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Il gioco del calcio nelle classificazioni sportive: Riflessioni pedagogiche e didattiche
Football is the most popular sport in Italy. This work intends to promote a reflection on its potentially educational aspects, starting from some of the main sport classifications that describe its intrinsic characteristics. The aim is to examine the socio-relational processes and dynamics through which young people could achieve positive results in terms of development through participation in this sport, and to restore meaning and pedagogical significance to a sport that, in order to express its educational vis, requires training education capable of developing teaching-learning processes that are intentionally and authentically pedagogical.Il gioco del calcio è il primo sport in Italia per numero di praticanti. Questo lavoro intende promuovere una riflessione sui suoi aspetti potenzialmente educativi, a partire da alcune delle principali classificazioni sportive che lo descrivono nelle sue caratteristiche intrinseche. Ciò al fine di esaminare i processi e le dinamiche socio-relazionali attraverso cui i giovani potrebbero conseguire risultati positivi in termini di sviluppo attraverso la partecipazione a questo sport e per restituire il senso e il significato pedagogico ad una pratica sportiva che per poter esprimere la propria vis educativa necessita di una didattica dell’allenamento capace di sviluppare processi di insegnamentoapprendimento intenzionalmente e autenticamente pedagogici
Confronto tra exergames ed esercizio aerobico: Valutazione degli effetti sulle emozioni e le funzioni esecutive
The study presented aims to investigate the impact of a balance training conducted by exergames on some domains of a cognitive and affective nature, in a sample of university students (average age 28 ± 6). In this sense, executive functions, selective attention and subjective emotional state were evaluated. These constructs were chosen because of their centrality in fostering learning processes. The effects of exergaming were compared with those obtained through aerobic training of the same duration (20 min). The results showed a similar impact of the two types of training on the cognitive domains under analysis, while a statistically difference was observed with respect to higher levels of dominance (<0.05) in the post-test exergames measured. through the SAM (Self-Assessment Manikin). The research carried out has allowed to highlight the opportunity to use these tools in the implementation of positive affectivity in young adults. On the basis of the results obtained, it is therefore possible to set future research directions relating to the study of the effects of exergames on constructs related to the dominance, such as self-esteem and self-efficacy and the relationship of these with high-level cognitive functions, whose integration is necessary for the structuring of learning programs in different training contexts.Lo studio presentato ha la finalità di indagare l’impatto di un training dell’equilibrio condotto mediante exergames su alcuni domini di natura cognitiva e affettiva in un campione di studentesse universitarie (età media 28± 6). In tal senso, sono state valutate le funzioni esecutive, l’attenzione selettiva e lo stato emotivo soggettivo. Tali costrutti sono stati scelti per la loro centralità nel favorire i processi di apprendimento. Gli effetti del training mediante exergaming sono stati confrontati con quelli ottenuti attraverso un allenamento aerobico di pari durata (20 min). I risultati ottenuti hanno mostrato un impatto similare delle due tipologie di allenamento sui domini cognitivi in analisi, mentre è stata osservata una differenza statisticamente significativa rispetto a più alti livelli di percezione del controllo (< 0,05) nel post-prova exergames misurato attraverso il SAM (Self Assessment Manikin). La ricerca condotta ha permesso di fornire un’evidenza sull’opportunità di utilizzare questi strumenti nell’implementazione dell’affettività positiva nei giovani adulti. Sulla base dei risultati ottenuti è, quindi, possibile impostare direzioni di indagine future relative allo studio degli effetti degli exergames su costrutti correlati alla percezione di controllo, come l’autostima e l’autoefficacia e la relazione di questi con funzioni cognitive di alto livello, la cui integrazione è necessaria per la strutturazione di programmi di apprendimento in diversi contesti formativi
Uno studio pilota per identificare strategie educative volte alla promozione della salute nelle donne adulte nell’era del COVID 19
COVID-19 pandemic has drastically reduced physical activity levels in the global population, due to the limitation of movements and social life imposed by local governments. Sedentary behaviors are known to be strictly associated with higher risks to develop diseases (Allen et al., 2017). Italy was the first country in which severe lockdown periods were imposed on the population, to limit virus circulation. Our study aimed to analyze lifestyle habits in a group of 14 volunteer women, aged from 40 to 50 years, for 2 years, in a telemonitoring manner. Semi-Structured questionnaires on lifestyle habits, anthropometric measures, sleep, physical activity monitoring by smartphone were recorded before, during, and after lockdown. Statistical analysis was conducted with the t-Student test and ANOVA, normal distribution of data was tested with the Shapiro Wilk test. During the lockdown, the daily number of steps shows a reduction of -65%. The number of weekly walking kilometers was drastically reduced by -70%. No statistically significant improvements were registered in the Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI), although the number of daily steps had returned to pre-COVID levels. The study highlights that educational strategies are necessary to avoid the risks of prolonged sedentary behaviors.La pandemia da COVID-19 ha drasticamente ridotto i livelli di attività fisica nella popolazione, a seguito delle limitazioni imposte per fronteggiare la diffusione virale. I comportamenti sedentari sono strettamente associati ad alto rischio di sviluppare patologie (Allen et al., 2017). L’Italia è stata una delle prime nazioni in cui sono state adottate misure restrittive. Lo scopo del nostro studio è stato quello di analizzare gli stili di vita di 14 volontarie, tra i 40 e i 50 anni di età, per due anni, mediante una valutazione a distanza. Sono stati adoperati questionari semi-strutturati per gli stili di vita, le misure antropometriche, il sonno e una rilevazione mediante smartphone dei livelli di attività fisica. L’analisi è stata condotta prima della pandemia, durante il lockdown e nella fase post-lockdown. L’analisi statistica è stata realizzata mediante test di t-Student e ANOVA. La normalità delle distribuzioni dei dati è stata testata mediante test di Shapiro Wilk. Durante il lockdown, il numero giornaliero di passi si è ridotto del 65%. Il numero di chilometri settimanali percorsi si è ridotto del 70%. Non sono state evidenziante variazioni significative tramite il questionario di Pittsburgh per l’analisi della qualità e quantità del sonno, sebbene il numero di passi giornalieri fosse ritornato ai valori prepandemia. Lo studio ha fatto emergere la necessità di specifiche strategie di educazione alla salute, necessarie per limitare i rischi derivanti dalla sedentarietà
Biodanza SRT: Sfide educative in carcere
The contribution highlights how the educational intervention of Biodanza SRT, a pedagogy with body mediation oriented to the education of wellbeing, through an Embodied Training aims to reinforce and develop life skills in prisoners: skills, competences and personal strategies (protective factors) useful to consolidate a mode of positive coping thanks to which it is possible to effectively face the demands and trials of daily life and laying the foundations for the construction of a future life project. Emotional education, as an indispensable complement to cognitive and metacognitive development, facilitates the development of personal empowerment, the acquisition of Best Practices useful for encouraging inmates the development of possible protective factors and the acquisition of tools and personal resources for deal with stressful events and prevent or combat unease, risky behaviors and functional deviations for the reintegration into society of ex-prisoners, once they have left the criminal path. Pursuing explicit attention through an educational intentionality capable of investing in educational practices capable of generating tangible changes (especially in the long term), developing the enhancement of talents and personal and social success, concretely helps to stimulate in prisoners that sense of responsibility facilitating the “reprogramming” of a life path again.Il contributo evidenzia come l’intervento educativo della Biodanza SRT, pedagogia a mediazione corporea orientata all’educazione del benessere, mediante un Embodied Trainining miri a rinforzare e sviluppare nei detenuti le life skills: capacità, competenze e strategie personali (fattori di protezione) utili a consolidare una modalità di fronteggiamento positivo grazie al quale è possibile affrontare efficacemente le richieste e le prove della vita quotidiana e ponendo le basi per la costruzione di un futuro progetto di vita. L’educazione emozionale, come complemento indispensabile allo sviluppo cognitivo e metacognitivo, facilita lo sviluppo dell’empowerment personale e l’acquisizione di Best Practice utili a favorire nei detenuti lo sviluppo di possibili fattori di protezione, l’acquisizione di strumenti e risorse personali per affrontare gli eventi stressanti e prevenire o contrastare disagio, comportamenti a rischio e devianze funzionali al reinserimento nella società degli ex detenuti, una volta usciti dal percorso penale. Perseguendo una esplicita attenzione mediante una intenzionalità educativa atta ad investire sulle pratiche educative capaci di generare cambiamenti tangibili (soprattutto a lungo termine), sviluppando la valorizzazione dei talenti ed il successo personale e sociale, concretamente si va a contribuire a stimolare nei detenuti quel senso di responsabilizzazione facilitante la “riprogrammazione” di nuovo un percorso di vita
Pedagogia e narrazione: il contributo delle biblioteche viventi per la co-costruzione della comunità educante
What happens when the other “trespasses”? When they make demands for recognition, equality, justice and freedom? This work aims to explore the need for a community model of living together that qualifies the specificity of human beings characterized by substantial intersubjectivity and therefore by relationships. Therefore, it presents a narrative device to deconstruct prejudices and remove all forms of stigmatization; the books are the people who tell their personal stories to the readers, their difficult experiences, negative experiences that have made them grow. The main objective is the removal of social pressures linked to the stigmatization of people who hold common sense, prejudices and stereotypes of everyday life through the promotion of inclusive attitudes on the part of those who have experienced or identified a stigma or prejudice.Cosa succede quando l’altro “sconfina”? Quando avanza richieste di riconoscimento, di uguaglianze, di giustizia e di libertà? Il presente lavoro vuole sondare la necessità di un modello comunitario del con-vivere qualificante la specificità degli esseri umani caratterizzata dall’intersoggettività sostanziale e quindi dalla relazione. Si presenta, quindi, un dispositivo di narrazione per decostruire i pregiudizi e rimuovere ogni forma di stigmatizzazione, i libri sono le persone che raccontano ai lettori la loro storia personale, i loro vissuti difficili, esperienze negative che li hanno fatti crescere. L’obiettivo principale è la rimozione delle pressioni sociali legati alla stigmatizzazione di soggetti che ricoprono per senso comune, pregiudizi e stereotipi della quotidianità attraverso la promozione di atteggiamenti inclusivi da parte di chi ha esperito o chi ha identificato uno stigma o un pregiudizio.
Pedagogia della cura e pensiero comunitario per una nuova democrazia cognitiva: Teorie del gioco e pratiche di potere
This work is a reflection on the need to promote, from the earliest years of life, educational pathways aimed at the care – and formation – of community thinking. To this end, it highlights how the playful nature of the educational experience can enable the pupil “to cultivate” his or her neotenic potential. With a view to eco-sustainability, the question is therefore first and foremost: is it possible to educate, starting from school, to shared reflection and democratic thinking? What role does play, in this perspective, the game? Is it possible to act on pedagogical devices from a conscious co-management of the relevant settings? And what connection is there between developmental dynamics, the dispositional organisation of bodies and new forms of contact? These are original questions that place the work on the borderline between different areas of knowledge, involving not only pedagogy – and theories of play – but also architecture and ecology.Il presente lavoro si configura come una riflessione sulla necessità di promuovere, sin dai primi anni di vita, percorsi educativi finalizzati alla cura – e alla formazione – del pensiero comunitario. A tale scopo viene messo in evidenza come il carattere ludiforme dell’esperienza educativa possa consentire all’alunno di “coltivare” il proprio potenziale neotenico. In un’ottica di ecosostenibilità, ci si chiede perciò in primo luogo quanto segue: è possibile educare, a partire dalla scuola, alla riflessione condivisa e al pensiero democratico? Che ruolo gioca in tale prospettiva il gioco? È possibile agire i dispositivi pedagogici a partire da una co-gestione consapevole dei relativi setting? E che nesso sussiste tra dinamiche di sviluppo, assetto disposizionale dei corpi e nuove forme di contatto? Si tratta di quesiti originari che situano il lavoro al confine tra diversi saperi, chiamando in causa non solo la pedagogia – e le teorie del gioco – ma anche l’architettura e l’ecologia. 
La condivisione in ambito educativo di valori pedagogici ed ecologici mediati dagli animali nelle attività motorie e sportive
Human-animal interaction and its benefits have been a topic of interest in recent decades, but how this interaction can benefit both species remains unclear. In the case of companion animals, the focus of many studies is on human-dog interaction. When they live together, humans and dogs share activities, and when they share an enjoyment of daily activities such as walking and interacting with others, they are considered compatible in their activity preferences. Individuals who are more compatible with their dogs also report having a better relationship with them, which could explain some of the benefits of human-dog interaction. Recreational or functional walks with dogs represent authentic lifesavers, both in physical and cognitive health aspect, these promote impact programs of well-being and public health. There is a great ecological and pedagogical potential mediated by dogs in sharing physical activity, going out educational strategies are envisaged. Alongside individual factors, socio-ecological models underline the fundamental role of social and urban planning factors in supporting physical activity, in this perspective dog walking can represent the advance in nature. The emotional involvement in human dog interaction spontaneously leads to respect for natural environments and the adoption of conscious and correct behaviors towards nature.Nel recente decennio, l’interazione uomo-animale, nello specifico uomo-cane, e i suoi benefici sono stati focus di molti studi scientifici, ma come que-sta interazione possa beneficiare i valori ecologi e pedagogici, per entrambe le specie, rimane poco chiaro. Quando vivono insieme, esseri umani e cani condividendo attività quotidiane, come camminare e interagire con gli altri, sono considerati compatibili nella scelta delle attività preferite. Individui che sono più compatibili con i loro cani riferiscono di avere un rapporto migliore con loro e questo potrebbe spiegare alcuni dei benefici dettati dall’interazione uomocane. Le passeggiate ricreative o funzionali con e per i propri animali domestici si sono dimostrate autentiche pratiche salvavita, sia per l’aspetto prettamente fisico salutistico che per quello cognitivo mentale, tanto da contribuire alla promozione di programmi con impatto sui livelli di benessere e salute pubblica. Esiste un grande potenziale ecologico e pedagogico mediato dai cani nella condivisione dell’attività fisica, motoria e sportiva, per cui si prospettano efficaci strategie educative. Accanto ai fattori individuali, i modelli socio-ecologici sottolineano il ruolo fondamentale dei fattori di progettazione sociale e urbana a supporto dell’attività fisica, in quest’ottica il dog walking può rappresentare una frontiera di compatibilità con la natura. La condivisione in ambito educativo di valori ecologici e pedagogici passa da modelli educativi incentrati sulla conoscenza della natura attraverso un processo di apprendimento attivo e continuo durante il quale la persona costruisce autonomamente il proprio sapere. Il coinvolgimento emotivo che si crea in seguito a un rapporto esperienziale con il cane porta spontaneamente al rispetto degli ambienti naturali e all’adozione di comportamenti consapevoli e corretti nei confronti della natura. 
Immagini di infanzia a confronto: Fra pensiero divergente e pensiero tecnologico
Gianni Rodari gave us an ideology of childhood that revolutionized the way we interpret its experiences and with them the educational proposals. The category of Fantasy has become a lens through which to read a world that, for the first time, appeared fabulous, incorrupt, creative and, above all, competent. On the other hand, and in stark contrast, the adult pan-paedagogism turned out to be boring, reactionary, moralistic and even harmful. The Rodarian utopia begins to fade already in the 1980s when the educational but also economic values of technological pragmatism (Bini G., 2000) are imposed. These reflections try to compare that image of childhood with the one we see today in the school, among the gears of technology, in the reverent attitude that adults give to digital natives. The investigation has an interpretative nature and follows a qualitative approach while making use of the quantitative contributions of previous research conducted on the subject.Gianni Rodari ci ha trasmesso un’ideologia dell’infanzia che ha rivoluzionato il modo di interpretarne i vissuti e con essi le proposte educative. La categoria della Fantasia è diventata una lente attraverso la quale leggere un mondo che, per la prima volta, si presentava favoloso, incorrotto, creativo e, soprattutto, competente. D’altro lato e in netto contrasto il pan-pedagogismo adulto risultava invece noioso, reazionario, moralistico e persino dannoso. L’utopia rodariana comincia a sfiorire già negli anni ’80 quando si impongono i valori educativi, ma anche economici, del pragmatismo tecnologico (Bini G., 2000). Queste riflessioni cercano di mettere a confronto quell’immagine di fanciullezza con questa che osserviamo oggi nella scuola, fra gli ingranaggi della tecnologia, nell’atteggiamento riverente che gli adulti tributano ai nativi digitali. L’indagine ha una natura interpretativa e segue un approccio qualitativo pur avvalendosi degli apporti di carattere quantitativi di precedenti ricerche condotte sul tema
Comporre paesaggi dell’abitare nel lavoro educativo sociale con le persone con disabilità
In Italy, Law 112/2016 regulates independent living projects for people with disabilities. It is part of a cultural and social policy scenario in transformation. The reductive and technocratic perspective of social educational work is in crisis while a paradigm based on housing and its ecosystem of relations is emerging. This paper draws inspiration from the generative grammar offered by the landscape metaphor (Morelli, 2020) and from the main results of a cooperative enquiry carried out in a system of services for people with disabilities in the District of Lecco, during the months of the pandemic emergency. The evolutionary potential of the crisis and the creation of spaces of thinking in the midst of uncertainty favoured the start of a process of systemic reflexivity (Rigamonti & Formenti, 2020) in which to imagine and design new landscapes of living for people with disabilities.La legge 112/2016 sul “Dopo di Noi” si inserisce dentro uno scenario culturale e di politica sociale in trasformazione. Ciò che sembra essere entrata in crisi è una prospettiva riduttiva e tecnocratica del lavoro educativo sociale mentre si fa strada un paradigma fondato sull’abitare e il suo ecosistema di relazioni. Il presente contributo trae ispirazione dalla grammatica generativa offerta dalla metafora del paesaggio (Morelli, 2020) e dai principali risultati di una ricerca cooperativa realizzata in un sistema di servizi per la disabilità nel Distretto di Lecco durante i mesi di emergenza pandemica. Le potenzialità evolutive della crisi e la creazione di spazi di pensabilità nell’incertezza hanno favorito l’avvio di un processo di riflessività sistemica (Rigamonti & Formenti, 2020) in cui immaginare e progettare nuovi paesaggi dell’abitare per le persone con disabilità