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    Educazione al giudizio professionale e dilemmi della pratica docente

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    Many recent studies have insisted on “dilemmas” as a constitutive element of the teaching profession. This paper endeavours to explore in what sense education for professional judgement is a crucial part of teacher education for teachers to be able to engage with the dilemmas embedded in their practice in a conscious and reflective manner. The argument is set out in two steps: first, I will introduce the notions of general professional identity and professional subjectification and I will suggest that education for professional judgement, which Biesta links to subjectification, acquires its full meaning exclusively within the perspective of the cultivation of the “critical consciousness” – both critical-epistemological and historical-critical – that Baldacci outlines, by integrating Deweyan and Gramscian motifs.Against this backdrop, secondly, I will indicate in education for “judgement of practice” (via the community of philosophical inquiry) a possible vehicle for the promotion of abilities of complex thinking in order to reflectively and critically recognise and confront the dilemmas of the profession.Molte indagini recenti hanno insistito sulla questione dei “dilemmi” come elemento costitutivo della professionedocente. Nel contributo si intende esplorare in che senso l’educazione al giudizio professionale sia cruciale nellaformazione degli insegnanti al fine di riconoscere e affrontare in modo consapevole e riflessivo i dilemmi iscritti nella propria pratica. L’argomentazione si snoderà in due momenti: dapprima si introdurranno le nozioni di identità professionale generale e di soggettivazione professionale e si suggerirà che l’educazione al giudizio professionale, che Biesta associa alla soggettivazione, acquista pieno senso solo nell’orizzonte della formazione alla “consapevolezza critica” – tanto critico- epistemologica quanto storico-critica – che Baldacci delinea integrando motivi deweyani e gramsciani.In riferimento a tale sfondo teorico, si indicherà nell’educazione al “giudizio di pratica” (attraverso il dispositivo della comunità di ricerca filosofica) un possibile veicolo di promozione di abiti di pensiero complesso per il riconoscimento e fronteggiamento riflessivo e critico dei dilemmi della professione

    Recensioni

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    Recension

    La rilevanza degli aspetti cognitivi nel processo educativo alla scuola primaria

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    An analysis of the current situation in Italian schools shows an increase in the number of students with special educational needs, in particular specific learning disabilities and students with other diverse types of dysfunctions, and also a significant growth in early school leaving. The scenario that emerges underlines the need to modify the educational dynamics, adapting them to the specific needs of each student. This article describes how constructs such as Vygotsky's Zones of Actual and Proximal Development and Feuerstein's cognitive functions can provide an extremely useful perspective for the analysis of the cognitive processes of each student, favoring a personalized approach to classroom work. In 2006, the European Parliament first introduced the concept of key competences. The fifth competence, "learning to learn", places the gradual development of students' fragile or deficient cognitive functions as one of the fundamental objectives of schooling. The thesis of the present article is that the use of Feuerstein's Instrumental Enrichment in class can provide an effective approach for the improvement of students' cognitive functions, which can later be generalized to disciplinary learning.Un’analisi della situazione attuale nella scuola italiana evidenzia un aumento degli alunni che presentano bisogni educativi speciali, e in particolare disturbi specifici dell’apprendimento e allievi con disabilità, e al tempo stesso mostra una crescita significativa della dispersione scolastica. Il quadro che emerge sottolinea la necessità di modificare le dinamiche educative, adeguandole ai bisogni specifici di ciascun allievo. Il presente articolo descrive come costrutti quali le Zone di Sviluppo Attuale e Prossimale di Vygotskij e le funzioni cognitive di Feuerstein possano fornire una prospettiva estremamente utile per l’analisi dei processi cognitivi di ciascun allievo, favorendo un approccio personalizzato nel lavoro in classe. Nel 2006, il Parlamento Europeo ha introdotto per la prima volta il concetto di competenze chiave. La quinta competenza, “imparare a imparare”, pone il graduale consolidamento delle funzioni cognitive fragili o carenti degli studenti come uno degli obiettivi fondamentali del percorso scolastico. Tesi del presente articolo è che l’uso degli strumenti del PAS in classe possa fornire un approccio efficace per il consolidamento delle funzioni cognitive degli allievi, che potrà in seguito essere generalizzato agli apprendimenti disciplinari

    Le competenze professionali delle educatrici e degli educatori: Problemi, ricerche e prospettive

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    Training professional skills in education are highly debated in the literature and, in recent years, in the political discussion in Italy. Educational professionalism is disciplined by Law No. 205 in 2017. This paper presents a research in progress started in the 2018-2019 academic year in two Italian universities, Sapienza University of Rome and University of Urbino Carlo Bo. During the 2019-2020 academic year, students in the third year of the Education and Training Degree course were asked to complete an online questionnaire. The questionnaire was divided into three thematic areas: a) educator’s skills; b) evaluation of the university course and the connection between theory and practice; c) writing competencies. Data presented in this paper concern one of the research objectives: exploring the perception of the importance of professional skills by educators in training.Il tema della formazione delle competenze professionali in campo educativo è un argomento molto dibattuto nella letteratura e, negli anni più recenti, anche nella discussione politica. La professionalità educativa ha trovato, infatti, un riconoscimento normativo dopo un lungo iter terminato con la legge n. 205 del 2017. Il contributo presenta una ricerca avviata nell’a.a. 2018/2019 in due atenei italiani, Sapienza Università di Roma e l’Università di Urbino Carlo Bo, e tuttora in corso. Nell’a.a. 2019/2020 è stato somministrato agli studenti al terzo anno dei Corsi di studio in Scienze dell’educazione e della formazione dei due atenei un questionario online. Il questionario è articolato in tre aree tematiche: a) competenze degli educatori; b) valutazione del percorso universitario e raccordo tra teoria e pratica; c) competenza di scrittura. I dati qui presentati riguardano uno degli obiettivi della ricerca: esplorare la percezione dell’importanza delle competenze professionali da parte degli educatori in formazione

    La madre Terra: Un principio epistemico dell’educazione Otomí

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    The fundamental educational issue in the cultural tradition of the indigenous Otomí population of Mexico concerns Mother Earth which cannot be understood as private property, therefore it cannot be sold or bought, as a resource that is the foundation of the common good. However, this is fully understandable only starting from a cosmovision, where the harmonious relationship between man and nature is central to giving meaning to the vital horizon. Therefore, it is necessary to offer continuity, even in the present time, to the ceremonies that translate into real forms of education in generational continuity. When the harmony between tradition and current needs reaches a breaking point, chaos can only be generated in community existence. Our research, which has training as its fulcrum, for the epistemological elements that characterize it, has used the support of ethnographic and anthropological research methods in the context.La questione formativa fondamentale nella tradizione culturale della popolazione indigena Otomí del Messico riguarda la Madre Terra che non può essere intesa come proprietà privata, quindi non si può vendere né comprare, in quanto risorsa che sta a fondamento del bene comune. Ciò tuttavia è pienamente comprensibile solo a partire da una cosmovisione, dove la relazione armonica uomo-natura è centrale per dare significato all’orizzonte vitale. Per questo occorre offrire continuità, anche nel tempo presente, alle cerimonie che si traducono in vere e proprie forme di istruzione nella continuità generazionale. Quando l’armonia tra tradizione ed esigenze attuali arriva ad un punto di rottura, non può che generarsi il caos nell’esistenza comunitaria. La nostra indagine che ha come fulcro la formazione, per gli elementi epistemologici che la connotano, si è servita nel contesto del supporto di metodi di ricerca etnografici e antropologici

    Musica e sostenibilità: Una proposta educativa

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    Sustainability education appears within civic education at school, from September 2020. How to use music to face this interdisciplinary path? Which are the reasons why music is a good ally? With a look at an ongoing project, an invitation to reflect on the usefulness of an approach close to the needs and desires of children in the classrooms.L'educazione alla sostenibilità compare all’interno dell’educazione civica, obbligatoria nelle scuole dal settembre 2020. Come utilizzare la musica per affrontare questo percorso interdisciplinare? Quali sono le ragioni per cui la musica è un valido alleato? Con uno sguardo a una progettualità in essere, l’invito a una riflessione sull’utilità di un approccio vicino alle esigenze e ai desideri dei bambini nelle aule

    Lettera a una professoressa nell'epoca della tecnica

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    In these dialogues of mine I have considered it useful to reveal the many problems, repre‐sentative of our society in the Era of Technology, using the school as a mirror. It has been important for me, in order to identify the holes in a system full of leaks, to reflect together with those figures who are still free from the contamination of being “expert". The first of these figures was our Teacher whose essential aim was to liberate the compulsory schooling from an over abundance of abstractions and bring it back to the context of reality. With particular interest in the individual, to whom he offered a solid vocabulary capable of expressing the student’s own culture which then becomes the starting point of the process of education. The results reported in the interview refer to the network of schools named "Barbiana 2040", where we have brought to life our writing labs. Questions lead us far, they place us at the great tables that grouped us in a circle, and they let us walk again, with free and critical spirit, the learning paths of our old school, where never once did we experience a frontal lesson nor a text book.In questi miei dialoghi ho considerato utile far emergere le tante problematiche, rappresen‐tative della nostra società nell’Epoca della Tecnica, utilizzando la scuola come specchio. È stato per me importante, per individuare le falle di un sistema che ormai fa acqua da tutte le parti, riflettere con quelle figure che sono ancora libere da contaminazioni “esperte”. In primo luogo, il nostro Priore il cui scopo essenziale è stato quello di liberare la Scuola del‐l’Obbligo dalle troppe astrazioni e ricondurla al “contesto di realtà” vissuto dall’allievo. Nel ri‐spetto dell’individuo, Lorenzo offriva un vocabolario solido e capace di esprimere la propria cultura, quella informale diventa il punto di partenza del processo educativo. I risultati evocati nell’intervista si riferiscono alla rete di scuole denominata “Barbiana 2040”, dove abbiamo dato vita ai nostri laboratori di scrittura. Le domande ci conducono lontano, ci posizionano sui grandi tavoli, che ci aggregavano a cer‐chio, e ci fanno rivivere, con spirito libero e critico, i percorsi didattici della nostra vecchia scuola. Dove mai abbiamo vissuto l’esperienza della lezione frontale o del libro di testo

    Martin Heidegger and Emanuele Severino: A Dispute on the Meaning of Technology

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    Martin Heidegger and Emanuele Severino reflected on the meaning of technology more than anyone else in the twentieth century. Their philosophies are irreconcilable. They converge on this simple recognition and its implications: techno‐science dominates our time. But they disagree even on the interpretation of this domination. Exploring this disagreement will help us understand the leading dynamics of our civilization. Therefore, the intention in this paper is to unveil, for English speakers, the value of Severino’s philosophy in relation to Heidegger and the meaning technology. We will see that, ultimately, their disagreement concerns the originary truth of Being and has repercussions on how they conceptualize technology and the possibility of redemption from it. Heidegger indicated the letting‐be of beings in their freedom as the possible path beyond technology. Severino saw Heidegger’s indication as destined to remain trapped in technology itself. If we understand why this was so – from Severino’s point of view – this may open a new path for us: the path of day, the path that may truly lead beyond technology. The aim of this paper is, finally, to indicate one reason why delving into Severino’s works is truly worthwhile: if it is possible for the truth to unveil itself beyond willing – where Heidegger couldn’t see – then Severino’s works may the place where this possibility appears in coherent conceptual form

    Editoriale

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    L’approccio narrativo e le sue possibili declinazioni in Pedagogia speciale: il teatro come linguaggio e contesto inclusivo

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    With the contribution of narrative-autobiographical practices, the person with "educational-special needs" gradually learns to accept himself with his own strengths and weaknesses: the complex existential situations connected to the conditions of deficit, marginalization, discomfort and suffering emerge from the darkness characterizing the reductive and stigmatizing logics of indifference, devaluation and forgetfulness. The narrative language thus becomes an authentically formative and inclusive place because it allows each person to think and design innovative possibilities of existential redemption: the narrative represents a practice of educational care when it puts the "different" in the condition of re-seeing, re -generate, re-organizing the most significant sense of individual history, in order to think about the future. The use of a wide range of methods, tools and narrative languages, as in the case of theatrical narration, allows the most fragile and vulnerable subjects to regain voice and full rights of participation and citizenship within micro and macro social systems of belonging.Con il contributo delle pratiche narrativo-autobiografiche la persona con “bisogni educativo-speciali” impara gradualmente ad accettarsi con i propri punti-forza e debolezza: le complesse situazioni esistenziali collegate alle condizioni di deficit, emarginazione, disagio e sofferenza escono dall’oscurità caratterizzante le riduttive e stigmatizzanti logiche dell’indifferenza, della svalorizzazione e della dimenticanza. Il linguaggio narrativo diviene, quindi, luogo autenticamente formativo ed inclusivo perché consente ad ogni persona di pensare e di progettare innovative possibilità di riscatto esistenziale: la narrazione rappresenta una pratica di cura educativa quando mette il “diverso” nella condizione di ri-vedersi, ri-generarsi, ri-organizzando il senso più significativo della storia individuale, allo scopo di pensarsi al futuro. L’utilizzazione di una vasta gamma di metodi, strumenti e linguaggi narrativi, come nel caso della narrazione teatrale, permette ai soggetti più fragili e vulnerabili di ri-avere voce e pieni diritti di partecipazione e cittadinanza all’ interno dei micro e macro sistemi sociali di appartenenza

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