Università degli Studi di Catania: Open Journal Systems
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Il gesto e la maschera. Rappresentazioni umane dal centro indigeno della montagna di Polizzello
Dalla montagna di Polizzello provengono diverse rappresentazioni umane, sotto forma di piccola plastica bronzea o fittile o decorazioni vascolari. L'articolo prende in esame questi documenti, giungendo alla conclusione che la tendenza al figurativo che caratterizza la produzione artigianale del centro, unica nella Sicilia indigena, possa essere determinata dalla presenza di un grande santuario che doveva essere un importante punto di riferimento religioso per tutta l'area sicana. From the mountains of Polizzello come several human representations in the form of small bronze or clay figurines as well as decorations on pottery. The paper examines this documentation, drawing the conclusion that the figurative tendency characterizing the local craftsmanship, unique in indigenous Sicily, may be related to the presence of a large sanctuary, which was probably the religious focus for the whole Sican area
Pigotte bianche e nere. Una ricerca sull' "ipotesi di contatto" e la categorizzazione sociale in scuole materne mono e multi-etniche.
Il presente lavoro è stato realizzato per verificare, mediante il paradigma della «scelta della bambola», se il «contatto» interetnico incide positivamente sull'espres¬sione degli atteggiamenti pregiudiziali dei bambini bianchi e di colore fra i 3 e i 5 anni. Gli obiettivi del nostro studio sono i seguenti: a) verificare l'uso del «genere» e dell'«etnia» nella categorizzazione sociale da parte dei bambini bianchi e di colore; b) indagare la direzione degli atteggiamenti sociali espressi dai bambini verso l'ingroup e l'outgroup; c) esplorare l'incidenza dell'inserimento in un contesto scolastico multi-etnico sull'espressione di orientamenti pregiudiziali infantili, rispetto ad un contesto mono-etnico. Il campione è costituito da 87 bambini fra i 3 ed i 5 anni frequentanti scuole materne pubbliche di Catania, divisi in un gruppo ‘di contatto’ (19 bambini di colore e 38 bianchi) ed uno ‘di controllo’ (30 bambini bianchi). Gli strumenti impiegati sono: 1) la «scelta della bambola», che consta di 4 pigotte, rispettivamente 2 maschi e 2 femmine, di cui una bianca ed una di colore; 2) un'intervista strutturata in 7 question items, per esplorare la consapevolezza e l'accessibilità del «genere» e dell'«etnia», l'identificazione con l'ingroup/outgroup e le preferenze etnico-sessuali; 3) la «distribuzione di caramelle» alle pigotte. I risultati indicano che, fin dai 3 anni, i bambini bianchi e di colore impiegano le categorie del «genere» e dell'«etnia» nella categorizzazione degli stimoli sociali, senza differenze apprezzabili in relazione al contesto scolastico di provenienza. La consapevolezza del «genere» e dell'«etnia» e la corretta identificazione con l'ingroup etnico e sessuale sembrano presenti già a 3 anni nella maggioranza dei bambini: quest'ultima, in particolare, nelle bambine bianche e nei maschi di colore appartenenti al contesto scolastico multi-etnico. In merito alla ‘direzione’ degli atteggiamenti sociali, i bambini (bianchi e di colo¬re) del gruppo ‘di contatto’ (multi-etnico), a differenza dei bambini del gruppo ‘di controllo’ (mono-etnico), esprimono segni di favoritismo equamente distribuiti verso le pigotte dell'ingroup e dell'outgroup; appare, inoltre, importante il dato relativo alla distribuzione forzata delle caramelle che i bambini di colore assegnano, in maniera pressoché equa, alle pigotte di entrambe le etnie. Il tipo di contesto scolastico multietnico s'ombra incidere positivamente sulla direzione degli atteggiamenti sociali dei bambini, bianchi e di colore, nei termini di una maggiore apertura verso l'outgroup. The purpose of this study is to test, by means of the «doll choice» paradigm, whether inter-ethnic ‘contact’ has a positive impact on the expression of the prejudicial attitudes in black and white children between the ages of 3 and 5. The aims of our study are as follows: a) to verify the use of gender and ethnicity in black and white children’s social categorization; b) to inquire into the direction of social attitudes expressed by the children towards the ingroup and the outgroup; c) to explore the incidente of the attendance at a multi-ethnic school on the expression of developmental prejudicial tendencies, compared to a mono-ethnic context. The sample is made up of 87 children between the ages of 3 and 5 attending state kindergarten schools in Catania, divided into a ‘contact’ group (19 black and 38 white children) and a ‘control’ group (30 white children). The instruments used are: 1) the ‘doll choice’ test, consisting of four pigotte dolls, 2 boy dolls and 2 girl dolls, each sex group consisting of a black and a white doll; 2) an interview made up of 7 question items aimed at exploring the awareness and accessibility of gender and ethnicity, identification with the ingroup and outgroup, and ethnic and gender preferences; 3) the ‘distribution of sweets’ to the dolls. The results indicate that, from the age of three, both the black and the white children use the categories of gender and ethnicity in the categorization of social stimuli, without significant difference between the schools attended. The awareness of gender and ethnicity and the correct identification with the ethnic and sexual ingroup are already present at the age of three in most of the children: the latter, in particular, in white girls and black boys belonging to the multi-ethnic scholastic environment. As regards the ‘direction’ of social attitudes, the children (black and white) in the contact group (multi-ethnic), unlike those in the control group (mono-ethnic), express equally divided signs of favouritism towards the dolls of the ingroup and the outgroup. Also important is the data relating to the forced distribution of sweets by black children, a distribution in almost egual manner, to the dolls of both ethic groups. The multi-ethnic school seems to have a positive effect on the direction of the children's (both black and white) social attitudes, in terms of a greater open-mindedness towards the outgroup
Teoria del riferimento diretto. Essenzialismo e mediazione cognitiva
A partire dai lavori di Frege, le nozioni di «senso» e riferimento hanno giocato un ruolo centrale nell'analisi semantica dei nomi propri perlomeno sino agli anni '70, quando si è affermata la cosiddetta «teoria causale del riferimento». Grazie alle ricerche di Kripke e Putnam, è prevalsa l'idea che i nomi propri e i termini di genere naturale devono essere compresi senza fare assegnamento sulla nozione fregeana di «senso». Il «vero» significato e riferimento di nomi propri e termini di genere naturale dipende unicamente dalla struttura interna degli oggetti ai quali tali termini si riferiscono ed è fissato dalla natura o dal mondo stesso. Questa proposta può essere criticata perché si appella a intuizioni «essenzialistiche» ed implica una versione molto forte di «realismo metafisico». Putnam, tuttavia, ha continuato a sottoscrivere la teoria causale del riferimento anche dopo aver abbandonato il «realismo metafisico» in favore di una versione di «realismo interno». In questo articolo ci proponiamo di mostrare che: 1) come Michael Dummett ha ripetutamente sostenuto, le scelte nell'ambito della teoria del significato determinano fortemente le opzioni metafisiche e pertanto il tentativo di Putnam di tenere insieme realismo interno e riferimento diretto va incontro a tensioni irresolubili; 2) le intuizioni realiste della teoria causale del significato comportano una problematica dissociazione tra la competenza semantica di una comunità linguistica e il presunto «riferimento oggettivo» che le proposte di Putnam e Kripke vogliono accreditare. Infine diamo alcune indicazioni per mostrare come una ridefinizione della nozione di «senso» possa superare i problemi messi in luce da Putnam e Kripke. Starting with the works of Frege, the notion of «sense» and reference played a central role in the semantic analysis of proper names at least up to the '70s, when the so-called «causal theory of reference» gained large credit. Thanks to the research work of Kripke and Putnam, the idea prevailed that proper names and terms for natural kinds must be understood without relying on the Fregean notion of «sense». The «real» meaning and reference of proper names and terms for natural kinds depends only on the internal structure of their bearers and is fixed by nature or the world itself. This proposal can be criticized because it resorts to «essentialistic» intuitions and involver a strong version of «metaphysical realism». Putnam, however, endorses the causal theory of reference even after giving up «metaphysical realism» in favour of a kind of «internal realism». In this paper we propose to show that: 1) as Michael Dummett repeatedly claimed, choices in the theory of meaning greatly determine metaphysical insights and, therefore, Putnam's attempt to keep together metaphysical realism and direct reference comes up against insoluble tensions; 2) realistic insights involved with the causal theory of reference entail a problematic division between the semantic competence of a linguistic community and the «objective reference» postulated by Kripke and Putnam. Finally, we give some indications to point out how a redefinition of the notion of «sense» can overcome the problems pointed out by Kripke and Putnam
Giovani identità in transizione. Il ruolo delle appartenenze ai gruppi sociali nella socializzazione alla cooperazione
Appartenere può diventare lo snodo centrale nella vita di un individuo, così come i gruppi sociali di cui si sente parte possono divenire riferimento essenziale della sua quotidianità e influenzare le sue scelte di azione. Nell’adolescenza è particolarmente importante stabilire legami significativi e potrebbe altresì essere cruciale sviluppare il suddetto senso di appartenenza e identificazione con gruppi sociali positivi al fine di contenere il naturale bisogno di trasgressività, tipico dell’età in questione. La cura dell’appartenenza ai gruppi sociali diventa così di fondamentale importanza per la prevenzione del disagio pre-adolescenziale e adolescenziale. Tali appartenenze vanno però osservate sia attraverso le complessità tipiche dell’età e del rapporto con il mondo degli adulti che nel quadro di una società multiculturale e globalizzata che tende, attraverso i gruppi sociali che la compongono, a trasmettere messaggi contraddittori e talvolta avaloriali.Membership to a social group could be the hub of the life of a subject as well as social groups to which he/her feels to belongs could be a fundamental reference of his/her everyday life. In fact, these groups could also influence his/her choices of action. During adolescence it is very important to establish meaningful links. Also, it can be crucial to develop the above-mentioned sense of belonging and identification with positive social groups in order to contain the natural need of transgression that is typical at this age. Thus, for the prevention of pre-adolescent and adolescent distress it becomes fundamental to take care of membership contexts. However, these memberships must be observed both through the complexities of age and relationships to the world of adults and in the context of a globalized and multicultural society that is inclined to send, through social groups, messages that are contradictory and sometimes lack any values of reference
Dinamiche educative e orientamento sociale fra i giovani europei. Il progetto di ricerca SMILEY (Social Mindedness In LEarning communitY)
L’acceso dibattito sulla fenomenologia delle pratiche di esclusione ed emarginazione nel contesto scolastico sottolinea con forza il tema dell’interazione pacifica tra gruppi sociali non omogenei all’interno del sistema formativo europeo. L’attuale dibattito impone quindi la necessità di inquadrare il significato di “interazione pacifica”, trasformando le differenze tra gli studenti in una risorsa capace di favorire l’integrazione e l’emergenza di una coscienza civica europea. Il progetto SMILEY (Social Mindedness In LEarning communitY) vuole raggiungere l’obiettivo introdotto poco sopra attraverso la progettazione e la realizzazione di una piattaforma digitale integrata di e-learning, sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie in ambito formativo. Il principale obiettivo del progetto è dunque promuovere l’implementazione dell’uso delle tecnologie ICT (Information Communication Technologies) e del Web 2.0, proponendo un approccio scientificamente fondato alle strategie di risoluzione dei conflitti derivanti da fenomeni di esclusione ed emarginazione sociale nei differenti contesti scolastici che costituiscono la partnership di progetto (Gran Bretagna, Italia, Polonia, Romania e Turchia). The enflamed debate on the phenomenology of exclusion practices in schools all over Europe underlines the relevance of peaceful interaction between non-homogeneous social groups in the European educational system. This debate imposes the necessity to conceptually define the meaning of “peaceful interaction” in order to transform differences between pupils into a resource, instead of a barrier, to integration. The SMILEY (Social Mindedness In Learning Community) project wants to reach the fundamental target introduced above through a digitally-integrated E-Learning platform and an Edu Role-playing game connecting students and teachers from the partner countries: Italy, Poland, Romania, Turkey and the United Kingdom. The main aim of the project will be to promote the use of ICT and Web 2.0 technologies in order to test an action-research approach to effective conflict-resolution strategies and to highlight best practices to avoid exclusion in different European school contexts
«The burning question of physicochemical science». Philosophical remarks about Thomas Huxley's reading of Cartesian physics
A Descartes, Thomas H. Huxley (1825-1895) riserva un posto particolare nelle sue opere. Le sue concezioni fisiche e metafisiche costituirebbero la prova che il Francese sarebbe il precursore sia dell’idealismo sia del materialismo del suo tempo e perciò Huxley rinviene nei suoi lavori sulla fisica importanti suggerimenti tanto per la filosofia quanto per la scienza ottocentesche. Le strade più significative che Descartes avrebbe percorso riguardano «la fondazione di una cosmogonia razionale e di una psicologia fisiologica». Il fatto che il mondo (fisico e organico) è subordinato alle medesime leggi della scienza proverebbe che Descartes si trovasse nel giusto. Per questo motivo riteniamo che Huxley attraverso la sua operazione intellettuale miri sostanzialmente a combattere il Positivismo difendendo il valore della New Philosophy. Sosteniamo la tesi che Huxley consideri necessaria una ripresa del razionalismo cartesiano all’interno della filosofia del XIX secolo: i) per rafforzare le asserzioni della scienza in ambito metodologico; ii) per sostenere la tesi che le leggi di natura sono solo astrazioni matematiche e non descrizioni noumeniche della realtà naturale. Riguardo al primo punto, Huxley si avvale della fisica cartesiana come se si trattasse della porzione di un nuovo meccanicismo fisiologico; la seconda tesi ci porterebbe a considerare le leggi di natura di Descartes come un tentativo di integrare le istanze di Descartes e di Hume.Descartes has a special place in the works of Thomas H. Huxley (1825-1895). Descartes’ physics and metaphysics makes him think that the French Philosopher was the ancestor as much of the idealism as of the materialism of his time. Huxley shows that Descartes’s works on physics are full of important suggestions for the philosophy and science of the 19th century. The most important paths Descartes pointed out were in his view the «foundations of rational cosmogony and of physiological psychology». The fact that the (physical and organic) world is subordinate to identical scientific laws proves that Descartes was right. I argue that Huxley’s intellectual operation strives to undermine Comtean positivism and to preserve the New Philosophy. I suppose that Huxley considers the presence of Cartesian rationalism in the 19th century as necessary: i) to strengthen the methodological assertions of science; ii) to support the argument that the laws of nature are only mathematical abstractions and not ‘noumenal’ descriptions of nature. On the first issue, Huxley introduces Cartesian physics as a portion of the new mechanism in physiology; the second hypothesis leads us to consider the Cartesian laws of nature as an attempt to integrate both Descartes’ and Hume’s points of view
Geografia, didattica e nuove tecnologie
La geografia ha assunto, nel corso degli anni, una diversa valenza didattica nel¬l'ambito della scuola italiana, man mano che le riforme si sono susseguite. La situa¬zione attuale vede metodologie e tecniche d'insegnamento che, ampliandosi e diversi¬ficandosi, determinano spesso una revisione dei contenuti, degli obiettivi disciplinari, delle relazioni con le altre discipline. L'introduzione d'innovazioni tecnologiche nella scuola e nell'università promuove un riposizionamento delle discipline e una riconfi¬gurazione delle relazioni tra docente e discente, sottolineando, in particolar modo, la centralità dell'alunno nel processo d'insegnamento/apprendimento. L'impiego di strumenti informativi multimediali consente, altresì, l'allargamento delle tematiche nelle quali la geografia può intervenire aumentando, al contempo, la trasversalità di¬sciplinare. Geography has taken on, over the years, different didactic importance within the Italian education system, with the passing of new reforms. The present situation con¬firms the existence of methodologies and teaching techniques which, branching out and enlarging, often determine a revision of the contents, the disciplinary objectives, and the relationships with other subjects. The advent of technological innovations at school and universíty has brought about a re-positioning of the subject and a re-defin¬ing of the pupil-teacher relationship, underlining, in particular, the centrality of the pupil in the teaching-learning process. The use of informative multimedia tools allows, likewise, a widening of thematic horizons in which geography can intervene, thus, at the same time, increasing cross-disciplinary possibilities
Modelli di interdipendenza degli attori sociali e la socializzazione nel contesto familiare
L’obiettivo di questo contributo è l’analisi basilare dei modelli e delle dinamiche di due principali aspetti/fenomeni strutturali della mentalità sociale (social mindedness) costituiti dall’interdipendenza tra gli attori sociali e dalla socializzazione nel contesto familiare. In tal senso esso va inteso come un supporto teorico di carattere sociologico alla adeguata e condivisa comprensione e allo svolgimento del progetto europeo SMILEY (Social Mindedness In LEarning communitY ) nell’ambito di Lifelong Learning Program (LLP) - Comenius.The main focus of this paper is the basic analyse of models and dynamics of two structural aspects/phenomena of the social mindedness consisted in the interdependence between social actors and the socialization process in the family context ( family habits). The function of this paper is to provide the theoretic sociological support to adequate comprehension and application of the EU project SMILEY (Social Mindedness In LEarning communitY) in framework of the Lifelong Learning Program (LLP) - Comenius
La diaconia (diakoniva) egizia tardoantica
Oggetto di questo contributo è una ricognizione della documentazione relativa alla diaconia tardoegizia, al suo funzionamento e alla sua diffusione nel quadro delle opereassistenziali del tardoimpero. This paper aims to focus on the ancient sources relating to the diakonia, its operation and its dissemination in Egypt within the relief organisations of the Late Empire