Università degli Studi di Catania: Open Journal Systems
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    Formazione interculturale degli insegnanti e leadership educativa

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    L’articolo prende spunto dalle recenti direttrici di indagine pedagogica italiana che sottolineano la centralità che ricopre, oggi, la questione della formazione interculturale degli insegnanti e della leadership educativa per accogliere le sfide lanciate dalla pluralità ed eterogeneità delle classi multiculturali, nonché dalle realtà dei contesti educativi a forte complessità sociale. La scuola rappresenta il luogo privilegiato di costruzione del dialogo interculturale, luogo centrale per la costruzione di destini formativi e spazio relazionale privilegiato per promuovere esperienze d’incontro delle differenze e affermare i principi etici dell’alterità e della convivenza democratica In tale ottica, verrà assunto il modello della teacher leadership in chiave inclusiva e interculturale quale prospettiva interpretativa in grado di fornire una nuova visione e significati di senso alla qualità dell’insegnamento e della formazione in servizio. Su tali premesse, si afferma la necessità di un maggiore investimento nella formazione degli insegnanti, affinché acquisiscano una leadership educativa fondata su conoscenze e competenze pedagogiche interculturali per promuovere processi di integrazione e di inclusione educativa di tutte le diversità. The concept and practice of intercultural and inclusive education have gained momentum in the recent decades. In this sense, the Italian school system has now acquired a multicultural trait while teacher education has become the key to support to the development of a quality inclusive education system. To welcome diversity of all learners, leadership practice is a crucial element in gearing education systems towards inclusive values. Also, the role of teachers in multicultural contexts is central in determining educational and didactical processes and practices based on the principles of an open and inclusive intercultural school. Within this context, this article focuses on the issue of teacher leadership and explores various interpretations and definitions within the literature. It examines the relationship between teacher leadership and intercultural and inclusive education. Finally, it calls for a “teacher leadership for inclusion” which can be seen as a “vital necessity” of any intercultural training course and professional development for teacher

    Re-constructing Citizenship on the Groud: the Migrant Descendants Associations ‘on the Move’ in Italy

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    Migrant descendants associations have recently become widespread in Italy principally because of the restrictive regulations of Italian citizenship law. Their main claims focus on this issue: a redefinition of the law that takes into consideration the changed conditions of the country after migration flows. The reasons for their protests, which may explain their involvement in this special form of associations on the move, are basically the lack of recognition of equal opportunities, and exclusion from social and political participation. The paper aims to give a broad outline of second generation migrant associations in Italy, and the reasons for their protests; it also aims to understand their status in society and the sources of the choice of their mobilisation as movements. This will be examined through direct and indirect narrations (website forums and focus groups) and analyzed on a comparative basis. The objective is to stress the differences between the official voice of the movement and the opinions of young people not involved in the movements, and to highlight the different structural conditions of North and South and young’s opinions concerning the issue of citizenship and the claims in order to examine the influences of these groups on social policies and to observe them as forms of “active citizenship from below.” Le associazioni dei figli dei migranti si sono recentemente diffuse in Italia principalmente a causa delle norme restrittive della legge sulla cittadinanza italiana. Le loro principali affermazioni si concentrano sul seguente problema: la necessità di una ridefinizione della legge che tiene conto delle mutate condizioni del paese dopo i flussi migratori. Le ragioni delle loro proteste, che possono spiegare il loro coinvolgimento in questa speciale forma di ‘associazioni in movimento’, sono fondamentalmente la mancanza di riconoscimento delle pari opportunità e la loro esclusione dalla partecipazione sociale e politica. Il saggio mira a fornire una mappatura delle associazioni dei migranti di seconda generazione in Italia e i motivi delle loro proteste; mira anche a comprendere il loro status nella società e le fonti della scelta della loro mobilitazione come movimenti, esaminando tali posizioni attraverso narrazioni dirette e indirette (forum di siti Web e focus group) e analizzandole su base comparativa. L’obiettivo è anche sottolineare le differenze tra la voce ufficiale dei movimenti e le opinioni dei giovani non coinvolti nei movimenti, di evidenziare le diverse condizioni strutturali del Nord e del Sud e le opinioni dei giovani in merito alla questione della cittadinanza e alle rivendicazioni, al fine di esaminare le influenze di questi gruppi sulle politiche sociali e osservarle come forme di “cittadinanza attiva dal basso”

    Amicitia res plurimas continet. Omaggio a Febronia Elia. Presentazione

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    Il saggio recupera il testo della recensione del volume in onore della prof.ssa Febronia Elia letto in occasione della presentazione dello stesso alla comunità accademica. L’analisi del volume poggia su due coordinate di riferimento: il dato cronologico, che resta la dimensione tradizionale dell’analisi storica, e il confronto interdisciplinare. Ciò consente e consiglia una lettura capace di incrociare anche interventi che appartengono ad ambiti disciplinari talvolta apparentemente distanti ed esalta la grande vivacità e ricchezza di interessi scientifici dei contributi. This paper stems from the review on the book as a tribute to Professor Febronia Elia, which was read during its presentation to the academic community. The analysis of the book is based on two references axes: historical data, which remain the traditional dimension of the historical analysis, and interdisciplinary comparison. All this allows and suggests a reading able to cross-reference even contributions from subject areas at times seemingly distant and celebrates the great vivacity and wealth of scientific interest of each contribution

    Il processo di modernizzazione in Sicilia tra tradizione, istruzione e sviluppo (1860-1910)

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    Il presente lavoro, parte originale sviluppata a partire dall’ampio Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) “Istruzione e sviluppo nel sud Italia dall’Unità all’età Giolittiana (1861-1914)”, intende mettere in luce il processo di modernizzazione del Meridione italiano durante i primi quarant’anni dalla sua annessione al Regno d’Italia. L’intreccio storiografico di fonti e la storia del sistema di istruzione tecnico-professionale, con particolare riferimento alle scuole del Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, permettono di ricostruire, attraverso un’analisi di lungo periodo, il passaggio da una Sicilia agricola ad una Sicilia imprenditrice (con focus sul settore agrario). This essay, part of the broader Research Project of Relevant National Interest “Literacy and Development in Southern Italy from Italian Unification to the Giolittian Era (1861-1914)” aims to analyze the process of modernization of the Italian South during the first 40 years of the its annexation to the Kingdom of Italy. The interdisciplinary use of numerous archival sources and the analysis of the history of the technical-professional education system, with particular reference to the schools of the Ministry of Agriculture, Industry and Commerce, make it possible to reconstruct, through a longterm analysis, the passage from an agricultural Sicily to a Sicilian entrepreneur (with focus on the agricultural sector)

    Funzione del mito e funzione della scienza nel positivismo atipico di Tito Vignoli

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    Il positivismo italiano non fu affatto un movimento culturalmente sterile e scientificamente scadente, ma piuttosto intenso e di grande apertura nei confronti di quanto veniva prodotto al di fuori degli angusti confini nazionali. Con ciò non vogliamo di certo sterilizzarne i difetti, ma nemmeno velarne i pregi e, soprattutto, le figure di spicco che ad esso si ispiravano. Una di queste, tanto importante quanto “ignorata”, è quella dell’antropologo toscano Tito Vignoli (1829-1914), autore di numerosi scritti dedicati in particolar modo alla psicologia, all’antropologia, al darwinismo e il cui maggiore contributo risiede senza alcun dubbio nella stesura del suo capolavoro Mito e scienza (1879), i cui contenuti saranno oggetto del presente lavoro. Italian positivism was by no means a culturally sterile and scientifically poor movement, but rather intense and open to what was produced outside the narrow national borders. With this, we certainly do not want to sterilize its defects, but neither do we want to veil its merits and, above all, the prominent figures who were inspired by it. One of these, as important as “ignored”, is that of the Tuscan anthropologist Tito Vignoli (1829-1914), author of several writings dedicated in particular to psychology, anthropology, Darwinism and whose greatest contribution undoubtedly lies in the writing of his masterpiece Myth and Science (1879), whose contents will be the subject of this work

    La fabbrica del consenso. Il contributo dell’arte negli anni del regime fascista

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    Molti sono, ancora oggi, gli interrogativi che riguardano la natura del fascismo e il suo significato nella storia contemporanea e, tra questi, uno di particolare interesse riguarda l’esistenza o meno di una cultura fascista. Per tentare di dare una risposta a tali quesiti, oltre le istituzioni educative, occorre prendere in considerazione alcune espressioni culturali diffusamente utilizzate dal regime per costruire il consenso politico, quali l’arte, il cinema, il teatro e l’architettura, in quanto l’ideologia fascista, piuttosto che essere elaborata in teorie scritte fu quasi sempre espressa «esteticamente». There are many questions concerning the nature of fascism and its meaning in contemporary history. One of particular interest is the existence of a fascist culture. To attempt to answer these questions, beyond educational institutions, it is necessary to take into consideration all the cultural expressions used by the regime to build political consensus. Art, cinema, theater and architecture contributed to the spread of fascist ideology, through the aestheticization of politics

    Veder crescere un albero. La prospettiva capovolta dei processi educativi non standard in Italia

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    L’articolo riporta i temi fondamentali indagati dalla ricerca esplorativa svolta tra il 2013 e il 2016 indagando il campo delle pratiche educative alternative alla scuola pubblica in Italia. Questa opzione educativa, tra cui la più discussa è nota come homeschooling, si inscrive oggi nella crisi generale delle istituzioni pubbliche e, pone due livelli di problemi: 1) una descrizione aggiornata dei caratteri distintivi dell’istruzione parentale e di altre pratiche di istruzione alternativa; 2) la sintesi concettuale che rispetto a tali caratteri colloca il fenomeno nella disobbedienza civile. The article reports the fundamental themes investigated by the exploratory research carried out between 2013 and 2016 project investigating the field of alternative educational practices to public schools in Italy. This educational option, the most controversial of which is known as homeschooling, is inscribed today in the general crisis of public institutions and poses two levels of problems: 1) an updated description of the distinctive features of parental education and other alternative education practices; 2) the conceptual synthesis that places the phenomenon in civil disobedience with respect to these characters

    La trasformazione delle sirene. Filosofia, simbolismo e storia naturale di un mito che racconta il mare interiore

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    Le Sirene offrono un caso di studio ideale per discutere gli effetti della naturalizzazione del mito. Nel corso del tempo, si assiste a una loro duplice trasformazione: nella loro morfologia e nei significati di cui sono portatrici. Dopo aver interpretato l’ideale pitagorico di armonia in cielo, i pericoli della verità in Omero, i danni dell’eresia e i disastri della sessualità e dell’innamoramento, esse divengono oggetto di studio da parte delle scienze naturali. Si giungerà così a dimostrare la loro inesistenza reale: esse sono semmai conseguenza di un inganno dovuto all’avvistamento dei lamantini. Sebbene, la storia di questa naturalizzazione del mito offra pagine divertenti e di grande interesse, il processo a cui la materia mitica viene sottoposta non porta a risultati significativi per chi nel solco di Creuzer, Jung, Hillman e della tradizione neoplatonica predilige un uso psicologico del mito nella convinzione che se la scienza parli prevalentemente di un mondo fisico ed esteriore, il mito riferisce invece di una dimensione psichica e interiore, ma non per questo meno reale. The Sirens offer an ideal case study to discuss the effects of myth naturalization. Over time, there has been a double transformation: in their morphology and meanings of which they bring. After having interpreted the Pythagorean ideal of harmony in heaven, the dangers of truth in Homer, the damages of heresy and the disasters of sexuality and falling in love, they become the object of study by the natural sciences. In this way it will be possible to prove their non-existence: they are a consequence of a deception due to the sighting of the manatees. Although the history of this naturalization of the myth offers amusing and interesting pages, the process not lead to significant results for those who, in the wake of Creuzer, Jung, Hillman and of the Neoplatonic tradition, prefer a psychological use of myth in the conviction that if science speaks mainly of a physical and external world, the myth refers instead to a psychic and interior dimension, but no less real

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    La montagna di Polizzello, incunabolo dei culti dell’antica Sikanie

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    La Montagna di Polizzello, in territorio di Mussomeli (Caltanissetta), è sede, durante i secoli dall’VIII al VI a.C., di un grande santuario che doveva costituire una delle maggiori sedi di culto della popolazione dei Sicani, che secondo Tucidide abitavano in epoca storica questa parte dell’isola. L’articolo esamina rapidamente l’evidenza fornita dall’accurato scavo stratigrafico ivi condotto tra il 2000 e il 2005, allo scopo di estrarne quegli elementi che possano essere utili per la ricostruzione dei culti che vi si praticavano, tracciando anche la storia del centro dalla fondazione del santuario al suo abbandono alla metà del VI secolo a.C., forse a seguito della conquista da parte della vicina colonia greca di Akragas. The Mountain of Polizzello, in the territory of Mussomeli (Caltanissetta), is home, during the centuries from VIII to VI BC, to a large sanctuary that was one of the major places of worship of the ancient population of Sicans, who according to Thucydides lived in this part of the island of Sicily before the arrival of the Greek colonists. The paper quickly examines the evidence provided by the accurate stratigraphic excavations conducted there between 2000 and 2005, in order to extract those elements that may be useful for the reconstruction of the cults that were practiced in the sanctuary, tracing also the history of the ancient town from the foundation of the sanctuary to its abandonment in the middle of the sixth century BC, perhaps as a result of the conquest by the nearby Greek colony of Akragas

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