Università degli Studi di Catania: Open Journal Systems
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    La battaglia del vicus Helena. Un episodio trascurato dell’espansione territoriale dei Franchi Salii nella Gallia del V secolo

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    Intorno alla metà del V secolo aveva avuto luogo la prima significativa espansione territoriale dei Franchi Salii nel nord della Gallia. Sino ad allora non avevano rappresentato un nemico particolarmente temibile per l’Impero romano, al quale, anzi, sin dal 358 erano legati da un foedus, successivamente rinnovato mediante alleanze militari

    Pressione antropica e degrado ambientale nelle aree costiere siciliane. La dispersione del patrimonio paesaggistico della Riviera dei Ciclopi

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    Il saggio presenta un’analisi del caso della riviera dei Ciclopi come esempio di interazione tra insediamento umano e patrimonio paesaggistico. Lo studio dell’evoluzione recente del breve tratto di costa dimostra come il modello di sviluppo che ha privilegiato il turismo stagionale abbia prodotto danni ambientali irreparabili. L’espansione dell’abitato ha infatti eroso un patrimonio paesaggistico unico e ha compromesso il sistema ecologico locale. In un arco di tempo relativamente breve la pressione antropica sul tratto di costa ha causato la scomparsa dei peculiari elementi geologici che hanno ispirato le descrizioni di viaggiatori ed artisti.The short stretch of coast named Riviera dei Ciclopi is an example of the interaction between human settlement and landscape heritage. This case study shows that the model of development focused on seasonal tourism has produced irreparable environmental damage. In a relatively short period, the human pressure on the coast has caused the disappearance of peculiar geological elements that inspired descriptions of travelers and artists. The expansion of the Settlement has eroded the landscape and undermined the local ecological system

    Gaetano Salvemini storico del presente. Politica estera e spionaggio durante il Ventennio

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    In questo studio vengono analizzati l’impegno antifascista del Salvemini in esilio e i sistemi fascisti di controllo e repressione del dissenso all’estero. L’esperienza salveminiana mostra la consuetudine fascista all’uso della rete diplomatica per gestire un capillare servizio di spionaggio, che grande attenzione rivolgeva all’attività dei fuorusciti. L’opera di Salvemini, relativa agli anni trascorsi negli Stati Uniti, restituisce una mappa della percezione del fascismo all’estero, ma anche della risonanza dei suoi miti nell’opinione pubblica internazionale.This article analyses Salvemini’s anti-Fascist commitment during his exile and the Fascist systems of control and repression of dissent abroad. Salvemini’s experience illustrates the Fascist use of diplomatic networks in its running of a widespread espionage service which focused its attention on the activities of political exiles. Salvemini’s works, written during the years spent in the United States, gives us a map of the perception of Fascism abroad, and also an idea of the spread of Fascist myths in international public opinion

    La famiglia che educa. Socializzazione alla solidarietà nella società che cambia

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    Le complesse problematiche caratterizzanti larga parte della società moderna esprimono la crisi interna alle dinamiche di riproduzione sociale e di socializzazione. In tale crisi è coinvolta anche la dimensione familiare dell’esperienza quotidiana. Tali segni inquietanti di un profondo cambiamento socio-economico conducono a scegliere come focus del presente lavoro il processo di comunicazione dei valori. Oggetto di questo saggio è la trasmissione di valori e di competenze che predispongono l’individuo al comportamento solidale: un’esperienza, quest’ultima, che si realizza primariamente ed in modo preponderante all’interno della famiglia. Quest’affermazione ha perciò richiesto,in prima istanza, la definizione del concetto di solidarietà. La vita in famiglia rappresenta il contenuto esperienziale attraverso cui i giovani raggiungono la consapevolezza delle proprie emozioni e dei sentimenti in relazione con gli altri: a partire da questa considerazione sono state prodotte un gran numero di ricerche che hanno sottolineato la dimensione sociale delle emozioni e la necessità di studiare il sentimento di solidarietà come criterio di azione. Pertanto, l’evoluzione di questo studio è volto a considerare le specifiche pratiche fondamentali per la trasmissione intergenerazionale della solidarietà nell’esperienza quotidiana della vita in famiglia.The complex problems affecting much of late modern society are reflected in the crisis within the dynamics of socialization and social reproduction, also evident in day-to- day family life. These alarming signs of a profound socio-economic change have led to the choice of the process of the communication of values as the focus of the present study. The subject of this essay regards the competences predisposing the individual to solidarity: experienced primarily and predominantly within the family. This assumption necessarily calls for the definition of the concept of solidarity. Family life represents the experiential content by means of which young people, relating to others, achieve awareness of their own emotions and feelings. This consideration has been the starting point for a number of researches which have emphasized the social dimension of emotion, and the need to consider the sentiment of solidarity as a criterion for action. In conclusion, this study is directed to consider the specific practices that are central to the intergenerational transmission of solidarity in the daily experience lived in the family, the ideal context of reciprocity among equals

    Olivicoltura ad alta quota nell’Anatolia romana: le certezze dell’archeologo, i dubbi dell’epigrafista e le ipotesi dello storico

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    La testimonianza del geografo augusteo Strabone (12, 8, 14) sulla presenza di olivi nel territorio della città frigia di Synnada, a 1.135 m.l.m., è stata ritenuta inattendibile da alcuni studiosi moderni, secondo i quali sarebbe stata impraticabile l’olivicoltura ad una quota così elevata. In realtà, le fonti letterarie, epigrafiche, numismatiche e soprattutto archeologiche non soltanto confermano il dato straboniano e consentono di estenderlo anche ai secoli successivi, ma documentano, nel quadro di una prospera “economia di villaggio” e di un rapporto città-campagna molto articolato, dinamico e difficilmente riconducibile a generici “modelli” ricostruttivi, una consistente produzione olearia fra età imperiale ed epoca protobizantina non solo in Frigia ma anche in altre regioni “storiche” dell’Asia Minore, come l’Isauria e la Pisidia, sempre ad altitudini in genere ritenute proibitive per l’olivicoltura.The testimony of the Augustan geographer Strabo (12, 8, 14) on the presence of olive trees in the territory of the Phrygian city of Synnada, at 1,135 mt. above sea level, was deemed unreliable by some modern scholars, according to whom the olive-growing would have been impracticable at such a high altitude. In fact, literary, epigraphic and numismatic sources, and, above all, archaeological evidence not only confirm the Strabonian data and extend it to the following centuries, but also document, in the framework of a prosperous peasant economy and an extremely articulated, dynamic relationship between city and country, not easily ascribable to general reconstructive models, substantial oil production between the Imperial period and the proto-Byzantine age not only in Phrygia, but also in other historical regions of Asia Minor, such as Isauria and Pisidia, at elevations generally considered equally prohibitive for olive-growing

    Editorial Board

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    Editorial Boar

    Principi e implementazione dei piani personalizzati nella scuola

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    La realtà sociale in cui viviamo è connotata dalla complessità e dal continuo cambiamento, ragion per cui la scuola è stata costretta a ripensarsi e ad equipaggiarsi per fronteggiare le sfide che il tempo storico pone. Il punto nevralgico di tale rinnovamento appare incentrato sull’obiettivo delle competenze e sull’effettiva uguaglianza delle offerte formative rivolte a tutti gli alunni, in vista del loro ruolo di cittadini del mondo.In questa direzione, l’implementazione dei progetti formativi esige una complementarietà tra i piani delle competenze e quelli personalizzati.L’attuazione dei piani personalizzati consente la piena realizzazione delle competenze, in una feconda circolarità di sostegno reciproco, onde evitare esiti omologanti e consentire la valorizzazione dei talenti individuali. Il piano ritagliato sul benessere scolastico dell’alunno appare preliminare ad ogni forma di personalizzazione che la scuola può proporre, poichè atto alla formazione di personalità equilibrate. Il piano personalizzato che potenzia le differenza intellettive e attitudinali degli alunni appare quello più idoneo a sostenere progetti formativi proiettati nel futuro, dotando gli alunni di quegli strumenti che consentano loro di progettare e ri-progettare il loro destino.The social reality in which we live is characterized by complexity and constant change, which is why school has been obliged to rethink and equip itself to face today’s challenging requirements. The focal point of this renewal is centred on the acquisition of skills, and real equality regarding training opportunities for all pupils, in view of their role as citizens of the world. In this direction, the implementation of educational projects requires a complementarity between the skills themselves and their personalization.Implementation of customized plans gives space to the full realization of skills, in fruitful circular mutual support, in order to avoid type-standardizing results, and allowa the enhancement of individual talents. The plan regarding pupils' welfare at school is preliminary to any form of customization that schools may suggest, as it concerns the shaping of a balanced personality. The personalized plan that enhances pupils’ attitudinal and intellectual differences seems the most appropriate to support educational projects connected to the future, by providing pupils with tools enabling them to programme and re-programme their lives

    Il potere nelle parole - Il giornalismo «integrale» di Antonio Gramsci

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    La cultura, per Gramsci, è conquista di una coscienza di classe. Al compito dell’organizzazione della cultura è preposto l’intellettuale, il quale si serve anche degli organi di stampa per realizzare la «società futura». L’intellettuale, dunque, è uomo di pensiero ma, ad un tempo, organizzatore e dirigente politico. In ogni caso, «un uomo che si schiera». A queste convinzioni Gramsci dedicò tutte le sue energie e la sua passione di combattente. Per questo egli fu giornalista nella misura in cui fu filosofo e fu filosofo nella misura in cui fu politico e fece politica, convinto che «il potere è nelle parole», sia pure commisurate con gli spazi contratti della cronaca

    Piazza Armerina ed i suoi beni ecclesiastici. Ipotesi di fruizione per un turismo culturale

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    Il territorio di Piazza Armerina può essere considerato come una cellula di quel paesaggio interno della Sicilia, condizionato, in un passato non lontano, da un’economia agricola poco rispondente a logiche di efficienza produttiva a causa, fra l’altro, del persistere di una rete viaria inadeguata che ne ha amplificato la marginalità geografica. La storia di questa città, caratterizzata da ruoli politici di prestigio e da una vita culturale ed economica particolarmente attiva, deve considerarsi un lungo percorso temporale scandito da una serie di eventi in cui la Chiesa, fortemente presente nel territorio, ha sicuramente avuto un ruolo predominante. La sua immagine, ancora oggi, risulta ben visibile attraverso la presenza dei numerosi edifici religiosi che si mescolano armonicamente con i sontuosi palazzi della nobiltà locale. Attraverso l’attività turistica, Piazza Armerina tende, oggi, ad uscire, seppure faticosamente, dall’isolamento e a qualificare il proprio centro storico a livello internazionale.  Il ricco patrimonio architettonico unito ai numerosi beni artistici e culturali, totalmente controllati dalla Diocesi armerina, costituisce un notevole serbatoio di risorse, al momento poco utilizzate. Un’attenta progettualità, in cui interventi pubblici si fondono con iniziative private, è in grado di attuare una profonda trasformazione di un sistema turistico locale che ha puntato, in buona sostanza, a fare conoscere nel mondo la villa romana del Casale che, sino ad oggi, ha costituito l’immagine rappresentativa della città. Il volere realizzare, attraverso la creazione di itinerari tematici a forte connotazione culturale, un museo diffuso ecclesiastico comprendente il patrimonio artistico presente nel territorio diocesano, esperienza già realizzata durante l’anno giubilare, porterebbe al rispetto dell’ubicazione originaria dei beni culturali e ad una migliore omogeneizzazione dell’offerta turistica

    Osservazioni su alcune tavolette in lineare B

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    Nel contesto degli studi sulle strutture sociali micenee le cosiddette “tavolette o-ka” rappresentano una delle tematiche più frequentemente affrontate per le possibili implicazioni storico-geografiche e più controverse. Questi documenti, pur integrandosi fra loro, per la difficoltà di una interpretazione univoca dovuta alla polisemia della scrittura sillabica micenea, non hanno offerto certezze neanche riguardo al significato dello stesso termine che li denomina, sottraendosi «ostinatamente», a una lettura priva di contrasti

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