Medioevi - Rivista di letterature e culture medievali
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    127 research outputs found

    Di Silence e di altre travestite nella letteratura oitanica. Riflessioni sul presunto legame tra cross dressing e omosessualità

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    RIASSUNTO: Estendendo lo sguardo anche ad altre opere letterarie che mettono a profitto la stessa linea narrativa pur appartenendo a generi differenti, il saggio si propone di sottoporre a nuovo esame il motivo del cross dressing nel Roman de Silence e di verificarne la presunta connessione con l’omosessualità sostenuta da una parte della critica.PAROLE-CHIAVE: Roman de Silence – Cross dressing – Concezione della femminilità ABSTRACT: By extending our gaze to other literary works that exploit the same narrative line despite belonging to different genres, the essay aims to subject the motif of cross dressing in the Roman de Silence to further examination and to verify its presumed connection with homosexuality supported by some critics.KEYWORDS: Roman de Silence – Cross dressing – Conception of femininity

    Taumaturgie provenzali (dal ms. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Ashburnham 105)

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    RIASSUNTO: Il ms. Ashburnham 105, conservato presso la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze e composto da due volumi (105a e 105b), è una miscellanea di testi in lingua provenzale databile al xiv secolo ed esemplata per uso personale da un Peyre de Serras che, come si deduce dal ‘livre de raisons’ da lui scritto sulle cc. 1-9r del 105b, era uno speziale attivo nell’area avignonese intorno alla metà del xiv secolo. La maggior parte delle opere che lo compongono sono di carattere devozionale o espressamente riferibili all'attività esercitata dal suo autore, tra cui un Receptari, un Antidotari e altre ricette sparse, annotate tra un testo e l’altro. L’intento di questo studio è quello di analizzare sia le ricette influenzate da credenze e tradizioni popolari al di là delle mere competenze erboristiche-farmaceutiche, sia i vari amuleti testuali che Peyre si prende cura di trascrivere.PAROLE-CHIAVE: Peyre de Serras – farmacopea – tradizioni popolari – ricette farmaceutiche – amuleti testuali  ABSTRACT: The ms. Ashburnham 105, preserved at the Biblioteca Medicea Laurenziana in Florence and composed of two volumes (105a and 105b), is a miscellany of texts in Provençal language datable to the fourteenth century and exemplified for personal use by a Peyre de Serras who, as can be deduced from the ‘livre de raisons’ written by him on cc. 1-9r of 105b, was an apothecary active in the Avignon area around the middle of the fourteenth century. The majority of the works that compose it are devotional in character or expressly referable to the activity exercised by its author, including a Receptari, an Antidotari and other scattered recipes, annotated between one text and another. The intent of this study is to analyze both the recipes influenced by beliefs and popular traditions beyond the mere herbal-pharmaceutical skills and the various textual amulets that Peyre takes care to transcribe. KEYWORDS: Peyre de Serras – pharmacopoeia – popular traditions – medicinal preparations – textual amulets 

    “N’es pas Guillelmes”. Dialettica e isotopie della non-coincidenza nella geste di Guillaume d’Orange fra poemi e prose

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    RIASSUNTO: A partire da alcune riflessioni critiche sulle Note sul personaggio nelle leggende germaniche di F. de Saussure, propongo uno studio del personaggio di Guillaume d’Orange nel suo ‘salto’ dalle chansons de geste del xii secolo ai più tardi testi in prosa italiano (Andrea da Barberino, Storie Nerbonesi) e francese (roman de Guillaume d’Orange). Al centro delle comparazioni saranno quegli episodi a forte vocazione dialogica che costellano i poemi antico francesi e saranno invece soggetti a una più o meno intensa razionalizzazione nei ‘corrispettivi’ quattrocenteschi. Infine, si cercherà di collocare quest’ordine di osservazioni sul personaggio in un quadro complessivo di poetica storica.PAROLE-CHIAVE: Guillaume d’Orange – teoria del personaggio letterario – pensiero dialettico – chansons de geste ABSTRACT: Starting from some critical remarks on the Notes on the character of the Germanic legends by F. de Saussure, I propose a study of the character of Guillaume d’Orange in his ‘leap’ from the twelfth century chansons de geste to the Italian and French prose romans (Andrea da Barberino, Storie Nerbonesi; roman de Guillaume d’Orange). At the center of this comparisons will be those episodes with a strong dialogical vocation that dot the Old French poems and will be subjected instead to an intense rationalization in the fifteenth century prose texts. Finally, we will try to place this order of observations on the character in an overall historical-poetical picture.KEYWORDS: Guillaume d’Orange – Theory of Literary Character – Dialectical Thought – Medieval French Epics

    Il "Libro di Fioramonte da Durazzo": la tecnica di un prosificatore, le difficoltà di un volgarizzatore

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    RIASSUNTO: Il ms. C.M. 243 della Biblioteca Civica di Padova, sottoscritto da Andrea Vitturi nel 1464, conserva una prosificazione veneta del Roman de Florimont di Aimon de Varennes del tutto indipendente da quelle già note e nate su suolo francese. Oltre alla sua unicità testuale, il Libro di Fioramonte presenta anche due altri tratti distintivi: il fatto di legarsi in modo organico a un volgarizzamento della Historia de preliis tanto da costituire un unico testo, più esattamente il Libro di Fioramonte e Alessandro; e il fatto di riarrangiare il materiale narrativo. In vista dell’edizione di questo testo, il presente contributo offre una carrellata delle principali questioni emerse dalla sua analisi: la posizione stemmatica, rispetto allo stemma codicum del Florimont, dell’archetipo poetico da cui deriva questa prosificazione; le modalità di adattamento del testo dal roman alla prosa; gli errori ricorrenti che indicano la dipendenza di questo testo in prosa e in veneto direttamente da un testo francese e, sembra di poter dimostrare, in versi.PAROLE-CHIAVE: Roman de Florimont – Aimon de Varennes – prosificazione – volgarizzamento – cultura veneta quattrocentesca – letteratura cavalleresca – biblioteche private ABSTRACT: The ms. C.M. 243 of the Paduan Biblioteca Civica, signed by Andrea Vitturi in 1464, contains a Venetian prosification of Aimon de Varennes’ Roman de Florimont independent from those already known and produced in a French context. In addition to its textual uniqueness, the Libro di Fioramonte also presents two other distinctive traits: first of all it is linked in a coherent way to a vernacular translation of the Historia de preliis, so as to constitute a single text, the Libro di Fioramonte e Alessandro; secondly, it rearranges the original narrative material. In view of the edition, this contribution offers an overview of the main issues emerged from the textual analysis: the stemmatic position of the poetic archetype from which this prosification derives (with respect to the Florimont stemma codicum); the modalities of adaptation of the text from roman to prose; the recurrent errors indicating the dependence of this text in prose and in Veneto directly from a text in verse and in French.KEYWORDS: Roman de Florimont – Aimon de Varennes – Prosification –Vernacular Translation – Fifteenth-century Venetian Culture – Chivalric romance – Private librarie

    Note sugli "opposita" nella lirica trobadorica e italiana

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    RIASSUNTO: Finalità dell’articolo è mettere in luce l’evoluzione dei valori assegnati al modulo retorico degli opposita, caratteristica peculiare dell’enigma antico e mediolatino che si tramanda nella tradizione sino al devinalh occitanico e a innumerevoli esempi nella lirica italiana delle origini. Peculiare è in questo senso la tendenza, nella poesia d’amore, alla risemantizzazione di tale struttura, volta non più ad agevolare lo scioglimento di un vero e proprio quesito, ma ad enfatizzare, se mai, una situazione psicologica, quella dell’amore tormentato. Il confronto diacronico tra i testi selezionati, tra cui figura anche il particolare sonetto 134 dei Rerum vulgarium fragmenta, si rende necessario per sottolineare elementi di continuità e rottura rispetto al complesso genere dell’indovinello, e per porre in discussione quella che a lungo è stata inquadrata come una categoria testuale sotto il titolo generico di devinalh. PAROLE-CHIAVE: devinalh – enigma – lirica trobadorica – Petrarca  ABSTRACTt: Aim of this article is to highlight the semantic evolution of the rhetorical module of opposita, a peculiar feature of the ancient and Mediolatine ‘enigma’. As is well known, it is handed down in the tradition up to the Occitanian devinalh and to a large variety of examples in the Italian poetry from the origins. Peculiar in this sense is the tendency, in love poetry, to re-semanticize this structure, no longer to facilitate the dissolution of a real question, but to emphasize the psychological behaviour of tormented love. The diachronic comparison between selected texts (including sonnet 134 of Rerum vulgarium fragmenta) is necessary to highlight elements of continuity and rupture towards the genre of the riddle, and to implicity question the textual category of devinalh.KEYWORDS: devinalh – riddle – Occitan poetry – Petrarc

    Simon Gaunt (1959-2021)

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    Ricordo di Simon Gaun

    Armando Antonelli, Fabbricare e trasmettere la storia nel Medioevo. Cronachistica, memoria do-cumentaria e identità cittadina nel Trecento italiano, Pisa-Roma, Fabrizio Serra Editore, 2021 (Matteo Cambi)

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    Rec. a Armando Antonelli, Fabbricare e trasmettere la storia nel Medioevo. Cronachistica, memoria documentaria e identità cittadina nel Trecento italiano, Pisa-Roma, Fabrizio Serra Editore, 2021

    Il «Libro» di ser Nicolò de Portis: una raccolta pratica nel Quattrocento friulano

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    ABSTRACT: Il codice Udine, Joppi 61 contiene una serie di testi medici e religiosi, a opera del cividalese Nicolò de Portis. Il manoscritto miscellaneo rappresenta un interessante testimone della diffusione dei testi medici nel Friuli del Quattrocento, passato recentemente sotto la Serenissima di Venezia.  Il Libro di Nicolò de Portis è inoltre una lente privilegiata sulla società di Cividale nel xv secolo. L’intervento si concentra su alcune caratteristiche chiave del Libro di Nicolò. Il manoscritto, infatti, è configurabile come un libro di famiglia, un libro pratico, atto a raccogliere i rimedi contro la calcolosi uretrale. Nicolò riporta i testi delle auctoritates mediche della classicità e del Medioevo, per evidenziarli e commentarne la validità. Si cercherà infine di mettere in evidenza il rapporto che lega la medicina medievale contenuta nel codice con le sezioni devozionali.PAROLE-CHIAVE: Nicolò de Portis – Cividale de Friuli – Medicina – Libro-biblioteca – xv secolo ABSTRACT: The codex Udine, Joppi 61 contains a series of medical and religious texts by Nicolò de Portis from Cividale. The miscellaneous manuscript is an interesting witness of the diffusion of medical texts in Friuli, which had recently passed under Venetian rule. De Portis’ book is also a privileged lens on the society of Cividale in the fifteenth century. The paper focuses on some key features of the Book of Nicolò. The manuscript, in fact, can be configured as a family book, a practical book, designed to collect remedies against urethral stones. In fact, Nicolò quotes the texts of the medical auctoritates of classical times and the Middle Ages, in order to highlight and comment on their validity. Finally, an attempt will be made to highlight the relationship between the medieval medicine contained in the codex and the devotional sections.KEYWORDS: Nicolò de Portis – Cividale de Friuli – Medicine – ‘Libro-biblioteca’ – 15th centur

    Primi sondaggi sulla tradizione volgare e sul lessico del De Venenis di Pietro d’Abano

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    RIASSUNTO: Il De venenis, composto nei primi anni del xiv secolo da Pietro d’Abano, rappresenta uno dei principali testi medievali di tossicologia: fondato perlopiù sulle opere di Avicenna e dello Pseudo-Mesue, esso descrive le caratteristiche tossiche di sostanze minerali, vegetali e animali. La sua fortuna risulta ancora lontana dall’essere esplorata a fondo: in particolare, sono numerose le testimonianze che trasmettono una versione volgare del testo (tradotto anche in francese a partire dal 1402). Il presente saggio, partendo da una breve panoramica sul ruolo dell’autore e del trattato nella medicina medievale, offre una ricognizione sulla tradizione volgare del testo, presentando una recensio aggiornata delle testimonianze e gettando le fondamenta di un’edizione basata sul ms. Venezia, Bibl. Correr 1123, risalente alla seconda metà del Trecento. Al confronto con altri testimoni seguono alcune brevi osservazioni sulla lingua del manoscritto, interessante per la sua parziale coloritura padovana e per la presenza di un lessico tossicologico intessuto di arabismi e grecismi scarsamente documentati nell’italiano antico.PAROLE-CHIAVE: Pietro d’Abano – De Venenis – Tossicologia medievale – Volgare veneto – Lessico medico medievale ABSTRACT: The De venenis, composed in the early 14th century by Pietro d’Abano, represents one of the main medieval texts of toxicology: based mostly on the works of Avicenna and Pseudo-Mesue, it describes the toxic characteristics of mineral, vegetable, and animal substances. Its fortune is still far from being fully explored: in particular, there are numerous manuscripts that transmit a vulgar version of the text (also translated into French starting from 1402). This essay, starting from a brief overview of the role of the author and the treatise in medieval medicine, presents the vulgar tradition of the text, offering an updated review of the of the witnesses and laying the foundations for an edition based on the ms. Venezia, Bibl. Correr 1123, dating back to the second half of the fourteenth century. After a brief comparison with other witnesses, some synthetic observations are introduced on the language of the manuscript, interesting for its partial Paduan characterization and for its toxicological lexicon rich in Arabisms and Greekisms not well documented in ancient Italian.KEYWORDS: Pietro d’Abano – De Venenis – Medieval Toxicology – Venetian vernacular – Medieval Medical Lexico

    Ricette prognostiche nella letteratura medica in inglese medio. Tipologia e trasmissione nella tradizione della pseudo-ippocratica "Capsula eburnea"

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    RIASSUNTO: Le miscellanee mediche di epoca medievale contengono spesso testi di prognostica il cui scopo era in alcuni casi individuare il decorso di una malattia. Tra i vari tipi di testi di prognostica si individuano numerose ricette di diversa tipologia e struttura. Scopo di questo studio è prendere in esame un particolare tipo di ricette prognostiche, quelle più somiglianti a un esperimento scientifico, a partire dalla loro versione in inglese medio (xiv-xv sec.) attestata in una particolare tradizione manoscritta, analizzandone le fonti latine, le varianti, la struttura e fornendo, ove possibile, un confronto con le attestazioni coeve negli altri volgari europei. PAROLE-CHIAVE: Prognostica – Ricette – Medicina medievale – Esperimenti – Capsula eburnea – Signa mortis – Traduzione medievale  ABSTRACT: Medieval medical compilations often contain prognostictexts, some of which are meant to identify the course of a disease. Among them, numerous recipes of different types and structures exist. This study aims to examine a particular type of prognostic recipe, similar to a scientific experiment, starting from their version in Middle English (14th-15th centuries) attested in a particular manuscript tradition. These recipes are analysed to highlight their variants, structures, and Latin sources; when possible, a comparison with similar attestations in other European vernaculars of the same period is provided.KEYWORDS: Prognostics – Recipes – Medieval medicine – Experiments – Capsula eburnea – Signa mortis – Medieval translation

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