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Raccontare i dati sul cambiamento climatico
Risale al 1988 la prima visualizzazione di dati a racconto del cambiamento climatico, trent’anni di narrazioni visuali che hanno visto un punto di svolta solamente negli ultimi anni. Se da un lato i media digitali, in movimento e interattivi hanno permesso di raccontare in maniera coinvolgente ed efficace l’andamento climatico degli ultimi decenni, dall’altro non possiamo ignorare l’importanza che i dati hanno ricoperto. Come scrive Edwards: “Tutto ciò che sappiamo sul clima del mondo - passato, presente e futuro - lo sappiamo attraverso i modelli”, ovvero i dati, e le conseguenti elaborazioni. Raccontare il clima implica uno sforzo inter/trans disciplinare capace di mettere in relazione e a sistema competenze scientifiche con quelle divulgative.
Su queste riflessioni prende vita Glocal Climate Change un progetto che rende accessibili a un pubblico più ampio e non per forza competente quarant’anni di misurazioni climatiche, su tutto il territorio europeo. Una preziosa mole di dati, che può trasformarsi in un vero e proprio bene comune digitale, se opportunamente tradotto, anzichè rimanere appannaggio di esperti e addetti ai lavori
Decisiones R.P.D. Marcelli Crescentij Rotae auditoris postea S.R.E. cardinalis super causis per RR. DD. auditores in eodem sacro palatio relatis ex communibus & concordibus eorundem votis & suffragijs : sub titulis secundùm ordinem Decretalium redactae epithomatibus, summarijs & indice locupletatae. Quibus accessit Tractatus de tribunalibus Vrbis & eorum praeuentionibus
O impresor consta en 1º colofón (r. de EE\b6\s)Outro colofón ó final da segunda obra (v. de L\b3\s) onde consta: "apud Iacobum Ruffinellum"Marca de Marcantonio Moretti en ports.e ó finSign.: [cruz latina]4, 2[cruz latina]2, A-Z4, AA-DD4, EE6; A-L4Texto a dúas col.A segunda obra con port., pax e sign. propia
Terremoto in Emilia Romagna (2012): le attività del Centro Operativo Emergenza Sismica
Come definito negli accordi riportati nell’ambito della Convenzione1 esistente tra l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e il Dipartimento di Protezione Civile (DPC), a poche ore dal forte terremoto che nella notte del 20 maggio 2012 ha colpito una vasta area dell’Emilia [Moretti et al., 2012; 2013a], è stato attivato il Pronto Intervento Sismico dell’INGV [Govoni et al., 2008; Moretti e Govoni, 2011; Moretti et al., 2010c]. Durante la prima settimana dell’emergenza l’obiettivo principale della struttura emergenziale INGV ha riguardato il miglioramento del monitoraggio sismico; sono state quindi attivate le reti sismiche mobili [maggiori dettagli in Moretti et al., 2012; 2013a] con il fine di integrare le stazioni permanenti della Rete Sismica Nazionale [RSN, Amato e Mele, 2008; Delladio et al., 2011].
Solo in una secondo momento, dopo circa 10 giorni dall’inizio della sequenza sismica è stato ufficialmente attivato il Centro Operativo Emergenza Sismica [COES, Moretti et al., 2010a], a seguito del decreto del Capo del DPC, con il quale è stata costituita la Direzione di Comando e Controllo (Di.Coma.C.2) presso l’Agenzia della Protezione Civile Regionale dell’Emilia Romagna (AgDPC) in Bologna. L’allestimento e il coordinamento del COES sono stati realizzati grazie alla collaborazione tra il Centro Nazionale Terremoti (CNT), a cui afferisce la struttura, e la Sezione INGV di Bologna, sita nel capoluogo della regione colpita dall’emergenza.
In questo lavoro saranno descritte le modalità, le tempistiche e l’impegno di personale che hanno permesso e garantito l'attivazione e il buon funzionamento del COES.Published1-381.1. TTC - Monitoraggio sismico del territorio nazionaleN/A or not JCRope
Checklist per le attività di osservazione peer to peer nel percorso di formazione dei docenti neoassunti: validazione dello strumento.
La situazione emergenziale e l’incertezza che caratterizza sempre di più i contesti scolastici suggeriscono l’adozione di una prospettiva ecosistemica. Il volume, a cura di Massimiliano Fiorucci e Giovanni Moretti, approfondisce il ruolo e le funzioni del tutor dei docenti neoassunti, i contributi sono l’esito delle riflessioni avviate nell’ambito di un percorso pluriennale di formazione svolto dal Dipartimento di Scienze della Formazione di Roma Tre in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio. La promozione della leadership educativa diffusa unitamente allo sviluppo di una postura ecosistemica da parte del tutor dei docenti neoassunti rappresentano una risorsa per rendere più resiliente il sistema scolastico (Giovanni Moretti). Il tutor assume una posizione strategica di figura di sistema nell'ecologia dei processi formativi che caratterizzano le istituzioni scolastiche (Fabio Bocci). Tale ruolo richiede al tutor di prestare attenzione alla percezione delle proprie convinzioni e allo sviluppo delle competenze ritenute indispensabili per qualificare l’agire professionale (Massimo Margottini). In particolare si analizza la formazione del tutor al Counselling per la supervisione professionale del docente neoassunto (Valeria Biasi, Nazarena Patrizi, Conny De Vincenzo), la formazione tra pari e il ruolo della ricerca nello sviluppo professionale continuo (Anna Maria Ciraci). Alcuni contributi riflettono sulle modalità di utilizzo e sulla sostenibilità di strumenti volti a: favorire la flessibilità didattica e il confronto sulle pratiche valutative (Concetta La Rocca, Edoardo Casale), condurre attività di osservazione peer to peer nell’ambito della formazione dei docenti neoassunti (Giovanni Moretti, Arianna Morini). Il volume presenta inoltre il profilo dei docenti tutor che emerge dalla analisi dei dati rilevati coinvolgendo oltre duemila tutor (Arianna Morini, Bianca Briceag e Natalia Ciaprini). Le considerazioni sulle iniziative di formazione svolte e sugli esiti della indagine conoscitiva convergono nel corroborare la proposta di adottare una prospettiva ecosistemica nella formazione dei tutor dei docenti neoassunti
Uncovering quasi-degenerate Kaluza-Klein Electro-Weak gauge bosons with top asymmetries at the LHC
By exploiting the correlation between charge and spin polarisation asymmetries in t-tbar, we show that combining the two observables could identify the presence of quasi-degenerate states in a resonant signal at the LHC. As an example, we investigate experimental signatures emerging in top-antitop final states in the context of a model where the Standard Model Electro-Weak sector is allowed to propagate in large extra--dimensions of TeV-1 size while the colour sector is localised. Assuming current experimental constraints from the 7 and 8 TeV runs and taking into account the estimated top (anti-top) reconstruction efficiencies, we find that the 14 TeV upgraded LHC with the planned integrated luminosity L=100 fb-1 could access these quasi-degenerate multiple resonances and explore for the first time the rich phenomenology in the asymmetry observables. The main outcome would be having measurable quantities, complementary to the usual total and differential cross sections, capable of distinguishing a quasi-degenerate multiply resonant spectrum from a 'standard' single resonance that could present a similar signal in a bump hunt analysis
Le forme nello spazio di Luigi Moretti
Il testo analizza le architetture di Luigi Moretti in rapporto alla sua formazione e al suo pensiero con riferimento alle vicende dell'architettura italiana del XX secol
Forum del Turismo in Friuli Venezia Giulia
Il Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Udine (DIES) è stato contatto nel mese di aprile 2017, nella persona del Prof. Francesco Marangon, dalla PromoTurismoFVG (PTFVG), Destination Management Organization del Friuli Venezia Giulia, al fine di definire una collaborazione nella realizzazione del “Forum del Turismo in Friuli Venezia Giulia” da svolgersi nei giorni 5 e 6 Settembre 2017. Il Forum del Turismo in Friuli Venezia Giulia (identificato nel presente testo anche con i sinonimi: Forum FVG, Forum del Turismo FVG e Forum) è stato concepito come il più grande evento di partecipazione nella pianificazione del turismo nella regione Friuli Venezia Giulia e si è basato sul coinvolgimento di numerosi stakeholder turistici regionali. L’obiettivo finale dell’evento prevedeva l’individuazione delle linee guida per il Piano strategico 2018-2025. Il Dipartimento di Scienze Economiche (DIES) dell’Università di Udine è stato coinvolto per sostenere e concretizzare l’attuazione di questa specifica metodologia di pianificazione basata sul coinvolgimento dei principali operatori del settore e portatori di interesse.
Affiancavano la PromoTurismoFVG e l’Università di Udine, la società di gestione del personale Laborplay s.r.l. (LPY), spin-off dell'Università degli Studi di Firenze.
Il prof. Salvatore Amaduzzi, prof. Andrea Garlatti, dott.ssa Marika Gon, prof. Francesco Marangon (responsabile scientifico), prof. Maurizio Massaro, prof. Andrea Moretti e prof.ssa Stefania Troiano componevano il gruppo di ricerca dell’Università di Udine incaricato di seguire il progetto di collaborazione nella programmazione turistica. Il capitolo vuole presentare gli obiettivi del progetto di ricerca avviato
Dreaming and Drowning: A Project of Visual Journalism on Borders and Europe
Through visual means, the online project Europa Dreaming constructs a wider frame around a local and short-term point of view: the history of the Brenner contains in embryo global processes and world histories. Moreover, the focus on contemporary times is merely a point of departure that helps put current events into a historical perspective. In this way, the project connects a very specific place (the Brenner Pass and, in general, the Austrian-Italian border) with a global issue and the current emergency with the historical given of migratory fluxes
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