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Lo spread tra mito e realtà
Durante la crisi dei debiti sovrani dell’eurozona, nel 2011, la nozione di spread, inteso come differenza tra il rendimento dei BTP decennali italiani e i Bund tedeschi con analoga scadenza, divenne elemento centrale di attenzione della stampa economica e del dibattito politico nazionale, sollecitando coloro che auspicavano un vincolo esterno per la finanza pubblica italiana a stigmatizzarlo come dimostrazione palese di una percezione di insostenibilità del debito pubblico nazionale da parte dei cosiddetti ‘mercati’
All-sky search for short gravitational-wave bursts in the first part of the fourth LIGO-Virgo-KAGRA observing run
Costantino, i liberti Latini e la hereditatis petitio
Si esamina Cth. 2.22.1, dedicata alle conseguenze patrimoniali che si verificano alla morte dei liberti latini, con particolare riguardo alla sua recezione nel Codice Teodosiano e nel Breviarium Alaricianum
La cybercompliance nelle Pubbliche amministrazioni. Profili di diritto costituzionale e pubblico
Il presente volume, avente ad oggetto il tema della cybercompliance
nelle pubbliche amministrazioni dalla prospettiva del diritto costituziona-
le e pubblico, è stato elaborato nell’ambito del Progetto “Human-centered
approach and Regulatory Dimension in Developing an Interoperable and
Secure Cyberspace” – acronimo “HARD DISC” – vincitore del “Bando a
cascata dello Spoke 1” dal titolo esteso “Human, Social, and Legal Aspects”
dell’iniziativa “Security Rights in Cyber Space – SERICS”, Project: “Law
and Regulation for a Better-safe Cyberspace (CybeRights)”, a valere sulle
risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Dopo l’introduzione (“Costituzione, cybersicurezza e pubblica ammi-
nistrazione”) di inquadramento generale del tema, nel primo capitolo, “Le
amministrazioni pubbliche alla prova della sfida digitale”, si dà atto del
crescente ruolo del cyberspazio e dei rischi ad esso connessi. Si eviden-
zia che l’insicurezza nel cyberspazio, “quinto dominio della guerra”, può
comportare rischi sistemici in grado di incidere profondamente sul fun-
zionamento delle democrazie moderne e sui valori fondativi delle società
libere. In questo contesto, quindi, la cybersicurezza diventa “condizio-
ne di esistenza della digitalizzazione”. Obiettivo di indagine della prima
sezione è quello di analizzare i dati – anche in ottica comparata – sugli
attacchi cibernetici alle pubbliche amministrazioni al fine di comprendere
come e quanto le aggressioni subite da queste ultime impattino sull’eroga-
zione dei servizi pubblici e sulla tutela dei dati dei cittadini.
Nel secondo capitolo (“Inquadramento costituzionale e quadro nor-
mativo di riferimento della cybersecurity nelle pubbliche amministra-
zioni”) si intende fornire un inquadramento costituzionale della cyber-
sicurezza e comprendere se è configurabile un concetto autonomo di
cybersicurezza riferito alle pubbliche amministrazioni. Quindi, presa in
esame la normativa europea e nazionale avente ad oggetto la cybersicurez-
za avente ad oggetto la cybersicurezza nelle pubbliche amministrazioni, la
questione teorica che si pone attiene al come le fonti normative prese in
considerazione possano essere coordinate per consentire una efficiente e
certa risposta delle pubbliche amministrazioni agli attacchi informatici che
ne compromettono il funzionamento e, quindi, impediscono la corretta
erogazione dei servizi pubblici delle pubbliche amministrazioni.
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Nel terzo capitolo (“Azione e organizzazione delle amministrazioni in
chiave cybersecurity”) si analizza l’organizzazione istituzionale della cyber-
security e il profilo dell’azione amministrativa in tema di cybersecurity. Si
prendono le mosse dal ruolo della Commissione europea e dell’ENISA. Poi
è oggetto di approfondimento – nell’assetto istituzionale e regolatorio della
cybersecurity – il ruolo della Presidenza del Consiglio dei ministri, dell’A-
genzia per la Cybersicurezza Nazionale, del Garante per la Protezione dei
Dati Personali e dell’Agenzia per l’Italia Digitale. L’analisi, quindi, prosegue
con la disamina della figura del Referente per la cybersicurezza, previsto dalla
legge n. 90 del 2024, evidenziando come in questo settore le pubbliche ammi-
nistrazioni possono adottare tre moduli di compliance diversi.
Il quarto capitolo (“Cybersecurity e responsabilità del pubblico dipen-
dente: verso un nuovo paradigma?”) ha ad oggetto la responsabilità del
pubblico dipendente in materia di cybersicurezza, anche alla luce del nuovo
regime di responsabilità introdotto dalla legge n. 90 del 2024 e dal decreto
legislativo n. 138 del 2024. Si sottolinea che dalla legge n. 90 del 2024 emer-
ge che sul dipendente pubblico incombe una responsabilità funzionalmente
da posizione. La mancanza viene ascritta alla struttura e per il tramite della
struttura ai soggetti funzionalmente muniti di poteri gestori e datoriali. L’a-
nalisi, quindi, verte sui controlli datoriali digitali, anche alla luce della riforma
del c.d. “Jobs act” del 2015, e sulla contrattazione sindacale.This volume, focused on the theme of cybercompliance in public admin-
istrations from the perspective of constitutional and public law, has been pre-
pared within the framework of the Project “Human-centered approach and
Regulatory Dimension in Developing an Interoperable and Secure Cyber-
space” – acronym HARD DISC – winner of the “Cascade Call of Spoke 1”
entitled “Human, Social, and Legal Aspects” of the initiative “Security Rights
in Cyber Space – SERICS”, Project: “Law and Regulation for a Better-safe
Cyberspace (CybeRights)”, funded by the National Recovery and Resilience
Plan.
Following the introductory essay (“Constitution, Cybersecurity and
Public Administration”) which provides a general framing of the subject,
the first chapter (“Public Administrations Facing the Digital Challenge”)
addresses the growing role of cyberspace and the risks associated with it.
It highlights that insecurity in cyberspace – defined as the “fifth domain of
warfare” – may generate systemic risks capable of profoundly affecting the
functioning of modern democracies and the foundational values of free so-
cieties. In this context, cybersecurity becomes a “condition of existence for
digitalization.” The aim of the first section is to analyze data – also from a
comparative perspective – on cyberattacks against public administrations, in
order to understand how and to what extent such aggressions impact the
delivery of public services and the protection of citizens’ data.
The second chapter (“Constitutional Framework and Regulatory Refer-
ence System of Cybersecurity in Public Administrations”) seeks to provide a
constitutional framing of cybersecurity and to assess whether an autonomous
concept of cybersecurity specific to public administrations can be identified.
Examining European and national legislation on cybersecurity in public ad-
ministrations, the theoretical issue raised concerns how the relevant norma-
tive sources may be coordinated to ensure an efficient and reliable response
by public administrations to cyberattacks that compromise their functioning
and thereby obstruct the proper delivery of public services.
The third chapter (“Action and Organization of Administrations in Terms
of Cybersecurity”) analyzes the institutional organization of cybersecurity
and the profile of administrative action in this domain. It begins with the
role of the European Commission and ENISA and then examines—within
the institutional and regulatory framework of cybersecurity—the role of the
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Presidency of the Council of Ministers, the National Cybersecurity Agency,
the Data Protection Authority, and the Agency for Digital Italy. The analysis
continues with an examination of the figure of the Cybersecurity Officer,
introduced by Law No. 90 of 2024, highlighting how public administrations
in this sector may adopt three distinct compliance models.
The fourth chapter (“Cybersecurity and the Responsibility of Public Em-
ployees: Towards a New Paradigm?”) addresses the responsibility of public
employees in matters of cybersecurity, also in light of the new liability re-
gime introduced by Law No. 90 of 2024 and Legislative Decree No. 138 of
2024. It emphasizes that Law No. 90 of 2024 establishes a position-based
functional responsibility incumbent upon public employees. Failures are at-
tributed to the organizational structure and, through it, to those functionally
vested with managerial and employer powers. The analysis therefore focuses
on digital employer controls, also in light of the reform of the so-called “Jobs
Act” of 2015, as well as on collective bargaining
Teoria ed etica dell’amore: un confronto tra José Ortega y Gasset e Julián Marías
The theme of love appears central in what Julián Marías calls “metaphysical anthropology”. Closely linked also to the analysis on relationality and sexual difference, it is explicitly referred to reflections on these same themes conducted by Ortega y Gasset. This is a critical comparison, in which Marías gathers some suggestions of his master but rejects others.
With respect, in fact, to the Orteguian reading, which considers love an event in which lovers are passively involved in an all-embracing and, in any case, fleeting experience, Marías
talks about an “amorous condition”, that is, a dimension of biographical life. It produces a radical change in the life project, which includes the loved one as an indispensable element
and which demands fidelity over time
Un Istituto per la Storia del Teatro Italiano (1937-1939). Silvio d’Amico, Joseph Gregor e gli inizi di «Theater der Welt» e della «Rivista Italiana del Dramma»
Osservando soprattutto il legame tra Silvio d’Amico, critico, storico del teatro e funzionario ministeriale la cui attività fu centrale nel periodo fascista, e Joseph Gregor, fondatore della raccolta teatrale della Biblioteca di Vienna e dell’annesso museo, il saggio rintraccia un primo tentativo di accademizzazione degli studi teatrali in Italia. Se l’emancipazione degli Studi teatrali da quelli letterari è in Germania una conquista di lunga durata, a partire dall’inizio del Novecento con il lavoro di Max Herrmann, il riconoscimento di una disciplina accademica per lo studio della storia dello spettacolo ci fu in Italia solo nel secondo dopoguerra. Si indagano qui, mettendole in connessione con i rapporti politici di collaborazione e competizione coi Paesi di lingua tedesca, le radici degli studi teatrali nel nostro Paese, guardando alla dialettica tra la costruzione di reti e progetti personali e le dinamiche volute dall’alto per rinsaldare le connessioni politico-culturali tra le dittature.Observing particularly the connection between Silvio d’Amico, critic, theatre historian and ministerial official whose activity was central during the Fascist period, and Joseph Gregor, founder of the Vienna Library’s theatre collection and adjoining museum, the essay traces an early attempt at the academisation of theatre studies in Italy. If the emancipation of theatre studies from literary studies is in Germany a long-lasting achievement, starting at the beginning of the 20th century with the work of Max Herrmann, an academic discipline for the history of the performing arts only came to be in Italy after World War II. By connecting them with the political relations of collaboration and competition with German-speaking countries, the essay investigates the roots of theatrical studies in our Country, looking at the dialectic between the construction of personal networks and projects and the dynamics wanted from above to reinforce the political-cultural connections between dictatorships