31,679 research outputs found

    [USA] 1:250 000 / A3-16 E Nevada : Disaster sheet

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    G.K. Gilbert, A.L. Webste

    Linné, A.L. de Tussien, Robert Brown

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    Porträts der Bontaniker Carl Linné, A.L. de Tussien und Rober Brown in ovaler und mit Blumengirlanden verzierter StichrahmungA.H. PayneGrafik auf eine Unterlage montiertAuf der Rückseite der Kabinettkarte mit handschriftlich mit "Nr. 29" beschrifte

    Tutta una strada da costruire. Alessandra Scalero e il "mestiere del traduttore"

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    Accanto al lavoro come lettrice e traduttrice per noti editori milanesi, Alessandra Scalero si adoperò per scoprire e far conoscere in Italia talenti letterari stranieri. Ciò accadde soprattutto nei confronti di autori americani, che ella tradusse per prima, addentrandosi pioneristicamente in una tecnica e in una “strada tutta da costruire”, come scrisse a Mario Praz, e che lei, “traducendo, prima in Italia, Dos Passos”, costruiva. Lo studio dei documenti custoditi presso due archivi, quello delle sorelle Scalero, conservato alla Civica biblioteca di Mazzè (TO), e l’Archivio Arnoldo Mondadori Editore, conservato presso la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori di Milano, permette di delineare la figura di una donna che, grazie a competenza e intraprendenza, fece del mestiere di traduttrice una professione

    Frane dell'Appennino Bolognese e Romagnolo: inquadramento geologico e casi esemplari

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    La presentazione ha come oggetto una selezione di grandi frane quiescenti situate nella fascia nord-orientale dell’Appennino Settentrionale, caratterizzata da un sollevamento recente molto rapido e quindi particolarmente esposta ai processi erosivi. L’inquadramento delle frane selezionate si basa sulle caratteristiche litologiche, stratigrafiche e tettoniche del territorio, dalle quali dipendono le cause intrinseche dei movimenti franosi. L’organiz-zazione a scala regionale di tali caratteristiche riflette la struttura della catena appenninica, che è scandita dalla sovrapposizione di tre grandi gruppi di unità: (a) le unità “autoctone” dell’avanfossa appenninica; (b) le unità alloctone Liguridi; (c) le unità semi-alloctone della successione epiligure. Le frane selezionate, elencate di seguito secondo l’ordine delle unità di provenienza, sono esemplari non solo per la loro evidenza geomorfologica, ma anche per i problemi che hanno creato alla pro-gettazione e/o realizzazione di alcune recenti infrastrutture di trasporto: (a) la frana per scorrimento di roccia a blocchi a Quarto in Val Savio è stata aggirata dalla superstrada E45 mediante una galleria; (b) la frana per colamento e scorrimento di terra ad Osteria in Valle Idice accoglie nel suo piede l’imbocco nord della galleria Raticosa per il Treno ad Alta Velocità; (c1) la frana per scorrimento multiplo e colamento di terra presso l’Allocco in Val Setta sovrasta l’imbocco di una galleria della cosiddetta “Variante di Valico”; (c2) la frana per scorrimento multiplo di roccia presso Scascoli in Val Savena ha avuto un ruolo determinante tra le cause preparatorie dei crolli di roccia che nel 2002 e nel 2005 hanno interrotto la Strada Intercomunale di fondovalle. In tutti gli esempi proposti, gli eventi franosi principali si sono manifestati prima di 50 anni fa, ma le cause che li hanno predisposti rimangono attive ancora oggi. La sicurezza delle infrastrutture che interferiscono con le frane quiescenti è stata in alcuni casi garantita da opportune scelte di tracciato, in altri da costose opere di consolidamento e drenaggio. Purtroppo, esistono situazioni nelle quali il problema è stato risolto solo parzialmente, accettando per ora un “ragionevole” margine di rischio

    Risorse naturali e diritto penale dell’Italia Liberale: prime note tra silenzi e mormorii

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    Lo studio propone un itinerario nei testi normativi e nelle riflessioni dei giuristi italiani del XIX secolo alla ricerca di spunti della tutela penale delle risorse natural

    L’inquinamento dell’aria nel mondo antico: cause e rimedi

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    Il contributo affronta il tema dell’inquinamento dell'aria in Roma antica, soffermandosi dapprima sui fattori di corruzione dell’aria stessa (con specifico riferimento al sistema fognario), per poi analizzare le relative reazioni dell’ordinamento giuridico romano - nel loro complesso, assai diverse a seconda che il disagio si verificasse in luoghi pubblici o in luoghi privati - e l’ideologia ad esse sottesa. Una particolare attenzione viene dedicata anche al significato del verbo ‘immittere’ e, seguendo le riflessioni della storia della medicina al riguardo, dell’aggettivo ‘pestilentiosus

    Urbano e rurale. Dominanti tematiche

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    Il saggio, di apertura alla ricerca Campagne urbane. Paesaggi in trasformazione nell'area romana, indaga la condizione di campagna urbana nel territorio di Roma e dei comuni contermini le cui sorti appaiono fortemente determinate dalla presenza della metropoli. La ricerca, che si è avvalsa di contributi di differenti ambiti disciplinari, ripercorre per periodizzazioni, dominanti tematiche ed episodi significativi le fasi della progressiva smaterializzazione del margine tra città e campagna, anche con l’impiego di strumenti analitici che fanno uso di immagini satellitari a media risoluzione, del tutto inediti nell’area romana. Sono inoltre evidenziati, con riferimento a casi di studio rilevanti, i meccanismi di inglobamento e cancellazione dei pattern rurali, e segnalate varie forme di discontinuità urbana, in una lettura per “generazioni” delle dinamiche di espansione, entro e tra le maglie del costruito, che invita a riformulare l’opposizione chiuso-aperto nei termini di compatto-disperso. Questo saggio si è in particolare cimentato con le diverse percezioni del territorio aperto nell’arco del secolo appena trascorso, soffermandosi su alcuni passaggi dell’evoluzione urbana e sulle retoriche che di volta in volta ne hanno sostenuto principi e modelli insediativi. L’excursus storico evidenzia il progressivo incrinarsi delle prospettive istituzionali e disciplinari di un univoco limite tra città e campagna affidato a una possente cerchiatura infrastrutturale, limite peraltro negato ab origine da dispositivi di regolazione degli incrementi edilizi fuori piano a vario titolo emanati. La prospettiva da cui indagare la campagna urbana viene successivamente ricondotta ai riferimenti istituzionali e ai dispositivi tecnico-disciplinari che fanno da sfondo ad esperienze mature di trattamento del territorio aperto, comunali e di area vasta, che pongono in chiave problematica la risignificazione dello spazio periurbano e ed extraurbano di fronte a diversificate domande di paesaggio. Infine, con riferimento alle politiche e pratiche in corso, si tenta di riposizionare i principali interrogativi legati ai temi della sostenibilità. L’economia dell’Agro deve dimostrare una capacità competitiva con altre destinazioni dei suoli e con le rendite di attesa generate dalla macchina urbana che pongono a dura prova le forme tradizionali di regolamentazione. Si tratta di far sì che lo spazio agricolo e forestale, da sempre trascurato nelle politiche pubbliche, entri realmente nella categoria delle “infrastrutture pubbliche di natura”. Tali differenti implicazioni trovano in luoghi emblematici dell’area romana un’eco particolare: qui le interferenze tra diversi “progetti di territorio”, siano essi impliciti o espliciti, hanno conseguenze spesso imponenti sul sistema insediativo e ambientale, e in definitiva sul paesaggio. Si intende dimostrare che attraverso il filtro del paesaggio, nelle dimensioni del piano, del progetto, della regolazione, la condizione di “campagna urbana” riserva spazi di manovra di grande innovatività.This essay basically aims at focusing on themes and subjects concerning the roman area deepened in the book Campagne urbane. Paesaggi in trasformazione nell’area romana (ed. A.L. Palazzo, Gangemi, Roma, 2005). The research, stemming from the collaboration between different disciplines, tackles the City of Rome and its outskirts, stressing its transformations for over a century (from 1870 onwards). Within the Roman metropolitan area, the logic of development - the point of view of the city - has generally prevailed, providing standardized interpretations of the sprawl, in continuity or discontinuity to urban areas. Urban development is here considered under a neglected point of view, that of the “countryside”, tied with the destiny of the city under conditions of absolute dependence (with rural areas being seen as sacrifice areas devoted to urban uses). Empirical evidence shows that these transformations can less and less be read as transitions from low-density towards an overall urban condition. "Urban countryside" are at high risk: risk of obsolescence of settlement patterns hardly amendable, and definitely less sound than the compact city

    RRS Charles Darwin Cruise 141, 01 Jun-11 Jul 2002. Satellite Calibration and Interior Physics of the Indian Ocean: SCIPIO

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    RRS Charles Darwin Cruise 141, SCIPIO (Satellite Calibration and Interior Physics of the Indian Ocean) provided a multidisciplinary survey of the Mascarene Ridge system in the western Indian Ocean. The principal objectives were to (a) study the flow of water masses through the Ridge system, together with their decadal-timescale variability, (b) assess the energy fluxes and mixing arising from internal waves, (c) collect in situ data for the calibration of sea-surface temperature and ocean colour sensors on the ENVISAT satellite, (d) investigate the biogeochemical properties of the water masses, and (e) measure the heat fluxes and winds, and the airflow disturbance around the ship. The survey comprised three sections parallel with the Ridge near 64°, 60° and 57° E, joined by two other sections at 8° and 20°S. The sections comprised CTD, LADCP, and biogeochemistry (nutrients, phytoplankton, zooplankton, biogenic gases, CFC tracers and light levels) stations to full ocean depth, at typical spacings of about 60-80 nm. At several of these the CTD and LADCP were cycled continuously for a semidiurnal tidal cycle to study the internal waves, and the smaller 12-bottle CTD frame was used throughout (usually with 6 bottles) in order to reduce mixing effects from the trailing wake. Underway measurements were made with the shipboard ADCP, TSG, radiosondes, XBTs, and of surface meteorology, skin surface temperature, and zooplankton. The ship's EM12 swath bathymetry system was operated continuously, and used to study certain key areas in detail. In addition, MMP (a cycling CTD) and bottom-mounted ADCP moorings were successfully laid and recovered near 8°S, 60°E, and a first deployment of the ARGODOT turbulence probe was made near 20°S, 57.5°E

    Reducible hyperplane sections of 4-folds: semi-nef decompositions with low sectional genera

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    Let XX be a smooth complex variety of dimension n3n\geq 3 and LL an ample and spanned line bundle on XX. Suppose that a divisor DLD\in |L| is a sum of two irreducible smooth components A1A_1 and A2A_2, which intersect transversally. The decomposition D=A1+A2D=A_1+A_2 is called semi-nef if at least one of the divisors AiA_i is either numerically effective or it is an exceptional divisor of the first reduction of the pair (X,L)(X,L) in terms of the adjunction theory (that is, Ai=Pn1A_i=P^{n-1}, {A_i}_{|A_i}={\scr O}(-1), L_{|A_i}={\scr O}(1), {K_X}_{|A_i}={\scr O}(-n+1)). The paper under review provides a classification of such pairs (X,L)(X,L) for n=4n=4 under the assumption that the sectional genus of each of these components is at most 1, that is g(Ai,LAi)=[(KAi+(n2)LAi)LAin2+2]/21g(A_i,L_{|A_i})=[(K_{A_i}+(n-2)L_{|A_i}) ·L^{n-2}_{|A_i}+2]/2\leq 1 for i=1,2i=1, 2
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