Università degli Studi di Catania: Open Journal Systems
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Le biotecnologie tra conoscenza e distorsioni: le opinioni di un campione di studenti universitari
Spesso in quest’ultimo decennio l’attenzione dei media di massa verso le biotecnologie e la loro applicazione è risultata come permeata da forti distorsioni. Questa è l’ipotesi su cui si basa lo studio che qui si presenta. La ricerca, effettuata su di un campione di 473 studenti laureandi presso vari dipartimenti dell’Università di Catania, ha avuto ad oggetto le opinioni espresse da questi partecipanti sulla connessione tra biotecnologie e mass media. Dai risultati emerge una certa sfiducia verso le biotecnologie, soprattutto a causa di una chiara percezione di scarsa informazione fornita dai media. La studio mette in evidenza la scarsa informazione di temi, contenuti e metodiche che sono collegati con le innovazioni tecnologiche. Relativamente agli ambiti in cui emergono atteggiamenti di maggiore apertura, questi risultano essere i settori bio-medico ed agroalimentare. Giudizi negativi emergono invece per le dimensioni che riguardano il profitto economico come chiave di volta dell’intero sistema biotech. Often in the last decade the attention of the mass media to the biotechnology and their application as was permeated by strong distortions. This is the hypothesis on which the study presented here. The research, carried out on a sample of 473 undergraduate students from various departments of the University of Catania, was concerned with the opinions expressed by these participants on the connection between biotechnology and the media. The results show a certain distrust of biotechnology, mainly due to a clear perception of lack of information provided by the media. The study highlights the lack of information of themes, contents and methods that are related to the technological innovations. Those areas in which they emerge-minded attitudes, these appear to be the bio-medical and agri-food sectors. Not recommended instead emerge for dimensions that relate to the economic profit as the keystone of the whole system biotech
Empatia e strategie di acculturazione: “Quando il troppo stroppia”
L’obiettivo di questo studio era di studiare, tramite un esperimento, il rapporto tra empatia e orientamenti di acculturazione (nel dominio di lavoro) adottati dalla comunità ospitante (italiani che vivono in Sicilia) nei confronti degli immigrati albanesi. I partecipanti erano 90 studenti universitari, nati e residenti in Sicilia, assegnati in modo casuale a due condizioni: alta empatia e bassa empatia. I risultati hanno mostrato che nella condizione di alta empatia aumenta l’adozione della strategia di esclusione e diminuisce l’adozione dell’individualismo. Inoltre, le analisi meditazione hanno mostrato che questi risultati sono dovuti alla diminuzione della valutazione outgroup.The aim of this study was to investigate, using an experimental design, the relationship between empathy and acculturation orientations (in the employment domain) adopted by the host community (Italians who live in Sicily) towards Albanian immigrants. Participants were 90 university students, born and living in Sicily, randomly assigned to two conditions: high-empathy and low-empathy. Results showed that in the high-empathy condition the adoption of exclusionism increases and the adoption of individualism decreases. Moreover, the meditational analyses showed that these results are due to the decrease of outgroup evaluation
“Potere dell’acqua” e crescita economica nell’Anatolia romana: Mulini idraulici e produzione olearia nel territorio di Perge
Si prende in considerazione la probabile connessione fra la presenza di mulini idraulici e l’incremento della produzione olearia nel territorio di Perge fra età flavia e Tarda Antichità. L’impatto delle ruote idrauliche sulla “crescita” economica dell’hinterland di questa città panfilica induce poi a riconsiderare i termini del dibattito storiografico sullo sfruttamento dei mulini ad acqua nell’Impero romano ed in particolare in Asia Minore. La tesi tradizionale secondo cui questi ultimi, invero sporadicamente attestati già nel I secolo a.C., avrebbero conosciuto di fatto una diffusione assai tardiva – non prima del IV-V secolo e poi, più ampiamente, durante il Medioevo – è stata in effetti messa seriamente in discussione nell’ultimo trentennio dai risultati di numerose indagini archeologiche, le quali hanno confermato la precoce, e cospicua, espansione, già nella prima età imperiale, di ruote idrauliche in numerose aree dell’Impero, tra le quali, appunto, il territorio di Perge qui considerato. This paper considers the likely connection between the presence of ancient watermills in the environment of Perge and the increase in Pamphylian olive oil production from the Flavian period to Late Antiquity. The probable impact of water wheels on the economic “growth” in the hinter - land of this Pamphylian city brings us, therefore, to reconsider the historiographical debate on the exploitation of water-mills in the Roman Empire and especially in Asia Minor. The traditional theory asserts that the water-mills, already sporadically known in the 1st century B.C., widely developed at a later date, not before 4th-5th century A.D. and then, more fully, during the Middle Ages. This theory has been demolished in the last thirty years by the evidence of many archaeological surveys which have attested, already in the first two centuries A.D., the early and considerable spread of water wheels in several areas of the Empire
Ambiente fisico e ambiente psicologico. Temi di ricerca ed esigenze di formazione
Temi di ricerca ed esigenze di formazione. Da tempo è oggetto di studio della psicologia la relazione tra l’ambiente fisico e le percezioni, i vissuti, gli atteggiamenti - le rappresentazioni cognitive ed emozionali - che nei confronti di esso vengono attivati dalle persone che lo abitano. Questo tipo di studi acquisisce oggi particolare rilevanza scientifica e sociale a seguito dell’attenzione crescente dedicata alla progettazione di un ambiente a misura d’uomo, e dei conseguenti bisogni formativi in ottica interdisciplinare. Il ‘luogo’ in cui si vive - o in cui ci si reca per turismo - non è solo un dato fisico, ma una unità di esperienza dotata di significato, di cui gli individui costruiscono l’identità e che, reciprocamente, apporta importanti contributi all’acquisizione dell’identità personale e sociale. Nell’articolo vengono presentati i principali ambiti di ricerca della psicologia ambientale: strutture e ‘barriere’ architettoniche, rappresentazione dei comportamenti spaziali in ‘mappe’ mentali, aspetti ‘prossemici’, sentimento di appartenenza instaurato con i luoghi fisici. Una particolare attenzione, anche sul piano metodologico, è dedicata agli studi sui vissuti relativi agli spazi abitativi, e alle differenze fra categorie sociali che fanno emergere specifici bisogni di particolari gruppi di persone: disabili, bambini, anziani, stranieri immigrati. E’ infine sottolineata la necessità di una formazione connessa: - alla progettazione, con un approccio necessariamente interdisciplinare, di un ambiente idoneo alla soddisfazione dei bisogni; - alla educazione delle giovani generazioni ad un rapporto proficuo e non consumistico con l’ambiente. Uno degli obiettivi essenziali dell’educazione è proprio il miglioramento nei rapporti col territorio in cui si vive e con i territori in cui ci si reca per ragioni turistiche. The relationships between the physical environment and perceptions, feelings, attitudes, i.e. cognitive and emotional representations, experienced by the individuals living in the environment itself, have been widely focused by psychological research. Today, these studies take on a particular scientific and social relevance due to the increasing attention devoted to environmental planning based on human needs, and to the consequent formative features needed in a multidisciplinary perspective. The place where people live, or stay for tourism, is not only a physical datum but also a meaningful unit of experience, whose identity individuals contribute to construct, and which reciprocally helps individuals to acquire their personal and social identities. The paper reviews the main topics of environmental psychology: architectonic structures and ‘barriers’, representation of spatial behavior in mental maps, proxemic aspects, sense of belonging and attachment towards physical places. Particular attention, also from the methodological point of view, is addressed to the studies on living spaces, and to the differences among social categories that point out specific needs of particular groups of individuals: disabled persons, children, the elderly, immigrants from foreign countries. The Author underlines the needs of formation linked both to: - the planning, with a multidisciplinary approach, of an environment suitable for the fulfilment of the inhabitants' needs, and - the education of the younger generations to an effective relationship - not typical of a ‘consumer’ mentality - with the environment. One of the main goals of education is the improvement of the relationships between the individuai and his environment and the lands he will visit for tourism
Debito e sovranità nella crisi europea. Storia di un'opportunità.
La crisi economica attuale ha mostrato caratteristiche strutturali ormai evidenti a ogni tipo di analisi. Nulla, però, è stato fatto per la crescita e per il contenimento delle disuguaglianze nei Paesi sviluppati. In Europa, l’integrazione funzionale non ha retto di fronte alla crisi. L’assenza di politiche comuni in materia finanziaria, fiscale e regolatoria ha lasciato l’economia europea in balía del mercato globale. La politica comunitaria, in tal modo, è regredita al metodo intergovernativo, poi al binomio di potenze centrali, fino alla guida solitaria della Germania. Il problema della sovranità è di nuovo al centro della costruzione europea. Pare giunta una transizione di sistema. Per l’Europa la scelta di politiche finanziarie, monetarie ed economiche all’insegna della crescita, sono inscindibili da scelte politiche decisamente orientate a una maggiore integrazione politica. The present economic crisis has revealed structural characteristics which are by now evident to any type of analysis. Nevertheless, nothing has been done for the growth and the containment of the inequalities in the developed countries. In Europe, the functional integration has not held out against the crisis. The absence of common politics in financial, fiscal and regulatory matters has left the European economy at the mercy of the global market. This way, the EC policy has gone back first to the intergovernmental method, then to the match of the central powers, finally to the solitary guide of Germany. The problem of the sovereignty is again at the center of the European construction. It seems it has come to a system transition. The choice of financial, monetary and economic politics aimed at promoting growth, for Europe, cannot be separated from political choices definitely oriented towards a stronger political integration
Effetti dell'empatia sull'adozione di strategie di acculturazione nei confronti degli immigrati albanesi
L’obiettivo di questo studio era quello di indagare la relazione tra l’empatia e le strategie di acculturazione adottate dalla comunità ospitante (italiani residenti in Sicilia) nei confronti degli immigrati albanesi. I partecipanti sono stati 101 studenti universitari nati e residenti in Sicilia. Lo strumento era un questionario contenente le misure di empatia e delle strategie di acculturazione adottate dagli italiani nei confronti degli immigrati albanesi in tre domini esperenziali (lavoro, cultura, endogamia/esogamia). I risultati mostrano che gli italiani tendono ad adottare strategie positive (integrazione duplice, integrazione con trasformazione e individualismo) e a rifiutare le strategie negative (assimilazione, segregazione e esclusione). Per quanto riguarda la relazione tra empatie e strategie di acculturazione, i risultati indicano che l’empatia favorisce l’adozione delle strategie positive e riduce l’adozione delle strategie negative.The aim of this study was to investigate the relationship between empathy and acculturation strategies adopted by the host community (Italians who live in Sicily) towards Albanian immigrants. Participants were 101 university students born and living in Sicily. The tool was a questionnaire containing measures of empathy and acculturation strategies adopted by Italians towards Albanian immigrants in three life domains (employment, culture, and endogamy/exogamy). Results show that Italians tend to adopt positive strategies (dual integration, integration with transformation, and individualism) and to reject negative ones (assimilationism, segregationism, and exclusionism). As far as the relationship between empathy and acculturation strategies is concerned, results indicate that empathy encourages the adoption of positive strategies and reduces the adoption of negative ones
Difficoltà di lettura e funzioni attentive
L’attenzione gioca un ruolo centrale nei processi di elaborazione dell'informazione; un suo adeguato funzionamento è una condizione necessaria per lo sviluppo delle abilità cognitive complesse e costituisce un presupposto essenziale per un positivo imento scolastico. I bambini con difficoltà attentive, infatti, spesso mostrano difficoltà in abilità di base come la lettura, la scrittura e l'aritmetica. La presente ricerca si propone di indagare le relazioni tra abilità di lettura e funzioni attentive, in un campione di 98 alunni frequentanti il primo e il secondo anno della scuola secondaria inferiore. Sono state utilizzate prove per la misurazione delle abilità di letture e prove computerizzate per la valutazione dell’attenzione. Gli insegnanti degli studenti partecipanti alla ricerca hanno compilato, inoltre, un breve questionario destinato alla valutazione del rendimento scolastico. L'analisi dei dati ha mostrato che le abilità di lettura sono correlate con il profitto scolastico e che i cattivi lettori hanno peggiori prestazioni in prove destinate alla misurazione delle capacità mnestiche. Si è evidenziato che i buoni e cattivi lettori hanno ottenuto prestazioni simili nella prova che valuta l'effetto di interferenza secondo il modello di Stroop. Quest'osservazione appare in contrasto con la più diffusa interpre¬tazione dell'effetto Stroop, secondo cui la lettura è un processo automatico per cui la dimensione semantica prevale su quella percettiva. Viene proposta un'interpretazione alternativa in grado di spiegare i dati da noi ottenuti. Attention plays a central role in information processing; its adequate functioning is required for correct development of complex cognitive abilities and is an essential presupposition for scholastic progress. Children with attentional deficits often show difficulties in basic skills such as reading, writing and arithmetic. The aim of this research was to study the interactions between reading abilities and attention in a sample composed of 98 pupils in the first and second years of state junior high school. As instruments, tests measuring reading abilities and computerized tests were used. Moreover, the teachers of the pupils taking part in the study completed a brief questionnaire assessing their progress. The data analysis has shown that reading skills are correlated to achievement and that poor readers have a worse mnestic performance. It was noted that the good and poor readers obtained similar results in the Stroop model interference word task. This observation seems to be in contrast with the more common interpretation of the «Stroop effect» which suggests that reading is an automatic process and therefore the semantic dimension dominates the perceptive one. An alternative interpretation to explain our data is suggested
L’ermeneutica è un «pensiero debole»? Il fondamento e i suoi sensi
II problema dell'interpretazione costituisce uno dei temi centrali della storia del pensiero. Esso percorre la ricerca filosofìca a partire dal perì ermeneias di Aristotele, attraversa il discorso teologico della spiegazione dei testi sacri nell'età patristica, diventa allgemeine Auslegungskunst con G. Fr. Meier e soprattutto con Fr. Schleiermacher e, passando attraverso le riflessioni di Droysen, Dilthey, Weber, si ripropone in nuovi contesti problematici e teoretici con Husserl, Heidegger e Gadamer. In questo suo lungo percorso l'ermeneutica, soprattutto nel mondo culturale tedesco, si accompagna allo storicismo, l'una e l'altro radicati in una tematica della finitezza, cui fa da espressione il linguaggio. Il problema della imprescindibilità del linguaggio accomuna infatti molte espressioni della filosofia contemporanea, che, appunto, in una ermeneutica vista in una molteplicità di accezioni trovano il loro punto d'incontro. Eppure, nonostante che l'ermeneutica stia vivendo oggi un suo momento forte, striscia da tempo un luogo storiografico diffuso che l'ermeneutica sia un pensiero debole, espressione di una filosofia della crisi. Niente di più errato. Proprio oggi, invece, l'ermeneutica sta vivendo una sua stagione complessa e variegata, com'è dimostrato dalla vivace presenza delle nuove forme in cui essa si manifesta, la cui posta in gioco non è soltanto la natura del comprendere - ontologica o non ontologica - ma il ruolo stesso della filosofia, il ruolo dell'uomo nel mondo e della sua salvezza, il problema della sua emancipazione e della sua libertà, il problema della intercomunicazione, la riflessione sulle varie forme di linguaggio, ecc. Basterebbe pensare a tutta la nuova ermeneutica, sia nel suo versante per così dire "epistemologico" e "metodologico" (Gardiner, Dry, von Wright, Anscombe), sia nel suo versante teologico (Pannenberg, Bultmann), sia in quello etico-politico (Rorty), sia in quello della critica dell'ideologia, che trasversalmente è sempre ermeneutica (Apel, Habermas, ecc.), sia in sede estetica (La Scuola di Costanza, H.R. Jauss e W. Iser), sia in sede filosofico-letteraria con tutti i rappresentanti del decostruzionismo, in Francia, con gli "Yale Critics" e con S. Fish in America, con L. Frank e G. Boehm in Germania). Per non parlare dell'influenza dell'ermeneutica in psichiatria, psicoanalisi, ecc. E allora dato tutto ciò, dato il fervore, la diffusione e l'interconnessione degli studi, il prestigio delle scuole, il livello dei suoi rappresentanti, dato tutto ciò, ripeto, è mai possibile, ammissibile, lecito, parlare di una ermeneutica come "pensiero debole"? The question of interpetation is one of the central topics in the history of thought. It runs through philosophical research, starting with Aristotle's perì ermeneias, it is present in the theological discussion on the explanation of the sacred texts in the Patristical age, it becomes allgemeine Auslegungskunst with G. Fr. Meier, and, above all, with Fr. Schleiermacher and passing through the reflections of Droysen, Dilthey and Weber, it comes up again in new theoretical and problematic contexts with Husserl, Heidegger and Gadamer. On its long path, hermeneutics, above all in the German cultural world, is linked to historicism, both rooted in the thematic of perfection, whose expression is language. The question of the indispensability of language brings many expressions of contemporary philosophy closer together, finding their meeting point in hermeneutics seen in a multiplicity of interpretations. However, although hermeneutics is meeting with favour at the moment, there is still a widespread historiographical belief that hermaneutics is weak thought, as the expression of a philosophy of crisis. Nothing could be more mistaken. Today, hermeneutics is living its complex and varied season, as can be seen by the active presence of the new forms; the real issue being not only the nature of understanding - ontological or non-ontological - but the very role of philosophy, the role of man in the world and of his salvation, the question of his emancipation and freedom, the problem of intercommunication, reflection on the various forms of language etc. One needs only think of all the new aspects of hermeneutics - ‘epistemological’ and ‘methodological’ (Gardiner, Dry, von Wright, Anscombe), theological (Pannenberg, Bultmann), ethical-political (Rorty), the criticism of ideology, which, transversally is still hermeneutics (Apel, Habermas, etc.), aesthetics (the School of Konstanz, H.R. Jauss and W. Iser), philosophical-literary including all the representatives of deconstructionism (in France, with the Yale Critics and S. Fish in America, and L. Frank and G. Boehm in Germany), not to mention the influence of hermeneutics in psychiatry, psychoanalysis etc. Taking into consideration the zeal, promulgation and interconnection of studies, the prestige of the schools, and the status of its representatives; given all this, I repeat, is it at all possible, admissable or proper to speak of hermeneutics as ‘weak thought'
Successione dinastica e morte violenta dei reges longobardi. La testimonianza di Paolo Diacono
L’Historia Langobardorum di Paolo Diacono offre testimonianza delle morti violente dei re longobardi, eventi che spesso hanno condizionato la successione dinastica all’interno del regno. Tra gli episodi più noti presi in esame si ricordano l’assassinio di Alboino da parte della moglie Rosamunda, l’avvelenamento di Autari ed il ruolo ricoperto della moglie Teodolinda nel regolarne la successione, con Agilulfo prima e Adaloaldo poi, la lotta tra Perctarit e Godeperto. I violenti scontri tra i sovrani possono essere interpretati secondo l’ottica di Paolo Diacono come una delle cause del tracollo del regnum longobardo, conquistato dai Franchi nel 774. Paul the Deacon in his Historia Langobardorum wrote about the violent deaths of Lombard kings, events which often conditioned royal succession. In particular this paper focuses on the murder of Alboin committed by his wife Rosamunda, the poisoning of Authari, and the role played by Theodolinda regarding the succession of Agilulf and Adaloald, the struggle between Perctarit and Godepert. According to Paul the Deacon, bitter clashes between kings may be considered as one of the causes of the fall of the Lombard regnum, conquered by the Franks in 774
Iuramentum sive sacramentum: prassi giuridico-sacrale in Gregorio Magno
L'analisi dell'istituto del giuramento – oggetto dell'impegno storiografico volto alla definizione del relativo comportamento nei confronti della politica e del potere – nell'Epistolario di Gregorio Magno rivela il carattere altamente sacrale della ritualità e la sua indiscussa connessione con la legislazione giustinianea. The analysis of the institution of the oath – object of the historiographic commitment aimed at defining the related attitude regarding politics and power – in the Epistolario of Pope Gregory the Great reveals the highly sacred character of rituality and its undisputed connection with Justinian legislation