JLIS.it (Italian Journal of Library, Archives, and Information Science / Rivista italiana di biblioteconomia, archivistica e scienza dell'informazione)
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    La conservazione a lungo termine del patrimonio digitale: il caso degli archivi istituzionali delle università

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    L'articolo affronta le tematiche legate ai problemi della conservazione a lungo termine del contenuto degli archivi digitali. Il materiale d'archivio richiede un'attenzione speciale ad aspetti quali la credibilità, il valore giuridico, i diritti morali e legali e la privacy. La necessità di assicurare accessibilità e integrità ai dati informatici è tuttavia una problematica che attraversa tutti i campi dell'informatizzazione ed è strettamente legata a fattori come la frequente duplicazione e la corretta scelta dei metadadi. Attraverso l'analisi del caso di studio rappresentato da cIRcle, l'istitutional digital repository della University of British Columbia (UBC), il contributo mostra problemi, rischi e soluzioni utili nella gestione di un archivio digitale, mostrando che l'esperienza degli archivisti può essere utile per sviluppare sistemi legati a depositi di informazione non prettamente archivistici.The article faces the problems related to long-term preservation of the digital archives content. Archival material requires a special attentio due to credibility, juridical value, moral and legal rights, and privacy. The need to ensure accessibility and integrity of informatic data is a problem that involves all aspects and fields of informatization, and it is closely related to metadata choice and duplication. Through the analysis of the case-study represented by cIrcle, the istitutional digital repository della University of British Columbia (UBC), the article shows problems, risks, and solutions in managing a digital archive, showing that the professional experience of archivists can be useful in order to develop technological systems for non-archivistic contents

    Descrizioni archivistiche e web semantico: un connubio possibile?

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    L'articolo presenta una riflessione sulla possibilità di inserire e gestire le descrizioni archivistiche direttamente nel web semantico. Il linguaggio prescelto per tale scopo è quello delle Topic Maps, standard ISO 13250, tecnologia del web semantico parallela a RDF. Attraverso l'uso del linguaggio TMCL (Topic Maps Constraint Language), verranno presentati i principali costrutti, evidenziando le potenzialità di scalabilità e flessibilità che offrono. Il modello di dati delle Topic Maps definisce infatti alcuni elementi (costrutti nel lessico delle Topic Maps) che combinati fra di loro permettono di esprimere e codificare una gamma illimitata di descrizioni e relazioni e che, per tornare allo scopo originario, permettono di gestire agevolmente indici multipli fondendoli e disambiguando i differenti termini. Il contributo esamina attentamente le corrispondenze e le possibilità di una mappatura tra le topic maps e i principali standard descrittivi archivistici e presenta un esempio con le ISAAR(CPF). I dati contenuti in una descrizione di questo tipo riescono quindi in  linea teorica a integrarsi con il linguaggio prescelto, prospettando numerosi vantaggi pratici, sia nella creazione di strumenti di corredo di nuova generazione, sia nell'interscambio di dati fra sistemi informativi archivistici, sia nella costruzione di interfacce flessibili.The article presents a reflection on the possibility to insert and manage archival description within the semantic web. The chosen language for this attempt is the one of Topic Maps, standard ISO 13250, a web semantic technology collateral to RDF. Through using TMCL (Topic Maps Constraint Language), the main construction will be presented, highlighting the scalability and flexibility options offered. The data model of Topic Maps defines some elements (constructions in the vocabulary) that, if combined, allow to express and codify a illimited range of descriptions and relations; moreover, they allows to manage multiple indexes disambiguating different terms. This contributions examines carefully agreements and possibilities of a mapping between topic maps and the main archival descriptive standards, presenting and example using ISAAR(CPF). The data in a description like this should integrate with the choosen language, showing practical advantages in extra supply tools, in exchanging data with other archivistic informative systems, and in in building flexible interface

    FRBR prima di FRBR

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    This paper deals with lack of FRBR-zation of present online catalogues and with a way to organize on the shelves resources by FRBR entities using Colon Classification book number.Main results of this analysis are: categories expressed by FBRB were already identified by Ranganathan in its bibliographic system; Colon classification book number allows a higher degree of arrangement of bibliographic resources, i.e. compliant to FRBR entities; also for this reason, Colon classification book number is better than Cutter-Sanborn system; in Classified Catalogue ideated by Ranganathan both the aspects of cataloguing (semantic and semiotic) are integrated; facet formula for book number is a special device that allows to switch from classification to identification of bibliographic resources, inasmuch book number is an identifying device included in a classification system.Questo articolo rileva la limitata funzionalità degli attuali cataloghi in linea a causa di una mancata FRBR-zazione degli stessi. Attraverso la comparazione di alcuni modelli per l'organizzazione a scaffale delle risorse, si individuerà la soluzione più economica e realistica per rappresentare le entità di FRBR. I principali risultati di questa analisi sono: la consapevolezza che le categorie isolate dal modello entità-relazione erano già state individuate da Ranganathan nel suo sistema bibliografico e che il numero di libro della classificazione Colon è il più rispondente alle entità di FRBR. Il numero di libro della classificazione Colon è in questa prospettiva migliore del sistema ideato da Cutter e Sanborn, poiché nel Catalogo Classificato ideato da Ranganathan risultano integrati entrambi gli aspetti della catalogazione (semantica e semiotica). La formula della faccetta per il numero di libro è uno strumento che permette di passare dalla classificazione all'identificazione delle risorse bibliografiche, in quanto funge da dispositivo di identificazione all'interno di un sistema di classificazione. L'applicazione della Colon permetterebbe quindi di utilizzare FRBR negli attuali cataloghi, creando al contempo uno strumento classificatorio che consente di presentare in modo chiaro e esaustivo un ordinamento delle notizie davvero rilevanti e significative per l’utente

    Class T "Economics" in Bliss Bibliografic Classification

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    Starting from some general thoughts on the relationship discipline-phenomenon within the Bliss bibliographic classification (2. ed.), the article offers an overview of the architecture of a specific field: economics. The difficulties in systematizing the discipline, and the quick diffusion of acronyms and new definitions - created by abbreviation or combination of existing words - lead to a full structural revision of the T entry, Economics & Management of economic enterprise, that at the moment is organized into categories, facets, and subfacets, offering a strict citation order. The system has a linear order, a notation to maintain the listing order, and an alphabetic list of the terms. BC2 is the only example of a classifying analytic-concise architecture fully faceted, updated and coherently developed, even though it is few used outside the United Kingdom, and it still lacks a web interface representing the semantic relations of the system. The influence of BC2 structure on computer science is shown by the FATKS project of the University College London, a project that studies the use of analytic-concise classification systems as the basis for digital resources indexing. Moreover, some ongoing experimentations are demonstrating the potential of this classification to be converted into a thesaurus; in addition, a software for supporting the semi-automatic generation of a thesaurus starting from the input files used for producing the classification and the alphabetic list, is under consideration.The author would thank Alberto Cheti, Claudio Gnoli and Anna Lucarelli for the precise reading and valued suggestions.Partendo da alcune considerazioni generali sul rapporto disciplina-fenomeno all'interno della Classificazione Bibliografica Bliss (2. ed.), si offre una panoramica relativa all'architettura di uno specifico dominio disciplinare: l'economia. La difficoltà a sistematizzare questa disciplina come soggetto specifico e la rapida diffusione di acronimi e nuovi termini creati per abbreviazione o per combinazione di parole già esistenti, ha portato a una drastica revisione della struttura della tavola T, Economics & Management of economic enterprise, che è attualmente organizzata in categorie, faccette e sottofaccette, le quali, per formazione di classi composte, seguono un rigoroso ordine di citazione. Il sistema prevede un ordine lineare, una notazione per mantenere l'ordine di elencazione e un indice alfabetico di tutti i termini delle tavole. La BC2 è il solo esempio di architettura classificatoria analitico-sintetica completamente faccettata, aggiornata e coerentemente sviluppata, ma è poco usata al di fuori dell’Inghilterra ed è ancora priva di un'interfaccia web che possa rappresentare tutte le complesse relazioni semantiche del sistema. La sua struttura ha esercitato influenze sull'informatica, testimoniate dal progetto FATKS dell’University College London, che ha studiato l’impiego delle classificazioni analitico-sintetiche come base per l’indicizzazione delle risorse digitali. Sono inoltre in atto alcune sperimentazioni che mostrano le potenzialità di conversione di questa classificazione in formato thesaurus (in particolare della classe dedicata alla musica); ed è oggetto di studio lo sviluppo di un software di generare un thesaurus dagli stessi file di input, usati per la visualizzazione della classificazione e dell’indice alfabetico.L'autrice vuole porgere un sentito ringraziamento ad Alberto Cheti, Claudio Gnoli e Anna Lucarelli per la paziente lettura e i preziosi consigli

    Quick Response Code in Library Services

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    Attraverso numerosi esempi, si analizzano gli usi finora sperimentati nelle biblioteche dei codici Quick Response (QR). Il QR è un codice a due dimensioni, formato da ‘pixel' neri e bianchi che si dispongono all'interno di una matrice di forma quadrata, contenente informazioni destinate a essere lette da uno smartphone o da altri dispositivi portatili. Scannerizzando questo codice (stampato su manifesti, quotidiani o didascalie), ed elaborandolo attraverso appositi software, si ottengono dati utili e informazioni aggiuntive su un oggetto, un prodotto o un servizio, senza dover digitare indirizzi web e senza dover fare alcuna ricerca supplementare.Contando sulla sempre più ampia diffusione tra gli utenti di dispositivi portatili quali palmari e cellulari, alcune biblioteche stanno sperimentando l'uso di questo codice al fine di veicolare i servizi della biblioteca in modo amichevole e rapido. La Half Hollow Hills Community Library (New York), l'Abilene Christian University (Texas) e la San Diego State University Library, utilizzano codici QR per dare accesso a guide, manuali, piantine della biblioteca, contributi audio e video; mentre l'University of Huddersfield Library (Gran Bretagna) lo adotta in numerosi ambiti: collegamenti a risorse elettroniche, video esplicativi, link a siti utili, numeri telefonici e, soprattutto, come supporto all'OPAC della biblioteca. Anche l'OPAC dell'University of Bath Library incorpora automaticamente nelle registrazioni catalografiche di monografie e periodici QR che codificano autore, titolo e collocazione sullo scaffale.Numerose istituzioni stanno progettando di inserire questo utile strumento tra quelli forniti dalla propria biblioteca. La diffusione del QR code è tuttavia legata a due fondamentali caratteristiche: il possesso da parte dell'utente di uno smartphone e OPAC strutturati in modo da poter essere navigabili attraverso questo tipo di cellulari.Through the help of many examples, the author analyzes the uses of the Quick Response (QR) Code in libraries. QR is a bidimensional code composed by black and white pixels into a squared matrix, containing information to be enjoyed with the help of smartphones or similar devices. Scanning the code, which is usually printed on newspapers, posters, or captions, and processing it with ad-hoc software, users can obtain additional information and data on objects or services without extra searches.Considering the widespread circulation of mobile devices (such as smartphones) among users, many libraries are experimenting the usage of the QR to deliver library services in a friendly and quick way. The Half Hollow Hills Community Library (New York), the Abilene Christian University (Texas), and the San Diego State University Library are using the QR code to give their users access to guides, manuals, library map, audio and video files. The University of Huddersfield Library (United Kingdom) applies the QR code to various areas: links to electronic resources, explanatory videos, phone numbers, and as a support of the library's OPAC.The University of Bath Library's online catalogue automatically incorporates into catalographic records, both of monographs and journals, QR codes encoding author, title, and call number. However, the widespread use of QR codes is due to the fact that users own a smartphone, and that many OPACs are made to be explored and navigated with such kind of devices

    L'impatto dei servizi elettronici sugli utenti

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    In order to render effective services to its users, Libraries and Information Centres adopt and introduce new and innovative services. Depending on the exposure of users to these services, the services themselves will have a different impact on different users. A positive impact results in positive attitudes, and in a consequent preference for that service. The paper discusses these challenges in making users self confident while using library new tools and services, and examines possibile ways to convert negative impact into a positive one, and thereby enhance the use of the newly introduced services in the library.Biblioteche e centri informativi adottano servizi nuovi e innovativi per rendere servizi sempre più efficaci ai loro utenti.A seconda dell'esposizione degli utenti a questi servizi, questi ultimi potranno avere tipi di impatto differenti sulle differenti tipologie di utenti. Un impatto positivo avrà come risultato un'attitudine positiva e una certa preferenza per il servizio.L'articolo analizza inoltre i metodi per trasformare un impatto negativo in uno positivo e migliorare i risultati del servizio, così da rafforzare l'uso dei nuovi strumenti introdotti in biblioteca

    I mashup e le biblioteche: le tecnologie dietro le quinte

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    The article examines the multiform phenomenon of mashup. The development and diffusion of tools able to integrate and combine data from different systems, creating then new apps and new services is typical of Web 2.0. The paper offers and overview of the technology useful in order to create aggregators, such as API (Application Programming Interface.  Moreover, mashup creation must take into account the most widespread protocols, REST and SOAP to make an example. If there are no APIs available, data reuse is still possible, even though more unsecure: this possibility is pointed out by the presence of feed and the usage of AJAX. Yahoo! Answers is recognized to be a valid example of a tool that offers the possibility of creating a mashup.L'articolo esamina il multiforme fenomeno informatico del mashup in una prospettiva orientata ai programmatori.Lo sviluppo e la diffusione di strumenti capaci di integrare e combinare dati provenienti da sistemi diversi, creando in questo modo nuove applicazioni e nuovi servizi, è parte integrante del Web 2.0. Il contributo offre una panoramica delle tecnologie sottese allo sviluppo di questi utili e versatili aggregatori di dati, rappresentate dalle API (Application programming interface), vere e proprie mappe della struttura e dei dati contenuti nei siti. La creazione di mahsups deve inoltre tenere conto dei più diffusi protocolli, REST (REpresentational State Transfer) e SOAP. In mancanza di API, il riutilizzo dei dati è più complesso e instabile, ma comunque possibile, ed è segnalato dalla presenza di feed o dall'utilizzo di AJAX. Yahoo! Answers è stato ritenuto un valido esempio di applicazione che offre la possibilità di mashup. Il sito, fornendo API, diviene difatti una fonte inesauribile di dati esportabili e selezionabili per argomento. Parallelo all'affermarsi dei mashup è stato lo sviluppo di editor come Maker, Dapper, JackBe Presto Platform  e Serena, i quali, grazie a interfacce semplificate, danno agli utenti meno esperti la possibilità di far interagire dati e strumenti provenienti da fonti diverse

    Analisi e riflessioni sul VIAF, Virtual International Authority File

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    Il Virtual International Authority File (VIAF) è un esperimento congiunto della Library of Congress (LC), della Deutsche Nationalbibliothek (DNB) e della Bibliothèque Nationale de France (BNF) con Online Computer Library Center (OCLC). Nato nel 2000, il VIAF ha per obiettivo il collegamento mediante algoritmi di schiacciamento degli authority record delle agenzie nazionali partecipanti, messi in rete gratuitamente grazie ad un authority service globale. Attraverso la propria interfaccia questo sistema permette la ricerca virtuale di voci d’autorità di nomi personali, nella lingua, nella scrittura e nell'alfabeto utilizzati dall’utente. L'integrazione dei dati non avviene solo tramite la fusione di entità con nomi uguali, ma è stato elaborato un sistema basato sulle informazioni addizionali legate al nome personale, necessarie per confermare o respingere potenziali schiacciamenti di nomi. I punti di schiacciamento sono distinti in tre categorie: "forti", "moderati" e "deboli", assicurando in questo modo una maggiore sicurezza nella costruzione di enhanced record (record migliorati) virtuali. Il VIAF utilizza infatti un protocollo Open Archive Initiative (OAI), con un server centrale che raccoglie i metadati degli authority file delle agenzie nazionali o regionali. Il sistema è virtuale poiché l’authority record completo rimane nell’authority file di appartenenza, mentre i dati raccolti nel server centrale sono minimi. Attualmente le agenzie catalografiche che partecipano al progetto sono 18 e il loro numero è destinato ad incrementarsi. Per quanto la sua funzionalità sia fortemente legata alla precisione e alla qualità dei dati forniti dalle agenzie d'origine, le continue revisioni del VIAF stanno rendendo il sistema sempre più coerente e affidabile.The Virtual International Authority File (VIAF) is a joint experiment of the Library of Congress (LC), the Deutsche Nationalbibliothek (DNB), and the Bibliothèque Nationale de France (BNF) with Online Computer Library Center (OCLC). Started in 2000, VIAF is a linking between authority records of the participant national agencies, that are freely on the net through a global authority service, and provided with crush algorithms. Through its interface, the system allows the virtual search of authority records in the language, writing, and alphabet of the users. Integration of data happens with the fusion of entries with the same names, even though a system based on additional infomation linked to personal names has been developed, in order to confirm or to avoid crush actions on the names. Those crush algorithms are divided into three categories: strong, moderate, weak, to assure more safety in building virtual enhanced record. VIAF uses the Open Archive Initiative (OAI) protocol, with a central server harvesting authority file metadata from national or regional agencies. The system is virtual based since the complete authority record remains to its original authority file, while data harvested into the central server are a small part only. At the moment, catalographic agencies participating to the project are 18, but their number will increase. Although its features are strictly due to precision and quality of data supplied by agencies, VIAF is becoming a even more coherent and trustable system

    Emanuele Casamassima and the libraries

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    The article examines Casamassima's idea of the library as well as his analysis of the Italian libraries system. Casamassima considers the library a complex organism, with regards to its history and functions, which needs a conscious management and a careful development policy. The last one takes charge of the diffusion of current culture, and of the past culture preservation. The preservation aspect, instead of having a retrograde approach, should try to harmonize with the propositive and pedagogical  aspects of the library itself. With regards to the Italian library System, Casamassima at first asked for increasing personnel and funds in order to give back credibility to the libraries; then he planned some structural reform to improve the National library of Florence (BNCF) and Italian libraries in general, with a closer collaboration between libraries and preservation institutes in order to train conscious and specialized personnel.L'articolo ripercorre la concezione di biblioteca di Emanuele Casamassima e l'analisi da lui compiuta del sistema bibliotecario italiano. Casamassima considera la biblioteca un organismo complesso, diacronicamente e sincronicamente, il quale necessita di una gestione consapevole e di un'attenta politica di sviluppo. Essa si prende carico di due principali funzioni: la diffusione della cultura corrente e la conservazione della memoria del passato. L'aspetto conservativo deve evitare un approccio retrogrado, il quale rischia di sclerotizzare le antiche collezioni, e armonizzarsi con l'aspetto propositivo e pedagogico dell'istituzione. Su questa moderna visione, si innestano le riflessioni sulla triplice natura del libro: testo, oggetto e documento. Rispetto al sistema bibliotecario italiano, il pensiero di Casamassima tende in un primo tempo ad assumere una posizione, testimoniata dal suo rapporto con la "Commissione Franceschini" nel 1965, rappresentata dalla mera richiesta di un aumento dei fondi e del personale al fine di restituire efficienza e credibilità alle biblioteche. In seguito egli elaborerà la consapevolezza di una necessaria drastica riforma della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e delle biblioteche italiane coadiuvata da una maggiore collaborazione tra università e istituti di conservazione dei documenti al fine di formare un personale consapevole e specializzato

    Towards a new scenary for research assessment: the institutional repository (AIR) of Milan University

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    Il presente lavoro esamina l'esperienza dell'utilizzo dell'archivio istituzionale dell'Università degli Studi di Milano come fonte di informazione per la valutazione interna dei prodotti della ricerca dei Dipartimenti della Facoltà di Lettere e Filosofia.  Attraverso l'analisi dei risultati dell'esercizio pilota, l'archivio e il sistema di elaborazione di dati in esso contenuti si sono rivelati un ottimo strumento per l'aggregazione e l'analisi di grandi quantità di metadati bibliografici qualitativamente affidabili e utilizzabili per esercizi di valutazione all'interno dell'ateneo. La comparabilità con altri atenei si è invece rivelata difficile, poiché l'utilizzo degli archivi non è ancora generalizzato e non vi sono garanzie rispetto alla copertura e all'esaustività dei dati in essi contenuti. Ne deriva in primo luogo la necessità di estendere questa prassi con modalità concordate, come ad esempio attraverso le raccomandazioni prodotte in tal senso dalla CRUI. Inoltre, un tale approccio open access non limita le sue potenzialità a una facilitazione nell'accesso alle informazioni, ma ne modifica la stessa modalità di fruizione. Lo scenario valutativo dovrà quindi forzatamente adattarsi al nuovo quadro, esattamente come la circolazione delle informazioni via web ha modificato la misurabilità dei contributi forniti rispetto agli esiti registrati nelle stesse pubblicazioni.The aim of this work is to report about the unconventional use of an institutional repository, that has been used as data source to assess the scientific production and productivity within the Departments of the Faculty of Letters at the University of Milan.The analysis of the results of the pilot shows that the archive and the data manager are a valid instrument to aggregate and analyze large quantities of bibliographic metadata, so the pilot can be extended to the whole university.A comparison with other universities is difficult since the use of institutional respositories is not so widespread, and there is no security on the coverage and the comprehensiveness of the data inside them. To conclude, there is a strong necessity to widen the presence and the usage of institutional repositories, according to the Recommendations of the Conference of the Rectors of Italian Universities (CRUI), and to update methodologies and processes of evaluation considering new models of production, fruition, and dissemination of scientific outputs. Moreover, the open access approach not only widens the potentialities of an easier access to information, but modifies the fruition of the information itself.The evaluative scenario must adapt to the new circumstances, as well as web circulation of the information has modified the measurability of contents with respect to the results in the publications themselves

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