JLIS.it (Italian Journal of Library, Archives, and Information Science / Rivista italiana di biblioteconomia, archivistica e scienza dell'informazione)
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    Nuovi servizi a valore aggiunto per riviste elettroniche di studi classici

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    Le riviste elettroniche sono decisamente meno diffuse in ambito umanistico piuttosto che scientifico, non tanto per un ritardo delle discipline umanistiche in questo senso quanto per la diversa rispondenza del medium alla disciplina stessa. La vasta gamma di funzionalità e servizi che possono essere offerti online in aggiunta alla copia stampata di una rivista costituisce una delle più importanti differenze tra l'editoria tradizionale e quella elettronica. L'attuale offerta ed i futuri sviluppi delle riviste nell'ambito delle scienze umane sono analizzati attraverso i dati raccolti con un sondaggio sulle caratteristiche di una rivista elettronica, del tipo di diritti impiegati, degli strumenti elettronici usati nel lavoro editoriale e degli elementi che ne ostacolano la diffusione. Ne risulta una realtà ancora legata alla pubblicazione a stampa; nel caso di esistenza di riviste elettroniche, la presenza di una forma non innovativa, che ricalca piuttosto la forma tradizionale. Inoltre, sono stati rilevati pregiudizi sulla qualità delle risorse elettroniche, sull'accuratezza degli articoli, sulla loro persistenza e reperibilità on-line, e dubbi sui diritti d'autore. Nonostante i timori degli editori, l'editoria on-line può tuttavia divenire un fertile campo in cui l'accesso libero si sposa con la nascita di funzionalità aggiuntive. I servizi a valore aggiunto possono incentivare l'uso delle riviste di un'area disciplinare come quella umanistica, in cui le riviste elettroniche hanno ancora poca diffusione.E-journals are undoubtedly less widespread in the Humanities than in the Scientific, Technical and Medical (STM) field. This is not just because of a lag in Humanities journals' development, but also because of the different extent at what electronic publishing technologies fit respectively the different nature and requirements of disciplines. The wide range of functionalities and services that can be offered online in addition to the print copy of a journal is one of the most important differences between paper-based and electronic publishing. Value Added Services (VAS) represent also a key aspect to be leveraged in the development of a sustainable business model for open access journals. VAS need to be though carefully. To provide them comes at a cost and it is a process that can just partly be automated. The paper aims at designing a new model for Classics e-journals specifically tailored on classicists' needs, identifying a set of functionalities that may be provided by e-journals on the basis of a deep understanding of the field and of recent user studies. The implementation of such functionalities and the automatisation of the process needed to enable them are then discussed in detail

    Stack management: la gestione delle collezioni sugli scaffali in biblioteca

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    Una chiara definizione di stack management (gestione degli scaffali), analizzata attraverso le attività di cui si compone, le procedure operative e le indicazioni per mettere in atto traslochi di collezioni, non è stata fra le priorità della letteratura professionale italiana. Tuttavia alcune ricerche dell'Università di Chicago, tra le maggiori cause di insoddisfazione degli utenti, hanno sottolineato l’impossibilità di recuperare i libri direttamente dagli scaffali e la frustrazione derivata dai documenti smarriti o irreperibili. Il Council of Australian State Libraries (CASL) definisce lo stack management come la pianificazione, il monitoraggio e il mantenimento del magazzino e dei sistemi di consegna dei documenti per assicurare agli utenti della biblioteca – presenti e futuri – la disponibilità di tutti i volumi della collezione. Si tratta di un processo che prevede tre principali aspetti: la pianificazione, che si occupa di prevedere la crescita della collezione, l’organizzazione, riguardante il metodo con cui si scelgono di collocare i volumi sugli scaffali e l’allestimento degli spazi, e il mantenimento, consistente nella ricollocazione dei volumi, nello shelf-reading, e nelle procedure di ricerca dei libri e di ricognizione inventariale. Fondamentale attività legata allo stack management è inoltre un'attenta organizzazione degli spostamenti o dei traslochi delle collezioni. Questa eventualità va pianificata attraverso una consapevole scelta del metodo da adottare, del tipo di staff da reclutare e degli strumenti necessari.A clear definition of stack management has never been analyzed in the Italian professional literature in its activities, practices, and indications on how to move collections. However, some surveys of the University of Chicago reveal that users report the impossibility to retrieve books directly from library shelves, and untreaceable or lost books, as one of the main reasons fro their dissatisfaction with library services. The Council of Australian State Libraries (CASL) defines stack management as the planning, monitoring, maintenance of stocks and of the systems of document supply in order to secure that users would access the entire library collection. Stavk management is a process in three main steps: planning - which is devoted to plan the growth of the collection; organization - that deals with the way in which books are placed onto shelves and how space is organized; maintenance, consisting into the replacement of books on shelves, mantenimento, the shelf-reading, the practices for finding lost books and stocktaking. Vital to stack management is a careful organization of collection shiftings or movings: these eventualities must be planned through a conscious choice of the method to adopt, of the staff to be hired, and of the necessary tools

    Researching, learning and sharing in libraries

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    Il contributo presenta due articoli che riguardano ricerche sulle percezioni degli utenti della biblioteca, l'uno con approccio quantitativo e l'altro con approccio qualitativo: "Use and Awareness of Electronic Information Sources at IIT Roorkee, India: A Case Study" e "L'identità percepita: applicare la grounded theory in biblioteca".Si sottolinea l'importanza di condividere teorie e pratiche relative alle indagini sugli utenti, al fine di acquisire maggiori competenze sui metodi di ricerca e di allargare i propri orizzonti. In ambito bibliotecario si tende infatti ad adottare principalmente i metodi quantitativi della ricerca sociale quando si svolgono indagini di customer satisfaction, privilegiando quindi l'uso del questionario a discapito dell'intervista o del focus group, strumenti propri dei metodi qualitativi.Si sintetizza poi il contenuto dei due articoli, mettendone in evidenza gli aspetti più significativi: l'indagine quantitativa sull'uso delle risorse elettroniche nella biblioteca universitaria indiana fa riflettere sui bisogni informativi differenti di studenti, ricercatori e docenti; l'indagine qualitativa sulle percezioni della biblioteca nel contesto delle biblioteche pubbliche perugine è invece centrata sull'illustrazione della Grounded Theory, un approccio efficace per esplorare le rappresentazioni soggettive e comprendere a fondo un fenomeno complesso.The paper presents two articles dealing with researches on users’ perception of libraries, the first with a quantitative approach, the latter with a qualitative approach: "Use and Awareness of Electronic Information Sources at IIT Roorkee, India: A Case Study", and "L'identità percepita: applicare la grounded theory in biblioteca". The authors underline the importance of sharing theories and practices on user surveys in order to gain skills of research methods and to widen research horizons. In Library Science, in fact, the habit is to use only quantitative methods of social research while carrying on customer satisfaction surveys, favouring the questionnaire instead of the interview or the focus group.The contents of the two articles are described, highlighting the main aspects: the quantitative survey on electronic resources within the Indian library shows the need to think on different informative needs, while the qualitative survey on the perception of public libraries is focused on the Grounded Theory, an effective approach to explore personal representations and understand a complex phenomenon

    I metadati nelle biblioteche digitali: concetti chiave e prospettive

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    L'articolo si propone di esaminare il significato, il ruolo e le implicazioni di alcuni approcci utilizzati nella gestione della biblioteca digitale.L'innovazione nella gestione delle risorse online e il miglioramento della loro interoperabilità si può ottenere con una normalizzazione degli schemi di metadati attraverso l'uso di standard interoperabili e vocabolari internazionali e condivisi, e con l'arricchimento dato da ontologie e linked data, che sono alla base delle riflessioni sul web semantico e sulla costruzione di livelli semantici sulle descrizioni dei metadati.Attraverso l'esame di alcune metodologie innovative di rappresentazione dell'informazione (LODe-BD, SWAP), l'articolo mostra alcune modalità di creazione della conoscenza in ambiente digitale, con particolare riferimento ai dati bibliografici.The article sets out to investigate the meaning, role and implications of some information management approaches used in Digital Library practice. A greater focus on innovation in managing online resources and on improving their interoperability can be achieved by normalizing metadata schemas through interoperable standards, world-wide accepted controlled vocabularies as well as by their enrichment through qualitatively constructed ontologies and linked data, which are key to the expansion of the semantic reasoning on the web through building and connection of additional semantic layers on top of metadata descriptions. Reviewing some innovative methods of information representation (LODe-BD, SWAP), the paper tries to lead the reader to discover some new ways of knowledge creation in digital information environment, in particular what concerns digital bibliographic records

    Riflessioni sull'accesso globale al diritto: analisi dei sistemi di ricerca multilingue

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    In una società globalizzata come quella odierna vi è una forte necessità, nell’accademia, nella professione legale, nel mondo degli affari ed in quello dei servizi della pubblica amministrazione, di una comune comprensione dei concetti giuridici dei diversi ordinamenti. Allo stesso tempo si assiste ad una forte pressione verso la conservazione del loro senso e valore. È difficile soddisfare entrambi i requisiti a causa della complessità del linguaggio giuridico e delle diverse modalità utilizzate per esprimere il diritto nei vari sistemi giuridici. A differenza di altre discipline, in cui esiste una corrispondenza tra i concetti espressi nelle varie lingue, nel diritto insorgono serie difficoltà di interpretazione dovute alla natura della terminologia giuridica, intimamente legata al sistema giuridico di riferimento. L'articolo offre alcuni spunti di riflessione sui requisiti dei sistemi di ricerca multilingue dell'informazione giuridica, esaminando gli aspetti linguistici e concettuali che devono essere presi in considerazione nello sviluppo di tali sistemi e soffermandosi sulle problematiche della traduzione giuridica, del diritto comparato e delle tecniche di elaborazione del linguaggio naturale ai fini dell’accesso e recupero dell'informazione in un contesto distribuito. Le raccomandazioni riguardano da un lato le metodologie per stabilire equivalenze funzionali fra concetti giuridici, dall'altro possibili forme di cooperazione fra istituzioni responsabili dell'indicizzazione e distribuzione di informazioni giuridiche. Tutto ciò per garantire ad ogni cittadino di accedere all’informazione nella molteplicità di lingue in cui si manifesta e allo stesso tempo di ricercarla nella lingua preferita.In the contemporary society there is the need of a common understanding of the legal issues of the different court systems, in the academy as well as in the legal profession, in the business world, and in the public administration services. At the same time there is a strong pressure in order to preserve their sense and value, but it is very difficult to satisfy both the needs due to the complexity of the legal language and of the ways to express law in the different systems. Unlike other disciplines where a correspondence of ideas and concepts in different languages exists, there are some difficulties in rights due to the nature of the legal language and its correlation to the native legal system. The article offers some ideas on the requirements of multilingual systems for legal information research through the exam of conceptual and linguistic aspects to be taken into account in order to develop those systems underlining the problems related to legal translation, comparative law, and techniques to elaborate natural language to access and retrieve information in a distribute context. Recommendations deal on a side with methods to define equivalences between legal concepts, on the other with forms of collaboration among institutions (responsible for indexing and distribution of legal information), to guarantee the access to information to each citizen in the preferred languag

    Organising knowledge with the filiatory sequence of the Colon Classification

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    L'articolo esamina il problema dell'ordine di presentazione dei risultati di una ricerca su opac. A tale scopo, illustra la struttura concettuale della disposizione classificata dei documenti a scaffale (sequenza di filiazione) ottenuta mediante l'uso della Classificazione Colon.Dimostra con esempi che la sequenza di filiazione: rispetta i principi definiti da Pollard e Krummel per l'organizzazione delle bibliografie; rispecchia la struttura completa dei dati e delle relazioni richieste dalla teoria della catalogazione; è in grado, infine, di rappresentare adeguatamente le relazioni tra un'opera e le altre entità associate (FRBR).L'articolo mostra come, nella sequenza di filiazione, sia possibile trovare una visione unitaria (olistica) del catalogo, realizzando una complessa organizzazione bibliografica che rappresenti correttamente il contenuto semantico, le relazioni letterarie e gli aspetti formali delle risorse bibliografiche. Suggerisce l'adozione della struttura concettuale della sequenza di filiazione come metodo di ranking delle notizie e ne evidenzia le potenzialità per la realizzazione di strumenti di navigazione.The paper deals with the issue of the method of arrangement of the results of a opac search. For this reason, the paper presents the conceptual structure of shelf classified arrangement of documents (filiatory sequence) by Colon Classification.It shows with examples that filiatory sequence complies with principles provided for bibliographies by Pollard and Krummel, it presents a complete structure of data and relationships provided by actual cataloguing theory, and it manages correctly relationships among a Work and its associated entities (FRBR).The paper shows that the filiatory sequence expresses a holistic vision of the catalog, creating a complex bibliographic organization that represents with exhaustiveness semantic content, literary relationships, and formal features of the resources. The use of conceptual structure of filiatory sequence in ranking search results is suggested and its relevance for creating new navigating tools is highlighted

    OL4OD: Open Licenses for Open Data

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    A licence is a one-sided permission to use someone's else property, a legal tool transmitting the right to do something or to use a good that otherwise would not be possibile to use. There are closed and open licences. The latter (the most common are CC, GFDL, GPL, BSD) are not always suitable to be applied to data, as they are meant for other kinds of information, such as contents and software, and so on. The paper, focused on open licenses specific to data, starts referring to Panton Principles for open data in science. COnsiderations on intellectual property an open licences are interesting and relevant, within the framework of informative structures of databases and nano publications.Una licenza è un permesso unilaterale di usare una proprietà di qualcun altro, uno strumento giuridico che trasmette un diritto di autorizzazione a fare qualcosa o a usare un bene che altrimenti, senza licenza, non sarebbe consentito per legge. Vi sono le licenze di tipo chiuso e licenze di tipo aperto. Le licenze aperte attualmente note (CC, GFDL, GPL, BSD), non sono sempre appropriate per i dati in quanto destinate ad altre tipologie di informazione (contenuto, software…). Il saggio focalizzato sulle licenze aperte specifiche per i dati si apre richiamando i principi Panton per i dati aperti nelle scienze. Se ci si proietta dalle dinamiche delle strutture informative dei database ad altri elementi modulari come le nanopubblicazioni, aggregate entro strutture rizomatiche reticolari, per entità e secondo schemi tipologici in dominii definiti, le riflessioni che ne emergono in termini di proprietà intellettuale e di licenze aperte sono quanto mai affascinanti

    Indexing concepts and/or named entities

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    A partire da un punto di vista semantico più che morfologico, l'articolo è focalizzato il problema del significato dei nomi propri, con contributi della filosofia del linguaggio e della linguistica semantica. Sono indagate le entità individuali: il loro isolamento all’interno della rete di soggetti e la relazione esemplificativa, il trattamento nelle classificazioni. Le profonde diversità rilevate fra concetti e entità denominate suggeriscono di dichiararle esplicitamente da un punto di vista teorico e di adottare dispositivi che diano risultati unitari ma chiaramente distinguibili nei sistemi di recupero dell’informazione.  Questo contributo è stato presentato col titolo Indexing concepts and/or named entities all'11th ISKO Conference, Paradigms and conceptual systems in knowledge organization, Roma, 23-26 febbraio 2010, non pubblicato negli atti, e qui leggermente ampliato.Starting from a semantic rather than form a morphological point of view, the essay examines the problem of the meaning of proper names, with contributions coming from the philosophy of language and the semantic linguistics. Individual entities are explored: the way they are isolated in the thread of subjects, the illustrative relation, and the classification treatment. The deep differences between concepts and called entities suggest to declare them specifically in a theoretical way, and to adopt devices that lead to uniform but noticeable results in information retrieval systems.This article has been discussed as "Indexing concepts and/or named entities" to the 11th ISKO Conference, Paradigms and conceptual systems in knowledge organization, Rome, 23-26 February 2010, here extended since it is not published in the conference proceedings

    Keeping Libraries Relevant in the Semantic Web with RDA: Resource Description and Access

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    Catalogare non vuol dire semplicemente costruire un catalogo. Vuol dire far sì che gli utenti accedano tempestivamente alle informazioni pertinenti alle loro esigenze. Il lavoro di identificazione delle risorse raccolte da biblioteche, archivi, musei, dà luogo a ricchi metadati che possono essere riutilizzati per molti scopi ("le attività dell’utente"). Ciò comporta la descrizione delle risorse e il mostrare le loro relazioni con persone, famiglie, enti e altre risorse, consentendo così agli utenti di navigare attraverso surrogati delle risorse per ottenere più rapidamente le informazioni di cui hanno bisogno. I metadati costruiti lungo tutto il ciclo di vita di una risorsa sono particolarmente preziosi per molti tipi di utenti: dai creatori delle risorse, agli editori, alle agenzie, ai librai, agli aggregatori di risorse, ai fornitori di sistemi, alle biblioteche, ad altre istituzioni culturali ed agli utenti finali. Il nuovo codice internazionale di catalogazione, RDA: Resource Description e Access, è progettato per soddisfare le attività di base degli utenti producendo metadati ben formati e interconnessi per l'ambiente digitale, dando la possibilità alle biblioteche di rimanere rilevanti nel web semantico. Acknowledge Il testo inglese del saggio è pubblicato in "Serials", November 2011, 24, 3, con il titolo Keeping Libraries Relevant in the Semantic Web with RDA: Resource Description and Access, DOI: http://dx.doi.org/10.1629/24266. Traduzione italiana di Maria Chiara Iorio e Tiziana Possemato, che ringraziano Carlo Bianchini e Mauro Guerrini per la rilettura della traduzione.Cataloging is not just building a catalog. It is about providing users with timely access to information relevant to their needs. The task of identifying resources collected by libraries, archives, and museums results in rich metadata that can be re-used for many purposes ("user tasks"). It involves describing resources and showing their relationships to persons, families, corporate bodies, and other resources, thereby enabling users to navigate through surrogates of the resources to more quickly get information they need. The metadata constructed throughout the life cycle of a resource is especially valuable to many types of users, from creators of resources to publishers, subscription agents, book vendors, resource aggregators, system vendors, libraries and other cultural institutions, and end users of these resources. The new international cataloging code, RDA: Resource Description and Access, is designed to meet fundamental user tasks in a way that produces well-formed, interconnected metadata for the digital environment, offering a way to keep libraries relevant in the Semantic Web

    "Tangible" problems encountered when working with REICAT and MARC 21. Recording General and Specific Material Designations

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    I problemi che sorgono nella registrazione delle designazioni generiche e specifiche del materiale di REICAT in alcuni campi di MARC 21 sono analizzate attraverso mappature che evidenziano  difficoltà derivanti dalle diverse concezioni sottese ai due strumenti. La prima mappatura confronta la DGM con il Leader/06, il Tipo di registrazione. Essa mostra il modo in cui alcuni tipi di record previsti in MARC 21 restino senza una corrispondenza. Dalla mappatura tra il Leader/06 e la DGM deriva anche la mappatura con i tipi di materiale del campo 008. Le maggiori difformità si riscontrano in questo caso per la DGM "Documenti elettronici", dato che una risorsa elettronica  di natura principalmente testuale riceve come Tipo di registrazione (Leader/06) il codice a, vale a dire Materiale testuale. La terza mappatura si occupa sempre di DGM, in rapporto con il campo 007 di MARC21. In questo caso, tre elementi MARC 21 mancano di corrispondenza: f - Materiale tattile, o - Kit e r - Immagine di telerilevamento. Di recente, il MARC 21 è stato aggiornato per venire incontro alle novità introdotte da Resource Description and Access (RDA). Tuttavia, anche in questo caso la corrispondenza tra i rispettivi elementi non è del tutto univoca, e si riscontrano degli slittamenti tra MARC21, RDA e REICAT. Infine, è analizzato il rapporto tra MARC21 e DSM. Quest'ultima può essere mappata con la "Specific material designation" del "Physical Description Fixed Field - General Information", ma presenta problemi legati al diverso concetto di "testo" presente in REAICAT e MARC21.Problems in recording generic and specific designations of REICAT in some of the fields of MARC21 are analyzed through mappings highlighting some difficulties of the two tools. The first mapping compares GMD (General Material Designation) with Leader/06 (Type of record); it shows that some records in MARC21 have no correspondence in REICAT. From the mapping GMD/ Leader/06 it derives the mapping with materials of the field 8. The main differences in this case appear for GMD "Electronic resources", since a textual electronic resource receives as recording (Leader/06) the a code, "Textual document". The third mapping is related to GMD as well with relation to MARC21 Leader/07: Tactile material, Kit, and Remote-sensing image lack of correspondence. MARC21 has been recently updated to meet the needs of RDA (Resource Description and Access), however the elements correspondence is not univocal, with shifts between MARC21, RDA and REICAT. At the end, the author analyzes the relationship between MARC21 and SMD (Specific Material Designation), that can be mapped as "Specific material designation" of the "Physical Description Fixed Field - General Information", even though presenting some problems related to the different idea of "text" in REICAT and MARC21

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