JLIS.it (Italian Journal of Library, Archives, and Information Science / Rivista italiana di biblioteconomia, archivistica e scienza dell'informazione)
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The presence of High-impact factor Open Access Journals in Science, Technology, Engineering and Medicine (STEM) disciplines
Il presente studio ha lo scopo di definire a quali servizi sono aperte le riviste ad accesso aperto di alta qualità, per la pubblicazione; esaminando la loro distribuione nella varie discipline scientifiche, tra cui la distribuzione di alcune riviste che non prevedono spese di perfezionamento degli articoli. Lo studio si basa su un confronto sistematico tra le riviste incluse nel DOAJ e le riviste indicizzate sul Journal Citation Reports (JCR) Science edition 2013, pubblicato da Thomson Reuters. Il fattore di impatto delle riviste ad accesso aperto è inferiore a quello di altre riviste, in quantità minima, ma significativa. Le riviste ad accesso aperto sono presenti nel quartile più in alto (in base al fattore di impatto) di 85 su 176 (48,8%) delle categorie esaminate. Non sono presenti riviste ad accesso aperto con un fattore di impatto solo in 16 categorie (9%).The present study means to establish to what extent high-quality open access journals are available as an outlet for publication, by examining their distribution in different scientific disciplines, including the distribution of those journals without article processing charges. The study is based on a systematic comparison between the journals included in the DOAJ, and the journals indexed in the Journal Citation Reports (JCR) Science edition 2013, released by Thomson Reuters. The impact factor of Open Access (OA) journals was lower than those of other journals by a small but statistically significant amount. Open access journals are present in the upper quartile (by impact factor) of 85 out of 176 (48.8%) categories examined. There were no OA journals with an Impact Factor in only 16 categories (9%).
Authority control. Operational aspects in a university context and new experiences
Accuracy in management and presentation of data is probably the most relevant feature that characterizes libraries catalogues in the wide universe of information available online. This characteristic, which originates from the basic need of organizing knowledge, requires a constant activity of control. Authority control is part of such an activity.This paper examines authority control of personal names, and how it is carried out.The first part shows the international standards and local codes that govern it: these are necessary to understand the activities that create the network of links and references of the data in a catalogue entry. This activity is also influenced by the management information system; the second part of the paper thus examines the Italian Sistema Bibliotecario Nazionale and specifically the library system of the University of Florence, through an analysis of procedures, workflows and monitoring activities. The third part points out the importance of verifying data and access points in databases and in the web itself, in addition to catalogues, in order to manage information in a uniform and shared way.This work aims at showing the topicality of controlling access points to information in order to avoid data proliferation, an event that ultimately produces ‘noise’ in the activities of information retrieval and data description. It also aims at stressing the importance of promoting correct information in the web within a set of sharing policies pursued by library cooperation systems, also through technologies currently offered by the web itself.Nel vasto universo dell’informazione presente in rete l’elemento che maggiormente contraddistingue gli opac delle biblioteche è il rigore della gestione e della presentazione dei dati. Questa caratteristica, che nasce dall’esigenza primaria di organizzare la conoscenza, necessita di un esercizio di controllo costante e il controllo di autorità è parte di questa attività. In particolare il controllo di autorità riguardante i nomi di persona, e come esso viene esercitato, è l’oggetto del presente lavoro.Per svolgere le attività necessarie a creare l’opportuno reticolo di legami e di richiami tra i dati inseriti nelle schede catalografiche sono state elaborate nel tempo norme internazionali e codici locali. Il lavoro di authority control è inoltre condizionato dall’ambiente gestionale in cui ci si trova ad operare.Nella sezione centrale del presente lavoro quindi viene esaminato il contesto italiano del Servizio Bibliotecario Nazionale e, nello specifico, il catalogo di ateneo del Sistema bibliotecario dell’Università di Firenze, attraverso l’analisi delle procedure, dei flussi di lavoro e delle azioni di monitoraggio.L’esigenza di verificare i dati e controllare gli accessi è vitale, oltre che nei cataloghi, anche nelle banche dati, ed in ultima analisi, nel web stesso al fine di gestire l’informazione in modo uniforme e condiviso.L’obiettivo di questa ricerca è dimostrare l’attualità del controllo dei punti di accesso all’informazione, per evitare la proliferazione di dati, sia nelle attività di reperimento dell’informazione che in quelle di inserimento dei dati, e confermare l’importanza di promuovere una corretta informazione in rete, in una politica di condivisione conosciuta e perseguita dai sistemi di cooperazione bibliotecaria, attraverso anche le tecnologie attualmente offerte dal web
Gaming in library
This article deals with the introduction, the management and the use of the videogames in the library services. The reasons for reassessing the videogame medium in cultural institutions have been examined, along with the features of its language and its possible applications (circulation, gaming...). Manuals on the specific management of the game in the library, from circulation to gaming in library have been taken into account during the writing of this paper, as well as essays and articles on videogames (on blogs and online newspapers). The debate with librarians who have experience in these services have also led to a detailed analysis of the current reality, both in Italy and abroad. The introduction of videogames can causes some preservation, space, provisions, cataloging issues. There is still little attention to the cultural value of videogames, especially in Italy, but libraries starting similar are growing, as well as the interest on this topic by other institutions, although Italy is still lagging behind other Nations.Il presente articolo riguarda la gestione e l'uso del videogioco nei servizi bibliotecari. Sono presi in esame le motivazioni che hanno portato ad una rivalutazione del medium videogioco nelle istituzioni culturali, nonché le caratteristiche del suo linguaggio e le sue possibili applicazioni (prestito, gaming...). Sono stati presi in considerazione, durante la stesura, manuali (soprattutto in inglese) specifici sulla gestione del videogioco in biblioteca, dal prestito al gaming in sede, nonché saggi e articoli (su blog e testate online) sul mondo videoludico. Importante è stato il contatto con bibliotecari che hanno già attivato servizi del genere, che hanno consentito anche un'analisi approfondita di alcune realtà attuali (in Italia e all'estero). Sono state rilevate notevoli problematiche di varia natura sulla gestione dei videogiochi: conservazione, spazi, fondi, catalogazione... C'è ancora poca attenzione nei confronti del valore culturale del videogame, soprattutto in Italia, ma gli esempi di biblioteche che aprono servizi di questo tipo sono in aumento, così come l'interesse di altre istituzioni, ma l'Italia si mostra ancora in difetto nei confronti di altre nazioni
Il catalogo della biblioteca come strumento bibliografico: analisi dei documenti e correzioni degli errori come parti integranti di un processo migliorato
Il documento si propone di analizzare i processi di catalogazione come parte integrante del potenziamento del catalogo. Come un bibliotecario coinvolto ogni giorno nella catalogazione, ogni ricerca in un catalogo di biblioteca costituisce un'occasione per scoprire, nelle voci bibliografiche e di autorità, una quantità enorme di errori, ed è tutt'altro che raro avere il dubbio che il record che si sta cercando sia stato creato per la stessa edizione della copia in mano o per una differente. Facendo riferimento alla situazione italiana (per esempio REICAT), ma cercando di avere uno sguardo anche sulla situazione internazionale (per esempio RDA), verranno discussi alcuni esempi classici di catalogazione di libri e pellicole, partendo dal presupposto che anche gli esempi sono importanti per costruire delle buone regole catalografiche e per applicarle. Attenzione particolare verrà riservata alla duplicazione dei record e alle imprecisioni, cercando di capire come evitarli migliorando la collaborazione tra i catalogatori. The paper aims to discuss cataloguing workflow as a part of catalogue improvement.As a librarian involved in day-by-day cataloguing, every research on a library catalogue is an occasion to discover, in bibliographic and in authority entries, a huge amount of mistakes, especially in printed book and film description, and it is far from rare to have the doubt if the record I'm looking has been created for the same edition of my copy-in-hand, or for a different one.Referring to the Italian (i.e. REICAT) situation but trying to having a look on the international (i.e. RDA) one, there will be discussed some practical examples of book and film cataloguing, on the assumption that examples are both important to build good cataloguing rules and to apply them.Particular attention will be paid to record duplication and inaccuracies, trying to understand how to avoid them improving collaboration between cataloguers
RDA in italiano come possibilità di partecipare al contesto internazionale
Alla fine di giugno del 2015 la traduzione italiana di RDA, Resource Description and Access, è stata portata a termine. La traduzione italiana di RDA è il risultato di un lavoro di un gruppo di esperti, provenienti dalle migliori università italiane sia pubbliche che private, dalle migliori biblioteche e agenzie bibliografiche e dalla Biblioteca Apostolica Vaticana. La traduzione italiana è, inoltre, una traduzione ufficiale per l’Italia e verrà pubblicata dall’ICCU all’interno del RDA Toolkit verso la fine del 2015. L’idea di una traduzione italiana è emersa dal desiderio di studiare lo standard RDA nel dettaglio, per meglio comprendere e sottolineare i principi, l’intero sistema, la terminologia e allo stesso tempo per analizzare il testo e i molti esempi. Il completamento della traduzione segna un punto cardine per il futuro del RDA in Italia. Si è giunti in un momento in cui SBN, il più importante progetto di cooperazione bibliotecaria raggiunto nel nostro paese fino ad oggi, è da ristrutturare. È il momento di ringiovanire SBN, per abbracciare i principi e gli standard internazionali attuali, e per rivolgersi verso le innovazioni tecnologiche, come i linked open data.At the end of June 2015 the Italian translation of RDA, Resource Description and Access, was completed. This translation is the work of a group of experts, coming from the major public and private Italian universities, libraries and bibliographic agencies, and the Vatican Apostolic Library. Therefore, the Italian translation will be published by ICCU in the RDA Toolkit by the end of 2015 as the official RDA Italian version. The idea of translating RDA comes from the desire to study RDA in details, in order to understand better its underlying principles, the overall system, and the terminology, as well as to analyze the text and the various examples. The conclusion of the translation marks a pivotal point for the future of RDA in Italy. In fact, the time has come for SBN, the most important project of library cooperation achieved in our country to date, to be renovated, to embrace current International principles and standards such RDA, and to move towards technological innovation such as linked open data
Cloud computing. Legal framework and enterprises facing a controversial phenomenon.
Il contributo analizza il tema del cloud computing dal punto di vista giuridico con specifica attenzione per la legislazione europea e nazionale. Gli aspetti affrontati riguardano la privacy, la sicurezza dei dati, il nodo delle responsabilità nel trattamento dei dati e nelle attività di archiviazione. Tratta anche il problema complesso degli accordi di servizio.In this paper the author analyzes the cloud computing and related juridical issues with specific reference to the European and national legislation. The main topics covered in the paper include: privacy, industry statistics, cloud and enterprise, data retention, data location, responsibilities in data processing and related contracts and agreements
Towards a Semantic Web. A comparison between RDA and REICAT descriptive solutions
Using the 9 areas identified by the ISBD as a guide, the paper proposes a descriptive comparison between the choices carried out by the authors of RDA and REICAT. Two different ways of understanding the basic entities of the bibliographic description are shaped through a detailed analysis of individual choices, and accordingly to this, two different perspectives for the future organization of resources. REICAT are even linked to the organization "on board", to punctuation and to the concept of the catalog, while the RDA is outlined as a new structure, designed for full flow of data through a semantic platform.Il saggio propone, usando le 9 aree individuate da ISBD come guida, un confronto tra le scelte descrittive portate avanti dagli estensori di RDA e di REICAT. Attraverso un’analisi dettagliata delle singole scelte vengono a delinearsi due differenti modi di intendere le entità basilari della descrizione catalografica e di conseguenza due diverse prospettive per la futura organizzazione delle risorse. Le REICAT appaiono ancora legate all’organizzazione “a scheda”, alla punteggiatura uniforme e al concetto di catalogo, mentre con RDA si delinea una struttura nuova, progettata per la piena circolazione dei dati attraverso una piattaforma semantica
Knowing digital and critical thinking. Around the conference "Noetic versus Computer: the new structures of scientific communication" (Rome, 19 to 20 November 2013)
Scopo di questo contributo è quello di provare a tirare le fila del convegno internazionale “Noetica versus Informatica: le nuove strutture della comunicazione scientifica”, svoltosi a Roma dal 19 al 20 novembre 2013. Alla luce del conflitto epistemico enunciato nel titolo, si è cercato di evidenziare i principali nodi concettuali emersi durante le quattro sessioni di lavoro, che invitano ad un’attenta riconsiderazione del ruolo della bibliografia, dei servizi bibliotecari e dei paradigmi tradizionali dell’organizzazione dell’informazione, anche alla luce delle tendenze più recenti legate allo sviluppo del web semantico, dei discovery tools, dei social network, dell’open access e delle biblioteche digitali. L’accento è posto in particolare su quei contributi capaci di attivare pensiero critico in merito allo stato attuale e alle prospettive della conoscenza nell’ecosistema digitale, considerato che appare imprescindibile l’adozione di ontologie semantiche, mappe cognitive e infrastrutture indicali capaci di far ‘esplodere’ il potenziale epistemologico dei documenti registrati.The purpose of the paper is trying to summarize the international conference "Noetics versus Computer Science: the New Structures of the Scientific Communication", held in Rome 19 to 20 November 2013. In the light of the epistemic conflict, as set out in the title, I tried to highlight the main conceptual issues emerged during the four working sessions, that suggest a careful reconsideration of the role of bibliography, library services and the traditional paradigms of information organization, especially in light of the latest trends related to the development of the semantic web, discovery tools, social networks, open access and digital libraries. The emphasis is particularly on those contributions that have activated critical thinking about the current state and prospects of digital knowledge ecosystem, considering that it seems essential to adopt semantic ontologies, cognitive maps and indexical infrastructures that are able to explode the epistemological potential of the recorded knowledge
Modellare ontologicamente il dominio archivistico in una prospettiva di integrazione disciplinare
Questo lavoro riflette su alcuni temi legati alla modellazione semantica nel contesto della descrizione del patrimonio culturale. In particolare l’attività muove da alcune ontologie sviluppate nel dominio dell’archivistica. Lo scopo di questa ricerca è duplice: da un lato, comprendere il ruolo della progettazione concettuale nel settore degli archivi come strumento per la valorizzazione dei beni culturali nel loro insieme; dall'altro, proporre un modello per far dialogare discipline diverse in una dimensione semantica condivisa. Si è scelto dunque di focalizzare l'attenzione su alcuni aspetti chiave: 1. l'importanza dell'unità documentaria nei termini di fonte primaria full-text, 2. l’integrazione di modelli provenienti da àmbiti di ricerca eterogenei, 3. l'importanza di ruoli e funzioni degli ‘agenti’ come approccio esplorativo al significato dei documenti. In particolare si intende ragionare sul concetto di soggetto produttore come chiave per manipolare relazioni multilivello, in una prospettiva orientata al rispetto del principio di provenienza. Questa visione viene discussa in conclusione attraverso un'ontologia che abbiamo sviluppato (PRoles - Political Roles Ontology), esemplificando il modello applicativo attraverso un caso d’uso reale (l’edizione digitale delle Lettere di Vespasiano da Bisticci).In this paper the authors reflect on some topics related to the semantic modeling of cultural heritage description. In particular we move from some ontologies as developed in - and for - the archival domain. The purpose of this approach is double: to understand, from the one hand, the role of the archival conceptual metodology for the cultural heritage enhancement; from the other, to propose a model to let heterogeneous disciplines able to dialogue in a shared semantic perspective. The authors adopt a triple level vision: 1. the importance of the documentary unit as a primary full text source, 2. the possibility to integrate models from potentially different research environments and domain, 3. the relevance of agent's roles and functions as an exploratory approach to the meaning of documents. In particular we reflect on the concept of "creator" - the agent - as a key to manage multiple relationships (between people and between people and resources) in a provenance-oriented perspective. The authors finally discuss about an ontology that formally describes our vision: PRoles (Political Roles Ontology)
Bibliografia: una voce dell'interpretazione del sapere
In the paper, Bibliography as a discipline is examined as a form and a tool for understanding knowledge built by society. While outlining the main characteristics of an historia literaria for each indexed text, Bibliography selects writing in order to delineate the fundamental appearance of a certain period of time. These peculiarities are faraway from creating the false identity that social networks and the Internet offer to many users in present times, causing to them an overload of communication instead of information.La disciplina bibliografica è analizzata, in questo saggio, come una forma (e uno strumento) d’interpretazione del sapere che una determinata società intende costruire. La medesima, nel delineare i caratteri di una historia literaria, per i singoli testi che si preoccupa di indicizzare, attua una scelta di scritti al fine di costruire variegate forme di lettura che tendono a delineare la fondante fisionomia di una certa epoca. Quei ricordati caratteri sono, per fortuna, molto lontani dall’allestire quella falsa identità che, in questo nostro attuale tempo (detto 2.0), i social network (e, in una qualche forma, la rete internet) propongono per molta parte degli utenti che sembrano così abbagliati (e, ahimè) affascinati solo da notizie di ordine comunicativo (e, scarsamente, di sostanze informative)