Università degli Studi di Catania: Open Journal Systems
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Formazione e ruolo degli operatori museali turistici per un piano di rilancio del museo
Il museo, considerato “tempio di conservazione della memoria dell’uomo”, noto ai più come “cimitero di oggetti vecchi”, è stato protagonista di un percorso storico che ha condotto, di recente, all’affermazione della sua mission educativa e d’intrattenimento significativo, diventando, in tal modo, luogo di formazione, al pari delle altre agenzie educative, e centro di svago, al pari del teatro, del cinema, della televisione, dei parchi divertimento, etc. In tal senso, il museo ed il patrimonio culturale, presenti in un territorio, possono costituire un’importante risorsa per un turismo culturale competitivo. È necessario, pertanto, rendere il museo attraente, attuando alcune strategie finalizzate a comunicare un’immagine del museo dinamica e non statica, viva e non morta. Un ruolo chiave in tale processo di riproposta del museo rivestono i professionisti che operano nel campo dei beni culturali e del turismo. Ragion per cui, è sembrato indispensabile riflettere su quali competenze debbano sviluppare gli operatori turistici e gli educatori museali e, di conseguenza, sull’orientamento della loro formazione.Although museums have been considered «temples for the preservation of the memory of mankind», or, by many, simply as «cemeteries of old objects», they have played a specific role throughout their history, which, more recently, has led to the recognition of the museum’s pedagogical mission and, in addition, its function as a form of entertainment. In this way, they have become educational centres on the same level as schools, and a place for entertainment alongside theatres, cinemas, parks, etc. In this light, museums, like all the cultural heritage of a territory, should be considered as an important resource in the development of a more competitive cultural tourism. It is, therefore, imperative to make museums more attractive by using strategies aimed at communicating a dynamic and lively image. In the process of making museums more competitive, a key role is played by the experts who work in the field of cultural heritage and tourism. Thus, reflection is needed upon what kind of skills are to be developed in tourist operators and museum educators, and, consequently, upon the right training to offer them
Educare alla lettura dei testi letterari
La funzione immaginativa del linguaggio è frequentemente negata solo perché non la si considera continua e la si vede soprattutto rappresentata per interezioni, parole «espressive», ecc. Naturalmente è un grave errore logico negare una funzione per il solo motivo che essa non è costante; ma, a parte queste considerazioni, bisoggna riconoscere che la funzione pittorica è a fondamento di tutto il linguaggio umano e che in nessun modo la si può ricercare nella successione sillabica: molti significanti parziali, come intonazione, velocità, intensità, ecc., sono infatti fondamentalmente pittorici. La funzione pittorica del linguaggio è, insomma, continua quanto quella affettiva o quella concettuale. Così nella lingua parlata, nella lingua di tutti i giorni. Ma è soprattutto nel linguaggio poetico-narrativo che gli elementi immaginativi acquistano un’importanza decisiva: il ritmo, la cadenza, le pause, il tono sono elementi che tendono a stabilire relazioni non convenzionali tra il significante e la cosa significativa, elementi che si vanno relazionando attivamente in una trama sottile e complicata. Il lettore di testi letterari, poetici o di pensiero, deve essere educato a cogliere il nesso indissociabile di grammatica e semanticità, il valore dei segni stilistici, la lunghezza d’onda della frase, il ritmo, che è tono dell’anima, elemento essenziale della parola espressiva
Alfabetismo e prospettive di carriera: qualche riflessione sui litterati milites
In età imperiale, l’armata romana divenne una organizzazione professionale molto articolata dove accanto ai soldati semplici si trovava un numero elevato di specialisti, impegnati nei ruoli più disparati, per i quali l’istruzione e la competenza costituirono una opportunità di miglioramento economico, di promozione sociale e di avanzamento nella carriera. Ai milites litterati, professionisti molto apprezzati, indispensabili per il buon funzionamento dei nuovi sistemi di registrazione scritta, vennero concessi immunità e privilegi: i librarii, milites esonerati dai munera graviora, ma non dai combattimenti, nel II secolo conseguirono il rango di principalis con uno stipendio di sesquiplicarius. During the Imperial Age, the Roman army became an extremely complex professional organization, where, alongside the ordinary soldiers there was a large number of specialists employed in many different roles, for which literacy and skills could create an opportunity for an increase in pay, social betterment and career advancement. Litterati milites, esteemed professionals, essential to the proper functioning of the new systems of written records, were granted immunity and privileges: in the second century the librarii, milites exempted from munera graviora, but not from combat duties, were awarded the rank of principalis with the pay of a sesquiplicarius
Contatto culturale come trauma. Glossa socio-antropologica
Fino a pochi decenni fa il contatto culturale era considerato oggetto di ricerca congeniale all’antropologia e, ovviamente, a tutte le altre discipline affini come l’etnologia, l’etnografia, l’etnolinguistica ecc. E questo avveniva per la coincidenza di due motivi: epistemologico e contestuale
David Hume critico di Oliver Cromwell. La History of England e le ipotesi sulla prima rivoluzione inglese tra religione e politica
L’articolo esamina con particolare attenzione la concezione religiosa ed il ruolo istituzionale della Chiesa nel periodo cromwelliano ricavati dal Sesto volume della History of England di David Hume. Attraverso i giudizi sullo statista, che analizzano il temperamento ed il carattere dell’uomo, la politica interna ed estera del periodo, i momenti epocali come la battaglia di Dunbar e la Grande vittoria, si dimostra come l’opinione di Hume su quell’epoca sia, in realtà, tutta incentrata sul tema della “credenza” religiosa, vera cartina di tornasole di una società in profonda e drammatica trasformazione. L’autrice rivela infatti che, dietro il pretesto biografico e la correlata analisi delle dinamiche sociali che permettono la genesi di un nuovo tipo di carisma politico, Hume miri piuttosto a ricostruire i contorni esatti del cambiamento e dei fenomeni d’innovazione culturale e religiosa che attraversarono l’intera società inglese, fornendo elementi basilari per una più esatta comprensione del contesto economico, politico ed istituzionale.The present article examines, with a particular attention, the religious view and the institutional role of the Cromwellian period taken from the sixth volume of the “History of England” by David Hume. Through reviews of the statesman that analyze the temperament and character of man, the domestic and foreign policy of the period, and the history of epochal moments, such as the battle of Dunbar and the Great victory, we demonstrate how the views of Hume of that time are, in fact, entirely focused on the theme of religious ‘belief’ as a real map of a litmus of a society in profound and dramatic transformation. The author reveals that under the pretext of analyzing the biographical and the related social dynamics that allowed the genesis of a new type of political charisma, Hume rather seeks to reconstruct the exact contours of the cultural and religious phenomena of change and innovation that spread accoss all British society, hence, providing fundamental elements for a more exact understanding of the economic, political, and institutional scene
Il ragionamento prosociale in adolescenza. Uno studio esplorativo nel contesto siciliano
Il presente studio ha esplorato il ragionamento morale prosociale e le relative cinque tipologie proposte nel modello di Eisenberg (Edonistico, Orientato ai bisogni, Orientato all’approvazione, Stereotipico ed Internalizzato). Un campione di 102 studenti di scuola superiore fra i 14 ed i 19 anni, suddivisi in 48 maschi e 54 femmine, ha completato il Prosocial Reasoning Objective Measure (PROM) in setting di gruppo. I risultati hanno evidenziato che le ragazze esprimono livelli più elevati di ragionamento prosociale rispetto ai maschi ed impiegano prevalentemente il ragionamento orientato ai bisogni, mentre tra i maschi prevale quello orientato all’approvazione. Gli studenti più grandi esprimono livelli più elevati di ragionamento morale prosociale rispetto ai più piccoli, utilizzano maggiormente il ragionamento stereotipico ed internalizzato, mentre i più piccoli quello edonistico. Future indagini potranno approfondire il ragionamento morale prosociale anche in soggetti in età evolutiva e individuare relazioni con i tratti di personalità e gli orientamenti valoriali.The present study explores prosocial moral reasoning and the five relative types proposed by the Eisenberg model (Hedonistic, Needs-oriented, Approval-oriented, Stereotyped and Internalized). A sample of 102 students from High Schools, aged from 14 to 19, divided into 48 boys and 54 girls, completed the Prosocial Reasoning Objective Measure - (PROM) in group setting. Results highlighted that girls expressed higher levels of prosocial moral reasoning than boys, and used Needs-oriented type reasoning, whilst boys employed the Approval-oriented one. Older students expressed higher levels of prosocial moral reasoning, and used Stereotyped and Internalized type reasoning, whereas younger students employed the Hedonistic type. Future researches could also investigate prosocial moral reasoning in subjects in the developmental age, and identify relations with personality traits and values
Il primo centro-sinistra e le riforme 1962-1968
Il primo centrosinistra (1962-1968) e i suoi risultati costituisce uno dei temi che più ha appassionato gli storici negli ultimi decenni. La lunga gestazione di questa nuova coalizione politica, il nuovo scenario internazionale che la rese possibile (la coesistenza pacifica, il Concilio Vaticano II), l’intenso confronto programmatico che l’ha preceduta, animato dalle migliori teste dell’area laica, cattolica e socialista (La Malfa, Saraceno, Giolitti, Lombardi), il boom economico e i suoi sconvolgimenti che l’avevano resa necessaria, le grandi speranze che l’accompagnarono appaiono in contraddizione con i suoi magri risultati in termini di riforme. L’Italia cambiava nel suo profondo e questo processo rendeva necessario un allargamento della classe dirigente e il superamento del modello di sviluppo fondato sui bassi salari e sui bassi consumi degli anni cinquanta. Se esiste una sostanziale concordia sul fatto che il centro-sinistra, rispetto alla sua impostazione originaria, abbia rappresentato un’esperienza fallimentare, non c’è tuttavia eguale identità di vedute sulle ragioni del suo insuccesso. Queste ultime infatti vengono individuate sia nel ritardo dei tempi della politica rispetto a quelli dell’economia (il miracolo economico stava esaurendo la sua fase più espansiva), sia alle strozzature del sistema politico italiano (la forza elettorale del Partito comunista italiano, che rendeva impossibile una politica di alternativa; le resistenze conservatrici nella Democrazia cristiana; il massimalismo di alcune delle proposte dei socialisti; ecc.). In questo saggio vengono discusse le realizzazioni effettive della maggioranza formata da Dc, Psi, Psdi e Pri e analizzati i nodi politici connessi ad alcune delle mancate riforme. Questa nuova coalizione però, a differenza del giudizio che emerge in certe ricostruzioni, ha rappresentato comunque una svolta politica, ha determinato importanti passaggi per la politica italiana: il parziale superamento della guerra fredda, con l’instaurazione di un nuovo clima politico. Quella formula politica ha costituito in ogni caso un allargamento della classe dirigente del paese e ha registrato in qualche modo sul piano dei rapporti politici i fenomeni di rinnovamento prodottisi nella società. La fase in cui vennero varate le principali riforme fu quella del IV governo Fanfani, a cui i socialisti diedero il loro appoggio esterno, con la nazionalizzazione dei monopoli elettrici nell’ENEL e la nascita della scuola media unica. Se la prima di questi due importanti riforme non dette i risultati sperati, la seconda invece venne incontro ad un’esigenza fortemente sentita nella società italiana. I pessimi risultati per la Dc e il PSI delle elezioni del 1963, che spinsero una parte dei democristiani verso una posizione immobilista, le resistenze di una buona parte della classe imprenditoriale di cui si fece interprete la Banca d’Italia, il rallentamento dell’economia fecero sì che quando la coalizione «organica» di centro-sinistra vide (dicembre 1963) la luce non riuscisse a esprimere una decisa politica di riforme che verrà in parte ripresa solo alla fine della legislatura (1967). I tre governi presieduti da Aldo Moro fino al1968, infatti, diedero solo in parte attuazione al vastissimo programma concordato dai partiti della coalizione. Per frenare alcuni provvedimenti, come la legge urbanistica, si ebbero anche trame oscure, come quella legata al generale De Lorenzo (1964). Una delle ragioni per cui la fase riformista del centro-sinistra si esaurì molto rapidamente fu che venne meno il presupposto che l’aveva resa possibile: una continuazione a ritmi elevati del processo di sviluppo, e l’ipotesi che l’espansione economica producesse le risorse sufficienti per venire incontro alle esigenze della collettività in termini di servizi, ammodernamento delle strutture statali, soluzione degli squilibri. Accanto a questo, le lotte operaie, riprese con vigore all’inizio degli anni ’60, ruppero l’equilibrio sociale e imposero una redistribuzione del reddito a favore dei salari. Il tema della programmazione economica rappresentò l’effettivo banco di prova del centrosinistra. Si trattava di trovare la strada di una politica volta sostenere lo sviluppo industriale, attraverso il rinnovamento radicale delle strutture statuali, l’organizzazione della nuova società urbana, l’istituzionalizzazione di una moderna contrattazione collettiva tra le parti sociali. Quello che doveva essere il provvedimento eponimo del centro-sinistra fu l’unica riforma di rilievo approvata dopo il 1963, ma ormai in ritardo e quindi svuotata di rilevanza pratica
La fortezza scomparsa: Scenae Mandrae nell’Egitto romano
Rispetto all’idea ormai cristallizzata dell’Egitto romano come una regione fortemente connotata da una netta contrapposizione fra Alessandria (con qualche altra povli~) ed una moltitudine indistinta di villaggi (kw`mai) e casali rurali (ejpoivkia) disseminati lungo la fertile fascia che costeggiava il corso del Nilo, si profila invece un quadro, certamente più variegato sul piano del tessuto insediativo, caratterizzato da una peculiare tipologia di sito come la fortezza, creata, almeno in prima istanza, con scopi precipuamente strategico-militari, ma destinata ad assumere ben presto altre funzioni significative e ad interagire concretamente con il territorio in un sistema integrato di dinamiche sociali, economiche e culturali. Il presente contributo prende in esame il caso specifico della fortezza di Scenae Mandrae (oggi Shurafa), scomparsa e dimenticata, nel tentativo di recuperarne almeno la memoria non solo attraverso un’attenta, e necessaria, rilettura degli unici dati di scavo disponibili risalenti all’inverno 1911-1912, ma anche mediante l’analisi meticolosa delle testimonianze letterarie e soprattutto papirologiche.In comparison with the by now crystallized idea of Roman Egypt as a region heavily marked by a sharp contrast between Alexandria (with some other povli~) and an indistinct multitude of villages (kw`mai) and rural hamlets (ejpoivkia) scattered along the fertile strip running along the banks of the Nile, the result of this research is instead a picture, certainly more varied in terms of the fabric of settlements, characterized by a distinctive site typology such as the fortress, created, at least in the first instance, primarily for strategic and military purposes, but intended soon to take on other significant functions and to interact effectively with the territory in an integrated system of social, economic and cultural dynamics. This paper examines the specific case of the fortress of Scenae Mandrae (modernday Shurafa), vanished and forgotten, in an attempt to recover at least its memory not only by careful and necessary re-reading of the only excavation data available, dating back to winter 1911-1912, but also by the meticulous analysis of the literary and, above all, papyrological evidences
Mastering reading strategies in english for psychological studies: some examples of good practice
L’articolo mette in luce la natura della Programmazione Neuro-Linguistica attraverso test psicologici, e in particolare attraverso la liberazione da blocchi espressivi da parte degli studenti, poiché fornisce materiale utile da applicare all’insegnamento dell’Inglese a studenti di Psicologia. Gli obiettivi di un corso così strutturato sono: lavorare sul lessico scientifico, attraverso lo studio dei processi di formazione delle parole e l’interpretazione delle metafore scientifiche, che di solito hanno come scopo grande chiarezza, precisione e concretezza. Le risorse elettroniche (dizionari online, glossari, riviste scientifiche, e video, fra le altre cose) possono fornire materiali di riferimento utili per la ricerca e uno speciale input visivo che aiuta a catturare l’attenzione degli studenti e che permette loro di partecipare più attivamente alle attività programmate e svolte in grandi classi. Lo scopo ultimo è quello di preparare gli studenti ad un apprendimento permanente dell’inglese, nonché far acquisire loro una competenza linguistica finalizzata alla futura professione.The paper outlines the nature of Neuro-Linguistic Programming through psychological testing, and in particular through the unlocking of students’ self-expression, with its fascinating material when teaching English to students of psychology. The aims of such a course are: to work on scientific lexicon, through the study of word-formation processes, and to exploit scientific metaphors, frequently aimed at high clarity, precision, and concreteness. Internet resources (online dictionaries, thesauri, journals, videos, among others) can provide reference materials useful for research and a special visual input that helps attract students’ attention and lets them react more actively to the activities set up and carried out in large classes. Goals are set to prepare students for continuing studies in English, and for English language competency at work that is career-specific