Università degli Studi di Catania: Open Journal Systems
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Epistemologia, epistemologie, epistemologie personali. Verso una nuova rotta del processo formativo
Da vari anni il tema della formazione è al centro di un ampio dibattito epistemo¬logico che attraversa la ricerca educativa di questi ultimi decenni. Il presente articolo, appoggiandosi alla matrice teorica del costruttivismo, nella sua versione francamente epistemologica, ed in particolare alla prospettiva sistemica, delinea le radici epistemologiche dei paradigmi di una teoria della formazione che, prendendo le distanze dall'epistemologia oggettivistica, si confronta con i paradigmi della complessità e, scardinando il proprio ancoraggio a «categorie forti», a concetti quali stabilità, rappresentazione, attrezza il soggetto a decostruire e ri-costruire il processo di conoscenza in termini di ipotesi interpretativa e trasformativa della condizione umana nel suo ambiente di vita, legittimando un pluralismo epistemologico. Muovendo dalla teorizzazione del principio auto-eco-organizzativo del paradigma sistemico, evidenziando il rapporto dialettico tra sistema e ambiente, il lavoro esplicita gli assunti teorici e di ricerca che conducono ad un approccio dinamico strut¬turale che, in una logica ricorsivi, analizza la mente umana come un sistema vivente e lo sviluppo come una rete costruttiva. Una particolare attenzione pone alle scienze bioeducative nel cui snodo di prospettive, inerenti alle relazioni natura-cultura-educazione e mente-cervello-apprendimento, pone la messa in atto di una nuova rotta del processo formativo che fonda sulla categoria della singolarità idiografica le ragioni metodologiche e la propria legittimazione scientifica, accogliendo in tutta la sua potenzialità paradigmatica nuova il primato del soggettuale nella sua apertura ecologica. La sottolineatura della centralità del soggetto e, quindi, della dimensione d'unicità e singolarità delle esperienze di formazione, che si realizzano, però, sempre all'interno di un contesto sempre più globalizzante, implica: — un cambiamento di tipo metodologico, lo spostamento degli interessi di studio sull'attivazione di processi di crescita cognitiva che, pertanto, non possono che inscriversi in un'equilibrata rete di relazioni tra il soggetto e il mondo fisico e culturale in cui vive e prende forma; — una pratica innovativa dei processi formativi, in cui elemento basilare diventi la narrazione, come strumento di conoscenza che, privilegiando le dinamiche interumane, conferisce legittimità epistemica alla soggettività attraverso nuovi strumenti di validità intersoggettiva. Nell'articolo viene, pertanto, sottolineata la necessità di avvalersi di strumenti euristici e strategie di confine, quali la mappa concettuale, il diagramma a V, l'approccio autobiografico, la philosophy for children, per un itinerario educativo sistemico che garantisca a tutti gli uomini e a tutte le donne del pianeta il diritto univer¬sale alla formazione, ossia il diritto di produrre epistemologie personali in reti di incontro. For some years now the theme of acquisition of knowledge has been at the centre of a wide epistemological debate throughout educational research in recent decades. The present article, based on the theory of constructivism in its frankly epistemological version, and in particular, on systematic perspective, outlines the epistemological roots of the paradigms of a theory of knowledge acquisition that, distancing itself from objectivistic epistemology, measures itself with the paradigms of complexity and, discarding its anchorage to ‘strong categories’, to concepts such as stability and representation, equips the subject to deconstruct and reconstruct the process of knowledge in terms of interpretative and transformative hypotheses of the human condition in its life environment, legitimating epistemological pluralism. Starting from the theorization of the auto-eco-organizational principle of the systemic paradigm, and pointing out the dialectic relationship between system and envi¬ronment, this study renders explicit the theoretical and research arguments that lead to a structural dynamic approach that, in recurring logic, analyses the human mind as a living system and development as constructive network. Particular attention is given to bio-educational science that develops in perspectives inherent to relationships between nature-culture-education and mind-brain-¬learning and this study establishes a new direction in the formative process that bases its methodological reasons and scientific legitimacy on the category of ideographic singularity, accepting the primacy of the subjective in its ecological opening in all its new paradigmatic potentiality. The highlighting of the centrality of the subject and, therefore, of the dimensions of the oneness and singularity of formative experiences that are accomplished, however, within an increasingly global context, implies: – a change of a methodological type, the shift of study interests onto the activation of processes of cognitive growth which, therefore, cannot but be inscribed in a balanced network of relationships between the subject and the physical and cultural world in which it lives and takes shape; – innovatory practices of the formative processes, the basic element of which becomes narration, as an instrument of knowledge which, privileging inter-human dynamics, confers epistemic legitimacy to subjectivity by means of new instruments of inter-subjective validity. The article underlines the need to make use of heuristic techniques and border strategies such as the conceptual map, the V diagram, the autobiographical approach and philosophy for children, in a systemic educational itinerary that guarantees all men and women on the planet the universal right to the development of knowledge, that is, the right to produce personal epistemologies in networks of meetings
Contesto d’appartenenza e identità Sociale negli omosessuali dichiarati. Una ricerca cross culturale con soggetti di Catania e New York
L’omosessualità, fenomeno molto diffuso e variamente considerato fin dall’antichità, presenta le caratteristiche di un particolare gruppo sociale, tuttora esempio radicato di discriminazione della cosiddetta diversità, per quanto nel tempo si sia passati da un paradigma morale (“peccato”) ad uno medico (“malattia”) e successivamente alla “normalità”: l’American Psychiatric Association, assumendo l'ottica psicoanalitica che la considera una "variazione della funzione sessuale", nel 1973, ha eliminato la diagnosi di omosessualità dal Manuale Diagnostico-Statistico dei disturbi mentali (DSM), IIa edizione. In relazione alla teorizzazione freudiana ed alla ‘rivoluzione sessuale’ degli anni '60/’70, parte degli omosessuali si è organizzata socialmente assumendo comportamenti ispirati alla “politica del riconoscimento”; tuttavia, il fenomeno, partito da New York e San Francisco (considerate le capitali mondiali del movimento di liberazione gay), pur essendosi progressivamente esteso in varie parti dell’occidente, ha solo relativamente inciso nell'immaginario collettivo. La presente ricerca, condotta a New York e Catania con l’obiettivo di verificare, in generale, se la diversità dei contesti sociali d’appartenenza incida sulle dimensioni del Self e sull’Identità Sociale dei soggetti omosessuali dichiarati, e, in particolare, l’ipotesi che la realtà culturale di New York concorra a determinare l’Identità Sociale in termini più positivi rispetto a quanto non si riscontri a Catania, fornisce indicazioni articolate. In termini relativi, il gruppo di New York presenta un quadro di rappresentazione sociale complessivamente migliore rispetto a quello di Catania. In termini assoluti, però, la situazione risulta negativamente caratterizzata anche per una parte consistente dei soggetti newyorkesi, i cui punteggi relativi al Self ed all’Identità Sociale si collocano, come per i catanesi, quasi sempre sotto il punto di indifferenza. In definitiva, i cambiamenti culturali sembrano avere inciso in misura limitata sul livello degli atteggiamenti profondi e dei sistemi di valore sottesi al quadro delle rappresentazioni sociali ed ai processi che concorrono alla strutturazione del Self e dell’Identità Sociale. Homosexuality, a widespread and variously considered phenomenon since ancient times, presents distinctive features as a particular social group. It is still a deeprooted example of discrimination of the so-called diversity, even if over the years it has passed from the moral paradigm (sin), to the medical one (disease) and, more recently, to «normality». The American Psychiatric Association, examining the phenomenon from a psycho-analytic point of view which considers it as a «variation of sexual function», in 1973 deleted the diagnosis of homosexuality from the Diagnostic Statistic Manual, (DSM) II edition. In relation to Freudian theorization and to the `sexual revolution' of the Sixties and Seventies, a number of the homosexuals have organized themselves socially, adopting attitudes inspiring to the ‘policy of recognition’; however, this phenomenon, whích started in New York and San Francisco (considered the world capitals of the gay liberation movement), even though it has expanded to various parts of the western world, has little more than scratched the surface of collective imagination. This research, carried out in New York and Catania with the aim of verifying, in general, if the diversity of the social contests affects the dimensiona of Self and Social Identity of the declared homosexual subjects, and, in particular, the hypothesis that the cultural reality of New York concurs to determine Social Identity more positively than in Catania, gives complex answers. In relative terms, the New York group presents a picture of better social representation than the Catania group, whereas, in absolute terms, the situation is negative even for a large number of the New York subjects, whose scores regarding Self and Social Identity are, as for the subjects from Catania, below the level of indifference. Cultural changes, therefore, seem to have had only a limited effect on deep attitudes and systems of value subtending the social representations and the processes contributing to the structure of the Self and Social Identity
La Corte costituzionale “equilibrista”, tra continuità e innovazione, sul filo dei rapporti con la corte EDU
Una volta fatta la scelta per una prospettiva metodica d’ispirazione assiologico-sostanziale al fine dell’opportuno inquadramento delle relazioni tra Convenzione europea dei diritti dell’uomo e diritto interno, lo scritto s’interroga se e fino a che punto a questa indicazione si conforma la giurisprudenza costituzionale relativa alle relazioni stesse, specie nei suoi più recenti svolgimenti. Si mettono pertanto in evidenza le perduranti oscillazioni della giurisprudenza che, in alcune sue espressioni (a partire dalla sent. n. 317 del 2009), sembra porre a base della sistemazione delle norme, convenzionali e nazionali, il criterio della più intensa tutela, mentre in altre espressioni seguita ad ambientare in prospettiva formale-astratta i rapporti in parola. Nella parte finale dello scritto, si svolgono alcune osservazioni critiche a riguardo della preclusione fatta ai giudici comuni dalla Corte costituzionale per ciò che attiene all’applicazione diretta della Convenzione, quanto meno con riguardo a taluni casi specificamente esaminati. Chiudono lo studio alcune notazioni aventi ad oggetto i riflessi di ordine istituzionale dello stato attuale delle relazioni tra Corte costituzionale e Corte EDU, nonché il significato che se ne può trarre al piano della teoria della Costituzione.The paper, moving from a methodological remark which underlines the importance of a value based approach, explores the most recent case law of the constitutional court with regard the relationship between the European Convention of Human Rights and the national, especially constitutional, legal order. More particular the first part of the paper argues as in the last relevant decisions, the Constitutional Court, on the one hand, has combined a value based approach aimed to find the highest possible protection to the fundamental right at stake, with, on the other hand, a reaction to the new aggressive approach of the European Court of Human Rights. The second part of the paper criticizes the rigid refuse of the constitutional court, to admit, at least in certain, particular cases, that the common judge could put aside the national legislation in contrast with the European Convention of Human Rights
La fisolofia come ontologia ermeneutica. Pareyson, Gadamer, Ricoeur
L'ermeneutica è l'interpretazione della modernità. Assume carattere ontologico, in quanto, partecipe del problema dell'essere e della verità come accadere dell'essere, è chiamata a svolgerne con Heidegger e oltre Heidegger il senso. Nell'orizzonte ontologico dell'ermeneutica, le prospettive di Pareyson, di Gadamer e di Ricoeur possono essere messe a confronto perché, sia pure nel rispetto delle loro peculiari differenze, svolgono l'ontologia heideggeriana e ne problematizzano il senso, scavando in quella domanda originaria dell'essere-linguaggio e recuperandola all'interno del concreto esercizio interpretativo. La questione del senso implica la ripresa della filosofia come ontologia ermeneutica, una filosofia autentica, orientata ad una «rinnovata meditazione sul linguaggio», luogo dell'accadere del senso, del farsi dell'«essere-libertà», dell'«essere-storia», dell'«essere-memoria». Hermeneutics is the interpretation of modernity. It assumes an ontological character as it is involved in the problem of being, and the truth as realization of being; it is called on to develop its sense with Heidegger and those following him. On the ontological horizon of hermeneutics, the views of Pareyson, Gadamer and Ricoeur can be compared because, even though each has its peculiar differences, they develop Heidegger's ontology and go into the problematics of its sense, penetrating the originary question of being-language and recovering it within concrete interpretative exercise. The subject of the sense implies the resuming of philosophy as hermeneutic ontology, an authentic philosophy, oriented towards a «renewed meditation on language», the site of the realization of the sense, of «being-freedom», of «being-history» and of «being-memory»
L’ospedalizzazione dei luetici e delle prostitute a Palermo dal XVI
Gli autori, sulla base dei documenti custoditi nell’Archivio di Stato di Palermo, hanno descritto le modalità con cui venivano assistiti negli ospedali della città i luetici e le prostitute infette, dall’inizio del XVI secolo alla fine del XIX. Il ricovero indiscriminato nell’ospedale Grande e nell’ospedale San Bartolomeo fu presto seguito dalla concentrazione nel solo ospedale San Bartolomeo, destinato ai malati di malattie infettive ed ai luetici a partire dal 1533. In questo ospedale, nel 1823, fu istituito un reparto speciale, chiamato ospedale Meretricio, riservato al ricovero delle prostitute luetiche; esso fu trasferito prima nell’ospedale Grande (1825), poi nell’ospedale di San Saverio (1850) e finalmente, nel 1854, nel convento dello Spasimo, trasformato in ospedale per malati infettivi. Qui, dopo l’unità d’Italia, nel reparto denominato Sifilicomio, continuò il ricovero coatto delle prostitute luetiche fino al 1888, quando furono aboliti i sifilicomi in tutto il Regno e furono istituiti i dispensari per la profilassi e la cura gratuita delle malattie veneree. On the basis of documents from the Record Office of the city of Palermo (the capital of the former Kingdom of Sicily) the authors have described the medical services for luetics and infected prostitutes from XVI to XIX century. At the beginning of the XVI century, luetics were hospitalized in both the general hospitals Grande and San Bartolomeo out of distinction from other patients. Successively, from 1533, only the San Bartolomeo hospital was designed to hospitalize luetics together with other infectious diseases patients. In the same hospital, in 1823, was established a specific section, named Meretricio hospital dedicated to luetic prostitutes. The eretricio hospital was transferred to the Grande hospital in 1825, then to the San Saverio hospital in 1850 and, finally, in the Spasimo convent converted in infectious diseases hospital in 1854.When Sicily was annexed to the Italian kingdom in 1861, the forced hospitalization of luetic prostitutes continued in the hospital unit for luetic patients named Sifilicomio until 1888, when Sifilicomi were suppressed and ambulatory services for prevention and treatment of venereal diseases were established
Università: un problema storiografico
Lo studio relativo alla formazione della classe borghese e alle relazioni intercorrenti tra istituzioni urbane ed élites cittadine è, da diversi decenni, al centro di un ampio dibattito storiografico. Tra gli indicatori privilegiati di questo processo vi è, senza dubbio, l’analisi dei rapporti tra università e potere urbano; comprendere la funzione di tale ruolo all’interno del contesto socio-politico della città permette di conoscere i tempi e i modi di formazione del potere accademico e di quello urbano, nonché il reciproco intreccio di relazioni e di interessi. Il primo passo in direzione di una stesura analitica e metodologica della ricerca non poteva prescindere dallo studio approfondito della bibliografia di base inerente la storia delle università europee e italiane, con un occhio di riguardo per le realtà accademiche dell’area mediterranea e, particolarmente, del Mezzogiorno d’Italia. Ai fini della ricerca - ovviamente - l’attenzione verrà posta particolarmente sulle dinamiche sociali e sulle ingerenze politiche che, in diversi tempi e con differenti modalità, si intersecheranno nei meandri delle istituzioni universitarie, dando loro, così, delle connotazioni specifiche e trasformandone continuamente il ruolo - concreto e simbolico - che esse assumono nelle varie realtà sociali. Dal materiale bibliografico analizzato è possibile ricostruire l’evoluzione degli atenei partendo dalla loro genesi, in epoca medievale, passando attraverso le fasi del loro sviluppo in età moderna, giungendo, infine, all’Ottocento, secolo di riforme “borghesi”, che cambieranno l’assetto delle università, trasformandone progressivamente il loro assetto e traghettandole alle porte dell’epoca contemporanea. Il problema dei rapporti tra ateneo e società rappresenta una tematica “costante” sin da quando l’istituzione universitaria fece la sua comparsa, ponendosi subito alla stregua di “terzo potere” accanto a quelli, di vecchia data e ben più consolidati, regio ed ecclesiastico. Fin dalla comparsa delle prime fondazioni medievali - sorte dal connubio studenti-maestri - emerge il carattere conflittuale dei rapporti tra popolazione studentesca - vera “anima” dell’istituzione - e gruppi dirigenti locali - consci delle potenzialità degli atenei e desiderosi di appropriarsi dell’amministrazione e di frenare sul nascere eventuali spinte antigoverantive -. In tutto ciò, non bisogna dimenticare l’importante funzione del ceto ecclesiastico all’interno della compagine accademica, con la quale il rapporto sarà spesso conflittuale, particolarmente all’indomani della Riforma protestante e della successiva Controriforma. Il convergere di tali e tanti interessi differenti connoterà, inevitabilmente, la storia delle università in età moderna e - sebbene ogni paese rappresenti una realtà a sé stante - i singoli casi possono essere inseriti in eventi storici generali e dai tratti comuni attraverso i quali è possibile ricostruire uno studio parallelo ed esaustivo. The study of the formation of the borgeois class and of the relationships between urban institutions and city élites has been at the centre of a wide historiographical debate for several decades. An important gauge of this process is, undoubtedly, the analysis of the relationships between university and urban power. Understanding the function of this role within the social-political context of the city enables us to know in what length of time and in what way academic and urban power is formed, and the interweaving of relationships and interests. The first step to an analytical and methodological drafting of the research could not prescind an accurate study of the essential bibliography regarding European and italian universities, with special attention given to the academic realities of the Mediterranean area, and in particular the south of Italy. For research purposes attention will be focused particularly on the social developments and political interference that, at different times and in different ways, intercross in the meanders of university institutions, giving them their specific connotations and continually transforming the roles - both concrete and symbolic - that they take on in social reality. From the bibliographical material analysed, the evolution of universities can be traced, starting from their origins in the medieval períod, going through their development stages in the modem age, reaching the nineteenth century, a century of ‘borgeois’ reforms that were to progressively change the order of universities, and on up to the contemporary age. The problem of the relationship between university and society has been a subject of constant debate ever since the beginnings of the former, establishing itself immediately as a sort of ‘third power’, alongside the older and well-consolidated regal and ecclesiastical power. The conflictual character of relationships between the student population - the ‘soul’ of the institution - and local governing bodies had been evident from the very beginnings of the medieval institutions rising from a student-teacher alliance. The local governing bodies were well aware of the potential of the universities and eager to take control of the administration in order to be in a position to immediately stamp out any possible anti-government movements. In all this, one must not forget the important function of the ecclesiastica! class within the university machinery, with whom there had often been a conflictual relationship, especially in the immediate period following the protestant Reform and Counter-reform. The converging of so many different interests will inevitably characterise the history of universities in the modem age, and although each country represents íts own particular reality, the individual cases can be collocated in a generai framework of historical events and common aspects through which a parallel and thorough study can be carried out
Infanzia negata e infanzia custodita nel Medioevo: la testimonianza di Gregorio di Tours
La società merovingia si caratterizza per un eccezionale tasso di mortalità infantile che le fonti - in particolare le opere di Gregorio di Tours - attestano nonostante la scarsa attenzione riservata ai pueri. La mortalità naturale era aggravata da nuove gravidanze che diminuivano la produzione del latte materno, da malattie letali che la insufficiente farmacopea del tempo non riusciva a fronteggiare, da aggressioni che provenivano talvolta dallo stesso ambito parentale. Si pensi specialmente alle pratiche abortive - resistenti ai severi divieti legislativi - che i sermoni vescovili e i penitenziali non si stancavano di condannare. Epidemie dissenteriche, febbri malariche e tifoidee, morbi di ogni genere erano spesso causati dalle carenti norme igieniche e dallo scarso apporto vitaminico e calorico dell’alimentazione. Gli scritti gregoriani sono così popolati da bambini ciechi e sordi, deformi, artritici, paralizzati, epilettici. Le forme singolari che le contratture muscolari facevano assumere talvolta ai corpi infantili, li trasformavano in fenomeni da baraccone da esporre alla curiosità popolare per trarne un seppur misero guadagno. Le stesse fonti testimoniano nel contempo momenti di vita familiare serena; documentano l’affetto di padri e madri che, con tenerezza, accudiscono ai loro piccoli e -disperati e impotenti davanti alle loro malattie- si rivolgono all’intercessione dei santi per invocarne la guarigione. Né mancano genitori che si preoccupano della preparazione culturale dei bambini affidandoli alle cure di rinomati precettori o, più spesso, offrendoli (o forse piuttosto abbandonandoli) ai grandi istituti monastici laddove avrebbero ricevuto certamente una buona istruzione. Insomma la società altomedievale in realtà non rinnega il puer, ma niente ci induce a sostenere che lo valuti nella sua specificità. Egli “in fin dei conti è un essere ambiguo, allo stesso tempo presente e assente”. The Merovingian is characterised by an exceptionally high rate of infant mortality that the sources - in particular the works of Gregorio di Tours - attest, nothwithstanding the scarse attention paid to pueri. The number of natural deaths were increased by new pregnancies that caused a drop in the production of maternal milk, fatal illnesses that the drugs of the period were unable to cure and occasional aggressions from parents themselves. Abortion practices too were carried out, disregarding the severe prohibitions imposed by law and the tireless condemnations coming from bishops and prisons alike. Epidemics of dysentery, the ague, typhoid fever and diseases of all kinds were often caused by poor hygienic standards and diets lacking in vitamins and calories. Gregorian writing is full of descriptions of children who are blind, deaf, deformed, arthritic, paralysed or epileptic. Sometimes children's bodies took on such peculiar shapes as the result of muscle contraction that the children were put in sideshows open to the curiosity of a paying public. The same sources, however, also report moments of happy family life; mothers and fathers who lovingly look after their little ones and, despairingly helpless when they fall ill, turn to the intercession of saints to supplicate their recovery. There were also parents who, concerned about their children's education, engaged distinguished tutors, or, more often, offered (or perhaps we should say abandoned) them to important monastic orders where they were certain to receive a good education. In short, the society of the early Middle Ages did not actually disown the puer, but nothing makes us affirm that they considered him for his specificity. He was «after all an ambiguous being, at the same time present and absent»
Social Mindedness - forma mentis socialis. Dinamiche di relazione e capitale sociale
Le insistenti sollecitazioni prodotte da ricorrenti episodi di bullismo nelle scuole dei paesi europei hanno costituito il quadro di riferimento per l’avvio di un progetto di ricerca- azione, finanziato nell’ambito del Lifelong Learning Program (LLP) – Comenius – basato sulla costruzione teorica di un concetto innovativo: Social Mindedness (Social Mindedness In LEarnig communitY). La riflessione presenta, in breve, il percorso teorico e gli elementi costitutivi della formulazione concettuale, approfondendo in particolare una delle dimensioni sostanziali che contribuiscono alla sua definizione operativa: il concetto di capitale sociale.The growing relevance of bullying episodes in schools all over the European context is the framework of reference for a LLP (Lifelong Learning Program) action-research project named SMILEY (Social Mindedness In LEarnig communitY) based on the new concept of social mindedness. This paper briefly presents the theoretical skeleton and the constitutive elements of social mindedness formulation focusing, in particular, upon the social capital dimension
Tecnologie digitali e socializzazione a scuola: un fertile connubio in prospettiva sociologica
L’obiettivo principale di questa riflessione è chiarire i concetti di riferimento ed i criteri di azione che costituiscono la struttura logica e di ricerca applicata nella fase di piena implementazione del progetto europeo LLP Comenius SMILEY (Social Mindedness In LEarning communitY). In esso si approfondiscono e chiariscono i legami di significato fra costruzione teorica del concetto di mentalità sociale (social mindedness), evidenziando la coerenza interna che unisce gli elementi teorico-sostanziali del progetto alle fasi operative delle attività svolte dal consorzio, specificamene riferite alla ratio costruttiva del gioco di ruolo educativo YourTown.The main focus of this paper is to shed a light on the concrete criterions of reference that constitute the logical framework of LLP Comenius SMILEY (Social Mindedness In LEarning communitY) Project. The paper examines the meaning relationships between the theoretical structure of the project, underlining the inner coherence that links the theoretical research with the concrete implementation of the project flow. In particular, the paper concentrates its attention on the upbuilding ratio of the edugame YourTown