JLIS.it (Italian Journal of Library, Archives, and Information Science / Rivista italiana di biblioteconomia, archivistica e scienza dell'informazione)
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Budapest Open Access Initiative (2002)
The Budapest Open Access Initiative was issued in 2002 and represents a milestone in the history of the Open Access movement, since it gives the first definition of what OA is.La Budapest Open Access Initiative data al 2002 e rappresenta una pietra miliare nella storia del movimento per l'accesso aperto all'informazione scientifica
L'identità percepita: applicare la Grounded Theory in biblioteca
This article presents a reflection on the application of Grounded Theory methodology in a study which aims at understanding how the identity of libraries is perceived by users. The Grounded Theory, elaborated in the sixties by the sociologists, Barney G. Glaser and Anselm L. Strauss, and widely applied today in empirical research in varied disciplines, is a methodology of social research and a combination of procedures capable of systematically generating a theory based on data. It is one of the interpretative methods aimed at describing the meanings attributed to phenomena under examination and is particularly suitable for exploring underlying social and psychological processes. Data are examined through different phases – open, selective, axial coding – and then elaborated. In libraries, the use of the GT is a fundamental tool in order to understand the difference between what users perceive and librarians really do. This article takes a look at the history and the main features of the Grounded Theory through its application to four Italian public libraries. The results show that users perceive the library more as "place" and "space" than "service".L'applicazione della Grounded Theory alle indagini finalizzate ad approfondire l'identità della biblioteca percepita dagli utenti è illustrata attraverso uno studio su quattro biblioteche del sistema bibliotecario comunale di Perugia. Inaugurata alla fine degli anni Sessanta, è una metodologia di ricerca sociale e un insieme di procedure capaci di generare sistematicamente una teoria fondata sui dati. È uno dei metodi interpretativi che mirano a descrivere i significati attribuiti ai fenomeni in esame, risultando particolarmente adatta all’esplorazione dei processi sociali e psicologici sottostanti. I dati passano attraverso le tre fasi di codifica - aperta, assiale, selettiva - e sono spesso elaborati con CAQDAS (Computer Aided Qualitative Data Analysis Software). In biblioteca, la metodologia GT è fondamentale per la piena comprensione dello "scarto" rappresentato da ciò che viene realmente fatto dal bibliotecario e ciò che viene percepito dall'utente. La ricerca nelle biblioteche perugine, condotta attraverso focus group e interviste semi-strutturate, ha portato in primo luogo alla consapevolezza che il concetto che l'utente ha della biblioteca è legato più al "luogo" e allo "spazio" piuttosto che al "servizio". Inoltre, le esigenze riscontrate durante la ricerca riguardano primariamente i campi che si occupano del coinvolgimento dell'utente, del rapporto della biblioteca con la scuola, dell'innovazione, della promozione di collezioni a scaffale aperto, della vivacità culturale, e degli aspetti logistico-architettonici
Use and Awareness of Electronic Information Sources at IIT Roorkee, India: A Case Study
Attraverso un questionario si studia il livello di conoscenza, da parte di soggetti quali insegnanti, ricercatori e studenti, degli Electronic Information Services (EIS) della biblioteca dell'Indian Institute of Technology di Rookee. L'India ha infatti visto un crescente interesse verso le risorse elettroniche in biblioteca, culminato nella creazione nel 2002 dell'Indian National Digital Library in Science and Technology (INDEST) Consortium. I questionari si occupano del tipo di risorse elettroniche usate dagli utenti, dell'impatto di esse sul materiale a stampa, del tipo di uso, del metodo utilizzato per la loro ricerca, degli ostacoli incontrati e della frequenza di consultazione. I risultati della ricerca mostrano un forte incremento nell'uso delle riviste online e una generale soddisfazione degli utenti verso l'offerta della biblioteca. Inoltre, le risposte ai questionari hanno evidenziato nella percezione degli utenti un incremento della considerazione delle risorse elettroniche rispetto a quelle a stampa. Le raccomandazioni per il futuro suggeriscono: politiche di abbonamento a risorse elettroniche che tengano conto delle priorità degli utenti, sviluppo di programmi didattici e di orientamento, aumento della qualità dei mezzi (Software e Hardware) per l'utilizzo delle risorse elettroniche e un incremento di strumenti del Web 2.0 (Blog, RSS feed, ecc.) ai fini della promozione di quest'ambito della biblioteca. Lo studio dovrebbe inoltre essere esteso ad un campione più vasto e ad altre Università e organizzazioni, al fine di identificare più specificamente gli ostacoli al consapevole utilizzo delle risorse elettroniche e i possibili mezzi per incoraggiare gli utenti a sfruttare le piene potenzialità del sistema.While a large number of studies have measured the use of electronic journals and databases and have surveyed users, few studies have involved IIT Roorkee in their study. The present study tried to know the user awareness and perceptions of EIS.The survey conducted mesures use of online journals and the databases by the under graduate, postgraduate students, research scholars and faculty members of IIT Roorkee. To conduct the survey a total of 300 questionnaires were distributed to the selected sample for the year 2010-11; 283 valid samples were collected and analyzed. The result showed a growing interest in EIS among the users at IIT Roorkee, India. The survey showed that majority of respondents marked that library possessed useful online journals and databases. Awareness among the users about the availability of EIS was found highly satisfactory. EIS were mostly used for research needs. The EIS is better for accessing current Comprehensive information. User's perception of e-resources as a replacement for print in meeting their information needs is 100% to a very high extent e-resources have become a substitute for printed materials
Misurazione delle risorse elettroniche in biblioteca
L'articolo si propone di illustrare gli standard e le iniziative internazionali sulla valutazione delle biblioteche accademiche, con l’analisi degli indicatori che riguardano in modo più approfondito le risorse elettroniche. Sulle risorse elettroniche, inoltre, vengono fornite una serie di definizioni utili a comprendere le misure richieste. L’analisi della letteratura internazionale fa emergere una tendenza alla raccolta e alla valutazione non solo di dati puramente quantitativi sulla “salute” delle biblioteche accademiche, ma anche di dati sulla qualità dell’offerta di servizi agli utenti.The article aims at presenting a review of standards and current international initiatives on academic libraries evaluation and assessment, with the analysis of indicators related to electronic resources measurement. On electronic resources there are given some definition useful to understand both indicators and measures. The review of the international literature show that the emergent tendency is to collect and evaluate quantitative data related to the "health" of academic libraries together with qualitative data on services offered to library users
Baricco, the barbarians and the public library
Prendendo spunto dal volume del 2006 di Alessandro Baricco I barbari, saggio sulla mutazione, dedicato all'analisi dei cambiamenti generati nella società contemporanea da una dieta mediatica sempre più ricca sul piano della quantità e degli stimoli sensoriali, si evidenzino i rischi di una deriva verso un pensiero semplificato e superficiale che tende ad uniformare ad un unico modello di mediazione informativa tutte le istituzioni culturali. Alla stessa stregua delle altre istituzioni, le biblioteche pubbliche che si confrontano con i linguaggi della contemporaneità si trovano al bivio tra una trasformazione a favore delle nuove forme di veicolazione della cultura e la rivendicazione delle funzioni originarie per le quali sono state create. L'opera di Ed D'Angelo Barbarians at the gates of the public library si occupa di quest'aspetto dei cambiamenti in atto nelle biblioteche, esprimendo timori sul tipo di trasformazione, la quale in un certo senso snaturerebbe la sostanza di queste istituzioni in modo così drastico da trasformarle in entità del tutto simili a librerie commerciali. In questo momento storico la presa di coscienza di questi interrogativi non significa un rifiuto in blocco dell’innovazione, una difesa del ruolo del catalogo e del bibliotecario tradizionale visti come ultimi argini contro la barbarie e la superficialità incombente. Rappresenta al contrario una consapevole e critica valutazione dell’innovazione al fine di comprendere il modo di poterla applicare alla biblioteca pubblica nell’ottica di una continuità storica con i suoi principî fondativi.Inspired by Alessandro Baricco's essay I barbari, saggio sulla mutazione, on the analysis of the changes in society due to media hype richer and richer on the level of quantity and stimulations, the author highlights the risks of a simplified way of thinking that tends to conform all cultural institutions to one model of informative mediation. Public libraries, facing with these changes as well as other cultural institutions, are at a crossroads between a transformation in favour of the new trends of transmitting knowledge and culture, and their primeval functions. Ed D’Angelo's work Barbarians at the gates of the public library deals with the changes in libraries, fearing that this kind of transformation is going to drastically change libraries into bookshops.The awareness of this transformation does not mean an a priori refusal of innovation, a defence of the role of the traditional librarian and catalogue as the last barriers against barbarians. On the contrary, it is a conscious and critical evaluation of innovation aimed to understand how to apply this changing environment to the public library in a perspective of continuity with library's basic principles
Action Research in the Library: Method, Experiences, and a Significant Case
This article aims to promoting action research in library contexts by illustrating the method and its applications in library, and by presenting a meaningful case.Action research, devised in 1950s, was spread in information sciences since 1990s, with results that have been interesting in promoting change of involved people and organizations. The method is based on engaging a group coordinated by a researcher. Problem analysis is functional to realizing improvement interventions, in a recursive process of reflection, action, evaluation, and result sharing.The action research case at the University Milano Bicocca Library is meaningful under various aspects: increase of motivation and awareness in the working group that was responsible of improving the perception of library services; complementary use of quantitative and qualitative research methods in order to analyze users' service utilization and satisfaction; realization of many interventions, coherent with research results, aimed to enhance service usage and perceived quality; self-reflection and reflection on the organizational context, benchmarking with other libraries and assessment of the realized activities in the perspective of continuing improvement; internal sharing and external diffusion of the project to the advantage of librarians, users, and researchers.L’articolo si propone di diffondere l’utilizzo della ricerca-azione nel contesto bibliotecario, illustrando il metodo e le sue applicazioni nelle biblioteche e presentando un caso significativo.La ricerca-azione, ideata negli anni Cinquanta, si è diffusa nell’ambito delle scienze dell’informazione a partire dagli anni Novanta con risultati interessanti per i cambiamenti promossi nelle persone e nelle organizzazioni coinvolte. Il metodo prevede il coinvolgimento di un gruppo di persone coordinate da un ricercatore e l’analisi del problema è funzionale alla realizzazione di interventi migliorativi, in un processo ricorsivo di riflessione, azione, valutazione e condivisione dei risultati.L’applicazione della ricerca-azione nella Biblioteca di Ateneo di Milano-Bicocca appare significativa per diversi aspetti: la crescita della motivazione e della consapevolezza del gruppo di lavoro che aveva il compito di migliorare la percezione dei servizi bibliotecari; l’utilizzo complementare di metodi quantitativi e qualitativi della ricerca per analizzare l’uso dei servizi e la soddisfazione degli utenti; la realizzazione di molti interventi coerenti con gli esiti delle indagini e mirati a incrementare l’uso dei servizi e la qualità percepita; il lavoro di riflessione su di sé e sul contesto organizzativo, di benchmarking con altre biblioteche universitarie e di valutazione delle attività realizzate nell’ottica del miglioramento continuo; la condivisione interna e la diffusione esterna del progetto a beneficio di bibliotecari, utenti e ricercatori
Una panoramica sugli inventari archivistici nel web
In Italia il panorama degli strumenti di ricerca archivistica on-line è in continua espansione. Esso è caratterizzato da una accentuata multiformità redazionale e scientifica, segnato da articolate strategie di pubblicazione ed è costituito sia dall’insieme di dati pregressi confluiti nel web, sia da strumenti di più recente generazione. In mancanza del SAN (Sistema Archivistico Nazionale), non ancora ultimato, i punti di riferimento del sistema sono rappresentati dalla Guida Generale, dal SIAS (Sistema Informativo degli Archivi di Stato) e dal SIUSA (Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche). Inoltre, i singoli archivi di stato hanno progetti indipendenti di pubblicazione on-line dei propri strumenti, attraverso formati come il PDF, l'HTML o l'XML/EAD. In quest'ambito, va segnalata un'iniziativa dell’ICAR (Istituto Centrale per gli ARchivi), il quale ha pubblicato una ricognizione degli inventari realizzati da ogni Archivio e già disponibili online su SIAS e sui siti degli Istituti archivistici. Per quanto riguarda il SIUSA, esso offre, in collaborazione con progetti regionali, una vasta gamma di inventari, di cui due validi esempi sono costituiti dal progetto Rinasco in Lazio e dal .DOC in Umbria. Infine, vi sono i sistemi informativi tematici, come Archivi del Novecento, progetto volto a costituire una rete di archivi per la storia italiana. L'offerta è quindi molto vasta, ma al fine di un esaustivo controllo di una realtà così complessa, è necessaria la strutturazione di un sistema federato di risorse locali o tematiche interoperabili e compatibile con SIUSA e/o con il nascente SAN.The Italian landscape of archival finding aids online is continuously growing. It is strongly characterized by editorial and scientific multiformity, with structured publishing strategies, made both of previous data transferred to the web and new generation tools. Being the National Archival System (SAN) still not complete, the points of reference are the General Guide on Archives, the SIAS (State Archives Informative System), and the SIUSA (Archival Supervision Office Unified Informative System). Moreover, single institutions have independent projects for publishing online their own tools, through formats such as PDF, HTML, or XML/EAD. Among these initiatives, the Central Institute for Archives (ICAR) published a recognition of records made by each of the Italian Archives, and available online on SIAS and archives’ websites.The SIUSA offers a wide collection of records in collaboration with regional projects (such as RInASCo in Latium and .DOC in Umbria). Finally, there are some thematic informative systems such as Archivi del Novecento, which aim is to build a network of archives for Italian history. The offer is wide; in order to make an exhaustive control on such a varied situation, the creation of a federate system of local and thematic resources, interoperable with SIUSA and the newborn SAN, is necessary
Open Access: towards an effective scientific communication. New possibilities for information specialists after OAI 7 – CERN Workshop on innovations in scholarly communication, Geneva 22-24 June 2011
Scopo di questo contributo è tentare una sintesi ragionata del convegno OAI7 - CERN Workshop on innovations in scholarly communication, tenutosi a Ginevra dal 22 al 24 giugno 2011. Focalizzato sul tema della "apertura" in tutte le sue possibili declinazioni, il programma variegato e intenso prevedeva sessioni di presentazioni di altissimo livello alternate a tutorial pratici a piccoli gruppi di approfondimento, di cui si è dato conto tenendo come orizzonte le possibili implicazioni di uno scenario in continua evoluzione sulle pratiche degli specialisti dell’informazione.Metodologicamente, si è tentato di leggere gli interventi al convegno tenendo come mappa di riferimento la suggestiva 2020 Vision della British Library, e integrando la cronaca con le riflessioni e le prese di posizione che hanno portato in questi anni a una crescita complessiva del mondo Open Access.This is a report of the OAI7 - CERN Workshop on innovations in scholarly communication, held in Geneva; 22-24 June 2011. The workshop focused on “openness” as the pillar of a new scholarly communication system, and aimed at those involved in the development of Open Access at any level (political, economic, practical). This synthesis of the rich program that mixed practical tutorials, presentations from cutting-edge projects and research, discussion groups, posters, is intended for information specialists within the academic research framework, in order to share suggestions and to show best practices.The captivating British Library 2020 Vision and its incisive remarks on the forthcoming library role in a challenging, changing context has been set as a sort of leading thread through which the OAI7 interventions have been gathered, enriched with some of the Open Access advocates’ thoughts and statements
Rights Expression Languages: DRM vs. Creative Commons
IT technologies and especially the progressive use of Internet have transformed the mechanism of knowledge transmission and its reproduction. We find, on the one hand, a model of knowledge circulation based on contract self-enforcement, through technological protection measures (TPMs). This kind of control is identified in Digital Rights Management (DRM), whose goal is to make the license terms for access and use of information recognizable by the software and equipment made for the use of information. Through DRM systems an automatic application (in personal computers, mobile phones, televisions, etc.) of contractual rules used for the distribution of digital contents is possible. On the other hand, stands the idea of Creative Commons Language which starts from the need to contrast the risk that a rigid and centralized control might colonize knowledge and above all to enhance the use of information technologies, Network, Web and new intermediaries (institutional archives, Internet search engines such as Google Books Search and Google Scholar, etc.). This latter aspect presents features of particular interest and is worthy of attention in this paper. The circulation of information on the Web becomes a key issue. Indeed, if the main purpose of Creative Commons is to ensure maximum diffusion and reuse of information and if the main space for the circulation of content is represented by the Web, the studies on cataloguing techniques, classification of information and the relevant rights in virtual spaces deserve special care. According to Creative Commons licenses (CCLs), the development and evaluation of knowledge are based on the collaboration of an open community of persons. The CC movement represents a landmark, not only from an ideological and contractual point of view, but also from a technological one: CC licenses, using some system technologies similar to those of DRM, appear to users in a readable form and also in a machine-readable form. The technologies which allow DRM systems to exercise strict control over information are developed by CC to facilitate the diffusion and the use of content, aiming at a flexible and decentralized control. The essay is intended to first provide a brief description of the IT technologies developed in DRM systems and by Creative Commons and then, for the translation of rules into IT code, to highlight the differences and, especially, the various achieved purposes.Lo sviluppo delle nuove tecnologie e l’utilizzo sempre più ampio del web hanno trasformato radicalmente la riproduzione e la diffusione dell’informazione. Il panorama vede contrapposto un approccio legato al rigido mantenimento dei diritti d'autore, attraverso l’utilizzo di Digital Rights Management (DRM), a nuove e più elastiche soluzioni, come quelle rappresentate dalle Creative Commons Licenses (CCLs). I DRM hanno lo scopo di rendere riconoscibili da software le restrizioni su utilizzo e circolazione dell'oggetto digitale, rendendolo immodificabile e ad accesso ristretto. Le licenze CC, invece, nascono dalla necessità di contrastare un rigido e centralizzato controllo della conoscenza, cercando di accrescere la collaborazione online. Le licenze CC danno all'utente libertà di accesso, di riproduzione e di distribuzione della risorsa e permettono all'autore di scegliere il livello di protezione dell'opera, consentendo o negando l'uso commerciale o la modifica di essa, o imponendo l'obbligo di mantenere lo stesso tipo di diritti sulle opere derivate. Il movimento alla base delle licenze Creative Commons rappresenta un punto di riferimento sia sotto l’aspetto ideologico che tecnologico; infatti, il procedimento con cui i DRM riescono ad essere efficaci nel controllo della diffusione dell’informazione viene impiegato nelle licenze CC per facilitare e incrementare la diffusione e l’utilizzo dei contenuti, con un controllo flessibile e decentralizzato. L’articolo si propone di descrivere i due modelli, evidenziandone le differenze e gli scopi
L'ebook per le scuole italiane fra requisiti normativi e scelte editoriali
This paper offers an analysis of the Italian legislation about the transition from printed school-books to digital ones and, in turn, it presents an overview of the digital publishing offer of major media groups, by taking as case study the Latin textbooks for high-schools. The concept of digital book has been declined nowadays in two main forms: the first one is the so-called "on-line book", which are digital books (typically in PDF or ePub format) equivalent in structure and in the mode of use to classical printed books; the latter form integrates printed or digital books with a set of varied, and often incoherent, supplementary digital materials. The conclusion is that the current offer of digital publishing about school-books is a narrow interpretation of the Italian legislation, and thus it foresees the design of new paradigms that efficaciously merge the authoritativeness and cultural value of school-books with the advanced features and the new way of uses of digital media.Il saggio presenta un'analisi del quadro legislativo italiano sulla transizione dei libri di testo dal formato cartaceo a quello digitale, oltre a una panoramica sull'offerta dei maggiori editori a riguardo, prendendo come esempio i libri di testo di Latino per le scuole superiori. Il concetto di libro digitale viene declinato oggi principalmente in due forme: il libro "on-line", digitale (generalmente in PDF o Epub), equivalente ai testi tradizionali a stampa per struttura e tipo di utilizzo; il libro che integra le caratteristiche del libro sia digitale che a stampa con una serie di materiali digitali supplementari. L'opinione dell'autrice è che l'offerta di pubblicazioni scolastiche in formato digitale si attiene a un'interpretazione limitata della legge italiana, e che dunque si prospettano nuove ipotesi che possano unire in modo efficace l'autorevolezza e il valore culturale dei libri di testo con le soluzioni più avanzate del digitale