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1. Le Indagini dell’Università di Padova sulla filantropia strategica nelle Fondazioni: il modello interpretativo
The relationship between stakeholders, performance evaluation and management systems: the case of north east Italian cooperative banks
Reti sociali per la filantropia istituzionale: I professionisti del terzo settore
Le Fondazioni d’erogazione italiane finanziano numerosi progetti filantropici che contribuiscono allo sviluppo del Paese. Nell’esercizio di questa funzione, i consigli d’amministrazione di ciascuna Fondazione sono chiamati a soddisfare l’equilibrio economico-finanziario dell’ente ed a bilanciare le aspettative degli attori sociali che operano sul territorio quali associazioni, comitati, etc.
Questo saggio individua le caratteristiche del modello di programmazione e controllo che favoriscono una positiva mediazione tra la dimensione manageriale e quella solidaristica di ogni Fondazione. I dati, raccolti tra 245 organizzazioni beneficiarie dei finanziamenti e 171 dipendenti delle Fondazioni, consentono d’isolare le migliori prassi nella gestione dei progetti sociali
Governance e Filantropia Strategica nelle Fondazioni: la via Italiana tra determinismo e solidarismo
L’attività di erogazione effettuata dalle Fondazioni a favore di iniziative sociali, in Italia come
all'estero, rappresenta un insostituibile intervento sussidiario rispetto ai sempre più limitati
fondi pubblici. Alla maggiore rilevanza di questi fondi privati si associa, inevitabilmente, una
crescente richiesta di procedure efficaci e trasparenti, da parte degli enti di erogazione, nel
finanziare progetti meritevoli proposti da organizzazioni di terzo settore o nel promuovere
proprie iniziative tese a soddisfare specifici bisogni locali.
Utilizzando le opinioni dei principali soggetti decisori nelle Fondazioni, il progetto di ricerca
qui presentato ha verificato sotto il profilo empirico le relazioni osservabili tra vari modelli di
filantropia istituzionale proposti dalla letteratura, le attività di governo e le prestazioni delle
Fondazioni. Questo saggio si pone l’obiettivo di fornire agli operatori del settore degli spunti
di riflessione originali, analizzando il grado di condivisione ed adozione delle pratiche di
filantropia strategica suggerite dalla bibliografia e dalla prassi internazionale.
Il quadro teorico di riferimento adottato descrive l’attività filantropica istituzionale come
originata da processi di governo che possono essere, vicendevolmente, più deterministici
- pianificare e controllare - o più solidaristici - incentivare e supportare. La metodologia
utilizzata indaga le correlazioni più significative di questi diversi approcci con il modello
d’intervento multifase predominante nella letteratura anglosassone e così articolato:
selezione ex ante dei migliori beneficiari; ricerca di ulteriori finanziatori e partner di progetto;
sviluppo in itinere della progettualità a fianco dei beneficiari per aumentarne le prestazioni;
verifica ex post di risultati ed impatti per influenzare l’agenda sociale di tutti gli operatori
del settore ed aumentare la scala e le dimensioni degli interventi di successo. Partendo
dall’assunto che ogni Fondazione definisce in piena libertà i modelli di intervento e le
attività di governo (non esiste infatti in letteratura un modello vincente per tutti i possibili
contesti), l’analisi condotta offre dei riferimenti concreti in merito ai processi di governance
valutati come più utili e soddisfacenti da quei soggetti decisori che dichiarano una maggiore
condivisione e efficacia della filantropia strategica, consentendo di esplorare la domanda di
ricerca: “quale governo per un maggiore impatto sociale?”.
I risultati confermano una sostanziale condivisione ed adozione dei modelli d’intervento
multifase supportati da attività di governo deterministiche ma anche da importanti elementi
solidaristici tipici della tradizione filantropica Italiana. Si delinea, pertanto, un modello di
filantropia nazionale con marcati elementi di originalità, che merita approfondimento e
discussione, e pare in grado di creare valore sociale qualora implementato da soggetti di
governo consapevoli del ruolo che sono chiamati ad interpretare per essere concretamente
agenti di cambiamento sociale
Indagine sull’Azione di Governo e le Attività di Supporto alla Filantropia Strategica nelle Fondazioni Italiane. Analisi delle principali associazioni tra postulati della filantropia strategica, elementi innovativi della governance e prestazioni.
The Historical Analysis in Management Accounting Studies: The Origins of Cost Accounting in Italy
Organi di Governo e Strategia nelle Fondazioni Italiane: risultati di un’indagine nazionale
La recente letteratura ha investigato la composizione, le responsabilità e le caratteristiche dei consigli di amministrazione nelle organizzazioni
nonprofit. Risulta, invece, meno analizzata la relazione tra i diversi possibili modelli di governo e la strategia filantropica.
Per colmare tale lacuna, questo studio integra il modello teorico anglosassone della “filantropia strategica” nei recenti lavori sulla
governance nel nonprofit analizzando il ruolo degli amministratori nell’influenzare e supportare l’approccio strategico delle fondazioni.
L’analisi empirica presenta i risultati di un’indagine condotta tra 201 soggetti decisori apicali (presidenti, amministratori e managers) appartenenti
alle principali fondazioni d’erogazione Italiane. Utilizzando dati di percezione, i risultati mostrano associazioni statisticamente
significative tra selezionati elementi di governance (l’utilità dei report manageriali di programmazione e controllo, l’attivismo degli
amministratori e la loro soddisfazione) ed i quattro pilastri teorici della filantropia strategica.
Le conclusioni possono facilitare i processi in corso di autoregolamentazione ed ispirare gli operatori del settore interessati ad aumentare
l’impatto sociale delle proprie fondazioni
Managerialità Solidale: Governo e Strategia nelle Fondazioni Italiane
Le Fondazioni italiane amministrano un ampio ventaglio di progetti sociali finanziati con il proprio patrimonio e coordinati con la propria struttura organizzativa, contribuendo così allo sviluppo sociale ed economico del Paese. Gli amministratori che siedono nei consigli d’indirizzo o di amministrazione di ciascuna Fondazione affrontano, pertanto, la complessità di gestire contemporaneamente due portafogli da sviluppare e monitorare nel tempo: il primo è legato al proprio patrimonio economico-finanziario, il secondo all'attuazione degli interventi sociali.
Il processo strategico e direzionale che si origina dai consigli di amministrazione delle Fondazioni concilia un approccio manageriale e razionale, tipico del comportamento di un gestore d’investimenti, con un approccio più solidale e altruistico che affonda nella tradizione mecenatistica del nostro Paese e nella partecipazione civica delle istituzioni nonprofit. Questi due aspetti, sebbene debbano essere considerati separati e distinti, non risultano necessariamente in conflitto tra loro, ma generano un impegno gestionale che merita un dettagliato approfondimento teorico ed empirico.
Questo saggio individua una serie di caratteristiche del modello di governance in grado di favorire una positiva mediazione tra la dimensione più deterministica del complesso di operazioni collegate alla sfera manageriale e quella più solidaristica, legata invece alla partecipazione sociale. I dati, raccolti tra 201 membri degli organi apicali, hanno permesso di isolare diversi possibili assetti e stili di governo che si sviluppano modulando opportunamente diversi elementi: la composizione degli organi, le modalità di partecipazione degli amministratori, l’efficacia degli strumenti manageriali, le principali caratteristiche dell’intervento sociale in esame e le attività di supporto da assegnare agli amministratori in aggiunta ai classici compiti di indirizzo e controllo.
Il volume fornisce utili indicazioni operative finalizzate all’implementazione di un modello di governo dinamico, capace di assecondare il ciclo di vita e le finalità strategiche delle Fondazioni, il cui successo risulta maggiore quando gli organi direttivi riescono a dotarsi di informazioni e conoscenze e si dimostrano in grado di renderle operative in processi di programmazione, accompagnamento e verifica del proprio operato sociale. Quanto più la combinazione tra gli elementi che caratterizzano il governo risulta bilanciata, tanto più gli amministratori ed i manager operativi riescono a qualificarsi come professionisti del Terzo Settore, assumendo il ruolo di catalizzatori di managerialità al servizio della filantropia e sviluppando le competenze specialistiche funzionali alle peculiarità delle Fondazioni
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