Università degli Studi di Catania: Open Journal Systems
Not a member yet
287 research outputs found
Sort by
Undertstanding the Entrepreneurial Process: a Literature review
In the last decades, entrepreneurship became a very popular topic both for scholars and policymakers, due to its particular role in the economic and social development of the countries. It is, indeed, capable of dealing with the current economic crisis stimulating innovation and technological progress, generating competition, creating employment and encouraging economic growth in general. The purposes of this paper are to provide a systematic review of the main theoretical approaches progressively introduced over the years and to analyze the different determinants of entrepreneurial behavior. Through a description of personal, social and societal factors, we maintain that it is necessary to increase the analysis and the studies on this topic, also in a psychological perspective, in order to plan training programs useful both for the individual and the society’s well-being and development. Negli ultimi decenni, il tema dell’imprenditorialità ha riscosso un particolare interesse sia dal punto di vista teorico che politico, dato il significativo ruolo che svolge nella crescita economica e sociale dei diversi Paesi. Si ritiene infatti che l’imprenditorialità e la sua relativa promozione siano capaci di fronteggiare l’attuale crisi economica poiché stimolano l’innovazione e il progresso tecnologico, generano concorrenza, creano occupazione ed incoraggiano lo sviluppo economico generale. Lo scopo della presente trattazione è quello di fornire una revisione degli approcci teorici in materia, e di analizzare le differenti determinanti del comportamento imprenditoriale. In particolare, attraverso una descrizione contemporanea di fattori personali, di gruppo e sociali siamo in grado di affermare che è necessario incrementare gli studi in questo campo, anche usufruendo dalla prospettiva psicologica, al fine di progettare programmi ed interventi formativi utili al benessere e allo sviluppo dell’individuo e della società
Relazioni fra Mental Imagery e fattori di intelligenza: una verifica sperimentale
Il legame fra funzioni cognitive e Mental Imagery, evidenziato in letteratura, richiede uno studio approfondito delle componenti intellettive maggiormente correlate con i processi immaginativi, che implicano la capacità di riprodurre ed elaborare stimoli non immediatamente presenti nel campo percettivo. Scopo di questo studio è esaminare le relazioni tra capacità di Mental Imagery e fattori dell’intelligenza. Come strumenti per la misurazione di queste variabili sono stati usati il Mental Imagery Test (MIT), basato su prove di performance piuttosto che sulla valutazione soggettiva di vividezza delle immagini, e la scala di intelligenza WAIS-IV. Il campione della ricerca è costituito da 35 adulti, 17 maschi e 18 femmine, età 19- 51 anni. I risultati confermano l’ipotesi di correlazione tra MIT e intelligenza generale: a un più elevato QI corrisponde una maggiore capacità immaginativa. In particolare, le abilità di Mental Imagery risultano maggiormente connesse con il ragionamento visuo-percettivo e la comprensione verbale (e quindi con l’indice WAIS composito di Abilità Generale), piuttosto che con l’efficienza cognitiva (memoria di lavoro e velocità di elaborazione). L’analisi di scaling multidimensionale conferma la maggiore prossimità delle prove del MIT alle componenti visuo-percettive e verbali dell’intelligenza. All’interno delle prove di memoria quelle di riordinamento di cifre o lettere e numeri sono connesse al Mental Imagery più del tradizionale span di cifre. I risultati inducono a considerare con maggiore attenzione le specifiche componenti immaginative nella valutazione e nella riabilitazione delle funzioni cognitive, ad esempio nei casi di deficit o di deterioramento mentale. The link between cognitive functions and Mental Imagery, highlighted in literature, requires an in-depth study of the intellective components that are more closely related to the imaginative processes, which imply the ability to reproduce and process stimuli not immediately present in the perceptual field. The aim of this study was to examine the relationship between the ability of Mental Imagery and intelligence factors. Instruments for measuring these variables were the Mental Imagery Test (MIT), based on performance tasks rather than on subjective evaluation of image vividness, and the WAIS-IV scale. The research sample consisted of 35 adults, 17 males and 18 females, age range 19-51. The results confirmed the main hypothesis of correlation between MIT and general intelligence: a higher QI corresponds to greater imaginative capacity. In particular, the Mental Imagery skills are more closely related to visual-perceptual reasoning and verbal comprehension (and hence the composite index of General Ability) rather than cognitive efficiency (work memory and processing speed). Multidimensional scaling analysis confirmed the proximity of MIT tests to visual perceptual and verbal components of intelligence. Within the memory tasks, reordering of digits, letters and numbers correlated with MIT scores more than traditional digit span. The results induce more attention to specific imaginative components in the assessment and planning rehabilitative interventions, regarding cognitive functions e.g., in cases of deficit or mental deterioration
Alcuino, Carlo Magno e l’ombra del millenarismo alla fine dell’VIII secolo
L’articolo focalizza la testimonianza di Alcuino, esponente di spicco della cultura carolingia, in relazione alla corrente millenaristica che attraversa l’età altomedievale. Dalla lettura di diverse epistole si evidenzia come il monaco di York interpretasse i pericoli e le ansie che scuotevano la cristianità in quei tempora periculosa come uno stimolo per i credenti ad essere degni, alla fine della propria vita terrena, della ricompensa divina. Non vi è quindi necessariamente un diretto riferimento a tensioni escatologiche (di matrice biblica) legate al giudizio finale, che secondo alcune tesi si credeva prossimo allo scadere del sesto millennio, in coincidenza con l’anno 800. The article examines the work of Alcuin, a prominent exponent of Carolingian culture, in relation to the millenarian current that goes across the Early Middle Ages. The reading of various epistles points out how the monk of York interpreted the dangers and anxieties that shook Christianity in those tempora periculosa as a stimulus for believers to be worthy of divine reward at the end of their earthly life. There is not a necessary reference to eschatological tensions (of biblical nature) linked to the final judgment, which was believed to be near the end of the sixth millennium coinciding with the year 800
Variabili socio-demografiche, sanitarie e psicologiche dello stress lavorativo
Obiettivo principale del presente studio è individuare e valutare in ottica interdisciplinare le principali variabili che possono influenzare il malessere lavorativo, utilizzando strumenti diagnostici adatti a misurare in modo attendibile e valido sul piano sia psicometrico che clinico le variabili osservabili in ambito organizzativo. È stato esaminato un campione di 243 persone, dipendenti di aziende sanitarie e scolastiche. I risultati evidenziano come i disturbi psicofisici generalmente prevalenti siano quelli del sonno; le percezioni di stress direttamente riferite al lavoro riguardano le preoccupazioni inerenti la mansione e la sensazione di non avere più energie sufficienti per svolgere adeguatamente il proprio lavoro. Alcune significative differenze sono state riscontrate relativamente al genere e all’ambito di lavoro (maggiore stress emotivo è riportato nei lavoratori della sanità rispetto a quelli della scuola). Cambiamenti nello stile di vita, dieta, variazioni di peso sono correlati con l’incremento dello stress. Specifici aspetti di stress sul lavoro predicono significativamente lo stress complessivo, mentre altri sembrano dipendere da diversi fattori extralavorativi. Analisi di approfondimento qualitativo consentono di valutare il profilo dei lavoratori che hanno uno stress superiore al limite della norma. I risultati potranno essere utili al fine di formulare specifici piani organizzativi mirati alla riduzione delle variabili fisiche e psicologiche che incidono sullo stress lavorativo, mediante attività di risk-management da usare per la diagnosi e la gestione organizzativa. The main objective of this study is to detect and evaluate, in interdisciplinary perspective, the key variables that can affect work uneasiness, using diagnostic tools suitable for measuring both the psychometric and the clinically relevant variables observable in the organizational context. The sample of the study is composed of 243 subjects, working both in health and school organizations. The results show that the psychophysical disorders generally prevalent regard sleep; stress perceptions directly related to work regard job-related concerns and the feeling of not having enough energy to properly carry out work. Significant differences have been reported pertinent to gender and work context (more emotional stress was reported in healthcare workers than in the school). Lifestyle changes, diet, weight alterations are correlated with increased stress. Specific aspects of work stress significantly predict overall stress, while others seem to depend on different non-working factors. Qualitative in-depth analyses allow assessing the profile of the workers who have a higher stress compared with the norms. The results may be useful in order to formulate specific organizational strategies aimed at reducing physical and psychological variables affecting work stress, through risk management activities useful for diagnosis and organizational planning
Scuola inclusiva, disabilità del curricolo e Universal Design for Learning
I processi di educazione inclusiva meritano, oggi più che mai, un’attenzione particolare nella scelta di documenti, di strumenti, di strategie organizzative e di metodologie che si apprendono e si propongono come modelli operativi concreti finalizzati all’attuazione del diritto all’istruzione di tutti. La capacità sistemica di accogliere nel miglior modo possibile l’universo studentesco nella sua variegata costellazione di caratteristiche, potenzialità e bisogni educativi essenziali dipende, anche e soprattutto, dalla necessità di ripensare e rivedere la scuola, il contesto e il curricolo in un’ottica di universalità che capovolge il concetto stesso di disabilità, non più focalizzato sulla persona che apprende, ma sul contesto, e quindi anche sulla progettazione curricolare che deve essere sempre di più pensata per accogliere e valorizzare tutti. L’Universal Design for Learning si propone come valido approccio inclusivo e strumento di lavoro per aiutare i docenti a raggiungere queste finalità. The inclusive education processes deserve, now more thanever, particular attention in the choice of documents, tools, organizational strategies and methodologies which can become a concrete operational model to guarantee the right to education for everyone. The systemic capacity to accommodate students’ universe in its varied costellation of features, capabilities and essential educational needs depends on the need to rethink and revise the school, the context and the curriculum with a view to universality. It overtunes the concept of disability, no longer focused on the learner, but on the context, and therefore also on the curriculum design which have to be designed to accommodate and enhance everyone. The Universal Design for Learning is a valid inclusive approach and workingtool to help teachers to achieve these aims
Il contesto alpino nello “spazio” storiografico e nell’immaginario di Rodolfo il Glabro
Rodolfo il Glabro focalizza la trama delle Storie su avvenimenti riguardanti soprattutto la Germania e la Francia tra i secoli X e XI. Ciò non significa tuttavia un suo completo disinteresse verso altre zone geografiche, in particolare quelle dove si registrano notizie di miracoli e di prodigi, argomenti che suscitano l’attenzione del nostro autore, attento a cogliere le manifestazioni del volere divino. La presente ricerca analizza l’area delle Alpi, in cui Rodolfo ambienta vicende significative per recuperare la presenza di Dio nella storia dell’umanità. Rodulfus Glaber focuses his Histories mainly on events regarding Germany and France between the tenth and the eleventh centuries. This does not mean, however, a total lack of interest toward other regions, and in particular those where miracles and prodigies take place. These extraordinary events are very intriguing to the author, an acute observer of the manifestations of the Divine will. This paper analyses the area of the Alps, where Rodulfus set significant episodes to underline the presence of God in history
Spazi formativi all’aperto e territori oltreconfine dell’innovazione educativo-didattica
Il saggio restituisce le principali direttrici di ricerca di ambito pedagogico intorno ai modelli e alle prassi di educazione e didattica all’aperto che si avvalgono della coltura/cultura della terra in chiave formativa. Ponendo in dialogo modelli ed esperienze degli inizi del Novecento e sperimentazioni educative odierne, il testo presenta, inoltre, una rassegna delle principali iniziative di carattere scientifico, anche di livello internazionale, promosse dal gruppo di ricerca di Pedagogia presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Catania. This essay presents the main directions of a piece of education research concerning the models and practices of outdoor teaching that are used in land cultivation for training purposes. This work compares models and experiences at the beginning of the 20th century with today’s educational experiments; moreover, it presents a collection of the main initiatives of a scientific nature, also at an international level, promoted by the pedagogical research group at the Education Department of the University of Catania
La provincia Siciliae in età tetrarchica (284-324 d.C.): imperatori, correctores e comunità cittadine
Il presente lavoro intende gettare nuova luce sulle testimonianze riferibili alla Sicilia nel corso degli anni 284-324 d.C., quando, per motivi economici, sociali e politici, l’isola divenne particolarmente importante agli occhi della nobilitas e degli stessi imperatori, che ne affidarono l’amministrazione, alla stregua delle altre province italiche e diversamente da Sardegna e Corsica, a correctores. Le dediche siciliane a noi pervenute, erette in onore degli imperatori e risalenti a tale periodo, sembrano essere state poste in un primo momento dalle città e in seguito dai governatori; questa differenza dipende, a nostro avviso, non tanto dalla casualità dei ritrovamenti, quanto da un preciso cambiamento politico e culturale: con l’avvento al potere di Costantino, le città preferiscono onorare i correctores, da cui più immediatamente dipendeva il benessere pubblico, piuttosto che gli imperatori, i quali, invece, vengono celebrati dai governatori stessi, che cercano di accattivarsene il favore. Un’attenta disamina dei correctores finora noti ci ha consentito, d’altro canto, di constatare come essi appartenessero ad un gruppo ristretto di gentes (i Calvisii, i Valerii, i Domitii), alcune delle quali possedevano certamente proprietà terriere nell’isola, a riprova della connessione tra ricchezza patrimoniale ed esercizio di pubbliche funzioni. Il governatore aveva sede, come sempre, a Siracusa, ma più volte trasferì la sua residenza a Catania, centro all’epoca ugualmente importante: tra le due città doveva esistere una rivalità che poteva tradursi in una temporanea variazione della sede del governatore, dovuta certo a circostanze eccezionali, ma possibile proprio in virtù del pari prestigio rivestito da entrambe.This paper aims at shedding new light on the testimonies about Sicily between 284 and 324 A.D., when the island became very important for economic, social and political reasons for the nobilitas and even the imperators, who entrusted the administration to correctores, like the other italic provinces and unlike the way they handled Sardinia and Corsica. The Sicilian dedications that have survived up till now, erected in honour of the imperators throughout these years, appear to be erected firstly by the cities and secondly by the governors; this difference depends, in our opinion, not only on the fortuity of the excavations, but also on a precise political and cultural change: when Constantine become emperor, the cities prefer to honour the correctores, on whom public welfare closely depended, more than the emperors, who are celebrated, on the contrary, by the governors, who try to ingratiate their favour. Otherwise, a careful analysis of the correctores that we have collected up till now has allowed us to observe that they were part of a small group of gentes (Calvisii, Valerii, Domitii), some of whom certainly had island properties, proof of the connection between property wealth and performance of public duties. The seat of the governor was Syracuse, but it was often transferred to Catania, which was as important at that time: between the two cities rivalry must have surely existed and it could mean a temporary change of the seat of the governor, caused by exceptional circumstances, but made possible in virtue of the equal prestige of the two cities
Social network e culture partecipative. La mediazione delle tecnologie sociali nella costruzione della conoscenza
L’ipotesi di lavoro è che la diffusione dell’utilizzo dei nuovi media nelle organizzazioni tenderebbe a rimodellare i processi attraverso cui si forma l’identità del singolo lavoratore, e dei gruppi di cui è parte attiva. Di fronte a meccanismi relazionali sempre più transitori, nei quali non è sempre chiara la modalità di inclusione o di esclusione, un uso inconsapevole del medium tecnologico potrebbe risultare alquanto nocivo. Far parte di un Gruppo 2.0 e la conseguente emersione di una creatività collettiva 2.0 starebbe progressivamente dimostrando che ad avere la meglio è stata l’innovazione nell’interazione piuttosto che l’artefatto tecnologico in sé. La massiccia presenza dei social media dipende sostanzialmente dall’affermazione di culture partecipative. Non viceversa. Se è vero, d’altro canto, che il cyberspazio può talora rappresentare una vera e propria trappola, con l’attivazione di forum, blog, piattaforme di e-learning e social network, le informazioni circolano adesso sicuramente più in fretta, favorendo la partecipazione aperta e attiva del singolo e una continua decostruzione e ricostruzione collettiva del sapere. The working hypothesis is that new media tend to reshape the process through which the worker’s identity, and of group in which he is an active part, was created. We argue that faced with increasingly transient relational mechanisms, in which it is not always clear inclusion or exclusion mode, an unconscious use of the technological medium could be quite harmful. Be part of Group 2.0 and the new collective creativity 2.0, are gradually proving that to get the better is the new mode of interaction rather than the technology itself. Social media’s inescapable presence depends on participatory cultures. Not vice versa. If it is true, on the one hand, that cyberspace could sometimes be a real trap, with its forums, blogs, e-learning platforms and social networks, on the other the information can sometimes encourage active participation in self-organizing, and a continuous deconstruction-reconstruction of the collective knowledge