Sapienza University of Rome

Archivio della ricerca- Università di Roma La Sapienza
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    Critica come prassi sociale. Autocomprensione sociale e teoria critica

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    Poche questioni della teoria sociale sono decisive quanto sta­bilire chi abbia il diritto di criticare la società. Per decenni, infatti, la riflessione teorica ha descritto il mondo sociale dall’alto, senza interpellare coloro che lo abitano quotidianamente. Ma cosa accade quando sono proprio i destinatari di queste diagno­si – le persone che vivono gli effetti delle strutture sociali – a riven­dicare la capacità di dire che cosa è realmente in gioco nelle loro vite? In questa prospettiva, Robin Celikates rilegge l’impostazione classica del pensiero critico – da Adorno a Bourdieu – e la mette in dialogo con l’etnometodologia di Garfinkel e la sociologia del­la critica di Boltanski. Ne emerge l’idea di una critica intesa come prassi sociale: una teoria non paternalistica, capace di riconoscere e valorizzare le risorse cognitive ed esperienziali degli attori sociali. Al tempo stesso, Celikates indaga le condizioni – istituzionali, sim­boliche e materiali – che oggi soffocano la loro voce e impediscono loro di diventare parte viva del discorso pubblico

    Pilisszentiván-Hárs-erdő 2025: New buildings and finds from a Roman village in the northwestern hinterland of Aquincum

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    A team of the Institute of Archaeological Sciences of the Eötvös Loránd University have opened new areas for excavation at the Pilisszentiván-Hárs-erdő Roman village site. The investigation uncovered the entire area of Building D, which was a rectangle structure with stone foundations and an oven in the southwestern corner. East of this, Building E proved to be more extensive than previously anticipated. Another two buildings were identified in the excavation trenches. Besides the regular residential pottery, fragments of terra sigillata bowls were found which indirectly date the building of Building D before the Marcomannic War, and the abandonment of Building E to the beginning of the 3rd century

    The turning point in the question of pulchrum: Thomas Aquinas and early Franciscanism

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    This article aims to examine the transformations of the concept of pulchrum that took place in the thirteenth century between Thomism and early Franciscan thought. Specifically, it explores and compares the theme of “pulchra enim dicuntur quae visa placent”, introduced by Thomas Aquinas in the Summa Theologiae, and the theme of “creatural” beauty, introduced by Francis of Assisi and then taken up above all by Bonaventure of Bagnoregio, identifying these as pivotal moments of transition in the medieval discourse on the pulchrum

    Clinical Use of the Triglycerides/Glucose (TyG) Index in the Early Assessment of Metabolic Alterations and Cardiovascular Remodeling in Essential Hypertensive Patients

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    Introduction: Obesity represents a significant public health problem, particularly due to its strong association with additional cardiovascular risk factors, such as hypertension, insulin resistance (IR), type 2 diabetes mellitus, metabolic syndrome (MS) and cardiovascular disease. IR is the underlying factor of the relationship between obesity and metabolic dysregulation. The identification of IR is crucial for early diagnosis, clinical management and specific treatment. Aim: This study aims to evaluate the diagnostic efficacy of the Triglycerides/Glucose (TyG) Index in identifying IR and target-organ damage in a cohort of patients with essential hypertension. Methods: we have evaluated 235 consecutive patients with essential hypertension (50.1% men and 49.9% women; mean age 51.9 ± 17.3 years), stratified for body mass index (BMI). Biochemical analysis and instrumental evaluation were assessed to identify target-organ damage. Results: Increased BMI was associated with higher values of blood pressure, glycaemia and triglycerides. In patients with higher BMI, we observed more prevalent target-organ damage, particularly cardiac remodeling (78.3%) and higher 24-h urinary albumin excretion (83.7±48 mg/L). The TyG index proved to be a stronger biomarker for identifying the development of MS (AUC 0.78) and cardiac remodeling (AUC 0.66). Conclusions: This study confirms that obesity is correlated with a impaired hemodynamic and metabolic profile. The TyG index could represent an efficient and easy-to-use indicator for identifying both individuals developing MS and early cardiac remodeling, especially in normal-weight subjects

    ARBOREA AND BEYOND: ARCHAEOBOTANICAL DATA AND DIGITAL TOOLS FOR THE ENHANCEMENT OF TANGIBLE CULTURAL HERITAGE

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    This paper presents ARBOREA, a FAIR-compliant digital database developed within CHANGES – Spoke 8 to centralize and enhance archaeobotanical data from central Italy. Framing plant macro-remains as tangible cultural heritage, the project combines new analyses, high-resolution digital documentation, and the standardization of legacy data into a geo-referenced, interoperable platform. ARBOREA supports multi-scalar research, data preservation, and public engagement, promoting the integration of biological evidence into cultural heritage studies through digital innovation

    La contrattualizzazione della protezione ambientale nel diritto internazionale

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    Oggetto della presente tesi è l’analisi del quadro giuridico internazionale relativo alla responsabilità̀ delle imprese multinazionali e delle società private per gravi danni ambientali generati dallo svolgimento delle proprie attività e commessi tanto da società controllate o affiliate presenti in Paesi in cui vengono generalmente delocalizzati i processi produttivi, quanto dalla società madre, la quale è in via generale costituita secondo il diritto interno di Paesi situati in Europa Occidentale e Nord America. In parallelo, al fine di inquadrare giuridicamente la regolazione delle imprese transnazionali, il presente lavoro intende esaminare le alternative di natura non vincolante e volontaria di origine intergovernativa, regionale e privata, sviluppate al fine di indirizzare gli attori privati verso una condotta ecologicamente rispettosa. In tale contesto, obiettivo della ricerca è la valutazione della possibilità di assicurare un adeguato livello di protezione ambientale da parte delle imprese multinazionali convertendo standard di responsabilità sociale ed ambientale in obblighi giuridici attraverso la loro incorporazione all’interno di clausole contrattuali. Secondo il diritto interno, la loro osservazione si caratterizzerebbe pertanto come obbligatoria per le parti, a cui sarebbe consentito invocare la violazione del contratto nell’eventualità̀ della violazione di tali clausole per opera di una delle parti contraenti. Scopo del lavoro è determinare se il ricorso alla contrattualizzazione permetta di colmare il divario tra l’assenza di un quadro internazionale vincolante per le imprese e la presenza di mere iniziative volontarie non vincolanti per le imprese che operano lungo la catena di produzione ed approvvigionamento. Occorre verificare altresì se tale pratica possa garantire un’effettiva applicazione dei principi di protezione dell’ambiente internazionalmente riconosciuti e, al contempo, prevenire condotte ambientali illecite perpetrate da imprese multinazionali. A tal proposito, al fine di valutare l’efficacia dell’approccio contrattuale attraverso la sua applicazione concreta nel diritto internazionale, il presente lavoro fornirà anzitutto una panoramica sull’incorporazione di principi di diritto internazionale dell’ambiente, standard di tutela ambientale di natura volontaria e codici di condotta elaborati da organizzazioni internazionali all’interno di un accordo contrattuale, al fine di valutare le modalità di stesura delle clausole contrattuali e valutarne l’efficacia dal punto di vista giuridico, con particolare attenzione al linguaggio impiegato e la posizione di tali disposizioni all’interno del contratto. Sulla stessa linea, si tenterà di esplorare l’attuale portata del fenomeno della contrattualizzazione della protezione dell’ambiente proponendo un database preliminare che include i contratti internazionali all’interno dei quali è presente una clausola di tutela ambientale. Nello specifico, questi includono accordi conclusi tanto tra imprese private, quanto tra società multinazionali e Stati, nonché clausole contrattuali modello elaborate da organizzazioni ed istituzioni internazionali. Da ultimo, sono stati individuati quattro ulteriori ambiti di studio della contrattualizzazione della tutela ambientale, segnatamente la prassi dell’Autorità internazionale per i fondali marini e i contratti per l’esplorazione e lo sfruttamento delle risorse minerarie sui fondali marini internazionali; i contratti conclusi con l’International Finance Corporation in seno alla Banca Mondiale per l’erogazione di finanziamenti ad imprese private che operano in paesi in via di sviluppo; le iniziative dell’UNIDROIT in materia di tutela ambientale da parte delle imprese private lungo la catena del valore; e infine i contratti conclusi tra Stati e società private per la ricostruzione in contesti post-bellici. Dal punto di vista metodologico, a differenza del database precedentemente menzionato, i quattro casi studio scelti sono stati individuati sulla base della presenza (in modo più o meno chiaro) di un’istituzione o organizzazione internazionale posta a garanzia del rispetto delle disposizioni contrattuali a tutela dell’ambiente da parte dell’impresa privata. Come si tenterà di dimostrare, in tali contesti l’efficacia giuridica della contrattualizzazione passi attraverso il ruolo delle organizzazioni internazionali, e l’istituzionalizzazione sembra divenire ulteriore garanzia dell’efficacia dell’approccio contrattuale alla protezione ambientale. Con un continuo riferimento alla questione del rapporto tra ordinamenti, l’applicazione della contrattualizzazione in un contesto istituzionalizzato permette a privati e imprese di diventare destinatari di un regime giuridico: l’organizzazione, di conseguenza, accentra determinate funzioni e con riguardo alla protezione ambientale individua strumenti che mettano in contatto il diritto internazionale e i destinatari finali – le imprese – quali soggetti di diritto interno. Pertanto, la contrattualizzazione si caratterizza come strumento complementare del diritto internazionale in materia ambientale: sebbene il contratto in sé non sia in grado garantire un’efficace protezione dell’ambiente, esso rappresenta il meccanismo attraverso il quale obblighi di diritto internazionale pubblico e di diritto privato possono sinergicamente assicurare la realizzazione di tale obiettivo. Infine, uno sguardo alle funzioni di base dell’ordinamento giuridico mostra come sia in corso un consolidamento dell’ampliamento dei soggetti – gli attori privati e le imprese – e un dialogo costante tra ordinamenti giuridici. L’analisi del diritto internazionale attraverso la lente delle organizzazioni internazionali e dell’istituzionalizzazione mostra infatti come esso si rivolga anche agli ultimi beneficiari per il tramite della disciplina contrattuale, spingendosi al di là degli accordi tra Stati

    The Difficulty in Numerical Computation Impacts Motor Decisions in a Stop‐Signal Task

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    The proper interpretation of environmental information is necessary for effective decision-making. The resulting cognitive burden may affect the entire process if interpretation is not instantaneous. In this study, we investigated how numerical distance (ND), a measure of cognitive demand in numerical comparisons, influences movement initiation and inhibition. To this end, 32 participants completed a novel numerical comparison stop-signal task (NC-SST), in which the cognitive demand of each trial was manipulated by varying the ND between pairs of numbers presented in both Go and Stop signals. Participants were required to initiate or stop a movement if the number was higher or smaller than the one indicated as reference. Results showed that larger NDs (i.e., easier comparisons) facilitated faster and more accurate responses during movement initiation and enhanced stopping performance. Using a generalized drift-diffusion model, we found that drift rates increased with Go ND and were modulated by the spatial location of numerical stimuli, consistent with a left-to- right space number association. A generalized linear mixed-effects model further revealed that Go process parameters, particularly the drift rate, strongly predicted successful stopping and interacted with Stop ND and stop-signal delay (SSD). These findings demonstrate that greater cognitive difficulty impairs both movement initiation and inhibition, and that motor decisions result from the integration of cognitive information onto perceptual features, extending the classical race model framework

    Preliminary digital twin model for predicting big bubble formation in deep anterior lamellar keratoplasty

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    Background Personalized medicine is progressively evolving from population-based evidence toward individualized prediction and simulation. Digital twins (DTs), virtual counterparts of biological systems, offer a framework to translate patient-specific data into predictive and adaptive models. Ophthalmology, characterized by quantitative imaging and structured biomarkers, provides an ideal setting for their development. Purpose This work presents the development of a preliminary digital twin model of the cornea aimed at predicting Big Bubble (BB) formation during Deep Anterior Lamellar Keratoplasty (DALK), a key intraoperative event determining the success of pneumatic dissection. Methods A retrospective analysis was performed on a dataset of patients with keratoconus who underwent DALK. Preoperative tomographic, topographic, and AS-OCT parameters were analyzed using logistic regression and a Random Forest (RF) model. Predictive performance was evaluated through receiver operating characteristic (ROC) analysis, and simulation procedures were implemented to assess how virtual modifications in corneal parameters influenced the predicted probability of BB formation at both population and individual levels. Results BB formation occurred in 69.2% of cases. Logistic regression identified AS-OCT stage and anterior keratometry grade as independent predictors (AUC = 0.72), whereas the RF model achieved higher discrimination (AUC = 0.82) without overfitting. Simulation analysis revealed physiologically consistent trends in BB probability with variations in corneal curvature and thickness. Retraining the model with an additional surgical observation led to adaptive modifications in prediction patterns, demonstrating the model’s potential for iterative learning consistent with the digital twin concept. Conclusions This study establishes a methodological framework integrating imaging-derived parameters with machine learning to simulate individualized surgical outcomes. The proposed model represents the predictive layer of a future corneal digital twin, capable of evolving through data assimilation and supporting simulation-informed decision-making in ophthalmic surgery

    Self‐Organized Hexagon‐Shaped Jets in Rotating Fluid Experiments

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    Self‐organization of planetary turbulence in persistent and geometrically well‐defined flow features, has been attracting, recently, great scientific interest, thanks also to the spectacular images of Saturn's hexagon provided by the Voyager and Cassini missions. These flow patterns can be replicated in laboratory experiments with shallow rotating fluids, provided some characteristic non‐dimensional parameters are suitably set up. In particular, we consider here prograde and retrograde (with respect to the rotation of the tank) hexagonal‐shaped jets. Both Eulerian and Lagrangian data, directly reconstructed from the experiments, were analyzed and discussed. Our results are consistent with the conjecture that barotropic instability plays a key role in the genesis and maintenance of the hexagonal shape. We also show that the cross‐analysis of experimental results and kinematic simulations on a simplified six‐node meandering jet model allows, in principle, to formulate a scenario about the Lagrangian dispersion properties of the hexagon on Saturn in relation to its spatial and temporal characteristic scales

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