolution that is not yet fully defined and thus gain insight into the state of the art.Questo contributo riguarda la dispersione scolastica in Italia e in Europa. Partendo dall’analisi dei documenti prodotti a livello europeo, si intende ricostruire come si connota l’abbandono scolastico a livello nazionale e internazionale, indagandone le cause, le politiche dirette a contenerlo e l’efficacia delle misure messe in campo per contrastarlo. Successivamente, viene proposta una sintetica rassegna della letteratura dedicata, per meglio comprendere l’evoluzione del fenomeno così recente da non essere ancora del tutto definito e acquisire così una visione dello stato dell’arte
Pratiche lavorative: Riflessioni nel post-Coronavirus
Work today represents one of the most used and abused terms in the contexts of the human. In the pedagogical field, declined through practice (work practices) and its various socio-historical shifts, it becomes an urgent topic, especially in the aftermath of the social and economic crisis that hit the world with the spread of Covid-19. This article moves from an empirical reflection about the fragmentation of the educational in the era of the coronavirus to a rethinking of the person at the center of the labor debate, focusing on the changes and evolutions of a labor pedagogy that, like the other human sciences, because of the pandemic, must urgently rethink its action. An educational crisis that is an economic, social, and political crisis, and that cannot be separated from rethinking the educational relationship as an essential point from which to restart a new idea of work, and of organization, based on the person.Il lavoro rappresenta oggi uno dei termini più usati e abusati nei contesti dell’umano. In campo pedagogico, declinato attraverso la pratica (pratiche lavorative) e i suoi diversi mutamenti storico-sociali, diviene tema urgente, specie all’indomani della crisi sociale ed economica che ha colpito il mondo con la diffusione del Covid-19. Il presente articolo muove da una riflessione empirica circa la frammentazione dell’educativo nell’era del coronavirus, per giungere a ripensare la persona al centro del dibattito sul lavoro, puntando l’attenzione sui cambiamenti e le evoluzioni di una pedagogia del lavoro che, al pari delle altre scienze umane, a causa della pandemia, deve con urgenza ripensare la propria azione. Una crisi educativa che è crisi economica, sociale e politica, e che non può prescindere dal ripensare la relazione educativa come punto essenziale dal quale far ripartire una nuova idea di lavoro, e di organizzazione, fondata sulla persona
Sessismo culturale e apprendimento della lingua: Le rappresentazioni di genere nei manuali di italiano L2/LS per bambini e bambine
In Italy, several contributions have studied the presence of gender-stereotyped patterns in textbooks: many of these focused on Italian elementary school texts, and only a few on texts for teaching Italian L2/FL to young adults and adults. To this date we are not aware of any study that addresses gender stereotypes in texts for teaching Italian L2/FL to children. In the first section, this paper gives a review of the most noteworthy Italian research on the representation of gender in textbooks and Italian L2/FL coursebooks from the 1990s to present; in section two it reports, on the same topic, the findings of the quantitative and qualitative analysis of a corpus of six Italian L2/FL textbooks intended for children. The purpose of the analysis is to understand to what degree gendered content both visual and textual is purported to be neutral in language learning.In Italia diversi contributi hanno indagato sulla presenza nei libri di testo di modelli stereotipati in relazione al genere: molti di questi hanno lavorato sui testi delle scuole elementari italiane; più rari quelli sui testi per l’insegnamento dell’italiano L2/LS a ragazzi/e e a adulti. Non ci risultano studi che abbiano preso finora in esame gli stereotipi di genere nei testi per l’insegnamento dell’italiano L2/LS a bambini/e. Il contributo nella prima parte presenta una review delle ricerche italiane più significative sulla rappresentazione del genere nei libri di testo e nei testi per italiano L2/LS dagli anni Novanta a oggi; nella seconda parte offre, in merito allo stesso tema, i risultati dell’analisi quantitativa e qualitativa di un corpus di sei manuali di italiano L2/LS destinati a bambini/e. Lo scopo dell’analisi è comprendere quali contenuti di genere si fanno passare attraverso forme testuali – linguistiche e visive – spacciandole per neutre nell’apprendimento di una lingua
L'osservazione nei servizi educativi per la prima infanzia: Paradigmi epistemologici, metodi applicativi e implicazioni educative
This paper aims to highlight importance of observation, understood as a cognitive, metacognitive and methodological process, for the implementation of educational interventions aimed at children from 0 to 6 years. Starting from a semantic reflection around the verb “observe” and its intrinsic connections with the educational activity, the authors analyse its many aspects emphasizing the premises that guide its realization, the methodological characteristics that establish the application paradigms and the tools in which it is substantiated. Finally, observation is proposed as a tool to ensure, within the educational services, respect for the rights of the child and the principle of the participation of childhood in their own educational processes.Il presente contributo intende mettere in evidenza l’importanza dell’osservazione, intesa come processo cognitivo, metacognitivo e metodologico, per l’implementazione di interventi educativi rivolti all’infanzia da 0 a 6 anni. A partire da una riflessione semantica attorno al verbo “osservare” e alle sue intrinseche connessioni con l’attività educativa, le autrici analizzano i suoi numerosi aspetti sottolineando le premesse che ne guidano la realizzazione, le caratteristiche metodologiche che ne stabiliscono i paradigmi applicativi e gli strumenti in cui si sostanzia. Infine, l’osservazione viene proposta come strumento per garantire, all’interno dei servizi educativi, il rispetto dei diritti della bambina e del bambino e del principio della partecipazione dell’infanzia ai propri processi educativi
Ecologia e Formazione
The hypothesis upon which this paper is based is that Education and Ecology might turn themselves into "word-project-method" and that the dispositif of a critical education and pedagogy, which is problem-driven, and clinical, could support both the analysis and the understanding of the crucial nodes and crisis that characterise change in living and experiential contexts in a project that aims to think-plan-realise transformative change in mental-subjective ecology, social ecology, and environmental ecology. In this perspective, the radical and global crisis of the educational scene is outlined and some fundamental choices appear, as well as the intriguing goal of re-shaping education.L’ipotesi su cui si basa il presente contributo è che Formazione e Ecologia possano farsi “parola-progetto-metodo” e che il dispositivo di una formazione e di una pedagogia problematicista, critica, clinica possa venire in aiuto sia nell’analisi-comprensione delle condizioni e dei punti nodali di crisi determinati dal mutamento dei contesti di esperienza e di vita sia nel progetto di pensare-pianificare-realizzare un cambiamento trasformativo a livello di ecologia mentale-soggettiva, di ecologia sociale e di ecologia ambientale. In questa prospettiva, scontorna la crisi radicale, globale dell’educativo e delinea alcune scelte di fondo e piste di lavoro interessate a tras-formare la formazione