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    Bourdieu e il sapere: violenza simbolica o progresso dell'universale?

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    Il contributo mette a tema la concezione bourdieusiana del sapere formalizzato e razionalizzante che viene costruito e trasmesso negli universi scolastici e universitari. In tale contesto, particolare attenzione viene dedicata a evidenziare la prossimità di Bourdieu a Durkheim sia per quanto riguarda la consapevolezza dell'esistenza di disuguaglianze e gerarchie sociali sia per quanto riguarda l'origine e la natura totalmente sociali delle categorie del pensiero

    La dipendenza dalle storie

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    È possibile tracciare una linea di continuità fra letteratura e narrazioni audiovisive perché assolvono alle stesse funzioni e rispondono al desiderio umano di raccontare e ascoltare storie

    The end. Finali alternativi, storie incompiute e riaperture

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    Le serie TV sviluppano finali su vari livelli (puntata/episodio, stagione, serie) e sono soggette a diverse tipologie di riapertura della narrazione: revival, spin off, reboot. Esigenze di produzione e richieste da parte del pubblico influenzano la struttura delle narrazioni seriali audiovisive

    Aprender a dançar sobre as correntes: entrevista com o sociólogo Vincenzo Susca

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    Conversa com o sociólogo italiano Vincenzo Susca em junho de 2023, durante sua passagem por Porto Alegre, quando ministrou aulas sobre paisagem midiáticas e imaginário, a convite do Programa de Pós-Graduação em Comunicação da PUCRS. Na entrevista, o professor associado de Sociologia do Imaginário na Universidade de Paul-Valéry 3 (Montpellier, França), falou sobre imaginário, tecnomagia e defendeu a necessidade de “aprender a dançar” sobre as cadeias impostas por uma sociedade cada vez mais governada por algoritmos

    Il capitalismo e il suo soggetto. Nascita, grandezza e declino dell'homo oeconomicus

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    Fin dagli esordi, la sociologia si è interrogata sulla soggettività che accompagnava il diffondersi del capitalismo. Se l’idealtipo weberiano del calvinista impegnato nell’ascesi mondana rappresenta il punto di arrivo più noto di tale indagine, la prima parte del contributo si concentra sull’apporto riconducibile a un classico contemporaneo di Weber: Vilfredo Pareto. Anche quest’ultimo ha infatti orientato sviluppi successivi delle scienze sociali, mettendo a punto un concetto di homo oeconomicus inteso come soggetto astratto e portatore di una razionalità esclusivamente calcolatoria. Successivamente, la seconda parte mostra come l’originaria formulazione paretiana abbia conosciuto un’espansione ed estremizzazione tale per cui lo stesso homo oeconomicus, cessando di essere finzione teorica, diventa elemento cardine di una complessiva visione antropologica e, insieme, modello per ogni comportamento che voglia essere autenticamente umano. Come è noto, l’esito è stata quella concettualizzazione di un soggetto iper-utilitarista che ha lungo esercitato una sostanziale egemonia anche rispetto a porzioni significative della sociologia più influente e accreditata. Tuttavia, oggetto dell’ultima parte del contributo è mostrare come la nuova riflessività degli ultimi decenni abbia comportato sia una larga messa in discussione della visione liberista della natura umana sia una crisi, che appare difficilmente reversibile, dello stesso canone di homo oeconomicus

    Aprender a dançar sobre as correntes: entrevista com o sociólogo Vincenzo Susca

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    Conversa com o sociólogo italiano Vincenzo Susca em junho de 2023, durante sua passagem por Porto Alegre, quando ministrou aulas sobre paisagem midiáticas e imaginário, a convite do Programa de Pós-Graduação em Comunicação da PUCRS. Na entrevista, o professor associado de Sociologia do Imaginário na Universidade de Paul-Valéry 3 (Montpellier, França), falou sobre imaginário, tecnomagia e defendeu a necessidade de “aprender a dançar” sobre as cadeias impostas por uma sociedade cada vez mais governada por algoritmos

    Oltre l'"essenzialismo": significati e limiti nel discorso femminista della differenza

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    Il contributo si focalizza su una delle due correnti principali che, pur a rischio di una certa semplificazione, è possibile individuare nel pensiero femminista: la corrente della differnza, definita dai suoi detrattori, "essenzialista". Vengono così messe a fuoco tematizzazioni proposte da alcune voci di autrici francesi e italiane intorno ai due poli universale-particolare. In questo modo, si mostra che la tradizione francese della differenza esprime, nel suo complesso, una visione più articolata dell'universale, colto sia nel suo carattere oppressivo sia nella sua valenza potenzialmente emancipatoria
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