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    L’educazione emotiva per il recupero della relazionalità familiare

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    In Italy, affectivity seems to become increasingly fluid and related to the use of social media: according to Censis, 90.2% of Italians between 14 and 29 years use the Internet, 86.3% have a smartphone and 85.1% have an active social account. Nonetheless, the Italian Institute of Statistics censuses, updated to 2020, show that one in three Italian families is made up of a single component. Italian adults, today, seem to be devoted to singleness: a new status quo increased by 10 percentage points compared to the early 2000s. Furthermore, singleness is often seen as a forced choice, due to the impact of scarce job opportunities and the Italian economic situation on the chances of emancipation of young people from their family of origin. This paper aims to stress the need of the recovery of symbolic and inter-relational values of Italian families, regardless of their composition, embracing an emotional and sentimental education firmly anchored to reality and competently informed by the ethics of love as a gift of self and care of others.Nel nostro Paese l’affettività appare sempre più fluida e interconnessa a una vita relazionale social-mediata e “vetrinizzata”: secondo il Censis, il 90,2% degli italiani tra 14 e 29 anni utilizza Internet, l’86,3% possiede uno smartphone e l’85,1% è presente su almeno un social network. Nondimeno, i censimenti Istat aggiornati al 2020 rilevano che una famiglia italiana su tre è costituita da un unico componente. Gli adulti di oggi sembrano essere votati ad una singletudine – cresciuta di 10 punti percentuali rispetto ai primi anni del 2000 – vissuta come una scelta obbligata a causa dell’impatto delle scarse opportunità di lavoro e della situazione economica sulle chances di emancipazione dalla famiglia di origine. Il presente contributo intende insistere sul recupero del valore simbolico e inter-relazionale della famiglia, a prescindere dalla sua composizione, abbracciando un’educazione emotiva e sentimentale saldamente ancorata alla realtà e informata in modo competente dall’etica dell’amore come dono di sé e cura del prossimo

    Le origini del Metodo Naturale di Educazione Fisica e Morale di Georges Hébert

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    This study aims to resume the founding characteristics of Georges Hébert's Natural Method of Physical and Moral Education, observing the author at a historical and cultural level and the relationships with the various authors of the time, studying the works that characterized him and mainly analyzing his Experimental method. He devised a method that was first applied in a military environment at the "École du Bataillon de Lorient" and later in a sports environment at the "Collège d'athlètes de Reims". The Method was accredited thanks to the intense activity of literary production, in particular he devoted himself to his most important work: L'Éducation physique, virile et morale par la méthode naturelle. Today we reread Georges Hébert, since he was one of the first scholars to classify human movement, defining the 10 families of "natural exercises". The reinterpretation that emerges from it finds elements that put the body and movement in the natural environment back at the center.Questo studio vuole riprendere i caratteri fondativi del Metodo Naturale di Educazione Fisica e Morale di Georges Hébert, osservando l’autore a livello storico culturale ed i rapporti con i vari autori dell’epoca, studiando le opere che lo hanno caratterizzato e soprattutto analizzando il suo Metodo sperimentale. Egli ideò un Metodo che venne applicato dapprima in ambiente militare all’“École du Bataillon de Lorient ed in seguito in ambiente sportivo al “Collège d'athlètes de Reims”. Il Metodo fu accreditato grazie all’intensa attività di produzione letteraria, in particolar modo si dedicò alla sua opera più importante: L’Éducation physique, virile et morale par la méthode naturelle. Oggi rileggiamo Georges Hébert, poiché fu uno dei primi studiosi a classificare il movimento umano, definendo le 10 famiglie di "esercizi naturali". La rilettura che ne emerge trova elementi attuali che rimettono al centro il corpo ed il movimento in ambiente naturale

    Stile di vita e comportamenti devianti dei giovani in Italia: lo sport può prevenire la delinquenza giovanile? I risultati dell’International Self Report Delinquency Study-3 (ISRD-3)

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    Background. The aim of this study is to improve knowledge about risk factors and protective factors connected to juvenile delinquency behavior, with reference to the relationship between sports participation and lifestyle. Method. The study analyzes the data collected by a questionnaire “ISRD- 3”, administered to an Italian sample of 3508 young students from 7th to 9th grade. The students live in Brescia, Florence, Genoa, Lecce, Messina, Naples, Siena and Milan. Specifically, the authors analyze the relationship among the answers about the relationship with parents, how young people spend their free time, self-reported delinquency behaviors, with respect to playing sports or not. Results. In this study students who play sports have a good relationship with their parents, feel supported by them, and when they disappoint them feel very bad. Compared to free time, those who participate in sports more often have a group of friends to go out with, are part of creative activities (music, theatre, reading books), do homework, stay away from fights. Playing sports is a protective factor compared to fights, illegally downloading film and music, use and selling drugs. Conclusions. Playing sports seems to prevent antisocial behavior. However, lifestyles and socio-demographic characteristics of young sportsmen let hypothesize the presence of other protective factors com-pared to juvenile delinquency.Introduzione. Lo scopo di questo studio è incrementare la conoscenza relativa ai fattori di rischio e di protezione connessi alla delinquenza giovanile, con particolare riferimento all’associazione tra praticare sport e stile di vita. Metodo. Lo studio analizza i dati raccolti dal questionario “ISRD-3”, somministrato ad un campione di 3508 studenti italiani di età compresa tra i 12 ed i 16 anni. Gli studenti sono residenti nelle città di Brescia, Firenze, Genova, Lecce, Messina, Napoli, Siena e Milano. Nello specifico, gli Autori analizzano l’associazione tra le risposte relative alla relazione con i genitori, a come i giovani passano il loro tempo libero, alla commissione di comportamenti devianti, rispetto al praticare o meno sport. Risultati. In questa ricerca, gli studenti che praticano sport hanno una buona relazione con i propri ge-nitori, si sentono supportati dai genitori e stanno molto male se li deludono. Rispetto al tempo libero, coloro che praticano sport hanno più spesso un gruppo di amici con cui uscire, svolgono attività creative (musica, teatro, lettura), fanno i compiti, si tengono fuori da risse. Praticare sport è un fattore protettivo rispetto al partecipare a risse, allo scaricare illegalmente film e musica, all’uso e spaccio di droga. Conclusioni. Praticare sport appare prevenire i comportamenti devianti dei giovani. Tuttavia, lo stile di vita e le caratteristiche sociodemografiche dei giovani che praticano sport lasciano ipotizzare la presenza di altri fattori di protezione rispetto alla delinquenza giovanil

    Il copione sulla pelle

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    In history and culture, tattooing has taken on various meanings, linked to the culture and history of peoples, connected with social and sometimes medical and therapeutic values. In 18 years of clinical activity addiction’s people this particular form of self‐expression through one’s skin seems to be connected to the Script. Through the experience of a writing workshop organized with some patients in the Residential Treatment, I developed some ideas about the deep connection and the impor‐tance that tattoos sometimes have for people who decide to tell some meaningful content of their existence through those permanent images. The tattoo can therefore represent a narration through images of the script protocol, an expression of a creative drive of the ability to project oneself into the future.Nella storia e nella cultura il tatuaggio ha assunto vari significati, legati a cultura e storia dei popoli, connessi con valenze sociali e talvolta mediche e terapeutiche. Nel lavoro che ho svolto in 18 anni di attività clinica nel campo della cura e riabilitazione di pazienti con dipendenza e psicopatologia correlata, questa particolare forma di espressione di Sé attraverso la propria pelle sembra collegabile al Copione di vita. Attraverso l’esperienza di un laboratorio di scrittura organizzato con alcuni pazienti in programma Residenziale presso una Comunità Terapeutica, ho elaborato alcune idee riguardo alla connessione profonda e all’importanza che i tatuaggi hanno, talvolta, per le persone che deci‐dono di raccontare alcuni contenuti significativi della loro esistenza attraverso quelle immagini in‐delebili. Il tatuaggio può pertanto rappresentare in alcuni casi una narrazione per immagini del protocollo di copione, espressione di una pulsione creativa della capacità di proiettarsi nel futur

    “Genitori e Figli: crescere insieme. Un itinerario per genitori tra le diverse fasi evolutive”

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    Recension

    Memes in teaching and learning processes: a semiotics of cognitive activation

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    Memes have now become a constant presence on social media to connote important social, political and cultural events. Thanks to their communicative power, that with an image and a few lines of text summarizes a concept in an ironic way, their use has also spread in school and university didactic contexts as an innovative mediator in teaching/learning processes. The structure of the meme conveys a concentration of meaning and to be decoded correctly requires a considerable cognitive effort which involves the knowledge of a set of "encyclopedic" elements on a specific disciplinary domain, for example math or literature. Precisely this semiotic characteristic reveals its potential in teaching as a tool for cognitive activation and support for formant evaluation: the teacher can infact propose memes himself or have them made by students: in both cases he will have to verify their correct interpretation by providing immediate feedback about the meanings associated with the meme. However, memes must be used with care since they can also generate cognitive overload and convey cognitive or cultural stereotypes and are to be considered not substitutes but a useful complement to traditional active teaching strategies.I meme sono ormai diventati una presenza costante nei social per connotare importanti eventi sociali, politici e culturali. Grazie alla loro potenza comunicativa che con una immagine e poche righe di testo sintetizza un concetto in modo ironico, il loro utilizzo si è diffuso anche nei contesti didattici scolastici ed universitari come innovativo mediatore nei processi di insegnamento/apprendimento. La struttura del meme veicola un concentrato di senso e per essere decodificato correttamente richiede un notevole sforzo cognitivo che comporta la conoscenza di un insieme di elementi “enciclopedici” su di uno specifico dominio disciplinare, ad esempio la matematica o la letteratura. Proprio questa caratteristica semiotica rivela le sue potenzialità nella didattica come strumento di attivazione cognitiva e di supporto alla valutazione formante: il docente infatti può proporre egli stesso dei meme o farli realizzare dagli studenti: in entrambi i casi dovrà verificarne la corretta interpretazione fornendo un feedback immediato sui significati associati al meme. I meme vanno però utilizzati con attenzione poiché possono anche generare sovraccarico cognitivo e veicolare stereotipi cognitivi o culturali e sono da considerarsi non sostitutivi ma un utile complemento alle strategie didattiche attive tradizionali

    Garantire l’accesso e il successo universitario agli studenti con disabilità: costruire regie inclusive

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    The number of students with disabilities enrolled in university pathways is clearly growing. Recent ministerial measures not only urge universities to provide authentic and accessible responses and mediations, but in fact call into question a series of interventions that, in an ecological way, involve the entire community. The contribution starting from a synthesis of national and international research on the reasons for the university success of these students proposes an analysis of systematic actions that call for the activation of a community capable of accompanying this transition, coordinating and integrating different actors, devices and practices. In particular, the emphasis is on the role that the Individual Plan can play as an inclusive instrument to increase the number of opportunities in the life project in terms of personal, social and professional resources. Il numero degli studenti con disabilità iscritti ai percorsi universitari è in netta crescita. Le recenti misure ministeriali non sollecitano solo gli Atenei a fornire risposte e mediazioni autentiche e accessibili, ma di fatto chiamano in causa una serie di interventi che, in maniera ecologica, coinvolgono tutta la comunità. Il contributo a partire da una sintesi di ricerche nazionali e internazionali sui motivi del successo universitario di questi studenti propone un’analisi delle azioni di sistema che chiedono l’attivazione di una comunità capace di accompagnare questa transizione, coordinando e integrando soggetti, dispositivi e prassi differenti. In particolare, si focalizza l’attenzione sul ruolo che il Piano Individuale può svolgere in termini di regia inclusiva per aumentare il paniere delle possibilità del progetto di vita in termini di risorse personali, sociali, professionali. &nbsp

    Progettare contesti di apprendimento per l'inclusione degli studenti con Disturbo dello Spettro Autistico. Un'indagine esplorativa sulle opinioni dei futuri docenti di sostegno

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    The Agenda for Sustainable Development 2030 underlines the need of taking essential measures to avoid all forms of exclusion, inequality, eliminating all kind of disparities in education and ensuring equal access to all levels of education. Hence, it is crucial to reflect on how to design contexts which are sensitive to individual differences and able to guarantee equal access assuming an ecosystemic and sustainable perspective, since accessibility is configured as a complex con­ceptual construction. It results from the interaction between different dimensions of analysis: the individual, his potential and possibilities but also the environment; so, it seems relevant to reflect on the design of inclusive context not only considering the environmental factors that may support students’ participation, but also the subjective dimension of teachers, their opinions, perceptions and values on inclusion. Thus, this contribution aims to present preliminary results of a study aimed at investigating the opinions of future support teachers on how the context may affect the degree of participation of the student with Autism Spectrum Disorder

    L’orientamento come azione corale a supporto di percorsi universitari inclusivi

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    Young people with intellectual and developmental disabilities (IDD), after school, enjoy few opportunities to live new inclusive experiences. Specifically, the paper documents, through a single case study, the educational itinerary at the university of a young man with autism spectrum syndrome who came out of secondary school only with the certificate of attendance. The results highlighted the crucial synergy between all the actors involved, to better guide the student, coherently connecting his interests and aspirations with the educational offer.I ragazzi con disabilità intellettiva e dello sviluppo (IDD), al termine della scuola, godono di scarse opportunità di vivere nuove esperienze inclusive. Nello specifico, il contributo documenta, attraverso uno studio di caso singolo, l’itinerario formativo all’università di un giovane con sindrome dello spettro autistico uscito dalla scuola secondaria con il solo certificato di frequenza. Gli esiti hanno messo in luce la necessaria sinergia tra tutti gli attori coinvolti, al fine di orientare al meglio lo studente, connettendo in modo coerente i suoi interessi e aspirazioni con l’offerta didattica

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