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L’orientamento universitario come processo formativo inclusivo
The paper proposes some insights on the topic of orientation -inbound, in progress, outbound- as an inclusive educational tool, aimed at strengthening collaboration and dialogue between the school and university context. In the transition of young people to adulthood, the school and university are interested in involving them in meaningful educational practices, inspired by recent laws on orientation, directed at the recognition and development of students’ self-determination skills. With a view to the realization of the life project of all young people, with and without special needs, effective orientation makes it possible to increase the educational success of those enrolled, countering the risk of the alarming phenomenon of drop-out. In this perspective, a project idea is proposed and described, currently in the start-up phase, related to orientation paths at the University of Tuscia, aimed at complementing the effective training actions, already tested and promoted in previous academic years.Il contributo propone alcuni spunti di riflessioni sulla tematica dell’orientamento -in entrata, in itinere, in uscita- come strumento formativo inclusivo, volto a rafforzare la collaborazione e il dialogo tra il contesto scolastico e universitario. Nella transizione dei giovani verso la condizione adulta, la scuola e l’università sono interessate a coinvolgerli in significative prassi educative, ispirate alle recenti normative sull’orientamento, dirette al riconoscimento e allo sviluppo delle capacità di auto-determinazione degli studenti. In vista della realizzazione del Progetto di vita di tutti i ragazzi, con bisogni speciali e non, un orientamento efficace permette di incrementare il successo formativo degli iscritti, contrastando il rischio dell’allarmante fenomeno del drop-out. In tale prospettiva, viene proposta e descritta un’idea progettuale, attualmente in fase di avvio, relativa ai percorsi d’orientamento presso l’Università degli Studi della Tuscia, finalizzata a integrare le sinergiche azioni formative, già collaudate e promosse negli anni accademici precedenti
Determinism and Free Will
In this article I would like to discuss some of the issues that Emanuele Severino raises in Law and Chance, which have a direct connection with Physics, and in particular with the foundations of Quantum Mechanics. Some years ago (in 2017), I organized a workshop where the two main keynote speakers were Emanuele Severino and Gerard ‘t Hooft (theoretical physicist, Nobel laureate in 1999). The conceptual reasons that led us to organize this encounter can be found in the research line of ‘t Hooft, who aims to provide quantum mechanics with a deterministic foundation. His program seeks to bring this theory back under the umbrella of the most stringent determinism, a goal pursued by Einstein during the last decades of his life. On the other hand, Severino has built up an ontological vision that radically denies any reality to the becoming, a point of view which is often associated with the strict deterministic conceptionof reality supported by Einstein and Spinoza. Thus, Severino and ‘t Hooft appeared to be somehow the natural (philosophical) interlocutors for each other
Valutazioni psichiatriche-forensi e intelligenza artificiale: nuovi scenari possibili
Cognitive biases are defined as mental processes which can lead to the elaboration of misjudgements. Biases can influence thoughts, opinions, behaviours, and they are inevitably involved in psychiatricforensic evaluations. The delicate role that the mental health expert plays in the psy-chiatric examinations makes these mistakes highly relevant. Make sure that such a complex decision-making process is set up with care and attention is fundamental to guarantee the best protection of the individual rights, but also to avoid a mismanagement of government money. In order to avoid the possible use of cognitive biases in psychiatric-forensic assessments, it has been suggested to increase the standardization of evaluation procedures, but scientific literature shows that experts working in this area are often reluctant to question their own work. Recently, the application of Artificial Intelligence (AI) to the forensic field has opened new possibilities, but, on the other hand, it has generated new questions. AI seems to be beneficial for those decision-ma-king processes where greater standardization is required, but attempts to use AI tools in the field of forensic psychiatry have highlighted some critical issues. In this article, after discussing the problems that characterize both human and computational decision-making, we will propose possible solutions.Si definiscono “bias cognitivi” quei processi mentali che possono condurre a elaborare giudizi imprecisi o errati. I bias possono influenzare pensieri, opinioni, condotte e sono inevitabilmente implicati anche nelle valutazioni psichiatriche-forensi. Il delicato ruolo che l’esperto in salute mentale riveste all’interno del processo peritale rende questi errori particolarmente rilevanti. Assicurarsi che un pro-cesso decisionale così complesso sia messo in atto con la dovuta attenzione e cura risulta di fondamentale importanza per garantire la maggiore tutela possibile del singolo, ma anche per evitare una mala gestione dei soldi dello Stato. Per sfuggire all’eventuale utilizzo di bias cognitivi nelle valutazioni psichiatriche-forensi, si è suggerito di standardizzare maggiormente le procedure di valutazione, ma dalla letteratura emerge che gli esperti che operano in quest’ambito sono spesso restii a mettere in di-scussione il proprio stesso operato. Di recente, l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale (IA) al campo forense ha aperto nuove possibilità, ma, d’altro canto, ha generato nuovi interrogativi. L’IA sembra essere vantaggiosa per quei processi decisionali in cui maggiore standardizzazione è richiesta, ma i ten-tativi di utilizzo di strumenti dotati di IA in campo forense hanno messo in evidenza alcune criticità. In questo articolo, dopo aver discusso i problemi che caratterizzano sia il processo decisionale umano che quello computazionale, proporremo possibili soluzioni
Il ruolo di Formazione & insegnamento nella ricerca sulla formazione dei talenti: Rassegna critica dei contributi pubblicati dal 2011 al 2022
To celebrate the 20th anniversary of the international journal Formazione e Insegnamento, it is mandatory to pay homage to the many authors who have carried out research on talent education over the years, exploring its many facets and realizing Umberto Margiotta’s dream of establishing a scientific community oriented to the study of talent. A dream come true, considering that the journal excels in the number of papers published per year on the subject. This contribution therefore offers a critical review of the works published between 2011 and 2022 on the themes of talents and talent education. Content analysis and narrative synthesis made it possible to identify two fundamental lines of inquiry, in order to expand research perspectives on talent education: Positive education and the Strength-based model of neurodiversity.In occasione del 20° anniversario della rivista internazionale Formazione e Insegnamento, si rende obbligatorio omaggiare i tanti autori che hanno portato avanti negli anni la ricerca sulla formazione dei talenti, esplorandone le molteplici sfaccettature e realizzando quello che per Umberto Margiotta rappresentava il sogno di costituire una comunità scientifica orientata allo studio del talento. Un sogno più che concretizzato, se pensiamo che la rivista primeggia per il numero di paper pubblicati annualmente su questo tema. Il contributo propone, quindi, una rassegna critica dei lavori pubblicati tra il 2011 e il 2022 sui temi del talento e della formazione dei talenti. Gli strumenti dell’analisi dei contenuti e della sintesi narrativa hanno permesso di identificare due linee d’indagine fondamentali per espandere le prospettive di ricerca sulla formazione dei talenti: l’Educazione positiva e il Modello della neurodiversità basato sui punti di forza
Le azioni di orientamento in università e il dialogo con le aspettative degli studenti
Starting from a literature review, we explore the role of guidance in higher education and its dialogue with university students' expectations. In the light of these considerations, we then analyze the experience of Formative Tutoring, a guidance and tutoring program offered at the University of Padua, which supports first-year students to promote context adaptation, academic success and the development of their own educational and professional project, with a focus on guidance, development and educational accompaniment. In line with the stimuli proposed by the literature, an analysis of the expectations of the participants in the Program will be proposed, with the aim of reflecting on the alignment between these expectations, the actual offer of the program and the stimuli from the literature about guidance.A partire da una revisione della letteratura, verrà approfondito il ruolo delle azioni di orientamento nell’educazione superiore e il loro dialogo con le aspettative degli studenti[1]. Alla luce di tali considerazioni verrà analizzata l’esperienza del Tutorato Formativo, un programma di orientamento e tutorato, proposto presso l’Università di Padova, che supporta gli studenti del primo anno per favorire l’adattamento al contesto, il successo accademico e la promozione del progetto formativo e professionale in ottica di orientamento, sviluppo e accompagnamento. Verrà presentata un’analisi delle aspettative dei partecipanti al Tutorato Formativo, con il fine di riflettere sull’allineamento tra tali aspettative, l’offerta del Programma e le sollecitazioni provenienti dalla letteratura in merito alle azioni di orientamento.
[1] Per rendere più fluida l’esposizione, nel testo utilizzeremo il maschile plurale “studenti” come etichetta, ma intendiamo includere tutti i generi. Lo stesso per altre parole come “I tutor”; “I docenti” e simili
Telefono Amico: un orientamento discreto attraverso l’ascolto empatico.
The contribution, starting from the data provided by the representatives of the national association “Telefono Amico” analyzes the numbers, gender, age of the people who turn to the service and the type of problems that they bring to the attention of volunteers who, daily, offer listening to hundreds of people. They are often people with relational difficulties and social discomfort who seek help, but also the elderly, disoriented young people, adults who are facing difficult situations.Through semi-structured interviews addressed to volunteers it was possible to study the effectiveness of empathic listening, as described by Rogers, by those who without making judgments, accepting fears and suffering, make themselves available to listen to people who call to try to orient them towards less painful life horizons.Il contributo, a partire dai dati forniti dai referenti dell’associazione nazionale Telefono Amico analizza i numeri, il sesso, l’età delle persone che si rivolgono al servizio e la tipologia di problematiche che esse portano all’attenzione dei volontari che, quotidianamente offrono ascolto a centinaia di persone. Sono spesso persone con difficoltà relazionali e disagio sociale che cercano un aiuto, ma anche anziani, giovani disorientati, adulti che stanno affrontando situazioni difficili. Mediante interviste semi-strutturate rivolte ai volontari è stato possibile studiare l’efficacia dell’ascolto empatico, così come descritto da Rogers, da parte di chi senza dare giudizi, accogliendo le paure e la sofferenza, si rende disponibile ad ascoltare le persone che chiamano per cercare di orientarle verso orizzonti di vita meno dolorosi
L'analisi pedagogica nella formazione iniziale dei docenti della secondaria italiana: una questione irrisolta
The closing of the SSIS in 2008 had a deep impact on the initial training of secondary school Italian teachers. The institutional forms that followed in relation to the changes in the governement of the country and in the governance of the national school system have never formally introduced a systematic evaluation of the processes, leading to this situation: the PF24 is separated from the FIT, namely, from a training course (never started) that included an apprenticeship. Currently, in the formative experience of secondary teachers there is no apprenticeship in relation to specific projects of supervision and no active participation of future Italian school teachers to the research paths that had begun to take shape at the time of the SSIS (Scuole di specializzazione all’insegnamento secondario). On the basis also of long-term theoretical suggestions, the essay will discuss the pedagogical analysis intended as a device for deconstructing educational phenomena that aims at encouraging the growth of awareness and empowerment of the facilitators of learning.La chiusura delle SSIS nel 2008 ha inciso in profondità sulla formazione iniziale dei docenti della secondaria italiana. Le forme istituzionalmente subentrate, l’una dopo l’altra, in relazione a cambi di governo del Paese e di governance nel sistema dell’istruzione, senza mai introdurre formalmente una valutazione sistematica dei processi, hanno condotto a questa situazione: il PF24 avulso dal FIT, cioè da un percorso (mai realizzato) che includeva il tirocinio. Nell’esperienza formativa dei docenti della secondaria non è, al momento, presente il tirocinio in rapporto a specifici progetti di supervisione e, con esso, l’attiva partecipazione dei futuri insegnanti della scuola italiana a percorsi di ricerca che avevano iniziato a prender forma ai tempi delle Scuole di specializzazione all’insegnamento secondario (SSIS). Anche sulla base di suggestioni teoriche di lungo periodo, nel saggio si discuterà dell’analisi pedagogica intesa come dispositivo di decostruzione dei fenomeni educativi che mira a incentivare la crescita in consapevolezza e l’empowerment dei facilitatori dell’apprendimento
Le colonie di vacanza come esperienza formativa sul campo per giovani insegnanti: una ricerca storico-pedagogica.
This contribution aims to propose some reflections on the experience of the young teachers who worked in Italian holiday camps in the twentieth century. In their long evolution - which has seen them take on different social functions and respond to changing visions of childhood and extracurricular education - the colonies have often made use of the work of teachers who, for a modest financial reward, during the summer accompanied groups of children to places considered congenial to regeneration, in the framework of that age-old pedagogical approach that considers the outdoors as a privileged context for education. On the basis of what has emerged from the sources - archive documents, images and, for the most recent cases, interviews with witnesses - an attempt will be made to show how colonies have in fact been, for many teachers, a valuable field training in which to approach the child as a totality.Questo contributo intende proporre alcune riflessioni sull’esperienza dei giovani maestri e maestre che hanno lavorato nelle colonie di vacanza italiane del Novecento. Nella loro lunga evoluzione - che le ha viste svolgere funzioni sociali via via differenti e rispondere a mutate visioni dell’infanzia e dell’educazione extrascolastica - le colonie si sono infatti spesso avvalse del lavoro di insegnanti i quali, a fronte di un riconoscimento economico modesto, durante l’estate accompagnavano gruppi di bambini in località ritenute congeniali a una rigenerazione, nel quadro di quel secolare indirizzo pedagogico che considera l’en plein air come contesto privilegiato per l’educazione. Sulla base di quanto emerso dalle fonti – documenti d’archivio, immagini e, per i casi più recenti, interviste con i testimoni - si cercherà di mostrare come le colonie abbiano costituito di fatto, per molti insegnanti, un prezioso tirocinio sul campo, un’occasione per approcciarsi al bambino nella sua globalità
Quali professionalità per i docenti della scuola primaria?
Teachers’ training paths have been at the center of intense debate for many years now. The OECD (Organizationfor Economic Cooperation and Development) identifies the need to intensify the commitment to renewing theteaching staff in our training system and to give value to their professionalism, in order to promote skills withinthe school system and the wider social system (Vannini, 2019). The main empirical research conducted on teachersin our country (Clarke & Hollingsworth, 2002; Gregoire, 2003; OECD-Talis, 2013; Ciani, Mazzetti &Guglielmi, 2018) provides a less than encouraging reading of the data. In this broad perspective, the need to developteaching professionalism emerges, to promote quality results in education and training courses. In light ofthese considerations, this contribution aims to investigate the skills needed by future primary school teachers,through a study of the literature, which is helpful in building the premises of an investigation.Il percorso formativo degli insegnanti è al centro di un intenso dibattito ormai da numerosi anni. L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) raccomanda la necessità di intensificare l’impegno per rinnovare il corpo docente del nostro sistema formativo e di dare valore alla stessa professionalità, allo scopo di promuovere competenze nel sistema scolastico e nel più ampio sistema sociale (Vannini, 2019). Le principali ricerche empiriche condotte nel nostro Paese sugli insegnanti (Clarke & Hollingsworth, 2002; Gregoire, 2003; OECD-Talis, 2013; Ciani, Mazzetti & Guglielmi, 2018) portano ad una lettura dei dati poco incoraggiante. In questo panorama emerge un richiamo necessario allo sviluppo della professionalità docente, al fine di promuovere dei risultati di qualità dei percorsi di istruzione e formazione. Alla luce di tali considerazioni, questo contributo intende indagare le necessarie competenze dei futuri insegnanti della scuola primaria, attraverso uno studio della letteratura, utile a costruire le premesse di un’indagine